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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 06-04-2014, 14.23.49   #31
and1972rea
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

Citazione:
Originalmente inviato da Angelo Cannata
Secondo me quest'interrogativo è frutto di alcuni scherzi della nostra mente e del nostro linguaggio, i quali ci illudono di aver capito qualcosa e per conseguenza ci fanno nascere interrogativi illusori. Se infatti proviamo a spiegare il significato dei singoli termini della questione, prendiamo subito atto che non c'è niente di chiaro; proviamo ad andare ai dettagli.

1) L'ordine. Cos'è l'ordine? Lo Zingarelli dice "Assetto, disposizione o sistemazione razionale e armonica di qlco. nello spazio o nel tempo secondo esigenze pratiche o ideali". Come si vede, tutto fa riferimento a valutazioni umane: una cosa è ordinata se la mente umana (razionale) la ritiene tale. Come facciamo a stabilire se la mente umana razionale si sta ingannando nel vedere ordine? Non c'è verso di poterlo stabilire, perché qualsiasi metodo non potrebbe comunque fare a meno di essere a sua volta sottoposto a valutazione umana. Conseguenza: non è possibile parlare di ordine indipendentemente dalla valutazione umana.

2) Il caos. Cos'è il caos? Nello Zingarelli trovo tre definizioni; le prime due usano la parola "disordine" e quindi rinviano ai problemi del punto 1). La terza si basa sull'imprevedibilità, e quindi sull'indefinibilità da parte dell'uomo: quando non sappiamo cosa dire diciamo "caos". Ma attenzione dunque: il fatto che esista la parola non significa che sappiamo cosa essa indichi, ma esattamente il contrario: il termine "caos" indica una resa della mente umana all'impresa di farsi un'idea di ciò che sta succedendo. Tutte le volte che diciamo "caos" stiamo dicendo "mi arrendo, non so di cosa sto parlando".

3) Il caso. Cos'è il caso? Lo Zingarelli dà una definizione equivalente alla terza che abbiamo incontrato nel punto 2): "Avvenimento imprevisto". Dunque, anche quando diciamo "il mondo è nato dal caso", in realtà stiamo dicendo: "non so da cosa o come è nato il mondo".

4) La mente umana. Cos'è la mente umana? Lo Zingarelli mette in atto un simpatico circolo che potrebbe essere colto come una presa per i fondelli:
Mente: Il complesso delle facoltà intellettive dell'uomo
Intelletto: Facoltà di intuire idee
Intuire: Cogliere in modo immediato con la mente
E abbiamo chiuso il cerchio.

Proviamo adesso a tradurre in parole più consapevoli la domanda di apertura di questo forum: "Mente umana generata dal caos?". Viene ad essere: "È possibile che qualcosa che non conosciamo bene, che non sappiamo definire se non servendoci di circoli viziosi, e che chiamiamo "mente", possa essere stata generata da un'altra cosa che non sappiamo per niente cosa sia, ci arrendiamo all'impresa di definirla e consegniamo tale resa alla parola "caos"? In breve: "Com'è possibile che una cosa che non sappiamo cos'è sia stata generata da un'altra cosa che non sappiamo cos'è?".

