Riflessioni sulla Simbologia
di Sebastiano B. Brocchi indice articoli
Commento al Popol Vuh.
Prima parte Settembre 2009
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Avrei esordito dicendo che il "Popol Vuh" è la più grande opera letteraria dell’America precolombiana, ma affermarlo in senso assoluto sarebbe sbagliato. Certo esso, oltre ad essere (cito dagli esperti) "un capolavoro della letteratura mondiale", è il testo principe della civiltà Maya; ma, è necessario precisarlo, è anche uno dei pochissimi frammenti superstiti di quella che, prima della conquista spagnola, era una produzione letteraria vastissima e quanto mai evoluta.
La duplice divinità creatrice è chiamata anche Gucumatz (quel "Serpente Piumato" chiamato con diversi nomi dai popoli precolombiani). È sicuramente significativo il fatto che il serpente appaia nei miti creazionistici di moltissimi popoli antichi. Penso ad Ananda, il serpente a sette teste su cui sono assisi Brahma e la sua Shakti, Lakshmi, secondo la
Il racconto creazionistico del "Popol Vuh" prosegue con la creazione del mondo con i suoi monti, boschi, campi, animali. Ci viene detto però che, una volta creati gli animali, il Creatore e Modellatore si scontrano con un primo rilevante ostacolo, accorgendosi che questi non erano in grado di parlare. "Non si palesò la forma del loro linguaggio, e ognuno produceva un grido o un suono diverso. Quando il Creatore e Modellatore (…) si resero conto che non conseguivano di farli parlare, ragionarono fra loro: "Non è stato possibile che pronunciassero i nostri nomi, i nomi dei loro artefici. E questo non sta bene"" ("Popol Vuh"). Da qui la necessità di creare l’essere umano.