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Vecchio 21-12-2007, 11.57.06   #21
atisha
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Data registrazione: 17-03-2003
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Riferimento: Come cercare la verità?

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Originalmente inviato da Uno
Se fosse parte dell'ego sarebbe facile sbarazzarsene, invece c'è gente che arriva ad uccidersi perchè non ne salta fuori, non conosce gli strumenti per riplasmarlo. Posso agevolare il discorso dicendo che si, nasce dall'ego, ma quando arrivi a poterlo chiamare rimorso non è più ego.
Prova a pensarci, poi male che vada abbiamo chiacchierato

intendiamoci sempre sulla parola ego.. ego = identificazione con il circostante, con le emozioni in genere ecc..
ma non come struttura (io) in grado di farci muovere nel mondo.. di farci relazionare..

io penso che quando l'ego è domato (ok così?? ), riconosciuto totalmente.. riplasmato come suggerisci tu, non può esservi alcun rimorso..
quanto al fatto che ci siano persone che arrivano anche ad uccidersi è proprio perchè si è talmente identificati con la propria personalità da non poter neanche prendere in considerazione la possibilità benchè lontana di poterne saltare fuori..

perchè?
perchè ci è da sempre insegnato a "vergognarsi"..
a provare rimorso
e al massimo a "penstirsi"..
cioè crearci un senso di colpa che taglia ed uccide l'ego stesso...

personalmente è così che vedo il rimorso..
non posso aver rimorso per i miei "errori".. o per aver magari fatto soffrire inconsapevolmente altri inconsapevoli a mia volta..
il rimorso lascia il posto alla compassione..

condivido il punto espresso da noor..
se però ci potessi spiegare cosa è per te il rimorso.. forse c'intederemo meglio..



(aspetto di sapere cosa è anche per te la sofferenza.. non quella fisica perchè prima o poi a tutti ci becca.. o ha beccato )
atisha is offline  
Vecchio 21-12-2007, 14.29.06   #22
Uno
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Riferimento: Come cercare la verità?

Citazione:
Originalmente inviato da atisha
intendiamoci sempre sulla parola ego.. ego = identificazione con il circostante, con le emozioni in genere ecc..
ma non come struttura (io) in grado di farci muovere nel mondo.. di farci relazionare..

io penso che quando l'ego è domato (ok così?? ), riconosciuto totalmente.. riplasmato come suggerisci tu, non può esservi alcun rimorso..
quanto al fatto che ci siano persone che arrivano anche ad uccidersi è proprio perchè si è talmente identificati con la propria personalità da non poter neanche prendere in considerazione la possibilità benchè lontana di poterne saltare fuori..

perchè?
perchè ci è da sempre insegnato a "vergognarsi"..
a provare rimorso
e al massimo a "penstirsi"..
cioè crearci un senso di colpa che taglia ed uccide l'ego stesso...

personalmente è così che vedo il rimorso..
non posso aver rimorso per i miei "errori".. o per aver magari fatto soffrire inconsapevolmente altri inconsapevoli a mia volta..
il rimorso lascia il posto alla compassione..

condivido il punto espresso da noor..
se però ci potessi spiegare cosa è per te il rimorso.. forse c'intederemo meglio..



(aspetto di sapere cosa è anche per te la sofferenza.. non quella fisica perchè prima o poi a tutti ci becca.. o ha beccato )

Va bene, intendiamoci, ma quello non è l'ego, appunto è l'identificazione dell'ego e soprattutto credersi il padrone..... comunque sia va bene lo stesso, il rimorso è altro.
Prova a cambiare prospettiva, prova a pensare che ciò che ti insegnavano non era il vergognarti ma invece spronarti ad essere ricettiva al rimorso, a comprenderlo, a lavorarci e possibilmente evitare di esserne preda e/o ancora preda. Si... preda, andiamo avanti
Educazione o meno, il rimorso è innato, un antropologo saprebbe spiegartelo meglio con esempi concreti, se questo fosse il solo ostacolo a che tu mi segua nel discorso posso pensarci e se è il caso provvedo.
E' innato il rimorso, però l'ego (qui trionfa) è bravissimo a nasconderlo, a farci credere che non esista, a tenerlo lontano... è facile immaginare quanto il rimorso mette in pericolo l'ego, tant'è che se vince può portarti fino al suicidio, comunque sia in punto di morte quando l'ego non ha più energie escono fuori le malefatte, altro che se escono... persone convinte di essere sante si accorgono e vedono il male che hanno fatto in giro. (chi non ne ha fatto? Coscienti o meno non importa, certo coscienti vale di più)

