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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 04-04-2007, 20.57.43   #21
Il Cavallo Bianco
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Riferimento: Cimiteri

Il culto della morte non appartiene al cristianesimo insegnato da Gesù, il Cristo ,infatti Egli ha insegnato come liberarsi dalla paura della morte e dai cimiteri con tutti i rituali che si fanno.
Ciò che è terra torna alla terra ma ciò che rimane è vita è Spirito è coscienza e tornerà prima o poi alla sua fonte originaria.
Concentrarsi nel culto dei morti si dà testimonianza che non comprende bene cosa è l'anima nell'uomo e dove va dopo il decesso del suo corpo materiale.

Recarsi in un cimitero portando dei fiori ad un sepolcro o lamentarsi per il defunto reca spesso sofferenza all'anima del defunto.
Chi passa la soglia della cosidetta morte nell'ignoranza spirituale,un'ignoranza la chiesa ha insegnato a piene mani per secoli si troverà in grandi difficoltà perchè la sua anima legata a falsi concetti vagherà nel cimitero aspettando che il suo corpo risorga dalla bara.

La teologia cattolica della resurrezzione della carne ha fatto grandi danni e continua a farli perchè non esiste una resurrezzzione della carne!!!.

Beato chi comprende queste cose perchè può aiutare i suoi cari e gli uomini in generale perchè veramente può essere di grande aiuto al suo prossimo risparmiadogli inimmaginabili sofferenze.

La verità rende liberi.

Buone cose
Il Cavallo Bianco is offline  
Vecchio 04-04-2007, 21.02.07   #22
VanLag
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Riferimento: Cimiteri

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Quale significato vi è nel sentire vicino il corpo del defunto? Quale rapporto avete con la morte degli altri e dei "simboli" che li rappresentano?
Interessante argomento, soprattutto in questi momenti che mi sento “pappa e ciccia” coi cimiteri.
Dunque vediamo, dando per scontate le parole di Gibran:

Solo se bevete al fiume del silenzio voi canterete veramente.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte allora incomincerete a salire.
E quando la terra chiederà le vostre ossa, allora danzerete veramente.

Il morto è “da qualche parte a danzare” e questo non detto in tono ironico, ma credendo veramente che la morte da libertà e che mai come dopo morto l’uomo, o forse il suo spirito, è vivo.

Bene ma allora perché piangere? Perché stracciarsi i capelli ed essere tristi?
Per me, se colui che è morto è qualcuno che mi era caro, il dolore è il riflesso della mia perdita. E’ la celebrazione del suo ricordo nella mia memoria che, morbo di alzhimer permettendo, continua ad operare dentro di mè vibrando a volte anche di struggente nostalgia.
E’ vero che quel ricordo è sempre con me, ma il cimitero mi permette di raccogliermi in quel ricordo ed indulgere con me stesso e per me stesso, in momenti che non ci saranno più. Che ne so, banalmente, le volte che andavo a funghi con mio padre, ed era bello fare a gara a chi ne trovava di più e condividere assieme il bosco…… o il profumo delle torte la domenica, che ci faceva mia madre….. Frammenti di memoria che compongono quello che sono ora e che ricordare è dolce, anche se doloroso.

Certo c’è sempre dell’egoismo nell’attaccamento. Lo diceva anche U.G. con questa frase:

"Death is a release for the person who is suffering. But even here, you would rather maintain your permanent relationship with the suffering man and keep him going with the help of all those life-support systems, rather than face the void created by his death. Do you see how selfish you are?" - U.G. Krishnamurti

(Traduzione) La morte è un sollievo per la persona che stà soffrendo: Ma anche lì voi vorreste piuttosto fare continuare le vostre relazioni con l’uomo malato e vorreste tenerlo in vita con tutti i mezzi di supporto alla vita, piuttosto che fronteggiare il vuoto creato dalla sua morte. Vede quanto egoisti siete?

E’ sbagliato volere trattenere in vita a tutti i costi un moribondo che magari vuole pure andarsene, ma io credo sia lecito riconoscere in noi il dolore, che in fondo è una parte della vita ed anche celebrarlo, assieme al ricordo della persona persa.
Ecco….. i cimiteri credono servano per quello, e, in un certo senso, servono più per i vivi che per i morti.

