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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 20-08-2006, 11.09.53   #41
Gianluca Mattioli
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Riferimento: Droga e personalitÓ

"....Ŕ interessante notare come a coloro che fanno uso di "droga" venga associata le parola "stupiditÓ", "deficenza", ...addirittura una "personalitÓ" del drogato."
si Ŕ molto inetressante....perchŔ la realtÓ oltre che contemplarla si studia pure....si diranno pure sciocchezze ma alcune pososnoe ssere anche interessanti....

"E' normale "giudicare" ed "etichettare" come "diverso" qualcuno che devia dalla normalitÓ della societÓ in cui viviamo, e divenga oggetto di pregiudizi e discriminazioni."
Pi¨ che giudicare, un'operazione che non ci appartiene, cerchiamo dic apire....la discriminazione Ŕ di chi non vuole capire....o studiare...

" Serve per tenerlo lontano da noi ed Ŕ un atteggiamento che non fa altro che aumentare il disagio e quindi la loro dipendeza."
ehmm....

"La "droga", non Ŕ una problema "personale", interno, o di "personalitÓ"...ma Ŕ un problema "sociale", "sistemico", e i "perchŔ" uno si drgoa non vanno ricercati all'interno della persona, ma nella relazione."
duqnue l'efeftto stupefacente Ŕ da ricercarsi nel tipo relazionale????
ehmmm....

"Quindi Ŕ pi¨ utile parlare di "identitÓ", perchŔ rimanda a una concezione della persona situata in un contesto e con uno status sociale, di cui la droga diventa parte significativa."
complimenti.....
Gianluca Mattioli is offline  
Vecchio 21-08-2006, 09.54.37   #42
fuoriditesta
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x Mattioli

non riesco a capire se mi stavi prendendo x i fondelli o se stavi riflettendo sul mio post

Comunque,al di lÓ di tutto, quello ke volevo dire Ŕ che i pregiudizi, le "etichette", non sono positive x un tossicomane. Non lo dico io, fa parte dei delle teorie dei labeling Theorist, Lemert in primis.
Essendo l'identitÓ risultato di un riconoscimento sociale, essere etichettati come "drogati", "devianti", porta i soggetti a comportarsi in modo coerente x confermare questa loro identitÓ nella quale a quel punto si sentono riconosciuti.
fuoriditesta is offline  
Vecchio 21-08-2006, 12.24.24   #43
Gianluca Mattioli
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Riferimento: x Mattioli

"non riesco a capire se mi stavi prendendo x i fondelli o se stavi riflettendo sul mio post "
appunto nenache io riesco a capire il perchŔ ti debba sentire preso per i fondelli...interessante comunque....

"Comunque,al di lÓ di tutto, quello ke volevo dire Ŕ che i pregiudizi, le "etichette", non sono positive x un tossicomane."
Certo per il drogato se si vede chiarito nella sua stupiditÓ scopre che ci sono meno margini al suo gioco di rciatto.....

"Non lo dico io, fa parte dei delle teorie dei labeling Theorist, Lemert in primis.
Essendo l'identitÓ risultato di un riconoscimento sociale, essere etichettati come "drogati", "devianti", porta i soggetti a comportarsi in modo coerente x confermare questa loro identitÓ nella quale a quel punto si sentono riconosciuti."
l'identitÓ Ŕ in primis un riconoscimento con se stessi poi si cerca la conferma "esterna" e dire che un drogato Ŕ alla ricerca dell'efeftto stupefacente Ŕ un modo di descrivere la realtÓ......
Gianluca Mattioli is offline  
Vecchio 21-08-2006, 13.12.15   #44
fuoriditesta
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"appunto nenache io riesco a capire il perchŔ ti debba sentire preso per i fondelli...interessante comunque...."

se tu leggi bene quello che scrivo prima di ribattere, ti accorgi che io non ho detto che mi sento preso x i fondelli (che Ŕ una TUA interpretazione), ma semplicemente non capivo se mi stavi prendendo x i fondelli o no, e questo udbbio mi Ŕ venuto perchŔ ribatti con degli ""emmm" che smontano quello che dico, ma senza argomentare e dire il perchŔ.

