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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-06-2012, 23.51.53   #31
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Il tempo esiste?

Sì , il tempo esiste.
E’ un concetto molto problematico, perché qualunque sistema di pensiero e non solo , si relaziona con esso e in modalità diverse.
E’ sicuramente una convenzione se si intende come sistema di misura, come lo è il metro lineare ,ecc.
E’ semplicemente la suddivisione del tempo di rotazione del nostro pianeta. Quindi ogni pianeta che ha una sua durata del giorno diversa , avrebbe per i suoi abitanti un “suo “ tempo”.
Il tempo non è solo un concetto ontologico, è una vera realtà..Perché il predatore che vuole mangiare fa calcoli istintivi sulla propria velocità e quella della preda e la formula della velocità è spazio/tempo e non ha un orologio al polso o un tachimetro.

Quindi non è vero che il tempo lo hanno gli esseri senzienti e intelligenti, una molecola cambia, si trasforma e diviene altro indipendentemente dalla convenzione tempo. Non nasce prima la convenzione e poi l’atto fisico del mutamento, avviene viceversa.
Noi umani con il tempo che misura i mutamenti possiamo conoscere per differenza tutti i fenomeni. Perché è osservandoli, descrivendoli e definendoli anche per differenza temporale di un dato fenomeno che apprendiamo. E se un dato fenomeno viene ripetuto nel tempo e ha le stesse condizioni e gli stessi effetti noi istintivizziamo la sua conoscenza.
Se ci cade di mano un bicchiere per gravità tende verso terra e noi istintivamente cerchiamo di scatto di tentare di recuperarlo.Moltissimi fenomeni li abbiamo istintivizzati grazie alle sequenze temporali e senza conoscere formule fisiche .E il bello è che non ne abbiamo coscienza, come pensiamo , perché le sappiamo ma non riusciamo a descriverle compiutamente.
Il pensiero stesso è indicativo del tempo, il nostro linguaggio fatto di sequenze alfanumeriche, la musica, hanno bisogno di tempo.
Senza il tempo non coglieremmo il concetto di causa effetto. Secondo Bolzano e Frege un portatore di verità , ciò che è vero o falso, è un’entità ideale ,al di fuori del tempo e quindi casualmente inefficace.

In metafisica c’è il concetto di genidentità, in cui un ente si è modificato o trasformato e ci richiede :qual è il soggetto? L’ente iniziale o quello finale? Se in un istante l’ente si è modificato come possiamo dire nell’attimo successivo che si tratta dello stesso ente?
E quì si aprono problematiche infinite.
A mio modesto parere si guarda la pagliuzza nell’occhio perdendo di vista la trave. E’ l’essere che la metafisica non è mia riuscita a definire bene, prima ancora di descrivere le categorie, proprietà, predicati e quant'altro.
Detto in termini banali , conosciamo meglio Marte che l’uomo.
Se un albero e un seme sono individui definibili”diversi”, in realtà nell’albero c’è il seme e nel seme c’è l’albero. Questo accade perché se descriviamo e definiamo i limiti fisici di un albero ovviamente non sono quelli del seme, e diciam oe li pensiam ocome due enti . Ma se ne cogliamo l’essenza ne vediamo la continuità dell’una verso l’altro pur cambiando la forma fisica. L’albero produce un seme, il seme produce l’albero.
In altre parole ancora più semplici . Se tutte le cose dell’universo li riconducessimo nel primitivo essenziale che è l’energia, prima ancora della materia, forse riusciremmo a capire di più le cose .
Vedremmo che tutto avviene per “spostamenti”, ma sempre quell’energia muove il tutto verso i particolari e si differenzia e costituisce nuova materia o si ritrasforma in energia...Il big bang cosmologico era solo energia inizialmente , prima che le quattro forze si manifestassero e differenziassero ,dove l’intero universo era racchiuso in una capocchia di spillo e prima ancora che l’energia elettromagnetica con il fotone si manifestasse con la luce
Allora l'energia è eterna( è sempre stata quella dell'origine) e i particolari, la materia, gli enti si trasformano.L'essere è immutabile, gli enti si trasformano e hanno necessità del tempo per manifestarsi.
paul11 is offline  
Vecchio 22-07-2012, 21.22.23   #32
Zenone900
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 17-07-2012
Messaggi: 1
Riferimento: Il tempo esiste?

