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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 05-03-2003, 20.08.17   #31
anomis
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Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 39
R. Rubin tu scrivi che apparire non è essere.
Si condivido, sono due vocaboli con significato diverso, ma il primo dipende dal secondo: si appare in conseguenza del proprio essere. L'apparire è riferito solo ad una parte del tutto, ma è anche questo rilevante.

Non capisco come mai si dia tanta negatività all'influenza che il nostro apparire ha sulle persone. Il nostro aspetto esteriore è comunque parte di noi. Il mio modo di apparire non sarà mai quello di un'altra persona e perché? Perchè il mio aspetto esteriore, il mio modo di pormi, il mio abbigliamento, i miei capelli sempre un po' spettinati comunicano qualcosa, ogni volta, in conseguenza di come io sono.

Io credo che sia importante l'aspetto esteriore quanto l'aspetto interiore e che non ci sia niente di negativo in questo.

Io amo la comunicazione in tutte le sue forme e tutto quello che riguarda una persona: osservo molto gli altri, ma se mi soffermo sull'aspetto esteriore questo non significha che non abbia voglia di procedere la mia analisi andando oltre per percepire quanto più è possibile dell'aspetto interiore di un soggetto.

Secondo me l'essere include l'apparire: nell'apparire si mostra parte del nostro essere e se non si è contenti di come si appare agli altri, molto probabilmente, c'è anche qualcosa di noi, del nostro essere che non è compreso per causa nostra.

Siamo sempre noi che decidiamo come apparire in funzione del nostro essere!!!

Simona
anomis is offline  
Vecchio 06-03-2003, 16.48.52   #32
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
Credo che essere ed apparire non siano affatto sininimi, inoltre non dipendano uno dall'altro, si può essere in un determinato modo e non rendersene conto, di conseguenza agire in base a ciò che ci sta attorno, al contesto sociale in cui si vive...adattandosi alle mode del momento per non essere esclusi da ciò che molti definiscono società.
Ora, io posso imparare a conoscere me stessa dai miei errori...ed in base a questa presa di coscienza, migliorare sia il mio essere che il mio apparire per divenire più coerente con il mio vero io... ma non è affatto semplice...implica una svolta, un cambiamento sia interiore che esteriore e non sempre si è disponibili o si ha voglia di "lavorare" su sé stessi.

Certo, questa è solo una mia opinione, condivisibile o meno... ma credo e sono più che convinta che il nostro apparire non sia strettamente legato al nostro essere, sicuramente in parte, ma in una parte più o meno uguale alla "dipendenza" dal contesto in cui viviamo....
Vi pongo un'altra questione che secondo me è degna di riscontro... l'esistere... da cosa dipende?
Essere, esistere ed apparire che legame hanno tra loro?
Una volta abbiamo discusso sulla differenza tra essere ed esistere... esisto come essere vivente ma sono perchè esisto?
Oppure apparire è una conseguenza dell'esistere ?
deirdre is offline  
Vecchio 06-03-2003, 21.34.06   #33
anomis
Ospite
 
Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 39
Deirdre, tu scrivi:

"Credo che essere ed apparire non siano affatto sininimi, inoltre non dipendano uno dall'altro, si può essere in un determinato modo e non rendersene conto, di conseguenza agire in base a ciò che ci sta attorno, al contesto sociale in cui si vive...adattandosi alle mode del momento per non essere esclusi da ciò che molti definiscono società."



Bene, io credo che se uno si adegua alle mode per non essere escluso dalla società allora trasmette un po' della paura che sente dentro sé nel possibile rifiuto da parte degli altri, nel non essere giudicato positivamente se non segue qualcosa che solitamente è seguita dalla gran parte delle persone.
Se uno si adegua di continuo alle mode, al volere degli altri è perchè teme il rischio di mostrarsi per quello che è, ma comunica anche in questo modo qualcosa di sé.

Se uno non si rende nemmeno conto di come appare agli altri è ancora questa una caratteristica della persona.

Insomma è impossibile non trasmettere qualcosa di sé: vogliamo o non vogliamo noi comunichiamo sempre qualcosa di noi agli altri.

Ma, spiegami, cosa c'è di negativo nell'osservare una persona sia in apparenza sia in profondità? E' il gioco della comunicazione questo ed è pure stimolante secondo me. Se tutti avessimo la possibilità di capire subito come è una persona nell'animo allora non avrebbe più senso desiderare di approfondire la consocenza di un soggetto.

