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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 24-09-2007, 10.51.28   #31
vero
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Data registrazione: 29-08-2007
Messaggi: 89
Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

citazione da Zero:

Mi sono reso conto che sono tante le persone che vivono la religione come una tecnica, in cui devi fare questo-questo-e-questo e allora sei apposto, Dio non ti lascierà fuori dal suo Regno. Questo atteggiamento non è in mala fede, non voglio criticare nessuno, ma è deludente, manca di sale, ci sono anche persone semplici che sono positivamente coinvolte, ma sono una rarità. Io non mi sento migliore dopo certe "pratiche" sono ancora in ricerca, Dio non l'ho trovato...

Solo che quando mi rendo conto di essere solo in una ricerca così difficile, comincio ad avvertire quell'abbandono di cui parlavo prima... e penso forse sbaglio ad assumere questo atteggiamento, forse la verità non è così bella come mi aspetto, forse da solo non posso farcela, forse tutti questi "forse" sono il mio Ego che dovrei mettere a tacere... insomma non so che pesci prendere...

Concordo e non concordo..mi spiego:
secondo me,la religione non va cercata in nessun posto,in nessun modo..colla mente..non va valutata,analizzata,paragonata ..non va scorticata come una scienza..perché sarebbe profanarla..accetta cio' che è,accettati con preggi e difetti,accetta di lasciare la vita pervaderti,semplicemente,senza farti sempre domande che talvolta non hanno rispote..perché il mistero è qualcosa che è,e che cercando di risolverlo,di spogliarlo per capirlo..diventa un problema..da risolvere..quando non lo è affatto.
Cio' che è è..semplicemente,nessun bisogno di comportarsi in tale o tale modo..ubbidire a tale linea di vita di chissàchi...la vita va solo vissuta,goduta per ogni attimo che è,ora,oggi...solamente essendo presenti a se stessi,con un atteggiamento degno di cio' che sentiamo animarci nel nostro essere profondo..
Non pretendere in nessun modo controllare la vita o manipolarla.

ciatzione di Zero:
Quanto vorrei essere libero come un bambino! Sono una persona molto complicata e proprio per questo sono innamorato della semplicità assoluta, la figura di S. Francesco devo dire che esprime quel genere di spontaneità genuina e innocente con la quale vorrei vedere il mondo, ma il dramma è che a volte mi sembra un'impresa impossibile, non capisco bene dove è il blocco in me, cosa mi deve rendere così intricato nella comprensione delle cose, perché devo complicare tutto.


ma cosa ti impedisce di essere libero come un bambino?
Osho dice che siamo come un attaccapanno,sul quale abbiamo appeso ogni specie di credenze,di aspettative,di maschere..è talmente carico..che non vediamo più l'attacappano sotto...noi stessi!!

Vedi,non ho assolutamente nessuna pretesa,ma da quando ho scaricato il fardello che non era mio,da quando ho liberato quell'attaccapanno di tutto cio' che lo ingombrava..sotto sotto...non c'era più nulla..non sapevo più chi ero,ero nessuno,e stavo male,perché anche il vuoto ci fa paura,non ero più nessun etichetta che pensavo di essere,cadute le maschere..sono rimasta sola..e allora,solo allora..mi sono incontrata,mi sono vista per quella che ero,per cio' che sentivo animarmi,sentivo la vita dentro di me come mai prima,la mia visione,sia della vita che delle persone è cambiata moltissimo,non sono più quella che deve,quella che vuole..ma solamente..sono IO;senza timore di essere,di avere approvazione da chiunque..penso che parte dell'ego sono riuscita a farlo tacere,quella parte della mente deleteria che pensa e agisce sù di noi,e che ci impedisce di sentire la vocina interiore,quella della nostra anima,soffocata da troppo tempo..
Ma non esiste metodo,non esiste un cammino,una via..da seguire..perché ognuno la deve trovare da solo,senza volerlo a tutti i costi,senza pretendere raggiungerlo in un tempo determinato,accettando solo,lasciando presa per le cose che non possiamo controllare,che esistono comunque..
Cosi anche la meditazione..non va fatta per essere fatta,come disciplina,in tale posizione,in tale modo,pensando a tale cosa..
solo nel silenzio potremo ascoltarci..
e non farti problemi dove non ce ne sono...vivi solo..