"Certo per il drogato se si vede chiarito nella sua stupiditÓ scopre che ci sono meno margini al suo gioco di rciatto....."

Che il drogarsi sia segno di "stupiditÓ" Ŕ una opionione del tutto personale non supportata da teorie scientifiche, cosý come lo Ŕ il credere che il drogarsi sia un "gioco di rciatto" (che poi, non so cosa sia il rciatto).

Quando ho esposto le mie idee nei post precedenti, mi riferivo a una teoria scientifica ben precisa (appunto, quella dei Lebeling theorist..pensa che viene usata nelle comunitÓ e nei carceri). ma se mi metti in dubbio una teoria scientifica con delle osservazioni personali , ti prego di argomentare in modo chiaro i perchŔ delle tue osseravazioni, altrimenti non c'Ŕ dialogo, ma solo la volontÓ da parte tua di imporre le tue idee
fuoriditesta is offline  
Vecchio 21-08-2006, 17.50.54   #45
Gianluca Mattioli
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Riferimento:

Prover˛ a commentare: "se tu leggi bene quello che scrivo prima di ribattere, ti accorgi che io non ho detto che mi sento preso x i fondelli (che Ŕ una TUA interpretazione), ma semplicemente non capivo se mi stavi prendendo x i fondelli o no, e questo udbbio mi Ŕ venuto perchŔ ribatti con degli ""emmm" che smontano quello che dico, ma senza argomentare e dire il perchŔ."

Dunque ricapitolando:
Fuoriditesta:"E' normale "giudicare" ed "etichettare" come "diverso" qualcuno che devia dalla normalitÓ della societÓ in cui viviamo, e divenga oggetto di pregiudizi e discriminazioni."
Mattioli: Pi¨ che giudicare, un'operazione che non ci appartiene, cerchiamo di
capire....la discriminazione Ŕ di chi non vuole capire....o studiare...
Fuoriditesta:" Serve per tenerlo lontano da noi ed Ŕ un atteggiamento che non fa altro che aumentare il disagio e quindi la loro dipendeza."
Mattioli:ehmm....
Il mio "ehmm" significa che siamo distanti....i miei interventi cercano di fare luce e di offrire spunti alla riflessione, al dibattito, alla riflessione (in forum che si chiama appunto "Riflessione") non sono qui per nŔ per giudicare nŔ per far divenire il drogato oggetto di pregiudizi e discriminazioni....spero che ora sia chiaro...una volta per tutte....

Mattioli:"Certo per il drogato se si vede chiarito nella sua stupiditÓ scopre che ci sono meno margini al suo gioco di rciatto....."
Chiedo scusa "rciatto" sta per "ricatto"..Il ricatto del tossico Ŕ evidente: egli di fronte a se stesso e alla collettivitÓ si propone come un fanatico, un euforico, un esaltato....come di chi Ŕ in bilico fra la vita e la morte in tutti i sensi....perchŔ essendo propositore di "stupiditÓ" Ŕ la rappresentazione della morte della vita....

"Che il drogarsi sia segno di "stupiditÓ" Ŕ una opionione del tutto personale non supportata da teorie scientifiche, cosý come lo Ŕ il credere che il drogarsi sia un "gioco di rciatto" (che poi, non so cosa sia il rciatto)."
Ora mi tocca subire anche l'affermazione che "l'effetto stupefacente" Ŕ dunque un'opinione personale?? Ma per favore....
ma come si pu˛ discutere mettendo in dubbio che la sostanza tossica non produca effetti sulla soglia del cervello??? Allora anche la mela che cade dall'albero Ŕ "un'opinione personale" o un'evidenza scientifica (nel senso che ha un riferimento a un modello scientifico)??? L'effetto stupefacente Ŕ come la mela che cade dall'albero....chi consuma sostanze tossiche si provoca l'effetto stupefacente.....Vedere cocaina, eroina, antidepressivi, cannabis, ecc... che sul piano clinico si apprezza attraverso la modificazione della soglia cerebrale........ma l'effetto stupefacente si ottiene anche con altre condizioni come per esempio l'esperienza tibetana....(la religione Ŕ l'oppio dei popoli...)

