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 Riflessioni sul Senso della Vita - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 26-11-2011, 20.59.12   #71
ulysse
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Riferimento: che senso ha ?

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Ritengo che l'uomo (come tutti gli individui delle altre specie viventi) sia una robusta e rodata "macchina" che ha lo scopo di rendere "immortali" i nostri "geni", ed ogni nostra azione è più o meno inconsapevolmente finalizzata a questo scopo.
Se si accettasse pienamente questa piccola (e scomoda) ipotesi, forse non avremmo più "mal di vivere" e potremmo cogliere (tutti) il senso della vita.
Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Lo scopo mi sembra incompleto, poiché ti potrei domandare: rendere immortali con la riproduzione i nostri geni per quale motivo? Alla fine è questa la domanda che ci poniamo: perché tutto questo?

Forse Eretiko si riferisce al saggio “Il Gene Egoista” di Richard Dawkins (1976).
Che oltre che il “come” vorebbe dirci anche il “perché” e lo “scopo”...sopperendo cosi alla domanda di Tempo2011: per quale motivo vorremmo rendere immortali i nostri geni?

In realtà sono i nostri geni che “per loro stessa natura” vogliono essere immortali e ci inducono a fare il necessario le attivando intime pulsioni e…persino…con l’incentivo del cosiddetto “piacere della carne!”...e non solo questo.

Comunque, proprio immortali non saranno questi geni, ma duraturi, sì: molto oltre il tempo concesso il singoli individui della specie.

Lo scopo, il motivo, non certo trascendentale e non indotto in alcun modo dall’esterno, è far si che la specie e gli stessi geni, sopravvivano ai singoli individui...magari per migliaia di anni…magari un milione o anche più se il connubio specie/ambiente è favorevole: vedi, ad es. i coccodrilli.

Si potrebbe dire che è la specie, che è la vita, che lo vuole: quando la vita fu iniziata ed emerse non poté più fermarsi anche se molti disastri, genocidi, eutanasie, lotte intestine, sono avvenuti: è come un incendio...scoppia e si alimenta e propaga per sè medesimo...finchè c'è energia disponibile.
Non così fu per tutte le singole specie che, per oltre il 95% non esistono più…comprendendo anche le specie vegetali. Per queste specie estinte, ad un certo punto, è mancata l'energia...o i pompieri (ambiente inadatto) hanno spento l'incendio...hanno spento la vita!

Ma cosa sono i geni? Vediamo un copia-incolla da Wikipedia:

<Il gene è l'unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi. ...., essa corrisponde ad una sequenza di acidi nucleici (DNA o, più raramente, di RNA) ….La somma delle sequenze geniche codificanti …..è detta genoma.
I geni dirigono lo sviluppo fisico e comportamentale di un essere vivente. Il fenotipo di un organismo può dunque essere considerato come il prodotto di alcuni suoi geni, e dell'interazione di tale prodotto con l'ambiente, in opposizione al suo genotipo le cui istruzioni ereditate che porta, possono essere o non essere espresse.>


Dunque senza gene niente ereditarietà, inoltre per gene diverso o diversa organizzazione di geni, diverso genoma, si hanno specie diverse.
Quindi se vogliamo mantenere la continuità della specie (individui omogenei entro certo range e prolifici nella specie) dobbiamo mantenere il genoma…”o è il genoma egoista che trasmette questa pulsione:” noi finiamo, ma, se ci siamo riprodotti, i nostri geni si trasmetteranno ai figli, ai nipoti, ai pronipoti, alla discendenza, ecc…

Tutti o quasi tutti, specie se di alto lignaggio, vogliono una discendenza, qualcuno che, in futuro, porti i propri geni: un tempo potevi tenere un harem o, all’opposto, rinchiudere nella torre la moglie sterile...magari tagliarle la testa. Oggi è sufficiente divorziare. Ma puoi divorziare anche se la moglie è prolifica…da cui le famiglie allargate tanto di moda in questi tempi di crisi…costano meno!

In ogni caso il maschio, vuole spargere e diffondere il suo seme in ogni modo e con ogni mezzo: è il gene “egoista” che lo impone…che proprio per questo alcuni chiamano anche “altruista”…ma non è questo il punto…egoista o altruista che sia, il gene, quello vuole fare…per atavica pulsione…da quando è iniziata la vita…che altrimenti non poteva iniziare..
Ecco quindi che nelle specie esistenti (ma è accaduto anche in quelle estinte) il gene induce comportamenti orientati alla riproduzione.
Si trasmettono e sopravvivono i geni che inducono gli individui alla riproduzione…quelli che non inducono... non spravvivono!

In genere gli individui di diverse specie non sentono reciproca pulsione all’accoppiamento, o magari si accoppiano, ma non producono o producono ibridi non fertili…quindi anche questa caratteristica si perde.

resta la grande domanda: come mai i geni possiedono questa peculiarità di favorire, indurre, obbligare quasi, gli individui della specie alla riproduzione?...nell’ambito della specie?
Ma per la semplice ragione che se non possedessero, se non trasmettessero, questa peculiarità… non ci sarebbero…non ci sarebbe la relativa specie, non ci sarebbero i relativi individui portatori, la stessa vita non ci sarebbe…nemmeno sarebbe sorta la vita...all’origine.
Esistono solo i geni che la peculiarità la possiedono!

