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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 17-06-2009, 16.57.13   #51
Noor
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da Gaffiere
Per Severino neanche Parmenide si sottrare al nichilismo, anzi ne è il primo artefice considerando che, tra i motivi del suo rifiuto del molteplice empirico, vi è la convinzione che il divenire sia l'annientamento e l'entificazione degli eventi. Stando alle tesi filologiche dominanti, anche se a onor del vero negli ultimi anni ha cominciato a farsi largo l'ipotesi (condivisa da Reale e da Ruggiu) che Parmenide non neghi le differenze del mondo, anche Severino sembra oscillare su questo punto: purtroppo, come fa notare in Essenza del Nichilismo, ci manca praticamente tutto della sua "terza fase" e così fornire un giudizio perentorio è impossibile.
E' quasi divertente constatare come un nichilista legga nichilismo dappertutto.
Oltre che in Parmenide,non sarebbe strano che Severino trovi del nichilismo anche nel buddhismo e nel pensiero vedantico (sempre che li conosca...)
Parmenide era uomo di Conoscenza non un pensatore..cosa diversa è un filosofo oggi,come Severino d'altronde:
uomini delle Cattedre,professori del pensiero,non uomini di conoscenza esperita e non pensata..
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Vecchio 17-06-2009, 19.28.23   #52
Giorgiosan
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da nexus6
....ma da cosa? Non forse astratto da un certo nostro modo di percepire internamente lo scorrere del tempo come successione di sensazioni e pensieri? Il tempo fisico è sicuramente privato dalla qualità che associamo a questi fatti mentali, ma non credi, Giorgio, che intrattenga con il tempo mentale uno stretto rapporto? Anche il tempo fisico, inoltre, non è indifferente alla natura dei fatti fisici che avvengono, almeno dopo la relatività generale.

Non so, dipende. Se assumi che l'essere possa essere solo nel tempo, ovvero (mi sembra) che il tempo abbia un carattere ontologico, allora da questa assunzione discende ciò che dici nel caso si ipotizzasse un tempo non continuo. Ma se invece assumessi in un qualsiasi modo (filosofico o scientifico) che il tempo ed il divenire fossero solo categorie umane, ecco che potresti ipotizzare pure un tempo (ed uno spazio) con strutture e “forme” particolari, per esempio discontinue, senza incorrere in problemi parmenidei con il non essere.

Ciao.



Non possiamo che formulare le nostre idee con categorie umane, quale sarebbe l'alternativa? Non c'è.

Il divenire è il movimento è la vita è la realtà...il fatto stesso che procediamo coi post in un percorso dialettico.

Non percepisco il passare del tempo in maniera discontinua anche se è pratico fissare dei momenti puntuali di cui tutti ci serviamo.
La geometria è una finzione (sic), forse questa parola rende meglio del termine astrazione.

Certo puoi ipotizzare il tempo con strutture e forme particolari ma questo non cambia né la percezione del tempo come continua, né il fatto che ciò che vive è in perpetuo e continuo cambiamento.
Tant'è che la condizione di immobilità della materia è ipotizzabile alla temperatura detta zero assoluto , condizione che è utopica.

Ciao
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Vecchio 18-06-2009, 13.48.32   #53
Gaffiere
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da Noor
E' quasi divertente constatare come un nichilista legga nichilismo dappertutto.
Oltre che in Parmenide,non sarebbe strano che Severino trovi del nichilismo anche nel buddhismo e nel pensiero vedantico (sempre che li conosca...)
Parmenide era uomo di Conoscenza non un pensatore..cosa diversa è un filosofo oggi,come Severino d'altronde:
uomini delle Cattedre,professori del pensiero,non uomini di conoscenza esperita e non pensata..


Se avessi analizzato le sue opere sapresti, infatti, che il suo discorso teoretico si abbatte anche contro le filosofie indiane. Ma pare che tu sia particolarmente sicuro di te e abbastanza esperto di Severino da potergli muovere critiche a destra e a manca..almeno a parole.
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Vecchio 18-06-2009, 19.40.57   #54
Noor
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da Gaffiere
Se avessi analizzato le sue opere sapresti, infatti, che il suo discorso teoretico si abbatte anche contro le filosofie indiane. Ma pare che tu sia particolarmente sicuro di te e abbastanza esperto di Severino da potergli muovere critiche a destra e a manca..almeno a parole.
Appunto..è ciò che prevedevo..come vedi la mia tesi non sbaglia,visto che S. si abbatte anche sulle filosofie indiane..
Lo lessi tanti anni fa Severino,adesso leggo altro,se leggo..
non sono esperto di lui come detto,nè di nulla..ma non mi sono sbagliato mi pare,almeno non stavolta.
Cosa significa che gli muovo critiche a parole?
Che altri strumenti si usano in filosofia oggi?
La cosidetta argomentazione logica,piuttosto che la conoscenza effettiva?
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Vecchio 18-06-2009, 21.21.29   #55
Gaffiere
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da Noor
Appunto..è ciò che prevedevo..come vedi la mia tesi non sbaglia,visto che S. si abbatte anche sulle filosofie indiane..
Lo lessi tanti anni fa Severino,adesso leggo altro,se leggo..
non sono esperto di lui come detto,nè di nulla..ma non mi sono sbagliato mi pare,almeno non stavolta.
Cosa significa che gli muovo critiche a parole?
Che altri strumenti si usano in filosofia oggi?
La cosidetta argomentazione logica,piuttosto che la conoscenza effettiva?