Il nostro apparire è una conseguenza di ciò che siamo, ma vi sono tante altre conseguenze di ciò che siamo e se l'apparire non conta per alcuni allora sarà bene impegnarsi per dare importanza ad altri aspetti per renderli tanto forti da distruggere quello che è il solo apparire.
Alla fine se uno veramente non crede nelle sole apparenze se ne accorgeranno anche gli altri.

Se tu scrivi di essere notata per un tuo modo di vestirti o di portare i capelli è perchè molto probabilmente questo tuo stile non è comune. Questo trasmette che tu dai importanza alla tua apparenza affinchè questa sia come tu vuoi e non come la vorrebbero gli altri e che hai una personalità che vuoi esprimere anche attraverso il tuo aspetto esteriore. Io non posso che apprezzare questo modo di porsi perché denota voglia di dare qualcosa di sé anche solo con il creare un po' di originalità.

Insomma tutto quello che riguarda una persona è meraviglioso sia che riguardi il suo aspetto esteriore sia che riguardi il suo aspetto interiore.

Tu continua a mostrarti come vuoi e non sbaglierai mai.
Se sentirai troppo disagio allora sarai tu stessa a voler modificare qualcosa, ma perchè lo deciderai tu sempre in base a come sei.

Un grosso ciao, Simona.
anomis is offline  
Vecchio 07-03-2003, 14.25.39   #34
leeve
Ospite
 
Data registrazione: 06-03-2003
Messaggi: 8
apparire è un pò essere

ciao a tutti
credo che apparire non significhi essere,ma "come uno vuole apparire"ci dica in parte come una persona è.
Mi spiego meglio:conosco una ragazza,la invito a cena.Metto l'abito buono(quello della domenica)mi faccio prestare la mercedes del mio amico commercialista e la porto in un ristorante romantico.Lume di candela,musica in sottofondo,champagne!!!!Le racconto del mio ultimo viaggio a Parigi,del mio lavoro di responsabile vendite di una grande ditta import export(Balle&Fregature spa).Totale spesa 250 euro(sigh!gli ultimi,erano per la bolletta del telefono).QUINDI?
Quindi non ho nessun abito buono,non ho nessun amico commerc.,non sono mai stato a Parigi e faccio il cuoco.Perciò come cerco di apparire non dice veramente come e cosa sono,ma dice che sono un falso,forse un opportunista,uno che a vergogna di mostrare ciò che è.Il problema è che la povera ed ignara ragazza questo non lo può sapere.
leeve is offline  
Vecchio 07-03-2003, 16.37.11   #35
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
Leeve...hai colto il mio pensiero, in poche righe hai espresso perfettamente e descritto in modo molto semplice il comportamento delle masse, apparire migliori... secondo la mentalità comune, di ciò che si è. Migliori però in base ad una regola di classe imposta dalla società. Divenire falsi per necessità o per essere accettati.
Il giudizio altrui spaventa, temo il parere delle persone perché potrebbe condizionare il mio esistere.
Allora opto per il falso, il camuffamento...talvolta scadendo anche nel ridicolo.
Ma tutto questo è imposto da questa società malata, priva di profondità e che si basa quasi esclusivamente sull'esteriorità d’ogni fattore.

Io sono un semplice operaio, però per conquistare il cuore di una donna devo camuffarmi da imprenditore...perché?
Semplice... perché la società insegna che è migliore chi ha soldi, prestigio, potere... non importa come questi fattori vengano conquistati, basta che ci siano.

Il discorso dell'adeguamento alla moda del momento è molto ampio, posso sostenere che buona parte della popolazione segue questo...come definirlo... filone????? Semplicemente per essere accettato, magari neppure si piacciono cosi agghindati, ma è la moda, bisogna seguirla... altrimenti si rimane ai margini....

Strano questo mondo...proprio strano!
deirdre is offline  
Vecchio 07-03-2003, 18.12.58   #36
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Deirdre scrive:

"...presa di coscienza, migliorare sia il mio essere che il mio apparire per divenire più coerente con il mio vero io..."

Potresti chiarire cosa intendi con Io?

Il fatto della consapevolezza entra però a merito.
Più sono consapevole di come sono, più mi sento forte nella consapevolezza di esserlo, più mi mostrerò di conseguenza.

E probabilmente sembrerò anche originale; infatti credo che chi riesce ad essere consapevole di se stesso, apparirà originale, in quanto adeguato alla sua interiorità. Mentre molte persone si adeguano a standard più o meno fissi, esterni.

