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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 11-02-2013, 20.04.26   #71
ulysse
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Riferimento: Libertà, ecco perché non può esistere.

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...nell'attuale “spirito dei tempi”.....
..........
fino ad ora, la scienza non e' ancora riuscita a conoscere tutta la realta' in cui viviamo, e in questa realtà vi sono anche i confini della nostra vita, e questo e' un fatto incontestabile ed evidente a tutti ;
Ma nessuno contesta!...i cimiteri fanno parte della nostra realtà oggettiva!
Infatti si cita Lord Kelvin proprio per sottolinare che la scienza non è affatto giunta alla fine: niente di male e nessuna meraviglia!
In genere è chi è digiuno di scienza che se ne meraviglia e addita la cosa al generale ludibrio...come se noi non facessimo parte di questa realtà.
Di altre realtà non abbiamo esperienza...quindi nessuna fede...almeno per quanto mi riguarda ...per quanto, sempre più la cosmologia parli di multiversi!
Quindi vi sarebbero anche altri universi...ma è solo una vaga ipotesi della fisica!...niente di metafisico!
Citazione:
... esistono , invece, credenze pseudoscientifiche e certezze fideistiche in cui molti ancora credono, e che considerano la mortalita' dell'Uomo non solo un fatto certo, ma pure confinato unicamente all' attuale finestra conoscitiva che l'Uomo ha dell'universo;
E' un improbabile e strano rovesciamnto di prospettiva...rispetto ad una fede: sarebbe insomma fideistico chi non crede al di là della evidenza!
Comunque....
Magari il morire fosse incerto! ...e poi non tanto!...forse, ad un certo punto, il vivere oltre un indefinito termine, sarebbe noioso e stressante.

Ma non si può dire: nessuno ne ha esperienza nè in questa forma nè in altra ed è appunto per questo che non faccio considerazioni oltre il lasso di tempo intercorrente fra nascita e morte strumentalmente certificata su questa terra: sarebbe comunque questione di fede...e la fede arriva ovunque e non certifica niente.
Citazione:
ora, e' giusto rispettare la fede di materialisti e scientisti,
Non so di che fede parli: personalmente non mi sento nè materialista nè scientista...manco so cosa significhi!
Comunque esiste una filosofia o setta che si dice "scientista"...ma niente a che fare con la scienza galileana perseguita nelle nostre università e laboratori scientifici.
Citazione:
ma il compito di un parlamento e', semplicemente ,quello di rispettare le credenze della maggioranza..., ed in molti paesi le maggioranze degli uomini sono ancora molto magmatiche in ordine a questi argomenti, basti pensare che dei 7 miliardi di persone che abitano il pianeta , la stragrande maggioranza non e' di religione ne' scientista ,ne' materialista.
Non vedo cosa ci abbiano a che fare i parlamenti o la maggioranza degli abitanti del pianeta: nè la verità, nè la realtà dell'universo, ne le conoscenze, leggi e teorie scientifiche si definiscono per alzata di mano o per maggioranze parlamntari: la scienza non è democratica...ci mancherebbe altro!
E ancora...cosa ci abbia a che fare lo "scientismo", poi, mi è ignoto!
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Vecchio 12-02-2013, 00.13.33   #72
and1972rea
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Originalmente inviato da ulysse
Ma nessuno contesta!...i cimiteri fanno parte della nostra realtà oggettiva!
Infatti si cita Lord Kelvin proprio per sottolinare che la scienza non è affatto giunta alla fine: niente di male e nessuna meraviglia!
In genere è chi è digiuno di scienza che se ne meraviglia e addita la cosa al generale ludibrio...come se noi non facessimo parte di questa realtà.
Di altre realtà non abbiamo esperienza...quindi nessuna fede...almeno per quanto mi riguarda ...per quanto, sempre più la cosmologia parli di multiversi!
Quindi vi sarebbero anche altri universi...ma è solo una vaga ipotesi della fisica!...niente di metafisico!

E' un improbabile e strano rovesciamnto di prospettiva...rispetto ad una fede: sarebbe insomma fideistico chi non crede al di là della evidenza!
Comunque....
Magari il morire fosse incerto! ...e poi non tanto!...forse, ad un certo punto, il vivere oltre un indefinito termine, sarebbe noioso e stressante.

Ma non si può dire: nessuno ne ha esperienza nè in questa forma nè in altra ed è appunto per questo che non faccio considerazioni oltre il lasso di tempo intercorrente fra nascita e morte strumentalmente certificata su questa terra: sarebbe comunque questione di fede...e la fede arriva ovunque e non certifica niente.