Salve a tutti questo è il mio primo post di risposta su riflessioni.it (complimenti al creatore del sito).
Si può dire in linea di massima che il tempo,inteso però in "intervalli di tempo", sia una grandezza misurabile, esattamente come la grandezza dello spazio (spazio di per sè indica un termine generico di tale grandezza fisica). Einstein (docet) dice,in breve, che gli intervalli di tempo dipendono chiaramente dal sistema di riferimento che prendiamo in considerazione, ed anche in questo caso vi è perfetta analogia con la misura delle lunghezze (ovvero degli intervalli di spazio). Nella maniera in cui un oggetto che è stabile nel tempo è una pura astrazione mentale, allo stesso modo un oggetto è stabile nello spazio. noi stessi e tutto ciò che ci circonda siamo composti da particelle microscopiche in perenne movimento, e a livello macroscopico siamo parte di un pianeta in movimento intorno ad una stella, la quale e sua volta ruota attorno ad altre stelle, etc. Spazio e tempo definiscono infatti il sistema di coordinate, ovvero una sorta di griglia, che ci permette di descrivere il moto di qualsiasi oggetto. Non vi è dubbio però che spazio e tempo abbiano una profonda differenza: mentre nello spazio possiamo muoverci in tutte le direzioni, nel tempo ci muoviamo in un solo verso. Non solo, la velocità con la quale possiamo muoverci (ovvero il rapporto tra intervalli di spazio e intervalli di tempo percorsi) non può superare la veocità della luce. A quanto ne sappiamo ciò impedisce la possibilità di effettuare "salti" in avanti o indietro tempo, così come è impossibilie spostarsi "istantaneamente" in punti diversi dello spazio. La storia dell'universo, dal big-bang ad oggi, sembra confermare questa ipotesi. Tuttavia non è da escludere che la struttura dello spazio-tempo sia più complessa di ciò che sappiamo oggi. Potrebbero esistere infatti altre dimensioni, infinitamente piccole, grazie alle quali sarebbe posssibile connetere punti dello spazio-tempo "ordinario" apparentemente sconnessi. Ma per ora tutto ciò resta solo una speculazione teorica....
Zenone900 is offline  
Vecchio 05-08-2012, 10.22.23   #33
freedom
Moderatore
 
L'avatar di freedom
 
Data registrazione: 16-10-2003
Messaggi: 1,503
Riferimento: Il tempo esiste?

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
Sì , il tempo esiste.
Concordo con te paul11. Il tempo o meglio, ciò che noi intendiamo come tempo, esiste.

La tua logica è stringente e, allo stesso tempo , eminentemente pratica. A mio modesto avviso, incontrovertibile.

E' tuttavia utile, credo, tenere presente la straordinaria riflessione che un grande pensatore (oltre chè Santo) come Agostino ha fatto nelle sue Confessioni. Il passato è andato dunque non c'è dunque non esiste. Il futuro deve ancora venire dunque non c'è dunque non esiste. Il presente è in continuo divenire, appena lo guardi "è già andato". Sostanzialmente non si sa cos'è e.............udite udite..........non esiste nemmeno lui!

In pratica esiste solo una successione di eventi che noi chiamiamo tempo. Un'estensione dice Agostino.


Un mio caro amico lo definiva come un'onda con noi a cavallo. Francamente mi sembra la definizione più precisa e contestualmente poetica che sia mai riuscito a pensare.
freedom is offline  
Vecchio 05-08-2012, 20.04.05   #34
Il_Dubbio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,706
Riferimento: Il tempo esiste?

Se cercate su questo forum il concetto di "esistenza" troverete questo topic (che aprii io nel 2009) https://www.riflessioni.it/forum/filo...esistenza.html

Quel che sostenevo allora può essere adeguato al tema.