"Quando ho esposto le mie idee nei post precedenti, mi riferivo a una teoria scientifica ben precisa (appunto, quella dei Lebeling theorist..pensa che viene usata nelle comunitÓ e nei carceri). ma se mi metti in dubbio una teoria scientifica con delle osservazioni personali , ti prego di argomentare in modo chiaro i perchŔ delle tue osseravazioni, altrimenti non c'Ŕ dialogo, ma solo la volontÓ da parte tua di imporre le tue idee"
Le mie osservazioni personali sono frutto di lavoro nel laboratorio e di clinica, lavori effettuati sul cervello e l'effetto stupefacente Ŕ una peculiaritÓ della soglia del cervello e pertanto sinonimo ed equivalente sul piano clinico di stupiditÓ e invece non ho capito niente delle tue cosidette "teorie scientifiche" che usano nelle carceri e nelle comunitÓ terapeutiche...se ci vuoi fare la sintesi sono qui a leggerti con molto interesse.....altrimenti...gra zie lo stesso.....
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Vecchio 21-08-2006, 18.58.40   #46
fuoriditesta
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non sono qui per nŔ per giudicare nŔ per far divenire il drogato oggetto di pregiudizi e discriminazioni....spero che ora sia chiaro...una volta per tutte...."



ah ok! ora Ŕ chiaro....non l'avevo proprio capito...scusa ma, sai, attribuire a "stupiditÓ" o a"deficenza" il motivo per cui uno si droga,...mi faceva pensare che tu avessi dei pregiudizi nei confronti do coloro che fanno uso di sostanze.



"Le mie osservazioni personali sono frutto di lavoro nel laboratorio e di clinica, lavori effettuati sul cervello e l'effetto stupefacente Ŕ una peculiaritÓ della soglia del cervello e pertanto sinonimo ed equivalente sul piano clinico di stupiditÓ e invece non ho capito niente delle tue cosidette "teorie scientifiche" che usano nelle carceri e nelle comunitÓ terapeutiche...se ci vuoi fare la sintesi sono qui a leggerti con molto interesse.....altrimenti...gra zie lo stesso....."


non sono "mie" le teorie scientifiche, ma dei ricercatori che le conducono e della comunitÓ scientifica che le vaglia e le pubblica sulle riviste ufficiali. Insomma, di "mio" non c'Ŕ un bel niente.

