Home Page Riflessioni.it
Lettere On Line

Lettere Online  Indice

- Raccolta di lettere inviate dai visitatori

 

La vera riunione dei contrari

di Isabella di Soragna
- Settembre 2021


Avevamo già indagato sulla frase della mistica indiana: - CHI è nato? - Cerchiamo di andare più in fondo ancora nel dettaglio e verificare ‘’chi’’ o “che cosa” è nato, vive e muore. Cerchiamo con determinazione in ogni campo possibile, a chi o a che cosa siamo identificati e da quando?
Abbiamo esplorato un poco anche nella fisica quantistica, nelle favole, nella mistica (vedi www.isabelladisoragna.com/lologramma-della-vita)
Proviamo a riallacciare la saggezza antica, vissuta dai sat-guru (esseri totalmente realizzati) con le vicissitudini del neo-nato (apparente) e verificare che sono la stessa cosa, con espressioni diverse. Lasciamo da parte la filosofia, la non-dualità, il Vedanta, ecc. ; spesso le pratiche anche intense per “arrivare” alla Realizzazione ultima, possono essere ancora l’“aggancio di un ego spirituale” come potrebbero essere alcune organizzazioni di beneficienza, gli ashram, in cui ci si sente di far parte del “fior fiore”, sostenuti da un’ideale condiviso e un maestro degno di credito, con pratiche intense collettive: questo può essere necessario agli inizi, ma poi rischia di diventare dipendenza.
Ci è stato raccontato di un “concepimento”, un ovulo che incontra uno spermatozoo in un dato momento… per caso, anche se crediamo in una nostra decisione consapevole. Nisargadatta Maharaj non andava tanto per il sottile e diceva spesso: - Ecco uno sputo che crea poi tante miserie. - Allora com’è possibile …credere al fatto che da 0 (zifr in arabo) da cui nascono le cifre, si manifesti un mondo reale?
Come è stato verificato infinite volte dallo scienziato e psicologo Stanislav Grof, tramite le regressioni con LSD e in seguito la respirazione olotropica, (molto rapida e intensa) i pazienti hanno sempre dimostrato in vari modi e nelle apparizioni dal contenuto simile, il ripetersi, nello spazio-tempo della loro esistenza, le varie fasi della gravidanza e della loro nascita, che obbedivano a leggi precise di sensazioni-percezioni. Questo a seconda della forza specifica che condizionava le varie fasi.
Ne feci l’esperienza diretta, in cui per alcune settimane di digiuno e di respirazioni olotropiche, mi fu possibile vivere e rivivere scene intense di varie generazioni e civiltà, pur realizzando che non ero “io’’ a viverle, ma erano solo memorie che ricalcavano una sensazione già contenuta nel mio programma di nascita (convalidato dal tema astrale, chiara dimostrazione che non c’è chiaroveggenza, ma solo il presente già compiuto). Impossibile quindi che vi fossero stati infiniti “ego”: questo mi fece verificare che in realtà un “ego” non era mai esistito, cosa che per me era evidente fin dall’infanzia, senza osare dirlo.
Inutile dire che karma, vite passate, reincarnazioni, si rivelavano ancora concetti: da un lato serviva a mostrare che se ancora eravamo schiavi delle nostre memorie e desideri al punto di morte, i nostri corpi sottili sparsi trovavano modo di riprodursi e continuare: dove, come, quando? Ancora nello spazio-tempo illusorio? Siamo quello che crediamo indubbiamente.
Una tecnica molto valida fu anche il “gioco della sabbia” con l’allieva di C.G. Jung , Dora Kalff.
Questo mi fece poi verificare che già nell’attimo del concepimento (casuale) vi è già in sospeso tutto l’ologramma che poi si manifesterà apertamente alla nascita e poi in dettaglio nello spazio-tempo (apparente) della vita terrena. Da 0 a 100 anni è sempre lo stesso programma, con infinite variazioni, ma… qui-ora.
Stan Grof quindi, durante le sedute terapeutiche con LSD e la respirazione accelerata o olotropica in seguito, realizzò che il paziente riviveva episodi, sempre simili, della gravidanza e della nascita. Si capì anche che lo stato psichico e fisico della gestante era vissuta dal feto come “sé stesso”, anche oltre la nascita.
Nei libri di Grof (che raccomando) “La mente olotropica”, “Oltre il cervello’’ e vari altri, si comprende chiaramente lo svolgersi delle varie fasi della nascita (più o meno difficili o complicate) che impregnano il futuro individuo, il quale crede di decidere e di agire con volontà propria, in realtà non fa che seguire il percorso già tracciato. Sono memorie rielaborate con molte variazioni, ma che hanno la stessa impronta indelebile.
In maniera assai succinta potrei affermare che nascita e morte sono equivalenti per il nascituro e… il morituro.
Si distinguono quattro cosiddette “matrici perinatali” (perinatale: peri = intorno, natalis = relativo alla nascita biologica)