All'epoca la tesi che sostenevo mi sembrava semplice; non ritenevo di incontrare ostacoli insormontabili (spesso incomprensibili) almeno per la sola comprensione della stessa. Ancora oggi la ritengo tale. Forse l'uso di parole come "razionale", logico o anche semplice e immediato, può portare un po' fuori. Ad esempio, siccome ci sono "tante" logiche", la mia tesi potrebbe non essere qualcosa di logico, almeno no in senso assoluto, quindi la mia tesi non è.... anzi oserei dire che non esiste. Se esiste, esiste all'interno di una struttura, che posso chiamare logica-razionale, fra tante.
Se esco da quella struttura la mia tesi viene privata di validità universale.

Almeno questo mi sembrava dicessero i miei "avversari" forumisti dell'epoca.

La mia testa andò in tilt. Come è possibile che quel che dico possa non essere valido se mi sembra perfino banale?

La mia tesi in breve (copio e incolla solo due piccoli brani): anche prima di dare la spiegazione di una nascita dell'universo dal nulla deve esserci una logica che permette questa nascita. Quindi deve esistere una logica, una razionalità precedente alla nascita dell'universo.

Un meccanismo che spieghi la nascita dal nulla dell'universo è una legge naturale o, che dir si voglia, una legge matematica che permette l'esistenza dal nulla dell'universo. Senza questa legge non esisterebbe l'universo.
L'esistenza di un meccanismo deve essere preesistente alla nascita dell'universo, altrimenti quest'ultimo non avrebbe avuto possibilità di esistere; infine l'esistenza di un meccanismo ci da la possibilità di conoscerlo. Quest'ultima considerazione è importante, se fosse stato solo frutto di un'astrazione metafisica inventata dall'uomo non vedo perché dovremmo essere sicuri che la razionalità ci dia le giuste risposte ai nostri interrogativi (in questo caso sulla nascita dell'universo) se questi fossero solo frutto di nostre astrazioni metafisiche.


Questa tesi può essere modificata in questa maniera, permettendo di ritornare in tema. Preambolo prima! In quale logica-razionale stiamo cercando di capire se il Tempo esiste?
Lo chiedo prima che qualcuno dica che ce n'è qualche decina

Io non conosco tutte le logiche esistenti. Non so quante "razionalità" esistano. E siccome l'ho anche detto, non so se la razionalità stessa, che mi fa dire se il tempo esiste, esista anch'essa e attraverso quale passaggio logico-formale-razionale. Se vogliamo, di questo passo potremmo anche chiudere il forum, in quanto sarebbe impossibile parlare alcunche se no di cose altamente specifiche che non hanno alcun valore.

Dopo questo preambolo (per non cadere nuovamente in tutte le possibili diatribe) io sostengo che il tempo non esiste se no come concetto di relazione. Quel che esiste sono le cose che fra loro relazionano. Il tempo è invece solo un concetto subordinato alla relazione che le cose hanno fra loro. E' un concetto che può anche essere eliminato senza che questo riservi sorprese alle cose che relazionano fra loro. Il tempo è una nostra invenzione. Se esiste in quanto tale va bene. Dopo tutto anche noi ci relazioniamo con i concetti che nascono dentro noi stessi e la coscienza mi sembra la prima forma di relazione fra entità; anche se, però (è bene dirlo) sembrano essere solo all'apparenza entità distinte (simulando una finta relazione).

Per arrivare a tutto questo mio intendere, mi sono chiesto semplicemente
che significa "esistenza". Mi sono detto, va bene!... potrebbe anche essere giusto intendere il concetto di esistenza come conseguenza di una relazione. Quindi il tempo dovrebbe esistere per la stessa ragione. Il problema è che il Tempo non è proprietà delle cose che non relazionano fra loro, mentre potrebbero esistere cose isolate. Siccome non posso separare il tempo, mentre posso separare le cose dal resto, va di seguito che il tempo non esiste in quanto è inseparabile dalle cose che sono fra loro in relazione.
Tanto per... se una mela fosse l'entità x e il tempo l'entità y, dovrei poter separare y da x. Siccome non posso separare y da x, mentre è pensabile separare x da y..se ne deduce che solo la mela esiste, mentre il Tempo non è.

