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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 25-07-2013, 04.31.45   #21
Duc in altum!
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

** citazioni di Tempo 2011:


Citazione:
Mi perdonerai, Duc in altum!, se affermo che, come tutte le persone che praticano una fede, dato le difficoltà per mantenerla in vita anche nelle contraddizioni, citate sempre quello che più si avvicina ai vostri convincimenti? Porto un esempio: "Non gettate le perle ai porci."

La mancanza d'umiltà in questa affermazione: "Non gettate le perle ai porci.", è solo una tua supposizione (io non l'ho scitta da nessuna parte!), non sono più sorpreso dalle tue conclusioni sapendo che vivi d'opinione e non di azione decisiva.


Citazione:
"Non gettate le perle ai porci." Ti sembra un'affermazione proveniente da una persona umile, poiché si riferiva ad altre persone non credenti?

Sapendo che tu, Tempo 2011, sei un essere umano che non accetta il messaggio di Cristo (bada bene non che non lo conosci affatto), anche conoscendolo molto bene (visto la tua cultura evangelica!) e senza poterlo smentire, e volessi spiegarti il significato dei 20 misteri del rosario, è come se stessi lavando la testa all'asino, perdendo tempo e sapone, perchè lui, il ciuco, non ne vuole sapere d'essere limpiato, e perdipiù dopo andrebbe a mettere il capo, ancora bagnato, nella terra, infangandolo maggiormente.
Questo significa non date le perle ai porci e non date le cose sante ai cani, il resto è solo opacità della tua fede, nel diofaidate, che t'annebbia.
Gesù non nega, a chi vuole adornarsi, i suoi tesori, solo consiglia di non elargirli a chi, anche avendo già sentito della loro splendidezza, testardamente non li valorizzerebbe.
Il Suo decreto è una risposta ad una tua momentanea mancanza di fiducia, ad una tua decisione, non ad una tua ignoranza od assenza totale di fede.


Citazione:
Di fatto, è di una presunzione assoluta che non ammetteva repliche.

La presunzione di un uomo non comune, unico nella storia conosciuta, a cui non è mai stata riscontrata, neanche dopo tanti millenni, colpa o debolezza o mancanza alcuna, quindi forse una sentenziosità non umana, non di questa dimensione, non replicabile dall'uomo comune manchevole, debole e colpevole.
(Ma questo punto necessiterebbe un forum a parte.)


Citazione:
Credo che l'errore, parlando di umiltà del filosofo, stia nel fatto di aver tirato in ballo Gesù che, con la ricerca della verità, ha poco a che fare, poiché lui la "sua" verità già l'aveva in tasca.

Ti sbagli ancora, o sei confuso, difatti se rileggi il mio precedente commento si comprende che solo partendo dall'incrollabile sermone: "Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” si riesce ad intravedere la difficoltà del filosofo ad essere umile, in quando ognuno, con il proprio filosofare, tende ad elevare il proprio orgoglio, evidenziare le personali soluzioni dei misteri ed esaltare la misera e limitata condizione umana.
Quindi solo il filosofo che non porrà sé stesso, come fine massimo e veritiero della sua filosofia, avrà la possibilità di essere un filosofo umile.
Inoltre qui non si cerca la verità, ma l'attendibilità che almeno uno, di filosofo, possa essere umile.


Citazione:
Ti garantisco che non era e non è affatto umile quella verità, giacché voleva primeggiare su tutte le altre:costi quel che costi. La storia lo racconta quanto è costato e ci costerà ancora.

Suppongo, conoscendoti meglio adesso, che questa è sempre una tua opinione, quindi senza sostegno, quindi che garantisci, non puoi garantire nulla sull'assenza d'umiltà in colui che primeggia su Tutto e per sempre, se non altro la verità che più s'accomoda alla storia caduca della tua esistenza, ma su questo non ho bisogno di credenziali, si deduce.
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Vecchio 25-07-2013, 08.49.17   #22
ulysse
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** L'unità di misura dell'umiltà è l'obbedienza, quindi se un filosofo obbedisce quotidianamente ai suoi limiti, alla sua misera condizione umana di non poter svelare completamente il Mistero, può anche essere un filosofo umile, altrimenti basta guardarsi intorno.
E' una ben misera dottrina!.... no! grazie"
E' una dottrina da sudditi se non da schiavi: con questa dottrina la Chiesa Cattolica, più di quella riformata, ha mantenuto e mantiene i popoli nella indigenza, succubi servizievoli e adoranti di potenti caste ricche e di governanti imposti con la forza...per lo più dittatori o capi per censo: la Chiesa, con la storia delle umiltà e della obbedienza, ha sempre colpevolmente collaborato col potere e tanto più per assumere poi il ruolo consolatorio e caritatevole per popoli alla fame.