Non so di che fede parli: personalmente non mi sento nè materialista nè scientista...manco so cosa significhi!
Comunque esiste una filosofia o setta che si dice "scientista"...ma niente a che fare con la scienza galileana perseguita nelle nostre università e laboratori scientifici.

Non vedo cosa ci abbiano a che fare i parlamenti o la maggioranza degli abitanti del pianeta: nè la verità, nè la realtà dell'universo, ne le conoscenze, leggi e teorie scientifiche si definiscono per alzata di mano o per maggioranze parlamntari: la scienza non è democratica...ci mancherebbe altro!
E ancora...cosa ci abbia a che fare lo "scientismo", poi, mi è ignoto!
...be' ...e' evidente a tutti ( o quasi...)che la scienza galileiana non ha nulla a che vedere ne' con l'evidenza, ne' con la spiegazione omnicomprensiva del Tutto; la scienza procede per continue congetture false, poiche' sempre falsificabili, essa non proclama alcuna evidenza, adopera dei modelli per spiegare delle apparenze chiamate " fenomeni", e di tutti i fenomeni esistenti ne conosce, probabilmente, solo una parte infinitesima, e cio' che non conosce non le permette di comprendere realmente nemmeno quel poco che cerca di capire...; la scienza procede , quindi, per miti e fantasie che descrivono apparenze a cui si puo' soltanto credere piu' o meno razionalmente fin tanto che non vengano falsificate e sostituite da modelli piu' aderenti a cio' che di nuovo ci pare di osservare. Lo scientismo , invece, e' il mitizzare la scienza a tal punto da credere integralisticamente che essa produca soltanto verita' assolute ed incontrovertibili, lo scientismo e' il nemico principale della vera scienza , perche' la limita e la oscura, facendola diventare pericolosa superstizione. In tutto questo la morte dell'Uomo e' , semplicemente, un fenomeno che la scienza continua ad indagare per conoscere in quale modo essa appartenga alla vita ed alla realta' che appare; la scienza non dice certo che la morte di un uomo coincide con il suo annullamento nella realta' a cui esso appartiene, essa si occupa di studiare tutti i fenomeni della realta' apparente che stanno falsificando gli antichi modelli di disintegrazione organica della dimensione umana... e basta un minimo di informazione seria per rendersi conto questi fenomeni esistono e sono studiati da molti uomini di scienza tutt'altro che bigotti , ma aperti a qualsiasi cosa la natura sia capace di mostrare loro...
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Vecchio 13-02-2013, 12.23.19   #73
ilnano
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Biopolitica E Liberta'

Il fumo della libertà

Contrariamente a quanto si possa credere, la questione della libertà in filosofia nasce come problema eminentemente religioso; basti pensare, a riguardo, alla famosa diatriba che ha visto coinvolti Erasmo da una parte, con il suo De libero arbitrio, e Lutero dall'altra, autore del De servo arbitrio. Del resto, ancora Kant ha introdotto la questione della libertà all'interno della Critica della Ragion Pratica, definendola come postulato, accanto agli altri due: quello dell'immortalità dell'anima e quello dell'esistenza di Dio; insomma non proprio i postulati più laici che una mente fervida come quella del filosofo di Konigsberg avrebbe potuto pensare.
Nel '900, in realtà, il concetto di libertà passa a servire piuttosto l'ambito politico e, in particolare, cercando un nuovo rapporto tra Stato e cittadino dopo la tragica esperienza dei regimi totalitari. La libertà, così, diventa un principio fondamentale da curare all'interno delle moderne democrazie tanto da essere trasformato in una ossessione ideologica. Il primo grande filosofo a denunciare l'uso demagogico che del concetto di libertà si è compiuto sull'onda generata dalla "sindrome del tiranno" post-nazista e post-fascista è stato Michel Foucault, in particolare nella elaborazione delle teorie sulla biopolitica.
Il concetto batailliano di biopolitica è stato, infatti, al centro degli ultimi studi di Michel Foucault, che lo ha condotto a rappresentare il modello politico per eccellenza della modernità e della nostra contemporaneità. Come noto, il filosofo francese ha sempre fatto riferimento esplicito a Bentham e al suo Panopticon, ma sarebbe fuorviante limitare il modello politico che Foucault pone al centro delle sue analisi a un controllo continuo e illimitato dall'alto che ridurrebbe a zero le possibilità di libertà per i controllati. Contrariamente a ciò che avviene nel Panopticon o, allo stesso modo, in 1984 di Orwell, infatti, il modello di controllo che Foucault descrive nei governi della biopolitica è fondato su un rapporto completamente diverso con la libertà, simile, piuttosto, al regime vigente in un altro romanzo di inizi '900, Il Mondo Nuovo di Huxley.
Non a caso, infatti, il modello di governo che ha promosso la biopolitica non è più quello del regime totalitario (come avveniva, per esempio, per 1984) ma, invece, quello liberale (ovvero di quella "nuova arte di governare che si è formata nel XVIII secolo").
Siccome, al solito, mi trovo difronte a situazioni imbarazzanti dovute alla presenza di imbarazzanti filosofi nella scena contemporanea (anche italiana), bisogna ribadire due concetti fondamentali:
1) per Foucault l' "uomo" non esiste, esso, come del resto quello di "vita" (bio-politica), è un concetto nato all'interno delle scienze umane, ovvero all'interno di un determinato e ben definito periodo storico-culturale-politico;
2) la biopolitica è un modello di governo che dà forma al concetto "uomo" in modi continuamente nuovi, senza che essi entrino in rapporto con una presupposta essenza dell'uomo (a tal proposito basterebbe ascoltare il confronto televisivo che Foucault ebbe, nel 1971, con Chomsky sul problema della natura umana e che, tra l'altro, rende evidente la distanza abissale tra cultura filosofica europea e americana).

