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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 03-03-2011, 16.37.32   #51
femmefatale
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Originalmente inviato da tobaccoaddicted
Senti, se non sei disposta a metterti in dubbio, non sarò certo io a doverti dimostrare che il tuo comprimere tutto a una condizione univoca, a senso unico per giunta in un vicolo cieco, è fondamentalmente errata alla base. Se non sei disposta a metterti in dubbio, vuol dire che avrai sempre ragione. Questo, da che mondo è mondo, è impossibile.

Gli uomini orrendi vanno con le belle donne perché pagano? Guarda, ti assicuro che sbagli, ma proprio di grosso. I soldi sono un ottimo incentivo, ma quella è prostituzione, che non è contemplata nel mio ragionamento. Se l'avanzamento della specie ti fa schifo, non dire che un supporto psicologico non ti sarebbe d'aiuto. Io lo dico per te. Voglio dire, renditi conto che non è normale ciò che dici. E non uscire con "cosa vuol dire normale" perché qui stiamo parlando di cose basilari ed indiscutibili, quali l'esistenza e la vita. E se sono brusco, un motivo c'è.

La vita sa prenderti a pugni molto bene. Ma finché c'è, puoi vincere tu. Se ti arrendi, è una tua scelta. Se combatti, hai dato un senso a tutto.


Ritornando al significato vero del post -senza dovermi consigliare un supporto psicologico non richiesto visto che come vivo l'amore e la vita è affare mio-
vorrei citare delle frasi molto belle -a mio parere- e interessanti di Sergio Quinzio tratte dal suo "La Croce e il Nulla" che ho letto di recente con molto interesse e che trovate pubblicato nell'Adelphi -Nel libro c'è anche una bella analisi di Simone Weil e di Wiesel-.


Il Nichilismo è inseparabile da un grande amore per la vita perchè un grande amore per la vita è inseparabile da una più che disperata delusione.
Il Nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il Nulla.
La fede è il coraggio di fissare il Nulla.
La mancanza di volontà di vivere che oggi dilaga endemica, è l'unica malattia certamente mortale, alla quale non ci sarà rimedio in eterno.
La notte del Nichilismo nasconde cose nelle sue tenebre, non è necessariamente un muro che chiude il cammino, ma una possibilità nuova, sebbene estremamente difficile e precaria.
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Vecchio 04-03-2011, 14.21.40   #52
Soren
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Ritornando al significato vero del post -senza dovermi consigliare un supporto psicologico non richiesto visto che come vivo l'amore e la vita è affare mio-
vorrei citare delle frasi molto belle -a mio parere- e interessanti di Sergio Quinzio tratte dal suo "La Croce e il Nulla" che ho letto di recente con molto interesse e che trovate pubblicato nell'Adelphi -Nel libro c'è anche una bella analisi di Simone Weil e di Wiesel-.


Il Nichilismo è inseparabile da un grande amore per la vita perchè un grande amore per la vita è inseparabile da una più che disperata delusione.
Il Nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il Nulla.
La fede è il coraggio di fissare il Nulla.
La mancanza di volontà di vivere che oggi dilaga endemica, è l'unica malattia certamente mortale, alla quale non ci sarà rimedio in eterno.
La notte del Nichilismo nasconde cose nelle sue tenebre, non è necessariamente un muro che chiude il cammino, ma una possibilità nuova, sebbene estremamente difficile e precaria.

più o meno è giusto. per quel che mi riguarda il momento del nichilismo è qualcosa di simile al risveglio di neo dall'illusione di matrix, non so se mi spiego. è il rendersi conto che aldilà delle belle illusioni e diritti che ti fa valere la società, la realtà è che non hai nessun valore al mondo e sei solo, e qualsiasi cosa farai non cambierà niente. però a questo dovrebbe seguire una risposta: siccome al mondo ed agli altri quello che vuoi non interessa, deve interessare a te. ( non è che ti sto puntando col discorso, è piuttosto generale )
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Vecchio 04-03-2011, 20.02.33   #53
ulysse
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Originalmente inviato da femmefatale
Ritornando al significato vero del post -senza dovermi consigliare un supporto psicologico non richiesto visto che come vivo l'amore e la vita è affare mio-
La nostra vita è affare nostro senza dubbio, finchè ne manteniamo rigorosa la privacy, ma se ci esponiamo in un post, se eponiamo i nostri pensieri pubblicamente, ci mettiamo in gioco e dobbiamo, allora, anche accettare in reazione le osservazioni altrui...quando espressi, come è, in modalità civile.
Diversamente, l'esposizione della privacy che rifiuta il commento, impone un silenzio compassionevole
Citazione:
Il Nichilismo è inseparabile da un grande amore per la vita perchè un grande amore per la vita è inseparabile da una più che disperata delusione.
Mi pare arbitrario: non è detto che la disperata delusione debba necessariamente conseguire al grande amore.
C'è una possibile casistica:
1)-Il grande amore è eterno, non cè delusione, non c'è nichilismo,
2)-Il grande amore cè, consegue delusione che resta irrisolta: nichilismo
3)-Il grande amore c'è, la delusione, pur occorsa, è rielaborata e risolta oltre il supposto nichilismo.
4)- ecc....