Non è l'umiltà e l'obbedienza che devono praticare e insegnare i leader politici, religiosi o filosofi che siano...è piuttosto la libertà intellettuale, il coraggio di impegnarsi per un vivere migliore di tutti...perseguendo sempre il superamento dei propri cosiddetti limiti!
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Vecchio 25-07-2013, 09.27.59   #23
Tempo2011
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Duc in altum!

Mi dispiace ma l'ossimoro orgogliosamente nobile non è altro che un paralogismo.
Inoltre non fare contro chi ci aggredisce ciò che potremmo fare è da stupidi, da folli, perché significherebbe soccombere, morire, mentre la legittima difesa, come ultima spiaggia per far desistere e bloccare un aggressore determinato ed ingiustificato, è benedetta anche da Dio, a meno che non siamo innanzi ad una faccenda di martirio.
Infine l'umiltà è la disponibilità a scendere, a farsi piccoli e a servire i fratelli; è la volontà di servizio. Questo è un servizio gratuito, fatto per amore, non per altri scopi, perché non ci si aspetta nulla in cambio. Quando noi cerchiamo il plauso, i riconoscimenti, manchiamo di umiltà perché rompiamo la gratuità. E' per questo che è difficile, ma non impossibile, che un filosofo sia per davvero umile.
Allora affermiamo che, applicando il tuo concetto, in natura non può esistere l'umiltà, poiché impera la legge del "dare & dell'avere". Questo avviene anche là, dove riteniamo solo di donare senza nulla ricevere.
Mi spiego, quando noi doniamo senza chiedere nulla in cambio, questi meccanismi s'innescano ugualmente, poiché dalla nostra azione abbiamo un ritorno "Morale" che, a volte, vale molto di più di un ritorno materiale. Perciò, qualunque cosa noi facciamo verso gli altri, prevede, "naturalmente", un ritorno. Questo meccanismo, qualcuno l’ha definito, Solidarietà Utilitaristica, ed è valido anche verso un dio, se dovesse esistere, oppure per un Gesù e per tutti gli uomini, buoni o cattivi, che sono apparsi su questa terra. Di fatto, il dare& l'avere non è una teoria, ma una legge di natura che è applicata: sia dagli esseri umani, sia dal mondo animale sia da quello vegetale.
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Vecchio 25-07-2013, 12.03.25   #24
maral
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

In definitiva nessuna verità può essere umile, altrimenti non avrebbe senso come verità. Non può esserlo né come verità di fede (ossia voluta per certa al di là di ogni dubbio), né come verità risultanza inevitabile di un pensiero logico (anche in tal caso occorre l'assunzione convinta e tutt'altro che umile di presupposti e di una metodologia che in sé potrebbe sempre venire messa in dubbio).
Dunque la verità non è mai umile nel suo stesso inevitabile apparire in luce al centro della scena (al massimo può tentare di fingersi tale come artificio retorico per evitare di suscitare quel fastidio che provoca sempre l'enunciare verità), né tanto meno è umile chi la professa, anche se si sottomette a tale verità, poiché proprio sottomettendosi ad essa se ne fa portatore e dunque di riflesso si ritrova sullo stesso altare di superiorità che esige la verità che lui porta e da essa viene glorificato nel suo ego.
Degli autoproclamentisi umili che proclamano verità, preti, scienziati o filosofi che siano, occorre sempre stare molto in guardia. Sotto c'è sempre il trucco
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Vecchio 25-07-2013, 20.51.11   #25
Duc in altum!
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

** citazione di Ulysse:

Citazione:
E' una ben misera dottrina!.... no! grazie"

Prego, infatti non s'impone ma si propone.
Inoltre se a reputarla misera è una filosofia egoistica e limitata (poichè prettamente umana), orgogliosa e opportunista (quindi senza umiltà), che non concede, oggettivamente, pace, allegria e serenità (e come potrebbe senza fondamenti trascendentali), ci vuole qualcosa di più incrollabile che la libertà intellettuale.