La teoria a cui mi riferivo io nn la espongo qui perchŔ Ŕ piuttosto lunga da dire....ma Ŕ famosa, diffusa e ormai datata di qualche anno, anzi mi stupisce che non la conosci.
Invece sono molto interessato alle ricerche condotte da te in laboratorio sull'equivalente clinico della stupiditÓ, se vuoi spiegarce sarei molto felice di conoscerle x poterci riflettere.
Davvero, non sto scherzando.
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Vecchio 21-08-2006, 20.41.34   #47
Gianluca Mattioli
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"Invece sono molto interessato alle ricerche condotte da te in laboratorio sull'equivalente clinico della stupiditÓ, se vuoi spiegarce sarei molto felice di conoscerle x poterci riflettere. Davvero, non sto scherzando."
OK..ci siamo. La mia teoria Ŕ sintetizzata nel forum "L'emozione Ŕ scienza??" In pratica cerco di dare enfasi e signficato al ruolo del cervello nel metabolismo delle emozioni sino alal formazione dei sentimenti. Nucleo centrale dello studio Ŕ nell'aver dimostrato il valore soglia in modelli animali sino alal dimostrazione della cosidetta soglia paradossale, in pratica viene dimostrato che se un sistema cerebrale viene sovrasaturato propone la risposta paradossale. L'esempio clinico emblematico riguarda i riflessi neurologici e fra tutti il pi¨ esplicativo si chiama "reazione di Moro" dove il neonato (nei primi quattro mesi di vita e con i sistemi aspecifici integrati ancora svincolati e immaturi) se viene stimolato "dolorosamente" propone la postura in estesnione (il digitale) tipica dell'analogico o emozione del piacere, viceversa se il neonato viene rassicurato (basta uno straccetto fra le dita) propone la postura in flessione tipica dell'analogico del dolore.....Ci˛ permette la riflessione su cosa sia il "sintomo psicosomatico", un segnale di pericolo riguaradnte proprio la cosidetta soglia del "piacere paradossale" o PP. Un aspetto signficiativo della stupiditÓ umana Ŕ proprio il PP, ovvero l'intolleranza al sintomo psicosomatico. Il drogato, e con lui tutti i soggetti che abusano di eccitanti, cercano con l'uso e l'abuso della sostanza ( e della stupiditÓ) il quid necessario- di eccitamento- necessario al mascheramento del sintomo........Per es. il ladro soffre dopo aver rubato (sintomo psicosomatico) ha la cefalea, la depressione e per non soffrire si ubriaca, si fa cocaina ecc.....lo steso vale per chi considera come opprimente il senso di realtÓ....in rapporto alle proprie paranoie. E se compare il sintomo psicosomatico cerca l'aiuto della sostanza eccitante o euforizzante per superarlo. Ecco la stupiditÓ....come vedi qui la riflessione consiste nel fatto se conviene usare il metodo scientifico della medicina ippocratica che vede il "sintomo" o segnale di pericolo per una "malattia" (diabete, parkinsonismo, ecc. )o segnale del PP o paranoia. Credo che a molti interessa che non si sviluppi un dibattito sulla strategia adottata dai vari DSM che cortocircuitano l'argomento proponendo al posto del metodo ippocratico della distinzione fra sintomo e malattia il termine di "disturbo" cosý si arriva...finalmente al clou. Ovvero alle coperture "scientifiche" e culturali che sono dietro l'abuso di antidepressivi......e qui mi fermo, perchŔ giÓ ho messo troppo argomenti............
Gianluca Mattioli is offline  
Vecchio 21-08-2006, 21.19.54   #48
fuoriditesta
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...a questo punto mi chiedo: perchŔ queste cose non me le hai dette prima, nei post precedenti quando parlavamo di "stupiditÓ", senza aspettare che ti chiedessi esplicitamente di espormi le tue idee?
La teoria la conoscevo, ma non sapevo l'uso del termine "stupiditÓ"; e comunque, ripeto, sono punti d ivista. Io preferisco approcci pi¨ "sociali" e meno "biologici".
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Vecchio 21-08-2006, 22.00.21   #49
r.rubin
pu˛ anche essere...
 
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""reazione di Moro" dove il neonato (nei primi quattro mesi di vita e con i sistemi aspecifici integrati ancora svincolati e immaturi) se viene stimolato "dolorosamente" propone la postura in estesnione (il digitale) tipica dell'analogico o emozione del piacere, viceversa se il neonato viene rassicurato (basta uno straccetto fra le dita) propone la postura in flessione tipica dell'analogico del dolore.....

forse intendi il contrario, che se il bambino Ŕ stimolato piacevolmente propone la postura in estensione e se stimolato dolorosamente quella in flessione..


"Ci˛ permette la riflessione su cosa sia il "sintomo psicosomatico", un segnale di pericolo riguaradnte proprio la cosidetta soglia del "piacere paradossale" o PP."

ma qual'Ŕ l'utilitÓ, biologica diciamo, del PP?


"Un aspetto signficiativo della stupiditÓ umana Ŕ proprio il PP, ovvero l'intolleranza al sintomo psicosomatico. Il drogato, e con lui tutti i soggetti che abusano di eccitanti, cercano con l'uso e l'abuso della sostanza ( e della stupiditÓ) il quid necessario- di eccitamento- necessario al mascheramento del sintomo........Per es. il ladro soffre dopo aver rubato (sintomo psicosomatico) ha la cefalea, la depressione e per non soffrire si ubriaca, si fa cocaina ecc.....lo steso vale per chi considera come opprimente il senso di realtÓ....in rapporto alle proprie paranoie. E se compare il sintomo psicosomatico cerca l'aiuto della sostanza eccitante o euforizzante per superarlo."