Foucault, quindi, non cerca di descrivere le strategie della biopolitica per smascherarle e rendere più liberi gli uomini, in quanto per lui, la libertà stessa non esiste come un universale che si particolarizzerebbe "nel tempo e nello spazio". La "nuova ragione di governo" (quella liberale, appunto) deve, per prima cosa, produrre libertà per gli individui, poi deve gestirla, bilanciando la libertà concessa con la garanzia che essa non rechi danno alla sicurezza degli altri e, ancor più importante, alla sicurezza della "società"; infine, deve anche essa stessa consumare libertà. La libertà, per Foucault, non ha un' "esistenza reale nella storia se non nella misura in cui un quadro istituzionale e delle regole positive ne hanno fornito le condizioni di possibilità". Il governo della biopolitica, quindi, produce libertà, promuove continuamente nuovi stili di vita, incentiva il libero movimento di uomini e capitali.
Ciò che per molti è un valore inalienabile dell'uomo, una conquista epocale dell'uomo moderno, per Foucault non è nient'altro che fumo, uno spazio organizzato in cui agli individui contemporanei è concesso di muoversi e correre al solo scopo di riportare l'osso indietro alla fine del gioco.
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Vecchio 13-02-2013, 18.57.31   #74
ulysse
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...be' ...e' evidente a tutti ( o quasi...)che la scienza galileiana non ha nulla a che vedere ne' con l'evidenza, ne' con la spiegazione omnicomprensiva del Tutto; la scienza procede per continue congetture false, poiche' sempre falsificabili, essa non proclama alcuna evidenza, adopera dei modelli per spiegare delle apparenze chiamate " fenomeni", e di tutti i fenomeni esistenti ne conosce, probabilmente, solo una parte infinitesima, e cio' che non conosce non le permette di comprendere realmente nemmeno quel poco che cerca di capire...; la scienza procede , quindi, per miti e fantasie che descrivono apparenze a cui si puo' soltanto credere piu' o meno razionalmente fin tanto che non vengano falsificate e sostituite da modelli piu' aderenti a cio' che di nuovo ci pare di osservare. Lo scientismo , invece, e' il mitizzare la scienza a tal punto da credere integralisticamente che essa produca soltanto verita' assolute ed incontrovertibili, lo scientismo e' il nemico principale della vera scienza , perche' la limita e la oscura, facendola diventare pericolosa superstizione. In tutto questo la morte dell'Uomo e' , semplicemente, un fenomeno che la scienza continua ad indagare per conoscere in quale modo essa appartenga alla vita ed alla realta' che appare; la scienza non dice certo che la morte di un uomo coincide con il suo annullamento nella realta' a cui esso appartiene, essa si occupa di studiare tutti i fenomeni della realta' apparente che stanno falsificando gli antichi modelli di disintegrazione organica della dimensione umana... e basta un minimo di informazione seria per rendersi conto questi fenomeni esistono e sono studiati da molti uomini di scienza tutt'altro che bigotti , ma aperti a qualsiasi cosa la natura sia capace di mostrare loro...
Caro Andrea, lo scientismo non c'entra, ma credo che debbo comunque astenermi!....anche perchè il discorso è oramai OT.
Non c'è, infatti, modo di intesa!...ma nemmeno di definire le parti.
Devo confessare che Il tuo pensare mi pare un poco "delirante" nella sua esplicazione....esso spazia in un mondo (fuori dal mondo) che sempre più mi stupisce e controbattere non ha senso.