Da notare che qui ho usato il concetto "è pensabile". Non ho detto è logico, oppure è razionale. Nemmeno ho detto che è scientifico. Ognuno potrà intendere quel "è pensabile" come crede. Sicuramente io non ho mai potuto avere l'illuminazione del tempo come entità separabile. Quindi non riesco a pensarlo. Se qualcuno invece ci riesce...
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 05-08-2012, 21.45.41   #35
Coscienza
Ospite
 
Data registrazione: 16-07-2011
Messaggi: 44
Riferimento: Il tempo esiste?

Il tempo è il nostro modo di descrivere ciò che vediamo accadere.
Il tempo esiste in quanto elemento descrittivo della realtà.
Così come la gravità esiste in quanto elemento descrittivo della realtà.
Poi si può dire che tempo e gravità non esistono propriamente ma sono solo effetti che derivano da altre cose ancora sconosciute alla scienza.
Ebbene?
Come si sia scritto tanto (libri, etc.) sull'esistenza o meno del tempo ancora mi meraviglia, visto che si tratta solo di giochi semantici.

Citazione:
Originalmente inviato da SONO_UNO
Ciao un saluto a tutti
Mi chiedevo....il tempo esiste? Esiste come realta' a se'?
No, non come realtà a sè; assieme allo spazio e alla materia è un tuttuno che va a formare l'esistente, cioè l'ipersfera chiamata Universo.
Coscienza is offline  
Vecchio 08-08-2012, 01.05.11   #36
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Il tempo esiste?

I tempi sono cambiati ,IL DUBBIO ma se prima esistevano le caste sacerdotali ora esistono quelle scientifiche.
Gli scienziati quando escono dai loro "laboratori", dai loro "pensatoi" e vanno in giro per il mondo a visitare Piiramidi ,Fori imperiali, Ziggurat ,Stonhenege. Acropoli, non sanno più “leggere” il mondo.
Perchè tutto parla del tempo , il mito è descrizione celeste dei moti e precisamente la precessione degli equinozi. Sapevano benissimo ciò che noi astronomicamente definiamo eclittica, sapevano che la comparsa di corpi celesti e precisamente di pianeti e costellazioni, segnavano il tempo.
Quando la cultura degli Arya (ariani) scese dalle steppe russe nella cultura iraniana e indiana definì anche i tempi vedici dei Kalpa.La piramide di Micerino ha tre stelle di Orione che confinano con le costellazioni di Ariete e Gemelli e quella di Cheope è dedicata alla costellazione di Cassiopea.
Il tamburo è lo strumento più potente dello sciamano perchè scandisce ed evoca il tempo dell'Universo.Il tamburo"lilissa" del Kalù, il sacerdote mesopotamico addetto alla musica e ministro del dio Enki/Ea. Questo tamburo veniva dalla pelle di un toro nero che probabilmente era "salvo" dal sacrificio solo se avesse avuto peli bianchi in fronte a forma di stella (le Pleiadi).
Keplero studia e disegna il Trigono formato dalle Grandi Congiunzioni di Saturno e Giove che avvengono circa ogni 800 anni, e scoprono una famosa cassapanca piena di appunti "esoterici"di Newton.
Questa congiunzione, Saturno Giove, si ebbe all'epoca della nascita di Gesù Cristo e i Magi della cultura irnaico persiana lo sapevano. La cultura del Minotauro ,nella precessione della costellazione del Toro, la cultura dell' Ariete nei sacrifici dell'agnelli, il simbolismo del Pescatore Gesù, l'Agnello sacrificale col simbolo dei Pesci.
Attenzione la mia non è astrologia quello che voglio far capire che i miti collegavano eventi e astronomia che indicava il segno del tempo: dai Veda agli Egizi, dai Sumeri ai Greci, passando per l'antica cultura iranico/persiana.
Il tredicesimo inno orfico a Kronos dice:" Padre degli dei beati nonchè degli uomini, o tu dai mutevoli intenti...forse Titano che tutto divori e di nuovo generi, tu che tieni il vincolo infrangibile secondo l'ordinamento illimitato di Aion, Kronos padre di tutto, Kronos scaltro, figlio di Gaia e di Ouranos stellato...venerabile Prometeo".
Kronos viene detto Titano perchè dio appartiene alla generazione olimpia , mentre l'impero di Saturno "non è di questo mondo", così come non lo è quello dell'"asura" indiano Varuna re dell'aureo Krta-Yuga.
Saturno e Giove , così importanti nei culti antichi , perchè determinano il trascinamento degli atri pianeti nell'orbita celeste.
Alcuni passi li ho tratti dal "Mulino di Amleto" di De Santillana. il Mulino che macina simbolo del tempo/destino.


