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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 20-12-2002, 14.05.05   #51
sisrahtac
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Data registrazione: 04-11-2002
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Irene,io ti amo! Hai capito subito ciò che volevo dire....
sisrahtac is offline  
Vecchio 20-12-2002, 17.33.12   #52
Claudio
Ciò che è, è!
 
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Re: x Irene e Ygramul

Citazione:
Messaggio originale inviato da FalcoAntonio
Problematiche relazionali.
Siete proprio sicure che ciò produrrà una "presa di coscienza" in ogni caso, che potrebbe aiutare?

Non sarebbe più opportuno, invece, che tale presa di coscienza gli fosse spiegata in altro modo?
Illustrando loro, cioè, quella dinamica relazionale che si instaura e che rende la sua vicinanza "poco gradevole" agli altri? E ricercando con loro i modi per "uscirne"?
Troppo faticoso, vero?...

Non credete che, in molti casi, queste persone già "vivono dolorosamente" questo dramma dell'isolamento?
...
Questi "vampiri" sono persone che hanno adottato una modalità esistenziale che li tiene lontani da quasiasi confronto con l'altro. Anche se si tratta di sfumature, per cui TUTTI noi siamo in misure diverse sia vittime che carnefici. Ci sono alcuni che non vogliono minimamente mettersi in gioco, non accettano il confronto alla pari, perché ciò toglierebbe loro il potere su cui vivono:soggiogando l'altro. In pratica l'unico modo per aiutare veramente un vampiro o ricattatore morale, o come vuoi chiamare queste persone (leggi: questi atteggiamenti) è proprio di rendersi NOI, in prima persona consapevoli della buca in cui ci stanno trascinando, della nostra debolezza o degli appigli che noi stessi abbiamo fornito loro e su cui fanno leva per innescare l'"agguato" e quindi disarmarli; renderli innocui e consapevoli delle loro malsane modalità relazionali. Occorre grande consapevolezza, attenzione e pazienza.
Se devo proprio dirlo, quel libro sul senso di colpa l'ho acquistato senza neppure averlo sfogliato, tanto ero disperato... la relazione malata con mio padre sembra tutt'ora insanabile. La sua tendenza a fare la vittima... la mia tendenza ad assecondarlo in tutto, fino a compromettere la relazione con la mia compagna... i nostri silenzi vuoti di significato... la sua invasione nel mio posto di lavoro (sono custode di uno stabile)... la mia rabbia ed il senso di impotenza per non essere riuscito a dire la mia posizione, il mio punto di vista... il senso di non essere un figlio degno di lui... di non valere niente.
E' proprio necessario passare tutto questo per dirsi "ti voglio bene"?
Mi rendo conto di essere cieco e sordo di fronte a mio padre. Una fitta nebbia che mi avvolge ogni volta che lo incontro, che entro in relazione con lui. Ho creato nella mia infanzia una immagine alla quale resto fedelissimo anche ora: il figlio obbediente che cerca l'approvazione del padre e che si accontenta delle briciole.
Sono consapevole di questo a livello verbale, ma sentirlo nelle viscere e liberarsene è tutta un'altra storia!!!
Fortunatamente è un ruolo che ho riservato quasi esclusivamente a mio padre.

Adesso che si avvicina il Natale, lui spera che andiamo a trovarlo (è separato da mia madre, tanto per non smentirsi). Ancora illuso che si possa riprendere i legami famigliari!!! Sì, lo ammetto, lui è solo. Siamo quattro suoi figli che sono stanchi di sentire uno che da importanza solo a se stesso come se esistesse solo lui, che si piange addosso e che non mostra nessun vero interesse per la nostra vita, non sa ringraziare se viene invitato a pranzo (ora non lo vogliamo più, a meno ché non abbia imparato a chiederlo), anzi ti ringrazia con un "era meglio se non venivo, perché quando torno a casa sono più solo di prima". Quante volte pensandoci lo avrei mandato afFC.! Ma quando lo vedo sento una grande tristezza, un'impotenza, un pianto interiore. Non è venuto al mio matrimonio perché "non ci sono le condizioni" e poi quando sto per tornare dal viaggio di nozze mi chiama perché lo stanno per buttare fuori di casa (non paga da 10 mesi l'affitto). Czz!!! Ma te le vai a cercare!!! Cosa vuoi? Un letto? Che ti pulisca il cl???