Ma chi ha dato loro la peculiarità? …con quale scopo?
La cattiva notizia, per i credenti o pseudotali, è che nessuno ha dato ai geni alcuna specifica peculiarità per nessuno scopo: è semplicemente accaduto che se la sono presa…è solo capitato fra le tante possibilità andate a vuoto…e non c’è altro scopo, inconscio e intrinseco, che quello dell’andare avanti e durare il più possibile: se io, giunto ad essere “essere primordiale” o primigenio, ho la capacità si replicarmi e riprodurmi ed altri, “non esseri”, non ce l’hanno, io non posso che riprodurmi e slanciarmi verso il futuro, aprendomi alla evoluzione, chi il replicatore non ce l’ha, resta al palo..oppure niente… è materia inerte...non trasmette la "non capacità" di replicare: ovviamente sono state infinitamente di piu' queste "non soluzioni"!

Fa miliardi e triliardi di reazioni, accoppiamenti e montaggi di atomi, composti, aminoacidi, polimeri, catene di polimeri, trenini di molecole, proteine, ecc…in mezzo miliardo di anni…vuoi che non ci siano stati accoppiamenti e montaggi con carattere di replicante?

Tanto più che le possibili reazioni replicantesi sono preferenziali: non tutti gli atomi si combinano con tutti gli altri con eguale facilità, ma solo con alcuni compatibili…magari solo 3 o 4 tipi di atomi, quali: O, N, H, C. Aumentano così le probabilità!
Si dice, ad es. che la nostra sia la chimica del carbonio...poteva essere del silicio o del calcio….ma una volta andati avanti col carbonio…CO, CO2, CH2…CH4, CH8, ecc…questa è stata la strada preferenziale per gli agganci (valenze) di accoppiamento diretto e collaterale.

Se in una qualche specie intervengono individui con geni non egoisti (non orientati alla riproduzione) questi individui possono vivere benissimo, ma non lasciano eredi, il loro peculiare gene sparisce e sparisce anche la loro eventuale dote o indole di suonatore di piffero …magari con i piedi…o altre inimmaginabili caratteri e dotazioni: il gene, infatti, può conservare o distruggere insondabili tesori…utilizzabili al momento o in differita!

Infatti, quando i geni perdono la peculiarità di indurre alla riproduzione o di provocarla direttamente (unicellulari o ermafroditi, ecc…), la specie finisce.
Se non ci fossero mai stati i geni inducenti alla replicazione (contraddizione in termini) non ci sarebbe mai stata la vita.

La vita è cominciata, quasi quattro miliardi di anni fa, quando “casualmente”, magari col favore di compatibilità fisico/chimiche/energetiche varie, è capitata o sono capitate alla esistenza certe organizzazioni chimico/biologiche/funzionali capaci di duplicarsi o riprodursi nella medesima conformazione chimico/morfo/bio/funzionale…in modo da procedere su direttive costanti nei susseguenti montaggi molecolari, ecc…senza dispersioni genetiche

In conclusione, lo scopo del gene egoista è tutto qui: è emerso con la vita ed ha mantenuti omogenei e costanti nel tempo (suddivisi per tipologie o specie) gli elementi strutturali/funzionali espressione di vita evolventesi/diversificantisi sempre più (errori o aggiunte o sommatorie di copiatura) in organismi e specie più complessi e adatti… dai protocellulari, ai cellulari fino ai multicellulari nell’ultimo miliardo di anni…forse negli ultimi 600 mila.
Lo scopo della “vita”, oltre che per la vita propria, è il perseguire il prolungarsi ed il moltiplicarsi, per la gran parte inconscio, della vita del gene, della vita della specie… per caratteristiche proprie ed in autonomia.

Il senso del nostro vivere è in noi, se lo coltiviamo, costruiamo e amiamo, nella nostra capacità personale di interferire e influire, più o meno, nel pensiero e negli eventi spazio/temporali e socio/economico/politici/culturali/ludici/affettivi, sia nel nostro piccolo, per lo più, che in più vasti spazi del nostro universo...magari lasciando un ricordo o un’impronta di ordine socio/culturale che viva dopo di noi…così come lasciamo i nostri atomi per l’universo ed i nostri geni per le generazioni future.

Se quanto sopra non è nelle nostre corde abbiamo tre strade:
1)- tenerci il nostro “mal del vivere” lamentando che nessuno ci dà un senso, ma, comunque, nessuno ce lo darà!
2)- diventare monaci, mistici, credenti in un Dio, in una entità eterea fuori di noi, in cui riponiamo tutto il nostro senso…Ma non è costruttivo…credo sia più egoista del gene egoista!
3)- intraprendiamo la "quarta via!

La presente esplicazione ed interpretazione dell'emergrere ed evolvere della vita tenendo a riferimento il "gene egoista" di Dawkins è perfettmente sovrapponibile alla teoria evolutiva di Darwin, il concetto basilare della evoluzione, scoperto da Darwin, è il medesimo: semplicemente al tempo di Darwin la genetica (DNA-gene-genoma) non era nota.
Del resto ancor oggi non è noto come creare la vita!
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ulysse is offline  
Vecchio 08-02-2012, 10.17.27   #72
Monica_
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Riferimento: che senso ha ?