non dobbiamo assolutamente avere tale o tale atteggiamento perché Dio si manifesti,il paradiso e l'inferno non esistono..altrove che nella nostra mente,siamo noi i peggiori censori di noi stessi..Dio non si aspetta nulla da noi,dobbiamo solo cercare noi stessi,trovarci,e fare in modo di essere in accordo con noi stessi,rispettando noi stessi e gli altri..
se stessimo bene con noi stessi,se ci volessimo davvero bene,capiremo che inanzitutto dobbiamo essere in armonia con noi stessi,per poter esserlo con chiunque,relazionarci senza aspettative,ma solo donando cio' che trabocca da noi....amore........li è Dio......(umile pensiero mio..
vero is offline  
Vecchio 24-09-2007, 12.40.48   #32
Zero
Ospite
 
Data registrazione: 22-09-2007
Messaggi: 40
Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Mi rincuori Vero , hai ragione e apprezzo quello che dici, troppe domande non aiutano, se la vita è meravigliosa e la viviamo così come è, di che altro c'è bisogno? L'unica cosa è che la meraviglia della vita è mescolata all'incomprensibile dolore (sia piccolo che atroce in cui l'umanità spesso si trova) e questo alimenta le mie domande e le ricerche... cmq tengo conto del tuo bellissimo consiglio, grazie.

Vorrei riprendere la citazione da Osho, che mi hai fatto Vero, mi richiama alla mente considerazioni che l'abitudine spesso addormenta, abbandonare i pregiudizi è fondamentale, perché il primo ostacolo verso la verità è la naturale propensione dell'uomo ad aggrapparsi a ciò che conosce e può controllare, lì dove si aggrappa c'è come un paletto che considera irremovibile, che nessuno deve contestare, ma la verità è l'esistenza in sè, la vita, l'universo così come è, se non avessimo mai visto i colori non potremmo mai dedurli con un ragionamento, non potremmo far nulla per capirli, l'unica comprensione profonda è l'osservazione, che in ultima istanza mantiene il mistero del suo senso e della sua origine.

Dio è la sorgente di energia viva che genera continuamente la sua creazione, è il senso celato di tutte le cose, l'origine comune di tutte le esistenze, vedere Dio è l'illuminazione, poiché l'osservazione è la vera e più profonda conoscenza, vederlo è conoscerlo, conoscerlo è liberazione, liberazione è aprire la porta all'amore, (che per rimanere in tema) è quel passo necessario affinché impariamo a "volerci bene" davvero.

Dov'è infine questa sorgente di amore puro e creatività infinita? Giustamente tu mi ricordi quanto Dio sia più vicino a noi di quanto crediamo, e non all'esterno lo troveremo, ma dentro di noi. Vorrei riprendere questo pensiero che viene dalla Cabala ebraica, si suppone che al principio ci fosse l'Ain cioè il nulla ma che questo nulla ospitasse al suo interno l'Ein Sof, cioè l'infinito, è un bel pensiero, ma viene spontaneo dirsi, come può dentro il nulla esserci qualcosa? Allora non è veramente nulla. Ebbene la matematica (e non solo) può venirci incontro, se pensiamo che la somma di tutti i numeri che esistono ... -5 + -4 + -3 + -2 ... + 1 + 2 + 3 + 4 da come risultato zero, non vediamo più il nulla come niente, ma come la somma di tutte le cose, ed ogni cosa trovando il suo opposto si annulla, quindi tutto e nulla diventano sinonimi e sarebbe una affermazione paradossale che non è più paradosso sotto questo profilo. Ma potreste ancora contestare: bene, tutte le cose si annullano nel nulla e quindi mai niente dovrebbe uscire fuori, un eterno equilibrio di opposti e silenzio. Eppure non solo i numeri finiti si annullano ma anche l'infinito dentro il nulla dato che +INF -INF = 0, ma non solo zero bensì indeterminato +INF -INF = 1 o 2 o -5 o 0 +4570 ... Quindi l'infinito che essendo infinito è perfetto comprende tutte le cose finite ed è l'unico che essendo indeterminato può uscire fuori, ma perché nella sua perfezione decide di far "uscire", "generare" i numeri finiti cioè le creature? Suppongo per amore, è l'unica spiegazione dato che non ha bisogno di nulla, concede la vita a tutte le creature, che esistono da sempre addormentate nel nulla, come "abbracciate" al proprio opposto-complementare.