Per mia ultima curiosità...ma anche perchè spero ancora che tu ti renda conto circa il tuo elucubrare .... potresti dirmi: ammesso che neghiamo il conoscere scientifico su quali altre basi di conoscenza teorico/pratica pensi derivino i vari e innumeri congegni e strumenti con le tante invenzioni che oggi dilettano e straziano il nostro vivere?

Quali sarebbero le conoscenze teorico/pratiche che hanno portato alla costruzione di aggeggi come le TV al plasma, i computer, i GPS, il lancio dei satelliti e delle sonde spaziali, i pannelli elettrovoltaici, gli altissmi grattacieli, gli LHC, la RMf, ecc.....forse, metafisicamente, le conoscenze dei tuoi scienziati non bigotti?
Quali le "vere" conoscenze, "fuori dalla scienza galileana", vi avrebbero contribuito?

Quale sarebbe il minimo di informazione "seria" che renderebbe conto che questi fenomeni (quali ?) esistono e sono studiati da molti uomini di scienza tutt'altro che bigotti, ma aperti a qualsiasi cosa la natura sia capace di mostrare loro... ecc....?

Ma chi sarebbero poi questi tuoi scienziati aperti tutt'altro che bigotti? Cosa avrebbero prodotto? Quali pubblicazioni? Quali idee, teorie, invenzioni ne sono uscite?... che abbiano dato un concreto contributo, non dico solo materiale, ma anche di benessere, felicità e pace..o di progresso...allo spirito umano?
Siamo OT e non commenterò una tua eventuale risposta su questo argomento.
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Vecchio 14-02-2013, 10.48.28   #75
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Caro Andrea, lo scientismo non c'entra, ma credo che debbo comunque astenermi!....anche perchè il discorso è oramai OT.
Non c'è, infatti, modo di intesa!...ma nemmeno di definire le parti.
Devo confessare che Il tuo pensare mi pare un poco "delirante" nella sua esplicazione....esso spazia in un mondo (fuori dal mondo) che sempre più mi stupisce e controbattere non ha senso.

Per mia ultima curiosità...ma anche perchè spero ancora che tu ti renda conto circa il tuo elucubrare .... potresti dirmi: ammesso che neghiamo il conoscere scientifico su quali altre basi di conoscenza teorico/pratica pensi derivino i vari e innumeri congegni e strumenti con le tante invenzioni che oggi dilettano e straziano il nostro vivere?

Quali sarebbero le conoscenze teorico/pratiche che hanno portato alla costruzione di aggeggi come le TV al plasma, i computer, i GPS, il lancio dei satelliti e delle sonde spaziali, i pannelli elettrovoltaici, gli altissmi grattacieli, gli LHC, la RMf, ecc.....forse, metafisicamente, le conoscenze dei tuoi scienziati non bigotti?
Quali le "vere" conoscenze, "fuori dalla scienza galileana", vi avrebbero contribuito?

Quale sarebbe il minimo di informazione "seria" che renderebbe conto che questi fenomeni (quali ?) esistono e sono studiati da molti uomini di scienza tutt'altro che bigotti, ma aperti a qualsiasi cosa la natura sia capace di mostrare loro... ecc....?

Ma chi sarebbero poi questi tuoi scienziati aperti tutt'altro che bigotti? Cosa avrebbero prodotto? Quali pubblicazioni? Quali idee, teorie, invenzioni ne sono uscite?... che abbiano dato un concreto contributo, non dico solo materiale, ma anche di benessere, felicità e pace..o di progresso...allo spirito umano?
Siamo OT e non commenterò una tua eventuale risposta su questo argomento.