Citazione:
Il Nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il Nulla.
Certi autori diffondono il panico...senza necessità! Capirei se ci fosse un meteorite in arrivo! Ma anche in quel caso una speranza ci sarebbe: l'abbiamo visto in un film: potenti raggi laser dissolvono l'intruso nello spazio!
In ogni caso...cosa è il nulla? manco è detto che esista...il nulla! l'essente è eterno...dice qualcuno!
Citazione:
La fede è il coraggio di fissare il Nulla.
Veramente mi pare affermazione non giustificata...Ci sono sperimentazioni in proposito?..oppure è significante senza significato?...come s'usa dire.
Personalmente, pur nella mia illusione fideistica, non fisso affatto il nullla: sarà mancanza di coraggio?
Citazione:
La mancanza di volontà di vivere che oggi dilaga endemica, è l'unica malattia certamente mortale, alla quale non ci sarà rimedio in eterno.
Mi pare una delle tante frasi ad effetto: possono piacere, ma non c'è corrispondenza sperimentale: occorrerebbe l'esplicazione di una qualche critica in tal senso.
La non volontà di vivere, forse malattia di qualcuno, non dilaga affatto...anzi mi pare il contrario...c'è un gran darsi da fare...persino fra i vecchietti, nonstante i tempi bui...o forse proprio per quello. C'è persino chi fa la rivoluzione, disposto a morire, per un domani migliore: questo è coraggio, mi pare...non il fissare il nulla!
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La notte del Nichilismo nasconde cose nelle sue tenebre, non è necessariamente un muro che chiude il cammino, ma una possibilità nuova, sebbene estremamente difficile e precaria.
Non saprei cosa possa nascondere la notte del nichilismo: forse non sono all'altezza, ma non mi aspetteri da essa alcuna possibilità salvifica. Me l'aspetterei piuttosto, sul piano personale e sociale, da una razionale e fiduciosa aspirazione e tensione all'autorealizzazione.
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Vecchio 05-03-2011, 03.16.53   #54
Soren
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La nostra vita è affare nostro senza dubbio, finchè ne manteniamo rigorosa la privacy, ma se ci esponiamo in un post, se eponiamo i nostri pensieri pubblicamente, ci mettiamo in gioco e dobbiamo, allora, anche accettare in reazione le osservazioni altrui...quando espressi, come è, in modalità civile.
Diversamente, l'esposizione della privacy che rifiuta il commento, impone un silenzio compassionevole

Mi pare arbitrario: non è detto che la disperata delusione debba necessariamente conseguire al grande amore.
C'è una possibile casistica:
1)-Il grande amore è eterno, non cè delusione, non c'è nichilismo,
2)-Il grande amore cè, consegue delusione che resta irrisolta: nichilismo
3)-Il grande amore c'è, la delusione, pur occorsa, è rielaborata e risolta oltre il supposto nichilismo.
4)- ecc....


Certi autori diffondono il panico...senza necessità! Capirei se ci fosse un meteorite in arrivo! Ma anche in quel caso una speranza ci sarebbe: l'abbiamo visto in un film: potenti raggi laser dissolvono l'intruso nello spazio!
In ogni caso...cosa è il nulla? manco è detto che esista...il nulla! l'essente è eterno...dice qualcuno!

Veramente mi pare affermazione non giustificata...Ci sono sperimentazioni in proposito?..oppure è significante senza significato?...come s'usa dire.
Personalmente, pur nella mia illusione fideistica, non fisso affatto il nullla: sarà mancanza di coraggio?

Mi pare una delle tante frasi ad effetto: possono piacere, ma non c'è corrispondenza sperimentale: occorrerebbe l'esplicazione di una qualche critica in tal senso.
La non volontà di vivere, forse malattia di qualcuno, non dilaga affatto...anzi mi pare il contrario...c'è un gran darsi da fare...persino fra i vecchietti, nonstante i tempi bui...o forse proprio per quello. C'è persino chi fa la rivoluzione, disposto a morire, per un domani migliore: questo è coraggio, mi pare...non il fissare il nulla!