Quindi in base a questa esposizione (che può essere ampliata, ho tanto riflettutto...) io credo che Dio sia tutto intero nel nulla, come nella tradizione cristiana si da l'ostia che è appunto un cerchio, "se vogliamo uno zero", in cui si dice che Dio è lì presente e vivo, sì è vero, ma è anche presente in tutte le creature nelle quali noi abbiamo l'apertura per vederlo, anche nelle piante e nei sassi e in un granello di polvere. Gesù parlava della "pietra di scandalo" che è pietra angolare o portante, ebbene io credo che tutta la creazione e l'immensità di Dio sia racchiusa in questa pietra di scandalo, scartata da tutti e che nessuno prende in considerazione: il nulla. Che è anche silenzio, pace, quiete, nero che è nero poiché trattiene tutto lo spettro luminoso e quindi è bianco al suo "interno", geometricamente è un punto adimensionale elemento per creare ogni linea e figura, invisibile, inafferrabile, in nessuna dimensione o luogo.

Ora aiutandomi con la matematica un ultima volta, vorrei dire che l'insieme vuoto è quello contenuto necessariamente da qualsiasi altro insieme esistente, tutti gli insiemi contengono un insieme vuoto, così tutte le creature nella loro individualità sono come insiemi che al loro interno contengono anche l'insieme vuoto, cioè tutto l'universo, Dio, l'infinito, e non è corretto pensare che vi siano tanti "nulla" quante creature vi sono, poiché 2 ipotetici nulla sono assolutamente uguali A=A, non è possibile dire nemmeno che abbiamo posizione diversa poiché sono adimensionali, e dunque per il principio di identità il nulla è uno, non tanti.

Concludo riprendendo la frase da Osho:
Citazione:
se chiudi gli occhi,i pensieri continueranno ad affollarsi in te.Quei pesnieri vengono dall'esterno [...] Non condannarli,non giustificarli,non razionalizzarli.Resta in disparte,indifferente;lascia che passino.Se ne andranno.E quando la tua mente sarà assolutamente silenziosa,senza alcun disturbo,avrai compiuto il primo passo verso il tempio di Dio.

Anch'io credo che penetrare nel silenzio diventando una sola cosa con esso, attraverso uno "svuotamento" interiore, sia la strada per trovare l'infinito, se lo specchio della nostra mente e del nostro cuore è piatto senza increspature allora riflette la verità.

Alla domanda "Perché non ci vogliamo bene?" potrei dire perché è penetrato non so come, del "rumore" nella creazione perfetta di Dio, come è stato possibile?? Che sia questo "rumore" necessario alla più grande gioia per le creature, dato che nella esposizione qui sopra parlo di creazionismo (non proprio sui soliti standard...) possiamo introdurre anche un finalismo, non tanto per Dio che è perfetto da sempre, ma per le creature che tendono a qualcosa e devono passare per una certa via, forse in ultima istanza tutto è perfetto comunque. Siamo destinati a sperimentare tutto l'infinito amore di Dio con l'evoluzione che via via allarga le coscienze e matura i cuori.
Zero is offline  
Vecchio 27-09-2007, 16.58.39   #33
emmeci
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Solo un rumore? Forse la piccola frase con cui Satana ha condannato a morte, con Adamo ed Eva, anche noi? O il rumore di un aereo che si schianta contro le torri mentre noi lo stiamo osservando sugli schermi televisivi? Comunque quel rumore da te citato mi ricorda quello, ancora più lieve per non dire impercettibile, della “radiazione fossile” che impregna l’intero universo anche se è nato 15 miliardi di anni fa dal big bang iniziale. E allora? Anche il male, come quel rumore di fondo, era compreso nel fiat divino?
emmeci is offline  
Vecchio 27-09-2007, 21.03.10   #34
Zero
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
E allora? Anche il male, come quel rumore di fondo, era compreso nel fiat divino?
Non so se intendo bene la frase, ma credo vuoi dire, se il male lo "giustifichiamo" come progetto di Dio, che me ne faccio? Comunque rimane e comunque non lo voglio.