Ciao Solechemuore,
tiro i dadi (anche per te) e provo a scriverti sperando che tu legga questo post. Qualche mese fa ho iniziato a cercare su Internet qualcuno disposto a farsi domande...ed ho letto il tuo "disperato" e lucido annuncio su riflessioni.it.

Ho letto ciò che hai scritto e ciò che ti hanno risposto...ho trovato la tua sensazione della vita particolare e purtroppo rara...ma ancora viva. Allora il mio scopo non era vano...si ci sono persone che si fanno domande e ci saranno per sempre perchè, come giustamente osservi te, la vita non è fatta per alzarsi, lavorare, sposarsi, procreare, ingerire cibi e defecarli regolarmente.L'uomo non è qui per una routine così banale,semplice,scontata...mec canica.

Ho passato gran parte della mia vita come te, non so quanti anni hai, io ne ho 34 e le mie domande erano le tue. Quando la domanda non poteva più restare senza risposta ho iniziato ad accorgermi che guardandomi intorno in qualsiasi situazione mi trovassi, il mio piede batteva sul pavimento come a richiedere altro...e, come se avessi bussato a qualche porta con quel piede, "qualcuno" ha aperto.
Una mattina tornai in ufficio e c'era una nuova collega, da lei ad incontrare chi poteva rispondere alle mie domande il passo è stato brevissimo.
Sono passati 6 anni da allora. So da dove viene quel senso di non appartenenza, di non senso, di non fare. Non sei matta, sei una delle poche persone che ha la forza di farsi alcune domande senza cadere in depressione. Non sei matta affatto.

Non posso continuare a scrivere qui perchè non è il luogo giusto. Non so neanche se risponderai a questo post, se lo leggerai, è passato più di un anno da quando hai scritto. Cosa è accaduto nel frattempo? Spero che tu non abbia trovato risposte ordinarie, non quelle che ci spacciano come scopi...matrimonio, lavoro, figli, casetta a schiera, vestito nuovo e pc superveloce...superveloce è il tempo che ci passa tra le mani e non lo sappiamo per due motivi: non percepiamo nè tempo nè mani.

M.




Citazione:
Originalmente inviato da solechemuore
Cari amici, sono nuova e per me sarebbe bellissimo poter dialogare con persone che come me si pongono continuamente domande sul senso della vita.
I miei dubbi sull’esistenza sono tali da rendere la mia stessa vita un vero inferno. Mi piace pensare che io sia nata nel posto sbagliato e nel tempo sbagliato. Osservo le persone che mi camminano attorno e mi sento un aliena. Ogni cosa attorno a me assume contorni sfumati, vivo in un mondo ovattato dove apparentemente parlo la stessa lingua ma in realtà le parole non sono altro che suoni e rumori che alimentano la mia sensazione di non appartenenza.
Quando a volte espongo i miei pensieri, le persone con cui parlo, mi guardano come se fossi impazzita, sorridono e spesso mi danno risposte senza senso o ridicole.
Mi sarebbe piaciuto essere un essere semplice senza nessuna conoscenza che vive per il suo lavoro e che non si contorce la mente con mille e più pensieri che si accavallano fra di loro fino a farmi impazzire.
Mi chiedo continuamente che senso abbia alzarsi la mattina, andare al lavoro, tornare a casa la sera, e andare a dormire. Perché? Per mangiare e poi? Non capisco. Tutto questo esce fuori dal mio livello di comprensione. Cosi ho fatto un ragionamento. Quando DIO parlò con Adamo ed Eva, gli disse che se avessero osato cogliere un frutto da quell’albero sarebbero morti. Come tutti sappiamo disobbedirono e Dio li cacciò sulla terra.. a questo punto le sue parole sono state chiare. Morirete. Quindi la soluzione sta nel fatto che noi qua sulla terra siamo tutti morti. Una punizione che dura da migliaia di anni. La sofferenza, il dolore, e poi la morte. E se la morte stessa non fosse che la fine della pena. L’aver scontato la nostra condanna, e rinascere … perché io non trovo nessun senso nelle cose che faccio ogni giorno. Mi alzo la mattina e so come sarà esattamente la mia giornata. A cosa servo? Fossi un medico senza frontiere, un volontario che si prodiga per il prossimo, forse la mia vita avrebbe un senso, forse davvero allora starei scontando la mia pena. Si col sacrificio rinunciando a noi stessi. Per gli altri.
A volte sento persone che indicano l’amore come il senso della vita. Poi vedo persone che si fidanzano, che creano un illusione di coppia, di famiglia, le vedo sgretolarsi, tradirsi, ingannarsi, mentirsi.. ma allora l’amore non era amore vero, puro.. mi dicono che sono una romantica e che credo nelle fiabe.
No. Credo che l’amore vero quello che ti prende l’anima nessuno ha volontà di crearlo. All’inizio di un rapporto di coppia sembra che ci si possa avvicinare all’amore vero, quando nel nostro sangue circola quel succo vitale che ci porta a credere di essere felici, quando la parola “ per sempre “ risuona costantemente nella nostra mente.. ma poi accade qualcosa.. si, come sostiene De Carlo, nel suo Arco d’amore, qualcosa finisce.. l’attaccamento lentamente si consuma.. e svanisce.. ogni cosa.. ogni sentimento.. ci si trova a brancolare nel buio.. chi è ancora nella fase “ per sempre” non capisce.. si chiede come mai quella persona che prima viveva per te e solo per te, adesso quasi non ti vede.. il suo sorriso non è più acceso come prima.. le sue braccia non sono più protese verso te.. e allora capisci che non è l’amore il senso della vita. Non è l’amore il senso della felicità.
Forse credi che un figlio potrebbe essere il senso delle cose. In parte lo è ma un figlio è un’altra vita, a parte i primi anni, dove dipende completamente da te, poi si allontana, giustamente compie la sua vita. E tu devi starne fuori per non sconvolgere gli equilibri che il nostro universo ha imposto.
E allora, dopo aver vissuto queste esperienze che non hanno fatto altro che moltiplicare i pensieri che ogni secondo si sovrappongono nella tua testa fino a farla esplodere, ti ritrovi ad alzarti la mattina per andare al lavoro. E ti chiedi ancora una volta che senso ha tutto questo?
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Vecchio 22-02-2012, 14.14.43   #73
L'Unità
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Riferimento: che senso ha ?

