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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 28-06-2007, 11.19.39   #1
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Diario della felicità

Salve a tutti,

a molti sembrerà strano questo topic, perchè anche in questo forum sembra vigere la regola madre del giornalismo: "Bad news are good news".

Tutti parliamo di problemi per innescare riflessioni, peraltro bellissime e profonde, talora con spunti di livello eccelso.

Ho pensato di aprire un topic positivo, solare, che coinvolga in una discussione salutare, terapeutica, ottimista.

In questo spazio mi piacerebbe che gli utenti postassero i loro "fatti di felicità", ma anche i "pensieri di felicità", le spinte emotive, le sensazioni, i progetti, le piccole conquiste quotidiane che aiutano il cervello a produrre endorfine e a trovarsi in uno "stato di benessere senza spiegazioni".

Sezioniamo sempre la psicologia umana per capire cosa ci fa star male, perchè non cominciamo a capire cosa ci fa star bene. Quali sono i pensieri che ci fanno stare bene anche quando nella realtà magari le cose non vanno proprio per il meglio?

Ognuno di noi ne ha passate di tutti i colori, ognuno di noi ha in mente "il libro della vita" in cui renderà conto di tutti i guai che gli sono capitati, ma ognuno di noi ha anche risorse infinite per venire fuori da questi stati prostranti e frustranti per farcela a stare di nuovo bene.

Quali sono?
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 28-06-2007, 19.36.51   #2
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Riferimento: Diario della felicità

Citazione:
Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Salve a tutti,

a molti sembrerà strano questo topic, perchè anche in questo forum sembra vigere la regola madre del giornalismo: "Bad news are good news".
La felicità è la nostra vera natura, è il substrato sul quale l’infelicità avviene ed è per quello che non la notiamo ed è difficile parlarne.
E’ come la scia di un aereo nel cielo azzurro terso. Siamo attratti dall’aereo che disegna quella scia che evapora, perché si muove mentre il cielo ci si sembra sempre uguale… sembra, appunto, ad un primo sguardo superficiale ma se guardiamo più da vicino e con più attenzione possiamo vedere meraviglie, proprio in quell’apparente immobilità.

VanLag is offline  
Vecchio 29-06-2007, 10.32.44   #3
cassiopea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 50
Riferimento: Diario della felicità

Buona giornata a tutti e..ben venga questo topic..
Personalmente è un periodo “no”..ma di quelli proprio neri..e la cosa brutta che spesso quando si è in questi periodi si arriva a provare una serie di impotenza di fronte alle varie notizie..che arrivano una dopo l’altra, quasi come per effetto della “legge di Murphy”..
..ma sta a noi sforzarsi d’interrompere il circolo negativo, almeno lì dove può la volontà, no?
Proprio ieri (prima di accendere il pc e leggere del topic..) constatavo che a volte è necessario cercare trovare il bello in ciò che c’è intorno a noi, soprattutto nelle “piccole cose”..
..Negli ultimi giorni i miei spazi quotidiani e familiari erano diventati alieni..per evitare d’incontrare una certa persona, camminavo a testa bassa, praticamente correndo..inutile dire che in questi casi la voglia prevalente è quella di far fagotto e fuggire..
Ieri invece, complice la bella giornata non eccessivamente calda e la compagnia di un caro amico, è finalmente stato possibile ritornare a compiere quelle “piccole cose”..in sé banali, come prendere un caffè comodamente seduti all’aria aperta, ma che in certi momenti non si apprezzano più..
..beh..non so se può considerarsi una piccola “conquista quotidiana”..ma penso che anche “vivere” il proprio ambiente circostante in maniera positiva possa aiutare a creare piccoli attimi di inspiegabile felicità e benessere
cassiopea is offline  
Vecchio 29-06-2007, 10.59.55   #4
Patri15
Frequentatrice abituale
 
L'avatar di Patri15
 
Data registrazione: 06-08-2005
Messaggi: 822
Riferimento: Diario della felicità

Bella l'idea di questo topic, Vagabondo del dharma!