be'...credo che tu sia una persona molto perspicace, quindi, avrai di certo compreso che quì non si tratta di mettere in discussione la conoscenza scientifica in se' e per se', ma si tratta di comprendere epistemologicamente la valenza di questo tipo di approccio alla conoscenza della natura; l'approccio conoscitivo che ha condotto allo sviluppo dei moderni "generatori di felicita' e benessere" non e' molto diverso da quello pragmatico- empirico che condusse i primi gruppi di uomini alla scoperta del fuoco , dei metalli, delle erbe medicamentose..., si tratta di un percorso che procede per congetture e confutazioni di modelli puramente fantasiosi della realta' ( vedi Popper...) , cio' che e' cambiato dal principio e' l'approccio sempre piu' sistematico, finalizzato e neutrale rispetto ai fenomeni naturali , cioe' sempre piu' scevro da contaminazioni mitologiche legate alle relazioni fra gli individui e i gruppi di individui e le loro reciproche interazioni e sinergie, e sempre piu' focalizzato unicamente alle dinamiche dei fenomeni naturali. La conoscenza scientifica non porta ad alcun tipo di verita' assoluta in ordine alla liberta' dell'Uomo; un primitivo, che attraverso le sue fantasie e i suoi miti arcaici spiegava a se' stesso l'estrazione e la lavorazione del rame per poi giungere a quella del ferro, non e' affatto diverso da un ingegnere contemporaneo che attraverso le formule magiche della relativita' e' in grado di calcolare lo scarto relativistico sul ritorno di un segnale GPS, la verita' rimane sempre ben celata nelle pieghe ancora insondabili della Natura...
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Vecchio 14-02-2013, 19.27.53   #76
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be'...credo che tu sia una persona molto perspicace, quindi, avrai di certo compreso che quì non si tratta di mettere in discussione la conoscenza scientifica in se' e per se', ma si tratta di comprendere epistemologicamente la valenza di questo tipo di approccio alla conoscenza della natura; l'approccio conoscitivo che ha condotto allo sviluppo dei moderni "generatori di felicita' e benessere" non e' molto diverso da quello pragmatico- empirico che condusse i primi gruppi di uomini alla scoperta del fuoco , dei metalli, delle erbe medicamentose..., si tratta di un percorso che procede per congetture e confutazioni di modelli puramente fantasiosi della realta' ( vedi Popper...) , cio' che e' cambiato dal principio e' l'approccio sempre piu' sistematico, finalizzato e neutrale rispetto ai fenomeni naturali , cioe' sempre piu' scevro da contaminazioni mitologiche legate alle relazioni fra gli individui e i gruppi di individui e le loro reciproche interazioni e sinergie, e sempre piu' focalizzato unicamente alle dinamiche dei fenomeni naturali. La conoscenza scientifica non porta ad alcun tipo di verita' assoluta in ordine alla liberta' dell'Uomo; un primitivo, che attraverso le sue fantasie e i suoi miti arcaici spiegava a se' stesso l'estrazione e la lavorazione del rame per poi giungere a quella del ferro, non e' affatto diverso da un ingegnere contemporaneo che attraverso le formule magiche della relativita' e' in grado di calcolare lo scarto relativistico sul ritorno di un segnale GPS, la verita' rimane sempre ben celata nelle pieghe ancora insondabili della Natura...
Amico Andrea,
Questo tuo discorso, contrarimente al precedente, è talmente di buon senso che sacrifico e disattendo il mio precedente proposito di non piu' commentare.
Infatti non c'è alcuna differenza strutturale fra il primitivo che descriveva la lavorazione del rame e l'ingegnere moderno che costruisce e manovra un drone: la differenza consiste nella diversa e maggior conoscenza, metodologia e rigore perseguiti che, indispensabilmente, la scienza apporta ed esalta per l'ingegnere di oggi ...ma anche per il filosofo moderno...se volesse assumere un approccio sistemico e realistico.

Piu in generale è proprio l'approccio, il metodo perseguito, che porta al successo: caso strano sta nella mia firma...TRY AND ERROR!
Sopprettuto è esaltata l'arte del possibile...fin dove puoi...usa ed applica ciò' che ottieni...magari domani otterrai di più: non ci sono magie, non ci sono segreti e verità occulte nelle pieghe della natura: solo una realtà che sempre piu' si esplica ed emerge...col tempo e con la ricerca...forse indefinitamente.
Prima dell'approccio sistemico scientifico non c'era scienza..solo sparse incerte conoscenze/non conoscenze in parte fantastiche..senza distinzione le une dalle altre.
Anzi, da Galileo, la scienza è scienza non tanto per i trovati evidenziati, ma per le metodologie perseguite: è il metodo, l'approccio, ciò che vale e dà l'impronta della scienza.