Se non sei esperto di Severino come puoi criticarlo? Di saggi e libri su di lui ne hanno scritti a bizzeffe, ma quelli che si salvano, sia sotto il profilo dell'argomentazione critica ma anche della comprensione reale dei suoi testi, sono davvero pochi.
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Vecchio 18-06-2009, 23.40.57   #56
Noor
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Riferimento: Essere o divenire?

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Se non sei esperto di Severino come puoi criticarlo? Di saggi e libri su di lui ne hanno scritti a bizzeffe, ma quelli che si salvano, sia sotto il profilo dell'argomentazione critica ma anche della comprensione reale dei suoi testi, sono davvero pochi.
Criticavo il "chicchessia" ma piuttosto trovavo divertente constatare,perchè prevedibile,come chi vede nichilismo lo legga dappertutto..
A me basta sapere che lo ha letto in Parmenide o nel pensiero indiano per poter affermare che evidentemente non ha capito nulla,qualsiasi deduzione logica,ovvero non metafisica,ne abbia tratto.
Comunque non voleva essere una polemica su questo..non ho nulla contro Severino o altri,ma un certo atteggiamento lo ritrovo prevedibilmente nei pensatori moderni.
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Vecchio 19-06-2009, 10.43.19   #57
Gaffiere
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da Noor
A me basta sapere che lo ha letto in Parmenide o nel pensiero indiano per poter affermare che evidentemente non ha capito nulla,qualsiasi deduzione logica,ovvero non metafisica,ne abbia tratto.

Non avrebbe capito nulla in che senso? E quale atteggiamento avrebbero i moderni? Forse che l'errore sarebbe quello di giudicare il pensiero altrui attraverso categorie proprie? Una delle "critiche" che i teologi gli rivolgono è quella di parlare non del Dio dei cristiani, ma di quello dei filosofi, cioè filtrato dalle strutture concettuali del pensiero greco. E' una critica che, in modo diverso, gli è giunta anche da Panikkar, nell'incontro a Venezia del 2004. Ciò che questi non colgono è il fatto che, nonostante la diversità tra mondo greco, cultura cristiana, esperienze orientali, la scacchiera è comune, ed è greca. Il divenir altro di una cosa significa quel che significa, logicamente e ontologicamente, indipendentemente che si stia parlando di riflessione teoretica occidentale o di mistica orientale, indipendentemente cioè dalla confusione con cui l'occidente guarda all'oriente e viceversa.
Panikkar si domandava appunto, relativamente al principium firmissimum, perchè mai l'innegabilità dovesse coincidere con l'irrealtà? perchè la rete concettuale che noi gettiamo sul mare del mondo dovrebbe vincolarlo? perchè la logica dovrebbe abbracciare il mondo? Nietzsche diceva che le nostre sono solo costruzioni concettuali applicati ai vari campi del sapere..la scienza, la filosofia, l'arte, l'economia..ma dicendo che la rete non coglie il mare stiamo gettando una rete ancor più grande, quella rete che ci informa sul fatto che il mare non si fa cogliere dalla rete.
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Vecchio 19-06-2009, 17.33.28   #58
Noor
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da Gaffiere
Panikkar si domandava appunto, relativamente al principium firmissimum, perchè mai l'innegabilità dovesse coincidere con l'irrealtà? perchè la rete concettuale che noi gettiamo sul mare del mondo dovrebbe vincolarlo? perchè la logica dovrebbe abbracciare il mondo? Nietzsche diceva che le nostre sono solo costruzioni concettuali applicati ai vari campi del sapere..la scienza, la filosofia, l'arte, l'economia..ma dicendo che la rete non coglie il mare stiamo gettando una rete ancor più grande, quella rete che ci informa sul fatto che il mare non si fa cogliere dalla rete.
Mi ritrovo quasi sempre in Panikkar, non so cosa c’entra con Severino..ma non m’importa più.
E’ così: solo l’onda coglie il mare,e non sarà parlandone che accade..
Come dicevano i taoisti che tanto piacciono ad emmeci
“Non è parlando del Tao che si dice del Tao”
Oppure in Eraclito:
"Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benchè infatti tutte le cose accadano secondo lo stesso lógos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole ed in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com'è."