*Il fine di ogni percorso filosofico è di raggiungere la felicità,e si presume che solo il saggio seguendo la sua filosofia l'otterrà,ma chi è saggio su questo pianeta se vengono sempre confusi , giornalmente,dalla filosofia dello stolto?????
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Vecchio 25-07-2013, 22.47.12   #26
Tempo2011
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Duc in altum!

La mancanza d'umiltà in questa affermazione: "Non gettate le perle ai porci.", è solo una tua supposizione (io non l'ho scritta da nessuna parte!), non sono più sorpreso dalle tue conclusioni sapendo che vivi d'opinione e non di azione decisiva.
Se non l'hai scritta tu qualcuno deve pur averla detta....non me la sono mica inventata.....
Citazione:
Sapendo che tu, Tempo 2011, sei un essere umano che non accetta il messaggio di Cristo (bada bene non che non lo conosci affatto), anche conoscendolo molto bene (visto la tua cultura evangelica!) e senza poterlo smentire, e volessi spiegarti il significato dei 20 misteri del rosario, è come se stessi lavando la testa all'asino, perdendo tempo e sapone, perché lui, il ciuco, non ne vuole sapere d'essere limpiato, e per di più dopo andrebbe a mettere il capo, ancora bagnato, nella terra, infangandolo maggiormente.
Questo significa non date le perle ai porci e non date le cose sante ai cani, il resto è solo opacità della tua fede, nel dio fai da te, che t'annebbia.
Caro amico, tu non sai proprio niente di questo essere umano e di quello in cui crede o non crede, e dagli esempi che ho portato esce nettamente la mancanza di umiltà che potremmo definire razzismo religioso; lo stesso razzismo di cui è impregnato il concetto Biblico, lo ritroviamo nei concetti evangelici, proveniente proprio da quelle frasi. Il tuo stesso comportamento nel rivolgerti agli altri con tanta supponenza denota quella mancanza di umiltà che diventa razzismo intellettuale, poiché, essendo pieno delle "tue interpretazioni", circoscrivi il tuo mondo al cristianesimo escludendo i miliardi di credenti delle altre religioni che, per te, sono inesistenti.
Citazione:
Gesù non nega, a chi vuole adornarsi, i suoi tesori, solo consiglia di non elargirli a chi, anche avendo già sentito della loro splendidezza, testardamente non li valorizzerebbe.
Il Suo decreto è una risposta ad una tua momentanea mancanza di fiducia, ad una tua decisione, non ad una tua ignoranza od assenza totale di fede
Nella realtà sono duemila anni che viene pratica con ottusa pignoleria, non tenendo conto che in duemila anni le cose sono cambiate; perché nel frattempo, l'etica della Bibbia e dei vangeli è stata ampiamente superata da quella atea. Di fatto oggi, a parte i seguaci della Bibbia, nessuno più oserebbe lapidare una donna che tradisce il proprio marito, o spezzare le ossa ai nemici. La religione cristiana è migliorata, perché si è adeguata ai cambiamenti imposti dalle leggi degli atei; per questo, tra le altre cose, è riuscita ad arrivare fino a noi: altro che messaggi sublimi che l'hanno sostenuta. Fino a quattrocento anni or sono bruciavano ancora sul rogo i dissidenti. Vi era Giordano Bruno, Galileo Galilei, l'inquisizione ecc. Vai a vedere le celle insistenti a Castel Sant'Angelo, in Roma, come erano trattati i dissidenti. Certamente il discorso sarebbe lungo, e a me non va per niente di farlo con chi è portatore di fede cieca, poiché sarebbe tempo sprecato.
Citazione:
La presunzione di un uomo non comune, unico nella storia conosciuta, a cui non è mai stata riscontrata, neanche dopo tanti millenni, colpa o debolezza o mancanza alcuna, quindi forse una sentenziosità non umana, non di questa dimensione, non replicabile dall'uomo comune manchevole, debole e colpevole.
(Ma questo punto necessiterebbe un forum a parte.)
Allora? Dove sta l'eccezionalità dell'evento? Un gruppo di scienziati internazionali si è preso la briga di valutare chi fossero gli uomini più grandi di tutti i tempi; ebbene, in primis vi era Leonardo da Vinci. In seconda fila Albert Einstein, e solo per terzo Gesù di Nazaret; perché scientificamente parlando il suo messaggio non era applicabile allora né, tanto meno, oggi. Gli osanna sono solo delle chimere di chi vuol vedere solo in una direzione.
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Ti sbagli ancora, o sei confuso, difatti se rileggi il mio precedente commento si comprende che solo partendo dall'incrollabile sermone: "Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” si riesce ad intravedere la difficoltà del filosofo ad essere umile, in quando ognuno, con il proprio filosofare, tende ad elevare il proprio orgoglio, evidenziare le personali soluzioni dei misteri ed esaltare la misera e limitata condizione umana.
Quindi solo il filosofo che non porrà sé stesso, come fine massimo e veritiero della sua filosofia, avrà la possibilità di essere un filosofo umile.
Inoltre qui non si cerca la verità, ma l'attendibilità che almeno uno, di filosofo, possa essere umile.
Tutto quello che citi è pieno di supponenza e mancanza di umiltà. Il tuo stesso modo di riportarlo è pieno di supponenza: ma sembra che tu non te ne renda conto.
Citazione:
Suppongo, conoscendoti meglio adesso, che questa è sempre una tua opinione, quindi senza sostegno, quindi che garantisci, non puoi garantire nulla sull'assenza d'umiltà in colui che primeggia su Tutto e per sempre, se non altro la verità che più s'accomoda alla storia caduca della tua esistenza, ma su questo non ho bisogno di credenziali, si deduce.
Hai detto bene: si deduce. Per altro, caduca, non sarà soltanto la mia vita: informati bene; non vorrei che t'abbiano taroccato anche su quest'altra verità.