Il fatto è che il nostro linguaggio, e così anche le nostre idee, non nascono come riflessione filosofica, ma come strumenti per piccole esperienze ordinarie: il linguaggio e le idee sono nati col bisogno di dire "Andiamo a cacciare quel cervo!", "Ho fame!", "Uccidiamo!", "Mi piaci!"" ecc. Voler adoperare questi strumenti per comprendere il mondo intero o la nostra mente è come volersi servire di un giravite e una chiave inglese per smontare i meccanismi che fanno funzionare una cellula o una nuvola: un giravite è nato per smontare un'automobile, non una nuvola. Ma se abbiamo solo il giravite a disposizione, che possiamo fare? Bene, nessuno ti vieta di usare il giravite, ma adesso sai che dovrai essere molto umile riguardo ai risultati che otterrai. Dire che la mente umana non può essere stata generata dal caos equivale a dire: "Siccome non riesco a smontare una nuvola col mio giravite, ciò dimostra che la nuvola è stata prodotta da un essere straordinariamente superiore e intelligente".
Questo è l'atteggiamento dei selvaggi, che vedendo che i bianchi (cosiddetti "civili") sapevano fare cose misteriose (per esempio uccidere un essere a distanza senza lanciare una freccia), si inginocchiavano in adorazione. Bisogna rendersi conto che quando una cosa ci è incomprensibile, ciò non è affatto una prova che provenga da esseri superiori: se così fosse, proprio la scienza, che esplora in continuazione i fenomeni più inspiegabili, dovrebbe diventare una religione. Ma la vera scienza, quando non capisce un fenomeno, dice semplicemente: non lo capisco. Questa è correttezza e umiltà.
Ciò che mi sorprende in tutto questo è che ci sia cascato uno scienziato come Zichichi.
Concordo con Angelo sul fatto che l'approssimazione dei singoli termini del nostro linguaggio non ci permette di esprimere compiutamente un concetto filosofico attraverso il loro circoscritto significato individuale, credo , però, che il linguaggio sia molto più che un mero strumento rigido e passivo rispetto al nostro modo di usarlo, esso , ancor più che strumento, è materia prima manipolabile con la quale costruiamo il nostro pensiero al di là dell'etimologia dei singoli vocaboli. I termini sono i mattoni del nostro pensiero, attraverso il loro insieme possiamo costruire contenuti e significati che emergono oltre il loro singolo contributo noetico, talora contraddicendolo pure ,se presi ciascuno nella propria singolarità;in questo caso mi pare chiaro che il significato del titolo in discussione è equivalente a questo:" il mistero del nostro essere potra` mai essere da noi compreso?". Il caso è ciò che non comprendiamo, e la nostra mente è l'insieme delle proprietà essenziali di natura misteriosa che ai giorni nostri siamo soliti indicare per definirci come esseri autocoscienti. Personalmente, non credo al caso, perche' non credo all'incomprensibilita' della Natura, compresa la nostra di natura, e credo che il mistero sia circoscrivibile soltanto a cio' che non si comprende, e non a cio' che non puo' essere assurdamente compreso in assoluto.
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Vecchio 07-04-2014, 20.17.35   #32
Namas
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

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Originalmente inviato da maral
Il punto è che ci si trova sempre davanti alla medesima contraddizione insolubile: come può il nulla diventare qualcosa? Come può l'assolutamente insignificante diventare significato?
L'ipotesi del Creatore evidentemente non risolve, poiché implica che nel niente fino alla creazione eterno già vi fosse eternamente un creatore, dunque il niente non era niente.
Nell'immaginario metafisico scientifico il niente è invece sostituito dal vuoto quantistico che pur pullulando di particelle che istantaneamente si vanificano è niente in media. E certo dire che qualcosa viene per caso a sussistere da un niente in media è assolutamente problematico. Cos'è quel qualcosa che dà ragione iniziale dell' universo, delle leggi fisiche e dello spazio tempo stesso? Quel qualcosa per cui un prima di esso non ha senso?
Non è una contraddizione insolubile, dipende dal valore che diamo al concetto di "niente".
Parlando del "niente" le persone semplici intendono una mancanza di materia empiricamente rilevabile, almeno alla luce delle conoscenze attuali e in base ai mezzi oggi disponibili. Però, come tu Maral osservi, nemmeno il vuoto quantistico dei fisici è vuoto assoluto. Ed è proprio in questo scenario di vuoto relativo che l'idea di un creatore trova ancora la sua giustificazione, perché nel nostro universo la vita può anche avere un'origine spontanea a partire dall'energia e dalla materia grezza, ma non dal nulla assoluto che in natura non esiste. Perciò a molti appare plausibile che sia intervenuta una scintilla soprannaturale all'origine del Big Bang.