Effettivamente
Citazione:
Originalmente inviato da Zero
in base a questa esposizione (che può essere ampliata...
e deve essere ampliata, devo aggiugere ulteriori allargamenti e considerazioni, ma dato che li ho già fatti in un'altra discussione, ti rimando a questi 2 miei post (servono da premessa):

https://www.riflessioni.it/forum/show...&postcou nt=4

https://www.riflessioni.it/forum/show...&postcou nt=5

Dopo averli letti (se hai voglia...) puoi capire questa affermazione: il "male" o "rumore" è l'ignoranza della creatura, a causa del nulla da cui viene, ciò non compromette la perfezione di Dio, e abbiamo una specie di universo increato che è quello che esiste da sempre come infinito, perfetto ed è Dio stesso e quello "addormentato" nel finito del nulla che è stato "svegliato" (creato) dall'amore di Dio ed evolverà fino ad essere Dio stesso ma non più senza-esserne-consapevole, ma bensì essendone-consapevole, questa consapevolezza è l'evoluzione per l'uomo, e l'universo intero che "passa" attraverso gli errori, quel male che constatiamo tutti i giorni e che finirà con la fine dell'evoluzione, cioè mai? No, verrà il momento perché c'è stato un inizio. Quindi non è deciso da Dio il male, ma è inevitabile... e finirà.
Zero is offline  
Vecchio 27-09-2007, 21.17.59   #35
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

VanLag
Citazione:
Vista l’universale propensione al piacere se fossimo veramente egoisti avremmo costruito attorno a noi un mondo piacevole, nel quale sarebbe stato facile vivere ed indulgere nella leggerezza, nell’edonismo, nella ricerca del benessere e del piacere.
Invece abbiamo costruito e costruiamo sempre più un mondo basato sulla competizione e sul conflitto, sulla fatica e sul dolore.

Ai miei occhi è molto chiaro che quello che sta muovendo l’uomo non è l’amore di se stessi, non è l’egoismo ma è qualche cosa d’altro.

Qualcuno, approvati i presupposti del mio discorso, mi aiuta a capire cosa muove l’uomo? E perché l'uomo non sa più essere egoista e volersi bene?
katerpillar

L'egoismo, oltre ad essere un disvalore, non è la causa ma solo la febbre: la vera malattia è la paura che l'uomo si porta dietro; e quando asserisci che l'uomo non sa più essere egoista e volersi bene, vuol dire che all'uomo quel sano egoismo, cui ti riferisci, è tracimato perché vuole sempre di più, pur non necessitandogli. Un atteggiamento del genere può essere giustificato solo dall'insicurezza che genera la paura. Paura dell'esistenza.
katerpillar is offline  
Vecchio 28-09-2007, 07.28.03   #36
paperapersa
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
VanLag

katerpillar

L'egoismo, oltre ad essere un disvalore, non è la causa ma solo la febbre: la vera malattia è la paura che l'uomo si porta dietro; e quando asserisci che l'uomo non sa più essere egoista e volersi bene, vuol dire che all'uomo quel sano egoismo, cui ti riferisci, è tracimato perché vuole sempre di più, pur non necessitandogli. Un atteggiamento del genere può essere giustificato solo dall'insicurezza che genera la paura. Paura dell'esistenza.
o paura della non-esistenza.
In fondo è proprio il pensare che tutto sia quì che ci porta a vivere
nel lusso, fregandocene se c'è chi muore di fame........
In fondo anche quella può essere una strada per apprendere, lo è stata per molti che si sono sforzati di migliorare le condizioni di tutti proprio per
cercare di colmare il divario fra ricchi e poveri!
Non c'è nulla di male in sè poichè ogni esperienza può essere utile al risveglio
della nostra parte divina.
NEL MOMENTO IN CUI IL RICCO SI SVEGLIA E COMINCIA A LAVORARE
PER IL POVERO A METTERE IN CIRCOLO IL SUO AMORE E LE SUE ENERGIE
NON HA PIU' DESIDERI POICHE OGNI SUO DESIDERIO VIENE ESAUDITO
ANCORA PRIMA DI ESSERE ESPRESSO. EGLI SA CHE LA SUA RICCHEZZA
E'PRIMA DI TUTTO INTERIORE.......
paperapersa is offline  
Vecchio 28-09-2007, 08.28.42   #37
klee
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Ai miei occhi è molto chiaro che quello che sta muovendo l’uomo non è l’amore di se stessi, non è l’egoismo ma è qualche cosa d’altro.