C’è un bosco che ci appartiene per chissà quali favole e passeggiate.

La sua forma - il suo disegno - non è chiara: si dà solo addentrandosi fra ombre, macchie di luce, aperture improvvise. E’ il Teatro della nostra Avventura e risuona di voci e parole che Alberi e Figure ci rivolgono.

Ma la sua lungimiranza può raggiungere il piccolo balcone dei nostri esperimenti e persino un viale di cemento, se possiamo fare il tifo per un Platano trionfante e brindare alla sua istintiva e naturale inclinazione alla libertà di essere e divenire ciò che è.

“Questo è il segreto: fin che si è al mondo, aver cercato di fare proprio il piacere della forma dei colori, delle espressioni delle giovani donne, delle piante, delle nuvole, o anche degli animali che s’incontrano, quali che siano, che a questa nostra breve esistenza hanno dato il senso e il piacere di essere stati qui, di esserci stati. Un modo pagano di vivere, questo. Ma vorrei sapere chi mai possa vietarci i nostri sentimenti pagani, che sono tutt’uno con l’origine del mondo.” Ippolito Pizzetti -

C'è una poesia dentro di noi che basta poco per essere risvegliata: può essere un profumo, l'aroma del caffè al mattino, un caprifoglio che mentre passeggio, si insinua nelle narici e nell'anima, il godere di una piccola pianta che cresce anche grazie alle mie cure, sorridere a qualcuno con calore ... la magia dell'alba, del mare, dei tramonti.

Esiste la felicità, occorre essere disponibili ad accettarla.
Patri15 is offline  
Vecchio 29-06-2007, 11.05.03   #5
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Riferimento: Diario della felicità

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
La felicità è la nostra vera natura, è il substrato sul quale l’infelicità avviene ed è per quello che non la notiamo ed è difficile parlarne.
E’ come la scia di un aereo nel cielo azzurro terso. Siamo attratti dall’aereo che disegna quella scia che evapora, perché si muove mentre il cielo ci si sembra sempre uguale… sembra, appunto, ad un primo sguardo superficiale ma se guardiamo più da vicino e con più attenzione possiamo vedere meraviglie, proprio in quell’apparente immobilità.


Lo sapevo che questo topic non avrebbe suscitato grandi risposte in un primo momento. Le "buone notizie" non fanno notizia, rimango della mia opinione, soprattutto qui dentro, dove molti, me compreso, vengono soprattutto per trovare spiegazioni ai propri guai, riflettendosi nei guai degli altri per riconoscersi meglio. Spesso per cercare la conferma del proprio problema, del proprio inghippo psicologico. Se fossi felice non verrei certo qui dentro a perdere tempo, penserà qualcuno a ragione...

Van lag, sono d'accordo con te, la felicità è una sensazione che "sfuma", impercettibile e lieve come un fiocco di neve.

Io, però, parlavo dello "stato di benessere senza spiegazioni" non delle vette di felicità che raggiungiamo per pochi istanti.

Prima regola che mi sento di stabilire per la mia felicità (entriamo subito nel pratico, senza perderci in riflessioni filosofiche):

Quando accetto tutto quello che mi capita (come ha detto Visir in un altro topic, citando Dante: "Io sto dove Egli mi vuole", cito a spanne, chiedo scusa. Altra citazione di Dante che fa al caso nostro: "vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandar", mettendola in bocca al traghettatore Caronte) sto bene.
Quando non mi oppongo alle cose che non dipendono da me, che non sono sotto il mio diretto controllo, cercando con il pensiero, il ragionamento e lo struggimento di venirne a capo, mi sento bene.
Insomma, siamo di fronte anche a quella vecchia massima che dice: "dammi la forza di cambiare quello che posso cambiare, dammi il coraggio di accettare quello che non posso cambiare e l'intelligenza per distinguere l'uno dall' altro".

Caso pratico:
se la tua ragazza ti ha lasciato, non ti preoccupare, ne troverai un'altra e ti lascerà anche quella, come avrebbe detto il Buon vecchio Bukowski (No, ma qui si danno consigli per la felicità, non per stare ancora più male).