da What Does It All Mean? A very short Introduction to Philosophy di Thomas Nagel
Citazione:
... Anche se la vita come un tutto è priva di significato, forse non c'è nulla di cui preoccuparsi. Forse possiamo riconoscerlo e andare semplicemente avanti come prima. Il trucco è quello di tenere gli occhi su quello che hai di fronte e permettere che le giustificazioni arrivino a un termine dentro la tua vita, e dentro la vita di coloro cui sei legato. Se per caso ti accade di porti la domanda "Ma qual è il significato dell'essere vivi?" – facendo la vita particolare di uno studente o di un barista o di chiunque ti accada di essere – risponderai "Non c'è un significato. Non avrebbe importanza se non esistessi affatto, o se non mi importasse di nulla. Ma sono vivo e me ne importa. Questo è tutto".
Alcuni trovano questo atteggiamento perfettamente soddisfacente. Altri lo trovano deprimente anche se inevitabile. Parte del problema è che alcuni di noi hanno l'inguaribile tendenza a prendersi molto sul serio. Vogliamo contare per noi stessi "dall'esterno". Se le nostre vite come un tutto sembrano prive di significato, allora una parte di noi è insoddisfatta – la parte che guarda sempre dietro le nostre spalle quello che stiamo facendo. Molti sforzi umani, particolarmente quelli al servizio di serie ambizioni piuttosto che soltanto del benessere e della sopravvivenza, derivano parte della loro energia da un senso di importanza – un'impressione che quello che fai non è importante solo per te, ma importante in qualche senso più ampio: importante, punto e basta. Se cerchiamo di rinunciare a questo possiamo rischiare che le nostre vele perdano il vento. Se la vita non è reale, la vita non è una garanzia, e la morte è il suo scopo, forse è ridicolo prenderci così seriamente. D'altra parte, se non possiamo evitare di prenderci così sul serio, forse dobbiamo rassegnarci a essere ridicoli. La vita può essere non solo insensata, ma assurda.
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Vecchio 31-03-2014, 14.11.43   #74
oroboros
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Riferimento: che senso ha ?

