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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 12-03-2013, 18.18.39   #1
Tempo2011
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Giuro, nonostante tutto?

Molte volte, l'etica morale non appartiene nemmeno a quelle persone che dovrebbero esserne i porta bandiera; infatti, guardavo in televisione il giuramento fatto dai Vescovi, ponendo la mano sul Vangelo, affinché tutti si impegnassero a non far trapelare nulla di quello che accadrà nell'aula del conclave. Prima di loro hanno fatto giurare tutti i dipendenti vaticani che, per motivi logistici, saranno a contatto con i suddetti vescovi e con le stesse motivazioni; pena: la scomunica. Fin qui nulla di eclatante se, ad un certo punto, non mi fossi ricordato che proprio da Gesù fu dato l'ordine di non giurare, ma di dichiarare: Si, se era Si, e No se era NO. Nella pratica, perché Gesù non voleva che si giurasse? A mio modo di vedere il concetto è estremamente giusto, poiché rispettoso della dignità di ognuno di noi; infatti: perché quando io affermo Si o No tu non devi credere a quello che dichiaro costringendomi a giurare? Non si tratta di una mancanza di fiducia verso l'uomo?
Come sappiamo, il rispetto verso il prossimo è stata sempre una preoccupazione costante nelle parabole di Gesù, e anche questa esortazione sembra che vada verso quella direzione. Allora, punto di domanda: perché costringere dei vescovi che sono, secondo la chiesa e i credenti, quegli uomini che dovrebbero guidare il gregge e, per di più, farli giurare proprio sopra quel libro dove Gesù dichiarava che non bisognava assolutamente farlo? Non sono la persona adatta per valutare dei vescovi di così alta morale ma, in linea generale, sotto una concezione filosofica e morale della vita umana, credo proprio che qui siamo entrati in una contraddizione mastodontica di tutta la curia vaticana e cristiana. Per terminare, mi sembra chiaro che il giuramento inneschi una sfiducia tra gli uomini ancor prima di essere stati traditi. Per altro, io l'applicherei come punizione per coloro che, appunto, hanno, tradito una prima volta. Ovvero: hai tradito? Allora questa volta dovrai giurare se vuoi che io ti creda.

Ultima modifica di Tempo2011 : 13-03-2013 alle ore 03.14.47.
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Vecchio 12-03-2013, 20.32.13   #2
gyta
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Riferimento: Giuro, nonostante tutto?

Ispirandomi alla tua firma, in questo caso direi.. la verità ha molte facce, talvolta tutte uguali
Ovvero per quanto si possa guardare da molti punti differenti a me giunge una sola chiarezza
che quella chiesa con Gesù c’entri ben poco.. Forse qualcun altro sa rispondere all’interrogativo che poni
ma dubito che la sostanza cambi.. Penso che l’unica Chiesa ce la dobbiamo costruire dalle fondamenta
nella nostra vita individuale perché cercare una conferma ed un appoggio fuori non è così facile,
di sicuro esistono persone che sentono queste medesime esigenze e si muovono secondo quelle,
ma molto probabilmente risultano essere non la regola ma le cosiddette eccezioni..

