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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 27-05-2004, 22.44.40   #41
sisrahtac
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Direi dall'inizio dei tempi...
Per esempio se solo 50 anni fa avessero vinto i nazifascisti ora le tue scelte in campo politico sarebbero drasticamente diverse,o quanto meno vincolate...e questo è solo un granello nell'infinita strada del tempo che evolve...
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Vecchio 27-05-2004, 22.48.53   #42
neman1
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ma ecco, continuando a fare l'esempio della seconda guerra mondiale per rispondere alla domanda iniziale: Coincidenza (universale) o voluta?

Ultima modifica di neman1 : 27-05-2004 alle ore 22.52.47.
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Vecchio 27-05-2004, 22.54.30   #43
sisrahtac
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La guerra non è stata una coincidenza!Ma anche lei ha avuto le sue cause,che hanno avuto le loro cause,che hanno avuto a loro volta le loro cause... (capisci che anche parlare di causa a questo punto perde un po' di senso...)...fino all'inizio dei tempi...sempre se c'è stato un inizio e in realtà non ci stiamo girando in torno dall'eternità...come diceva qualcun'altro..
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Vecchio 27-05-2004, 23.12.21   #44
neman1
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In effetti pure io sostengo che ad ogni azione corrisponde una reazione. Ma il termine "coincidenza" che significato potrebbe avere allora? La causa-effetto spiegherebbe anche termini come Fortuna...ma termini come il vuoto? Che non sia che causa-effetto cessano di esistere da qualche parte. Forse era questa la domanda che ci facciamo. Come dicono negli scritti, scendere dalla ruota delle reincarnazioni...per andare poi dove? Ciao
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Vecchio 27-05-2004, 23.16.24   #45
sisrahtac
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Non è detto che tutti i termini che conosciamo siano corretti...solo perchè esiste la parola Dio non vuol dire che Dio esiste....
E poi non si può fermare il mondo e scendere...nessuno si può estraniare da questo samsara...il nirvana non esiste,e se esiste è solo una condizione psicologica...
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Vecchio 27-05-2004, 23.53.21   #46
neman1
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Hmm, qui mi sa che certi "credi" vadano a cadere. Una definizione breve del credo, per cortesia?
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Vecchio 28-05-2004, 10.42.51   #47
Rocco
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Talking Osservazioni varie.......

Osservo alcune cose interessanti e rifletto ..........

da Epicurus : "trascurando l'aspetto assolutistico di dare verita' certe, utilizziamo il metodo scientifico, meno certo ma piu` efficace."

Premesso che qui nel forum , nessuno dà verità certe ed assolute , mi sembra non troppo carino parlare con questa forma ed indirettamente screditare chi espone solo i propri pensieri e di certo non verità assolute , e si basa sulla propria esperienza di svariati anni ..fra l'altro.

Altresì in tale affermazione sembra quasi che si voglia imporre e forzare l'uso del metodo scientifico .....il che ..si commenta da solo , è ovvio che ognuno è libero di propendere per ciò che vuole !
Ritengo che lasciare le porte aperte a qualsiasi corrente , ampli gli orrizzonti di parecchio. Fra l'altro personalmente vedo una grossa contraddizione in tale affermazione perchè stesso tu dici che è meno certo........ma più efficace ......!

Io preferisco dati certi ed efficaci che mi aiutano a vedere la realtà per quello che è , anziche dati meno certi che sono efficaci solo ad illudermi o tranquillizzarmi in modo effimero........

Poi se una cosa è meno certa..mi chiedo COME possa essere più efficace....tuttora , perdonami x me rimane un grosso mistero...


da Epicurus : cerchiamo di tornare sul libero arbitrio, trascurando per un po' l'argomento delle diverse percezioni e della realta`?
Non so se interpreto bene tale affermazione .......ma libero arbitrio e diverse percezioni non coincidono poi alla fine ????



da Rubin : se tutto fosse come dici tu , allora i figli dei ladri sarebbero ladri al 99% ..e i figli della gente perbene sarebbero tutti dei perbene al 99%.......???....mhhh...ma ne sei certo ??????



....infine dalla new entry Bisonoma ....: Secondo me il problema non è l'impossibilità di scoprirci liberi, ma l'incapacità di sentirci tali.Quando qualcuno ha affermato che innegabilemente il nostro io, nella sua origine, è stato determinato da altro (mi pare si parlasse di bagaglio genetico), ha con ciò secondo me commesso una grave omissione. >

Concordo appieno , ..questa è la strada maestra che conduce alla vera introspezione di sè........interpretare gli altri , alla fine , si rivela solo una perdita di tempo........se non si conosce bene prima sè stessi.......