Anche la contaminazione emotiva è bandita: la scienza è scienza proprio perchè evita una tale contaminazione, evita il wishfulthinking...se vuole perseguire l'oggettività.

Le sinergie invece sono ben radicate e sviluppate e tanto piu nella collaborazione e interazione scientifica e tecnologica, tanto che oggi, merito delle comunicazioni computerizzate, possono operare in sinergia oltre che centomila laboratori, università e istituti di ricerca sparsi su tutto il pianeta.

In ogni caso è vero: nonostante l'esigenza di operare in piena libertà, la ricerca scientifica e tencnologica non porta ad alcun tipo di verità assoluta in ordine alla libertà dell'uomo, ma nemmeno in ordine a nessuna altra realizzazione ed aspirazione cui l'uomo tenda.
La ricerca scientifica e tecnologica porta pero', e comunque, a sempre piu' efficaci realizzazioni delle aspirazioni umane (libertà compresa) con relativi continui miglioramenti espansioni ed amplimenti concreti concettuali e strumentali.
Spero che anche porti alla salvezza dai terribili pericoli che incombono sul pianeta!

La filosofia, per contro, che tende invece ad una verità assoluta, al tutto o niente, all'essenza, ecc... tanto che nonostante l'impegno di menti eccellenti, ha perso il treno del sapere e della conoscenza...con nessun apporto alla sperata salvezza: il guaio è che la tanto invano cercata "verità"... non esiste!

Tutto ciò che esiste è la realtà fenomenica dell'universo che la scienza va sempre più conquistando...forse anche questa indefinitamente...ma, almeno, concretamente.
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Vecchio 15-02-2013, 12.07.54   #77
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Amico Andrea,
Questo tuo discorso, contrarimente al precedente, è talmente di buon senso che sacrifico e disattendo il mio precedente proposito di non piu' commentare.
Infatti non c'è alcuna differenza strutturale fra il primitivo che descriveva la lavorazione del rame e l'ingegnere moderno che costruisce e manovra un drone: la differenza consiste nella diversa e maggior conoscenza, metodologia e rigore perseguiti che, indispensabilmente, la scienza apporta ed esalta per l'ingegnere di oggi ...ma anche per il filosofo moderno...se volesse assumere un approccio sistemico e realistico.

Piu in generale è proprio l'approccio, il metodo perseguito, che porta al successo: caso strano sta nella mia firma...TRY AND ERROR!
Sopprettuto è esaltata l'arte del possibile...fin dove puoi...usa ed applica ciò' che ottieni...magari domani otterrai di più: non ci sono magie, non ci sono segreti e verità occulte nelle pieghe della natura: solo una realtà che sempre piu' si esplica ed emerge...col tempo e con la ricerca...forse indefinitamente.
Prima dell'approccio sistemico scientifico non c'era scienza..solo sparse incerte conoscenze/non conoscenze in parte fantastiche..senza distinzione le une dalle altre.
Anzi, da Galileo, la scienza è scienza non tanto per i trovati evidenziati, ma per le metodologie perseguite: è il metodo, l'approccio, ciò che vale e dà l'impronta della scienza.

Anche la contaminazione emotiva è bandita: la scienza è scienza proprio perchè evita una tale contaminazione, evita il wishfulthinking...se vuole perseguire l'oggettività.

Le sinergie invece sono ben radicate e sviluppate e tanto piu nella collaborazione e interazione scientifica e tecnologica, tanto che oggi, merito delle comunicazioni computerizzate, possono operare in sinergia oltre che centomila laboratori, università e istituti di ricerca sparsi su tutto il pianeta.

In ogni caso è vero: nonostante l'esigenza di operare in piena libertà, la ricerca scientifica e tencnologica non porta ad alcun tipo di verità assoluta in ordine alla libertà dell'uomo, ma nemmeno in ordine a nessuna altra realizzazione ed aspirazione cui l'uomo tenda.
La ricerca scientifica e tecnologica porta pero', e comunque, a sempre piu' efficaci realizzazioni delle aspirazioni umane (libertà compresa) con relativi continui miglioramenti espansioni ed amplimenti concreti concettuali e strumentali.
Spero che anche porti alla salvezza dai terribili pericoli che incombono sul pianeta!

La filosofia, per contro, che tende invece ad una verità assoluta, al tutto o niente, all'essenza, ecc... tanto che nonostante l'impegno di menti eccellenti, ha perso il treno del sapere e della conoscenza...con nessun apporto alla sperata salvezza: il guaio è che la tanto invano cercata "verità"... non esiste!