Ci si chiederà allora cosa si sta qui a parlare..sicuramente non è possibile di metafisica,a meno di giocar di metafore che colgano meglio di qualsiasi rete -logica.
Dunque vada per la scienza,arte,letteratura,econo mia..
ciao
Noor is offline  
Vecchio 19-06-2009, 21.28.08   #59
and1972rea
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da nexus6
Un argomento induttivo che sembra convincente; tuttavia, se vogliamo filosofare in modo corretto e non fare della semplice storia della filosofia (come suggerito da Arsenio), cosa significa, in relazione a forme di vita che percepiamo (tanto) differenti dalla nostra, “conoscenza della natura”? In quale senso una medusa o un insetto “conoscono la natura”? Quale natura? Quella fatta di tavoli e sedie oppure dove ci siano anche i raggi gamma ed i quasars? Ed inoltre: in base a quali parametri, teorie (scientifiche?), stabilisci che l'elaborazione delle informazioni sensoriali di una medusa sia “inferiore” alla nostra? Chi o cosa ha stabilito, stabilisce, questi parametri?
..nexus..se vuoi buttare tutto sul soggettivismo della serie “la legge morale in me, il cielo stellato sopra di me...” allora ok ,hai ragione tu, e sepelliamo la vera natura oggettiva delle meduse nella tomba di Kant...; ma se intendi tirare in ballo il suo contrario..cioe' Hegel...allora tutto diventa solo cio' che si puo' conoscere razionalmente e la natura diviene solo quella che puo' vedere la ragione umana ; ...se invece intendi filosofare a livelli piu' umili...allora basta l'intuito per capire che il fatto di non essere noi l'ultimo anello della conoscenza del mondo non e' affatto indifferente, e men che meno a noi stessi.



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Originalmente inviato da nexus6
Parlare di due particelle distanti milioni di anni luce che si “scambiano qualcosa” istantaneamente non è più possibile dopo la relatività ristretta e finché questa regge. Inoltre per pensare ad una particella qui che scambia qualcosa -istantaneamente- con una particella lontana, occorre supporre l'esistenza di un tempo fisico che "scorra" ugualmente qui e laggiù, ovvero occorre supporre l'esistenza di orologi a distanza (qualsiasi) che si mantengano sincronizzati e che permettano di definire la simultaneità (stesso tempo = istantaneamente) di eventi che accadono non nello stesso punto dello spazio. Stabilire questo tempo ("cosmico" visto parli di milioni di anni luce), dopo le relatività di Einstein, non è a priori possibile.

Per quanto riguarda le teorie di Einstein ,Nexus, e' ormai chiaro che esse non reggono piu'; Einstein, infatti, relativizzo' spazio e tempo da un sistema di riferimento all'altro,ma non in assoluto in essi stessi; nel suo famoso esempio del treno, la relativita' della simultaneita' non relativizza spazio e tempo ne' sopra il treno ne' sulla banchina , ogni sistema di riferimento in se' stesso mantiene il proprio tempo e la propria simultaneita', il treno e' un sistema che puo' essere lungo anche milioni di anni luce...cosi' come il sistema delle tue particelle di cui sopra, quel che diventa relativo e' la misura dello spazio-tempo comparata da un sistema all'altro ...pero' oggi si e' scoperto che questo non basta piu'!...sembra che lo spazio ed il tempo siano pure relativi a loro stessi per loro tessi ed in loro stessi...cosa apparentemente logicamente assurda...ma molto reale
saluti
and1972rea is offline  
Vecchio 20-06-2009, 10.26.07   #60
Giorgiosan
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Riferimento: Essere o divenire?

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Originalmente inviato da nexus6
....tuttavia, se vogliamo filosofare in modo corretto e non fare della semplice storia della filosofia (come suggerito da Arsenio), cosa significa, in relazione a forme di vita che percepiamo (tanto) differenti dalla nostra, “conoscenza della natura”? In quale senso una medusa o un insetto “conoscono la natura”? Quale natura? Quella fatta di tavoli e sedie oppure dove ci siano anche i raggi gamma ed i quasars? Ed inoltre: in base a quali parametri, teorie (scientifiche?), stabilisci che l'elaborazione delle informazioni sensoriali di una medusa sia “inferiore” alla nostra? Chi o cosa ha stabilito, stabilisce, questi parametri?

Interferisco nella tua conversazione con and1972rea

Lo stabilisce il sistema nervoso. Quello delle meduse e molto primitivo e non centralizzato; è costituita da una semplice rete di cellule nervose.
Non sono presenti neppure gangli nervosi.

Per inferiore si intende, sulla linea dell'evoluzione, una minor complessificazione biologica ed è ovvio che l'analisi del sistema nervoso avente la funzione di elaborare i dati sensoriali costituisce l'elemento primario per stabilire il livello evolutivo.

Mutatis mutandis il criterio è valido per tutte le forme di vita.

Se teniamo conto di questo dato, difficilmente controvertibile, possiamo, con buona ragione, ipotizzare sul piano filosofico che l'essere umano, stante la sua superiorità ed essendo egli il termine dell'evoluzione biologica, almeno su questo pianeta, "comprenda" in qualche modo anche quelle forme di vita che gli sono inferiori.
Le comprende biologicamente e quindi anche mentalmente, cioè in tutte quelle dimensioni che in antropologia vengono classificate come sociologiche, etologiche, psicologiche, ecc. ecc. proporzionalmente alla conoscenza di se stesso.

(P.S. Sei preoccupato per l'allarme meduse ? )
Giorgiosan is offline  

 



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