Siamo seri, ne va della nostra felicità! (ah, ah, ah)

La tua ragazza ti ha lasciato, tu non vuoi rassegnarti, stai malissimo, le provi tutte, ma non riesci a farle cambiare idea. Ci provi in tutti i modi: scrivi centinaia di sms romantici, scrivi lettere d'amore, scrivi frasi imbecilli vicino ai muri e all'entrata del suo portone, le fai arrivare un intero roseto con biglietto d'amore annesso, scrivi e mail tragiche in cui le confessi che stai seriamnete pensando al suicidio, ma niente, lei non ne vuole sapere. I tuoi gesti non spostano di una virgola la situazione. Lei non ti vuole più, tu non puoi cambiare quello che pensa e sente (o crede di sentire e pensare, è la stessa cosa), non è in tuo potere. Accettalo. Lasciala andare. Non odiarla, augurale il meglio. Tra 30 anni, forse non ricorderai più neppure il suo nome.

Questo ti può dare un immediato senso di benessere e calma, perchè ti sintonizzi con l'universo e con quello che ti riserva, non cerchi di opporti e di cambiare le cose. Non è un invito al lassismo e a demordere, ma altro, spero mi sia spiegato...

Ora reclamo a gran voce le pillole di saggezza di Visir. Ho aperto questa discussione per darti uno spazio dove concentrare le tue dritte illuminanti, magari cominciando a stroncare questa pretenziosa discussione...

Buona felicità a tutti...
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 29-06-2007, 11.25.29   #6
catoblepa
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2006
Messaggi: 282
Riferimento: Diario della felicità

Le cose che mi fanno stare bene alla fine sono semplici...un piatto che mi piace, ascoltare musica che amo, scherzare con un amico, trarre soddisfazione da un lavoro fatto, gustarsi le sensazioni del contatto fisico ed emotivo con la donna con cui stai insieme....
non la chiamerei "felicità", ma stato di benessere.

Sono queste (piccole? grandi?) cose che mi fanno sentire a mio agio nella mia vita.
catoblepa is offline  
Vecchio 29-06-2007, 13.12.06   #7
pallina
...il rumore del mare...
 
Data registrazione: 15-01-2007
Messaggi: 279
Riferimento: Diario della felicità

Oggi mi trasferisco al mare per il fine settimana....

Potrebbero dirsi uno uguale all'altro, invece no.

Ogni volta che, poggiate le borse, scendo in spiaggia e mi butto in acqua, provo una sensazione stupenda...Prendo respiro, vado sotto e nuoto sul fondo, afferro un pugno di sabbia, torno su e respiro a pieni polmoni....

Il profumo del mare e subito dopo quello della macchia mediterranea, mirto e lentischio, ginestra selvatica e ginepro....

La sensazione di essere finalmente libera, viva e in pace con me stessa e con il mondo...

Uno "stato di grazia" impagabile......
pallina is offline  
Vecchio 29-06-2007, 14.24.46   #8
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Riferimento: Diario della felicità

Vi state concentrando molto sui "fatti di felicità" e questo mi fa piacere, perchè sono quelle situazioni che ci regalano i momenti più belli di benessere e salute.

Sarebbe bello (e la discussione diventerebbe davvero stimolante) se parlaste anche dei vostri "pensieri di felicità", nel senso di cosa pensate per rendervi felici?

Soprattutto nei momenti bui, quando siamo in città, lontani dal mare, senza una dolce metà da accarezzare, soli, fa caldo e la malinconia per una storia finita si affaccia nella nostra mente, cosa pensate per produrre il piacere di guardare al futuro con imperterrita fiducia e speranza?
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 29-06-2007, 18.31.04   #9
marco gallione
Utente bannato
 
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Messaggi: 363
Riferimento: Diario della felicità

Citazione:
Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Vi state concentrando molto sui "fatti di felicità" e questo mi fa piacere, perchè sono quelle situazioni che ci regalano i momenti più belli di benessere e salute.