Personalmente non ho idea di chi o che cosa sia il progettista, ma l'ipotesi di un progetto creativo non la scarterei: malgrado alcune grosse difficoltà (acuite e non certo risolte dalle religioni), spiega abbastanza bene l'origine e il senso dell'esistenza.
Di sicuro è una teoria molto meno bislacca rispetto a quella di un universo nato per puro caso da una singolarità. Immaginare che tutto ciò che conosciamo (galassie, pianeti, vita, esseri razionali e coscienti, società organizzate) si sia sviluppato solo grazie a una lunghissima catena di circostanze, ed esista senza alcun futuro certo, senza uno scopo, contrasta fortemente con la natura umana. Non solo quella, poi: tutti gli esseri viventi intorno a noi ricercano continuamente delle motivazioni. Più i viventi si evolvono e più sofisticate esse diventano. Dal momento che la nostra mente rifugge dall'inutilità e dall'inconsistenza, mi pare contraddittorio che proveniamo proprio da queste...poi, certo, da una stranezza iniziale se ne può originare una ancora più grande, ma mi sembra che l'universo finora ci abbia dato prova di non reggersi sulla bizzarria e sullo spreco di energie, altrimenti sarebbe finito da tempo.
Altro esempio analogo, se la vita è tanto fragile e precaria, perché opporsi in tutti i modi all'entropia, compresi gli animali cosiddetti inferiori e le piante? Ciò farebbe pensare che siamo stati, in qualche modo, tutti programmati per evolverci in questo senso. Ma alcuni dicono che sia solo un'illusione.
Citazione:
Originalmente inviato da maral
Ma lo stesso vale per la coscienza, come fa la coscienza ad apparire a un certo punto dal non cosciente, come fa il non cosciente a realizzare l'impossibile di diventare cosciente? Oppure occorre immaginare una super coscienza che da fuori del mondo rende coscienti alcuni esseri nel mondo magari soffiandoci dentro, ma dov'è questo fuori del mondo? In quale mondo abita?
L'ipotesi della creazione vacilla soprattutto perché del Creatore ci siamo costruita un'immagine ibrida, come di un essere soprannaturale, onnipotente e onnisciente, eppure capace di sentimenti umanissimi e situato nell'alto dei cieli; ribattezzarlo "super coscienza" non sposta di molto la prospettiva, quindi tendiamo sempre a supporre che questa entità debba collocarsi in qualche modo nello spazio e nel tempo, e da ciò nascono le contraddizioni cui accenni quando ti chiedi "dov'è questo fuori del mondo?" Non potendo concepire né spazio né tempo prima del Big Bang (di sicuro non il nostro spazio e tempo) può darsi che Dio - o come lo vogliamo chiamare - esista da sempre nel vuoto relativo.

Ricordo la famosa domanda posta ai credenti dagli atei razionalisti: "Se Dio ha creato il mondo, allora chi ha creato Dio?" a cui si potrebbe certo obiettare "Nessuno, non esiste un Creatore " ma anche "Nessuno, Dio è infinito". Osservazioni entrambe indimostrabili, per quanto ne so...ma se qualcuno avesse una dimostrazione per una delle due, l'ascolterei con grandissimo interesse.
Grazie a chi mi vorrà pazientemente rispondere...


P.S. Vedo che questo sito (e questa sezione in particolare) è frequentato da filosofi molto esperti e colti; come capite, non appartengo al vostro mondo e in genere non pubblico mai niente per evitare di dire corbellerie, ma stavolta non sono riuscita a rimanere zitta. Abbiate pietà...se vorrete considerarmi come Socrate faceva con gli interlocutori comuni, ne sarò immensamente onorata. Oppure, semplicemente, continuate ad ignorarmi.
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Vecchio 08-04-2014, 08.34.03   #33
paul11
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

