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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 25-01-2006, 22.44.44   #1
hagep
Ospite
 
Data registrazione: 12-01-2006
Messaggi: 6
la morte eterna

C'è chi crede che la morte sia una 'transizione' (e per fede, filosofia, immortalità dell'anima, campi magnetici e chi più ne ha più ne metta) e quindi non la vede come una fine.
c'è chi vede la morte come una mutazione di consapevolezza e infine c'è chi vede nella morte la non esistenza (morte eterna).

per le prime due categorie beh, è una questione di fede e non ne discuto, ma parliamo un po' della morte eterna.

ma esiste la morte eterna per noi? l'eterna non esistenza? e come fa? infatti sappiamo di esistere in quanto abbiamo la consapevolezza di esistere (ci sentiamo, il nostro pensiero o i nostri ricordi). ma la morte non è forse la fine di tale consapevolezza per questa categoria di persone? e allora nel momento in cui non siamo più coscienti di esistere, non esistiamo. ma il non avere coscienza non può essere portato alla nostra coscienza (perchè non esiste più) e quindi non ne avremmo mai esperienza. quindi è l'eterna vita, di cui abbiamo esperienza nel momento della morte e non l'eterna non-esistenza. l'esistenza è l'ultima cosa che la coscienza percepisce perchè con la sua fine non c'è niente che trasmetta a noi tale informazione. siamo condannati all'eterna esistenza, non ci è data la possibilità di non-esistere, non noi, non io.

e parlando del tempo e della memoria, non può essere possibile che il ricordo (e quindi la percezione del tempo) non sia in effetti un qualcosa che ci attraversa o che attraversiamo (o cerchi etc.etc.). forse il tempo (meglio la memoria) è solo una faccia di ciò che compone il mio 'essere'. è come il pensiero o il mio corpo, insomma uin aspetto di me immutabile (cioè la memoria è formata cristallizzata e ciò che io penso che stia facendo ora o nel mio passato o le mie aspirazioni future sono solo come una fotografia di me, un aspetto di me, una sfaccettatura di me). cioè non esistono momenti o punti quadridimensionali che si susseguono, persino tale percezione è dato dal mio essere, immutabile? è possibile? cioè anche la sensazione di avanzamento temporale è un qualcosa che è nel nostro cervello ma non è mai avvenuto, come il mio naso che è sempre stato così e non è mai cresciuto o il mio pensiero che non è mai nato e non si è mai sviluppato ma era tutto già così, e la memoria è un aspetto di me, come lo è il mio naso, o il mio pensiero.
hagep is offline  
Vecchio 25-01-2006, 22.45.50   #2
hagep
Ospite
 
Data registrazione: 12-01-2006
Messaggi: 6
ps.

cioè il tempo è un effetto collaterale del mio essere e non una causa o una forza, è solo una mia faccia
hagep is offline  
Vecchio 25-01-2006, 23.21.01   #3
Elijah
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Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,541
Re: la morte eterna

Citazione:
Messaggio originale inviato da hagep

per le prime due categorie beh, è una questione di fede e non ne discuto, ma parliamo un po' della morte eterna.

L'ebraismo in origine considerava solo la possibilità della morte eterna nello scheol, il soggiorno dei morti... Tutti finivano là, sia i giusti che gli empi... per sempre...

Poi, con il passare dei secoli, è giuta l'ipotesi della risurrezione dei morti - solo dei giusti - alla fine dei tempi, ma questa è solo cosa piuttosto recente (III-II a.C.)...

Quindi, a meno che tu consideri l'ebraismo una religione in cui non bisogna avere fede per aderirvi, anche la terza ipotesi appartiene in un certo senso ad un credo religioso...

Il tutto era solo per precisare... nulla di più...


Elia
Elijah is offline  
Vecchio 26-01-2006, 09.55.03   #4
Campanellino
l'isola che non c'è
 
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Data registrazione: 14-01-2006
Messaggi: 48
Se ritenessi la morte come la fine di tutto, vivrei male.
Mi sforzerei di vivere al meglio (questo a dire il vero lo faccio già), ma resterei comunque sempre delusa, perché se anche campassi cent’ anni non riuscirei a studiare tutto, a conoscere tutto, a sapere tutto, a fare tutto…
Sono quindi giunta alla conclusione che essendo io parte dell’universo, non potrò che morire solo fisicamente.
Massa ed energia sono differenti forme della stessa cosa, come spazio e tempo non sono entità separate; la massa può essere convertita in energia e viceversa, ma l’ammontare di massa-energia non cambia. Il mio corpo certamente prima o poi (spero il più tardi possibile però!) morirà, ma non riesco ad immaginare che finisca anche la mia energia: la mia anima è immortale.




Campanellino
Campanellino is offline  
Vecchio 26-01-2006, 11.01.28   #5
alessiob
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-10-2005
Messaggi: 749
Daccordo con campanellino, a parte una frase da rivedere: "la mia anima è immortale" da sostituire con la mateia di cui sono composto è immortale.