Sarebbe bello (e la discussione diventerebbe davvero stimolante) se parlaste anche dei vostri "pensieri di felicità", nel senso di cosa pensate per rendervi felici?

Vaga, è bello il thread. All'inizio non l'avevo capito a dir la verità.

Come primo intervento "basic" (tenendo quindi aperta la possibilità di farne di ulteriori, con la consueta incontinenza verbale), mi vien da dire che, fino a qualche anno fa (oggi vado per i quaranta), se mi avessero chiesto della felicità, nei momenti bui, solo e lontano dal mare, senza una dolce metà da accarezzare e malinconico per una storia finita (ossia più o meno nella mia condizione odierna), avrei risposto che la felicità sarebbe stata composta nell'ordine:

a) da un amore intenso e corrisposto con la mia aspirata Ibella di turno;
b) da un lavoro appassionante e redditizio;
c) e da amicizie divertenti a cui affidarsi di tanto in tanto.

Oggi, invece, nella mia condizione odierna, le cose stanno un po' diversamente. Ossia la felicità è composta:

a) da un amore intenso e corrisposto con la mia aspirata Ibella (che se ne è appena andata, peraltro);
b) da un lavoro appassionante e redditizio (quello che ho, per fortuna);
c) da amicizie solide e stimolanti, più che divertenti, a cui affidarsi per il futuro (quelle che è sempre più difficile trovare);
d) e poi da ultimo ultimo, ma più importante, dalla salute dei miei cari.


Salute, amore, amicizia e successo, è questo che - a quarantanni (quando ancora si guarda la futuro, ma con un po' di giusta esperienza in piu') - uno normalmente dovrebbe/potrebbe volere, con sintesi e pur con senso critico.

Volere è potere?
Oppure l'erbavoglio non cresce nemmeno nel giardino del re?

Non so. Non saprei che dire.
Salvo aggiungere una sola cosa.
La stato della felicità nelle sue componenti a, b, c, e d è per definizione evanescente. L'amore non può essere prorompente sempre. Il lavoro dopo un po' annoia. Gli amici han sempre qualcosa da fare, ed è giusto così.
La salute, ahimè, che dire...., è il metro che più ci avvicina alla ns. condizione di minorità di esseri umani, infelici.

Morale: guardiamo (esortativo..) con ingenua serenità a dei momenti (di felicità), a dei momenti che scappano, che se ne vanno, niente di più. E riduciamo le ns aspettative. Selezioniamole. Togliamo. Togliere, bisogna togliere.. se uno ci riesce.
Questo dice il ragionamento.

Se invece vuoi il cuore, senza filtro, ti dico che vorrei lei e basta per essere felice.

Ieri l'ho incrociata per caso, e nemmeno ci siamo salutati, per evitare l'imbarazzo di fare i finti amici distaccati.
Aveva un paio di sandaletti neri, bassi.
La felicità era pensare di vederli, un giorno, slacciati e lasciati da qualche parte a casa mia, sicuro che sarebbero restati lì, insieme a tutte le sue cose, per sempre.

Una immagine del quotidiano, la felicità.

Buon week end.
marco gallione is offline  
Vecchio 29-06-2007, 22.11.35   #10
paolo di abramo
Ospite abituale
 
Data registrazione: 20-03-2007
Messaggi: 162
Riferimento: Diario della felicità

Spesso mi chiudo in casa e raramente vado al mare o faccio una passeggiata con amici ma il problema è che allego la mia felicità a quelle occasioni ritrovandomi il giorno dopo sconsolato.

Mi sento come il maiale che dopo essere stato pulito torna a rivoltarsi nel fango,perchè?Perchè un tempo fui abbandonato dalla ragazza,mi distaccai mentalmente da tutti i legami e mi capitò una esperienza che mi portò molto vicino alla morte ,nè risultò un silenzio interiore misto al timore di Dio che permise ai miei occhi di vedere ed ai miei orecchi di ascoltare,non ero più legato a nessun luogo o persona,la felicità non dipendeva da alcun fattore esterno.Credo sia difficile che quelle condizioni si ripetano.
paolo di abramo is offline  

 



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