Vuoi la definizione tecnica del rimorso che farà divertire un pò di gente?
Il rimorso è ciò che ti mangia l'anima (e pure da dentro) mentre sei ancora in vita, è una funzione dell'entità da alcuni chiamata Anubi, da altri Aquila, da altri.... vediamo se indovini nella tradizione Advaita.... la stessa entità che quando lasceremo questo corpo fisico.....a meno che... ma è fuori tema e non vorrei che a qualcuno prendesse un infarto dal ridere

Per la sofferenza ripasso.
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Vecchio 21-12-2007, 14.46.08   #23
Mirror
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Riferimento: Come cercare la verità?

Ognuno di noi, non conoscendo ancora la pace profonda, si da fare per ottenere piacere. Qualsiasi intenzione è un desiderio di raggiungere il piacere, oppure, di sfuggire al dolore; essa crea agitazione. Il sollievo che possiamo ottenere in questo modo è fatalmente momentaneo, e finisce nella sofferenza dalla quale è nato.
Cercando la sicurezza, sprofonderemo immancabilmente nell’insicurezza.
La pura osservazione, l’ascolto neutrale, implica l’accettazione che piacere e dolore si situino allo stesso livello. Del resto si può parlare di livello, perché il piacere non è che un dolore minore, ed è in realtà dolore confrontandolo con la beatitudine senza tempo. Sofferenza, dolore, gioia, hanno come sfondo la pienezza, e se li esaminiamo con attenzione distaccata non possono sussistere e si dissolvono nella loro sorgente, che è pura beatitudine.
La nostra natura essenziale non è conoscibile con il dialogo esteriore o interiore. Bisognerebbe riscoprire la presenza silenziosa che precede ogni discorsività mentale. Allora in quel Silenzio l’”io sono”, senza attributi e qualificazioni, appare e ciò che lo precede è dissolto, cancellato.
Resta uno stato profondo senza problemi, senza conflitti.
Noi conosciamo i nostri problemi, le nostre emozioni, le nostre sensazioni, ma non ne conosciamo ancora il Conoscitore. Ed è questo conoscitore che va scoperto. Questo è il senso profondo della ricerca spirituale che allude al famoso detto “conosci te stesso”.

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Vecchio 21-12-2007, 15.07.49   #24
Yam
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Riferimento: Come cercare la verità?

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Originalmente inviato da Uno

Vuoi la definizione tecnica del rimorso che farà divertire un pò di gente?
Il rimorso è ciò che ti mangia l'anima (e pure da dentro) mentre sei ancora in vita, è una funzione dell'entità da alcuni chiamata Anubi, da altri Aquila, da altri.... vediamo se indovini nella tradizione Advaita.... la stessa entità che quando lasceremo questo corpo fisico.....a meno che... ma è fuori tema e non vorrei che a qualcuno prendesse un infarto dal ridere

Per la sofferenza ripasso.