Un caro saluto Rocco



Ps ...invito chi fosse interessato a leggersi il topic " Istinto " , sez Psicologia e l'interessantissimo articolo di Gianni Pardo linkato , che a mio avviso è attinente , specie x Rubin......
Rocco is offline  
Vecchio 28-05-2004, 12.35.53   #48
visechi
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Citazione:
di r.rubin il 27-05-2004 12:32:

però devo dire che secondo me è impossibile vedere il REALE, perchè è sempre inevitabilmente filtrato dal punto di vista del soggetto!!

Inserisci un concetto più volte studiato e ampiamente dimostrato dalla psicologia cognitiva. In questo campo che studia anche le interferenze cognitive che fuorviano la nostra percezione, esistono miriadi di test ampiamente esemplificativi di quel che immagino tu abbia voluto intendere. Ma ne inserisci anche un altro molto più affascinante: oltre alle interferenze percettive, la nostra visione del mondo è fortemente influenzata anche dal quello che Jung definisce ‘tipo psicologico’ (‘I tipi psicologici’, unica mia lettura non ancora conclusa). Esisterebbero, infatti, secondo lui, come prima macro classificazione, due tipi psicologici ben distinti: l’introverso e l’estroverso. Tralascio di dilungarmi oltremisura nel riportare le dettagliate descrizioni delle sue osservazioni, per dire, in estrema e non certo esaustiva sintesi, che queste due tipologie umane tendono a rappresentare il mondo ciascuna in base alla propria inclinazione o predisposizione, seppur riconosce che detta visione è fortemente mitigata, ma mai totalmente emendata, da pratiche di osservazione e dalla cultura.


Citazione:
di Rocco il 27-05-2004 12:25:

Io non credo che siamo sballottati dagli eventi ....piuttosto fortemente condizionati da essi e che sovente amiamo parlare di istinto e roba varia......

senza renderci conto della miriade di "RE -AZIONI" che albergano nella nostra vita quotidiana .....che non sono AZIONI , ma comportamenti in opposizione ad altri , scarsamente ponderati e su cui ben poco abbiamo riflettuto , diciamo pure....AUTOMATICI.

Invece uno dei fattori base che abbiamo smarrito attraverso il tempo è quello di un acuto spirito di osservazione .

Osservazione del REALE, di ciò che è...... e non di ciò che ci piacerebbe che fosse..... o semplice prodotto delle nostre fantasia mentali.......

Neanche io penso che siamo, IN MANIERA TOTALIZZANTE, sballottati dagli eventi: Come vedi, a differenza di te inserisco la locuzione ‘in maniera totalizzante’, perché ritengo che in una certa misura, nonostante i nostri sforzi più o meno continui o pianificati, siamo e saremo sempre sballottati anche dagli eventi. Credo che questa distonia naturale non sia in sé e per sé un male, ma per certi versi è ciò che fa di ciascuno di noi un essere unico ed irripetibile perché esalta le diversità, e solo nelle diversità esiste il dibattito, prodromo, questo, di progresso: scientifico, spirituale, culturale, sociale…. Differentemente avremo una visione univoca della realtà, la vedremo tutti così come essa è; saremmo perfetti; non avremmo altra scelta che quella di optare per la via più diretta e vantaggiosa; non esisterebbe alcuna diversità di vedute; saremmo omologati e, in ultima analisi, perderemmo quello spazio di libertà, seppur minimo, che ‘umanamente’ abbiamo. La visione del REALE, di ciò che è, come dici tu, è utopistica; ma su tale argomento non è necessario sviluppare alcun ragionamento dimostrativo, è sufficiente sottoporsi ad un qualsiasi test che dimostra ampiamente la limitata capacità dei nostri sensi; test disponibili su Internet o reperibili su qualsiasi rivista o pubblicazione specializzata in materia. Non si tratta di vedere la realtà così come ci piacerebbe che fosse, ma di vederla nel modo in cui le nostre capacità sensoriali, in quel dato momento e in quella determinata circostanza, ci consentono di vederla. E’ risaputo che il mondo sensoriale è la primissima fonte d’informazioni (poi esiste l’intuito, l’immaginazione, la fantasia), e i nostri connettori (sensi), che ci permettono di percepirlo, sono la principale finestra che appunto si affaccia sulla realtà. Noi dalla realtà attingiamo un numero impressionante d’informazioni, ma non tutte arrivano ad eccitare i nostri sensi nella stessa misura e con la stessa intensità. Alcuni messaggi sono immediatamente disponibili per l’elaborazione che ne dobbiamo fare e per il nostro agire o pensare, altri, la stragrande maggioranza, restano silenti, non sono portati alla nostra attenzione con immediatezza, spesso mai, ma interferiscono con il nostro modo di percepire la realtà. Questo è più che naturale che avvenga, diversamente saremmo bombardati da messaggi che al momento non ci occorrono, e che risulterebbero addirittura dannosi. L’uniformità del mondo esterno funge da sonnifero nei confronti delle nostre capacità (FISIOLOGICHE) ‘attentive’ (chissà se il termine l’ho coniato io, chi vuole può leggere ‘di prestare attenzione’), tanto è vero che l’uomo, cosciente di questa limitatezza insita e fisiologica, ha avuto cura di apportare dei correttivi: a questa necessità, quella di richiamare l’attenzione e di eccitare i sensi, ben rispondono le sirene degli automezzi di soccorso che emettono un suono a modulazione tonale differenziata, proprio perché un suono mono-tono sarebbe meno efficace per richiamare l’attenzione degli altri. Questo è solo un piccolissimo esempio, altri e più significativi sono forniti dall’esperienza, sempre più avanzata, della psicologia cognitiva.
Una re-azione è un atto che risponde ad un’azione, che a sua volta potrebbe benissimo essere non lo scaturigine dell’evento complessivo, ma un’altra re-azione ad una precedente azione (l’incipit dell’evento) o re-azione. Questo concatenamento si definisce storia e dimostra che una re-azione è anche azione. La storia dell’umanità è un continuo in cui è complesso risalire alla ‘Causa Prima’, sempre che non si voglia risalire fino a Dio, ma credo che non sia questa la tua intenzione.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 28-05-2004, 16.23.11   #49
Rocco
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Lightbulb Grazie.......lei è troppooo buono....