MANCA L'AUTOSTIMA

Penso che sia un insoddisfazione,un vuoto interiore e un insicurezza nostra che porta alla fine ad una bassa autostima.

Manca l'autostima,essa si forma nell'infanzia e continua nell'età adulta.E' importante disimparare e dimenticare l'educazione avuta se questa ci porta al rifiuto di noi stessi.

Bisogna capire che equilibrio e rispetto di sé(e quindi degli altri) derivano dalla pace e dall'accordo con il nostro essere fisico e spirituale.

Nell'Amore alberga tanta autostima


"Nel vero Smore si desidera il bene dell'altro.
Nell'amore romantico,si desidera l'altra persona"



Non ci vogliamo bene?perchè penso che nasca la paura dell'amore possessivo..
le persone entrano spesso in confusione con la parola volere bene e amare..

Amiamo molto superficialmente senza sveglare i nostri sentimenti trasparenti.

Dobbiamo imparare a manifestare il Sentimento di Gioia che è presente dentro di noi nei confronti della nuova persona conosciuta.
klee is offline  
Vecchio 28-09-2007, 21.42.13   #38
VanLag
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Invece abbiamo costruito e costruiamo sempre più un mondo basato sulla competizione e sul conflitto, sulla fatica e sul dolore.
Non mi sono perso….. Mi stò perdendo ma non mi sono ancora perso…. Ho perso un po’ il filo di questo 3d, quello si……

Ma se competizione e conflitto, fatica e dolore fossero solo ombre che io proietto sul mondo?