Citazione:
Originalmente inviato da maral
Il punto è che ci si trova sempre davanti alla medesima contraddizione insolubile: come può il nulla diventare qualcosa? Come può l'assolutamente insignificante diventare significato?
L'ipotesi del Creatore evidentemente non risolve, poiché implica che nel niente fino alla creazione eterno già vi fosse eternamente un creatore, dunque il niente non era niente.
Nell'immaginario metafisico scientifico il niente è invece sostituito dal vuoto quantistico che pur pullulando di particelle che istantaneamente si vanificano è niente in media. E certo dire che qualcosa viene per caso a sussistere da un niente in media è assolutamente problematico. Cos'è quel qualcosa che dà ragione iniziale dell' universo, delle leggi fisiche e dello spazio tempo stesso? Quel qualcosa per cui un prima di esso non ha senso?
Ma lo stesso vale per la coscienza, come fa la coscienza ad apparire a un certo punto dal non cosciente, come fa il non cosciente a realizzare l'impossibile di diventare cosciente? Oppure occorre immaginare una super coscienza che da fuori del mondo rende coscienti alcuni esseri nel mondo magari soffiandoci dentro, ma dov'è questo fuori del mondo? In quale mondo abita?
Il punto è che forse l'idea di un principio che sempre implica una fine sta nella necessità di mostrarsi di ciò che è e che non può apparire se non nella rappresentazione di una storia e le storie per avere senso compiuto devono cominciare e finire. Quello che a noi appare è una storia ove tutto quello che ora c'è prima non c'era e domani non ci sarà più, mentre quello era o sarà non è. E noi ci siamo dentro a questa grande illusione, perché solo così può manifestarsi fenomenologicamente il mondo che ci comprende, in modo sempre contraddittorio.

Il Creatore è negli eterni da sempre, non viene dal niente. L'Essere è eterno.
L'errore umano è quel "a immagine e somiglianza" che ha prodotto una icona da "supereroe " antropoformizzato del Creatore. Noi abbiamo la qualità dell'intelligere rispetto agli altri esseri materiali.
La coscienza appare dal nucleo originario della qualità intellettuale come contrasto fra astrazione e manifestazione fenomenica: è l'indicatore della contraddizione soggettiva, vissuta moralmente.
In quegli eterni si è solo spirito.
Il motivo della creazione e il perchè di questa creazione siffatta(poteva essere un'altra?) è solo opera della nostra intuizione e deduzione del tutto interpretativa.
Noi possiamo quindi correlare ciò che è nella nostra dimensione, di come si manifesta nel nostro mondo e quel mondo eterno.
E forse allora così è possibile una logica dialettica(alla Severino. ala Hegel), dove la contraddizione è l'apparizione del male e della sofferenza.
Perchè sono le differenze degli stati che la nostra mente cerca di interpretare per darne un senso e significato : eterno pacificato da una parte e divenire sofferente.
Ma in realtà noi conosciamo perchè la vivamo, questa sola dimensione, la nostra; l'altra dimensione degli eterni è più un mondo logico per dare una risposta di senso alla nostra stessa dimensione che ha delle contraddizioni morali. Nonostante l'uomo erge ad icona, il buono, il giusto, il saggio, la nostra dimensione è vincente per stato di natura: vince la forza bruta non il giusto, vince il cinismo astuto, non chi "ama il prossimo come se stesso".

Sono le nostre qualità che mi fanno poter pensare ad un Creatore perchè sono in contrasto alla legge di natura. Se la nostra mente fosse solo evoluta per adattamento, saremmo macchine da guerra spietate, più ancora di quello che la nostra storia ha mostrato. Saremmo dei super- virus.
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Vecchio 08-04-2014, 09.15.26   #34
maral
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

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Originalmente inviato da paul11
Il Creatore è negli eterni da sempre, non viene dal niente. L'Essere è eterno.
L'errore umano è quel "a immagine e somiglianza" che ha prodotto una icona da "supereroe " antropoformizzato del Creatore. Noi abbiamo la qualità dell'intelligere rispetto agli altri esseri materiali.
La coscienza appare dal nucleo originario della qualità intellettuale come contrasto fra astrazione e manifestazione fenomenica: è l'indicatore della contraddizione soggettiva, vissuta moralmente.
In quegli eterni si è solo spirito.
Il motivo della creazione e il perchè di questa creazione siffatta(poteva essere un'altra?) è solo opera della nostra intuizione e deduzione del tutto interpretativa.
Noi possiamo quindi correlare ciò che è nella nostra dimensione, di come si manifesta nel nostro mondo e quel mondo eterno.
E forse allora così è possibile una logica dialettica(alla Severino. ala Hegel), dove la contraddizione è l'apparizione del male e della sofferenza.
Perchè sono le differenze degli stati che la nostra mente cerca di interpretare per darne un senso e significato : eterno pacificato da una parte e divenire sofferente.
Ma in realtà noi conosciamo perchè la vivamo, questa sola dimensione, la nostra; l'altra dimensione degli eterni è più un mondo logico per dare una risposta di senso alla nostra stessa dimensione che ha delle contraddizioni morali. Nonostante l'uomo erge ad icona, il buono, il giusto, il saggio, la nostra dimensione è vincente per stato di natura: vince la forza bruta non il giusto, vince il cinismo astuto, non chi "ama il prossimo come se stesso".