Uffa!!!! Scusate lo sfogo! Sì troverei facile chiamarlo un tipico esempio di vampiro. Per me è semplicemente mio padre e le nostre dinamiche.

Buon Natale!!!

Ultima modifica di Claudio : 20-12-2002 alle ore 17.38.02.
Claudio is offline  
Vecchio 20-12-2002, 18.32.13   #53
irene
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Data registrazione: 19-11-2002
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Caro Claudio,
ti ringrazio per la tua testimonianza così sofferta,eppure così lucida.Penso che in molti si saranno riconosciuti nelle tue parole,me compresa.Anche mia madre è "vampiresca",per molti anni l'ho odiata,ora le voglio molto bene,ma questo non toglie che debba in un certo senso "difendermi" da lei.Per il "mio" bene,ma anche per il "suo" bene.Che aiuto potrei mai darle,lasciandomi vampirizzare?
Come giustamente tu dici,sono necessarie attenzione,prudenza,e consapevolezza,per guidare queste persone alla comprensione della loro reale natura.Io,personalmente,cerco di aiutarla a tradurre la sua insoddisfazione cronica verso qualcosa di creativo e gratificante,che le consenta di impiegare costruttivamente le sue energie altrimenti malamente disperse a reclamare costante attenzione dagli altri,e a tiranneggiarli.Ma so che,oltre un certo limite,non posso e non debbo farmi carico dei disagi che non riesce a risolvere da sola.
E' mia madre.Ma è anche una persona dalla quale devo stare attenta a non farmi vampirizzare,cadendo nella solita trappola del ricatto affettivo,e dei sensi di colpa.
Questa consapevolezza non toglie nulla al mio affetto per lei.Lo rende,anzi,più adulto,più responsabile,meno "scontato".O almeno io mi illudo che sia così.Per cercare di dare un senso a quello che,altrimenti,sarebbe davvero troppo doloroso da accettare,e da condividere.
irene is offline  
Vecchio 20-12-2002, 18.43.43   #54
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Post scriptum

Non cediamo alla logica adolescenziale dell' "o tutto,o niente".
Tra l'assecondare supinamente queste persone in ogni cosa,ed il bandirle completamente dalla nostra vita (atteggiamenti estremi,e come tali da evitare) esiste -forse-una zona intermedia,e percorribile...una maniera per aiutarli,senza neutralizzare noi stessi...
irene is offline  
Vecchio 20-12-2002, 20.51.28   #55
Ygramul
Anima Antica
 
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Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 423
Grazie, di cuore...

Grazie intanto a Claudio, per aver voluto donare la sua esperienza, nella quale anch'io mi ritrovo molto... Purtroppo le parole a volte vengono intese in molti modi differenti e spesso diciamo le stesse cose senza neppure accorgerci di farlo. Come Irene (altro grosso GRAZIE a te ) io ho la madre "vampira", e lei è riuscita a rendere vampiro anche mio padre... Neanche loro sono venuti al mio matrimonio, poco più di un anno fa. Il mio uomo per loro non doveva esistere e hanno deciso di non farlo esistere. Sto rischiando il mio 2° matrimonio (il 1° l'ho fallito anche per l'invadenza loro), proprio perchè ho tanta difficoltà a difendermi...
Nessuno di noi parla a caso, nessuno di noi dice le proprie parole a cuor leggero.
Vi abbraccio tutti con tanto amore
Ygramul is offline  
Vecchio 20-12-2002, 23.30.40   #56
Claudio
Ciò che è, è!
 
L'avatar di Claudio
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 202
Forse...

...entrare nel particolare ci aiuta a render più vera ed umana la conversazione.
GRAZIE a voi dell'opportunità di eprimerci e di condividere.
Irene, ciò che proponi, di non essere mai drastici, mi risulta difficile adesso, in questo particolare momento in cui ci troviamo in causa legale con lui. Ci chiede il mantenimento oppure di affrontare un mutuo accampando diritti assurdi. Ma tutta la storia fra i miei genitori sta in piedi sull'assurdo.
Mio padre, tanto per dirne una sola per tutte: avevo 16 anni e mia mamma aspettava da poco l'ultima figlia. Mio padre mi stava convincendo che non potevamo permetterci il quarto figlio e che era il caso che fossi io a convicere anche mia madre di questo. Vi rendete conto?! Dovevo convincere mia mamma ad abortire!!! Lui dice che a lui non voleva dere retta e che magari se facevo pressione anch'io a me mi avrebbe ascoltato.