Per quanto strano a pensarci forse la coerenza non superficiale pone una trasparenza che non tutti
si sentono di abbracciare, significa sapere ciò che fai, perché lo fai e crederci per davvero..
Sembra quasi che una certa sorta di incoerenza faccia sentire come si disponesse di una leggerezza,
di una sorta di libertà, anche se è semplice incongruenza.. La maturità evidentemente è una conquista
di esigenza di alcuni uomini, necessaria per alcune menti, limitante per altre. Spesso sembriamo tutti
affermare giusto ciò che a tutti sembra parimenti giusto eppure tutto resta chiaro solo nel momento
di proiezione all’esterno di quella chiarezza, salvo poi non saperla riconoscere e portare avanti
quando ci si imbatte in prima persona.. Se ci si aspetta una coerenza apparente allora facilmente
la riscontreremo al di fuori di noi ed in noi medesimi.. ma più analizziamo le cose da vicino e pretendiamo
di capirle e trovarle coerenti e maggiore dovrà essere la nostra capacità di farci carico di quelle incoerenze
rispondendone in prima persona.. Tu parli della chiesa io penso all’istituzione scolastica, penso ai diritti dell’individuo,
penso alla costituzione che garantisce stando a ciò che dichiara una vita dignitosa ed in libera solidarietà..
penso ai rapporti umani.. e comprendo che se desidero vedere quella realtà è meglio che la renda possibile
cercando di metterla in atto nel mio procedere per quanto mi è dato possibile di affermare..
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Vecchio 13-03-2013, 00.39.40   #3
Giorgiosan
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Riferimento: Giuro, nonostante tutto?

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Molte volte, l'etica morale non appartiene nemmeno a quelle persone che dovrebbero esserne i porta bandiera; infatti, guardavo in televisione il giuramento fatto dai Vescovi, ponendo la mano sul Vangelo, affinché tutti si impegnassero a non far trapelare nulla di quello che accadrà nell'aula del conclave. Prima di loro hanno fatto giurare tutti i dipendenti vaticani che, per motivi logistici, saranno a contatto con i suddetti vescovi e con le stesse motivazioni; pena: la scomunica. Fin qui nulla di eclatante se, ad un certo punto, non mi fossi ricordato che proprio da Gesù fu dato l'ordine di non giurare, ma di dichiarare: Si, se era Si, e No se era NO. Nella pratica, perché Gesù non voleva che si giurasse? A mio modo di vedere, il concetto è estremamente giusto, poiché rispettoso della dignità di ognuno di noi; infatti: perché quando io affermo Si o No tu non devi credere a quello che dichiaro, costringendomi a giurare? Non si tratta di una mancanza di fiducia verso l'uomo?
Come sappiamo, il rispetto verso il prossimo è stata sempre una preoccupazione costante nelle parabole di Gesù, e anche questa esortazione sembra che vada verso quella direzione. Allora, punto di domanda: perché costringere dei vescovi che sono, secondo la chiesa e i credenti, quegli uomini che dovrebbero guidare il gregge e, per di più, farli giurare proprio sopra quel libro dove Gesù dichiarava che non bisognava assolutamente farlo? Non sono la persona adatta per valutare dei vescovi di così alta morale ma, sotto una concezione filosofica e morale della vita umana, credo proprio che qui siamo entrati in una contraddizione mastodontica di tutta la curia vaticana e cristiana. Per terminare, mi sembra chiaro che il giuramento inneschi una sfiducia tra gli uomini, ancor prima di essere stati traditi. Per altro, io lo applicherei come punizione per coloro che, appunto, hanno, tradito una prima volta. Ovvero: mi hai tradito? Allora questa volta dovrai giurare se vuoi che io ti creda.

Devi aver un poco di pazienza e leggermi se vuoi fare una esegesi corretta del passo di Matteo 5,33-36, una esegesi cattolica:

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.

In Esodo 20,7 troviamo quello che fu detto agli antichi cui si riferisce Gesù:
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Esodo 20,7

Questo è il “comandamento” mosaico, con quel invano (inutilmente) cioè senza una ragion sufficiente, dato l’onore supremo che si deve a Dio. Esclude l’uso magico, la falsa testimonianza e lo spergiuro.

Gesù vuole insegnare che ogni giuramento implica un riferimento a Dio e che la presenza di Dio e della sua verità deve essere onorata in ogni parola. Si giurava invocando il cielo, o invocando Gerusalemme la città santa, o riferendosi a quella terra che Dio aveva dato al suo popolo. Erano tutti riferimenti a Dio, lo si implicava anche in tutti questi modi.

Che non sia una proibizione assoluta lo conferma l’apostolo Paolo che, nella seconda lettera ai Corinti (1, 23), fa un giuramento, cioè invoca Dio come testimone: “Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita, che solo per risparmiarvi non sono più venuto a Corinto.

