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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 21-01-2011, 17.24.53   #41
femmefatale
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Originalmente inviato da Soren
non volevo dire che la morte sia "divertente" dico che la possibilità della mia morte preferisco vederla - e forse hai ragione tu, soltanto perché vi sono *probabilmente* lontano - in maniera divertente. con un esempio di questo lato del mio carattere, ti posso dire che spesso se dico qualcosa con certezza - anche di importante - e poi si dimostra sbagliato, scoppio a ridere ( irritando spesso chi mi sta intorno ). quel che voglio dire è che la morte c'è, è ineludibile e allora non trovo un senso vederla in modo tragico quando si prospetta come "possibilità". la morte vera e propria, quando è vicina ( e si, ho avuto "morenti" vicino ) è diversa. non sto parlando della morte degli altri, perché ognuno vive la morte degli altri non solo per quello che è il suo dramma in ciò - anzi penso che la cosa orribile di vedere un'altra persona morire sta nel vedere il dramma che ciò rappresenta per lei stessa: quando mio nonno morì in un incidente sul lavoro, aveva 70 anni e aveva appena sconfitto un tumore. è morto all'istante; io non ho provato molto dispiacere ( certo nessun piacere ) per lui, tuttavia l'ho provato per mia madre e le mie zie, al massimo. quello che voglio dire è che la mia morte e la morte degli altri sono questioni totalmente differenti per le situazioni che generano rispetto a me; è una cosa troppo personale, piena di senso ( o non-senso ) per considerarla sempre col proprio metro. quindi, seppur valuto la mia con ironia, non intenderei mai lo stesso per quella degli altri.


Vorrei riportare queste frasi tratte da "Lo Straniero" di Camus:


"Ero sempre io a morire, sia che morissi subito, sia che morissi fra vent'anni...."

"Dal momento che si muore, come e quando non importa, è evidente".

"Nulla aveva importanza, e sapevo bene il perchè.Dal fondo del mio avvenire, durante tutta questa vita assurda che avevo vissuta, un soffio oscuro risaliva verso di me attraverso annate che non erano ancora venute...davanti a quella notte carica di segni e stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indiffernza del mondo.Perchè tutto sia consumato, perchè io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molto spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio"

Penso che questo sia l'atteggiamento esistenzialista di fronte alla morte.

Non fa nessuna differenza morire oggi o domani.

Per ritornare al post, citerei anche l'atteggiamento di Severino di fronte al divenire:

"Le cose escono dal Nulla e al Nulla ritornano".

Per come la interpreto io questa frase, così tremenda...posso dire che questa frase mi ha fatto capire come tutto sia inutile, dal momento che tutto passa (o muta, se preferite...forse non è una cosa analoga?) e finisce nel Nulla appunto.Che cosa vale la pena di fare, o di sostenere?

Quindi il Nulla sta alla base dell'essere (se volete, pensate anche alla riflessione di Scheler su quanto sia fortunato chi si interroga sul Nulla e sull'Essere e quanto sia positivo chi si convince che in generale qualcosa esista...).

Io credo che lo studio dell'Essere debba tenere conto della caducità degli enti, e quindi orientarsi sulla meontologia, o sulla presa di coscienza che è il Nulla -la precarietà, la malattia- che domina l'esistenza e quindi rivoltando quasi con blasfemia la domanda fondamentale di Leibniz posso affermare:

