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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-12-2007, 21.42.12   #61
espert37
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Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Carissimo VanLang.La fede è in colui che crede in quella tradizione che si è tramandata l'uomo,ponendola come legge di Dio Misterioso,immenso ed omnipotente.Insisto su questa tradizione perchè è la più accettabile,essendo nata quando è nato l'uomo e tramandata,(purtroppo un po' malamente negli ultimi secoli) fino ai giorni nostri.Mi puoi tu indicare qualche altra fonte migliore in alternativa? Se così, possiamo discuterne ed analizzare l'eventualità di seguirla.Per ora il fedele che segue i dogmi di questa tradizione,si avvicinerà sempre più a quella meta che tutta l'umanità va cercando. Ciao e tanti auguri espert37
espert37 is offline  
Vecchio 30-12-2007, 11.11.35   #62
VanLag
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissimo VanLang.La fede è in colui che crede in quella tradizione che si è tramandata l'uomo,ponendola come legge di Dio Misterioso,immenso ed omnipotente.Insisto su questa tradizione perchè è la più accettabile,essendo nata quando è nato l'uomo e tramandata,(purtroppo un po' malamente negli ultimi secoli) fino ai giorni nostri.Mi puoi tu indicare qualche altra fonte migliore in alternativa? Se così, possiamo discuterne ed analizzare l'eventualità di seguirla.Per ora il fedele che segue i dogmi di questa tradizione,si avvicinerà sempre più a quella meta che tutta l'umanità va cercando. Ciao e tanti auguri espert37
Sono stato fedele a quella tradizione di cui parli fino a circa vent’anni ma ne ho tratto solo dolore, confusione e frustrazioni. E posso assicurarti che non era un essere fedele perché me lo avevano insegnato, ci credevo o cercavo di crederci con tutto me stesso.
Non credo neppure che si tratti di una tradizione migliore dell’altra. Dopo il mio allontanamento dal cristianesimo ho trovato tradizioni, nate anch’esse quando è nato l’uomo, che mi appagavano molto di più, ma la fede evidentemente è un qualche cosa che non si può sviluppare o uno l’ha oppure non l’ha.
Oggi come oggi poi non la vorrei nemmeno più. Se la fede diventa cieca e sfugge alla verifica della ragione, porta a sbagli madornali che possono produrre grande dolore per molte, troppe persone.

VanLag is offline  
Vecchio 30-12-2007, 13.41.32   #63
Giorgiosan
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Non è già abbastanza miserevole la vita umana senza bisogno di invocare punizioni?

Tutto quello che possiamo fare è "ubriacarci" per dimenticare almeno per un po' la nostra reale condizione. Alcuni ci riescono molto bene, altri un po’ meno, altri per niente….. Dipende dal grado di resistenza all’alcool e da quanto siamo bravi a raccontarci storie.


Beh... intanto se continuiamo a raccontarci storie è segno che non abbiamo perso la speranza di cavare il ragno dal buco.

Siamo d'accordo su questo : il vino è buono
Italo Calvino in un suo racconto fa iniziare il tutto dal momento in cui una donna fa le tagliatelle...noi possiamo farlo iniziare da un buon bicchiere di vino....se nel vino c'è del buono deve esserci qualcosa di buono anche in questo triste mondo... ( per il principio di analogia dell'essere )

Ciao Van Lag ( Schopenhauer )
Giorgiosan is offline  
Vecchio 30-12-2007, 13.58.49   #64
Dasein
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Data registrazione: 24-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Sono stato fedele a quella tradizione di cui parli fino a circa vent’anni ma ne ho tratto solo dolore, confusione e frustrazioni. E posso assicurarti che non era un essere fedele perché me lo avevano insegnato, ci credevo o cercavo di crederci con tutto me stesso.
Non credo neppure che si tratti di una tradizione migliore dell’altra. Dopo il mio allontanamento dal cristianesimo ho trovato tradizioni, nate anch’esse quando è nato l’uomo, che mi appagavano molto di più, ma la fede evidentemente è un qualche cosa che non si può sviluppare o uno l’ha oppure non l’ha.
Oggi come oggi poi non la vorrei nemmeno più. Se la fede diventa cieca e sfugge alla verifica della ragione, porta a sbagli madornali che possono produrre grande dolore per molte, troppe persone.



Pensi che il discrimine tra una fede e l'altra vada cercato nell'appagamento personale che produce in noi?
Dasein is offline  
Vecchio 30-12-2007, 15.57.19   #65
VanLag
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da Dasein
Pensi che il discrimine tra una fede e l'altra vada cercato nell'appagamento personale che produce in noi?
Cosa intendi “una fede e l’altra” ?
Forse vuoi dire tra una tradizione ed un’altra o tra una religione ed un’altra?

Dalla religione mi aspettavo delle risposte e non certo che introducesse maggiore dolore e confusione, in una vita che già di suo non è facile.

