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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 29-07-2007, 10.55.32   #41
katerpillar
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

TippetE
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Non so Katerpillar ma, per come sono fatto io, mi viene di pensare che se il problema, ossia: "Pensare di cambiare il mondo ..." fosse solo ed esclusivamente di natura politica allora mi butterei a pesce nella mischia e, probabilmente accetterei quella sfida con me stesso per fare fino in fondo qualcosa in cui credo, perchè è bello fare le cose in cui si crede in quanto fa sentire più protagonisti della propria vita e meno preda di tutto quello che ci circonda e, sopratutto, in molti casi, meno fuorviati dall'ambiente che ci dice sempre cosa fare.
katerpillar

Per il momento è il miglior mezzo che abbiamo, solo che, nel tempo, bisognerebbe rimanere vincolati a quel sogno primario; quell'entusiasmo iniziale che ci fa prendere degli oneri, magari più grandi delle nostre possibiltà.

Purtroppo, in tal senso, abbiamo visto tanti personaggi politici che sono partiti con gli stessi ideali e poi si sono persi per la strada, essendosi fatti corrompere dal sistema.

Io, che non sono più tanto giovane, ricordo l'entusiasmo del nostro attuale presidente della repubblica, quando cavalcava la protesta degli operai per ottenere quello che gli spettava. Ora, che con l'avvallo dei sindacati, che a questi vecchi operai hanno tolto anche gli occhi per piangere, e che le nuove generazioni non hanno nessuna prospettiva di vita sociale, avesse mai pronunciato una parola di condanna in loro difesa. Si è semplicemente adeguato....è stanco di parlare ed ha adottato il silenzio come forma di lotta.

Amico mio, è gia tanto difficile avere degli ideali, ma sapessi quanto è difficile mantenerli nel tempo. Guarda tutti i capi popolo del 68, come Capanna, Sofri ecc. Si sono tutti adeguati al sistema; come per dire: e chi se ne frega della classe operaia, tant'è che anche i partiti della sinistra, essendosi adeguati pure loro, hanno cambiato mille volte il loro nome e la loro ideologia. Infatti, quando Dalema va in barca o quando va al Club nautico a prendere l'aperitivo, mica incontra cipputi, Incontra il proprietario del Milioner, incontra i pargoli della famiglia Agnelli con i zaini pieni di cocaina.

Nonostante ciò, ritengo che la rivoluzione armata non possa risolvere nulla: già ne sono state fatte e i risultati l'abbiamo visti. Ci vogliono dei missionari che possano mantenesi integri, fino a quando non possano gettare il seme per questi famosi cambiamenti. Se alcuni di loro potesserro solo minimamente intravedere la soddisfazione morale che ne deriverebbe, sceglierebbero quel piatto pieno di bucatini alla matriciana, e non il piatto pieno di rospi.

Un caro saluto. Proseguiremo. Giancarlo
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Vecchio 29-07-2007, 11.24.04   #42
Patri15
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

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Sono convinto che non è uin problema Prodiano o Berluschese perchè se così fosse dall'altra parte dell'Oceano un certo Bush -e tanti prima di lui- sta, utilizzando le stesse dinamiche rapportate naturalmente alla forza del Paese, stravolgendo il mondo intero ma, nessuno nonostante il disagio sociale crescente riesce ad organizzarsi per fermare questi dittatori travestiti da democratici e, allora il problema è dell'uomo che forse dentro è rotto, non funziona, è guasto, non sente dolore?

Sono convinta che l'essere umano, in fondo non sia libero.

L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura.

Perché la libertà ci obbliga a prendere delle decisioni e le decisioni comportano rischi.

E poi quali sono i criteri su cui basare le nostre decisioni?

L'uomo è abituato che gli si dica cosa deve pensare, anche se gli si dice che deve essere veramente convinto di ciò che pensa.

Sono felice TippetE che, insieme, abbiamo potuto risollevare dall'oblio, da cui anche i Grandi non sono esenti, De André, non solo un poeta, non solo un musicista, ma davvero un uomo.
Ti ringrazio
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Vecchio 30-07-2007, 15.59.01   #43
katerpillar
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

Patri15
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Sono convinta che l'essere umano, in fondo non sia libero.
L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura.
Perché la libertà ci obbliga a prendere delle decisioni e le decisioni comportano rischi.
katerpillar

Una risposta breve, breve perché oggi ho da fare. Punto di domanda: ma quando ci rendiamo conto della realtà da te portata alla luce....che cosa facciamo? Cerchiamo di assumercele queste responsabilità, o continuiamo a stare con la testa dentro la bacinella piena di sabbia, magari standocene in cucina a girare il ragù, facendo attenzione che non bruci?

A proposito di ragù: come stai messa? lo sai cucinare?
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Vecchio 30-07-2007, 18.25.36   #44
Patri15
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

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Patri15
katerpillar

Una risposta breve, breve perché oggi ho da fare. Punto di domanda: ma quando ci rendiamo conto della realtà da te portata alla luce....che cosa facciamo? Cerchiamo di assumercele queste responsabilità, o continuiamo a stare con la testa dentro la bacinella piena di sabbia, magari standocene in cucina a girare il ragù, facendo attenzione che non bruci?

