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Vecchio 12-01-2006, 21.33.15   #1
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
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La Rivelazione e la Sapienza.

Io credo che la Rivelazione delle religioni monoteiste, cioè il fatto di conoscere la “Verità” attraverso le rivelazioni dei profeti o di Cristo, diano al credente, la finta illusione di conoscere, disabituandolo al senso critico ed alla ricerca ed autorizzandolo a porsi come “colui che sa e conosce” quindi nella posizione di dire agli altri cosa fare e come comportarsi.

Ne deriva che, presumendo di “sapere” di “conoscere”, il credente non sia predisposto alla ricerca, all’ascolto, alla scoperta nella sfera spirituale e tutti i suoi sforzi di conoscenza si possono solo indirizzarsi alle scienze esatte, alle tecnologie, perché, in campo spirituale, etico e morale, tutto è già stato detto dalla “religione rivelata”. Questo spiega perché l’occidente, (prevalentemente cristiano), nel corso della sua storia, abbia sviluppato molto le scienze e la tecnologia ed attraverso la sua prevalenza tecnologica, si sia sentito autorizzato a dominare il mondo.

In oriente, Cina, India e l’Asia in genere e tutte le aree che non sono sotto l’influenza delle religioni monoteiste, le cose sono leggermente diverse. In oriente la “sapienza” è “sentire intimo” che spinge al movimento, è ricerca costante, e fusione con l’armonia dell’universo, è coscienza del proprio posto nel vero ordine delle cose, sentimento che induce nell’uomo un senso di umiltà e di discrezione, che gli conferisce una migliore sintonia con quanto lo circonda.

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Vecchio 12-01-2006, 23.22.44   #2
Jack Sparrow
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Re: La Rivelazione e la Sapienza.

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
[...] In oriente la “sapienza” è “sentire intimo” che spinge al movimento, è ricerca costante, e fusione con l’armonia dell’universo, è coscienza del proprio posto nel vero ordine delle cose, sentimento che induce nell’uomo un senso di umiltà e di discrezione [...]
... e lo libera dalla nevrosi

potrebbe allora essere che in quel sentimento c'è, paradossalmente un punto di arrivo?

un punto di arrivo nel togliere gli arrivi...

semplicemente meraviglioso
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Vecchio 12-01-2006, 23.35.29   #3
Elijah
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Re: La Rivelazione e la Sapienza.

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Io credo che...

Io invece no...
Sinceramente, non condivido molto quello che hai scritto...
... sarà per il motivo che...
... mostri in modo chiaro e tondo le tue preferenze, senza rimanere obiettivo...

Infatti generalizzi troppo, è ed palese che per te l'occidente è uno schifo, mentre l'oriente è un'isola pacifica composta da santi...
O almeno questa è l'impressione che mi hai dato...
Ma è veramente così?


Elia
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Vecchio 13-01-2006, 00.58.15   #4
epicurus
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Re: La Rivelazione e la Sapienza.

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Io credo che la Rivelazione delle religioni monoteiste, cioè il fatto di conoscere la “Verità” attraverso le rivelazioni dei profeti o di Cristo, diano al credente, la finta illusione di conoscere, disabituandolo al senso critico ed alla ricerca ed autorizzandolo a porsi come “colui che sa e conosce” quindi nella posizione di dire agli altri cosa fare e come comportarsi.

Ne deriva che, presumendo di “sapere” di “conoscere”, il credente non sia predisposto alla ricerca, all’ascolto, alla scoperta nella sfera spirituale e tutti i suoi sforzi di conoscenza si possono solo indirizzarsi alle scienze esatte, alle tecnologie, perché, in campo spirituale, etico e morale, tutto è già stato detto dalla “religione rivelata”.[/b]

sfruttando l'invito di elia non generalizzarò

diciamo che innalzare la fede (leggete come: credere acriticamente per autorità") ad un valore, anzi facendolo diventare uno dei valori più importanti e centrali della vita, di certo aumenta il rischio che si tenda a diminuire l'uso della propria testa.


epicurus
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Vecchio 13-01-2006, 01.19.44   #5
Elijah
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Ditemi un po',
ma pensate seriamente che vivere con un punto di riferimento di fronte a voi sia peggio che vivere brancolando nel buio?

Voglio dire... cosa è importante per voi su questa terra?
Abbiate il coraggio di darmi una risposta...