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Vecchio 30-12-2007, 16.13.26   #66
VanLag
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Beh... intanto se continuiamo a raccontarci storie è segno che non abbiamo perso la speranza di cavare il ragno dal buco.

Siamo d'accordo su questo : il vino è buono
Italo Calvino in un suo racconto fa iniziare il tutto dal momento in cui una donna fa le tagliatelle...noi possiamo farlo iniziare da un buon bicchiere di vino....se nel vino c'è del buono deve esserci qualcosa di buono anche in questo triste mondo... ( per il principio di analogia dell'essere )

Ciao Van Lag ( Schopenhauer )
Si ci sono dei potenti analgesici per il mal di vivere. Le tagliatelle quando hai fame, il vino quando hai sete, fare all’amore e molto altro….

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Vecchio 30-12-2007, 16.44.25   #67
paperapersa
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da cielosereno52
Questo male "radicale" di cui parli è vero, è reale, ma è solamente il
lato ombra del bene "radicale". Arrivare a comprendere che tutto è dentro di noi, tutto, il bene, il male, e anche la percezione che di queste categorie
abbiamo, e riuscire ad abbracciare, accogliere questi aspetti, riconoscerli come nostre parti, abbracciarli abbracciandoci e rassicurandoci è un lavoro
che aiuta a unire la nostra frammentazione e a ri-unirici alla nostra vera
identità. Allora Emmeci, così come perdoni te stesso e ti assolvi perchè
ti sei cum-preso e ti sei responsabilizzato consapevolmente di tutto ciò che ti compone, riesci a cum- prendere anche gli altri che non sono altro che specchi frammentati delle nostre parti non accolte e non amate.
E come il Cristo e la sua croce, comprendi che l'uomo è "croce" con un lato verticalizzato e due braccia laterali e che l'una non può esistere senza l'altra
perchè la "croce " stia in perfetto equilibrio, dato che il lato verticale
ha bisogno dei due lati e dei due opposti duali per esistere e piantata
come essa è in cima ad un monte, diviene simbolo di un'ascesa, di un
metafisico da conquistare solo attraverso il fisico incontro di due polarità in un centro unificatore. Spero di essermi espressa bene per trasmetterti
ciò che ritengo e percepisco vero per me, dopo un lungo percorso di autoconoscenza, di perdono e accoglienza, di pacificazione con
le mie parti, con il mio passato e con quello dell'umanità. Adesso sono in
cammino per continuare il lavoro di psicosintesi personale senza tuttavia
dimenticare i piccoli passi fatti che sono diventati strumenti di mia
personale trasformazione. Riuscire a vedere da una posizione più
elevata ( la parte più alta della croce) aiuta molto a capire qualcosa del mistero " uomo", anche se non ti dà risposte razionali e logiche o scientificamente apprezzabili sul mistero "vita".

Cara Paperapersa ( se tu ti sei persa.. io devo ancora trovare l'ingresso del labirinto.. ).

Mi piacciono molto i tuoi ragionamenti, quando parli del bene e del male dentro di noi.. come proiezione nostra del mondo in cui viviamo.
Recenti mie esperienze.. mi portano nella direzione di questo pensiero..
Ma..riconosco che ..tante nostre colpe.. malesseri.. ci giungono portati dal vissuto di precedenti vite.. non ultimo..anzi primo..il peccato originale..
Nelle costellazioni familiari.. si nota che è stato un vissuto precedente alla nostra consapevolezza di esistere..che ci ha caricato di negatività..
Dunque..se vi è un'origine.. antecedente.. il peccato originale non era di Adamo ed Eva..
Bhe.. se l'umanità riconoscesse la propria vita limitata nel tempo non come origine di un male.. ( il peccato) ma come traccia liberatoria verso
altre forme di esistenza..forse migliorerebbe il proprio umano vivere.
Non dunque figli del peccato.. ma esseri liberi di creare pensieri
migliori..
Infatti siamo assolutamente originati dall'amore e non dal "peccato"
ci riteniamo indegni di amore e soli ogni qualvolta ci feriscono e dobbiamo pian piano ricostruire la nostra certezza di essere i "figli" prediletti di un Dio
che non fa assolutamente differenze fra i figli....
Dobbiamo prima di tutto imparare ad innamorarci di noi ad amarci con totalità assoluta e con accettazione benevola di tutto di noi e solo allora riusciremo
ad avere compassione dei nostri simili che stanno facendo il nostro stesso percorso e che, chi più, chi meno sono sulla via del risveglio....
La compassione ci farà perdonare tutto, ma veramente tutto dei nostri
simili esattamente come riusciamo a perdonare noi stessi di ogni nostro
aspetto che prima giudicavamo positivo o negativo
paperapersa is offline  
Vecchio 30-12-2007, 17.59.18   #68
emmeci
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Vedo, paperapersa, che vai coraggiosamente ben al di là delle preclusioni cattoliche in fatto di amore e di prole (“siamo originati dall’amore e non dal peccato”, “Dio non fa assolutamente differenze tra i figli”….ecc ecc): ne deduco che la pietà potrebbe essere per te un attributo di Dio. Perché, per quanto riguarda l’uomo non so se sia così facile, anche per un santo, nutrire questa universale pietà, almeno se andiamo al di là di questa aerea parola e del nobile sentimento che esprime. Perché, per esempio, se ti fosse dato di salvare una sola persona in un caso di disperata emergenza, a chi andrebbe la tua decisione ossia la tua scelta? Dico questo non per spegnere questo ideale, ma perché solo in un paradiso potrebbe essere soddisfatto: a patto di non credere che esita un inferno.
emmeci is offline  
Vecchio 31-12-2007, 13.41.31   #69
Giorgiosan
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

