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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-07-2013, 15.37.00   #31
Koirè
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Data registrazione: 26-12-2012
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Post Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
Un filosofo, a mio avviso, DEVE essere umile, se si prende sul serio come filosofo e non cerca solo consenso a buon mercato con idee che possano magari portargli fama e successo ma non avessero nulla a che fare sapienza e verità. Umile però non certo nel senso comune di misero, o povero, o sottomesso (recita un vecchio proverbio: umiliarsi è da saggi, avvilirsi è da bestie) ma in quello alto e profondo di farsi humus dell'umanità, terreno fertile in cui il seme di un pensiero di Verità possa crescere e svilupparsi, creatore di un substrato culturale in cui l'uomo, che non vive di solo pane, possa piantare le proprie radici e trarre il nutrimento spirituale necessario per vivere la propria vita in maniera sensata e significativa.
...esattamente.UMILE NON VUOL DIRE MISERO O POVERO...ANZI:ESSERE UMILE E' PROPRIO DEI VERI SAGGI....GRAZIE.
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Vecchio 29-07-2013, 19.01.51   #32
ulysse
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** citazione di Ulysse:

Prego, infatti non s'impone, ma si propone.
Inoltre se a reputarla misera è una filosofia egoistica e limitata (poichè prettamente umana), orgogliosa e opportunista (quindi senza umiltà), che non concede, oggettivamente, pace, allegria e serenità (e come potrebbe senza fondamenti trascendentali), ci vuole qualcosa di più incrollabile che la libertà intellettuale.


*Il fine di ogni percorso filosofico è di raggiungere la felicità,e si presume che solo il saggio seguendo la sua filosofia l'otterrà, ma chi è saggio su questo pianeta se vengono sempre confusi , giornalmente, dalla filosofia dello stolto?????
Resta solo da definire chi sia lo stolto!

Comunque...ci vuole qualcosa di più incrollabile che non la libertà intellettuale!
Infatti è vero: ci vuole l'illusione!
L'illusione non crolla mai: non c'è logica, evidenza o razionalità che tenga!
ulysse is offline  
Vecchio 30-07-2013, 10.21.18   #33
Duc in altum!
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

** citazione di Ulysse:

Citazione:
Resta solo da definire chi sia lo stolto!

Chi è consapevole che la sapienza o la filosofia di questo mondo, da sola, non ha mai concesso, perpetuamente, serenità, allegria e pace a chicchessia.
Chi è conscio che i suoi limiti si convertono in sconfinati solo nella fede.
Chi distingue che la dignità s'acquisisce col l'essere e non con l'avere.
Chi riconosce che la scienza non può rimpiazzare l'illusione di un eventuale progetto divino, ma che può essere sostituito solo dall'Io, dall'Ego.
Chi percepisce che la Verità è nella carità.
Chi ravvisa che il concetto di speranza non significa che le cose o le persone diano frutto, ma che rivela, bensì, che tutto ha un senso.
Chi discerne che perdonare il nemico e pregare per il calunniatore è filosofia umile, oltre che rimuneratrice.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 31-07-2013, 16.06.50   #34
maral
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

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Originalmente inviato da Tempo2011
In questo caso sarebbe utile ricordare che esistono verità costruite (artificiali), e verità naturali. Punto di domanda: anche quest'ultime non possono fregiarsi dell'umiltà? La tua osservazione mi interessa poiché è foriera di, in'immaginabili sviluppi.
Scusa il ritardo con cui riprendo l'argomento, purtroppo l'assillo di altri impegni mi hanno impedito di farlo prima.
Dicevo che la verità non può essere umile, proprio in quanto essa come verità appare in piena luce e questa luce investe anche chi porta la verità e la annuncia. La differenza tra una verità immediatamente data (quella che presumo tu chiami "verità naturale") e una verità mediata (quella che chiami artificiale) è che nel secondo caso il portatore in buona fede della verità si riconosce come colui che, per così dire, ha rimosso le incrostazioni dalla perla, ossia colui che non solo è riverberato di luce dalla verità immediatamente data, ma colui che con il suo lavoro mediato ha fatto emergere quella stessa luce.
Non vedo tratti di umiltà in nessuna delle due situazioni, pur essendo situazioni diverse, è comunque la stessa luminosità del vero che a mio avviso esclude l'umiltà (a meno che il vero non sia di per sé talmente evidente da lasciare del tutto in ombra chi lo annuncia), sia nel caso in cui mi senta il portatore al quale la verità si è da se stessa concessa, sia che mi senta l'intagliatore della perla che ora brilla in virtù del fine e faticoso intaglio operato dal logos (o magari anche dal metodo scientifico).
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Vecchio 31-07-2013, 18.53.34   #35
ulysse
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Messaggi: 1,363
Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** citazione di Ulysse:

Chi è consapevole che la sapienza o la filosofia di questo mondo, da sola, non ha mai concesso, perpetuamente, serenità, allegria e pace a chicchessia.
Chi è conscio che i suoi limiti si convertono in sconfinati solo nella fede.
Chi distingue che la dignità s'acquisisce col l'essere e non con l'avere.
Chi riconosce che la scienza non può rimpiazzare l'illusione di un eventuale progetto divino, ma che può essere sostituito solo dall'Io, dall'Ego.
Chi percepisce che la Verità è nella carità.
Chi ravvisa che il concetto di speranza non significa che le cose o le persone diano frutto, ma che rivela, bensì, che tutto ha un senso.
Chi discerne che perdonare il nemico e pregare per il calunniatore è filosofia umile, oltre che rimuneratrice.
La sette saggezze capitali!
Complimenti per l'esercizio!...
E' una buona raccolta di saggi consigli per un buon pensare ed un ben comportarsi!
Per quanto, alcune enunciazioni sono un pò arbitrarie ed altre decisamente orientate alla fede!....quella cristiano/cattolica, immagino.

Io avrei creduto che per non essere stolti sarebbe stato sufficiente fare ben luccicare e interagire i propri 100 miliardi di neuroni...almeno meglio della media degli orsi: è sempre questione relativa..infatti!

....Ma tu ne fai una questione etica.

Questo mi piace meno!
Dunque chi non avesse fede o nutrisse una diversa fede sarebbe necessariamente stolto...stupido, ignorante, minus habens, ecc...!

Mi sa che ci comprenderesti almeno 6 miliardi di terrestri...ed anche assai più... considerato che anche la maggioranza dei cattolici non persegue le tue 7 saggezze: bisognerebbe essere santi!

Ma tu persegui?...prego chiarire!
ulysse is offline  
Vecchio 31-07-2013, 19.35.01   #36
baylham
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Ma se la verità ha un carattere transitorio, effimero, parziale, relativo, come ritengo, allora anche la verità e il suo portatore possono essere umili.
baylham is offline  
Vecchio 31-07-2013, 21.56.40   #37
Tempo2011
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

Citazione:
Tempo2011

In questo caso sarebbe utile ricordare che esistono verità costruite (artificiali), e verità naturali. Punto di domanda: anche quest'ultime non possono fregiarsi dell'umiltà? La tua osservazione mi interessa poiché è foriera di, in'immaginabili sviluppi.
Citazione:
maral

Scusa il ritardo con cui riprendo l'argomento, purtroppo l'assillo di altri impegni mi hanno impedito di farlo prima.
Dicevo che la verità non può essere umile, proprio in quanto essa come verità appare in piena luce e questa luce investe anche chi porta la verità e la annuncia. La differenza tra una verità immediatamente data (quella che presumo tu chiami "verità naturale") e una verità mediata (quella che chiami artificiale) è che nel secondo caso il portatore in buona fede della verità si riconosce come colui che, per così dire, ha rimosso le incrostazioni dalla perla, ossia colui che non solo è riverberato di luce dalla verità immediatamente data, ma colui che con il suo lavoro mediato ha fatto emergere quella stessa luce.
Non vedo tratti di umiltà in nessuna delle due situazioni, pur essendo situazioni diverse, è comunque la stessa luminosità del vero che a mio avviso esclude l'umiltà (a meno che il vero non sia di per sé talmente evidente da lasciare del tutto in ombra chi lo annuncia), sia nel caso in cui mi senta il portatore al quale la verità si è da se stessa concessa, sia che mi senta l'intagliatore della perla che ora brilla in virtù del fine e faticoso intaglio operato dal logos (o magari anche dal metodo scientifico).
Da questa successiva spiegazione deduco che il mio pensiero si è lasciato trasportare senza freni, poiché quando parlo di verità naturale, mi riferisco a quelle esistenti in natura. Mi spiego: la caduta del fulmine che abbatte un albero, applicando i parametri convenzionali, si considera un evento naturale. Ovvero: un evento in cui non è intervenuta la mano dell'uomo. Infatti, in definitiva, riteniamo "naturale" tutto ciò che accade senza il nostro intervento, e "artificiale" tutto quello in cui interveniamo. Mentre, analizzando l'ipotesi della caduta del fulmine, ci rendiamo conto che anche in quell'evento l'uomo è intervenuto, seppur indirettamente, poiché per formarsi il fulmine, ha avuto bisogno di una temperatura tale da far evaporare dell'acqua; poi che si producano delle nuvole ecc. Bene! L'uomo, con la sua sola presenza, emettendo calore, ha contribuito alla formazione di quel fulmine. La mia domanda era: anche in queste spiegazioni scientifiche (verità) vi è una mancanza di umiltà? Ovvero: chi svela la perla e s'illumina di essa? Ho esposto un pensiero march'ingegnoso, ma se lo seguiamo senza farci incartare, a mio modo di vedere, potrebbe darci degli esiti interessanti. Per finire, con quell'esempio, ci si rende conto che non esiste il naturale e l'artificiale, ma nell'universo tutto è artificiale, poiché tutto ha una causa e una concausa che l’ha determinato. Kant affermava che se l'universo si muove, qualcuno deve avergli dato un calcio di partenza. Questo processo universale, dove l'artificio predomina, secondo te, ha una sua umiltà oppure no?