Questi sono pensieri....pensieri che se ritenuti reali, come qualsiasi altro pensiero, allora appaiono come reali.
Quest'ammasso di pensieri lo chiamiamo EGO.
L'EGO e' la visione dualistica ed e' la nostra stessa energia che appare come "esterna", magari nella forma di Anubis.
Se non c'e' stato quel riconoscimento di cui si parla altrove e se non lo si e' potenziato a sufficienza, quella dualita' rimane anche nel momento della morte.
Il ciclo di insegnamenti del Bardo Thodol parla proprio di questo ed e' identico quello dell'Advaita Vedanta.
Nel Tantra, siccome non tutti sono abbastanza svegli da andare oltre la mente, si utilizzano i mantra e la visualizzazione..di una divinita'. Cosa accade dopo la morte? Che se non si riconosce la pura autoluminosita' (Prabhasvara) dello Spirito e quindi ci si libera, la mente riprende la sua normale attivita' onirica condizionata dalle tracce karmiche (Scr.. Vasanas, Tib. Ba Chags). La visualizzazione della divinita' e il suo mantra hanno creato nell'anima una potente Vasanas (impronta) e quindi quell'umpronta si puo' manifestare come simbolo sovrapponendosi e scansando le entita' minori......Chi e' stato molto devoto ad un Santo o alla figura del Cristo ottiene lo stesso risultato..poi si rinasce.

Questo accade continuamente durante la nostra vita: veglia, sogno, sonno profondo. Penetrando da svegli il sonno profondo accade il quarto stato che e' l'illuminazione.
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Vecchio 21-12-2007, 15.25.48   #25
Noor
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Riferimento: Come cercare la verità?

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Originalmente inviato da Uno
E' innato il rimorso, però l'ego (qui trionfa) è bravissimo a nasconderlo, a farci credere che non esista, a tenerlo lontano...

Il rimorso è ciò che ti mangia l'anima (e pure da dentro) mentre sei ancora in vita, è una funzione dell'entità da alcuni chiamata Anubi, da altri Aquila, Per la
A me sembra che il rimorso sia innato quanto possa esserlo il senso di colpa..
Innato nel senso che è un costrutto culturale dell'inconscio collettivo ma..pur
sempre una proiezione ,per quanto introiettata simbolicamente dall'anima (Anubi,l'aquila..) che rimane nel terreno della soggettività e della coscienza.
Riconoscerlo fa parte del lavoro sull'anima,questo sì e non credo vi siano dubbi su ciò..e quindi un pò più nel profondo rispetto alla superficie egoica personale.
Forse un antropologo direbbe che il rimorso "preserva la specie",come il senso di colpa d'altronde,da certi istinti primordiali.
E' su questi punti,secondo me,che ha "lavorato" bene la religione cristiana ,intrappolando la coscienza con la "morale dei doveri" ,ma che è in fondo solo una maschera ben utilizzata su queste "ombre" dell'anima.(Su questi punti aveva già fatto parecchia luce lo stesso Nietzsche)
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Vecchio 21-12-2007, 20.04.12   #26
Yam
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Originalmente inviato da Noor
A me sembra che il rimorso sia innato quanto possa esserlo il senso di colpa..

...e la vergogna.
Se guardiamo le cose da un punto di vista relativo...e magari anche un po' esoterico, la funzione di questi sentimenti e' evolutiva.
Ruota della vita
Il mostro che regge la ruota della vita e' Shin Je (di sicuro traslitterato male.nn ricordo bene) ed e' l'aspetto irato di Avalokitesvara..il cui Bija mantra e' HRI rossa.
Hridaya in sanscrito e' il cuore e hri significa "vergogna".
Avalokitesvara e' naturalmente simbolo di "pura coscienza o spirito consapevole" la cui energia e' Karuna (compassione). Io credo che il senso di vergogna quando non ascoltiamo il cuore sia una spinta evolutiva.
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Vecchio 21-12-2007, 20.50.36   #27
Giorgiosan
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Originalmente inviato da Uno


Secondo me ti conviene ritrattare prima che qualcuno dica che anche il rimorso è ego


A tutti

Allora la metto così: io sono felice quando il mio ego è felice e il mio ego è felice quando seguo la mia coscienza.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 21-12-2007, 22.59.52   #28
Yam
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Allora la metto così: io sono felice quando il mio ego è felice e il mio ego è felice quando seguo la mia coscienza.

Che equivale a dire:

"Io sono felice quando ho dei pensieri felici e ho dei pensieri felici quando seguo la mia coscienza."