Non saprei cosa possa nascondere la notte del nichilismo: forse non sono all'altezza, ma non mi aspetteri da essa alcuna possibilità salvifica. Me l'aspetterei piuttosto, sul piano personale e sociale, da una razionale e fiduciosa aspirazione e tensione all'autorealizzazione.

la tensione all'autorealizzazione è un fondamento del nichilismo attivo. citando Nietzsche, l'unica realtà è il sogno; vale a dire che sono i sogni del singolo, ciò a cui tende, ad essere l'unica cosa valida da inseguire. un'inseguimento nè razionale nè fiducioso, quanto piuttosto ( rimanendo dal punto di vista di Nietzsche ) disperato e sfrenato. la *notte del nichilismo* ( che in realtà si tratta di semplice notte; il nichilismo ne è per così dire la rappresentazione filosofica ) non nasconde molto, quanto il semplice fatto che se è possibile la speranza, è possibile il contrario, poiché il mondo non si esprime sul tuo desiderio: lo fai solo tu. ( il -forse mai- del sogno ).

per quanto riguarda il grande amore etc: come ho detto una riga sopra, non si può giudicare il nichilismo come *qui è andata bene, non c'è* e *qui mi è andata male -> nichilismo*. il nichilismo sta nella possibilità, sempre possibile a priori, del mai di una qualsiasi volontà. come a dire che, amore, grande amore o grandissimo amore, chi non sa guardare alla *notte* ed al fatto che tale amore è una volontà unicamente propria, non potrà mai agire in piena ragione di essa.
ultimamente stavo leggendo la casa degli spiriti di Allende, c'è un passo che riguarda questa discussione: il protagonista lavora due anni per trovare i soldi per sposare una bella ragazza, e quando ce l'ha quasi fatta quella muore. lui stesso ammette che, se avesse considerato una simile possibilità, avrebbe agito in modo ben diverso che starle lontano per racimolare soldi. certo il suo agire è stato razionale rispetto a ciò che sapeva - ma non ha considerato tutto ciò che non sapeva - qui sta la notte, la completa amoralità del mondo.
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Vecchio 06-03-2011, 19.25.30   #55
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….. per quel che mi riguarda il momento del nichilismo.....
Non sono in grado sostenere disquisizioni sul nichilismo: per me il nichilismo è quello che è...e mi si può dire…questo s'intende per nichilismo!
E ti ringrazio delle parole di spiegazione: almeno ne saprò qualcosa!
Credo, però, per singola testimonianza,di poter contestare che certe affermazioni, costituenti esplicazione e supporto alla dottrina nichilista, pur se giustificate in sé....abbiamo una effettiva, ineluttabile corrispondenza col nostro vivere personale e sociale. Mi pare, in sostanza, che l'apporto della concezione nichilista alla nostra VISION sia negativo e disperante oltre il necessario.
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...è il rendersi conto che aldilà delle belle illusioni e diritti che ti fa valere la società, la realtà è che non hai nessun valore al mondo e sei solo, e qualsiasi cosa farai non cambierà niente
Veramente non è vero che tutto quanto è promesso sia illusione: solo qualche volta lo è!
In fondo non è vero che ognuno è solo, privo di valore e che qualunque arrabattarsi a niente serva.
Ammetto che, a meno di una improbabile vincita al lotto, le cose vanno per me, come per quasi tutti, in modo assai poco dinamico ed è anche vero che, personalmente, io valgo per tutti un millesimo di un millesimo, ma è anche vero che… se ach! verlassen, verlassen bin ich!..e posso solo abbaiare alla luna! non sono poi così solo e abbandonato.
E’ vero però che non sono un illuso nonostante le speranze e che anche non mi aspetto la luna da un momento all'altro…se mai mi aspetto che lo sforzo e la costanza possano portarmi a….

La delusione, se mai verrà, non sarà così forte: est modus in rebus!...e tutto è commisurato ed anche i miei sogni e speranze lo sono: occorre osare...ma razionalmente: i millesimi del peggiore dei casi vanno sommati ai millesimi del migliore...e mille volte mille fanno un tutto… dopo tutto la vita non ha solo avvallamenti e depressioni...possono arrivare anche i picchi…se non tralasciamo di sollecitarli.

Storicamente il trend del nostro vivere, intendo della maggioranza degli umani, è stato mediamente crescente...e pensiamo lo sarà ancora. Non siamo fissi sul nulla...in fondo… anzi, siamo mediamente fortunati...tanto che…a fronte del nostro incompreso lamento...si lotta in Africa per raggiungere il nostro stato…il nostro invidiato buon vivere!!!…qualcuno viene persino per andare a scuola in Italia (sic!).
Tutto è relativo!
….e magari, per buona parte dell'Islam, sembra non siamo nemmeno più quei cani infedeli e corrotti di cui ci accusavano ieri… e ancora ci accusa Gheddafi oggi.
Citazione:
….però a questo dovrebbe seguire una risposta: siccome al mondo ed agli altri quello che vuoi non interessa, deve interessare a te…..
Infatti l’assolutismo nichilista mi pare disperazione pura, mentre, comunque sia, nessuno è mai perduto a se stesso ed al prossimo…e anche fossi veramente solo e indifferente a tutti…io non mi devo abbandonare.
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Vecchio 06-03-2011, 21.17.11   #56
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la tensione all'autorealizzazione è un fondamento del nichilismo attivo. citando Nietzsche, l'unica realtà è il sogno; vale a dire che sono i sogni del singolo, ciò a cui tende, ad essere l'unica cosa valida da inseguire. un'inseguimento nè razionale nè fiducioso, quanto piuttosto ( rimanendo dal punto di vista di Nietzsche ) disperato e sfrenato.
Ancora ti ringrazio dei chiarimenti.
Ma, sul piano realistico del vissuto esperienziale, trovo ancora conferma di quanto hai tu stesso espresso in altro post a proposito di Spinoza: questi filosofi saranno pure pensatori eccelsi …ma, seduti nei loro scanni a rimuginare, spesso dimenticano di guardare dalla finestra. E sempre più stupisco che tanto vengano citati: a confronto mi paiono assai più sensati i pensatori greci…purchè Aristotele non tratti del cosmo e delle sfere perfettte.