Sono le nostre qualità che mi fanno poter pensare ad un Creatore perchè sono in contrasto alla legge di natura. Se la nostra mente fosse solo evoluta per adattamento, saremmo macchine da guerra spietate, più ancora di quello che la nostra storia ha mostrato. Saremmo dei super- virus.
Se l'essere è eterno che senso ha pensarlo creatore? Come può mai essere possibile he ci sia un niente e che questo niente esistente sia creato diventando qualcosa?
Se il dolore è l'apparire di una contraddizione ontologica, forse la guarigione dal dolore è comprendere la necessità dei suoi termini contraddittori che negandosi costantemente si implicano. Comprendere che la differenza è l'unico modo in cui l'unità può compiutamente manifestarsi. E così Dio appare come ogni singolo e diverso uomo e l'Essere come ogni singolo e diverso essente.
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Vecchio 08-04-2014, 10.03.40   #35
maral
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

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Originalmente inviato da Namas
Non è una contraddizione insolubile, dipende dal valore che diamo al concetto di "niente".
Parlando del "niente" le persone semplici intendono una mancanza di materia empiricamente rilevabile, almeno alla luce delle conoscenze attuali e in base ai mezzi oggi disponibili. Però, come tu Maral osservi, nemmeno il vuoto quantistico dei fisici è vuoto assoluto. Ed è proprio in questo scenario di vuoto relativo che l'idea di un creatore trova ancora la sua giustificazione, perché nel nostro universo la vita può anche avere un'origine spontanea a partire dall'energia e dalla materia grezza, ma non dal nulla assoluto che in natura non esiste. Perciò a molti appare plausibile che sia intervenuta una scintilla soprannaturale all'origine del Big Bang.

Personalmente non ho idea di chi o che cosa sia il progettista, ma l'ipotesi di un progetto creativo non la scarterei: malgrado alcune grosse difficoltà (acuite e non certo risolte dalle religioni), spiega abbastanza bene l'origine e il senso dell'esistenza.

Resta a mio avviso il problema del conferimento di un progetto dall'esterno. C'è un progettista eterno che non è nel mondo e senza il quale il mondo o è niente o è materia ed energia grezza, ossia materia ed energia del tutto passivamente in attesa di ricevere un significato. Questo dualismo estremo in effetti esprime un modo del pensare umano a mio avviso altamente contraddittorio a cui si tenta di rimediare con l'atto di una creazione in cui il Creatore resta però sempre in antitesi radicale rispetto al mondo che crea, come l'essere al niente anche qui il significante è sempre separato da ciò a cui dà significato, nonostante che il significante dovrà pur venire a sua volta significato, ossia Dio dovrà pur essere manifestato dallo stesso mondo a cui dà significato facendolo apparire.



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Ricordo la famosa domanda posta ai credenti dagli atei razionalisti: "Se Dio ha creato il mondo, allora chi ha creato Dio?" a cui si potrebbe certo obiettare "Nessuno, non esiste un Creatore " ma anche "Nessuno, Dio è infinito". Osservazioni entrambe indimostrabili, per quanto ne so...ma se qualcuno avesse una dimostrazione per una delle due, l'ascolterei con grandissimo interesse.
Il punto è che se Dio è già totalità infinita perché dovrebbe creare dal niente? Cos'altro dovrebbe creare che già lui non è? In Dio già tutto è presente. La regressione infinita che introduce la domanda "chi ha creato Dio?" è appunto dovuta al fatto che si è radicalmente separato il significante dal mondo che di per sé non ha alcun significato, ma così facendo anche il significante che si è posto come significante totale viene a ritrovarsi senza significato e allora ha bisogno di un significante maggiore che lo significhi portando così a un paradosso. Il problema è la separazione radicale e irreversibile che si vuole porre tra Dio e mondo, tra creatore e creatura.