Tutto ciò che esiste è la realtà fenomenica dell'universo che la scienza va sempre più conquistando...forse anche questa indefinitamente...ma, almeno, concretamente.
...ti ringrazio per aver accordato il buon senso al mio ultimo intervento, da parte mia sto solo continuando a riproporre la sostanza degli stessi concetti impiattandoli di volta in volta in modo diverso; quello che vorrei esprimere e' l'idea che la scienza , di per se', non ha mai concluso di produrre modelli di interpretazione sempre nuovi riguardo alla natura umana; e' da attendersi , quindi, che l'attuale modello che oggi vede l'Uomo rinchiuso nelle matematiche funzioni d'onda del proprio corpo , domani , di sicuro, lo vedra' con altri modelli che , magari, potrebbero scoperchiare gli attuali avelli e sepolcri, o potrebbero guardare a delle ceneri disperse in modo del tutto sorprendentemente diverso... ; la differenza fra un antico druido ed un fisico delle particelle e' che il primo e' in grado di interpretare una quantita' di fenomeni naturali assai ridotta rispetto al secondo, ma la distanza che li separa da un nuovo modello interpretativo del mondo e' per entrambi esattamente la stessa, la scienza procede , cioe', per salti noetici incolmabili da un presunto progresso graduale del nuovo che avanza sul vecchio... Einstein diceva... “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo”... , ogni scoperta scientifica presuppone un radicale ed assoluto stacco nel concepire nuovi modelli interpretativi ,che le impone di reiniziare ogni volta sempre da zero .
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Vecchio 25-02-2013, 20.22.48   #78
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...ti ringrazio per aver accordato il buon senso al mio ultimo intervento, da parte mia sto solo continuando a riproporre la sostanza degli stessi concetti impiattandoli di volta in volta in modo diverso;
Mi congratulo per il significante "impiattare" oggi in auge nei tanti programmi televisivi di cucina. La parola si è oramai estesa ad ogni campo dell'operare a indicare l'azione del preparare, predisporre, mettere a disposizione!

Sembra infatti che “impiattare”, esponendo le più strane ed truculenti esternazioni, ti sia congeniale ed esprima pienamente il concetto!

Ancora una volta è lo stupore che mi spinge a commentare: mi interesso della struttura cerebrale dei miei simili e mi chiedo: è mai possibile?
Citazione:
quello che vorrei esprimere e' l'idea che la scienza , di per se', non ha mai concluso di produrre modelli di interpretazione sempre nuovi riguardo alla natura umana;
E’ proprio questo il pregio! L’uomo evolve e la scienza ne persegue una sempre più approfondita conoscenza sul piano sia fisico che psichico.

Comunque il modello di interpretazione basilare attraverso cui la scienza oggi vede l'essere umano (il vivente in generale) è il più duraturo e costante (oltre 150 anni di teoria dell’evoluzione) se confrontato con gli altri due grandi modelli teorici relativi all'universo, solo centenari: la relatività e la quantistica.
E' vero, invero, che il concetto di evoluzione del vivente è notevolmente evoluto e integrato rispetto ai concetti ed alle osservazioni di Darwin che restano comunque basilari...per quanto non è detto che anche in questo campo non avvenga, prima o poi un salto.

E' anche vero che i vari passaggi evolutivi di questa, come di altre teorie, potrebbero essere indispensabili...tanti gradini... per costruirci sopra e accedere al nuovo.
Citazione:
e' da attendersi , quindi, che l'attuale modello che oggi vede l'Uomo rinchiuso nelle matematiche funzioni d'onda del proprio corpo , domani , di sicuro, lo vedra' con altri modelli che ,
E’, infatti, sperabile: la scienza, nella sua effervescenza, tende sempre a migliorare…quindi a rinnovare i propri paradigmi con la ricerca e la sperimentazione: try and error!

Diversamente saremmo ancora in un mondo il cui unico motore era la forza muscolare.

A parte il fatto che, nonostante l'imperversare delle funzioni d'onda, l'uomo non è richiuso in niente...anzi è proprio con l'esplicare sempre nuovo ed originale della propria razionalità, traendo dalla scienza stimolo e nutrimento, che l’uomo si realizza libero.
Citazione:
la differenza fra un antico druido ed un fisico delle particelle e' che il primo e' in grado di interpretare una quantita' di fenomeni naturali assai ridotta rispetto al secondo, ma la distanza che li separa da un nuovo modello interpretativo del mondo e' per entrambi esattamente la stessa,
Non credo che il druido perseguisse coscientemente un qualche modello interpretativo o un qualche metodo razionale coerente con la realtà…
Comunque la vera differenza innegabile è che il druido non lanciava satelliti in orbita o una qualche sonda su Marte, neppure aveva disponibile la possibilità di una qualche RMf, TAC o similare mezzo d’indagine.

