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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 31-07-2004, 21.39.03   #21
Marco_532
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Data registrazione: 28-10-2003
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TEST :

Citazione:
...Msg. di SEIG...[/i]Quando l'uomo diviene cosciente dei propri condizionamenti a quel punto compie delle scelte e non dei gesti meccanici creati appunto dai condizionamenti.

...quindi secondo il tuo punto di vista la presa di coscienza sui condizionamenti libera l'uomo dagli stessi...E SE ANCORA SEI CONDIZIONATO E NON NE SEI COSCIENTE poichè hai preso coscienza solo della parte superficiale?...come fai ad essere sicuro di non essere più condizionato?...RILEGGENDO QUANTO SCRIVI VEDO TANTA ASSURDITà...

...secondo il mio punto di vista l'essere umano è una "macchina" così come tutto ciò che è...la coscienza non è altro che una piccolissima parte di questa gigantesca, sconosciuta e inconoscibile macchina...tutto ciò che è funziona come una macchina e l'uomo - in questo caso - è solo una sua piccola parte inscindibile...questo non significa che se viene meno l'uomo crolla tutto, poichè tutto si trasforma...ora quindi il Tutto condiziona il Tutto e il Tutto è condizionato dal Tutto...l'uomo fa parte di questo Tutto e in quanto tale non può sottrarsi dal conzionamento...può solo illudersi di essere libero dai conzionamenti...

...io sono la mia coscienza così come tu sei la tua coscienza...nè io nè te sappiamo di essere quello che realmente siamo, nè lo sapremo mai...il paragrafo precedente appare alla mia coscienza e questo è quanto io posso dire di sperimentare, così come quello che hai scritto tu è apparso alla tua coscienza ed è da te sperimentabile...se rimaniamo nel contesto della coscienza - mascherando l'Ego dietro mille muri - non possiamo avere la certezza di arrivare ad un punto in cui siamo consapevoli di essere incodizionati, poichè - se lo siamo realmente - dovremmo essere coscienti del Tutto...e siamo nell'illusione totale...uscire da questo contesto è impossibile, poichè impossibile è snaturarsi...quindi in entrambi i casi siamo degli illusi quando diamo alla coscienza e alla consapevolezza tutta questa importanza...

...tutto ciò che appare potrebbe non apparire, tutto ciò che è potrebbe non essere...ciò che credo di essere potrebbe non essere ciò che sono...ecc...

...L'UOMO è SEMPRE CONDIZIONATO NEL BENE E NEL MALE, PRO-BENE E PRO-MALE...esistono vivioni del bene e del male , ma non esiste un bene e un male assoluto relativo alla condizione umana, che sia al di là dei condizinamenti di cui continuamenti siamo succubi...o dei quali ci sembra di essere succubi...

...è un incastro mentale dal quale è impossibile uscire...poichè "colui" che scrive è coscienza di ciò che potrebbe essere, ma non coscienza di ciò che è...

Ciao, Marco.

FINE TEST.
Marco_532 is offline  
Vecchio 01-08-2004, 15.14.10   #22
SEIG
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Marco_532

...come fai ad essere sicuro di non essere più condizionato?



è utile il confronto con gli altri per capirlo.



Esempio:

E' giusto che esistano il ricco e il povero o sarebbe meglio una ridistribuzione delle risorse della Terra per tutti?

Il ricco potrebbe dire che non è giusto perché condizionato dal suo stato di ricchezza.
Il povero potrebbe dire che è giusto perché condizionato dal suo stato di povertà.

Allora qual è la verità?

Prima di tutto di chi è la Terra? Di nessuno in realtà, chi dice che una data superficie è una sua proprietà è perché è condizionato dalla società in cui vive.

Però seguendo il tuo ragionamento chi dice che la terra non è di nessuno è perché è condizionato. Ma condizionato da cosa? Dalla ricerca di essere neutrale per cercare la Verità? Ma la ricerca della Verità può essere un condizionamento? Mi potresti dare la tua definizione di condizionamento?