A proposito di Nietzsche, solo una mente distorta potrebbe affermare che l’unica realtà è il sogno: la realtà, piuttosto, è quella che viviamo o che hanno vissuto i nostri ascendenti a confronto della quale ci siamo modellati e strutturati psicosomaticamente evolvendo.
E’ vero che formuliamo e inseguiamo i nostri sogni, e guai se non lo facessimo, ma è statisticamente fuori luogo definire (come fa Nietzsche) questo inseguimento irrazionale, disperato e sfrenato.
Qualcuno lo fa certo, ma è questione di più o meno profonda insensatezza, al limite, pazzia

Correttamente e positivamente preferiamo dire: perseguire l’autorealizzazione, ma non in senso nihilista e disperante, ma in senso costruttivo, consapevoli che anche il fallimento parziale o totale che sia, non costituisce comunque la fine o il tradimento, ma un nuovo inizio. Nessuno è mai perduto…se non lo vuole…nel qual caso sarebbe lui l’immorale autoingannate…non la natura crudele, non l’ambiente, la società, il mondo, il Dio immaginato…la malasorte o gli astri… al limite!
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la *notte del nichilismo* ( che in realtà si tratta di semplice notte; il nichilismo ne è per così dire la rappresentazione filosofica ) non nasconde molto, quanto il semplice fatto che se è possibile la speranza, è possibile il contrario, poiché il mondo non si esprime sul tuo desiderio: lo fai solo tu. ( il -forse mai- del sogno ).
Questo mi pare sensato: non sarò troppo negativo con questo nichilismo?
Ma non c’è niente di originale: ovvio che la “speranza” implica la non riuscita di quanto sperato. Ovvio che il mondo non è modellato sui miei o tuoi desideri, ma non è un dramma universale tale da costruirci sopra un sistema di pensiero.
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per quanto riguarda il grande amore etc: come ho detto una riga sopra, non si può giudicare il nichilismo come *qui è andata bene, non c'è* e *qui mi è andata male -> nichilismo*. il nichilismo sta nella possibilità, sempre possibile a priori, del mai di una qualsiasi volontà. come a dire che, amore, grande amore o grandissimo amore, chi non sa guardare alla *notte* ed al fatto che tale amore è una volontà unicamente propria, non potrà mai agire in piena ragione di essa.
Forse ancora sono nella notte…..
Ma cosa significa il “mai di una qualsiasi volontà”?
1)- significa forse che “mai” si realizzerà il mio sogno?...qualunque mio sogno?...ma mi pare insensato e irreale…a meno che i miei sogni non siano sconsideratamente oltre il buon senso delle mie possibilità! Delle possibilità umane.
2)- significa che debbo considerare a priori la possibilità che il mio sogno non si realizzi? Ma mi pare ovvio: il futuro è per sua natura incerto. Sarebbe infantile battere i piedi e strillare o cadere nella più profonda depressione.
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ultimamente stavo leggendo la casa degli spiriti di Allende, c'è un passo che riguarda questa discussione: il protagonista lavora due anni per trovare i soldi per sposare una bella ragazza, e quando ce l'ha quasi fatta quella muore. lui stesso ammette che, se avesse considerato una simile possibilità, avrebbe agito in modo ben diverso che starle lontano per racimolare soldi. certo il suo agire è stato razionale rispetto a ciò che sapeva - ma non ha considerato tutto ciò che non sapeva - qui sta la notte, la completa amoralità del mondo.
Ma non è questione di moralità del mondo, se non sappiamo prevedere il futuro.
Non vedo che senso abbia parlare di moralità o immoralità del mondo!
Il mondo, non avendo coscienza, non ha una morale…a meno che non siamo panteisti o non confondiamo il mondo con una entità onnisciente e deliberante.
Io non sarei disposto!
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Vecchio 09-03-2011, 15.12.55   #57
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@ulysse: ed infatti nota che non ho parlato d'immoralità del mondo perché è un concetto assurdo, ho parlato infatti di amoralità.