Citazione:
Originalmente inviato da solechemuore
Cari amici, sono nuova e per me sarebbe bellissimo poter dialogare con persone che come me si pongono continuamente domande sul senso della vita.
I miei dubbi sull’esistenza sono tali da rendere la mia stessa vita un vero inferno. Mi piace pensare che io sia nata nel posto sbagliato e nel tempo sbagliato. Osservo le persone che mi camminano attorno e mi sento un aliena. Ogni cosa attorno a me assume contorni sfumati, vivo in un mondo ovattato dove apparentemente parlo la stessa lingua ma in realtà le parole non sono altro che suoni e rumori che alimentano la mia sensazione di non appartenenza.
Quando a volte espongo i miei pensieri, le persone con cui parlo, mi guardano come se fossi impazzita, sorridono e spesso mi danno risposte senza senso o ridicole.
Mi sarebbe piaciuto essere un essere semplice senza nessuna conoscenza che vive per il suo lavoro e che non si contorce la mente con mille e più pensieri che si accavallano fra di loro fino a farmi impazzire.
Mi chiedo continuamente che senso abbia alzarsi la mattina, andare al lavoro, tornare a casa la sera, e andare a dormire. Perché? Per mangiare e poi? Non capisco. Tutto questo esce fuori dal mio livello di comprensione. Cosi ho fatto un ragionamento. Quando DIO parlò con Adamo ed Eva, gli disse che se avessero osato cogliere un frutto da quell’albero sarebbero morti. Come tutti sappiamo disobbedirono e Dio li cacciò sulla terra.. a questo punto le sue parole sono state chiare. Morirete. Quindi la soluzione sta nel fatto che noi qua sulla terra siamo tutti morti. Una punizione che dura da migliaia di anni. La sofferenza, il dolore, e poi la morte. E se la morte stessa non fosse che la fine della pena. L’aver scontato la nostra condanna, e rinascere … perché io non trovo nessun senso nelle cose che faccio ogni giorno. Mi alzo la mattina e so come sarà esattamente la mia giornata. A cosa servo? Fossi un medico senza frontiere, un volontario che si prodiga per il prossimo, forse la mia vita avrebbe un senso, forse davvero allora starei scontando la mia pena. Si col sacrificio rinunciando a noi stessi. Per gli altri.
A volte sento persone che indicano l’amore come il senso della vita. Poi vedo persone che si fidanzano, che creano un illusione di coppia, di famiglia, le vedo sgretolarsi, tradirsi, ingannarsi, mentirsi.. ma allora l’amore non era amore vero, puro.. mi dicono che sono una romantica e che credo nelle fiabe.
No. Credo che l’amore vero quello che ti prende l’anima nessuno ha volontà di crearlo. All’inizio di un rapporto di coppia sembra che ci si possa avvicinare all’amore vero, quando nel nostro sangue circola quel succo vitale che ci porta a credere di essere felici, quando la parola “ per sempre “ risuona costantemente nella nostra mente.. ma poi accade qualcosa.. si, come sostiene De Carlo, nel suo Arco d’amore, qualcosa finisce.. l’attaccamento lentamente si consuma.. e svanisce.. ogni cosa.. ogni sentimento.. ci si trova a brancolare nel buio.. chi è ancora nella fase “ per sempre” non capisce.. si chiede come mai quella persona che prima viveva per te e solo per te, adesso quasi non ti vede.. il suo sorriso non è più acceso come prima.. le sue braccia non sono più protese verso te.. e allora capisci che non è l’amore il senso della vita. Non è l’amore il senso della felicità.
Forse credi che un figlio potrebbe essere il senso delle cose. In parte lo è ma un figlio è un’altra vita, a parte i primi anni, dove dipende completamente da te, poi si allontana, giustamente compie la sua vita. E tu devi starne fuori per non sconvolgere gli equilibri che il nostro universo ha imposto.
E allora, dopo aver vissuto queste esperienze che non hanno fatto altro che moltiplicare i pensieri che ogni secondo si sovrappongono nella tua testa fino a farla esplodere, ti ritrovi ad alzarti la mattina per andare al lavoro. E ti chiedi ancora una volta che senso ha tutto questo?

Il senso della vita è orientato verso la Perfezione del proprio stato dell'essere, e tutto il tuo soffrire a quella Perfezione è funzionale. A dire il vero non proprio tutto lo è, perché il tuo compiacimento nell'auto commiserarti può anche farne a meno.
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Vecchio 04-04-2014, 21.43.01   #75
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Originalmente inviato da solechemuore
E ti chiedi ancora una volta che senso ha tutto questo?

