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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 24-08-2004, 18.43.17   #1
Calumet
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12 anni in una setta... I parte

Beh, visto che proprio me l'avete chiesto...ecco qua. E' un bel papiro, gente, armatevi di pazienza perché le cose sono tante.

Avevo circa 10 anni quando mia madre fece entrare per la prima volta i TdG (Testimoni di Geova) in casa, e circa 12 quando ho iniziato a studiare. Non posso dire che mia madre mi abbia costretta a frequentare l’ambiente, ma fui spinta semplicemente dalla mia curiosità. Certo è che la rinuncia al Natale e ad altre ricorrenze non mi ha lasciata completamente indifferente, anche perché non è stato mai trovato nessun sostituto alle ricorrenze negate.
All’età di 14 anni, di mia spontanea volontà, cominciai a fare opera di proselitismo e a 16 mi battezzai. Non avvertii nessuna sensazione particolare, differentemente da mia madre e da molti altri, che sentivano di “morire” e “rinascere” nell’immersione e nell’uscita dall’acqua di una piccola piscina. E continuai a non provare nessuna sensazione particolare nemmeno in seguito, nel senso che tutta la mia vita spirituale è stato un susseguirsi di crisi spirituali seguite da brevi momenti di ascesa, nuovamente accompagnati da lunghe, interminabili crisi. Nel frattempo, mia madre era troppo impegnata a fare proseliti per accorgersi di me, e dei problemi che andavo via via manifestando: bulimia (per i successivi 10 anni), anoressia, depressione (6 mesi di crisi e 5 anni di strascichi), allergie e intolleranze, crisi maniaco-depressive (per svariati mesi), fino ad arrivare a scoppi d’ira e crisi di nervi vere e proprie. Ho sviluppato una lunga lista di disturbi psicosomatici che hanno colpito la mia coscienza e il mio corpo praticamente ovunque, e ad alcuni devo ancora trovare un rimedio. Posso in effetti concludere che i miei malesseri fossero dovuti ad una lotta interna tra i miei desideri e il senso del dovere esasperato dalla comunità religiosa a cui appartenevo, all’interno della quale non sono ben visti coloro che dimostrano “spirito d’indipendenza” e fiacchezza spirituale, dei quali è detto che vivono “ai margini” dell’organizzazione. Questa lotta dev’essere iniziata ben presto nella mia mente di adolescente, e il problema si è via via ingigantito anche a causa del rapporto conflittuale con mia madre che, completamente immersa in queste dottrine religiose, ha sempre avuto un’ottica assolutista dei principi religiosi, riservandomi così solo il tempo che le restava dalla sua attività di proselitismo, e impostando con me un rapporto che aveva come unica base l’adorazione dello stesso Dio. Questo ha stravolto il normale rapporto madre-figlia che ci sarebbe dovuto essere, e lo ha subordinato all’osservanza di infinite regole, spacciate per princìpi.
Questo ha comportato una serie di “adattamenti” delle mie naturali inclinazioni, verso quello che lei definiva “il volere di Geova”. Crescendo, sentivo il bisogno di esprimermi in qualche maniera, visto che ogni istinto doveva essere soffocato, e ho provato varie strade, a partire dallo studio del pianoforte, iniziato in prima media e conclusosi 5 anni dopo per mia decisione, abbondantemente lodata dalla maggior parte dei componenti della congregazione, tutti convinti che era la scelta migliore per non distrarre la mia mente con cose futili.

Un'altra strada attraverso cui ho cercato di esprimermi è stata la scrittura, conseguente anche alla lettura di libri e romanzi: scrivevo racconti, storie e dialoghi, ma nemmeno queste due cose tenevano a freno mia madre dal rimproverarmi. Le letture, secondo lei, avevano una pessima influenza su di me e mi distraevano da “cose più importanti”. La scrittura ancora peggio: erano tempo e inchiostro sprecati. Così addio letture e passatempi. Smisi anche di avere un diario, visto che mia madre lo leggeva e lo correggeva pure, ogni volta che ci trovava una parolaccia... usando il bianchetto e mettendoci a fianco la scrittura biblica appropriata ( !! ).

Ad un certo punto cercai una strada scolastica nel tentativo di dare corpo alle varie aspirazioni che avevo; tentai di proporre vari corsi di studio, ma inevitabilmente nessuno di questi andava bene. Nessuno mi ha mai impedito con la forza di fare qualcosa: con me bastava e avanzava il ricatto morale, anche molto sottile o involontario. Così ho rinunciato anche ad un'istruzione superiore, niente Liceo Artistico, o corsi di computer grafica: non me la sentivo di insistere perché ritenevo d’essere di peso sul bilancio economico, o erano a Milano, e questo sarebbe stato difficile da accettare, perché sarei dovuta stare via molte ore al giorno, distogliendo così la mia attenzione dalle solite cose più importanti (cioè la possibilità di uscire molte ore in servizio). Così buttai via anni della mia vita suonando i campanelli, e trovando dei lavoretti part-time tra i più brutti e mal retribuiti che ci potessero essere.