Poi, su che valore bisogna decidere la distribuzione delle risorse della Terra per ogni persona? Siamo tutti uguali o c'è chi ne ha più diritto?

Indipendentemente dalle caratteristiche abbiamo tutti lo stesso valore di esseri umani, quindi tutti abbiamo diritto alla stessa parte. Dov'è che sono condizionato? Nel considerare la vita umana un valore equo per tutti? A me sembra di essere neutrale, di sicuro sono alla ricerca della verità e questo mi sembra bene in assoluto... o no?
SEIG is offline  
Vecchio 02-08-2004, 00.26.14   #23
Marco_532
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Citazione:
E' giusto che esistano il ricco e il povero o sarebbe meglio una ridistribuzione delle risorse della Terra per tutti?
...che l'uomo tenda alla realizzazione di questo fine, così come a quella di tanti altri, è più che certo, ma se ci chiediamo da dove nasce questo "bisogno" che cosa succede?...ritorniamo a quello che ho scritto in precedenza a proposito di quei condizionamenti "inscritti nel nostro patrimonio genetico", di quei condizionamenti inconsci che dalla "difesa personale" portano alla "difesa dell'altro"...comunque sia, che questo ideale sia un'utopia è facilmente comprensibile...
Citazione:
Indipendentemente dalle caratteristiche abbiamo tutti lo stesso valore di esseri umani, quindi tutti abbiamo diritto alla stessa parte. Dov'è che sono condizionato? Nel considerare la vita umana un valore equo per tutti? A me sembra di essere neutrale...
...quando ci preoccupiamo dell'altro - in qualsiasi senso - in realtà ci preoccupiamo di noi stessi...fin dalla nascita siamo costretti a vivere con e grazie l'altro, e questa è la nostra natura...se pensi al momento della nascita, se non ci fosse qualcuno che si prenda cura di noi, non saremmo in grado di sopravvivere procurandoci i mezzi necessari al nostro sostentamento come un cucciolo di tartaruga...e così per tutta la vita, anche se meno palesemente, siamo legati all'altro...da qui parte il senso di bene pro-altri di cui parli...questo è condizionamento...un tipo di condizionamento, ma pur sempre condizionamento...non un valore assoluto regalatoci dal "risveglio" e scoperto grazie all'assenza di condizionamenti...

...ho spiegato meglio il mio punto di vista?...

Ciao, Marco.
Marco_532 is offline  
Vecchio 02-08-2004, 09.35.08   #24
Agora
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***

Noi viviamo di interazioni ed è praticamente impossibile interrompere questo "flusso" di dipendenza da tutto e da tutti, almeno finchè vogliamo vivere in una società fatta di persone che hanno bisogno di interagire e confrontarsi.
Nell'universo ogni piccola particella interagisce con tutto il resto ed è quindi condizionata nella sua forma, velocità, spostamento.
Noi viviamo in questo universo, appunto. E in un universo sociale succede un po' la stessa cosa.
Siamo condizionati fin dalla nascita, e se non lo fossimo non potremmo sopravvivere in questa società.
L'educazione è un condizionamento, necessario, soprattutto se si tratta di una "buona" educazione.
Poi i condizionamenti continuano, nella scuola (perchè dobbiamo imparare e sottostare quindi a certe regole), sul lavoro (idem), in famiglia, ecc.
L'importante è non avvertire certi condizionamenti come coercizione.
La coscienza dell'essere condizionati può darci una "marcia in più", nel senso che ci evita di agire meccanicamente.
Se so perchè faccio una cosa, se mi sento responsabile e mi rendo conto della necessità di queste interazioni, capisco che mi trovo in questo "universo" in cui svolgo la mia parte, e se desidero che il tutto funzioni, allora devo capire e ammettere che in una macchina anche il più piccolo ingranaggio ha la sua importanza, se non voglio compromettere l'intera struttura.
Liberarci dai condizionamenti significa di fatto uscire da questo universo... per andare dove?
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Vecchio 02-08-2004, 20.27.06   #25
Marco_532
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...da nessuna parte perchè è impossibile uscire da questo universo...