Ultima modifica di Tempo2011 : 01-08-2013 alle ore 04.50.32.
Tempo2011 is offline  
Vecchio 02-08-2013, 10.59.55   #38
Duc in altum!
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

** citazione di Ulysse:

Citazione:
Io avrei creduto che per non essere stolti sarebbe stato sufficiente fare ben luccicare e interagire i propri 100 miliardi di neuroni...almeno meglio della media degli orsi: è sempre questione relativa..infatti!

Scusami ma stavamo cercando di definire lo stolto, ossia, il possibile, l'eventuale filosofo umile e non il saggio che fa interagire e luccicare i propri neuroni e poi viene, giornalmente, confuso dalla sua (dello stolto) filosofia.
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Vecchio 02-08-2013, 12.37.52   #39
maral
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Riferimento: Può un filosofo essere umile?

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Originalmente inviato da Tempo2011
Da questa successiva spiegazione deduco che il mio pensiero si è lasciato trasportare senza freni, poiché quando parlo di verità naturale, mi riferisco a quelle esistenti in natura. Mi spiego: la caduta del fulmine che abbatte un albero, applicando i parametri convenzionali, si considera un evento naturale. Ovvero: un evento in cui non è intervenuta la mano dell'uomo. Infatti, in definitiva, riteniamo "naturale" tutto ciò che accade senza il nostro intervento, e "artificiale" tutto quello in cui interveniamo. Mentre, analizzando l'ipotesi della caduta del fulmine, ci rendiamo conto che anche in quell'evento l'uomo è intervenuto, seppur indirettamente, poiché per formarsi il fulmine, ha avuto bisogno di una temperatura tale da far evaporare dell'acqua; poi che si producano delle nuvole ecc. Bene! L'uomo, con la sua sola presenza, emettendo calore, ha contribuito alla formazione di quel fulmine. La mia domanda era: anche in queste spiegazioni scientifiche (verità) vi è una mancanza di umiltà? Ovvero: chi svela la perla e s'illumina di essa? Ho esposto un pensiero march'ingegnoso, ma se lo seguiamo senza farci incartare, a mio modo di vedere, potrebbe darci degli esiti interessanti. Per finire, con quell'esempio, ci si rende conto che non esiste il naturale e l'artificiale, ma nell'universo tutto è artificiale, poiché tutto ha una causa e una concausa che l’ha determinato. Kant affermava che se l'universo si muove, qualcuno deve avergli dato un calcio di partenza. Questo processo universale, dove l'artificio predomina, secondo te, ha una sua umiltà oppure no?
Sì, capisco. Intendendo verità natuale come verità riguardante un evento in cui l'uomo non interviene, non dobbiamo però dimenticare che la rappresentazione significante di quell'evento è sempre opera della mente dell'uomo. Il fulmine che per caso abbatte un albero non è in tal senso meno naturale di Zeus che abbatte un albero lanciando un fulmine stando alla tua definizione (in entrambi i casi infatti l'uomo non interviene), ma in entrambi i casi vi è un artificio mentale che dà significato causale all'accadimento e quindi in entrambi i casi ci si presenta il dire di verità mediate (io non vedo immediatamente le cause dell'accadimento che ne danno senso).
Potrebbe invece trattarsi di una verità immediata nel caso in cui si trattasse di una semplice constatazione fenomenica senza ulteriori inferenze di causa (dico quello che vedo e che chiunque abbia un sistema percettivo simile al mio può dire se lo vede: il fulmine che abbatte quell'albero), ma in tal caso la verità non emerge in luce, è già di per sé in piena luce nel suo darsi immediato del tutto banale. E' proprio, penso, questo emergere in luce di ciò che ora appare vero e prima era nascosto che costituisce il carattere non umile della verità, l'avanzare in piena luce del significato come significato vero e in tal senso credo che il pensiero scientifico non cambi nulla nella questione.
Certo, il pensiero scientifico attribuisce a se stesso un'oggettività metodologicamente costruita (dunque del tutto artificiale) che in realtà nasconde solo l'intervento soggettivo dell'intagliatore della perla a mezzo di una procedura concordata e imposta a chiunque voglia occuparsi di scienza, ma questo non introduce alcuna umiltà nell'opera paziente, laboriosa e magari anche misconosciuta dell'intagliatore. L'emergere in luce della verità scientificamente significante lo coinvolge in tutto e per tutto.
maral is offline  
Vecchio 02-08-2013, 23.39.08   #40
Tempo2011
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Tempo2011