Fino a prima che me ne parlasse mi ero già formato un'idea assolutamente antiabortista (ora non intendo affrontare questo argomento) relativa a quell'età, ma poi è bastato mio padre che stavo per essere d'accordo con lui e il peggio è che ero pronto per andare in missione pro-aborto!!!

Per fortuna almeno noi fratelli ci vogliamo un sacco di bene.

Il mio amore per lui deve essere maturo per poterlo incontrare come uomo e non come un servile codardo. (ammetto di avere una punta di disprezzo nei confronti di questi miei atteggiamenti).

A tutti !! Ciao
Claudio is offline  
Vecchio 22-12-2002, 12.47.51   #57
Falco Antonio
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Messaggi: 28
per Claudio

Citazione:
Messaggio originale inviato da Claudio

Questi "vampiri" sono persone che hanno adottato una modalità esistenziale che li tiene lontani da quasiasi confronto con l'altro. Anche se si tratta di sfumature, per cui TUTTI noi siamo in misure diverse sia vittime che carnefici. Ci sono alcuni che non vogliono minimamente mettersi in gioco, non accettano il confronto alla pari, perché ciò toglierebbe loro il potere su cui vivono:soggiogando l'altro. In pratica l'unico modo per aiutare veramente un vampiro o ricattatore morale, o come vuoi chiamare queste persone (leggi: questi atteggiamenti) è proprio di rendersi NOI, in prima persona consapevoli della buca in cui ci stanno trascinando, della nostra debolezza o degli appigli che noi stessi abbiamo fornito loro e su cui fanno leva per innescare l'"agguato" e quindi disarmarli; renderli innocui e consapevoli delle loro malsane modalità relazionali. Occorre grande consapevolezza, attenzione e pazienza.
Se devo proprio dirlo, quel libro sul senso di colpa l'ho acquistato senza neppure averlo sfogliato, tanto ero disperato... la relazione malata con mio padre sembra tutt'ora insanabile. La sua tendenza a fare la vittima... la mia tendenza ad assecondarlo in tutto, fino a compromettere la relazione con la mia compagna... i nostri silenzi vuoti di significato... la sua invasione nel mio posto di lavoro (sono custode di uno stabile)... la mia rabbia ed il senso di impotenza per non essere riuscito a dire la mia posizione, il mio punto di vista... il senso di non essere un figlio degno di lui... di non valere niente.
E' proprio necessario passare tutto questo per dirsi "ti voglio bene"?
Mi rendo conto di essere cieco e sordo di fronte a mio padre. Una fitta nebbia che mi avvolge ogni volta che lo incontro, che entro in relazione con lui. Ho creato nella mia infanzia una immagine alla quale resto fedelissimo anche ora: il figlio obbediente che cerca l'approvazione del padre e che si accontenta delle briciole.
Sono consapevole di questo a livello verbale, ma sentirlo nelle viscere e liberarsene è tutta un'altra storia!!!
Fortunatamente è un ruolo che ho riservato quasi esclusivamente a mio padre.

Adesso che si avvicina il Natale, lui spera che andiamo a trovarlo (è separato da mia madre, tanto per non smentirsi). Ancora illuso che si possa riprendere i legami famigliari!!! Sì, lo ammetto, lui è solo. Siamo quattro suoi figli che sono stanchi di sentire uno che da importanza solo a se stesso come se esistesse solo lui, che si piange addosso e che non mostra nessun vero interesse per la nostra vita, non sa ringraziare se viene invitato a pranzo (ora non lo vogliamo più, a meno ché non abbia imparato a chiederlo), anzi ti ringrazia con un "era meglio se non venivo, perché quando torno a casa sono più solo di prima". Quante volte pensandoci lo avrei mandato afFC.! Ma quando lo vedo sento una grande tristezza, un'impotenza, un pianto interiore. Non è venuto al mio matrimonio perché "non ci sono le condizioni" e poi quando sto per tornare dal viaggio di nozze mi chiama perché lo stanno per buttare fuori di casa (non paga da 10 mesi l'affitto). Czz!!! Ma te le vai a cercare!!! Cosa vuoi? Un letto? Che ti pulisca il cl???

Uffa!!!! Scusate lo sfogo! Sì troverei facile chiamarlo un tipico esempio di vampiro. Per me è semplicemente mio padre e le nostre dinamiche.