La tradizione, quindi, ha da sempre interpretato che quella parola di Gesù non sia contro il giuramento, quando si giuri per un motivo grave e giusto. Un grave motivo, per esempio, è quando si deve rendere testimonianza in un tribunale.

C’è nell’ammonimento di Gesù anche una ironia sull’abitudine di giurare su se stessi, come quando si dice morissi se, diventassi cieco se … ecc. ecc. , giuramenti inutili dal momento che non possiamo fare neppure bianco o nero un nostro capello.
Gesù vuole insegnare a parlare con schiettezza e semplicità, senza capziosità e senza coinvolgere nelle nostre affermazioni né l’autorità di Dio, né nostri presunti poteri.

L'importanza che Gesù attribuisce al modo di parlare è confermata in altri passi:
Matteo12,36 "Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;
Esorta, insomma, a quell’autenticità di linguaggio che non ha bisogno di giuramenti confermativi né di altre "ambiguità".

Ultima modifica di Giorgiosan : 13-03-2013 alle ore 22.54.26.
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Vecchio 13-03-2013, 03.42.31   #4
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gyta

Ispirandomi alla tua firma, in questo caso direi.. la verità ha molte facce, talvolta tutte uguali
Ovvero per quanto si possa guardare da molti punti differenti a me giunge una sola chiarezza
che quella chiesa con Gesù c’entri ben poco.. Forse qualcun altro sa rispondere all’interrogativo che poni
ma dubito che la sostanza cambi.. Penso che l’unica Chiesa ce la dobbiamo costruire dalle fondamenta
nella nostra vita individuale perché cercare una conferma ed un appoggio fuori non è così facile,
di sicuro esistono persone che sentono queste medesime esigenze e si muovono secondo quelle,
ma molto probabilmente risultano essere non la regola ma le cosiddette eccezioni..

Per quanto strano a pensarci forse la coerenza non superficiale pone una trasparenza che non tutti
si sentono di abbracciare, significa sapere ciò che fai, perché lo fai e crederci per davvero..
Sembra quasi che una certa sorta di incoerenza faccia sentire come si disponesse di una leggerezza,
di una sorta di libertà, anche se è semplice incongruenza.. La maturità evidentemente è una conquista
di esigenza di alcuni uomini, necessaria per alcune menti, limitante per altre. Spesso sembriamo tutti
affermare giusto ciò che a tutti sembra parimenti giusto eppure tutto resta chiaro solo nel momento
di proiezione all’esterno di quella chiarezza, salvo poi non saperla riconoscere e portare avanti
quando ci si imbatte in prima persona.. Se ci si aspetta una coerenza apparente allora facilmente
la riscontreremo al di fuori di noi ed in noi medesimi.. ma più analizziamo le cose da vicino e pretendiamo
di capirle e trovarle coerenti e maggiore dovrà essere la nostra capacità di farci carico di quelle incoerenze
rispondendone in prima persona.. Tu parli della chiesa io penso all’istituzione scolastica, penso ai diritti dell’individuo,
penso alla costituzione che garantisce stando a ciò che dichiara una vita dignitosa ed in libera solidarietà..
penso ai rapporti umani.. e comprendo che se desidero vedere quella realtà è meglio che la renda possibile
cercando di metterla in atto nel mio procedere per quanto mi è dato possibile di affermare..
Cara gyta, in questo caso le facce possono essere tutte uguali, se visionate solo dalla nostra parte, ma sarebbe interessante ascoltare le ragioni di chi ha redatto quei regolamenti, e dei vescovi che li eseguono senza batter ciglio. La mia osservazione, come avrai compreso, non vuole parlare di religione in senso lato, ma osservare il comportamento di quegli uomini che, tramite essa, vogliono incidere sull'etica dei suoi adepti. Mi risulta che quest’usanza sia entrata in vigore dopo i tanti casini che i vescovi hanno commesso nei secoli durante il conclave; ma, come ripeto, si può essere prevenuti verso uomini che non hanno mai tradito per colpa di quelli che l’hanno fatto? Con questi regolamenti, contrari all’insegnamento di chi si vuole divulgare come il dio in terra, la storia indicherà che i vescovi sono stati e saranno, sempre e comunque, dei traditori? Come messaggio etico universale: niente male.
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Vecchio 13-03-2013, 22.00.19   #5
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Giorgiosan