VanLag is offline  
Vecchio 05-04-2007, 00.59.49   #23
Maura
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Riferimento: Cimiteri

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Chiedo quindi a voi, amici spirituali, cristiani, cattolici praticanti, fedeli seguaci di pratiche religiose, orientali, occidentali, ricercatori solitari del dio personalizzato della consapevolezza, quali particolari sensazioni/considerazioni/riflessioni teniate circa il luogo cui tutti (più o meno) si finirà.........…il cimitero!

Non rientro tra la categoria di persone che tu interpelli, in quanto non credente, ma vorrei dirti che i cimiteri sono luoghi per ricordare le persone scomparse di una comunità.
Nel cimitero del mio paese ci sono tante lapidi che recano la croce, ma ce ne sono molte con una rosa spezzata o intera, altre che portano una stella rossa (ex-partigiani), oppure oggetti che ricordano la passione in vita del defunto(per esempio una bicicletta per un ciclista).
Passando lungo i ballatoi dei forni, vedo le foto di persone che ho conosciuto e che ora non ci sono più, e ritornano alla mia memoria episodi di vita vissuta direttamente o indirettamente con loro.
Confesso che non sento la necessità di far visita alla tomba dei miei genitori,(perché li porto sempre con me), ma ritengo sia un dovere civile mantenere in ordine la loro tomba per coloro che passano e che possono ricordare.

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
La sensazione di vuota inesistenza all’interno di quelle mura è come un buco nero che trafigge la vita che muove all’esterno di esse! Non ha senso parteciparvi! Non c’è alcun significato nel piangere una tomba, nel porle un fiore, nel ripulirla dalle vecchie foglie...morte anch'esse!
C’è stato un periodo della mia vita in cui anch’io la pensavo come è riportato in quota, ma ora dopo aver visto mia madre soffrire per la sua malattia e averla accompagnata giorno per giorno sino alla fine, ora accetto tranquillamente la ns. condizione di mortali e non mi fa paura passare ad una condizione che non conosco.
E poi pensa a quale ispirazione è stata per Edgar Lee Masters un cimitero!!!

William e Emily

C’è qualcosa nella Morte
Che ricorda l’amore.
Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
e la vampa del giovane amore,
dopo anni di vita comune,
sentite spegnersi la fiamma;
e così insieme svanite,
a poco a poco, soavemente,
per così dire abbracciati,
nella stanza consueta –
c’è fra gli spiriti, un unisono
che ricorda l’amore!
Da Antologia di Spoon River – E.L. Masters
Maura is offline  
Vecchio 05-04-2007, 09.15.59   #24
VanLag
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Originalmente inviato da Mirror
Chi lo dice? Ci sono una miriade di testimonianze invece di uomini che sono andati incontro alla morte serenamente.
Confermo…… non so se siano miriadi ma sicuramente alcuni ci sono.

Nisargadatta Maharaji: Ti racconterò come è morto il mio maestro. Dopo avere annunciato che la sua fine era prossima, smise di mangiare senza modificare il ritmo della vita quotidiana. All'undicesimo giorno, nell'ora della preghiera - stava cantando e batteva vigorosamente le mani - all'improvviso morì -tra un battere e un levare -, come una candela subito spenta.
Non temo la morte, perché non ho paura della vita. Vivo una vita felice e morirò una morte bella. È una disgrazia nascere, non lo è morire! Tutto dipende da come guardi.


Più o meno potrei dire uguale del “mio maestro”.

VanLag is offline  
Vecchio 05-04-2007, 10.23.22   #25
maxim
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Originalmente inviato da Mirror

Chi lo dice? Ci sono una miriade di testimonianze invece di uomini che sono andati incontro alla morte serenamente.
Tanto per fare un esempio di un persona nota, che non era un credente nel senso convenzionale, ed andare troppo lontano, leggi Tiziano Terzani
nel suo ultimo libro "Un altro giro di giostra”, e vedrai con che spirito ha affrontato la malattia e l'abbandono del corpo.


Tiziano Terzani...quello degli elefanti dell'altra discussione in filosofia?