Mi spiace che il tuo senso di interrogazione ti induca a sentire la vita e il mondo con insoddisfazione,io non sono certo in grado di tirarti su' con consigli o chissa' cosa d'altro,pensa che la mia condizione non riesce neanche a trovare delle parole per essere espressa,(ed ho tutte le fortune del mondo)
ma in due parole vorrei semplicemente farti capirer che almeno non sei l'unica persona ad avvertire inadeguatezza e incomprensione.
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Vecchio 24-06-2014, 23.19.21   #76
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Cari amici, sono nuova e per me sarebbe bellissimo poter dialogare con persone che come me si pongono continuamente domande sul senso della vita.
I miei dubbi sull’esistenza sono tali da rendere la mia stessa vita un vero inferno. Mi piace pensare che io sia nata nel posto sbagliato e nel tempo sbagliato. Osservo le persone che mi camminano attorno e mi sento un aliena. Ogni cosa attorno a me assume contorni sfumati, vivo in un mondo ovattato dove apparentemente parlo la stessa lingua ma in realtà le parole non sono altro che suoni e rumori che alimentano la mia sensazione di non appartenenza.
Quando a volte espongo i miei pensieri, le persone con cui parlo, mi guardano come se fossi impazzita, sorridono e spesso mi danno risposte senza senso o ridicole.
Mi sarebbe piaciuto essere un essere semplice senza nessuna conoscenza che vive per il suo lavoro e che non si contorce la mente con mille e più pensieri che si accavallano fra di loro fino a farmi impazzire.
Mi chiedo continuamente che senso abbia alzarsi la mattina, andare al lavoro, tornare a casa la sera, e andare a dormire. Perché? Per mangiare e poi? Non capisco. Tutto questo esce fuori dal mio livello di comprensione. Cosi ho fatto un ragionamento. Quando DIO parlò con Adamo ed Eva, gli disse che se avessero osato cogliere un frutto da quell’albero sarebbero morti. Come tutti sappiamo disobbedirono e Dio li cacciò sulla terra.. a questo punto le sue parole sono state chiare. Morirete. Quindi la soluzione sta nel fatto che noi qua sulla terra siamo tutti morti. Una punizione che dura da migliaia di anni. La sofferenza, il dolore, e poi la morte. E se la morte stessa non fosse che la fine della pena. L’aver scontato la nostra condanna, e rinascere … perché io non trovo nessun senso nelle cose che faccio ogni giorno. Mi alzo la mattina e so come sarà esattamente la mia giornata. A cosa servo? Fossi un medico senza frontiere, un volontario che si prodiga per il prossimo, forse la mia vita avrebbe un senso, forse davvero allora starei scontando la mia pena. Si col sacrificio rinunciando a noi stessi. Per gli altri.
A volte sento persone che indicano l’amore come il senso della vita. Poi vedo persone che si fidanzano, che creano un illusione di coppia, di famiglia, le vedo sgretolarsi, tradirsi, ingannarsi, mentirsi.. ma allora l’amore non era amore vero, puro.. mi dicono che sono una romantica e che credo nelle fiabe.
No. Credo che l’amore vero quello che ti prende l’anima nessuno ha volontà di crearlo. All’inizio di un rapporto di coppia sembra che ci si possa avvicinare all’amore vero, quando nel nostro sangue circola quel succo vitale che ci porta a credere di essere felici, quando la parola “ per sempre “ risuona costantemente nella nostra mente.. ma poi accade qualcosa.. si, come sostiene De Carlo, nel suo Arco d’amore, qualcosa finisce.. l’attaccamento lentamente si consuma.. e svanisce.. ogni cosa.. ogni sentimento.. ci si trova a brancolare nel buio.. chi è ancora nella fase “ per sempre” non capisce.. si chiede come mai quella persona che prima viveva per te e solo per te, adesso quasi non ti vede.. il suo sorriso non è più acceso come prima.. le sue braccia non sono più protese verso te.. e allora capisci che non è l’amore il senso della vita. Non è l’amore il senso della felicità.
Forse credi che un figlio potrebbe essere il senso delle cose. In parte lo è ma un figlio è un’altra vita, a parte i primi anni, dove dipende completamente da te, poi si allontana, giustamente compie la sua vita. E tu devi starne fuori per non sconvolgere gli equilibri che il nostro universo ha imposto.
E allora, dopo aver vissuto queste esperienze che non hanno fatto altro che moltiplicare i pensieri che ogni secondo si sovrappongono nella tua testa fino a farla esplodere, ti ritrovi ad alzarti la mattina per andare al lavoro. E ti chiedi ancora una volta che senso ha tutto questo?

ti rispondo con Vittorio Marchi ; lui come come me ha avuto una esperienza personale di N.D.E.Chi è toccato da questo evento dico sempre che è comunque fortunato perché gli è stata concessa un 'opportunità di vedere "oltre il sipario della vita"Ogni persona che ha avuto la citata esperienza è rimasta" toccata" ma pochi hanno avuto la capacità di condividere, di esprimere a terzi il grande insegnamento che si acquisisce ; è come se ci fosse una barriera di comprensione fra noi e gli altro. Così non è stato per il professor Vittorio Marchi che ha con lucidità, consapevolezza , conoscenza ,amore ha saputo illuminare la verità semplice e convincente della regola prima dell''universo:"noi siamo Uno e quindi partecipiamo alla creazione ; non esiste il caso ma l'osservazione che condensa la vibrazione universale in esperienza densa e materiale"
Ogni volta che ascolto le Sue parole mi commuovo e ne condivido tutto il suo indirizzo.
Ecco uno strumento d riflessione , forse ascoltando alcuni suoi forum o libri potresti comprendere meglio tutto ciao weach
weach1852 is offline  
Vecchio 25-06-2014, 12.48.18   #77
FMJ
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Riferimento: che senso ha ?