Il tempo circolare fino ai Greci ,poi lineare dal giudaismo e cristianesimo, poi la relatività che come un lenzuolo nella geometria non euclidea. lo piega con le energie e con la curvatura del tempo e infine la quantistica che del lenzuolo potrebbe rappresentare ogni singolo filo del lenzuolo: per spiegarci poi cosa? Qualche formula aggiustata con una costante inventata per far tornare i calcoli? Ma soprattutto per definire e descrivere che cosa? Che noi siamo un’infinità di quanti”? E poi si parla di “crisi d’identità dell’uomo della post-modernità”.
Se non ci fosse il tempo sarebbe il tutto cristallizzato in un eterno infinito momento, il regno dello spirito, là dov’è Dio ,prima del Big Bang , prima che la realtà fenomenica si dispiegasse con la sua energia e materialità verso l’entropia, il disordine., E il fenomeno ha necessitò del tempo, perché la mela non nasce mela nella staticità di un fenomeno, è lo stadio di un frutto che prima era fiore e poi diverrà seme e nuova pianta, nella circolarità dell’esistenza.E’ come estrapolare un fotogramma da una corsa automobilistica. Perché la nostra scienza isola dal contesto per studiare il fenomeno, ma il fenomeno E’ nel contesto e vi si relaziona.
Che cos’è che non relazionato con il tempo? Persino quando dormiamo e sogniamo siamo atti sequenziali, seppure nel regno dell’astrazione simbolica dell’emotività/razionalità.. persino quando parliamo e comunichiamo siamo metrica temporale di ogni vocabolo che emettiamo per farci comprendere. Il tempo è un primitivo è all’interno degli enti per noi che abbiamo capacità intelligibili e la facoltà di riavvolgerlo, di ritornare al tempo zero fenomenico per poter descrivere e definire le qualità e le quantità
paul11 is offline  
Vecchio 08-08-2012, 11.24.52   #37
alreao
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Post Riferimento: Il tempo esiste?

