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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-02-2006, 15.06.31   #71
epicurus
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Messaggio originale inviato da Jack Sparrow
non in senso assoluto;

per il sole, ad esempio, non cambia niente.
e nemmeno per un alieno che viva da qualche altra parte e che ci consideri alla stregua delle altre biomolecole.
forse potrebbe verificare che la tua biochimica è molto più complessa e attiva di quella di napoleone;

ma in realtà la differenza qualitativa vivo-morto è presente solo ai tuoi occhi.

Jack, veramente non capisco questo tuo intervento...

che vorrebbe dire che "non è vero in senso assoluto che io sono vivo e napoleone è morto"? non capisco proprio questo enunciato.

se l'unica cosa che vuoi dire è che il fatto che io sono in vita e napoleone no, non modofica in modo rilevante il sole, allora sfondi una porta aperta. infatti, io non ho mai detto che questo fatto avrebbe avuto conseguenze sul sole o su plutone...

il tono con il quale scrivi sembra indicare che se una fatto non ha conseguenze rilevanti su luoghi lontani, allora tale fatto non è vero. ma questo argomento non è evvidentemente corretto.


epicurus

P.S. la differenza tra vivo e morto non è presente solo davanti ai miei occhi, ma è presente davanti agli occhi di tutti. che napoleone sia morto è un fatto oggettivo proprio come ogni altro fatto oggettivo che la scienza descrive.
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Vecchio 10-02-2006, 15.09.13   #72
epicurus
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Messaggio originale inviato da Catone
Sbagliato! Napoleone è morto e noi lo saremo.
La vita è transitoria, la morte invece ha la qualità della permanenza.

io ho detto "noi siamo vivi e napoleone è morto", ed il fatto che la vita sia transitoria, secondo te renderebbe falsa la mai frase? non credo proprio, infatti io sto usando il presente. (che la vita sia transitoria è postulato da ciò che ho detto: infatti se la vita non fosse transitoria non avrebbe senso dire che napoleone è morto).

epicurus
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Vecchio 10-02-2006, 15.53.40   #73
Catone
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Messaggio originale inviato da epicurus
io ho detto "noi siamo vivi e napoleone è morto", ed il fatto che la vita sia transitoria, secondo te renderebbe falsa la mai frase? non credo proprio, infatti io sto usando il presente. (che la vita sia transitoria è postulato da ciò che ho detto: infatti se la vita non fosse transitoria non avrebbe senso dire che napoleone è morto).

epicurus

No no, non fraintendermi, non volevo negare la veridicità della tua affermazione, ma puntualizzarla, rivelando in maniera ancora più aperta la, per me, angosciante verità...
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Vecchio 10-02-2006, 16.46.27   #74
epicurus
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Messaggio originale inviato da Catone
No no, non fraintendermi, non volevo negare la veridicità della tua affermazione, ma puntualizzarla, rivelando in maniera ancora più aperta la, per me, angosciante verità...

ok
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Vecchio 10-02-2006, 17.13.48   #75
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggio originale inviato da Catone
La vita è transitoria, la morte invece ha la qualità della permanenza.

è certo che la morte sia permanente, per chi assiste e sopravvive (temporaneamente) alla morte di qualcun'altro.

Ma non è possibile dire molto di più.
Non sappiamo dell'eternità della morte, o del trapasso ad altro mondo, o di altre possibilità. Non possiamo escluderle.

Il post-morte è regno dell'incertezza, per noi che ci pensiamo.
Ma l'incertezza non provoca angoscia.

"angoscia": dal latino "angustia", da "angere" ossia "stringere, soffocare".

Forse l'angoscia è l'emozione che risulta dal pensare allo "stringimento" al "soffocamento" di ogni possibilità.

La vita è il regno delle possibilità.


L'angoscia però non è giustificata.
Il post-morte, l'unica cosa certa è che il post-morte è il regno dell'incertezza, per noi che ci pensiamo, dell'incertezza che oscilla tra nuove possibilità e definitiva impossibilità.
Quindi la possibilità della possibilità o dell'impossibilità.

L'angoscia risulta dallo sbilanciamento della mente verso il polo della definitiva impossibilità, visto dal punto di vista del vivente che vuole vivere ancora, che vuole avere altre possibilità.

E' più equilibrato considerare la morte così come razionalmente possiamo considerarla: ossia incertezza massima, che può accogliere la speranza come la disperazione, che può accogliere qualsiasi cosa, perchè incertezza completa.