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P.S. Vedo che questo sito (e questa sezione in particolare) è frequentato da filosofi molto esperti e colti; come capite, non appartengo al vostro mondo e in genere non pubblico mai niente per evitare di dire corbellerie, ma stavolta non sono riuscita a rimanere zitta. Abbiate pietà...se vorrete considerarmi come Socrate faceva con gli interlocutori comuni, ne sarò immensamente onorata. Oppure, semplicemente, continuate ad ignorarmi.
Ma figurati, per quanto mi riguarda non sono certo questo mostro di cultura filosofica e considero i tuoi interventi comunque preziosi, la filosofia è sempre un dialogo.
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Vecchio 08-04-2014, 12.16.49   #36
oroboros
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

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Originalmente inviato da maral
Se l'essere è eterno che senso ha pensarlo creatore? Come può mai essere possibile he ci sia un niente e che questo niente esistente sia creato diventando qualcosa?
Se il dolore è l'apparire di una contraddizione ontologica, forse la guarigione dal dolore è comprendere la necessità dei suoi termini contraddittori che negandosi costantemente si implicano. Comprendere che la differenza è l'unico modo in cui l'unità può compiutamente manifestarsi. E così Dio appare come ogni singolo e diverso uomo e l'Essere come ogni singolo e diverso essente.

L'essere, anche nel suo Essere primo e causa dell'essere costituisce, insieme alla Realtà chiamata "Non essere", la Quale contiene l'"Essere primo", "È" la prima affermazione dell'Assoluto. Solo l'Assoluto è eterno, ma gli altri modi nei quali potrà essere considerato, i quali corrispondono alle diverse visuali in cui si trova chi lo considera, sono comunque lati del suo essere superiore all'essere, dunque il dire che l'Essere chiamato Dio è assoluto non è contraddittorio, perché è sempre all'Assoluto che ci si riferisce, e la scomposizione in punti di vista è operata da chi utilizza quei punti di vista, non dall'Assoluto che è indiviso.
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Vecchio 08-04-2014, 21.13.27   #37
maral
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Riferimento: Mente umana generata dal caos ?

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Originalmente inviato da oroboros
L'essere, anche nel suo Essere primo e causa dell'essere costituisce, insieme alla Realtà chiamata "Non essere", la Quale contiene l'"Essere primo", "È" la prima affermazione dell'Assoluto. Solo l'Assoluto è eterno, ma gli altri modi nei quali potrà essere considerato, i quali corrispondono alle diverse visuali in cui si trova chi lo considera, sono comunque lati del suo essere superiore all'essere, dunque il dire che l'Essere chiamato Dio è assoluto non è contraddittorio, perché è sempre all'Assoluto che ci si riferisce, e la scomposizione in punti di vista è operata da chi utilizza quei punti di vista, non dall'Assoluto che è indiviso.
Chi può considerare l'Assoluto secondo diverse visuali se non l'Assoluto stesso? Non vedo come potrebbe essere assoluto se qualcuno dal di fuori lo considera. Ogni Essente è dunque l'Assoluto stesso pur esprimendolo in modo parziale e diverso.
Ciao
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Vecchio 09-04-2014, 08.12.26   #38
paul11
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Se l'essere è eterno che senso ha pensarlo creatore? Come può mai essere possibile he ci sia un niente e che questo niente esistente sia creato diventando qualcosa?
Se il dolore è l'apparire di una contraddizione ontologica, forse la guarigione dal dolore è comprendere la necessità dei suoi termini contraddittori che negandosi costantemente si implicano. Comprendere che la differenza è l'unico modo in cui l'unità può compiutamente manifestarsi. E così Dio appare come ogni singolo e diverso uomo e l'Essere come ogni singolo e diverso essente.