"perchè vedo ovunque il Nulla e non l'Essere?"
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Vecchio 04-02-2011, 02.43.48   #42
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non fa differenza morire oggi o domani - se per te il giorno che sta tra oggi e domani è privo di significato, e tutti quelli dopo.
le cose escono dal nulla ed al nulla ritornano: nulla di più assurdo, nulla di più terribilmente vero. ma è un ragionamento non solamente negativo: da quando le cose escono a quando ritornano, per un tempo breve, sono qualcosa. io nell'eterno sono nulla, ma sono tutto nel tempo in cui sono qualcosa - tutto per me stesso. se badi a ciò che valgono le cose davanti all'universo - la notte, il silenzio, il freddo, l'eternità - valgono decisamente nulla. onestamente credo che la parte passiva del nichilismo, quella che tu citi, sia l'unica pecca di qualcosa di grande come la verità ( la *nessuna verità*, l'insensatezza, per intenderci meglio ): ciò che coltivava schopenhauer, la noluntas, è l'espressione massima di questo nichilismo: ma dove porta? al nulla - e non dovrebbe, chi abbraccia l'idea di questo, comprenderne anche le conseguenze ? se la noluntas porta al nulla, dove porta invece la volontà ? direzioni opposte: pensaci. dopotutto il mondo non ha nessun senso soltanto quando osservi le cose dal punto zero, ovvero quando non c'è nulla che tu voglia.
un piccolo trucco che venne in mente a me per superare questo ostacolo fu di rifarmi alla legge di natura: cos'è che eccita un animale, cosa lo infuoca ? la caccia, l'inseguimento, la lotta. dunque l'unico modo che io conosca per superare la noluntas ( quella, mi pare, di cui tu soffri ) è trovare qualcosa che ci appare desiderabile, che si può volere e tentare di ottenerlo, e più è difficile, meglio è: maggiore la lotta, maggiore la volontà che richiede, maggiore la vita che si sente.
hai citato in un altro post: non fa differenza ubriacarsi o combattere una battaglia. non nell'eterno, ma tra l'uomo che si ubriaca per non pensare al domani, e l'uomo che combatte conscio di farlo per la propria vita, nel momento in cui lo fanno, c'è tutta la differenza di questo mondo: l'uno non vuole pensare poiché non vive, l'altro vive così tanto che pensare gli è impossibile. per quanto mi riguarda poi credo anche un'altra cosa, che le uniche due cose in cui si può bruciare un nichilista sono le due facce della tragedia: amore e morte, vita e sopravvivenza. cosa dovrebbe essere l'amore per un nichilista, poi ? un'illusione saldamente ancorata alla realtà di sè stessi: un desiderio fisicamente forte sublimato in un tempo bello ed indefinito. la prima be', si sa, non è facilmente raggiungibile, l'altra al prezzo di un po' di rischio o pericolo vero la si raggiunge ogni volta che si vuole. non che sia consigliabile, ma hey, del resto molto spesso - almeno a me - basta stare in un territorio naturale per scordarmi di ogni lungo tempo: laddove non conosci le direzioni di un bivio, il tempo non conta più nulla.
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Vecchio 06-02-2011, 20.38.25   #43
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non fa differenza morire oggi o domani - se per te il giorno che sta tra oggi e domani è privo di significato, e tutti quelli dopo.


si, esattamente. PER ME, PER ME STESSA, è così.
non ho orrore nè vergogna ad ammettere il mio atteggiamento solipsista.


le cose escono dal nulla ed al nulla ritornano: nulla di più assurdo, nulla di più terribilmente vero. ma è un ragionamento non solamente negativo: da quando le cose escono a quando ritornano, per un tempo breve, sono qualcosa. io nell'eterno sono nulla, ma sono tutto nel tempo in cui sono qualcosa - tutto per me stesso. se badi a ciò che valgono le cose davanti all'universo - la notte, il silenzio, il freddo, l'eternità - valgono decisamente nulla.


io credo che le cose, le persone, anche in vita siano nulla.
non c'è differenza.
mi spiego meglio.
io sono chiusa in me, ferma, in stasi, dal 2003.

una persona X non lo è, è dinamica, è volitiva.

Bene, la morte -che prima o poi colpirà me e lei- ci renderà lo stesso nulla,in volontà\pensiero e lo stesso cadavere putrefatto a livello biologico.
La morte livella tutto.
che un giorno o 100anni, io sia diversa da altre persone, che cambia?
tanto il risultato finale è quello.
il tempo è solo "distensio animi".stop.dipende da noi.


onestamente credo che la parte passiva del nichilismo, quella che tu citi, sia l'unica pecca di qualcosa di grande come la verità ( la *nessuna verità*, l'insensatezza, per intenderci meglio ): ciò che coltivava schopenhauer, la noluntas, è l'espressione massima di questo nichilismo: ma dove porta? al nulla - e non dovrebbe, chi abbraccia l'idea di questo, comprenderne anche le conseguenze ? se la noluntas porta al nulla, dove porta invece la volontà ?
direzioni opposte: pensaci. dopotutto il mondo non ha nessun senso soltanto quando osservi le cose dal punto zero, ovvero quando non c'è nulla che tu voglia.
un piccolo trucco che venne in mente a me per superare questo ostacolo fu di rifarmi alla legge di natura: cos'è che eccita un animale, cosa lo infuoca ? la caccia, l'inseguimento, la lotta. dunque l'unico modo che io conosca per superare la noluntas ( quella, mi pare, di cui tu soffri ) è trovare qualcosa che ci appare desiderabile, che si può volere e tentare di ottenerlo, e più è difficile, meglio è: maggiore la lotta, maggiore la volontà che richiede, maggiore la vita che si sente.