tu rapporti sempre le mie idee al vivere sociale, a quel posto tranquillo in cui il futuro è sempre sicuro: stai nelle righe, e non ti accadrà niente di male. ma hai comunque una mentalità piuttosto realistica, e mi fa piacere. il problema è che mi pare che tu guardi a tutti ciò che dico in un'ottica quasi economica: io parlo di sogni irrealizzabili e volontà disperate, non perché siano tutte così, ma perché mi piace valutare sempre a priori i casi peggiori: molte volte nella vita mi capita che ciò che di male mi succede, e che non mi sconvolge ( appunto perché sono abituato a valutare più il peggio che il meglio ) altre persone che magari sono di natura più ottimista nel momento in cui succede si sconvolgono e non sanno come reagire. ora non sto parlando di casi limite ma di cose estremamente normali, come per esempio perdere un treno di un minuto e dover aspettare due ore in più. non è la fine del mondo e non è grave, e quindi me ne sbatto da subito; mi tocca però sentire dieci minuti buoni di malumore e lamentele dei miei amici. Non è questa che dev'essere la filosofia ? un aiuto a vivere il più serenamente possibile ?

ed ancora, tu dici che è folle affermare che l'unica realtà è il sogno, e poi mi parli di cos'è la realtà. ma questo puoi stare tranquillo che lo so anch'io: io non mi riferivo alla realtà esterna quanto quella interna: cos'è che per te ha senso cercare ? se per te è una vita razionale, spesa all'insegna di buoni valori come famiglia e sicurezza, allora certo i miei ragionamenti sul forse mai etc. non avranno molto senso per te. non è una questione di realtà esterna che dibattiamo ma di realtà interna, di volontà: ed io mi trovo d'accordo con te nella misura in cui mi parli di una vita all'insegna del buon senso. peccato che io in essa ( può cambiare e dunque sia chiaro mi riferisco solo al presente, e per ragioni che comunque sono a me note ) non veda niente di desiderabile. dunque il fatto è proprio che io il buonsenso l'ho lasciato indietro, e quindi per me questi ragionamenti sono sensati.
Il mondo che vediamo mi pare essere lo stesso, è la volontà che differisce.

in ultimo è vero ciò che dici di Nietzsche: come molti grandi filosofi, dimenticava di guardare dalla finestra. ma prendi il suo caso, che era più o meno quello di una volontà folle: fuori dalla finestra non c'era niente di desiderabile per lui. dunque aveva senso per lui guardarci ?
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Vecchio 09-03-2011, 17.12.39   #58
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La nostra vita è affare nostro senza dubbio, finchè ne manteniamo rigorosa la privacy, ma se ci esponiamo in un post, se eponiamo i nostri pensieri pubblicamente, ci mettiamo in gioco e dobbiamo, allora, anche accettare in reazione le osservazioni altrui...quando espressi, come è, in modalità civile.
Diversamente, l'esposizione della privacy che rifiuta il commento, impone un silenzio compassionevole

scusa se mi permetto di contraddirti:
non ho affatto specificato quale sia il mio problema estetico.
L'ho citato con "metafore" proprio perchè NON è mia intenzione parlarne nè qui nè in altre sedi -io ne parlo solo tra me e lo specchio-

Ho solo detto che se mi sono avvicinata alla filosofia è PERCHè mi era capitato un DANNO ESTETICO e se ora, nel 2011, posso affermare con certezza che l'Esistenzialismo e il Nichilismo sono la mia "religione" è perchè ci sto meditando dal 2004, e so cosa dico.

anche perchè se faccio dichiarazioni "forti" a 24 anni negando divenire e simili chi li legge può anche chiedersi "ma come mai questa qui a 24 anni dice così?" per questo ho specificato il motivo, tutto qui.

I miei genitori ed ex amici si aspettavano che io reagissi bene e dimenticassi tutto, ora gli da fastidio vedermi fare i giri per le biblioteche noleggiando decine di libri -per i più curiosi tra voi, ora sto leggendo Wiesel- e io invece vado avanti a percorrere questa meravigliosa, perchè brutale e vera, strada nichilista ed esistenzialista (ma apprezzo anche l'Idealismo) e la voglio percorrere ancora a fondo -ho ancora tanto da scoprire!- se qualcuno trova riprovevole che i miei manifesti di vita siano "lo Straniero" o "la Nausea" invece che "twilight" o qualsiasi altra cosa letta da ragazze mie coetanee, e che Cioran, Stirner, Pareyson, Herzen, Quinzio, Sartre, Camus, Kierkegaard e altri simili siano la voce del mio dolore, non so cosa dirvi, io a 24 anni la penso così e niente può più accadere che mi porti a revocare questa mia professione di fede.

Certi autori diffondono il panico...senza necessità! Capirei se ci fosse un meteorite in arrivo! Ma anche in quel caso una speranza ci sarebbe: l'abbiamo visto in un film: potenti raggi laser dissolvono l'intruso nello spazio!
In ogni caso...cosa è il nulla? manco è detto che esista...il nulla! l'essente è eterno...dice qualcuno!


no, no.Certi autori preparano il nostro risveglio...