Ultima modifica di Tempo2011 : 26-07-2013 alle ore 15.45.04.
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Vecchio 26-07-2013, 21.15.35   #27
Tempo2011
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
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maral

In definitiva nessuna verità può essere umile, altrimenti non avrebbe senso come verità. Non può esserlo né come verità di fede (ossia voluta per certa al di là di ogni dubbio), né come verità risultanza inevitabile di un pensiero logico (anche in tal caso occorre l'assunzione convinta e tutt'altro che umile di presupposti e di una metodologia che in sé potrebbe sempre venire messa in dubbio).
Dunque la verità non è mai umile nel suo stesso inevitabile apparire in luce al centro della scena (al massimo può tentare di fingersi tale come artificio retorico per evitare di suscitare quel fastidio che provoca sempre l'enunciare verità), né tanto meno è umile chi la professa, anche se si sottomette a tale verità, poiché proprio sottomettendosi ad essa se ne fa portatore e dunque di riflesso si ritrova sullo stesso altare di superiorità che esige la verità che lui porta e da essa viene glorificato nel suo ego.
Degli autoproclamentisi umili che proclamano verità, preti, scienziati o filosofi che siano, occorre sempre stare molto in guardia. Sotto c'è sempre il trucco
In questo caso sarebbe utile ricordare che esistono verità costruite (artificiali), e verità naturali. Punto di domanda: anche quest'ultime non possono fregiarsi dell'umiltà? La tua osservazione mi interessa poiché è foriera di, in'immaginabili sviluppi.
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Vecchio 26-07-2013, 23.43.55   #28
Duc in altum!
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

** citazione di maral:

Citazione:
In definitiva nessuna verità può essere umile, altrimenti non avrebbe senso come verità.