Buon Natale!!!

Intanto il mio sincero apprezzamento per i tuoi interventi.
Poi (con la mia solita "frettolosità", purtroppo) volevo dichiararmi d'accordo con te, ma sottolineare anche che tu ti riferisci ad una tipologia di persone diversa da quella a cui facevo riferimento io.

Tu parli di persone dalla personalità difficile, ma sane, persone che non sono afflitte da disagi che le rendono deboli e fragili...

Spesso i genitori diventano puro veleno per i figli e spesso ciò accade al di là della loro volontà consapevole...

Anch'io ho avuto un rapporto sporadicamente conflittuale con mio padre, spesso anche duro; ma mio padre in ogni suo atto ha sempre mostrato di essere mosso da un profondo amore.

Il lutto che mi ha pervaso dopo la sua fine (sette anni orsono, oramai) ha cambiato la mia mente e la mia vita per sempre.
Un saluto affettuoso e un augurio amichevole
Antonio

Ultima modifica di Falco Antonio : 22-12-2002 alle ore 12.50.05.
Falco Antonio is offline  
Vecchio 22-12-2002, 13.12.24   #58
sisrahtac
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Già che si parla di problemi coi genitori...

Io invece ho il problema opposto.Ho Il "complesso del vampiro".I miei sono tra le persone più energiche che io conosca.Sono due vulcani;nel lavoro,nello sport e in tutti i campi della vita.Io,rispetto a loro,mi sento fin troppo poco attivo.Mi sbatto troppo poco(sempre rispetto a loro).Ma cosa ci devo fare,fa parte della mia indole caratteriale!Per non parlare che io vampirizzo molta della loro energia,sotto forma di denaro e sostegno morale.Ma penso che,in fondo,sia questo il ruolo dei genitori.
Fondamentalmente mi sento un parassita!Non è una bella sensazione.E ho paura,in un futuro,di non poterli ripagare come volevano.E se non finissi l'università?E se non mi andasse bene il lavoro?So che loro ci rimarrebbero mortalmente delusi.Mi sento vincolato.Come con degli strozzini.Ho un debito e sono tenuto a saldarlo.E' opprimente!E loro hanno fatto periodi ad aumentare questo senso di oppressione,e io mi sentivo come bloccato,paralizzato,schiaccia to.Quando hanno capito che l'unico modo per sbloccarmi era lasciarmi libero,sentirmi "non vincolato",allora le cose si sono risistemate.Ora però ho il problema opposto,io abuso sempre delle mie libertà....Ufff,che casino!
Ho scoperto che l'unica maniera di andare avanti è stato svincolarmi da loro,non essere più dipendente da loro,e iniziare a produrre energia da me,così da non vampirizzarli troppo.Perchè più li sfrutto ora,più sarò tenuto a ricompensarli.
Io non so come la gente possa avere certi atteggiamenti vampireschi,sono sensazioni sgradevoli per lo stesso vampiro.Io non ci riuscirei,io,piuttosto di rubare energia agli altri mi ucciderei!
Morale della favola,secondo me una cura antivamipirica efficace è quella di dare più fiducia ai vampiri,cosi magari "ci prendono gusto",inquanto diventano essi stessi una fonte di energia autonoma e non hanno più bisogno di rubarla agli altri.
Poi c'è un altra forma di vampiro,il vampiro avido.Quelli che sono assetati di energia,e la vampirizzano non per necessità ma per avidità.Questi sono i peggiori.Penso che il buon vecchio paletto di legno nel cuore non sia una cura poi così sbagliata...

Ultima modifica di sisrahtac : 22-12-2002 alle ore 13.15.22.
sisrahtac is offline  
Vecchio 04-01-2003, 10.26.05   #59
deirdre
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Non capisco perchè trattiate solo un aspetto del vampirismo...mi spiego... attribuite questo termine a persone fisiche... va bene... già una volta ho tentato d'introdurre l'argomento sotto un diverso aspetto... ovvero...il vampirismo generato dall'ossessione dell'uomo verso qualcosa che lui stesso genera....
Non citerò di nuovo Eliphas Levi... ma m'interesserebbe sapere la vostra opinione anche in merito a questa visione.... tutto sommato le ossessioni si nutrono della nostra energia, ci amnientano se non riusciamo a tenerle a bada....

buona giornata...
deirdre is offline  

 



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