Ciò che ha salvato il mio cervello dalla follia è stata qualche lettura che ho continuato segretamente a fare, che mi ha portato poi a seguire degli stage sul potere personale e sulle proprie potenzialità (con Anthony Robbins, e con HRD training group). Non sprecherò altre righe nel descrivere le difficoltà incontrate nel convincere i miei genitori a lasciarmeli fare; alla fine ero talmente esasperata che sarei stata disposta a scappare di nascosto. Ovviamente, i pochi che l’hanno saputo si sono affrettati a redarguirmi e a farmi notare che tutti coloro che avevano seguito questi corsi, in seguito erano usciti dall’organizzazione di Geova (e adesso capisco bene il perché!).

Non voglio dimenticare di inserire il fatto che questo stile di vita ha stravolto, oltre a tutto il resto, anche il normale rapporto con le altre persone e con i parenti, che ci vedevano come “impazziti” e coi quali la frequentazione è praticamente cessata, in quanto facenti parte “del mondo”.

Nel frattempo le mie aspirazioni artistiche non cessarono, fino al punto in cui trovai irresistibile l'idea di frequentare una scuola di recitazione, nel ’97, perché sentivo di poter fare l'attrice. Scoppiò il putiferio, ovviamente. Tutti addosso a mettermi in guardia sui pericoli di quell’ambiente terribilmente perverso, immorale, satanico e deviante. E nel ’98 successe “il fattaccio”: ricaddi nello stesso “errore” del ’96 (un timido approccio sessuale parziale, questa volta col mio insegnante di teatro) e a questo punto, visto che ero “recidiva”, ci fu un altro “comitato giudiziario” (un vero e proprio processo) che questa volta decise per la disassociazione (cioè l’espulsione dal gruppo). Decisero loro per me.
Era come se io avessi commesso un’ulteriore infrazione spinta da una motivazione inconscia, infransi le regole un’altra volta spinta dal desiderio di vedere cosa sarebbe successo, forse, senza nemmeno rendermi conto di quello che stavo facendo. Quando mi chiesero se fossi stata disposta a lasciare il mio compagno, io non me la sentii più, perché non era la prima volta che fui costretta ad abbandonare un amore o un’amicizia, proprio, il mio cuore non reggeva più, non avrei retto ad un’altra rinuncia di tipo affettivo.

Tutti, ovviamente, pensarono che io lasciassi la comunità per uno del mondo. In realtà io ero in crisi da anni, e colsi la palla al balzo per dare una svolta alla mia vita, immersa in un mare infinito di sensi di colpa. Chi ha saputo dell’esistenza del problema, qualche tempo prima della disassociazione, inoltre, non ha fatto assolutamente nulla per aiutarmi: nessun pastore ha avuto cura della pecorella che si stava smarrendo, né c’è stato amico che abbia teso la mano, tutt’altro. Ho assistito ad uno schierarsi di muri e barriere eretti di fronte a me, e sono stata travolta da un fiume di parole di condanna, espressioni sprezzanti di giudizio nei miei confronti, oppure il totale disinteresse, seguito da immediato allontanamento. Improvvisamente non ho avuto più amici. E nemmeno una famiglia, difatti dopo 2 mesi dalla mia disassociazione, sono stata letteralmente costretta ad andare via di casa, perché là non si poteva vivere, la famiglia era divisa. Il 4 Ottobre ’98 me ne sono andata di casa, e per circa 5 mesi si sono interrotti completamente i contatti con la mia famiglia (mia madre, mia sorella e suo marito, e mio padre che era solo un simpatizzante).