VanLag is offline  
Vecchio 14-10-2007, 09.01.53   #39
emmeci
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Mi pare che al termine di questa discussione, che si è complicata chiamando in causa da una parte l’eros dall’altra l’amore celeste, si sono potute delineare due posizioni: quella di coloro che rimandano l’assenza di amore all’incapacità di apprezzare gli altri e quella che ne identifica la causa, all’opposto, nella mancanza di stima di sé o di autostima come la chiama klee, il quale sembra affermare, forse forzando un po’ il senso della domanda d’inizio, che essa deve essere intesa come un incitamento all’apprezzamento di sé, che è quello che in realtà ci difetta e dovrebbe essere recuperato.
Un pessimista potrebbe ribattere: ma davvero difettiamo di questa che tu consideri una virtù? A me pare che, al di là delle belle parole di cui tu l’adorni, l’autostima sia una sorta di tentazione demonica, che sotto la patina dell’onore, del rispetto verso sé stesso e magari la coscienza di essere creatura di Dio, ci chiude in una fredda armatura, facendoci ignorare le sventure degli altri e il panorama di ipocrisia, malvagità e mala fede che ci circonda. Autostima? Io la chiamerei piuttosto compiacimento di sé se non addirittura superbia, certezza – magari appena velata - di avere ragione, anche a costo di scoccare col pensiero se non con le labbra giudizi e anatemi, mentre l’unica norma morale valida per tutti i luoghi ed i tempi è quella di conoscere, aprirsi agli altri e, come è stato detto con parole che appaiono oggi un po’ ambigue, di amare. Mi sembra che questa sia non solo l’unica legge morale, ma sia anche la legge dell’universo, quella che spiega, con una metafisica iperbole, la sua espansione e la sua evoluzione. Eppure – dirà chi è ancora più pessimista e forse supermoralista – questo universo procede attraverso la morte, distrugge stelle e galassie dopo averle mutrite, quasi nella brama di far sparire tutto in un buco nero….E allora torniamo su questo pianeta, dove lo spettacolo astrale che mandava in estasi Kant non si vede più (tanto è lo smog che avvolge le nostre città) e ritorna pienamente valida la domanda di vero, rispetto all’obiezione di klee: ed è la soverchia autostima, cioè la mancanza di una coscienza di ciò che ci è intorno, di questo mondo di uomini, anzi di vita, anzi di atomi e di fotoni, in una parola di questo universo, che può spiegare - tanto per tornare al tema iniziale preso nel suo giusto senso - perché non ci vogliamo bene.
emmeci is offline  
Vecchio 14-10-2007, 09.31.07   #40
paperapersa
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Mi pare che al termine di questa discussione, che si è complicata chiamando in causa da una parte l’eros dall’altra l’amore celeste, si sono potute delineare due posizioni: quella di coloro che rimandano l’assenza di amore all’incapacità di apprezzare gli altri e quella che ne identifica la causa, all’opposto, nella mancanza di stima di sé o di autostima come la chiama klee, il quale sembra affermare, forse forzando un po’ il senso della domanda d’inizio, che essa deve essere intesa come un incitamento all’apprezzamento di sé, che è quello che in realtà ci difetta e dovrebbe essere recuperato.
Un pessimista potrebbe ribattere: ma davvero difettiamo di questa che tu consideri una virtù? A me pare che, al di là delle belle parole di cui tu l’adorni, l’autostima sia una sorta di tentazione demonica, che sotto la patina dell’onore, del rispetto verso sé stesso e magari la coscienza di essere creatura di Dio, ci chiude in una fredda armatura, facendoci ignorare le sventure degli altri e il panorama di ipocrisia, malvagità e mala fede che ci circonda. Autostima? Io la chiamerei piuttosto compiacimento di sé se non addirittura superbia, certezza – magari appena velata - di avere ragione, anche a costo di scoccare col pensiero se non con le labbra giudizi e anatemi, mentre l’unica norma morale valida per tutti i luoghi ed i tempi è quella di conoscere, aprirsi agli altri e, come è stato detto con parole che appaiono oggi un po’ ambigue, di amare. Mi sembra che questa sia non solo l’unica legge morale, ma sia anche la legge dell’universo, quella che spiega, con una metafisica iperbole, la sua espansione e la sua evoluzione. Eppure – dirà chi è ancora più pessimista e forse supermoralista – questo universo procede attraverso la morte, distrugge stelle e galassie dopo averle mutrite, quasi nella brama di far sparire tutto in un buco nero….E allora torniamo su questo pianeta, dove lo spettacolo astrale che mandava in estasi Kant non si vede più (tanto è lo smog che avvolge le nostre città) e ritorna pienamente valida la domanda di vero, rispetto all’obiezione di klee: ed è la soverchia autostima, cioè la mancanza di una coscienza di ciò che ci è intorno, di questo mondo di uomini, anzi di vita, anzi di atomi e di fotoni, in una parola di questo universo, che può spiegare - tanto per tornare al tema iniziale preso nel suo giusto senso - perché non ci vogliamo bene.

I due aspetti di cui parli, amare e apprezzare gli altri
e autostimarsi sono le facce di un'unica medaglia.
Nessun autocompiacimento orgoglioso nel percorso di autoconoscenza
e nella scopertà dei propri aspettie di tutti i ruoli e le maschere
che indossiamo, ma comprensione e accoglienza vogliono solo dire
compassione e condivisione con i nostri simili, riconoscersi
in tutti i ruoli che gli altri interpretano, vedersi specchio
di tutte le possibili realtà.
Ciò non vuol dire che allora mi fermo al riconoscimento e basta!
Come dice Assagioli conosci, possiedi, trasformi attraverso un continuo lavoro
di autoosservazione, comprensione, trasformazione dei propri sè o subpersonalità e la gestione delle stesse con un livello utilissimo
di auto ironia . E se già riuscissimo a far ciò di ognuno di noi
il livello di armonia, di pace e di amore nella società
cambierebbe, smetteremmo di criticare, colpevolizzare, condannare
poichè essendo tutti nella stessa barca l'unica cosa giusta da fare
è sostituire questi atteggiamenti così comuni con la comprensione
amorevole, la responsabilizzazione, il non giudizio che penso siano
aspetti importanti del sentimento A M O R E
paperapersa is offline  

 



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