Devi aver un poco di pazienza e leggermi se vuoi fare una esegesi corretta del passo di Matteo 5,33-36, una esegesi cattolica:

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Non giurate affatto: né per il cielo, né per la terra, né per Gerusalemme. Non giurare neppure per la tua testa, perché ecc. ecc. Tu mi chiedi di avere pazienza nel leggere la corretta esegesi, del passo di Matteo, ma più chiaro di cosi che cosa si vuole ancora? Io leggo e interpreto che non bisognerebbe giurare mai: per nessuna ragione.

Citazione:
In Esodo 20,7 troviamo quello che fu detto agli antichi cui si riferisce Gesù:
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Esodo 20,7

Questo è il “comandamento” mosaico, con quel inutilmente cioè senza una ragion sufficiente, dato l’onore supremo che si deve a Dio. Esclude l’uso magico, la falsa testimonianza e lo spergiuro.
A mio modo di vedere, questo passo non centra con il giuramento, ma solo di non nominare invano il nome di dio: che non è la stessa cosa.
Citazione:
Gesù vuole insegnare che ogni giuramento implica un riferimento a Dio e che la presenza di Dio e della sua verità deve essere onorata in ogni parola. Si giurava invocando il cielo, o invocando Gerusalemme la città santa, o riferendosi a quella terra che Dio aveva dato al suo popolo. Erano tutti riferimenti a Dio, lo si implicava anche in tutti questi modi.

Che non sia una proibizione assoluta lo conferma l’apostolo Paolo che, nella seconda lettera ai Corinti (1, 23), fa un giuramento, cioè invoca Dio come testimone: “Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita, che solo per risparmiarvi non sono più venuto a Corinto.
Per altro, nei tuoi riferimenti, ci troviamo davanti a uomini che, liberamente e autonomamente, fanno un giuramento, chiamando a testimonianza quello che sappiamo. Mentre la questione che ho voluto sottolineare, è la gravità che degli uomini impongono un giuramento ad altri uomini; e questo, se ti dovesse sfuggire, moralmente è molto grave, giacché mina la fiducia tra gli esseri umani: siano essi dei dipendenti del vaticano, siano essi vescovi. In pratica, davanti al mondo si manda questo messaggio: io di questi non mi fido perciò pretendo che giurino.

Citazione:
La tradizione, quindi, ha da sempre interpretato che quella parola di Gesù non sia contro il giuramento, quando si giuri per un motivo grave e giusto. Un grave motivo, per esempio, è quando si deve rendere testimonianza in un tribunale.
Secondo me le tradizioni non sempre sono simbolo di corretta interpretazione, sopratutto quando queste provengono dal lontano passato, in cui certi valori erano completamente differenti dagli attuali. Per esempio, oggi non si verificherebbe più un'inquisizione, oppure non si lapiderebbe più nessuno per un adulterio: perlomeno qui da noi.
Citazione:
C’è nell’ammonimento di Gesù anche una ironia sull’abitudine di giurare su se stessi, come quando si dice morissi se, diventassi cieco se … ecc. ecc. , giuramenti inutili dal momento che non possiamo fare neppure bianco o nero un nostro capello.
Gesù vuole insegnare a parlare con schiettezza e semplicità, senza capziosità e senza coinvolgere nelle nostre affermazioni né l’autorità di Dio, né nostri presunti poteri.
Dire Si, se è Si, e No, se è No. Più semplice di così.