Ciao, Marco.
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Vecchio 03-08-2004, 00.03.13   #26
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Marco_532
...comunque sia, che questo ideale sia un'utopia è facilmente comprensibile...

E' un'utopia perché per attuarla è necessario che tutti gli uomini la pensino così, cosa che sembra impossibile. Però penso comunque che quello sia il bene assoluto per l'uomo e chi la pensa diversamente semplicemente sbaglia. Attenzione però non è che sto dicendo che io ho ragione e tutti quelli che non la pensano come me sbagliano. E' probabile che non abbia valutato degli aspetti e quindi sono il primo a sbagliare ma comunque c'è la possibilità di trovare il bene assoluto per l'uomo e chi non si comporta in dato modo sbaglia.


Comunque ho capito la vostra posizione sui condizionamenti e penso che abbia più senso della mia dato che comunque la consideravo in un contesto meno ampio e quindi non adattabile a tutto.


Citazione:
...da nessuna parte perchè è impossibile uscire da questo universo...

come puoi esserne così certo?
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Vecchio 03-08-2004, 00.59.47   #27
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Messaggio originale inviato da Marco_532




...poichè "colui" che scrive è coscienza di ciò che potrebbe essere, ma non coscienza di ciò che è...

Ciao, Marco.


Molto bella e vera questa "definizione"...

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Vecchio 03-08-2004, 02.58.01   #28
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Messaggio originale inviato da nicola185
ma per me questa sensazione è stata predominante per lungo tempo ed entrava in gioco quando pensavo alla morte, alla morte intesa come nulla assoluto. Domani non ci sarò più. Mai più. Mai più per l'eternità. Cazzo (consentitemela) non è mica uno scherzo. Mai più. Era qualcosa di paralizzante non credo di essere il solo a conoscerla in questo forum,Nicola

infatti anchio l'ho provata varie volte, anche a 9 anni so di che si tratta, e questo mi fa anche capire che quindi non ha importanza quello che succede qui perche tanto prima o poi nessuno ci sarà più, sono tutte azioni vane, e il bene e il male stessi potrebbero essere vani, sono senzazioni umane, illusioni, infatti se l'uomo si estinguesse penso che il resto dell'universo materiale se ne infischierebbe di chiedersi cos'è il bene e cos'è il male.
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Vecchio 03-08-2004, 22.30.57   #29
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Messaggio originale inviato da Fool:
... sono senzazioni umane, illusioni, infatti se l'uomo si estinguesse penso che il resto dell'universo materiale se ne infischierebbe di chiedersi cos'è il bene e cos'è il male.

Se l'uomo si chiede cosa sono il bene ed il male, e l'uomo non é avulso dall'universo, anzi, vuol dire che é l'Universo che lo vuole, per qualche motivo misterioso...alla mente dell'uomo identificato con il proprio "io".
Anche la mente umana é frutto dell'universo...e con questa
l'universo si può autoconoscere.
Non ne ha bisogno, ma lo fa. E se lo fa...
E l'uomo, attraverso la coscienza identificata compie un viaggio alla scoperta della sua più alta identità impersonale: l'Universo, il Tutto, DIO...un ritorno a Casa.

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Vecchio 03-08-2004, 22.36.09   #30
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infatti anchio l'ho provata varie volte, anche a 9 anni so di che si tratta, e questo mi fa anche capire che quindi non ha importanza quello che succede qui perche tanto prima o poi nessuno ci sarà più, sono tutte azioni vane, e il bene e il male stessi potrebbero essere vani, sono senzazioni umane, illusioni, infatti se l'uomo si estinguesse penso che il resto dell'universo materiale se ne infischierebbe di chiedersi cos'è il bene e cos'è il male.

Comprendo molto bene questa tua visione, ma come ho già detto in un altro post c'è una cosa che mi dà una fiducia enorme: che dentro quel Nulla si può mettere Tutto. E quando cominci a riempirlo ti accorgi che sei sempre all'inizio. Ma è proprio questo il bello. Senza fine. Non si finisce mai.
nicola185 is offline  

 



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