Come ho gia detto in altre sedi, non stupiamoci di come sarà la morte: l'abbiamo già vissuta per 14 milardi di anni, e in fondo abbiamo visto che sono passati veramente veloci, e siamo stati tanto bene, senza nessun problema, nessuna preoccupazione...
alessiob is offline  
Vecchio 26-01-2006, 14.02.42   #6
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da alessiob
Come ho gia detto in altre sedi, non stupiamoci di come sarà la morte: l'abbiamo già vissuta per 14 milardi di anni, e in fondo abbiamo visto che sono passati veramente veloci, e siamo stati tanto bene, senza nessun problema, nessuna preoccupazione...

che bella visione!!!!!
r.rubin is offline  
Vecchio 26-01-2006, 14.05.52   #7
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Re: ps.

Citazione:
Messaggio originale inviato da hagep
cioè il tempo è un effetto collaterale del mio essere e non una causa o una forza, è solo una mia faccia

non ho ben capito... dici che il tempo non è una forza esterna, ma una forza interna.. come dire che nel seme c'è già la pianta adulta e la morte della pianta... e che per poter svolgere questo ciclo nell'essenza del seme ci deve essere anche il tempo che è l' "intervallo di spazio" in cui lo sviluppo può procedere?
r.rubin is offline  
Vecchio 26-01-2006, 14.26.50   #8
hagep
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Data registrazione: 12-01-2006
Messaggi: 6
X Campanellino e Alessiob: la massa di per sè è energia (come la massa delle particelle subatomiche che viene misurata in electronvolts) e ogni istante la massa si trasforma in energia e viceversa, stando anche a un' equazione (di cui non ricordo le costanti quindi ve la risparmio che è meglio ).
ma il punto non è questo. Non è che nel mio discorso metto in discussione le sorti della materia di cui sono costituita, ma il fatto che la mia coscienza mi è data dalla particolare conformazione che ho. nel momento in cui la mia conformazione cambia, la mia, dell' Io (Silvia), in quel momento la mia coscienza dell'Io cessa di esistere e l'ultima cosa che ricorderà quell'Io Silvia sarà la presenza dell'Io Silvia e quindi la sua vita eterna.potrebbe anche darsi che dopo la morte ci si trasformi in altro (energia etc.) ma avendo perso la conformazione che ci dava la coscienza di sè, semplicemente non saremo in grado di percepirci nuovamente sulle stesse basi, quindi non avviene per noi...forse per una coscienza che sta al di fuori (se esiste).

per Elijah: grazie per l'informazione .

per r.rubin: pensa a un essere che è nell'istante della sua morte. ora pensa che sia sempre stato così (sia sempre stato su quel sottile filo tra esistenza e non esistena). ora pensa che questo essere racchiude dentro di sè tutte le possibilità della sua stessa esistenza (come una somma, tutte le possibilità che danno la stessa somma, quindi lo stesso essere). ora pensa che il tempo non sia altro che quel segno '+' che è posto tra i vari numeri e i vari numeri sono i suoi ricordi di 'momenti'. cioè il tempo non è quella coscienza che passa attraverso i numeri e arriva dallo zero all'ultimo numero che corrisponde alla nostra fine, ma è una parte integrante di ciò che siamo: posso dire di essere '3' oppure '2+1' oppure '1+1+1' e così via e la mia sensazione del passaggio del tempo, del divenire (cioè dico cavolo due secondi fa stavo cominciando questa frase, ora la sto finendo, fra poco finirà) non esiste, è solo una sensazione, un effetto collaterale del mio essere perchè prevede l'esistenza di quei '+' che mettono insieme i numeri oppure meglio dire che frazionano il mio numero (il mio essere) per costruire ciò che chiamo vissuto eppure è sempre e solo il mio essere appeso tra esistenza e non esistenza.
per quello che hai detto tu, penso che ci possa stare in questa ipotesi, solo che il tempo non è più una forza, ma solo un aspetto.
hagep is offline  
Vecchio 26-01-2006, 17.20.37   #9
gyta
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Re: la morte eterna

Citazione:
Messaggio originale inviato da hagep
C'è chi crede che la morte sia una 'transizione' (e per fede, filosofia, immortalità dell'anima, campi magnetici e chi più ne ha più ne metta) e quindi non la vede come una fine.
c'è chi vede la morte come una mutazione di consapevolezza e infine c'è chi vede nella morte la non esistenza (morte eterna).

per le prime due categorie beh, è una questione di fede e non ne discuto, ma parliamo un po' della morte eterna.

ma esiste la morte eterna per noi? l'eterna non esistenza? e come fa? infatti sappiamo di esistere in quanto abbiamo la consapevolezza di esistere (ci sentiamo, il nostro pensiero o i nostri ricordi). ma la morte non è forse la fine di tale consapevolezza per questa categoria di persone? e allora nel momento in cui non siamo più coscienti di esistere, non esistiamo. ma il non avere coscienza non può essere portato alla nostra coscienza.. etc...

Ahì! Guarda che nella "non-esitenza" di cui parli
cadi nel punto due: "mutazione di consapevolezza"!

(od ho inteso male?)



Gyta
gyta is offline  
Vecchio 26-01-2006, 17.36.45   #10
hagep
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Messaggi: 6
sai, ora che mi ci fai pensare penso che in tutti i caso (anche quella fideitica) si cada nel punto 2.
hagep is offline  

 



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