PERCHè dovrei volere un'altro atteggiamento?
io sto bene con la mia cruda mancanza di illusioni, di buonismo.
infatti non voglio più nulla -o meglio ciò che voglio, nessuno me lo da più-
non scendendo nel particolare, in quanto sono affari miei, troppo personali, e per di più gran parte di voi lo reputerebbe un dolore stupido, in quanto siete uomini- la mia parte mancante fisica che se ne è andata via nel 2003, nessuno me la ridà più.cos'altro dovrei desiderare?

tanto mi massacrerete ma io la penso così.Mi pare che su questo forum o mi ignorate o mi massacrate, ma chissà, sarà una mia percezione...

hai citato in un altro post: non fa differenza ubriacarsi o combattere una battaglia. non nell'eterno, ma tra l'uomo che si ubriaca per non pensare al domani, e l'uomo che combatte conscio di farlo per la propria vita, nel momento in cui lo fanno, c'è tutta la differenza di questo mondo: l'uno non vuole pensare poiché non vive, l'altro vive così tanto che pensare gli è impossibile. per quanto mi riguarda poi credo anche un'altra cosa, che le uniche due cose in cui si può bruciare un nichilista sono le due facce della tragedia: amore e morte, vita e sopravvivenza. cosa dovrebbe essere l'amore per un nichilista, poi ? un'illusione saldamente ancorata alla realtà di sè stessi: un desiderio fisicamente forte sublimato in un tempo bello ed indefinito. la prima be', si sa, non è facilmente raggiungibile, l'altra al prezzo di un po' di rischio o pericolo vero la si raggiunge ogni volta che si vuole. non che sia consigliabile, ma hey, del resto molto spesso - almeno a me - basta stare in un territorio naturale per scordarmi di ogni lungo tempo: laddove non conosci le direzioni di un bivio, il tempo non conta più nulla.


non credo all'amore. non esiste. gli uomini si "innamorano" delle donne solo fisicamente, soprattutto nella nostra epoca.non contano anime,spiriti et similia.
l'amore è solo attrazione corporale.stop.
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Vecchio 07-02-2011, 14.22.04   #44
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amore = attrazione corporale è vero come *radice* dell'amore se vuoi, certo è innegabile. ma ora stai parlando soltanto di realtà, c'è una controparte illusoria fatta di aspetti caratteriali sublimati, desideri repressi etc che hanno la loro parte nel gioco. sono d'accordo che ha un'origine puramente fisica, che nulla c'entrino anima spirito etc. ma se questo fosse l'unica origine dei rapporti tra uomini e donne, avresti molte amicizie da spiegare
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Vecchio 07-02-2011, 19.21.47   #45
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non credo all'amore. non esiste. gli uomini si "innamorano" delle donne solo fisicamente, soprattutto nella nostra epoca.non contano anime,spiriti et similia.
l'amore è solo attrazione corporale.stop.

Mai sentito niente di più riduttivo. Quindi secondo te, chi dona tutto sé stesso per un altro individuo, lo fa per attrazione corporale? E una donna che fa nascere un bambino, lo fa crescere e lo cura, lo fa per attrazione corporale? O lo fa per un incommensurabile atto d'amore e dedizione totale? L'amore ESISTE ed è PRESENTE. Il fatto che tu non l'abbia trovato (anche se non ci credo) non implica che smetta di esistere, o di non-essere. La nostra epoca è terribile, sotto questo punto di vista, sono d'accordo. L'uomo non è più cavaliere e la donna non è più signora, ma ti assicuro che non puoi generalizzare. Credimi, te lo assicuro. Gli uomini si innamorano delle donne perché trovano ciò che in loro non c'è. Almeno, parlo per me, ma non generalizzo ingiustamente.
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Vecchio 10-02-2011, 17.24.54   #46
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Mai sentito niente di più riduttivo. Quindi secondo te, chi dona tutto sé stesso per un altro individuo, lo fa per attrazione corporale? E una donna che fa nascere un bambino, lo fa crescere e lo cura, lo fa per attrazione corporale? O lo fa per un incommensurabile atto d'amore e dedizione totale? L'amore ESISTE ed è PRESENTE. Il fatto che tu non l'abbia trovato (anche se non ci credo) non implica che smetta di esistere, o di non-essere. La nostra epoca è terribile, sotto questo punto di vista, sono d'accordo. L'uomo non è più cavaliere e la donna non è più signora, ma ti assicuro che non puoi generalizzare. Credimi, te lo assicuro. Gli uomini si innamorano delle donne perché trovano ciò che in loro non c'è. Almeno, parlo per me, ma non generalizzo ingiustamente.