La prima matrice perinatale, rappresenta l’unità simbiotica del feto con l’organismo materno. Se tranquilla o piacevole induce periodi di beatitudine totale, mistica, assenza di barriere ecc. Se vi sono fasi spiacevoli, la dissoluzione mistica è sostituita da distorsioni psicotiche e paranoia.
La seconda matrice perinatale è collegata, all’inizio del parto biologico, con segnali di allarme dovute alle contrazioni muscolari, spasmi e sensazione di non esserci via d’uscita.
Angoscia, mostri terrificanti che bloccano la via, il “paradiso perduto’’ dei temi religiosi e l’impossibilità di uscire o l’inferno, la claustrofobia, l’essere quindi intrappolati senza speranza.
La terza matrice perinatale è rappresentata da forti contrazioni, ma c’è movimento verso un’uscita, la propulsione nel canale vaginale e questo determina una lotta per la sopravvivenza e contatto con escrementi materni. Lotte titaniche, sadomasochismo, eruzioni vulcaniche tornado e terremoti, scene violente di guerre, bombe atomiche ecc. Vi è però un segno di lotta e non di sopraffazione ineluttabile.
La transizione tra la terza e la seguente è rappresentata spesso dalla “fenice che brucia nel fuoco e risorge”.
La quarta matrice perinatale è vissuta come liberazione, dopo la morte-rinascita. Si tocca il fondo, ma ora appare la luce. Questo s’incontra nell’inconscio collettivo delle varie religioni, e le mitologie. Gli elementi autobiografici infine rivelano la fine di situazioni pericolose, la sopravvivenza a incidenti, guarigioni.
In tutte queste prime matrici, si capisce anche il comportamento di individui criminali, folli o virtuosi: tutto è già programmato a seconda delle fasi vissute in modo più o meno laborioso, difficile o sereno.
Osservando queste fasi della cosiddetta “nascita biologica” si nota che è solo un riassunto momentaneo di anni di vita (cosiddetta) futura, e già avvenuta nell’USB del cervello. Che valore può avere?
Come già accennato, il nostro sistema neurologico può in condizioni normali, solo percepire gli eventi in modo lineare, temporale, non in modo simultaneo. La nascita è un modo di intravedere la relatività dello spazio-tempo che poi, come un elastico, si tira da 0 a periodi di spazio-tempo variabili.
Siamo sempre debitori di un unico punto di riferimento-inventato - che inizia la famosa “misura” che è in realtà… “MAYA” (ipnosi) e che i fisici quantistici guardano con timore e sospetto. Un commentatore di questo fatto diceva: - Se vuoi vedere un lampo di spavento negli occhi di un fisico moderno, chiedigli che cosa succede, se non vi è un osservatore! – Già! …oh! l’atomo è diventato un... fantasma. Altre scoperte confermano la questione paradossale. (La doppia 'natura' di materia e radiazione che si comportano talora come onde, talora come corpuscoli; il dualismo onda-particella o dualismo onda-corpuscolo si definisce la duplice natura, sia corpuscolare sia ondulatoria, del comportamento della materia e della radiazione elettromagnetica.)
Ecco la più chiara dimostrazione che anche nel mondo scientifico, che dal vuoto-inconcepibile- senza nessuna origine, nasce la materia che ritorna al vuoto, s’intravede il racconto simile del “prima” del concepimento, il concepimento, il parto e infine lo svolgersi di una “vita” e il ritorno al vuoto: tutto questo è confermato anche dal quadro astrale in cui GIÀ tutto è ‘’avvenuto’’.
Ovunque andiamo a verificare con serietà, troviamo la stessa identica risposta: tutto è sogno apparente, che il nostro sistema produce sia nel sogno notturno che altrettanto in quello diurno. Appare, certo, ma NON è.
Allora in “realtà” siamo vacuità inconcepibile o apparenza ipnotica? I concetti sotto l’effetto di una memoria “meccanica’’ (vedi articolo ‘Prima della vita la memoria’), stigmatizzano, illudono, ma se approfondiamo la questione di quello che eravamo prima di essere concepiti, automaticamente rimaniamo nel …non-so-che-non-so, ossia Quello Inconcepibile che siamo sempre. In breve: siamo “oltre lo zero”.

Isabella di Soragna


I contenuti pubblicati su www.riflessioni.it sono soggetti a "Riproduzione Riservata", per maggiori informazioni NOTE LEGALI

Riflessioni.it - ideato, realizzato e gestito da Ivo Nardi - copyright©2000-2024

Privacy e Cookies - Informazioni sito e Contatti - Feed - Rss
RIFLESSIONI.IT - Dove il Web Riflette! - Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo