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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 04-05-2008, 10.49.30   #31
donella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2007
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Riferimento: L' Allumeuse........

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
.Donella - Tradotto: certo che ogni nostro pensiero-parola-opera-omissione comunica "qualcosa".
LIBERO però, il comunicando, di comunicare in risposta il "qualcos'altro" che gli pare in più che paritetica potenzialità comunicativa. O no?
Iulbrinner – Allora, facciamo un esempio pratico, così facciamo prima.
Tizia viene nel mio ufficio con una minigonna no-limits, perizoma incastonato, zoccoli da mare col tacco alto e scollatura ventrale; si dedica, poi, a piegamenti continui che ne denudano le parti migliori con disinvolta noncuranza mentre svolge le sue faccende.
Io, che a quel punto sono assai più acceso di un segnalatore al fosforo, potrei:
1 – rivolgerle un sacco di complimenti circa le forme intriganti della sua persona, sperando che da cosa nasca cosa;
2 – dichiararle la mia voglia irresistibile di….tante cose, facilmente intuibili;
3 – non riuscire a trattenermi (magari perché vengo da un periodo di astinenza) e metterle una mano sul sedere, sperando in bene….
L’ipotesi 4 - tentare di sposarla - neanche la tengo in conto, caro marcoriccardi, per una complessa serie di motivi, tra cui il fatto che, nell’anno di grazia 2008, non tutto può essere piegato ad una sola ed esclusivizzante logica esistenziale.
Altrettanto dicasi per l’ipotesi 5 – quella di declamarle una poesia, per riportare il tutto nell’olimpo idilliaco dei sentimenti nobili e belli – datosi che Tizia non mette in mostra un animo sensibile e romantico; mette in mostra qualcos’altro.
L’ipotesi 6, inoltre, non è neanche lontanamente pensabile per ovvie e consolidate ragioni (consisterebbe nel mettere in mostra, a mia volta, qualcosa di mio, in regime di par condicio).
Bene. Detto dell’anacronismo e dell’incongruenza con la situazione, di cui alle ipotesi 4 e 5, nonché dell’impraticabilità assoluta della 6, la verità è che ciascuna delle prime 3 ipotesi elencate (con qualche generico beneficio del dubbio per la sola prima) configurerebbe, su insindacabile e probatorio giudizio della sola Tizia, una fattispecie di reato nota come “molestia sessuale”.
Chi ritiene che stia esagerando, ricordi la recente sentenza (già menzionata in altro argomento) con la quale un passeggero ferroviario è stato condannato per avere fissato (ossia, guardato) troppo a lungo la sua dirimpettaia durante un breve viaggio. Si tratta solo dell’ultimo grano di un rosario di sentenze di pari tenore afflittivo per il “malcapitato” di turno.
Ergo, sulla base di questo banale esempio concreto di vita vivibile, arriverei senz’altro alla conclusione che: no, “il comunicando non è parimenti libero di comunicare il qualcos’altro che gli pare in più” e la supposta “paritetica potenzialità comunicativa” non esiste affatto.
Direi che la supposta di cui sopra va in direzione esattamente contraria……
Mi sia consentito, infine, un sincero apprezzamento per l’illuminata e ragionevole onestà intellettuale di Anagarika.

Intanto, IUL, mi sembra che l'esempio di Tizia neanche scalfisca il concetto della tutt'altro che matematica rispondenza tra comunicato e recepito : Tizia può fare tutto questo ed altro, ma se alla scrivania è seduto un gay.... facilissimo che non s'avveda di alcun messaggio o che , avvedendosene, possa trovarlo semplicemente divertente o semplicemente ripugnante. Cos' confermandoci che "leggere" è atto di chi legge e non di chi "scrive", e che si può "scrivere" qualunque cosa dovendo sempre sapere che potrà esser "letta".... proprio quella che NON è stata mai scritta.

Torno al tuo esempio, dove Tizia scrive quel che ritiene, ovviamente a proprio modo.
Come "legge" l'uomo seduto alla scrivania, nel tuo esempio?

Scusa IUL, ma mi sembra che anche dopo aver escluso le ipotesi arcadiane e anacronistiche.... quell'uomo continui a leggere da castrato/complessato e che solo DA questi limiti della sua lettura derivi quel senso di impotenza globale che tu fai trionfare nelle residue quattro ipotesi.

Castrato: dal prefigurarsi vittimisticamente un ordine social-giuridico ipertutorio del femminile a discapito del maschile... che se ci fosse potremmo anche discuterne, peccato però esista e risalti esclusivamente allo sguardo di alcuni pasionari della "questione maschile" . Ora, ti prego, non riapriamo le curve anche qui! L'importante è sapere e ricordare che quest'ordine social-giuridico potrebbe a propria volta essere una di quelle comunicazioni che nessuno ha mai scritto e che tu come pochi altri riuscite a leggere; ma, soprattutto, che quand'anche esistesse, in NESSUNA misura sarebbe ascrivibile alla volontà dell'allumeuse.

Complessato: dal ritrovarsi (senza pravviso e senza richiesta) una che - all'istante - lo spiazza, e lo spiazza perchè - voluti o meno - emana "scritti" che A QUEL LETTORE suonano piccanti, eccitanti, invoglianti..... NON PRECEDUTI E NON PROVOCATI DA ALCUNA ATTIVITA' STRATEGICO-PREPARATORIA dell'uomo che è alla scrivania.
Dovremo infatti ammettere che se Tizia arrivasse a questa performance in seguito all'escaletion comunicativa di qualche giorno (tipo: lunedì Tizio si complimenta per le sue gambe e martedì Tizia accorcia la gonna; martedì si complimenta per il suo decollete e mercoledì si amplia il decollete; mercoledì si complimenta per la sensualità delle sue movenze, e giovedì comincia una performance acrobatico-circense per spostare faldoni sullo scaffale), il Tizio alla scrivania sarebbe molto più tranquillo e ne conseguirebbe il senso di padronanza che deriva da apparenti conferme della capacità registica, piuttosto che il totale spiazzamento di questa e conseguente panico rabbiosetto.

Sono soprattutto queste due componenti (ritenuto ordine social-giuridico e intima postura del lettore) a determinare quel senso di rabbiosa impotenza che tu descrivi.
E non mi sembra che Tizia abbia nè possa avere alcun ruolo in alcuna delle due.
Per cui, onestamente, non vedo perchè fare di Tizia il caprio espiatorio di una serie di "malanni" che credi di vedere nel mondo che ti circonda + di una serie di assetti interiori che sono del lettore (anche se non li vede) e non della scrittrice.

Quando parlo di impotenza, infatti, mi riferisco esattamente a quella che fa ritenere esaurito lo scibile delle "risposte" alle 6 che tu hai prefigurato.
Probabilmente sono quelle e SOLO quelle per chi parte dalle TUE premesse come sopra rintracciate.

Semplicemente facendo entrare in gioco elementi come : disponibilità, giocosità, ironia..... le ipotizzabili risposte si moltiplicherebbero a dismisura.

Se, POI, entrasse in gioco l'apertura mentale di serenamente riconoscere le proprie reazioni e brillantemente saperle trasmettere SENZA il pregiudizio complessante e fuorviante e castrante di ... sentirsi zero a uno.... sol perchè non si è stati rassicurantemente i primi ad accendere la fiaccola della conquista.... le risposte ipotizzabili andrebbero ad infinito (altro che 6!).... inclusa quella che vede la vera allumeuse, partita per perpetuare il gioco di veder aumentare la frequenza cardiaca dell'eccitato che annaspa tra l'incredulità e la frenesia pacchianamente gestita di "cogliere l'occasione", a propria volta eccitata dall'aver dinanzi un uomo che si scopre felicemente più Vero ed Interessante della media sulla quale s'è allenata....
donella is offline  
Vecchio 04-05-2008, 19.25.08   #32
chlobbygarl
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Riferimento: L' Allumeuse........

Citazione:
Originalmente inviato da marcoriccardi1980
"colei che accende" o meglio:
"donna che si compiace nello stuzzicare i desideri maschili, solo per il divertimento di farlo, senza dare nulla in cambio e senza coinvolgersi in alcun tipo di relazione"......Insomma per dirla in maniera spiccia e non proprio precisa: "una stronz@"....
Consideri la comunicazione di sè, nelle sue varie forme, come funzionale a qualcos'altro che non sia il bisogno fisiologico che la medesima configura e soddisfa, anche da sola.La donna 'allumosa' sarebbe in tale ottica una sadica insensibile, una stronza.Associ 'allumosa' e donnaiolo e, curiosamente e se non sbaglio, gli uomini che sul secondo non hanno proferito verbo qui invece si sono espressi...

Io credo che sia una questione di misura, quindi saltando a piè pari casi estremi del tipo di quella che ti sbatte tette e culo davanti:

piacere piace evidentemente a chiunque, basta non erigerci sopra la persona(lità).Scrivere qui ha lo stesso significato, anche per te immagino: comunicarsi valutando consensi e dissensi.Sfido chiunque a dire che un consenso intelligente e ben argomentato non faccia piacere.Sfido inoltre, ma vincerei sempre, a discriminare il limite esatto tra la seduzione più inequivocabile e invece la più asettica delle esposizioni.Persuasione è propedeutica e spesso prodromica di seduzione, quando i termini poi non si pospongono.

Comunicare la propria idea di mondo è imprescindiubile e vitale quanto trovare qualcuno che la ami (almeno) quanto noi.

Venendo al merito e alla misura, una donna che gioca a sedurre per sedurre, e lo fa in modo evidente o comunque continuo e ripetuto, è una donna che NON seduce, per definizione.All'opposto ideale una donna che invece seduca, davvero senza volerlo....Nel mezzo a questi due estremi ci sta tutta l'umanità, grossomodo, senza scalini invalicabili.

Sedurre comunicando.Finchè rimane una cosa 'fresca', un copione 'nuovo', casuale quanto possibile, perchè no?In quel caso si seduce in due, fasi alterne, alterni momenti.Si comunica in (almeno) due, di solito.Quando però diventa un 'ruolo' che esaurisce, totalizza o caratterizza quella persona allora è palloso, penoso, misero, vuoto.

Le donne forse usano di più la seduzione fine a sè stessa e quindi non-finalizzata rispetto agli uomini, sentirsi desiderate e al centro di possibili flirt è per loro forse, un kick endorfinico e/o adrenalinico particolare.Le donne forse provano un piacere psicofisico notevole già nel giocare a farsi desiderare.

Per questi aspetti, a mio avviso lontani dall'essere prova della 'stronzaggine' femminile e ove presenti con naturalezza e assenza di compulsione patologica, passa invece semplicemente la realtà dell'essere femmina e donna assieme. Esprimere liberamente la propria seduttività comunicativa, comunicare all'occasione seducendo, è un gioco anche femminile a cui nessun uomo può sottrarsi: per semplice logica esisterà sempre una percentuale di queste interazioni in cui la parte maschile uscirà sconfitta, sedotta e abbandonata.Diversamente avremmo il dato assurdo del 100% di scopate o di relazioni seguite a seduzioni.

In sintesi quello che tu lamenti come un profilo di malvagità femminile è solo una necessità biologica e psicologica: si desidera solo ciò che forse non si avrà, eliminare questa incertezza equivarrebbe in un primo momento a densificare il mondo all'inverosimile o in subordine alla crescita finanziaria delle multinazionali con brevetti sugli anticoncezionali.Soprattutto alla morte del desiderio: magari è meglio che tu continui a desiderarle nell'attesa di imparare il tuo modo per 'prenderle' piuttosto che smettere di volerle.
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Vecchio 05-05-2008, 00.02.16   #33
iulbrinner
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Riferimento: L' Allumeuse........

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Originalmente inviato da donella
Intanto, IUL, mi sembra che l'esempio di Tizia neanche scalfisca il concetto della tutt'altro che matematica rispondenza tra comunicato e recepito : Tizia può fare tutto questo ed altro, ma se alla scrivania è seduto un gay.... facilissimo che non s'avveda di alcun messaggio o che , avvedendosene, possa trovarlo semplicemente divertente o semplicemente ripugnante. Cos' confermandoci che "leggere" è atto di chi legge e non di chi "scrive", e che si può "scrivere" qualunque cosa dovendo sempre sapere che potrà esser "letta".... proprio quella che NON è stata mai scritta.
Argomentazione del tutto insussistente ed estranea all’argomento trattato.
Tizia procede con la logica autoreferenziale di cui ho detto prima; fosse il contrario - ossia, una scrittrice rivolta ad un ipotetico lettore per comunicare qualcosa - per quanto mi riguarda sarebbe la più benvenuta delle benvenute (stiamo parlando dell’allumeuse e non della “disinibita” vogliosa e disponibile, ricordi?...magari ce ne fossero in giro…).
Nella mia breve narrazione gli eventuali esiti positivi sarebbero, infatti, accolti con estremo e gaudente entusiasmo. Peccato che questi esiti siano appesi al filo insondabile delle soggettive ed imprevedibili reazioni di Tizia.
Alla Tizia degli esiti negativi, invece, non interessa cosa leggono gli altri; lei comunica sé stessa e basta e l’interlocutore (omo o etero) ha valore puramente strumentale alla propria affermazione narcisistica.
Autoreferenzialità è la parolina magica; il lettore, in questo caso, è del tutto irrilevante per la scrittrice, che celebra semplicemente sé stessa.
Citazione:
Castrato: dal prefigurarsi vittimisticamente un ordine social-giuridico ipertutorio del femminile a discapito del maschile... che se ci fosse potremmo anche discuterne, peccato però esista e risalti esclusivamente allo sguardo di alcuni pasionari della "questione maschile" . Ora, ti prego, non riapriamo le curve anche qui! L'importante è sapere e ricordare che quest'ordine social-giuridico potrebbe a propria volta essere una di quelle comunicazioni che nessuno ha mai scritto e che tu come pochi altri riuscite a leggere; ma, soprattutto, che quand'anche esistesse, in NESSUNA misura sarebbe ascrivibile alla volontà dell'allumeuse.
La negazione è un meccanismo di difesa psicologica arcaico ed infantile, destinato a scontrarsi fatalmente con la realtà dei fatti; immaginavo che lo sapessi, visto che frequenti abitualmente un forum di psicologia.
Tu dici che l’ordine “social-giuridico ipertutorio del femminile a discapito del maschile” non esiste “tranne che nell’immaginario di alcuni pasionari della questione maschile", ignorando anche la “sintomatica” notizia di cronaca giudiziaria in ambito ferroviario che ho riportato come extrema summa della questione.
Se vuoi, oltre alla sentenza menzionata te ne posso citare a decine e decine, più o meno della stessa valenza; pensa che la Corte di Cassazione (sia sempre Suprema) ha anche stilato una mappa corporea femminile, alla quale corrispondono i livelli di pena detentiva da infliggere per ciascun distretto corporeo interessato dal toccamento sgradito, nella quale è compreso anche il polso (3 mesi, se non ricordo male).
Questa tua trovata amatoriale – anche considerando altri argomenti correnti sul forum riguardanti l’informazione – è, forse, l’esempio più evidente e conclamato di cosa significhi “occultamento della realtà” e disinformazione dolosa.
Colgo l’occasione per avvisare i poco informati di sesso maschile; siete sotto il tacco di qualunque “eterna femminina” in circolazione, alla quale è devoluto dalla legge vigente “giudicare” giudiziariamente del vostro comportamento sessuale in assoluta, arbitraria ed insindacabile libertà personale di giudizio. Norme oggettive o garanzie processuali al riguardo non ne esistono.
Non voglio fare allarmismo ma io vi suggerisco di stare accorti; poi, fate come volete. Io vi ho avvisato.

Solo su una cosa mi trovi d’accordo: il termine “castrante".
Infatti, la normativa sulle molestie sessuali – quella che consente l’assoluta ed incondizionata libertà del linguaggio sessuale femminile (provocazione), contrapposta frontalmente alla più severa, afflittiva e labirintica limitazione del linguaggio sessuale maschile (azione) – ha esattamente questo scopo o, quantomeno, questo risultato: la castrazione dei comportamenti maschili.
Il fatto che non sia ascrivibile all’allumeuse – anche in questo caso – è del tutto irrilevante; lei sa di poter abusare a piacimento di questo stato di cose e ne abusa a piacimento; nessuno le dà dei limiti etici o giuridici e, quindi, ne approfitta.
Citazione:
Complessato: dal ritrovarsi (senza pravviso e senza richiesta) una che - all'istante - lo spiazza, e lo spiazza perchè - voluti o meno - emana "scritti" che A QUEL LETTORE suonano piccanti, eccitanti, invoglianti..... NON PRECEDUTI E NON PROVOCATI DA ALCUNA ATTIVITA' STRATEGICO-PREPARATORIA dell'uomo che è alla scrivania.
Dovremo infatti ammettere che se Tizia arrivasse a questa performance in seguito all'escaletion comunicativa di qualche giorno (tipo: lunedì Tizio si complimenta per le sue gambe ....), il Tizio alla scrivania sarebbe molto più tranquillo e ne conseguirebbe il senso di padronanza che deriva da apparenti conferme della capacità registica, piuttosto che il totale spiazzamento di questa e conseguente panico rabbiosetto.
Quindi, per l’elementare principio di transizione, ne deduco che se io – NON PRECEDUTO E NON PROVOCAT(O) DA ALCUNA ATTIVITA' STRATEGICO-PREPARATORIA - mi avvicino a qualunque Tizia o Caia e la spiazzo dicendole che “me la farei molto volentieri lì dove ci troviamo” il “panico rabbiosetto” di Tizia o di Caia non avrebbe motivo di esistere.
Giusto?
Se, quindi, reagissero con “il panico rabbiosetto” – magari denunciandomi per molestie sessuali - anche loro manifesterebbero la presumibile pretesa di “conferme della [propria] capacità registica, piuttosto che il totale spiazzamento di questa e conseguente panico rabbiosetto.?
Giusto, no….?
Eppure i tribunali non la pensano così.
A cosa lo attribuisci?
Forse un fatto astrologico e congiunture astronomiche sfavorevoli?
Fammi sapere in dettaglio.
Citazione:
……onestamente, non vedo perchè fare di Tizia il caprio espiatorio di una serie di "malanni" che credi di vedere nel mondo che ti circonda + di una serie di assetti interiori che sono del lettore (anche se non li vede) e non della scrittrice.
Magari io sto cercando di dire che anche Tizia ha delle responsabilità personali nel suo comunicare e agire sessuale.
Se questo significa “farne un capro espiatorio” siamo veramente a livelli di vittimismo e deresponsabilizzazione femminile assai più gravi del previsto.
Se questo è il livello generale del sentire, invoco la rapida ascesa della “questione maschile” nella sfera pubblica, perché significa che c’è in giro un bisogno estremo ed immediato di ragionevolezza.
Citazione:
Semplicemente facendo entrare in gioco elementi come : disponibilità, giocosità, ironia..... le ipotizzabili risposte si moltiplicherebbero a dismisura.
Stiamo sempre parlando di quella che la mette in vetrina, ti fa tirare il collo, ti ci fa credere ma alla fine “non te la dà”; ricordi sempre…?
Ad ogni modo, io ho fatto delle ipotesi concrete; fanne anche tu qualcuna, così capisco meglio quello che vuoi dire di costruttivo che non sia sterile opposizione di barricata.
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Vecchio 05-05-2008, 07.52.27   #34
Anagarika
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Riferimento: L' Allumeuse........

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Originalmente inviato da chobblygarl
Io credo che sia una questione di misura, quindi saltando a piè pari casi estremi del tipo di quella che ti sbatte tette e culo davanti...

impossibile saltarle, sono troppe

ma in effetti non si sta parlando di abbigliamento, ma di seduzione fine a se stessa, che metaforicamente è la stessa cosa salvo nel finale certo e predeterminato: non sarà una relazione, neanche "solo" sessuale.

Non si sta parlando di civetteria fisiologica nè di ammiccamenti reciproci, ma di quel "complesso di cleopatra" che il simpatico Mastrandrea attribuisce alla deliziosa Giovanna Mezzogiorno (Notturno Bus) che facendo la seduttiva con lui e con tutti gli uomini del mondo usa il cd potere sessuale femminile come scialuppa di salvataggio per cavarsela in tutte le situazioni, incurante dei sentimenti degli uomini che hanno la sfortuna d'incontrarla.

Citazione:
Per questi aspetti, a mio avviso lontani dall'essere prova della 'stronzaggine' femminile e ove presenti con naturalezza e assenza di compulsione patologica, passa invece semplicemente la realtà dell'essere femmina e donna assieme. Esprimere liberamente la propria seduttività comunicativa, comunicare all'occasione seducendo, è un gioco anche femminile a cui nessun uomo può sottrarsi: per semplice logica esisterà sempre una percentuale di queste interazioni in cui la parte maschile uscirà sconfitta, sedotta e abbandonata

E' compulsione se tutte le donne si sentono obbligate/autorizzate ad adottare atteggiamenti seduttivi, sempre e con tutti!

La "stronzaggine" non sta nell'essere seduttiva, ma nell'abusarne a sproposito. Con comportamenti inadeguati al contesto, in uno stato, il nostro, in cui tutti i richiami sessuali femminili sono sbandierati come buoni e giusti e tutti quelli maschili come inappropriati, fastidiosi, molesti, e potenzialmente criminali.
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Vecchio 05-05-2008, 12.11.03   #35
chlobbygarl
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Riferimento: L' Allumeuse........

Citazione:
Originalmente inviato da Anagarika
impossibile saltarle, sono troppe
ma in effetti non si sta parlando di abbigliamento, ma di seduzione fine a se stessa, che metaforicamente è la stessa cosa salvo nel finale certo e predeterminato: non sarà una relazione, neanche "solo" sessuale.

Non si sta parlando di civetteria fisiologica nè di ammiccamenti reciproci, ma di quel "complesso di cleopatra" che il simpatico Mastrandrea attribuisce alla deliziosa Giovanna Mezzogiorno (Notturno Bus) che facendo la seduttiva con lui e con tutti gli uomini del mondo usa il cd potere sessuale femminile come scialuppa di salvataggio per cavarsela in tutte le situazioni, incurante dei sentimenti degli uomini che hanno la sfortuna d'incontrarla.
Certo, ma quello di cui parli è un sintomo preciso di varii disturbi di personalità.
Uscendo da tale ambito non credo si possa delineare una moltitudine di donne dedite a seduzione compulsiva, mentre è quantomeno possibile che nella fisiologica querelle intersessuale vi sia chi strumentalizza un "no" traducendolo in seduzione indebita e 'sleale'.Ora, proprio l'uso del termine 'lealtà' nella dialettica ravvicinata tra i sessi potrebbe far riflettere: non ho visto spesso uomini 'persi' per qualcuna accettare facilmente la semplice constatazione della non-reciprocità delle sensazioni da loro provate.Ma chi non corrisponde, magari dopo aver indugiato nella conoscenza, è 'sleale'?Vogliamo normalizzare tutti i comportamenti femminili all'insegna del metodo migliore per non ferire l'uomo?
Sai che palle.E che categoria di uomini avremmo selezionato così, se non verosimilmente smidollati e cocchi di mamma?

Citazione:
La "stronzaggine" non sta nell'essere seduttiva, ma nell'abusarne a sproposito. Con comportamenti inadeguati al contesto, in uno stato, il nostro, in cui tutti i richiami sessuali femminili sono sbandierati come buoni e giusti e tutti quelli maschili come inappropriati, fastidiosi, molesti, e potenzialmente criminali.
L'abuso del potere seduttivo è deprecabile.Si tratta di capire cosa si s'intenda nel thread per abuso.Credo che la discussione nasca con questo problema: distinguere l'abuso dalla 'normalità'.Tutti concordiamo sul no all'abuso, eppure immagino che stiamo parlando di condizioni reali sensibilmente differenti.Io non vedo questa disparità etica conclamata tra richiami sessuali maschili e femminili, le donne con minigonne come divisa, ancorchè spalmate dappertutto sui media, raggiungono sovente nella realtà l'allure di zoccole stando a molti giudizi maschili e quindi discorsi di correctness a parte.Se esco con una donna che mi si presenta con scollature e mini ascellare è probabilissimo che segua il mio istinto nell'approcciarmi a lei: questo non vuol dire che se la medesima mi rifuta io mi senta sedotto indebitamente e arrivi a considerarla una stronza.E' il concetto di lealtà che conosco.
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Vecchio 05-05-2008, 13.01.38   #36
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Riferimento: L' Allumeuse........

E se ci fosse anche un altro tipo di allumeuse?

Ho letto tutti gli interventi e, devo dire, quello che viene fuori è la definizione di una persona che strategicamente, consapevolmente e (qualcuno ha detto) sadicamente decide di "prendere in giro" il maschio con le sue armi seduttive.

Se il suo atteggiamento partisse da una forte debolezza e da problemi che vive sul fronte psicologico?

Ho conosciuto ragazze che risultavano seduttive loro malgrado. Non se ne rendevano conto. Non lo facevano per prendere in giro il maschio, ma spontaneamente, senza alcun secondo fine. Si rapportavano in un modo che chiunque avrebbe giudicato seducente, ma ne erano totalmente inconsapevoli. Come fosse un qualcosa che inconsciamente venisse a galla, magari legato ad un modo da piccola di attirare l'attenzione di un genitore e portato avanti in età adulta senza rendersene conto.

La vera potenza seduttiva dell'allumeuse si manifesta proprio in questo modo e non credo abbia a monte una strategia diabolica volta a fare del male all'altro.

Il suo ritirarsi potrebbe essere dovuto a profonde motivazioni rivelanti proprie problematiche relazionali. Nella relazione possono affiorare ferite dolorose rievocanti dinamiche vecchie e mai risolte.

Una persona che fa questo con continuità e in ogni rapporto (come dice marcoricciardi, "non entrando in relazione") ha problemi e problemi gravi, visto che così facendo si perde il meglio e, secondo me, rimane profondamente insoddisfatta. Io la vedo una debole e non una forte. Una insicura e non una stronza.

Nella realtà trovo persone che sono allumeuse, ma non sempre e comunque, e in quel caso è tutto attribuibile a situazioni contingenti, in cui chiunque (maschio e femmina) potrebbe essere coinvolto.

Insomma, "allumeuse" è la semplice fotografia di un comportamento che avviene in un determinato momento e che in un altro e con un'altra persona potrebbe benissimo non verificarsi.

Se invece ci troviamo di fronte a persone "allumeuse" ad oltranza, più che definirle stronze consapevoli, ci sarebbe da indagare a fondo sulle loro problematiche psicologiche.

P.S. per Chlobby: i maschi sono intervenuti anche sul donnaiolo, quantunque l'autore del topic sembra rivolgersi solo alle donne del forum sia in quello che in questo. Come mai?
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 05-05-2008, 15.51.12   #37
donella
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Riferimento: L' Allumeuse........

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Argomentazione del tutto insussistente ed estranea all’argomento trattato.
Tizia procede con la logica autoreferenziale di cui ho detto prima; fosse il contrario - ossia, una scrittrice rivolta ad un ipotetico lettore per comunicare qualcosa - per quanto mi riguarda sarebbe la più benvenuta delle benvenute (stiamo parlando dell’allumeuse e non della “disinibita” vogliosa e disponibile, ricordi?...magari ce ne fossero in giro…).
Nella mia breve narrazione gli eventuali esiti positivi sarebbero, infatti, accolti con estremo e gaudente entusiasmo. Peccato che questi esiti siano appesi al filo insondabile delle soggettive ed imprevedibili reazioni di Tizia.
Alla Tizia degli esiti negativi, invece, non interessa cosa leggono gli altri; lei comunica sé stessa e basta e l’interlocutore (omo o etero) ha valore puramente strumentale alla propria affermazione narcisistica.
Autoreferenzialità è la parolina magica; il lettore, in questo caso, è del tutto irrilevante per la scrittrice, che celebra semplicemente sé stessa.

Mi sa che c'è un po' di confusione !?

Tento un reset.

La "stronza" di Marcoriccardi sarebbe quella che "attizza SOLO per attizzare" (e ridendosene , poi, del semplice aver attizzato : senza "dar nulla" direbbe lui, senza "prender nulla" direi io).
E' stata così data per ovvia e ineluttabile (per qualunque minigonna, per esempio) una che comunica SAPENDO E VOLENDO COMUNICARE e - POI - SAPENDO E VOLENDO trarre da questa sua comunicazione (o espressione di sè, se preferisci) esclusivamente una gratificazione narcistica personale.
Mi sembra del tutto inutile chiedersi se QUESTA comunichi o meno... : primo: perchè è il presupposto da cui è partito chi ha fatto la domanda; secondo (più facile e matematico) : perchè può essere autoreferenziale quanto le pare... ma non avrebbe alcun senso (PER LEI) avere gli stessi atteggiamenti stando in casa da sola. Ergo: che QUESTA comunichi (come le pare e per i fini che le pare) mi sembra fuor di dubbio.
Ergo: se vogliamo parlare di questa, non mi sembra che possiamo logicamente prescindere dall'esistenza di una sua comunicazione, ANZI: di una sua comunicazione VOLUTA. Che la sua comunicazione sia traducibile in "dimmi che ti piaccio" anzichè in "quanto vorrei dartela".... boh.... a me non sembra reato.

Per altro versante:
Così come non tutte le vergini restano tali per attizzare Marcoriccardi.... è lecito presumere che non tutte quelle che indossano una minigonna la indossino per lanciare un messaggio a tutti quelli che incontrano. A tutte capita di "mettersi su" in modo particolarmente carino per un appuntamento con UNA persona.... e ritrovarsi il percorso martoriato dagli ammiccamenti di qualche dozzina di uomini che incrocia per puro caso sino all'appuntamento...
Più che VOLER comunicare... questa ESPRIME SE STESSA COME CREDE.
L'esistenza di questa, al cospetto della quale diventa semplicemente risibile l'imputazione di "allumeuse" , l'abbiamo ventilata io e parecchi altri. Mi sembra che l'esistenza (oggettiva) di questa categoria.... denunci più che altro le problematiche di "ansiosa attesa di una comunicazione , che porta sinanche all'immaginarla".... NEL LETTORE, NON NELLA SCRITTRICE. In questo caso NON è immaginato lo scritto, è proprio immaginata LA SCRITTRICE.

Ergo compendiante: la comunicazione VOLUTA manca, nel caso ipotizzato da me ad Altri, e autoreferenziale mi sembra proprio rimanga soltanto LA FANTASIA di chi si perora di leggere, fino al punto che qui manca l'allumeuse.
La comunicazione VOLUTA, invece, c'è tutta nel caso dell'allumeuse autentica.
A questa, come al donnaiolo, piace comunicare la domanda "ti tiro?".
Ripeto: non mi sembra reato che la stessi non imposti il sinallagma "se mi dici che tiro, te la do'". Te lo chiedo : è reato?

Citazione:
Tu dici che l’ordine “social-giuridico ipertutorio del femminile a discapito del maschile” non esiste “tranne che nell’immaginario di alcuni pasionari della questione maschile", ignorando anche la “sintomatica” notizia di cronaca giudiziaria in ambito ferroviario che ho riportato come extrema summa della questione.
Se vuoi, oltre alla sentenza menzionata te ne posso citare a decine e decine, più o meno della stessa valenza; pensa che la Corte di Cassazione (sia sempre Suprema) ha anche stilato una mappa corporea femminile, alla quale corrispondono i livelli di pena detentiva da infliggere per ciascun distretto corporeo interessato dal toccamento sgradito, nella quale è compreso anche il polso (3 mesi, se non ricordo male).
Questa tua trovata amatoriale – anche considerando altri argomenti correnti sul forum riguardanti l’informazione – è, forse, l’esempio più evidente e conclamato di cosa significhi “occultamento della realtà” e disinformazione dolosa.
......
Solo su una cosa mi trovi d’accordo: il termine “castrante".
Infatti, la normativa sulle molestie sessuali – quella che consente l’assoluta ed incondizionata libertà del linguaggio sessuale femminile (provocazione), contrapposta frontalmente alla più severa, afflittiva e labirintica limitazione del linguaggio sessuale maschile (azione) – ha esattamente questo scopo o, quantomeno, questo risultato: la castrazione dei comportamenti maschili.
Il fatto che non sia ascrivibile all’allumeuse – anche in questo caso – è del tutto irrilevante; lei sa di poter abusare a piacimento di questo stato di cose e ne abusa a piacimento; nessuno le dà dei limiti etici o giuridici e, quindi, ne approfitta.

Se è vero che vogliamo fare informazione e non disinformazione di barricata, io propongo di cominciare dal punto di partenza.

Perchè non dire che il reato di molestia , anche nella specie della molestia sessuale, è sanzionato da questo articolo ? :

CODICE PENALE
Art. 660. (Molestia o disturbo alle persone).
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516 (162 bis, 659, 688) (1).

(1) L'ammenda originaria fino a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall'art. 3 della L. 12 luglio 1961, n. 603, recante modificazioni al codice penale e successivamente quintuplicata dall'art. 113 della L. 24 novembre 1981, n. 689, in tema di depenalizzazione.


Possiamo cominciare a notare che l'articolo, di femminista, non ha assolutamente NULLA. Tutela PERSONE : uomini e donne.

Ora passiamo alla Cassazione.

E' di particolare rilevanza (nelle banche dati PROFESSIONALI di giurisprudenza: NON nella mia testa) questa illuminante sentenza:

Molestia o disturbo alle persone -Estremi - Molestia sessuale - Differenza

La molestia sessuale si differenzia dall'abuso - anche nella forma tentata - in quanto prescinde da contatti fisici a sfondo sessuale e normalmente si estrinseca o con petulanti corteggiamenti non graditi o con petulanti telefonate o con espressioni volgari, nelle quali lo sfondo sessuale costituisce un motivo e non un momento della condotta.

*Cass. pen., sez. III, 19 dicembre 2005, n. 45957


Ma, sempre per una CORRETTA informazione di chi non frequentasse d'abitudine le sentenze di Cassazione, è forse ancor più illuminante questa:

Molestia o disturbo alle persone - Estremi - Insistente corteggiamento non gradito di una donna - Configurabilità

Integra il reato di molestie, la condotta di continuo ed insistente corteggiamento, che risulti non gradito alla persona destinataria, in quanto tale comportamento è oggettivamente caratterizzato da petulanza.

*Cass. pen., sez. I, 18 maggio 2007, n. 19438


Vedi IUL? Cerchiamo di ricordarcelo quel "risulti NON gradito".... perchè E' QUELLO che fa scattare il reato! (e poi ricordiamocelo perchè ci tornerà utile nel fare i film di risposta alla Tizia del perizoma che è più grande della minigonna).

(segue)
donella is offline  
Vecchio 05-05-2008, 15.52.04   #38
donella
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Riferimento: L' Allumeuse........

Citazione:
Quindi, per l’elementare principio di transizione, ne deduco che se io – NON PRECEDUTO E NON PROVOCAT(O) DA ALCUNA ATTIVITA' STRATEGICO-PREPARATORIA - mi avvicino a qualunque Tizia o Caia e la spiazzo dicendole che “me la farei molto volentieri lì dove ci troviamo” il “panico rabbiosetto” di Tizia o di Caia non avrebbe motivo di esistere.
Giusto?
Se, quindi, reagissero con “il panico rabbiosetto” – magari denunciandomi per molestie sessuali - anche loro manifesterebbero la presumibile pretesa di “conferme della [propria] capacità registica, piuttosto che il totale spiazzamento di questa e conseguente panico rabbiosetto.?
Giusto, no….?
Ma certo che no!
Ho appena finito di dirtelo : purchè tu non sia così focoso da integrare gli estremi di altri reati (ingiurie, per esempio)... ma tu puoi dire TUTTO quel che vuoi!!!!! L'importante è che , se in risposta ottieni un "no, grazie".... lì ti fermi e lì ti stai! SE insisti... allora è "molestie". E mi pare anche giusto, no?
MA, E QUI VIENE IL BELLO, QUESTO VALE PER TUTTI (uomini e donne).

SICCHE'... se tu , invece di chiederti curioso "ma ci sta o mi piglia in giro?".... dicessi un semplice e fantascientifico (VERO, però!) "signorina, che lei lo sappia o meno, la sua mise e il suo contegno, non consoni al luogo e alla circostanza, mi risultano molto eccitanti... per cui o me la dà o le ingiungo di smetterla"..... andrebbe da sè.... che o te la dà, o la smette, o puoi denunciarla per molestie sessuali ANCHE TU!!!!!!!!!!!!!!!!!

Dopodichè..... se della nostra tradizione non fa parte "mamma mamma CicciA mi tocca".... è forse questa la ragione vera per la quale.... per molestie sessuali vengono condannate - PERCHE' DENUNCIATE - soltanto quelle fidanzate-mogli-amanti che NON PIU' DESIDERATE E ORMAI INGOMBRANTI.... ingombrano con qualche stupida serie di telefonate richiuse o pedestremente minatorie.
Ma mi sembra tutto molto logico, e senza nessuna barricata lo giusitifico per prima : COME FA, INFATTI, UNO CHE FINO ALL'ULTIMO NON ERA DISTURBATO DALL'AVANCE, ANZI NE PREGUSTAVA I RISULTATI, come fa a denunciare? E' una questione di TEMPI, è SOLO una questione di tempi: la lusinga NON gli giunge sgradita, e quindi - in quanto lusinga - NON risulta nè MAI potrà risultare agli atti sgradita in quanto tale. Anzi lui la coltiva e speranzoso ne attende i frutti. Chiaro, IUL! E 'ndo và, questo, quando appura che "non c'è"?
IL CODICE PENALE TUTELA DALLE PETULANZE INDESIDERATE, MICA DA QUELLE DESIDERATE!
O AUSPICHI UN CODICE PENALE CHE SANZIONI IL NON DARLA....A CHI GIA' CREDEVA D'AVERLA... SOL PERCHE' CREDEVA D'AVERLA?


Citazione:
Stiamo sempre parlando di quella che la mette in vetrina, ti fa tirare il collo, ti ci fa credere ma alla fine “non te la dà”; ricordi sempre…?
Ad ogni modo, io ho fatto delle ipotesi concrete; fanne anche tu qualcuna, così capisco meglio quello che vuoi dire di costruttivo che non sia sterile opposizione di barricata.

Come vedi ricordo.
Come vedi t'ho già fatto un'ipotesi.
Potrei farne altre, ma sarei molto monotona, perchè... benchè sia luogo comune che la strategia è femmina.... TUTTE le mie ipotesi davanti all'allumeuse (fossi maschio) principierebbero dalla scopertura delle carte da parte di lui..... probabilmente molto più eccitante e spiazzante della scopertura delle natiche di lei.
donella is offline  
Vecchio 05-05-2008, 16.08.10   #39
Pipoca
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Riferimento: L' Allumeuse........

Non sono concorde nel considerare la seduzione come una patologia.
Essa NON lo è.
O se proprio proprio deve essere tale, lo è al pari di chi la nega, la giudica, la accusa, la denuncia e la vorrebbe distruggere.

Forse sarebbe meglio considerarla un'arte, che può essere di buon gusto o di cattivo gusto, a seconda del soggetti interessati.

Questo sembra essere un tipo di problematica già minato alla base dalla cultura italiana.

La sensualità è una parte di noi, che si voglia o meno, che la si accetti o meno, che la si giudichi o meno. E' sempre esistita, fin dalle prime civiltà l'archeologia ci propone questioni sulla sensualità, tramite oggetti, disegni, monili di cui, in questo caso, la donna faceva largo uso al fine di sedurre.

La rinuncia ad una tale nostra peculiarità nasce con la cultura della castrazione, frustrazione, punizione del corpo, a noi tanto familiare, fino a diventare il supremo veicolo della manifestazione diabolica e peccaminosa.

La donna è diabolica perché potrebbe distrarre l'uomo dalle sue occupazioni?
E Susanna andava punita, perché ha inconsapevolmente sedotto i Vecchioni e poi non gliela ha data?

In altri lobi terrestri con il corpo si ha un rapporto essenzialmente diverso.
La sensualità, più che essere un atteggiamento indotto da un qualcosa che pare, a quanto ho letto, di natura esclusivamente opportunistica e/o narcisistica e/o egoistica, è un istinto innato, invisibile ed impalpabile, del quale la donna ne è naturalmente dotata.
E' un aria che circonda la donna e che si respira, che la donna abbia vent'anni o che ne abbia ottanta.
E' la naturalità della donna.
In determinati paesi questa caratteristica è parte integrante del vivere quotidiano, ma per noi diventa immagini di perversione (basti pensare alla donna brasiliana e come viene considerata mediamente dagli uomini italiani).
In Brasile l'effetto che provoca una donna in perizoma che si agita al ritmo di samba è totalmente diverso da quello che provocherebbe qui in Italia. Al samba, ad esempio, la bambina viene educata fin dall'infanzia, determinate movenze diventano poi così naturali, che sarebbe difficile immaginare come poterne fare a meno. Esse sì, hanno spesso il 'potere' di sedurre o eccitare gli uomini, logicamente sensibili a quelle determinate movenze, ed anche le calde temperature del paese, del resto, inducono ad avere con il corpo un altro particolare rapporto: tutti sono più abituati a mostrare e/o vedere il corpo, che è maggiormente scoperto per chiare esigenze di temperatura.

L'effetto che tale manifestazione femminile ha sull'uomo, ha però sviluppi completamente diversi da quelli che emergono dalle riflessioni di questa discussione. Generalmente l'uomo, oltre che ad un godimento fine a stesso, quindi fine solo al benessere del guardare o dell'interazione, vi riconosce altresì un valore degno di tutto il rispetto possibile, che talvolta sfocia anche nella venerazione. La donna ha diritto ad essere protetta, ad essere trattata con cortesia e con gentilezza di essere amata proprio per la sua sensualità, che sfoci o meno in un rapporto carnale. Alcuni uomini considerano la seduzione come un vero e proprio omaggio.
Pipoca is offline  
Vecchio 05-05-2008, 18.39.40   #40
Scorpion
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Riferimento: L' Allumeuse........

Citazione:
Originalmente inviato da donella
(1) L'ammenda originaria fino a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall'art. 3 della L. 12 luglio 1961, n. 603, recante modificazioni al codice penale e successivamente quintuplicata dall'art. 113 della L. 24 novembre 1981, n. 689, in tema di depenalizzazione.[/i]

Possiamo cominciare a notare che l'articolo, di femminista, non ha assolutamente NULLA. Tutela PERSONE : uomini e donne.

In teoria, si', ma nei fatti non e' cosi', perche' in realta', la donna e' piu' tutelata dell'uomo. A parita' di reato vi e' maggiore indulgenza verso le donne; un po' come negli USA, dove di norma si e' piu' morbidi verso un bianco piuttosto che un nero.
Scorpion is offline  

 



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