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Originalmente inviato da emmeci
Vedo, paperapersa, che vai coraggiosamente ben al di là delle preclusioni cattoliche in fatto di amore e di prole (“siamo originati dall’amore e non dal peccato”, “Dio non fa assolutamente differenze tra i figli”….ecc ecc): ne deduco che la pietà potrebbe essere per te un attributo di Dio. Perché, per quanto riguarda l’uomo non so se sia così facile, anche per un santo, nutrire questa universale pietà, almeno se andiamo al di là di questa aerea parola e del nobile sentimento che esprime. Perché, per esempio, se ti fosse dato di salvare una sola persona in un caso di disperata emergenza, a chi andrebbe la tua decisione ossia la tua scelta? Dico questo non per spegnere questo ideale, ma perché solo in un paradiso potrebbe essere soddisfatto: a patto di non credere che esita un inferno.


Paperarsa si fa illuminare dall'amore, chi può dire i limiti dell'amore?

Ciao...e buon anno nuovo...che sia pieno di luce.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 01-01-2008, 11.53.48   #70
espert37
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione originariamente inviato da VanLang

Sono stato fedele a quella tradizione di cui parli fino a circa vent’anni ma ne ho tratto solo dolore, confusione e frustrazioni. E posso assicurarti che non era un essere fedele perché me lo avevano insegnato, ci credevo o cercavo di crederci con tutto me stesso.
Non credo neppure che si tratti di una tradizione migliore dell’altra. Dopo il mio allontanamento dal cristianesimo ho trovato tradizioni, nate anch’esse quando è nato l’uomo, che mi appagavano molto di più, ma la fede evidentemente è un qualche cosa che non si può sviluppare o uno l’ha oppure non l’ha.
Oggi come oggi poi non la vorrei nemmeno più. Se la fede diventa cieca e sfugge alla verifica della ragione, porta a sbagli madornali che possono produrre grande dolore per molte, troppe persone.

Carissimo VanLang, capisco perfettamente il tuo concetto,ed in linea di massima lo condivido. Secondo mè,in questa nostra esistenza,dove l'uomo ha il libero arbitrio,e vive in un contesto dove per nostra fortuna esiste il bene ed il male.(se esistesse solo il bene,pensa che noia,non si avrebbe nessuno stimolo).La fede che ci porta verso la Verità,sta nel sapersi destreggiare,e mediare tra questi due stati di essere,ed agire tentando di indrizzarci verso il bene.Sperando però di non raggiungerlo al 100x100 altrimenti sarebbe il nulla.
Credo sia questo il disegno di vita che ci avvicina a quella meta da tutti desiderata. Quando parlo di tradizione,(probabilmente non riesco a spiegarmi nel modo giusto).intendo le tante esperienze che si è tramandata l'umanità, con molteplici varianti,ma tutte con l'intento di raggiungere lo stesso indirizzo.
Secondo la mia modesta esperienza,tra quelle poche che sono riuscito un po' ad approfondire,il Buddismo mi sembra quella che insegni la strada più equa per raggiungere la meta.La realtà però è che noi siamo nati e viviamo con la conoscenza della nostra religione,quella di Gesù Cristo,che avrebbe pochissimo da invidiare a quella detta in precedenza, ma che purtroppo, da vari secoli è stata interpretata, in buona parte strumentalizzata ed insegnata dalla nostra Chiesa Cattolica Romana,in un modo probabilmente non troppo giusto, constatandone i risultati attuali.Il mio desiderio sarebbe in una sostanziale riforma di queste interpretazioni ed insegnamenti. Nutro la certezze che vivremmo molto più in amore volendoci così molto più BENE. La fede secondo me è nell'essere convinti che esiste la felicità e credere fermamente in una strada che ti dia la possibilità di raggiungerla. le religioni sono strumenti indispensabili a questo scopo. Se sbaglio ti prego di correggermi. Ciao e un felice Anno Nuovo espert37
espert37 is offline  

 



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