Quindi il sintomo psicosomatico non serve ad avvertire la persona di un pericolo imminente, ma di un "pericoloso sbaglio" compiuto nel passato?

E lo stupido Ŕ quello che non interpreta questo sintomo correttamente (il sintomo lo avvertirebbe della conveninenza di non ripetere pi¨ lo stesso errore) perchŔ Ŕ intollerante alla sofferenza (al dolore del sintomo) e cerca quindi di superarla dandosi un altro stimolo che lo porta a oltrepassare la soglia del PP. Basta un altro stimolo per oltrepassarla perchŔ il "contenitore" del dolore Ŕ giÓ pieno.. In altre parole quando una persona compie un grave e pericoloso errore sovraccarica lo spazio disponibile ad accogliere il dolore nel suo "contenitore (come lo chiamianmo?) del dolore" e perci˛ un ulteriore stimolo doloroso (es: droga) lo catapulta nel piacere paradossale..

Ma se questo stimolo successivo fosse piacevole invece che doloroso??


ps: ma sei un docente universitario??

Grazie comunque per le risposte, a presto.
r.rubin is offline  
Vecchio 22-08-2006, 01.55.54   #50
Gianluca Mattioli
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"forse intendi il contrario, che se il bambino Ŕ stimolato piacevolmente propone la postura in estensione e se stimolato dolorosamente quella in flessione.."
lo stimolo Ŕ semopre lo stesso, non cambia, mentre ci˛ che cambia Ŕ al condizione del neonato: in estensione (PP) Ŕ senza legame, mentre in flessione Ŕ con il legame. In estensione Ŕ "stupido" mentre in flessione ha rapporto con la realtÓ perchŔ riconosce lo stimolo doloroso...

"ma qual'Ŕ l'utilitÓ, biologica diciamo, del PP?"
il PP Ŕ come il "coma reversibile" servirebbe a proteggere in casi estremi e poi Ŕ il limite del sistema...


"Quindi il sintomo psicosomatico non serve ad avvertire la persona di un pericolo imminente, ma di un "pericoloso sbaglio" compiuto nel passato?"
no...del presente....il sogno invece aiuta a capire il processo....

E lo stupido Ŕ quello che non interpreta questo sintomo correttamente (il sintomo lo avvertirebbe della conveninenza di non ripetere pi¨ lo stesso errore) perchŔ Ŕ intollerante alla sofferenza (al dolore del sintomo) e cerca quindi di superarla dandosi un altro stimolo che lo porta a oltrepassare la soglia del PP."
Dandosi un altro stimolo attraverso la droga....che annulla il sintomo: occhio non vede...cuore non duole....la droga lo fa evadere....

" Basta un altro stimolo per oltrepassarla perchŔ il "contenitore" del dolore Ŕ giÓ pieno.. In altre parole quando una persona compie un grave e pericoloso errore sovraccarica lo spazio disponibile ad accogliere il dolore nel suo "contenitore (come lo chiamiamo?) del dolore" e perci˛ un ulteriore stimolo doloroso (es: droga) lo catapulta nel piacere paradossale.."
La droga funziona sul sintomo, serve a nascondere il sintomo.....

"Ma se questo stimolo successivo fosse piacevole invece che doloroso??"
La droga funziona solo in base alla soglai del soggetto....se sto bene e faccio morfina ho il vomito, se ho dolore ottengo il sollievo....

"ps: ma sei un docente universitario??"
sono stato trenta anni in universitÓ sempre per fare ricerca e quindi non potevo fare la carriera universitaria, perchŔ o facevi ricerca oppure facevi la carriera...a Roma fare carriera vuol dire portare la borsa del professore, fare ricerca invece era un'altra cosa....ho lavorato con tutti (anestesisti, neurochirurghi, psicoanalisti, ma sempre nel campo del cervello e delle emozioni)...e infine sono figlio della mia terra....che Ŕ la frontiera....(Latina cittÓ di fondazione)...

"Grazie comunque per le risposte, a presto."
grazie a te.....
Gianluca Mattioli is offline  

 



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