Siamo un pò alle solite! A parte il post del saggio Van Lag e quello della mitica Odissea, in tutti gli altri sembra che gli autori tengano a ribadire la loro “imperturbabilità” nei confronti della morte.
Propongo pertanto una riflessione/domanda a tutti coloro che, evidentemente accompagnati dolcemente da volontà divina, sono riusciti a battere sulla tastiera quelle parole che hanno così ben espresso la loro serenità e la loro tranquillità di piena accettazione della morte:

- Se voi, amici spirituali, aprite braccia e cuore alla indifferente signora e riuscirete ad abbandonare questo mondo con il sorriso sulle labbra…non provoca una certa sofferenza la consapevolezza della sofferenza delle persone che vi stanno piangendo in quel momento? Sapere quel vostro inerme corpo sotto una terra bagnata dalle lacrime di chi inginocchiato di fronte la vostra foto vi sta ricordando, non vi mette un senso di tristezza?

maxim is offline  
Vecchio 05-04-2007, 12.04.40   #26
Mirror
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Originalmente inviato da VanLag
Confermo…… non so se siano miriadi ma sicuramente alcuni ci sono.

Nisargadatta Maharaji: Ti racconterò come è morto il mio maestro. Dopo avere annunciato che la sua fine era prossima, smise di mangiare senza modificare il ritmo della vita quotidiana. All'undicesimo giorno, nell'ora della preghiera - stava cantando e batteva vigorosamente le mani - all'improvviso morì -tra un battere e un levare -, come una candela subito spenta.
Non temo la morte, perché non ho paura della vita. Vivo una vita felice e morirò una morte bella. È una disgrazia nascere, non lo è morire! Tutto dipende da come guardi.


Più o meno potrei dire uguale del “mio maestro”.


Questa è la bella testimonianza di un individuo noto, di un Maestro che apprezzo e ammiro.
Io credo però che ci siano molti altri individui, non noti o poco conosciuti, che abbiano offerto una serena accoglienza alla morte.
Che non siano morti travolti dalla tristezza o disperazione.
Io stesso, mi auguro di poterlo fare. Anche se non posso sapere ora se lo saprò fare al momento. 'Lavoro' in tal senso.
Nel frattempo vivo al meglio la vita, per quanto mi è possibile, in base alla mia natura, in modo che quando la morte verrà
io possa non avere rimpianti per non aver vissuto pienamente e consapevolmente.
La Conoscenza di chi sono è fondamentale per superare la paura della morte.
Nè la speranza di un ipotetico premio o un eventuale castigo però fanno parte del mio modo interiore.
In questo senso sono già morto a me stesso. E quotidianamente vado a trovare
e a salutare affettuosamente il mio ego nel cimitero dentro la Coscienza che è in me.


Ultima modifica di Mirror : 05-04-2007 alle ore 12.38.31.
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Vecchio 05-04-2007, 13.31.44   #27
MIMMO
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Originalmente inviato da maxim
Ringrazio tutti gli amici spirituali per i loro interventi…è sempre un piacere colloquiare con voi…

Ho postato questa discussione perché siamo troppo abituati a pensare alla nostra morte e non a quella del prossimo. In realtà, dal rapporto che abbiamo con l’altrui nera signora, possiamo cogliere l’occasione per comprenderla un po’ di più.

Come diceva Nevealsole già qualcuno ha ben descritto “i cimiteri”…erano sicuramente altri tempi e pertanto la visione e l’importanza che si dava al luogo di riposo eterno era intriso di quel patriottismo che tanto onore donava al corpo morto.

Io penso che la spiritualità di una persona e quindi del rapporto che ha con la vita e la morte dipenda molto anche da come valuta questi luoghi…ci si dovrebbe osservare dall’esterno..quando siamo ad un funerale…quando siamo in un cimitero…o quando semplicemente osserviamo un cadavere.

Io non sono come Atisha e quindi in cimitero non mi “diverto”…mi è un luogo assolutamente indifferente tanto quanto lo è un funerale con una salma morta da più di tre giorni.

QUESTA VOLTA GRANDE MAXIM

anch'io non do' nessun valore spirituale alle idee, dunque i cimiteri altro non sono che un luogo che ruba spazio e inutile lavoro....

poi da artista dico che amo le statue in marmo e i cipressi mi piacciono tanto......ma a parte questo cosa c'è nei cimiteri.......a si illusioni!

pensate ai vivi e bruciate i morti tanto sono morti!
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Vecchio 05-04-2007, 13.47.58   #28
Yam
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Originalmente inviato da maxim

- Se voi, amici spirituali, aprite braccia e cuore alla indifferente signora e riuscirete ad abbandonare questo mondo con il sorriso sulle labbra…non provoca una certa sofferenza la consapevolezza della sofferenza delle persone che vi stanno piangendo in quel momento? Sapere quel vostro inerme corpo sotto una terra bagnata dalle lacrime di chi inginocchiato di fronte la vostra foto vi sta ricordando, non vi mette un senso di tristezza?