Citazione:
L'importanza che Gesù attribuisce al modo di parlare è confermata in altri passi:
Matteo12,36 "Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;
Esorta, insomma, a quella autenticità di linguaggio che non ha bisogno di giuramenti confermativi né di altre "ambiguità".
Se ce ne fosse ancora bisogno questa è la conferma di quell'invito a non giurare e, sopra tutto, di non obbligare al giuramento gli altri per mancanza di fiducia. Nella pratica, imporre un giuramento, secondo me risulta essere una doppia offesa: prima al dio sceso in terra che si è raccomandato chiaramente di non giurare, e poi all'uomo cui si impone di giurare per mancanza di fiducia nei suoi confronti.

Ultima modifica di Tempo2011 : 14-03-2013 alle ore 10.13.01.
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Vecchio 13-03-2013, 23.37.05   #6
maral
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Riferimento: Giuro, nonostante tutto?

Quel richiamo a dire Sì alle cose che sono e No alle cose che non sono è un'evidente richiamo a quell'intima vera coerenza che di per sé non ha bisogno di altro per mostrare la sua credibilità coerenza che è il riconoscimento felice delle cose per come sono (come ho già avuto modo di dire in "la verità ovvero il potere dei senza potere").
Con il giuramento invece si produce effettivamente una contraddizione, una contraddizione che sta in primo luogo in chi lo pronuncia è che è finalizzata a ottenere assoluta credibilità verso ciò di cui si dubita sia credibile. Che senso ha infatti chiamare Dio, la propria salute. la salute dei propri figli (come ha fatto un celebre mentitore) a riprova della verità che si dice se ciò che si dice è la vera verità? E come si può pretendere che qualcuno pronunci parole di rito per provare la propria verità, se quella è davvero la verità? Cosa aggiunge quel giuramento alla verità se non il sospetto in se stessi recondito che essa non sia vera che appare nel momento stesso in cui la si vuole ribadire giurando?
Il giuramento è un artificio rituale che poi, come tutti i bambini sanno, si combatte con un altro artificio, ad esempio incrociando le dita dietro la schiena
Ciao
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Vecchio 14-03-2013, 10.02.04   #7
QantonioQ
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Riferimento: Giuro, nonostante tutto?

Al bambino capriccioso che ha disobbedito alla mamma e mangiato la marmellata di nascosto, la mamma si rivolge così: "Giura di non farlo più!" e il bambino: "Mamma, scusami, lo giuro, non prenderò più di nascosto la marmellata per mangiarmela tutta come ho fatto oggi, te lo giuro, non lo farò mai più"
Il giuramento è un impegno che il bambino prende davanti alla mamma.
Quello dei cardinali è un giuramento davanti a Dio: "Mi impegno davanti a te a ..."
Nel Vangelo, Gesù dice: "Voi sapete pure che nella Bibbia è stato detto ai nostri padri: Non giurare il falso, ma fa quello che hai promesso con giuramento di fronte a Dio...".
Il giuramento in quanto promessa sembra consentito da Gesù. In fondo il giuramento è un impegno, una promessa davanti a Dio. Soprattutto - dice Gesù, parafraso - mantieni l'impegno, la promessa, mettila in atto. Non promettere a vanvera, mantieni una coerenza di comportamento. Perciò se hai detto sì, che sia sì, no, che sia no.
Nella storia, evidentemente, la Chiesa avendo fatto proprio anche l'Antico testamento, ha mantenuto la formula del giuramento.
Ma nella sua storia tante altre cose sono state fatte anni luce lontano dal messaggio complessivo del Vangelo.
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Vecchio 14-03-2013, 10.26.23   #8
Tempo2011
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maral