Elia
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Vecchio 13-01-2006, 01.27.02   #6
romolo
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Re: La Rivelazione e la Sapienza.

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Io credo che la Rivelazione delle religioni monoteiste, cioè il fatto di conoscere la “Verità” attraverso le rivelazioni dei profeti o di Cristo, diano al credente, la finta illusione di conoscere, disabituandolo al senso critico ed alla ricerca ed autorizzandolo a porsi come “colui che sa e conosce” quindi nella posizione di dire agli altri cosa fare e come comportarsi.

Ne deriva che, presumendo di “sapere” di “conoscere”, il credente non sia predisposto alla ricerca, all’ascolto, alla scoperta nella sfera spirituale e tutti i suoi sforzi di conoscenza si possono solo indirizzarsi alle scienze esatte, alle tecnologie, perché, in campo spirituale, etico e morale, tutto è già stato detto dalla “religione rivelata”. Questo spiega perché l’occidente, (prevalentemente cristiano), nel corso della sua storia, abbia sviluppato molto le scienze e la tecnologia ed attraverso la sua prevalenza tecnologica, si sia sentito autorizzato a dominare il mondo.

In oriente, Cina, India e l’Asia in genere e tutte le aree che non sono sotto l’influenza delle religioni monoteiste, le cose sono leggermente diverse. In oriente la “sapienza” è “sentire intimo” che spinge al movimento, è ricerca costante, e fusione con l’armonia dell’universo, è coscienza del proprio posto nel vero ordine delle cose, sentimento che induce nell’uomo un senso di umiltà e di discrezione, che gli conferisce una migliore sintonia con quanto lo circonda.


Non so se possiamo dire che l'occidente è la terra della rivelazione e l'oriente la terra della sapienza. Nell'una e nell'altra parte del mondo si incontrano credenti che parlano dell'aldilà e di Dio come se parlassero di casa loro e del proprio nonno. E' vero però che una certa sapienza ci sorprende nell'oriente incontaminato come anche nell'occidente non del tutto inquinato.
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Vecchio 13-01-2006, 01.31.43   #7
epicurus
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Messaggio originale inviato da Elijah
Ditemi un po',
ma pensate seriamente che vivere con un punto di riferimento di fronte a voi sia peggio che vivere brancolando nel buio?

Voglio dire... cosa è importante per voi su questa terra?
Abbiate il coraggio di darmi una risposta...

Elia, qui in sezione 'Filosofia' non mi interessa il discorso emotivo e appagante della fede, tipo "il punto di riferimento della fede mi fa stare bene"; qui il nodo centrale è se sia razionale e ragionevole accettare dei fatti in modo acritico e solo per autorità.

non interessa "cosa scegliete tra il brancolare nel buio e avere un punto di riferimento?", anche perchè io ho dei dubbi veri e propri in alcuni ambiti, ma in altri ho delle 'certezze', nel senso soft del termine: cioè 'certezze' sempre pronte ad essere rimpiazzate e messe in dubbio se ve ne sono i motivi. quindi ho anch'io dei punti di riferimento, ma fatti con le mie mani.

e io ora ti chiedo: è meglio ragionare con la propria testa o assorbire quello che altri ti passano?


epicurus
epicurus is offline  
Vecchio 13-01-2006, 01.50.49   #8
Elijah
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Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus

E io ora ti chiedo: è meglio ragionare con la propria testa o assorbire quello che altri ti passano?

Forse mi sono spiegato male...

Tu hai ideali, e se sì, come li consideri?
Che senso ha credere e cercare di raggiungere qualcosa che mai raggiungeremo?

Platone parlava di Idee, e si immaginava la polis perfetta... e sapeva che era un'utopia... Ma il fatto che sia un'utopia, significa che l'Idea è da gettare nel cesso? Significa che bisogna rinunciare a vederlo come obiettivo, se irragiungibile?

Che senso ha avere come obiettivo la così tanto stupida pace nel mondo? O l'armonia tra tutti?

Bisogna di certo avere una grandissima fede, per sperare in una cosa del genere... voi l'avete?
O vi buttate a braccia aperte sulla ragione, e affermate: ciò che tu credi, è assurdo e mai si avvererà, quindi tanto vale perseverare...

Qual è il messaggio della buona novella? Cosa è che contiene, se non la notizia che il mondo in cui tutti vorremmo vivere... può diventare realtà, se noi lo vogliamo... Un mondo... perfetto.