Ma Anomis dice che comunque, se vedo una persona comportarsi coerentemente con certi standard, questo mi dirà che quella persona non ha raggiunto una buona consapevolezza di sè, o forse non è così forte da imporre sè stessa come in realtà è, magari perchè teme critiche.

Resta comunque la differenza tra come siamo-in relazione, e come siamo-fuori dalla relazione.

Di certo sono collegati, ma non saprei dire cosa li lega, quale tipo di relazione: è possibile poi travare una legge sempre valida?
O cambia sempre?

Mi sembra che per scoprirla bisogna prima conoscere anche gli altri aspetti della persona.
Poi si potrà forse capire meglio il perchè quella persona si mostra così.

Ciao
r.rubin is offline  
Vecchio 07-03-2003, 19.12.41   #37
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Fisiognomica

Invertendo il discorso...a me apparire aiuta ad essere...quando mi vedo trasandato,barba lunga e spettinato...la mia stima verso me stesso tende a diminuire...mentre se mi vedo tutto in tiro,lindo e profumato...ciò mi aiuta a essere sicuro di me stesso...
...Ciò può dipendere forse dal fatto che casa mia sembra più un labirinto di specchi...e anche la mia palestra non scherza...quando mi vedo trasandato nel riflesso penso..."chissà cosa pensa l'altra gente di uno che ha così poca cura del suo aspetto esteriore" e allora mi deprimo...
Diciamo che l'aspetto esteriore è lo specchio dell'anima...penso che più si è belli fuori più si è belli dentro...e una certa cura del proprio aspetto sia una nota di merito...
Certo tutto ciò non deve scadere nella finzione...
sisrahtac is offline  
Vecchio 08-03-2003, 02.38.05   #38
anomis
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Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 39
A volte credo che il vero superficiale sia chi presta troppa attenzione ai giudizi di chi non lo conosce se non per il suo aspetto esteriore.

Ma perchè dare tanta importanza e rimanerci male per come possono valutarci gli altri in base al solo nostro aspetto esteriore?

Se è vero che non si vuol badare solo all'esteriorità allora occorre dare l'esempio iniziando a non dar troppa importanza a dei giudizi superficiali.

Diamo importanza a ciò che siamo e trasmettiamo sempre al meglio ciò che è in noi in qualsiasi modo che abbiamo a nostra disposizione e non sbaglieremo mai.

Io, sinceramente, non ho mai avuto la sensazione di apparire in un modo diverso da quella che sono: mi piaccio sia esteriormente, sia interiormente, mi amo per il mio corpo, per la mia mente e per i vari modi in cui appaio; ma non perdono molti miei aspetti e mi sento sempre in dovere di migliorarmi per me e per gli altri.
Molto probabilmente non riuscirò mai a capire cosa si sente nel non essere ben considerati in quanto io sento, addirittura, che la gente mi considera meglio di quello che forse sono.
Ho un aspetto che mi ha sempre aiutato, ma spesso proprio per il mio aspetto ho avuto delle crisi: ho, per molto tempo, creduto che molti fossero interessati a me solo per il mio aspetto ed ho incominciato a sentire un gran vuoto dentro me ed un gran bisogno di riflettere e di dialogare con me stessa, di arricchirmi interiormente.
Ora sono giunta alla conclusione che mente e corpo sono strettamente legati e che anche l'immagine che io ogni volta do di me è quella che ogni volta io scelgo senza mai dare troppa importanza al giudizio degli altri.
Non amo mettere niente che possa attirare la mia attenzione proprio perchè non voglio, in alcun modo, che la gente mi consideri solo per il mio aspetto piacevole.

Molto probabilmete, tra qualche minuto mi sarò già pentita di avervi scritto tutte queste cose su di me, ma per il momento mi sento come alleggerita.

Simona.


Vorrei ringraziare R. Rubin per aver dato una giusta interpretazione a quanto ho scritto e soprattutto per avermi dato la sensazione che qualcuno abbia voluto capire quanto avevo da esporre.
Spesso mi sembra che alcuni partino in quarta con le loro idee e continuino con queste senza alcuna intenzione di capire le tesi contrastanti.

Io, per esempio, ero partita con lo scrivere che "essere" è come "apparire", ma poi riflettendo su alcuni vostri scritti mi sono ricreduta: pur essendo convinta, ancora, che l'apparire sia conseguenza dell'essere, ora, però, penso che l'essere riguardi tutta la persona nel suo insieme e che, differentemente, l'apparire riguardi solo una parte di questo insieme.

Sono le ore 2:33 di notte e forse alcune frasi le ho scritte proprio per via di un orario in cui non ragiono più molto.