se il tempo esiste nel senso che passato presente e futuro siano a se dallo spazio oltre che con esso .....mmmm, tutto sta in come dimensionalmente lo misuriamo e come definiamo il significato di dimensionalita' empiricamente e mentalmente allo stesso modo, se una luce si spegne i suoi effetti rimangono impressi , se una continua vi sono sempre i suoi effetti, se non c' è stata nessuna dimensione temporale in piu'? il tempo è lo sviluppo incontorcibile delle essenze con le strutture .. lo spazio invece è come essenze e strutture esistono all' infuori di come sussistono che appartiene ad entrambi ma allo spazio per rapporto di presenze di entità materiale .. ma quell' intensità di disposizione è dovuta molto piu' al tempo...
si esiste a se poichè la disposizione delle intensità di entità tipologicamente materiale sono cangiamento e non disposizioni totalmente inannientabili sia di volumetria che di consistenza presente ... ..o.o
spaziotempo è l' impossibilità di dire se energia e quindi materia come effetto (quindi enche forza) appartenga di piu' al doversi disporre di consistenze e volumi o a varietà e variazioni di stato essenziale e relativamente al singolo eo a insiemi di cio' di parti siano indispensabili del tutto a quel definito tutto e parte del tutto (come noi o il sasso ) o no ... , i cambiamenti sono gia nelle proprieta' spaziali e quelle spaziali sono nel tempo e ibridamente vi rimarranno .. ma ibridamente perchè non avverranno mai in tutte le loro combinabili possibilità di mutamento? no prima o poi ci sarà un mondo quasi uguale a questo e avverra' cosa non è stato e cosi' via ....il tempo è a se dalla dimensionabilità modificabile dello spazio e la segue per poi superarla rinunciando alla perfetta perpetuabilità di cio' che vi puo' essere nello spazio, le dimensioni dello spazio sono volumi e consistenze in rapporto maggiore o minore .. quelle dello spazio sono cosa è e cosa faremo avvenire volendolo e no, il tempo è la dimensione immisurabile di come intendiamo le essenze e di come dovrebbero essere oltre alla loro materia di base costituente .. è nello spazio perchè legandocisi vi può continuare illimitatamente altrimente avrebbe dei limiti di presenza come un oggetto ha una determinabile misura di vario tipo nello spazio : )
alreao is offline  
Vecchio 22-08-2012, 14.10.55   #38
leibnick1
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Riferimento: Il tempo esiste?

Ci sono due osservazioni che vorrei fare, mettendo anche in evidenza ciò che è già emerso dalla presente discussione.
1) Qualsiasi cosa possa essere il "tempo" e comunque lo si cerchi di individuare o definire, esso è un'entità che è impossibile scindere dalle funzioni di coscienza dell'essere umano. Indipendentemente dal correlarsi o meno con il pensiero, il sussistere del tempo è "in uno" con il grado di consapevolezza. Per questo esso è labile nel bambino prima dei tre anni: la maturazione del tessuto nervoso e la complessità dell'organizzazione neurale si completano solo attorno a quell'epoca. Per questo esso torna a farsi labile nelle gravi malattie degenerative del cervello: demenze et similia. Ma non soltanto: l'esperienza del tempo può subire considerevoli dilatazioni o contrazioni in relazione ad alterati stati di coscienza: questo accade nel sogno, sotto effetto di farmaci o sostanze, in condizioni di ansia estrema o di massima attenzione o concentrazione. E' del tutto sospeso, infine, negli stati di assenza di coscienza.
2) Non per questo, tuttavia, gli eventi smettono di accadere oppure si dilatano e si contraggono essi pure in misura equivalente al mutarsi dell'esperienza temporale. Il tempo, in senso fisico, conserva la sua oggettività e misurabilità indipendentemente da 1). Questo, però, perde di significato nella fisica dell'ultrapiccolo. Le equazioni di Heisenberg si applicano infatti anche alla relazione tra Energia e Tempo, per cui la misurabilità degli eventi si fa indeterminabile a livello quantistico e laddove gli stati di energia del sistema preso in esame si fanno particolarmente piccoli, l'indeterminatezza della loro durata può farsi particolarmente grande, fino ad oltrepassare ampiamente la soglia umana di individuazione della successione di eventi. Gli esperimenti di Libet lo dimostrano.
Riflessione sintetica: ciò che suscita in me la più grande meraviglia non è la temporalità "in sè", ma il fatto che vi sia una sorta di ACCORDO PRESTABILITO tra il nostro percepire il mondo attraverso la coscienza e l'accadere del mondo stesso. Tale accordo è infatti perfettamente confermato per tutto ciò che concerne la cosiddetta Realtà Sensibile, cioè quella che è fatta oggetto di ogni possibile rappresentazione mentale. Laddove, al contrario, sono presi in esame eventi che travalicano le nostre facoltà di rappresentazione (come nei fenomeni quantistici) tale accordo è perduto. Questo farebbe pensare che l'Accordo di cui sopra non sia affatto un dato scontato e ovvio, ma un accoppiamento arbitrario: come se l'evoluzione del cervello l'avesse prodotto in modo tale da assicurare la migliore adattabilità possibile della coscienza (che il cervello doveva esprimere) alla realtà fisica.
Ma, e sottolineo ciò, senza essere questo un dato inevitabile e assoluto, come sono invece le costanti di Newton, di Planck, etc... E' altrettanto naturale e intuitivo che, se le cose stanno così, solo un cervello umano in buono stato e attivo è in grado di plasmarsi su questo Accordo: non quello di un dormiente, nè quello malato di un Alzheimer, nè quello immaturo del neonato.
Spero sia stato possibile seguirmi e comprendermi e, se a qualcuno queste mie considerazioni ricordano l'Armonia prestabilita di Leibniz, confermo che non si tratta di un'impressione.
leibnick1 is offline  
Vecchio 22-08-2012, 18.11.29   #39
leibnick1
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Riferimento: Il tempo esiste?