Quel richiamo a dire Sì alle cose che sono e No alle cose che non sono è un'evidente richiamo a quell'intima vera coerenza che di per sé non ha bisogno di altro per mostrare la sua credibilità coerenza che è il riconoscimento felice delle cose per come sono (come ho già avuto modo di dire in "la verità ovvero il potere dei senza potere").
Con il giuramento invece si produce effettivamente una contraddizione, una contraddizione che sta in primo luogo in chi lo pronuncia è che è finalizzata a ottenere assoluta credibilità verso ciò di cui si dubita sia credibile. Che senso ha infatti chiamare Dio, la propria salute. la salute dei propri figli (come ha fatto un celebre mentitore) a riprova della verità che si dice se ciò che si dice è la vera verità? E come si può pretendere che qualcuno pronunci parole di rito per provare la propria verità, se quella è davvero la verità? Cosa aggiunge quel giuramento alla verità se non il sospetto in se stessi recondito che essa non sia vera che appare nel momento stesso in cui la si vuole ribadire giurando?
Il giuramento è un artificio rituale che poi, come tutti i bambini sanno, si combatte con un altro artificio, ad esempio incrociando le dita dietro la schiena Ciao.
Quoto. Più chiaro di così! Se la devo dire tutta, diciamo che l'episodio di quei giuramenti in massa,"imposti", ha un po' sminuito l'incantesimo dell'avvenimento e, speriamo che in futuro, magari dietro una mia lettera personale a Francesco, si possa cancellare quell'odioso cerimoniale; anzi! Se fosse per me toglierei la serratura alla porta della cappella Sistina e la getterei via, affinché chiunque potesse assistere a quella votazione; perché ogni volta che una porta si chiude, in qualsiasi situazione, il motivo è che si vuole nascondere qualcosa al mondo esterno.

Ultima modifica di Tempo2011 : 14-03-2013 alle ore 21.37.15.
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Vecchio 14-03-2013, 11.00.39   #9
Giorgiosan
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Molte volte, l'etica morale non appartiene nemmeno a quelle persone che dovrebbero esserne i porta bandiera; infatti, guardavo in televisione il giuramento fatto dai Vescovi, ponendo la mano sul Vangelo, affinché tutti si impegnassero a non far trapelare nulla di quello che accadrà nell'aula del conclave. Prima di loro hanno fatto giurare tutti i dipendenti vaticani che, per motivi logistici, saranno a contatto con i suddetti vescovi e con le stesse motivazioni; pena: la scomunica. Fin qui nulla di eclatante se, ad un certo punto, non mi fossi ricordato che proprio da Gesù fu dato l'ordine di non giurare, ma di dichiarare: Si, se era Si, e No se era NO. Nella pratica, perché Gesù non voleva che si giurasse?
Dal momento che hai affermato esserci una contraddizione fra il giuramento dei Vescovi e il Vangelo, dovresti almeno conoscere l’interpretazione di quel passo del Vangelo.
I cattolici, siano vescovi, cardinali, religiosi o laici giurando non contraddicono alcun precetto evangelico secondo la corretta esegesi del passo che hai citato.
Tu sai o forse no, che la Sacra Scrittura è normativa per i cattolici, e tu stesso avendo citato un passo del Vangelo come criterio per giudicare un comportamento lo ammetti implicitamente.
L’esegesi è l'interpretazione critica dei testi biblici finalizzata alla comprensione del significato.dei testi stessi.
L’ermeneutica, è la scienza della corretta esegesi di un testo, scienza che indica i criteri ed i metodi per l’interpretazione di qualsiasi testo sia essa l’Odissea o La biblioteca de Babel di Borges.
Ora prendere quel passo dei Vangeli e pretendere di interpretarlo per se stesso contraddice i criteri elementari dell’ermeneutica e dell’esegesi.
Ovviamente tu sei libero di rifiutare anche i più elementari criteri ermeneutici ed io sono libero di rilevarlo
Qualcuno ha detto che la frase decontestualizzata spesso è un'arma di strumentalizzazione per attaccare negativamente l'avversario politico; la manipolazione del significato delle parole è la causa principale del disorientamento del mondo moderno.
Credo che tu abbia interpretato quel passo del Vangelo in maniera naif e che tu non avessi alcuna intenzione manipolatoria; credo anche, però, che avessi già prima una attitudine critica nei confronti della gerarchia ecclesiastica, attitudine fondata e plausibile per molti aspetti, condivisa anche da molti cattolici fra i quali sono pure io.