Buona notte a tutti.
Buon fine settimana.

Simona.

Ultima modifica di anomis : 08-03-2003 alle ore 02.40.16.
anomis is offline  
Vecchio 08-03-2003, 09.55.33   #39
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
Buongiorno,
caro Rubin, provo a dare risposta alla tua domanda.
La conoscenza ed il controllo dell'IO, ovvero ciò che è il nostro vero "carattere", quanto ci rende unici e ci distingue da ogni altro essere vivente, per la maggior parte delle persone, rimane latente per tutta la vita, questo perchè determinati individui non vogliono, o magari non interessa loro la ricerca del proprio sè, ti capita mai di fare qualcosa e poi rimanere perplesso dalla tua reazione? Questo avviene perché non siamomo in grado tenere sotto contrtollo la parte più profonda ed "intima"di noi.

Per noi rimane qualcosa di sconosciuto fino al momento in cui decidiamo di cominciare un'attenta analisi introspettiva.
Prendere coscienza di questo IO, per me, significa fare una ricerca interiore, non semplice, lo ammetto.
C'è un vecchio detto che dice, se sei in pace con te stesso, ovvero se conosci il tuo vero io e con Lui sei in perfetta sintonia, sarai in pace anche con il resto del mondo. Non a caso tantissime persone entrano in analisi...ci sarà pure un motivo.
Mi spieghi perchè la malattia più diffusa ai giorni nostri è la depressione?

Ci possono essere molte spiegazioni, credo. ma sostanzialmente è l'incapacità di essere sé stessi, e questo, a lungo anadare logora e crea enormi frustrazioni.

Divenire coerenti con il nostro io, secondo me, significa prendere possesso di noi stessi, conoscersi fin negli aspetti più intimi e di conseguenza, agire in modo tale da non andare contro questi aspetti.

Spero di esser riuscita a spiegare il mio pensiero.

Citazione:
E probabilmente sembrerò anche originale; infatti credo che chi riesce ad essere consapevole di se stesso, apparirà originale, in quanto adeguato alla sua interiorità. Mentre molte persone si adeguano a standard più o meno fissi, esterni.


Vedi, senza volerlo hai già dato tu risposta alla domanda.

ciao
deirdre is offline  
Vecchio 08-03-2003, 13.21.10   #40
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Già, stavo pensando proprio a questo frase:
"noi decidiamo come apparire, decidiamo cosa comunicare".

E questo presuppone proprio il controllo di sè stessi, del proprio personaggio. Controllo mai totale, perchè influenzato anche da quanto ci circonda e interagisce con noi...ma non per questo meno importante e piacevole:

essere attori della propria storia, nel mondo delle relazioni, è vita.

Esco un momento solo dal tracciato per un'osservazione:
quando noi siamo attori della nostra vita, abbiamo cioè un'io forte che più o meno controlliamo, diventa più difficile la comprensione simbiotica.
Con comprensione simbiotica intendo quella capacità di entrare con tutto te stesso nell'oggetto ("oggetto" inteso come, sentimento, sensazione, movimento, essere, qualsiasi delle forme della vita, e dei contenuti).
Questa capacità resta nell'artista che, infatti, ha la capacità di "eludere il proprio io".

All'interno dell'io resta la possibilità di empatia (non facile, figurateve che devo ancora capire di cosa si tratta!)

Quell'io che comunica e vive, è una gabbia,
con caratteristiche positive: ci dà la sicurezza di essere noi stessi e la possibilità di agire e vivere pienamente;
negative: come una gabbia mette delle barriere tra sè e l'altro da sè, fondamentale per l'autocoscienza e il controllo, ma che limita (ed è, poi, proprio la sua funzione) le intrusioni dell'altro da sè in sè, o del sè nel mondo; se questo succedesse troviamo la follia.

L'exursus che ho fatto, che è un tentacolo del discorso di questo forum, voleva solo farvi riflettere un'attimo su questo: l'essere se stessi coerentemente, essere forti e personaggi, attori del proprio mondo, nel mondo delle relazioni, è un dono enorme, che allo stesso tempo limita enormemente.

Ma non si dice che tutti siamo limitati?
E che proprio nel limite, e poi dal riconoscere i propri limiti, sta
l'essere umano?

E' vero, se parliamo dell'essere umano sociale (quello che è poi più importante), ma esistono anche altri lati...non fondamentali, meno importanti...siamo d'accordo.

Ho finito l'exursus, spero che a qualcuno sia interessato.

Ciao
r.rubin is offline  

 



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