La non volontà di vivere, forse malattia di qualcuno, non dilaga affatto...anzi mi pare il contrario...c'è un gran darsi da fare...persino fra i vecchietti, nonstante i tempi bui...o forse proprio per quello. C'è persino chi fa la rivoluzione, disposto a morire, per un domani migliore: questo è coraggio, mi pare...non il fissare il nulla!

io invece sono inattiva e in stasi dal 2003.che dovrei fare?
non vale la pena fare nulla, tutto è votato allo scacco.
leggi le ultime pagine dello "Straniero" e vienimi a dire se QUELLE FRASI non siano vere, brutalmente vere.
anche Abbagnano lo dice "ogni nostra possibilità può ad ogni istante cadere nel Nulla".

Non saprei cosa possa nascondere la notte del nichilismo: forse non sono all'altezza, ma non mi aspetteri da essa alcuna possibilità salvifica. Me l'aspetterei piuttosto, sul piano personale e sociale, da una razionale e fiduciosa aspirazione e tensione all'autorealizzazione.

Il Nichilismo con la sua sferzata di Disillusione fa piazza pulita di un buonismo stomachevole che io stessa ho trovato negli altri a seguito della mia catastrofe esistenziale del 2003.

comunque se qualcuno è un seguace di Cioran e simili e vuole parlarne con me sarebbero graditi mp...
io mi sono iscritta qui anche per cercare gente che la pensa uguale a me.
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Vecchio 21-03-2011, 21.06.37   #59
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Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Il Nichilismo con la sua sferzata di Disillusione fa piazza pulita di un buonismo stomachevole che io stessa ho trovato negli altri a seguito della mia catastrofe esistenziale del 2003..
Ma io, veramente, non ho sentito alcuna sferzata. Fortuna che nessuna corrente filosofica fa piazza pulita dell’altra: il contrasto dialettico è necessario.

Accade piuttosto che le correnti filosofiche decadono quando non è più il loro tempo e via via che esauriscono la loro funzione nell’ambito di un comune sentire sociale.... o per il mutare di diverse, successive condizioni esistenziali.
Qualcuno, per esigenze personali particolari, vi può ancora ricorrere…magari innamorarsene nel cogliere particolari aspetti confacenti e soddisfacenti una autogratificante giustificazione di particolari situazioni deteriori scelte e vissute con sofferenza e disagio psichico.
Ma può essere, oggi, solo fenomeno personale o di nicchia.

Le piazze pulite ed il buonismo...sia pure stomachevole, non c’entrano…anzi una buona dose di buonismo (direi piuttosto di razionale comprensione, tolleranza e speranza) sarebbe preferibile.

Probabilmente, invece, ci si rifà al caso o alla fiammata di una corrente filosofica esistenzialista (prima nichilista?) che ebbe il suo splendore nel momento sociale depresso e decadente del dopoguerra (1946).
Ha perso, poi, (un tal nichilismo/esistenzialismo) la sua funzione sociale anche col decadere di una moda giovanile, non scevra da romanticismo melanconico e sognante.

La moda giovanile ebbe il suo splendore (e decadenza) nelle cantine di Parigi, sostenuta dalle struggenti canzoni di Juliette Gréco…assurta allora al rango di musa dell’esistenzialismo.
Citazione:
comunque se qualcuno è un seguace di Cioran e simili e vuole parlarne con me sarebbero graditi mp...

Purtroppo Cioran, di per sè sofferente e disperato (vedi topic parallelo) non è fra le letture e le riflessioni che consiglierei al mio migliore amico..e, forse, nemmeno al peggiore …tanto meno a chi dice di confrontarsi col “nulla”…sarebbe preferibile altro..non solo per combattere la malinconia, ma, soprattutto, la noia.…del resto la filosofia ha di tutto!....ma, se può dare un qualche conforto ...anche Cioran puo' andar bene!
Spero comunque che tu trovi qualcuno che lo abbia, fra i preferiti, sul proprio comodino per la notte...magari lettura propedeutica al primo sonno....
Dubito!
Citazione:
io mi sono iscritta qui anche per cercare gente che la pensa uguale a me.
E’ una posizione legittima: ci si può congratulare reciprocamente di un pensare e sentire…unico, comunitario…magari superiore e gratificante...sprezzante di chi non capisce, ma un poco sterile direi.

Io preferisco chi la pensa diversamente da me: mi può dire tante cose nuove, dal divero posso apprendere ed estendermi ad una diversa VISION e affinarmi nel contrasto dialettico: peraltro non avrei bisogno di conforto …per ora, credo!.

Comunque e in ogni caso se vuoi comunicare in reciprocità consiglierei di vuotare la casella di posta.

Ultima modifica di ulysse : 22-03-2011 alle ore 13.45.05.
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Vecchio 23-03-2011, 20.54.42   #60
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…ed infatti nota che non ho parlato d'immoralità del mondo… ho parlato di amoralità.
Forse ho confuso, ma è la stessa cosa: il mondo è amorale! Ma è una ovvietà! Mica si può costruirci sopra un sistema filosofico e disperarsene: sarebbe un abbaiare alla luna!
Citazione:
tu rapporti sempre le mie idee al vivere sociale, a quel posto tranquillo in cui il futuro è sempre sicuro: stai nelle righe, e non ti accadrà niente di male. ma hai comunque una mentalità piuttosto realistica, e mi fa piacere.
In effetti mi sforzo di essere realistico…in certo qual modo conformista…ma, egualmente, mica è così sicuro…il futuro! Del resto anche la rivoluzione deve tenere a riferimento il reale…altrimenti è come combattere i mulini a vento: le ipotesi, comunque, anche se non vere, devono essere almeno veridiche.