pura biologia.
il cervello provoca ormoni o sostanze particolari che fanno scattare emozioni varie.punto e stop.
mi scuso per la mancanza di riferimenti più precisi ma non sono specialista di biologia o cose attinenti.
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Vecchio 11-02-2011, 10.20.18   #47
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pura biologia.
il cervello provoca ormoni o sostanze particolari che fanno scattare emozioni varie.punto e stop.
mi scuso per la mancanza di riferimenti più precisi ma non sono specialista di biologia o cose attinenti.

Mmm... troppo facile. Il cervello produce serotonina e altre belle sostanze che ti fanno stare bene ma... perché questo accade SOLO in certe circostanze? Ho capito che tu credi che l'amore serve alla riproduzione della specie, così come la bellezza, ma come spiegheresti il fatto che certe bellissime ragazze stanno con uomini a dir poco orrendi (e viceversa)? Primo. In secondo luogo, perché questo accade con una persona piuttosto che un'altra? Voglio dire... cos'è che fa scattare la molla? Se tu dovessi innamorarti (pur essendo consapevole che l'amore è impossibile o non esiste, diciamo che provassi quella situazione "ormonale"), le "farfalle nello stomaco" a cosa le attribuiresti? Sarebbero il campanello che sta ad indicarti che quella persona è "produttiva" per te?

Guarda, io non credo all'amore solo perché voglio credere in qualcosa di bello, o perché penso che la speranza serva a tenerti a galla. Io so che esistono lati belli e lati brutti della vita. E' così per tutti, fa parte della condizione dell'essere umano, alla quale tutti siamo sottoposti (in quanto, appunto, appartenenti alla razza umana, con tutta la complessità che ne deriva). Io so perché l'ho vissuto. Cos'è che ti vieta di pensare che tu non possa innamorarti? E se qualcuno si innamorasse di te? Sei sicura che resteresti così indifferente? Sinceramente... penso proprio di no. Per quanto radicate siano le tue convinzioni sul nichilismo, penso di no. So che magari pensi, anche stizzita, "ma questo cretino che ne sa... che ne vuole sapere, lui non sa niente" e probabilmente è così. Non ti credo né speciale, né eletta, né dimenticata. Tu sei esattamente come me. Come tutti. Puoi ricondurre alle geometrie naturali tutto ciò che ti pare, ma è proprio quando succedono cose a cui ti poni domande, senza poter rispondere, che ti affacci e vedi il sole. E ti acceca. E poi non puoi più smettere di guardarlo.
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Vecchio 11-02-2011, 16.30.09   #48
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pura biologia.
il cervello provoca ormoni o sostanze particolari che fanno scattare emozioni varie.punto e stop.
mi scuso per la mancanza di riferimenti più precisi ma non sono specialista di biologia o cose attinenti.

ma proprio tu, che dici di vedere il nulla che riempie il mondo e che non credi in anima spirito etc, dovresti capire che è la tua biologia ciò da cui sei fondata e a cui dovresti essere leale: del resto altra verità non c'è. se sei consapevole che non c'è altro, è proprio a questa tua biologia che ti dovresti affidare ( almeno, per me è vero questo ): capisci cosa ti fa provare emozioni o sensazioni positive e poi sfruttalo, nel senso, ricercalo. dici *pura biologia*, da cui derivano le emozioni: ma il fatto che vengano da lì non significa poi che non siano emozioni autentiche.
e comunque continuo a credere che in questa biologia c'è ben altro oltre l'emozione del presente: dall'aspettativa futura derivano la maggior parte dei propri sentimenti, il *benessere* di sè stessi, anche qualora il presente non lasci soddisfatti. ma è un'aspettativa che potrebbe mancare a seconda dei casi: bisognerebbe imparare a tirarla fuori soltanto da sè stessi e non dal mondo di fuori. certo è che finché si continua soltanto a pensare le aspettative non cambiano: il pensiero è un limbo, una stasi tra un'azione e l'altra: ma sono sempre le azioni a cambiare di fatto le cose; un tentativo concreto è già davanti a sè stessi un'azione.
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Vecchio 13-02-2011, 19.31.27   #49
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Mmm... troppo facile. Il cervello produce serotonina e altre belle sostanze che ti fanno stare bene ma... perché questo accade SOLO in certe circostanze? Ho capito che tu credi che l'amore serve alla riproduzione della specie, così come la bellezza, ma come spiegheresti il fatto che certe bellissime ragazze stanno con uomini a dir poco orrendi (e viceversa)? Primo. In secondo luogo, perché questo accade con una persona piuttosto che un'altra? Voglio dire... cos'è che fa scattare la molla? Se tu dovessi innamorarti (pur essendo consapevole che l'amore è impossibile o non esiste, diciamo che provassi quella situazione "ormonale"), le "farfalle nello stomaco" a cosa le attribuiresti? Sarebbero il campanello che sta ad indicarti che quella persona è "produttiva" per te?