La ragione ti dice che non esiste? La fede dice di sì...

E la fede non implica affatto lo smettere di pensare con la propria cappoccia. Tutt'altro, la regola d'oro "fai all'altro quel che vorresti fosse fatto a te", ti lascia uno spirito di iniziativa enorme, ti lascia pensare quanto vuoi, e ti puoi ingeniare come meglio credi, con un ben preciso obiettivo però... l'amore, e il meglio per tutti.

Insomma, ciò che vi dico non è di certo una novità, e immagino non concordiate nemmeno, ma vabbé, ognuno è libero di pensare come vuole.


Elia

P.S.: ed Epic, ti accorgerai che la morale diventa uno strumento fatto dall'uomo, col la sua intelligenza, e con il suo spirito di iniziativa, per cercare di raggiungere un mondo migliore... O pensi il contrario?
La morale non proviene da Dio...

Ultima modifica di Elijah : 13-01-2006 alle ore 02.04.14.
Elijah is offline  
Vecchio 13-01-2006, 09.54.21   #9
VanLag
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Re: Re: La Rivelazione e la Sapienza.

Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
Io invece no...
Sinceramente, non condivido molto quello che hai scritto...
... sarà per il motivo che...
... mostri in modo chiaro e tondo le tue preferenze, senza rimanere obiettivo...
Ciao mio giovane contendente di forum......... ascolta........

Per millenni avete suonato la vostra musica pretendendo di essere i soli musicisti ed oggi che altri aprono le loro orchestre, vi stupite che scrivono con enfasi e non sono obbiettivi.

E’ ovvio che non sono obbiettivo; la mia è una visione adulcorata che vuole mettere l’altra parte sotto una buona luce. Cioè faccio quello che il cristianesimo fa da 2000 anni proponendosi come l’unica via del bene.

Comunque non ho inventato niente di nuovo:

……L’ardita conclusione a cui Reimarus giungeva nello scritto era la messa in discussione del concetto stesso di Rivelazione, rigettando in tal modo ogni possibile conciliazione fra la religione naturale e quella rivelata. La religione rivelata dev’essere buttata a mare come inutile orpello dogmatico. Ma Reimarus si spinse anche più in là, scrivendo successivamente un’opera potente come dinamite, già a partire dal titolo: Apologia in difesa degli adoratori razionali di Dio. Rendendosi però conto della radicalità dei temi affrontati, Reimarus non volle pubblicare l’opera, che verrà data alle stampe solo nel 1774, allorché Lessing - come abbiamo visto - la proporrà come imprescindibile punto di riferimento per un dibattito filosofico sulla religione. Nell’Apologia in difesa degli adoratori razionali di Dio, Reimarus fa propri gli assunti del deismo e li porta alle estreme conseguenze, spingendosi ben più in là dei deisti francesi e inglesi. http://www.filosofico.net/reimarus.htm

VanLag is offline  
Vecchio 13-01-2006, 10.53.15   #10
epicurus
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Messaggio originale inviato da Elijah
Tu hai ideali, e se sì, come li consideri?
Che senso ha credere e cercare di raggiungere qualcosa che mai raggiungeremo?
[...]
Bisogna di certo avere una grandissima fede, per sperare in una cosa del genere... voi l'avete?
O vi buttate a braccia aperte sulla ragione, e affermate: ciò che tu credi, è assurdo e mai si avvererà, quindi tanto vale perseverare...
[...]
E la fede non implica affatto lo smettere di pensare con la propria cappoccia. Tutt'altro, la regola d'oro "fai all'altro quel che vorresti fosse fatto a te", ti lascia uno spirito di iniziativa enorme, ti lascia pensare quanto vuoi, e ti puoi ingeniare come meglio credi, con un ben preciso obiettivo però... l'amore, e il meglio per tutti.

vedi Elia, per me il problema non sta tanto nella morale e negli ideali: anch'io ho un sistema di valori e di ideali. anch'io nutro alcune speranze riguardo al futuro del mondo.

il problema sta quando la fede ci dice "l'uomo ha l'anima", "dopo la morte c'é ancora la vita", "lúniverso é stato creato da dio" etc.; cioé la fede in alcuni dogmi come questi (e molti altri), facilita senz'altro la tendenza ad abbandonare l'uso della propria testa.

epicurus
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