Certo che il vissuto esperienziale o le prospettive prevedibili non sempre sono banalmente favorevoli, possono anche introdurre nelle nostre aspirazioni elementi di incertezza e criticità….Ma una qualche soluzione la troveremo sempre...se non disperiamo…del resto si dice che le traversie della vita, la scalogna stessa, se non ti uccidono ti temprano…se ne hai il coraggio e non ti rifugi nel sogno, avulso dalla vita o che la nega con astio.
Citazione:
il problema è che mi pare che tu guardi a tutto ciò che dico in un'ottica quasi economica: io parlo di sogni irrealizzabili e volontà disperate, non perché siano tutte così, ma perché mi piace valutare sempre a priori i casi peggiori: molte volte nella vita mi capita che ciò che di male mi succede, e che non mi sconvolge ( appunto perché sono abituato a valutare più il peggio che il meglio )
In qualche modo se pensi in bene ce la farai.
In fondo la storia ha sempre favorito i fiduciosi perchè conveniva pensarla in quel modo. Viceversa chi già si sentiva decadente e perduto ...era perduto: non vorrei fosse così anche oggi!

Io non parlo mai di sogni…oppure eccezionalmente sì, per desideri prodromi di grandi felicità, ma non mi dispero e non vò in convento se restano irrealizzati.
In genere parlo piuttosto di previsioni o di progetti nei quali il caso “fallito” deve essere comunque considerato e valutato…anche per predisporre il piano “B”. E’ il normale procedere probabilistico della vita: non tutto va bene …ma neanche poi tanto male! Per quanto siano sempre possibili picchi estremi in un senso o nell’altro. Certo che la fiducia è essenziale. Se ce l’ho fatta fino ad oggi ce la farò anche domani: io, speriamo che me la cavo!
Se mi metto sempre nel caso peggiore, se capita il malanno non perdo niente…però non ho mai niente!
L’equilibrio e la statistica ci assicurano invece che un progetto non fallisce se ci ho ben studiato e predisposto per il possibile. La qual cosa non significa essere pessimisti, ma essere previdenti e responsabili: niente riesce se non c’è impegno, ma se l’impegno c’è è molto probabile che riesca …statisticamente..

I progettisti “Ferrari” sanno che non per caso o fortuna la loro macchina è eccellente.
La Ferrari è Ferrari per una tradizione passata e per un presente “sistemico” di impegno intellettuale, di iniziativa è coraggio. Ma vale per tutte le risultanze eccellenti materiali o spirituali che siano: la coscienza di ciò dà fiducia di buona riuscita, ma se per una volta, o anche per un periodo, andrà male, non diventeremo nichilisti... piuttosto ne approfitteremo per cercare e imparare dall’errore: questo significa fare e mantenere una macchina e un team sempre migliori.
Ho citato un manufatto e un team, ma vale anche per ogni singolo vivente: se fin da cuccioli sbagliamo e recuperiamo nell’ambito delle regole e non ci adagiamo su casuali allori, acquisiremo e manterremo la fiducia in noi stessi ed anche per il futuro sapremo cavarcela…in qualche modo nessuno è perduto.

Un volta si diceva coscienza del proprio valore, che non è ne ottimismo né pessimismo, ma semplicemente formazione e disciplina di pensiero: è avvantaggiato chi, in maggior misura, questa strada ha perseguito e persegue.
Certo che per chi persegue la strada opposta (nichilismo) non potrà che andar male e, anche se oggettivamente non và poi così male,…andrà male comunque nella sua testa con sistemico sconforto, depressione, ricerca di un rifugio ove accucciarsi e soffrire o autogratificarsi a seconda dei casi!
Citazione:
altre persone di natura più ottimista nel momento in cui succede si sconvolgono e non sanno come reagire.
Ora non sto parlando di casi limite, ma di cose estremamente normali, come per esempio perdere un treno di un minuto e dover aspettare due ore in più. non è la fine del mondo e non è grave, e quindi me ne sbatto da subito; mi tocca però sentire….. malumori e lamentele dei miei amici.
Ma non li chiamerei ottimisti! Non è necessario essere ottimisti per sconvolgersi ai colpi di sventura. Magari sono ottimisti apparenti…come quelli che vedono solo in rosa per il prosciutto che fodera gli occhi: quando s’accorgono che il mondo, anzichè rosa, riserva sorprese vanno in deliquio.
Oppure sono solo impazienti e intolleranti: la vita non li ha formati ad una sana sopportazione…sono abituati fin da piccoli ad avere tutto e subito.