Guarda, io non credo all'amore solo perché voglio credere in qualcosa di bello, o perché penso che la speranza serva a tenerti a galla. Io so che esistono lati belli e lati brutti della vita. E' così per tutti, fa parte della condizione dell'essere umano, alla quale tutti siamo sottoposti (in quanto, appunto, appartenenti alla razza umana, con tutta la complessità che ne deriva). Io so perché l'ho vissuto. Cos'è che ti vieta di pensare che tu non possa innamorarti? E se qualcuno si innamorasse di te? Sei sicura che resteresti così indifferente? Sinceramente... penso proprio di no. Per quanto radicate siano le tue convinzioni sul nichilismo, penso di no. So che magari pensi, anche stizzita, "ma questo cretino che ne sa... che ne vuole sapere, lui non sa niente" e probabilmente è così. Non ti credo né speciale, né eletta, né dimenticata. Tu sei esattamente come me. Come tutti. Puoi ricondurre alle geometrie naturali tutto ciò che ti pare, ma è proprio quando succedono cose a cui ti poni domande, senza poter rispondere, che ti affacci e vedi il sole. E ti acceca. E poi non puoi più smettere di guardarlo.


le ragazze belle stanno con gli orrendi solo se quest'ultimi le pagano.ultimamente l'Italia lo ha dimostrato ampliamente, non credi?
Signor B... no?

ora mi spieghi come può un uomo innamorarsi di una che si trascina con un grave difetto estetico -la sottoscritta-

innamorata?lo sono stata. è affar mio, infatti.

la riproduzione mi fa orrore.io la penso come un manicheo.
la riproduzione della specie è l'orrore più grande, il peccato più empio.
ah già ma non sono religiosa.
specifichiamo.

mi è indifferente che esista o no un dio.a me non cambia nulla.conta l'adesso e adesso dio non è qui.è poi come scrive Sartre in quel meraviglioso vangelo del "Esistenzialismo è un umanismo" che esista o no dio è indifferente.nulla può salvare l'uomo da se stesso.
scusate la disgressione. ma era per specificare che non sono religiosa anche se mi piace quel concetto manicheo.
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Vecchio 13-02-2011, 19.34.16   #50
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ma proprio tu, che dici di vedere il nulla che riempie il mondo e che non credi in anima spirito etc, dovresti capire che è la tua biologia ciò da cui sei fondata e a cui dovresti essere leale: del resto altra verità non c'è. se sei consapevole che non c'è altro, è proprio a questa tua biologia che ti dovresti affidare ( almeno, per me è vero questo ): capisci cosa ti fa provare emozioni o sensazioni positive e poi sfruttalo, nel senso, ricercalo. dici *pura biologia*, da cui derivano le emozioni: ma il fatto che vengano da lì non significa poi che non siano emozioni autentiche.
e comunque continuo a credere che in questa biologia c'è ben altro oltre l'emozione del presente: dall'aspettativa futura derivano la maggior parte dei propri sentimenti, il *benessere* di sè stessi, anche qualora il presente non lasci soddisfatti. ma è un'aspettativa che potrebbe mancare a seconda dei casi: bisognerebbe imparare a tirarla fuori soltanto da sè stessi e non dal mondo di fuori. certo è che finché si continua soltanto a pensare le aspettative non cambiano: il pensiero è un limbo, una stasi tra un'azione e l'altra: ma sono sempre le azioni a cambiare di fatto le cose; un tentativo concreto è già davanti a sè stessi un'azione.


esiste solo il mio corpo e ciò che i miei occhi vedono del mio corpo.
l'assoluta imperfezione.punto e stop.

carattere, "farfalle nello stomaco", anime e spiriti e essenze varie, no.
vi fa piacere pensare che esistano per nobilitare l'essere umano.come dice Cioran, siamo solo cadaveri.
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