Quindi come imprevedibile... possibilità.
r.rubin is offline  
Vecchio 10-02-2006, 17.26.12   #76
Catone
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Quando si osserva la morte vediamo tre cose certe: l'inazione di chi muore, la dissoluzione del suo corpo e l'irreversibilità del processo. Sono cose così dure da accettare che ci attacchiamo a tutto, compresa la tua "possibilità dell'impossibilità come possibilità"...
Catone is offline  
Vecchio 10-02-2006, 17.31.19   #77
alessiob
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Epicurus credo che tu abbia frainteso la domanda e quindi non compreso la mia risposta.

Maxim scrive: "Che differenza c'è tra chi non è mai nato e chi ha vissuto ed è ritornato nel regno dei non nati?"

La domanda parla di due persone morte, non di uno vivo e uno morto come hai capito tu.

Traducendola potrebbe essere formulata così: Che differenza ce tra un essere che non è mai nato e dunque non è nulla ed uno che ha vissuto ed e morto ed ora non e nulla.

Quindi che differenza ce tra questi due nulla?

Come già ho detto tecnicamente nessuna.
alessiob is offline  
Vecchio 10-02-2006, 17.55.54   #78
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Messaggio originale inviato da alessiob
Epicurus credo che tu abbia frainteso la domanda e quindi non compreso la mia risposta.

Maxim scrive: "Che differenza c'è tra chi non è mai nato e chi ha vissuto ed è ritornato nel regno dei non nati?"

La domanda parla di due persone morte, non di uno vivo e uno morto come hai capito tu.

Traducendola potrebbe essere formulata così: Che differenza ce tra un essere che non è mai nato e dunque non è nulla ed uno che ha vissuto ed e morto ed ora non e nulla.

Quindi che differenza ce tra questi due nulla?

Come già ho detto tecnicamente nessuna.

La domanda speculare a "cosa c'è dopo la morte" è cosa "c'è prima di nascere". La risposta è l'inesistenza, in entrambi i casi.
Come inesistente è un ipotetico individuo mai nato (ad es. Phileas Fogg).

Ma chiariamoci anche isu di un altro punto: non esiste la morte eterna ma la morte e basta. Secondo me un sistema eterno è un sistema dove vi è una continua mutazione, ma anche una continua capacità di trovare un equilibrio. Per cui il sistema non si autodistrugge ma continua perpetuo. In esso, cioè, il tempo scorre sempre. L'uomo è un sistema finito, in una persona morta il tempo ha smesso di scorrere, non vi è più alcuna novità, nessuna mutzione...
Catone is offline  
Vecchio 10-02-2006, 17.57.07   #79
epicurus
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Messaggio originale inviato da alessiob
Epicurus credo che tu abbia frainteso la domanda e quindi non compreso la mia risposta.

Maxim scrive: "Che differenza c'è tra chi non è mai nato e chi ha vissuto ed è ritornato nel regno dei non nati?"

La domanda parla di due persone morte, non di uno vivo e uno morto come hai capito tu.

Traducendola potrebbe essere formulata così: Che differenza ce tra un essere che non è mai nato e dunque non è nulla ed uno che ha vissuto ed e morto ed ora non e nulla.

Quindi che differenza ce tra questi due nulla?

Come già ho detto tecnicamente nessuna.

è vero, ho proprio letto male

comunque, anche in questo caso non condivido la tua risposta

se la questione è "c'è differenza ora tra una persona non nata e una che è già morta?", allora di differenze non ce ne sono molte nel nostro mondo: entrambe le persone non ci sono.

se, invece, la questione è "c'è differenza tra il non nascere ed il nascere e poi morire?", allora la mia risposta è "eccome se c'è differenza" e così si ritorna alla mia risposta più sopra, dove parlo di vivi e morti.


epicurus

P.S. comunque una differenza tra "persona non nata" e "persona morta" è che la prima è al limite della sensatezza, mentre la seconda è perfettamente sensata.
epicurus is offline  
Vecchio 11-02-2006, 13.33.42   #80
r.rubin
può anche essere...
 
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Quando si osserva la morte vediamo tre cose certe: l'inazione di chi muore, la dissoluzione del suo corpo e l'irreversibilità del processo. Sono cose così dure da accettare che ci attacchiamo a tutto, compresa la tua "possibilità dell'impossibilità come possibilità"...

Invece io l'accetto eccome.
E non mi spaventa molto.

Io non mi attacco a niente, il discorso che ho fatto mi sembra razionale, e la tua fobia irrazionale, saluti
r.rubin is offline  

 



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