E' indubbiamente cosi?
I pensieri (l'ego e' fatto di pensieri su questo e quello) sono veramente felicita'?
Yam is offline  
Vecchio 21-12-2007, 23.32.35   #29
Uno
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Riferimento: Come cercare la verità?

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Originalmente inviato da Noor
A me sembra che il rimorso sia innato quanto possa esserlo il senso di colpa..
Innato nel senso che è un costrutto culturale dell'inconscio collettivo ma..pur
sempre una proiezione ,per quanto introiettata simbolicamente dall'anima (Anubi,l'aquila..) che rimane nel terreno della soggettività e della coscienza.
Riconoscerlo fa parte del lavoro sull'anima,questo sì e non credo vi siano dubbi su ciò..e quindi un pò più nel profondo rispetto alla superficie egoica personale.
Forse un antropologo direbbe che il rimorso "preserva la specie",come il senso di colpa d'altronde,da certi istinti primordiali.
E' su questi punti,secondo me,che ha "lavorato" bene la religione cristiana ,intrappolando la coscienza con la "morale dei doveri" ,ma che è in fondo solo una maschera ben utilizzata su queste "ombre" dell'anima.(Su questi punti aveva già fatto parecchia luce lo stesso Nietzsche)

Nessuna persona può farti provare rimorso, al massimo può ricordarti di non anestetizzarti, ma nessuno è in grado di provocare rimorso in un altro, tranne qualcosa che è impersonale sebbene per comodità se ne diano nomi simbolici, ma non per questo meno reale di noi che scriviamo qui.
Invece i sensi di colpa, proprio perchè inerenti i sensi, il sensoriale, sono solo provocabili da persone nel mondo dei sensi, direttamente o indirettamente, anche quando dici che ti crei sensi di colpa in realtà stai lavorando su impressioni ricevute.
Ma il rimorso non può essere provocato dal mondo sensibile sebbene trovi "appiglio" solo per azioni nel mondo sensibile, idem seppur inverso chi agisce e chi subisce, il pentimento.

Studiare le parole aiuta molto, ri-morso, morso impersonale (e di qualcosa che è stato già morso), non mirimordo non mimordono, sensi di colpa... già detto... vergogna, ver-gogna non è innata, è provocata dagli altri, infatti se giro nudo da solo non mi vergogno, se lo faccio con altri presenti potrei, lo faccio io, ma sono gli altri che me lo provocano... e come la gogna la vergogna paralizza, non c'è nulla di evolutivo tranne a volte fermarci prima di esagerare con gli errori...

Fatene ciò che volete, ho quasi finito di pagare il mio debito a Riflessioni (questa la capisco solo io, almeno per ora).
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Vecchio 22-12-2007, 07.54.08   #30
atisha
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Va bene, intendiamoci, ma quello non è l'ego, appunto è l'identificazione dell'ego e soprattutto credersi il padrone.....

è una vita che differenziamo, proprio perchè la sottigliezza è stata più volte fraintesa.. ma non tutti fraintendono se si usa l'intuito.. L'intuito è uno stato che non tutti hanno.. ora ne ho certezza...

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comunque sia va bene lo stesso, il rimorso è altro.
Prova a cambiare prospettiva, prova a pensare che ciò che ti insegnavano non era il vergognarti ma invece spronarti ad essere ricettiva al rimorso, a comprenderlo, a lavorarci e possibilmente evitare di esserne preda e/o ancora preda. Si... preda, andiamo avanti

cambiare la prospettiva fa parte dell'esercizio di autoanalisi.. senza il cambiamento di prospettiva NON è possibile potersi osservare...
quanto al rimorso sostengo che faccia parte della stessa medaglia del senso di colpa (che ne dicano antropologi o psicologi..) tutto va semplificato, siamo in ambiente spirituale.. tutto va compreso e allontanato, non sezionato.. (questo vale per me).. non va guardato il "dramma" se non dentro di noi, anche se rappresentato fuori di noi.. o perderemo il punto.. la commedia del senso di colpa e del rimorso (biasimo) avviene solo nella mente.. e da lì deve essere allontanata.. è una proiezione (anche se non ti piace molto) della sovrastruttura dell'io, chiamata ego... il mio invito è di usare questa chiave.. cioè non lavorare solo in circolare.. orizzontale, ma gettare un ponte al verticale.. La meditazione aiuta questo passaggio.. a costruire questo ponte..