A proposito di ragù: come stai messa? lo sai cucinare?

Su Il Corriere della Sera, c'è un articolo del (a mio avviso) ormai obsoleto Alberoni, il quale scrive:

“L’individuo pensa a sé stesso, ai suoi interessi, alla sua felicità. Non sopporta vincoli, freni, non fa più figli, … cerca il sesso facile e senza impegni”. Se ogni regione italiana, come l’Europa intera, si spegne nel “cinismo permissivo”, se diamo uno sguardo al di là del nostro bel mare … “l’Islam brucia nel rigorismo dell’utopia”. Quale il giusto bilanciamento?

Per quanto mi riguarda, continuo a ripetere che c'è bisogno di una crescita individuale nel nostro Paese. La cultura è un mezzo necessario sia per la qualità della nostra vita, sia per dare all'Italia metodi e mezzi di avanzare senza ricorrere a rivoluzioni.

Di concreto quindi cerchiamo di evolvere noi, aiutando nel contempo nostro figlio o un nostro vicino; regaliamo libri, chissà - forse qualcuno prima o poi tornerà a leggerli, anziché rimbecillirsi davanti alla televisione.

Rivolgiamoci con gentilezza e non con grugniti a chi si incontra per strada, risparmiamo e compriamo il necessario, torniamo un po' all'indietro - ai tempi dei nonni, dei trisavoli, quando la Terra era, assieme al Sole, e al ciclo delle stagioni, la vita.

Piccole, piccolissime azioni, ma se siamo in tanti a compierle, sono sicura che il mondo - non adesso - non domani, ma migliorerà.

P.S. per Katerpillar: rispondo ad una tua strana curiosità (o golosità?) Il ragù alla bolognese lo so fare, potrei forse anche farlo in circostanze davvero eccezionali, perché' da molto tempo sono vegetariana - meglio fave e formaggio, per intenderci.

Ciao a tutti
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Vecchio 31-07-2007, 13.03.23   #45
katerpillar
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

Alberoni
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“L’individuo pensa a sé stesso, ai suoi interessi, alla sua felicità. Non sopporta vincoli, freni, non fa più figli, … cerca il sesso facile e senza impegni”. Se ogni regione italiana, come l’Europa intera, si spegne nel “cinismo permissivo”, se diamo uno sguardo al di là del nostro bel mare … “l’Islam brucia nel rigorismo dell’utopia”. Quale il giusto bilanciamento?
katerpillar

Se non lo sai tu che da 50 anni fai finta d'essere un intellettuale, che lo dovrebbe sapere?

Patri15
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Per quanto mi riguarda, continuo a ripetere che c'è bisogno di una crescita individuale nel nostro Paese. La cultura è un mezzo necessario sia per la qualità della nostra vita, sia per dare all'Italia metodi e mezzi di avanzare senza ricorrere a rivoluzioni.

Di concreto quindi cerchiamo di evolvere noi, aiutando nel contempo nostro figlio o un nostro vicino; regaliamo libri, chissà - forse qualcuno prima o poi tornerà a leggerli, anziché rimbecillirsi davanti alla televisione.

katerpillar

Io credo che tra le persone più umili e meno acculturatevi si può trovare ancora qualcosa di buono e continuano a fare la prole, mentre è proprio tra le categorie più erudite che si incontrano quelli elencati da Alberoni, tra cui....anche lui.....
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Vecchio 31-07-2007, 20.00.42   #46
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

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Patri15

katerpillar

Io credo che tra le persone più umili e meno acculturatevi si può trovare ancora qualcosa di buono e continuano a fare la prole, mentre è proprio tra le categorie più erudite che si incontrano quelli elencati da Alberoni, tra cui....anche lui.....


Sono d'accordo Katerpillar, non saranno certo questi pseudo-intellettuali a tirarci fuori dal fango, ma attribuisco molti meriti alla cultura, quella che accentua l'umiltà, perché più studi, più leggi e più di accorgi di non sapere.
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Vecchio 01-08-2007, 22.50.13   #47
TippetE
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

Oggi, per diciamo....lavoro sono tornato da Bologna dopo due giorni in quella che credevo fosse, dopo l'ultima mia visita alla fine di Giugno, una vera e propria fornace.
Invece sono stato benissimo (naturalmente non mi sono fatto mancare un Castellino San Giovese niente male e un piatto di tortelli al ragù).
Roma era molto più calda stasera.

Vorrei aggiungere che riflettendo su questi due giorni di impegno fuori casa, ho constatato che spesso un sorriso e un pensare "...ok andiamo avanti nonostante tutto quello che non mi è piaciuto..." fa si che le cose cambiano e noi stiamo meglio perchè la gente è più disponibile, ha voglia di ascoltare, di fare gruppo, si fa conoscere.

Questo...così, per aggiungere ai libri, alla gentilezza e, perchè no, all'importanza anche del bicchiere mezzo vuoto come, una cultura discutibile spesso sposata a quella semplicità che manca.