Visechi said....

" La visione del REALE, di ciò che è, come dici tu, è utopistica; ma su tale argomento non è necessario sviluppare alcun ragionamento dimostrativo"


Concordo ! La realtà non va certo dimostrata , nè ha bisogno di dimostrazioni ! Sarebbe solo una perdita di tempo....e poi....è sotto gli occhi di tutti noi......



Visechi said :

"non esisterebbe alcuna diversità di vedute; saremmo omologati e, in ultima analisi, perderemmo quello spazio di libertà, seppur minimo "

Meno male.........allora non sono omologato.......fiuuuuu !!!!!!

Ho ancora il mio piccolo spazio di libertààààà Yahuuu !!!!!!!





Rocco
Rocco is offline  
Vecchio 28-05-2004, 22.14.06   #50
visechi
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Io, per onestà, la frase la riporterei per intero… così, non so, ma mi pare più corretto… credo esprima meglio il mio pensiero

Citazione:
La visione del REALE, di ciò che è, come dici tu, è utopistica; ma su tale argomento non è necessario sviluppare alcun ragionamento dimostrativo, è sufficiente sottoporsi ad un qualsiasi test che dimostra ampiamente la limitata capacità dei nostri sensi


Citazione:
Visechi said :

"non esisterebbe alcuna diversità di vedute; saremmo omologati e, in ultima analisi, perderemmo quello spazio di libertà, seppur minimo "

Meno male.........allora non sono omologato.......fiuuuuu !!!!!!

Ho ancora il mio piccolo spazio di libertààààà Yahuuu !!!!!!!


Mi spiace deluderti, ma hai capito male, come vedi anche qui l’interpretazione distorta non aiuta la comprensione. Essendo tu annoverabile fra le file dei ben osservanti, quelli che vedono la realtà così come è, non soggetto quindi alla fallace (Fallaci) illusione prodotta dai sensi, sei, di pieno diritto, iscritto nella compagine delle persone che hanno una visione univoca della realtà, sempre perfetta, mai fallace, non sei fuorviato da interferenze e quando agisci lo fai nell’unico Vero modo che è possibile seguire… la tua perfezione osservativa non ti può permettere di operare delle scelte, perché conosci l’UNICA VIA PERFETTA, e sempre quella seguirai… in pochissime parole non scegli, non operando scelte non sei libero di optare fra diverse strade o soluzioni possibili (ricorda, per te non esiste altro percorso possibile se non l’UNICA VIA PERFETTA), per cui non sei libero.


Vedo che hai rinunciato al dialogo, come mai?
visechi is offline  

 



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