D’altra parte ogni critica specifica dovrebbe essere fondata e la tua non lo è , come non lo sono tutte le altre considerazione che fai riguardo ai riferimenti biblici e mi sembra inutile dartene ragione, vista l’approssimazione, a dir poco, della tua conoscenza scritturale.

Per quanto riguarda il giuramento, fuori dal contesto religioso cattolico, esso ha una sua ratio giuridica e bisognerebbe indagarla e questo 3d sarebbe per noi tutti una buona occasione per farlo.

Quando parli di etica e di morale dovresti chiarire a quale sistema etico e morale fai riferimento.

Chi vuol fare della filosofia di pancia è libero di farla, anche se la parola filosofia richiama altri valori.

Ultima modifica di Giorgiosan : 14-03-2013 alle ore 17.57.08.
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Vecchio 14-03-2013, 20.57.44   #10
gyta
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Riferimento: Giuro, nonostante tutto?

Anche secondo il mio intendere giurare su Dio
è contro i principi di serietà*, trasparenza* e fratellanza*
predicati da Gesù.

*(=>leggi: rettitudine)

Citazione:
L’esegesi è l'interpretazione critica dei testi biblici finalizzata alla comprensione del significato.dei testi stessi.
L’ermeneutica, è la scienza della corretta esegesi di un testo, scienza che indica i criteri ed i metodi per l’interpretazione di qualsiasi testo sia essa l’Odissea o La biblioteca de Babel di Borges.
Ora prendere quel passo dei Vangeli e pretendere di interpretarlo per se stesso contraddice i criteri elementari dell’ermeneutica e dell’esegesi.
(Giorgiosan)
Ma non contraddice il buon senso della libera interpretazione dei testi ispirati, sacri e non.
Parlate come se con cristianità si intendesse solo il cattolicesimo!
Avete dimenticato i protestanti! (e tutte le infinite altre strade cristiane!)
Grazie a Dio Lutero già nel lontano (lontano, si fa per dire) 1500 ha rischiato grosso!
Non si può pretendere che altri come Francesco d’Assisi
ed illuminati sia sempre disposti a lottare contro la limitatezza e le manipolazioni
politiche (perché questo per me sono), tanto più che ad un certo livello e in determinati
momenti storici
è assolutamente inutile tentare di portare in emersione una visione
che richiede mediamente una digestione profonda per intere generazioni..
Gesù.. teoricamente ha fatto due passi quaggiù come noi sul pianeta cercando di evidenziare
le idiozie di burocrati vicino alla luce quanto i buchi neri più distanti..
e lo ha fatto con gran tatto e intelligenza..

Tra le riforme di Lutero:

> “ Libero esame delle Scritture: contro l'interpretazione ufficiale, dogmatica, canonica, della Chiesa. Conseguenza pratica: forte intellettualismo, nascita di molte comunità e sètte nell'ambito delle confessioni protestanti, rifiuto quasi totale della tradizione ecclesiastica cattolica, subordinazione dei sacramenti/riti/culto all'interpretazione della Bibbia. “ ( dal sito )
> Con la traduzione di suo pugno della bibbia in lingua tedesca alla portata dei non dotti.
> Infatti “chiunque può comprendere le Sacre Scritture per grazia di Dio e non del papa o della chiesa!”
> E una marea di altri punti che espressi nelle sue pubblicazioni
> E nella famosa pubblicazione della sua tesi contro le indulgenze (in 95 sintetici punti). Molto in voga al tempo!!

Tutte queste cose, Giorgiosan, credo tu le conosca per lo meno nove miliardi di volte meglio di me..
Fa tu.. Fate voi..
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