Ciao.
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Vecchio 19-09-2007, 01.38.02   #48
Horus_il_falco
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In molte discussioni di questo forum, ho notato che vi sono moltissime persone che sostengono che il mondo si può cambiare iniziando a cambiare il nostro piccolo; ma questo modo di pensare non è una grande mistificante utopia?

Negli anni sessanta questo problema è stato affrontato anche da Norman Mailer e da una schiera di filosofi americani, dove alcuni affermavano che per cambiare la società bisognava che prima cambiasse l'individuo, mentre altri sostenevano, invece, che necessitava prima cambiare tipo di società, perchè poi l'uomo si sarebbe schierato, adattandosi: ma non mi risulta che siano giunti a delle conclusioni definitive. In tal senso mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.
Si sono d'accordo che messo semplicisticamente così è proprio una utopia.
Ma sarebbe un utopia anche pretendere di cambiare l'individuo cambiando il tipo di società oppure a base di leggi e regolamenti o in base all'etica.
Anche per questo bisogna cambiare noi stessi prima cioè muoversi a livello di ontologia non semplicisticamente a livello etico e basta. e anche esteticamente è importante più di quel che uno pensa normalmente, cioè la forma del nostro agire e del nostro parlare è un aspetto da me trascurato, ma che ora riconosco essere molto importante, così l'estetica è importante nel cambiamento, non è estetica fine a se stessa come dire tutta pompatura e poco contenuto insomma.
Ma oltre questo tipo di riflessioni noto che non sono riuscito a dare una risposta alla tua domanda prima cioè : il mondo lo si può cambiare a cominciare da noi, ovvero una persona da sola può cambiare il mondo?
Meccanicisticamente parlando questa domanda fa ridere...
Ma perchè prende così tanto allora?
Devo ammettere che è la domanda che mi piace, è come aver colto nel segno qualcosa.
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Vecchio 19-09-2007, 10.27.21   #49
elair85
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Riferimento: Pensare di cambiare il mondo cambiando noi: è attuabile?

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In molte discussioni di questo forum, ho notato che vi sono moltissime persone che sostengono che il mondo si può cambiare iniziando a cambiare il nostro piccolo; ma questo modo di pensare non è una grande mistificante utopia?

Negli anni sessanta questo problema è stato affrontato anche da Norman Mailer e da una schiera di filosofi americani, dove alcuni affermavano che per cambiare la società bisognava che prima cambiasse l'individuo, mentre altri sostenevano, invece, che necessitava prima cambiare tipo di società, perchè poi l'uomo si sarebbe schierato, adattandosi: ma non mi risulta che siano giunti a delle conclusioni definitive. In tal senso mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.

certo che è un' utopia! io posso cambiare quanto voglio, migliorare fino alla perfezione e peggiorerei solamente le cose...in quanto il mondo non è di certo grazie a un singolo o a più singoli che cambia, il mondo è così e basta, e sarebbe peggio essere perfetti in un mondo marcio come questo perchè ci si sentirebbe ancora più soli e incompresi...""Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l'ora esatta, ma a che gli giova? Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l'ora sbagliata, persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l'ora giusta"
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Vecchio 19-09-2007, 14.25.38   #50
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Si sono d'accordo che messo semplicisticamente così è proprio una utopia.
Ma sarebbe un utopia anche pretendere di cambiare l'individuo cambiando il tipo di società oppure a base di leggi e regolamenti o in base all'etica.
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E perché solo in base a regolamenti e leggi e non in base al rispetto della dignità umana? Se andiamo indietro nella storia, intravediamo tanti personaggi che, o a capo di un popolo, di un esercito o di un semplice pensiero (Gesù), hanno cambiato il mondo.

I Cesari, per la loro conoscenza geografica dell'epoca, hanno cambiato il loro mondo, al punto che anche gli imperatori facevano carte false per diventare cittadini romani. La famiglia di Carlo Magno ha cambiato il mondo, iniziando da Carlo Martello che ha fermato gli arabi nella famosa battaglia di Poitiers, altrimenti ora parlavamo tutti Arabo ecc. E anche i suoi figli: Pipino il breve e Carlomagno; quest'ultimo con la fondazione della scuola pubblica.

Ai giorni nostri altri uomini "soli" hanno cambiato il mondo con la tecnologia; per esempio: il premio Nobel Guglielmo Marconi, che ha studiato fino alla licenza elementare, eppure ha cambiato il mondo con la sua invenzione, in un modo tale che non ci sarà bisogno di aspettare la storia per conoscerne l'entità.

Così come lo ha cambiato Meucci, l'inventore del telefono, anche se Bell, il solito americano, gli ha turlupinato il brevetto, che gli è stato riconosciuto solo ultimamente, e tutti coloro che hanno ideato dei vaccini, o medicinali che hanno salvato milioni di vite umane.

Sembra propio che cambiare gli uomini potrebbe cambiare il mondo, anche se, personalmente, credo che il mondo dovra essere cambiato: o da una rivoluzione violenta, da una religione, o da una scoperta importante fatta da un solo uomo o da una Equipe. Un saluto.
katerpillar is offline  

 



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