In ogni caso ottimismo e pessimismo sono categorie inventate a definire chi, irrazionalmente, sottostima o sovrastima le possibilità proprie o altrui a confronto con quelle che l’ambiente sociofisico concede loro.
In realtà …”in medio stat virtus”…che sarebbe perseguire spontaneamente una disciplina razionale che non postula affatto la illuminazione o l’ascesi…ma nemmeno la discesa agli inferi.
Citazione:
…. Non è questa che dev'essere la filosofia ? un aiuto a vivere il più serenamente possibile ?
E’ vero! Filosofare può essere di aiuto al vivere sereno, ma non è sufficiente leggere alcune massime…occorre anche praticarla e, soprattutto, saperla scegliere questa filosofia. Scegliere la propria posizione mentale vs. mondo fin dall’infanzia e sarebbe un grande merito degli ascendenti e proprio… l’indirizzare d’abitudine i pensamenti a soluzioni piacevoli e confortanti senza però rinunciare alla concretezza.
In genere, chi ha successo, nel senso di una qualche confortante autorealizzazione, è un concentrato di caratteri positivi: euforico, progettuale, fiducioso fin quasi all’ingenuità e coi piedi per terra a interpretare il reale degli eventi o delle persone.

Chi, all’opposto s’indirizza e si compiace di filosofie disperanti, al limite catastrofiste e masochiste, non credo possa trarne un vantaggio di serenità e nemmeno di successo
Citazione:
ed ancora, tu dici che è folle affermare che l'unica realtà è il sogno, e poi mi parli di cos'è la realtà. Ma….: io non mi riferivo alla realtà esterna quanto quella interna: cos'è che per te ha senso cercare ? se per te è una vita razionale, spesa all'insegna di buoni valori come famiglia e sicurezza, allora certo i miei ragionamenti sul forse mai etc. non avranno molto senso per te. non è una questione di realtà esterna che dibattiamo ma di realtà interna, di volontà:…
Mi citi realtà esterne, realtà interne, volontà, ecc…non saprei come distinguere….per me la realtà è una sola, interno/esterno, tutto si riduce al percepito, elaborato ed esplicato od esplicitato dall’organo cerebrale. Certo che vi sono compresi anche valori di razionalità, affettività, empatia…esigenze del vivere e, al limite, tentativi ed errori con credenze e pregiudizi vari che magari supero in parte, analizzando un post di questo tipo.

Comunque, ciò che comunemente chiamiamo sogno, è una elaborazione della nostra psiche..tanto più irreale quanto più discosto dalle leggi che regolano l’universo sociofisico e insieme i nostri comportamenti e desideri a confronto: se non c’è correlazione è “sogno” ed è proprio quando usiamo la parola “sogno”, che, implicitamente, ammettiamo la non realizzabilità…l’irreale!
Rifugiarsi nel sogno può essere gratificante nel contingente, ma alla lunga è sterile e psichicamente deviante: un delitto contro l’umanità!
Esiste certo una realtà esterna o interna a noi…magari impercepita, ma quella che ci interessa e che ci riguarda è la realtà percepita che, proprio per questo, non è sogno, anche se ci appare, al momento, non soddisfacente.
Citazione:
… ed io mi trovo d'accordo con te nella misura in cui mi parli di una vita all'insegna del buon senso. peccato che io in essa ( ….sia chiaro mi riferisco solo al presente, ….. ) non veda niente di desiderabile. dunque il fatto è proprio che io il buonsenso l'ho lasciato indietro, e quindi per me questi ragionamenti sono sensati.
Il mondo che vediamo mi pare essere lo stesso, è la volontà che differisce.
Se ben interpreto l’attuale realtà omnicomprensiva, che pur ci accomuna, non ti soddisfa: in effetti la soddisfazione è rara.
Un po’ di insoddisfazione è incentivante: la piena soddisfazione è deleteria…paralizzante…come lo sarebbe la insoddisfazione più completa.
In ogni caso credo che il “desiderabile” non cada dal cielo: lo dobbiamo cercare...in qualche modo inventarcelo. Nella qual cosa il buon senso, la vision, il pensiero laterale non sono ammennicoli di poco conto.
La fantasia, il sogno, forse la spiritualità, possono costituire solo un contorno ludico.
Citazione:
in ultimo è vero ciò che dici di Nietzsche: come molti grandi filosofi, dimenticava di guardare dalla finestra. ma prendi il suo caso, che era più o meno quello di una volontà folle: fuori dalla finestra non c'era niente di desiderabile per lui. dunque aveva senso per lui guardarci ?
Ma ha senso, per noi, prendere il pensiero di Nietzche, di una volontà folle, a modello per la nostra vita?
Almeno guardasse dalla finestra!
Purtroppo l’ovvio è spesso impensabile per le grandi menti!
Comunque la tentazione di seguire filosofie bislacche, se non deleterie, mi pare abbastanza diffusa: per il secolo scorso fu una rovina. Stiamo a vedere per questo.
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