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Se cercate su questo forum il concetto di "esistenza" troverete questo topic (che aprii io nel 2009) https://www.riflessioni.it/forum/filo...esistenza.html



La mia tesi in breve (copio e incolla solo due piccoli brani): anche prima di dare la spiegazione di una nascita dell'universo dal nulla deve esserci una logica che permette questa nascita. Quindi deve esistere una logica, una razionalità precedente alla nascita dell'universo.


E', purtroppo, un paralogismo. Il termine "precedere", che significa "venir prima", non si applica soltanto alle successioni temporali. Una persona ne precede un'altra in una fila. Un fiore precede temporalmente il frutto, senza però esserne la causa agente. Un numero ne precede un altro in una successione, senza per questo precederlo nè nello spazio, nè nel tempo. Una nota ne precede un'altra in una composizione: la precede spazialmente nello spartito e temporalmente nell'esecuzione. Infine il lancio di un oggetto ne precede, sia temporalmente che causalmente, la caduta a terra.

Quanto alla logica ed alla razionalità, esse precedono gli eventi fisici in un solo senso:è necessario che esista una mente che possa farne esperienza, "prima" che la stessa mente provveda una descrizione (logica e razionale) degli eventi stessi. Ma la logica e la razionalità "descrivono" semplicemente il mondo: una legge fisica descrive e interpreta un certo insieme di fenomeni. Non possiamo dire che li preceda in modo condizionale. Così, ad esempio, la parola "cane" può precedere nel tempo il cucciolo che ho appena acquistato, ma non la specie biologica dei cani.

Possiamo quindi dire che, su di un piano ontologico, una legge logica ha la "precedenza" sull'esperienza sensibile in cui essa legge troverà le sue conferme. In questo senso, ad esempio, il genere dei mammiferi precede la specie homo sapiens, ma non in termini di effettive successioni temporali: in quel senso la specie homo sapiens è preceduta solo da altre specie, non dal genere cui appartiene.
Così, per concludere, l'universo non può essere preceduto temporalmente da ciò che lo descrive, nè tantomeno dalle attività mentali di esseri viventi che sono apparsi in un punticino isolato del suo spazio-tempo...
Precedenza ontologica sì, temporale no.
leibnick1 is offline  
Vecchio 22-08-2012, 21.24.21   #40
Giorgiosan
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Riferimento: Il tempo esiste?

Il tempo è il movimento, cambiamento continuo senza soluzione di continuità: tutto ciò che in questo momento esiste non sarà mai più nello stesso "modo".
Questo è il tempo fisico...
fondamento di quello psicologico, che è soggettivo.
Tempo è il termine col quale esprimiamo genericamente il cambiamento o il divenire
Per negare il tempo bisogna negare il moto, il cambiamento, il divenire.

L'assenza di moto è solo una ipotesi per assurdo ... se si vuole, una concezione metafisica ma non può corrisponedere ad alcunché nella realtà.

Lo zero assoluto è una condizione inesistente e la fisica quantistica ci dice che neppure in questo ipotetico stato il moto cesserebbe.

Ultima modifica di Giorgiosan : 23-08-2012 alle ore 11.41.12.
Giorgiosan is offline  

 



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