Hanno solo da svegliarsi!
Se sapessero che io non sono mai morto e magari neanche mai nato, sarebbero felici e dovrebbero festeggiare, brindare e sentire che quel grande amore che ci lega va ben oltre quelle banali identificazioni egoiche (come il pianto) cui siamo sottoposti dalla nostra fatica di vivere. Chi piange e' sempre colui che ride, che gioisce...e a volte piange. L'importante e' non voler sempre ridere e gioire....o sempre piangere.
La natura stessa ride e piange, e' luminosa ed oscura e questo e' straordinario (dietro alle nuvole splende sempre il sole).
Quando il cielo piange lacrime di pioggia, la terra arida gioisce, cosi e' la nostra Anima che all'improvviso si ricorda di Essere, quando una persona cara muore.
(Anche io come VanLag ultimamente ho una certa confidenza con questa situazione.)
...a chi sta morendo in questo momento

Ultima modifica di Yam : 05-04-2007 alle ore 15.12.47.
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Vecchio 05-04-2007, 13.54.40   #29
Yam
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Originalmente inviato da Mirror
Anche se non posso sapere ora se lo saprò fare al momento.

Puoi saperlo e dentro di te lo sai.
Quanto ancora ti assalgono i tuoi condizionamenti?
Quanto non accetti la Vita in ogni sua manifestazione?
Quanto sei schiavo dei tuoi desideri, delle tue paure e speranze?
Cio' che ti assale in quel momento e' proprio l'attaccamento alla mente concettuale, desiderante...in realta' non c'e' separazione alcuna tra questo istante e quello in cui lasceremo il corpo, se sei qui ora, lo sarai anche il quel momento..e sara' un momento di gioia serena.

Malattia e morte non sono accettate da chi non accetta la vita, da quegli ego irretiti, rigidi e fissati nelle loro manie, me lo conferma un amico psicologo (materialista) che assiste i malati terminali.
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Vecchio 05-04-2007, 15.39.40   #30
atisha
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Originalmente inviato da maxim
in tutti gli altri sembra che gli autori tengano a ribadire la loro “imperturbabilità” nei confronti della morte.

perchè non lo accetti??...

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- Se voi, amici spirituali, aprite braccia e cuore alla indifferente signora e riuscirete ad abbandonare questo mondo con il sorriso sulle labbra…non provoca una certa sofferenza la consapevolezza della sofferenza delle persone che vi stanno piangendo in quel momento? Sapere quel vostro inerme corpo sotto una terra bagnata dalle lacrime di chi inginocchiato di fronte la vostra foto vi sta ricordando, non vi mette un senso di tristezza?

nessuno piangerà più di tanto alla mia morte, di questo ne sono certa.. genitori a parte, perchè dovessi morire prima io per loro sarebbe la fine, per ora non hanno strumenti a quel dolore.. ma li sto preparando.. non escludo questo impegno!.. sto dimostrando loro la mia serenità.. la mia gratitudine per ciò che ho trovato, ricevuto e dato..
invece i figli avranno la loro vita avanti a sè.. le loro aspettative da soddisfare, forse un giorno si ricorderanno di ciò che dicevo.. di ciò che tentavo di trasmettere loro..
gli altri, quelli più lontani, ancor meno.. sarà solo un nuovo modo per pettegolare sulle mie richieste di non voler funerali e quanto altro..
forse resterò nel cuore a pochissimi intimi.. ma gli stessi intimi sanno già, come me, che tutto è parte del rinnovo.. e ne faranno una celebrazione..anzichè un egoico pianto prolungato...
però, come già accennato, mi sto adoperando per trasmettere questo mio messaggio e pensiero proprio a chi mi è più vicino, proprio perchè, nel caso lasciassi il corpo prima della vecchiaia, loro abbiano strumenti a mano da usufruire, oltre la naturale sofferenza dell'impatto emotivo, del distacco..
è ciò che dovremo fare tutti.. anzichè premunirci di ricche tombe di famiglia.. cioè lasciare un testamento spirituale.. ma si sa.. come dice un mio amico un po' matto, ognuno ha il dio che si merita..
quindi, ad ognuno il suo e.. che dio ce la mandi.. bona (la morte)
atisha is offline  

 



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