Dio è un creatore per il semplice fatto che siamo, che c'è una creato.
Non penso che Dio sia una unità delle parziali manifestazioni,cioè un significato mereologico, trovo che abbia più senso una semantica olistica.
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Vecchio 09-04-2014, 13.17.49   #39
maral
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Originalmente inviato da paul11
Dio è un creatore per il semplice fatto che siamo, che c'è una creato.
Non penso che Dio sia una unità delle parziali manifestazioni,cioè un significato mereologico, trovo che abbia più senso una semantica olistica.
Ma davvero il creato è un fatto? Noi constatiamo che c'è un mondo in cui ci troviamo, a noi inseparabile per ciò che siamo, ma questo come implica un creato? Ossia come implica che sia esistito un tempo in cui questo mondo era niente/ perfettamente insignificante che solo grazie a un creatore (radicalmente altro da questo mondo e quindi completamente fuori di esso, altrimenti pure lui sarebbe stato un niente da creare) gli abbia dato realtà ontolologica e senso semantico?
E' proprio per il fatto che siamo che non possiamo essere creati, non possiamo essere un niente originario diventato qualcosa in semplice attesa di tornare al niente per risolvere la contraddizione.
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Vecchio 09-04-2014, 15.21.24   #40
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Originalmente inviato da maral
Ma davvero il creato è un fatto? Noi constatiamo che c'è un mondo in cui ci troviamo, a noi inseparabile per ciò che siamo, ma questo come implica un creato? Ossia come implica che sia esistito un tempo in cui questo mondo era niente/ perfettamente insignificante che solo grazie a un creatore (radicalmente altro da questo mondo e quindi completamente fuori di esso, altrimenti pure lui sarebbe stato un niente da creare) gli abbia dato realtà ontolologica e senso semantico?
E' proprio per il fatto che siamo che non possiamo essere creati, non possiamo essere un niente originario diventato qualcosa in semplice attesa di tornare al niente per risolvere la contraddizione.


Esitiamo o siamo un' illusione?
Se esistiamo i e cerchiamo di capire, la prima operazione che il nostro cervello/mente compie è di ordine gnoseologico prima ancora che ontologico per capire i fenomeni
Il nostro cervello/mente prima cerca di capire il mondo e poi si pone problemi di consapevolezza di sè e del mondo.

E da dove nasce questa terra sotto i piedi e questo cielo sopra la testa?
Che cosa intendi per "inseparabile per ciò che siamo"?

Ci vedo la struttura severiniana in quel "niente".
Vuoi dire che Severino e noi fisicamente non moriamo? Che i funerali sono una illusione e i cimiteri sono una farsa?

Il tempo esiste o è una illusione? il Big bang c'è stato ,quell'onda gravitazionale scoperta di recente è una realtà oppure è un'altra illusione(o forse è meglio sostituire tutti i termini di illusione che ho utilizzato con contraddizione).

E chi decide e certifica che una struttura logica debba o no avere una ontologia semantica?

E chi ha detto che veniamo dal niente per tornare al niente?
Cosa ne sappiamo noi nel tempo di Planck cosa accade ad una stringa di energia /materia?

Se esiste un creatore cosa ti fa pensare che ci sia una struttura ontologica costruita da matriosche.

Il Foro romano, per semplice esempio, è stato creato dall'uomo non è un eterno che è lì dal Big bang a meno che , e mi troveresti d'accordo, noi diciamo che tutto era già nell'origine come energia, ma allora si deve ammettere un divenire nella nostra dimensione. E noi fisicamente siamo come il Foro romano, in questa dimensione temporale.

Personalmente accetto la possibilità che un qualcuno abbia "acceso" quella miccia(il Big bang) e non può che essere fuori dal tempo/spazio e dunque del divenire, cioè è nell'eterno.
Trovo più assurda una teoria con logica creazionista che dica che siamo tutti eterni , tutto ciò che è è da sempre ,anche il domani(quindi tutto è un tempo indicativo presente) e intanto nasciamo, viviamo, ci riproduciamo, e moriamo pure.
paul11 is offline  

 



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