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Originalmente inviato da solechemuore
Cari amici, sono nuova e per me sarebbe bellissimo poter dialogare con persone che come me si pongono continuamente domande sul senso della vita.
I miei dubbi sull’esistenza sono tali da rendere la mia stessa vita un vero inferno. Mi piace pensare che io sia nata nel posto sbagliato e nel tempo sbagliato. Osservo le persone che mi camminano attorno e mi sento un aliena. Ogni cosa attorno a me assume contorni sfumati, vivo in un mondo ovattato dove apparentemente parlo la stessa lingua ma in realtà le parole non sono altro che suoni e rumori che alimentano la mia sensazione di non appartenenza.
Quando a volte espongo i miei pensieri, le persone con cui parlo, mi guardano come se fossi impazzita, sorridono e spesso mi danno risposte senza senso o ridicole.
Mi sarebbe piaciuto essere un essere semplice senza nessuna conoscenza che vive per il suo lavoro e che non si contorce la mente con mille e più pensieri che si accavallano fra di loro fino a farmi impazzire.
Mi chiedo continuamente che senso abbia alzarsi la mattina, andare al lavoro, tornare a casa la sera, e andare a dormire. Perché? Per mangiare e poi? Non capisco. Tutto questo esce fuori dal mio livello di comprensione. Cosi ho fatto un ragionamento. Quando DIO parlò con Adamo ed Eva, gli disse che se avessero osato cogliere un frutto da quell’albero sarebbero morti. Come tutti sappiamo disobbedirono e Dio li cacciò sulla terra.. a questo punto le sue parole sono state chiare. Morirete. Quindi la soluzione sta nel fatto che noi qua sulla terra siamo tutti morti. Una punizione che dura da migliaia di anni. La sofferenza, il dolore, e poi la morte. E se la morte stessa non fosse che la fine della pena. L’aver scontato la nostra condanna, e rinascere … perché io non trovo nessun senso nelle cose che faccio ogni giorno. Mi alzo la mattina e so come sarà esattamente la mia giornata. A cosa servo? Fossi un medico senza frontiere, un volontario che si prodiga per il prossimo, forse la mia vita avrebbe un senso, forse davvero allora starei scontando la mia pena. Si col sacrificio rinunciando a noi stessi. Per gli altri.
A volte sento persone che indicano l’amore come il senso della vita. Poi vedo persone che si fidanzano, che creano un illusione di coppia, di famiglia, le vedo sgretolarsi, tradirsi, ingannarsi, mentirsi.. ma allora l’amore non era amore vero, puro.. mi dicono che sono una romantica e che credo nelle fiabe.
No. Credo che l’amore vero quello che ti prende l’anima nessuno ha volontà di crearlo. All’inizio di un rapporto di coppia sembra che ci si possa avvicinare all’amore vero, quando nel nostro sangue circola quel succo vitale che ci porta a credere di essere felici, quando la parola “ per sempre “ risuona costantemente nella nostra mente.. ma poi accade qualcosa.. si, come sostiene De Carlo, nel suo Arco d’amore, qualcosa finisce.. l’attaccamento lentamente si consuma.. e svanisce.. ogni cosa.. ogni sentimento.. ci si trova a brancolare nel buio.. chi è ancora nella fase “ per sempre” non capisce.. si chiede come mai quella persona che prima viveva per te e solo per te, adesso quasi non ti vede.. il suo sorriso non è più acceso come prima.. le sue braccia non sono più protese verso te.. e allora capisci che non è l’amore il senso della vita. Non è l’amore il senso della felicità.
Forse credi che un figlio potrebbe essere il senso delle cose. In parte lo è ma un figlio è un’altra vita, a parte i primi anni, dove dipende completamente da te, poi si allontana, giustamente compie la sua vita. E tu devi starne fuori per non sconvolgere gli equilibri che il nostro universo ha imposto.
E allora, dopo aver vissuto queste esperienze che non hanno fatto altro che moltiplicare i pensieri che ogni secondo si sovrappongono nella tua testa fino a farla esplodere, ti ritrovi ad alzarti la mattina per andare al lavoro. E ti chiedi ancora una volta che senso ha tutto questo?

L'universo, di per sé, indifferenziato, globalmente, non ha nessun senso. Sei tu, con il tuo sistema di significati che gliene conferisci uno. Il "significato", non è là fuori da qualche parte. E' dentro di te. Sei tu che, giorno dopo diorno, edifichi il TUO sistema di significati e i tuoi conferimenti di senso. Dalle piccole alle grandi cose. Tu evidenzi un problema che è un TUO problema. L'universo procede sordo, cieco e muto, indifferente a te, a me, e ogni altra cosa. L'edificazione e il conferimento di senso è una delle più grandi avventure ed esperienze umane. Nel farlo, spesso, falliamo. E arrivano le crisi esistenziali, la depressione, l'ansia. Poi ci si rimette in moto. Si "guarisce". E si trova la propria via e i propri significati.

In bocca al lupo.

FMJ
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Vecchio 26-06-2014, 11.17.48   #78
altamarea
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Riferimento: che senso ha ?

Chi si domanda quale sia il senso della vita pensa che ce ne sia uno di tipo universale. Invece no ! La vita non ha senso ed ognuno le dà il significato che vuole.

E’ importante accettare il non senso della vita dandogli significato con le scelte, i comportamenti, gli atteggiamenti, le azioni.

Per il professor Edoardo Boncinelli, docente di biologia e genetica, la vita non ha senso e non ha senso nemmeno chiederselo. In un suo aforisma dice: “Non posso fare a meno di pormi certe domande, ma debbo resistere alla tentazione di darvi una risposta. Tanto sarebbe priva di ogni fondamento.”

Il filosofo, psicoanalista Umberto Galimberti nel suo libro titolato “La casa di Psiche” ha scritto: "Siamo esseri sospesi nel nulla. Dal nulla siamo venuti ed al nulla siamo destinati".
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Vecchio 27-06-2014, 00.45.13   #79
alphac
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Riferimento: che senso ha ?