Da questa successiva spiegazione deduco che il mio pensiero si è lasciato trasportare senza freni, poiché quando parlo di verità naturale, mi riferisco a quelle esistenti in natura. Mi spiego: la caduta del fulmine che abbatte un albero, applicando i parametri convenzionali, si considera un evento naturale. Ovvero: un evento in cui non è intervenuta la mano dell'uomo. Infatti, in definitiva, riteniamo "naturale" tutto ciò che accade senza il nostro intervento, e "artificiale" tutto quello in cui interveniamo. Mentre, analizzando l'ipotesi della caduta del fulmine, ci rendiamo conto che anche in quell'evento l'uomo è intervenuto, seppur indirettamente, poiché per formarsi il fulmine, ha avuto bisogno di una temperatura tale da far evaporare dell'acqua; poi che si producano delle nuvole ecc. Bene! L'uomo, con la sua sola presenza, emettendo calore, ha contribuito alla formazione di quel fulmine. La mia domanda era: anche in queste spiegazioni scientifiche (verità) vi è una mancanza di umiltà? Ovvero: chi svela la perla e s'illumina di essa? Ho esposto un pensiero march'ingegnoso, ma se lo seguiamo senza farci incartare, a mio modo di vedere, potrebbe darci degli esiti interessanti. Per finire, con quell'esempio, ci si rende conto che non esiste il naturale e l'artificiale, ma nell'universo tutto è artificiale, poiché tutto ha una causa e una concausa che l’ha determinato. Kant affermava che se l'universo si muove, qualcuno deve avergli dato un calcio di partenza. Questo processo universale, dove l'artificio predomina, secondo te, ha una sua umiltà oppure no?
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maral

Sì, capisco. Intendendo verità naturale come verità riguardante un evento in cui l'uomo non interviene, non dobbiamo però dimenticare che la rappresentazione significante di quell'evento è sempre opera della mente dell'uomo. Il fulmine che per caso abbatte un albero non è in tal senso meno naturale di Zeus che abbatte un albero lanciando un fulmine stando alla tua definizione (in entrambi i casi infatti l'uomo non interviene), ma in entrambi i casi vi è un artificio mentale che dà significato causale all'accadimento e quindi in entrambi i casi ci si presenta il dire di verità mediate (io non vedo immediatamente le cause dell'accadimento che ne danno senso).
Potrebbe invece trattarsi di una verità immediata nel caso in cui si trattasse di una semplice constatazione fenomenica senza ulteriori inferenze di causa (dico quello che vedo e che chiunque abbia un sistema percettivo simile al mio può dire se lo vede: il fulmine che abbatte quell'albero), ma in tal caso la verità non emerge in luce, è già di per sé in piena luce nel suo darsi immediato del tutto banale. E' proprio, penso, questo emergere in luce di ciò che ora appare vero e prima era nascosto che costituisce il carattere non umile della verità, l'avanzare in piena luce del significato come significato vero e in tal senso credo che il pensiero scientifico non cambi nulla nella questione.
Certo, il pensiero scientifico attribuisce a se stesso un'oggettività metodologicamente costruita (dunque del tutto artificiale) che in realtà nasconde solo l'intervento soggettivo dell'intagliatore della perla a mezzo di una procedura concordata e imposta a chiunque voglia occuparsi di scienza, ma questo non introduce alcuna umiltà nell'opera paziente, laboriosa e magari anche misconosciuta dell'intagliatore. L'emergere in luce della verità scientificamente significante lo coinvolge in tutto e per tutto.
A questo punto, semplificando, possiamo affermare che qualsiasi realtà, in quanto verità, non è umile? Se le cose stessero in questo modo, allora, suo malgrado, la vita stessa non potrà mai esserlo?
Tempo2011 is offline  

 



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