Ma la cosa che più, per lui, poteva essere insopportabile, se avesse saputo, è che non aveva un iPod5 con cui trastullarsi e collegarsi persino ad un forum ove sparare le più formidabili… pensate!... e trovarvi persino qualcuno che gli dava retta!

Ma non sono che piccoli esempi: la cosa veramente straordinaria (buona o cattiva che sia) è che il nostro mondo, anche nel quotidiano, è infinitamente pervaso da ogni strumento concreto o concettuale provocato dalle ricadute tecnologiche delle ricerche e delle scoperte scientifiche…purtroppo oggi, per noi, in ribasso.
Citazione:
la scienza procede, cioe', per salti noetici incolmabili da un presunto progresso graduale del nuovo che avanza sul vecchio... Einstein diceva... “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo”... ,

Salti noetici? ...ma non credo… la noetica non ci ha a che fare!
Comunque, l’evoluzione scientifica (il cui trend si rivela in prevalenza positivo) accade sia per salti che con consequenziale gradualità a integrare e sostituire il vecchio.

La cosa straordinaria è che la sostituzione non interessa solo gli oggetti, i pensieri, i concetti, ecc… ma anche il modo di pensare e di essere..fino a modificare e adeguare le nostre strutture cerebrali.
Del resto è così che siamo diventati umani: l’universo stesso ci ha creati.
Citazione:
ogni scoperta scientifica presuppone un radicale ed assoluto stacco nel concepire nuovi modelli interpretativi ,che le impone di reiniziare ogni volta sempre da zero .
Riflettendo con più attenzione, forse sapresti che non sempre la scoperta scientifica o il nuovo paradigma opera svolte epocali.
A volte costituisce anche una continuità: lo è stata, una continuità, per esempio, per quanto di notevole integrazione, il susseguirsi coerente delle ricerche di Galileo, Newton, Einstein…ed oltre. Essi non hanno rovesciato l’universo, ma lo hanno sempre più esteso e integrato.

Lo stesso è stato con la scoperta del DNA che, cento anni dopo Darwin, ha contribuito a dare una ragione delle modalità evolutive del vivente…di cui Darwin non conosceva il meccanismo pur intuendone gli effetti.

Se poi le nuove scoperte costringono un reinizio della cultura (ad es. il caso Copernico vs. Tolomeo e la cosmologia aristotelica) significa che la vecchia cultura era veramente fasulla e decotta.

In effetti i casi del genere sono tanti: la scienza in 400 anni ci ha veramente costruito un nuovo mondo!
Ma che si dovrebbe fare …restare nel vecchio?...rinunciare all' iPod?
ulysse is offline  
Vecchio 01-03-2013, 23.13.29   #79
and1972rea
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Riferimento: Libertà, ecco perché non può esistere.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Comunque il modello di interpretazione basilare attraverso cui la scienza oggi vede l'essere umano (il vivente in generale) è il più duraturo e costante (oltre 150 anni di teoria dell’evoluzione) se confrontato con gli altri due grandi modelli teorici relativi all'universo, solo centenari: la relatività e la quantistica.
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Non credo che il druido perseguisse coscientemente un qualche modello interpretativo o un qualche metodo razionale coerente con la realtà…
Comunque la vera differenza innegabile è che il druido non lanciava satelliti in orbita o una qualche sonda su Marte, neppure aveva disponibile la possibilità di una qualche RMf, TAC o similare mezzo d’indagine.
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mah...il fatto stesso che , come dici, la scienza ,oggi, vede l' essere umano attraverso 3 teorie completamente diverse ed inconciliabili fra loro , la dice lunga sulla capacita' dei modelli umani di intercettare la realta' della Natura..., ma ,soprattutto, e' la dimostrazione che la conoscenza del mondo avviene per salti noetici, cioe' quantistici; lo stato della conoscenza , cioe', cambia in maniera discontinua e per nulla progressiva , ribadisco io, rispetto ad una presunta verita' che rimane inconoscibile fra le pieghe dei fenomeni...
and1972rea is offline  

 



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