Citazione:
Originalmente inviato da solechemuore
Cari amici, sono nuova e per me sarebbe bellissimo poter dialogare con persone che come me si pongono continuamente domande sul senso della vita.
I miei dubbi sull’esistenza sono tali da rendere la mia stessa vita un vero inferno. Mi piace pensare che io sia nata nel posto sbagliato e nel tempo sbagliato. Osservo le persone che mi camminano attorno e mi sento un aliena. Ogni cosa attorno a me assume contorni sfumati, vivo in un mondo ovattato dove apparentemente parlo la stessa lingua ma in realtà le parole non sono altro che suoni e rumori che alimentano la mia sensazione di non appartenenza.
Quando a volte espongo i miei pensieri, le persone con cui parlo, mi guardano come se fossi impazzita, sorridono e spesso mi danno risposte senza senso o ridicole.
Mi sarebbe piaciuto essere un essere semplice senza nessuna conoscenza che vive per il suo lavoro e che non si contorce la mente con mille e più pensieri che si accavallano fra di loro fino a farmi impazzire.
Mi chiedo continuamente che senso abbia alzarsi la mattina, andare al lavoro, tornare a casa la sera, e andare a dormire. Perché? Per mangiare e poi? Non capisco. Tutto questo esce fuori dal mio livello di comprensione. Cosi ho fatto un ragionamento. Quando DIO parlò con Adamo ed Eva, gli disse che se avessero osato cogliere un frutto da quell’albero sarebbero morti. Come tutti sappiamo disobbedirono e Dio li cacciò sulla terra.. a questo punto le sue parole sono state chiare. Morirete. Quindi la soluzione sta nel fatto che noi qua sulla terra siamo tutti morti. Una punizione che dura da migliaia di anni. La sofferenza, il dolore, e poi la morte. E se la morte stessa non fosse che la fine della pena. L’aver scontato la nostra condanna, e rinascere … perché io non trovo nessun senso nelle cose che faccio ogni giorno. Mi alzo la mattina e so come sarà esattamente la mia giornata. A cosa servo? Fossi un medico senza frontiere, un volontario che si prodiga per il prossimo, forse la mia vita avrebbe un senso, forse davvero allora starei scontando la mia pena. Si col sacrificio rinunciando a noi stessi. Per gli altri.
A volte sento persone che indicano l’amore come il senso della vita. Poi vedo persone che si fidanzano, che creano un illusione di coppia, di famiglia, le vedo sgretolarsi, tradirsi, ingannarsi, mentirsi.. ma allora l’amore non era amore vero, puro.. mi dicono che sono una romantica e che credo nelle fiabe.
No. Credo che l’amore vero quello che ti prende l’anima nessuno ha volontà di crearlo. All’inizio di un rapporto di coppia sembra che ci si possa avvicinare all’amore vero, quando nel nostro sangue circola quel succo vitale che ci porta a credere di essere felici, quando la parola “ per sempre “ risuona costantemente nella nostra mente.. ma poi accade qualcosa.. si, come sostiene De Carlo, nel suo Arco d’amore, qualcosa finisce.. l’attaccamento lentamente si consuma.. e svanisce.. ogni cosa.. ogni sentimento.. ci si trova a brancolare nel buio.. chi è ancora nella fase “ per sempre” non capisce.. si chiede come mai quella persona che prima viveva per te e solo per te, adesso quasi non ti vede.. il suo sorriso non è più acceso come prima.. le sue braccia non sono più protese verso te.. e allora capisci che non è l’amore il senso della vita. Non è l’amore il senso della felicità.
Forse credi che un figlio potrebbe essere il senso delle cose. In parte lo è ma un figlio è un’altra vita, a parte i primi anni, dove dipende completamente da te, poi si allontana, giustamente compie la sua vita. E tu devi starne fuori per non sconvolgere gli equilibri che il nostro universo ha imposto.
E allora, dopo aver vissuto queste esperienze che non hanno fatto altro che moltiplicare i pensieri che ogni secondo si sovrappongono nella tua testa fino a farla esplodere, ti ritrovi ad alzarti la mattina per andare al lavoro. E ti chiedi ancora una volta che senso ha tutto questo?

UNa risposta immediata sarebbe: E' l'unica risposta che non puoi avere dalla vita, se ci pensi ha una sua logica intrinseca, non puoi chiedere alla vita perchè esista perchè ci sei dentro finiresti nella dicotomia mai risolta fra oggetto/soggetto, non puoi osservare dall'esterno qualcosa di cui sei parte.

E' una risposta poco interessante perchè è la più razionale, la migliore per me rimane sempre 42, non è ironia citare Douglas Adams, ma un consiglio, a domande così unilaterali e mentali si può solo rispondere con approcci destrutturanti come quello dell'autoironia, un vero e proprio senso se vogliamo, forse l'unico trucco per svincolarsi dalla questione oggetto/soggetto.

Un'altra risposta, la più pratica, è che il senso della vita è non perdere tempo a pensare alla vita perchè lei in ogni caso sfugge, quindi rimetti i piedi per terra ed usala.
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Vecchio 27-06-2014, 09.26.50   #80
Duc in altum!
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Riferimento: che senso ha ?

** scritto da FMJ:


Citazione:
L'universo, di per sé, indifferenziato, globalmente, non ha nessun senso. Sei tu, con il tuo sistema di significati che gliene conferisci uno. Il "significato", non è là fuori da qualche parte. E' dentro di te. Sei tu che, giorno dopo diorno, edifichi il TUO sistema di significati e i tuoi conferimenti di senso.


Quindi per te il senso dell'universo è che non ha un senso ed ognuno è felice conferendogli quello più convenievole. Viva il relativismo alla massima potenza.


Pace&Bene
Duc in altum! is offline  

 



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