Scusa, ma se è "verità" dove sarebbe il vizio della presunzione, dell'arroganza, dell'ambizione??
Esempio: "La ricerca ha dimostrato che se mangi sano, non bevi, non fumi, non ti droghi e fai sport quotidianamente...muori (il corpo fisico, materialmente) lo stesso!!"
Questa è una verità e penso che nessuno possa sostenere che manifesti superbia o che è priva d'umiltà.
Forse, allora, bisogna affermare che non è la verità che non è umile, ma il modo con cui viene illustrata, esposta, insegnata, da cui si giunge a che un filosofo può essere umile solo quando asseconda, favorisce, soddisfa, con tutto sé stesso, con tutti i suoi limiti e le sue debolezze, alla "verità", altrimenti basta guardarsi intorno.
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Vecchio 28-07-2013, 21.45.16   #29
donquixote
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Un filosofo, a mio avviso, DEVE essere umile, se si prende sul serio come filosofo e non cerca solo consenso a buon mercato con idee che possano magari portargli fama e successo ma non avessero nulla a che fare sapienza e verità. Umile però non certo nel senso comune di misero, o povero, o sottomesso (recita un vecchio proverbio: umiliarsi è da saggi, avvilirsi è da bestie) ma in quello alto e profondo di farsi humus dell'umanità, terreno fertile in cui il seme di un pensiero di Verità possa crescere e svilupparsi, creatore di un substrato culturale in cui l'uomo, che non vive di solo pane, possa piantare le proprie radici e trarre il nutrimento spirituale necessario per vivere la propria vita in maniera sensata e significativa.
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Vecchio 29-07-2013, 11.39.51   #30
ulysse
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
Un filosofo, a mio avviso, DEVE essere umile, se si prende sul serio come filosofo e non cerca solo consenso a buon mercato con idee che possano magari portargli fama e successo ma non avessero nulla a che fare sapienza e verità. Umile però non certo nel senso comune di misero, o povero, o sottomesso (recita un vecchio proverbio: umiliarsi è da saggi, avvilirsi è da bestie) ma in quello alto e profondo di farsi humus dell'umanità, terreno fertile in cui il seme di un pensiero di Verità possa crescere e svilupparsi, creatore di un substrato culturale in cui l'uomo, che non vive di solo pane, possa piantare le proprie radici e trarre il nutrimento spirituale necessario per vivere la propria vita in maniera sensata e significativa.
Con tutto il rispetto non credo che il farsi filosofo... sia come entrare in convento aderendo ad un ordine religioso e farsi santo.

Questo post descrive un ideale filosofo che vive d'aria, di spiritualità, di buoni intenti e d'amore per il prossimo: sarebbe bello e utile e tutti lo vorremmo, ma ho l'impressione che un tal tipo di filosofo sia animale raro o non esista affatto...magari estinto.

Anzi la storia racconta di una prevalenza di filosofi abbastanza tignosi e schizzinosi...compresi di se stessi e molto gelosi delle loro opere. ...a meno che proprio il profondo "farsi humus" dell'umanità costituisca di per sé sufficiente soddisfazione e autorealizzazione.

Alla fine direi che occorre distinguere: un conto è l'uomo filosofo, con tutti i suoi tic, ghiribizzi umani e aspirazioni/tensioni...e altro conto sono le sue opere!

Se le opere sono eccelse accontentiamoci...e soprassediamo sul fatto che il filosofo stesso, sia più o meno umile, più' o meno orgoglioso, più o meno impaziente impositivo e prepotente!

Anzi io sarei più propenso a credere che un buon percento di studiosi di filosofia, come di gente di altri mestieri più o meno intellettuali, passi buona parte delle proprie serate e nottate al "pub" a giocare a carte ed ubriacarsi, ecc...o magari a tradire la moglie...se ne ha una!

Alla fine il filosofo...è solo un uomo come gli altri, col solo tic di studiare, meditare sull'essere e il divenire e interessarsi di filosofia....ecc...

Ed anche che si perita, nella sua supponenza, di scrivere elucubrazioni filosofiche che siano di guida per il vivere del prossimo ...oggi e in futuro, ecc...

Ora è vero che si dice che il mestiere fa l'uomo...ma ciò non significa che la prevalenza dei filosofi debba adeguarsi, nel proprio vivere intimo, al proprio orientamento filosofico...come vorrebbe far supporre il titolo del topic.

E' pensabile che un tale adeguamento avvenga per chi si dedica agli studi filosofici come per chi persegue un qualunque altro mestiere... manuale, operativo o intellettuale che sia.
Anche lo scienziato, ad esempio, pur non impegnato nell'etica, tende a fare del proprio agire un esempio di rigore comportamentale.

Che poi occorre anche vedere di quale orientamento filosofico si tratti: non tutti gli orientamenti, infatti, sono coì raccomandabili per un vivere personale e sociale affettivamente o eticamente adeguato.
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