Citazione:
Educazione o meno, il rimorso è innato, un antropologo saprebbe spiegartelo meglio con esempi concreti, se questo fosse il solo ostacolo a che tu mi segua nel discorso posso pensarci e se è il caso provvedo.
E' innato il rimorso, però l'ego (qui trionfa) è bravissimo a nasconderlo, a farci credere che non esista, a tenerlo lontano... è facile immaginare quanto il rimorso mette in pericolo l'ego, tant'è che se vince può portarti fino al suicidio, comunque sia in punto di morte quando l'ego non ha più energie escono fuori le malefatte, altro che se escono... persone convinte di essere sante si accorgono e vedono il male che hanno fatto in giro. (chi non ne ha fatto? Coscienti o meno non importa, certo coscienti vale di più)

l'ego è abile a far tutto.. anche a farti credere di essere abile a nasconderlo è sempre più sottile l'ego.. se osservi bene.. non c'è scampo.. bisogna solo riconoscerlo e sorpassarlo.. come?
disfando la commedia fino a che avvenga la comunione con un altro tipo di Ego Divino... lo stesso farà in modo che avvenga una trasformazione radicale.. prima nella mente (a livello cellulare) ed in seguito, molto lentamente, anche nel corpo..
ma il corpo va preparato a ricevere i cambiamenti della mente.. )e qui ognuno si sbizzarrisca come crede.. ognuno ha avuto la sua Via)
Detto questo importante preambolo, è necessario togliere il condizionamento... qualsiasi..
per me il rimorso, ripeto, è fratello di primo letto del senso di colpa.. entrambi sono figli legittimi del condizionamento..
non vanno accettati scandagliati.. vanno solo visti..
e visto l'intero processo... come?
con uno stato di attenzione totale.. solo da quello stato è possibile Vedere che non esistono.. e che soprattutto queste sovrastrutture agiscono a livello inconscio, cioè senza che ce ne rendiamo conto.. è lì il dramma!!!
il condizionamento si può chiamare pubblicità subliminale.. (un termine che ho preso in prestito da qualcuno e che mi è semrpe piaciuto)
Lo stato di attenzione totale si può sviluppare con la meditazione..
in quello stato di coscienza in cui c'è libertà il condizionamento non agisce...
certo è che chi non ha azionato questa possibilità fino in fondo, (cioè non fermandosi in superficie del rilassamento) non possa verificare.. ma contrastare solamente cont utta una serie di "logicità" apparenti..

Citazione:
Vuoi la definizione tecnica del rimorso che farà divertire un pò di gente?
Il rimorso è ciò che ti mangia l'anima (e pure da dentro) mentre sei ancora in vita, è una funzione dell'entità da alcuni chiamata Anubi, da altri Aquila, da altri.... vediamo se indovini nella tradizione Advaita.... la stessa entità che quando lasceremo questo corpo fisico.....a meno che... ma è fuori tema e non vorrei che a qualcuno prendesse un infarto dal ridere
Per la sofferenza ripasso.

non m'interessano le definizioni tecniche davvero.. c'è da perdersi..
la via immediata è quella che ho praticato con la meditazione..
il rimorso mangia l'anima tanto quanto il senso di colpa.. è violenza condizionata trasmessa sotto varie maschere da generazione in generazione..
è un impulso evolutivo come tanti altri..
Se non siamo capaci di lavar via ogni macchia dalle ferite.. e perdonare noi stessi e il circostante, riconoscendo il condizionamento nel suo totale aspetto.. mai ogni tipo violenza lascerà la nostra anima...
questo il mio pensiero guarito.. non sedato
come faccio a saperlo?
vivendo giorno dopo giorno nello stesso ambiente condizionante.. e non in una grotta dell'himalaya.. o in India..

quando vorrai parleremo della sofferenza...

atisha is offline  

 



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