Per chi non lo sa, chi esce dal gruppo non viene più degnato del saluto, non è più degno d’essere frequentato. Quindi dopo la disassociazione, siccome non avevo nessun contatto con l’esterno, eccetto il mio compagno, la mia vita sociale morì nel giro di una notte, e questo fu per me un vero trauma emotivo che ancora fatico a rimarginare. I miei amici di sempre, erano come morti tutti improvvisamente. Mia sorella, il rapporto con la quale era sempre stato difficile, si è definitivamente nascosta dietro la scusa del seguire i “principi biblici” e si è letteralmente eclissata.
Intrapresi la carriera artistica di attrice, e il caso ha voluto che mi trovassi ad avere a che fare con personalità fra le più dure, nei primi due anni: una vera montagna da superare assolutamente da sola (dico questo perché anni di vita passati all’interno di una stretta cerchia di persone che la pensano tutte allo stesso modo e con le quali si evitano scontri e scambi di opinione aperti, non ti fa maturare molto). Per me il mondo esterno era comunque un luogo di perdizione, ed ero sempre molto critica nei confronti delle persone, avevo un sacco di complessi e di rigidità, sia fisiche che mentali. Il mio lavoro di attrice, unitamente alla mia relazione col mio compagno, mi hanno aiutato moltissimo a prendere coscienza di me stessa e a liberarmi pian piano degli schemi mentali in cui ero incastrata. Ci sto ancora lavorando adesso, a distanza di anni. Per fortuna, farò in tempo a vivere la mia vita in piena consapevolezza, e non nel torpore.

- continua...-
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Vecchio 24-08-2004, 18.46.49   #2
Calumet
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12 anni in una setta... II parte

......Così mi sono ritrovata fisicamente “fuori”, anche se mentalmente ero rimasta “dentro”, difatti per tutto il ’98 e ’99 non festeggiai natali, pasque, capodanni e compleanni vari, né feci brindisi o auguri a nessuno, continuavo a guardare gli altri dall’alto al basso (come ti abituano a fare), criticando fra me e me il loro modo di agire e di pensare. Continuavo a credere di appartenere alla vera religione, con la differenza che mi ero presa una pausa di riflessione, nell’attesa di tornare prima o poi.
Ma per fortuna pian piano ho cominciato ad adattarmi alla vita reale.
Successe che una sera, mentre ero a cena in un piccolo e intimo ristorante col mio compagno, ci trovammo in mezzo ad una micro-festicciola, dato che era Carnevale (non ne sapevamo nulla). Ci vennero dati dei piccoli cappellini di carta e una trombetta. Io, spinta più dal desiderio del gioco che altro, misi il cappellino e usai la trombetta, proprio come avrei fatto a 12 anni. La coscienza mi pungolava, ma ho voluto ugualmente provare quella sensazione di serena spensieratezza nel gioco. Da quella piccolissima cosa, iniziai con molta titubanza a ricambiare gli auguri in altre occasioni, e poi a farli io per prima. Tra un’incertezza e un’altra, ricominciai a fare i normalissimi brindisi che fanno tutti e a dire “salute” quando uno starnutisce. Con cautela e sempre con lo spettro dell’organizzazione alle spalle, non rifiutai più il pasticcino in occasione del compleanno, né la fetta di colomba in occasione della Pasqua. Con molti rimorsi, iniziai ad occuparmi del Capodanno e del Carnevale per via del lavoro, visto che organizzavamo serate per guadagnarci da vivere. Il primo e il secondo anno che decisi di addobbare la casa per Natale, (2000 e 2001) ebbi delle crisi di bulimia, perché mi sentivo fortemente in colpa e in crisi di coscienza, mi sembrava di andare contro la volontà di Dio, di fare qualcosa di terribile contro di lui, mi sembrava di farmi sedurre dallo spirito mondano di Satana.

Restava il fatto di avere sempre una profondissima lacuna, a livello spirituale, che non riuscivo mai a colmare, perché qualsiasi mio tentativo di avvicinamento a qualsiasi altra religione, comportava per me una grave mancanza di fede e di rispetto nei confronti di quello che mi era stato insegnato, continuavo comunque a credere che quella fosse l’unica vera religione, di conseguenza come avrei mai potuto avvicinarmi ad altre fedi? Non riuscivo neanche a pregare, perché che senso aveva rivolgersi a Geova, sapendo di essere pienamente nell’errore? Decisi così di rinunciare alla mia spiritualità, benché fosse per me un’esigenza fondamentale. E tutto questo per Geova.

Nel frattempo ero riuscita a stabilire un rapporto civile con i miei genitori, e andavo a pranzo da loro il sabato, nonostante fossero usciti diversi numeri di riviste che esortavano a non associarsi con questi reietti, i disassociati. E mia madre aveva continue crisi di coscienza, perché era combattuta tra il vedere me e il rispettare le regole. Per fortuna mio padre, persona simpatizzante, che aveva studiato, ma pur sempre intelligente, faceva sentire la sua voce e impediva che io venissi del tutto allontanata per motivazioni religiose. Con lui, però, non sono mai riuscita a stabilire un solido e affettuoso rapporto per vari motivi, fra cui anche le divisioni dovute alla concezione estremista dei testimoni di Geova, di cui aveva piena la casa. Solo negli ultimi tempi mio padre si era sbloccato, aveva deciso di aprirsi nuovamente, un grosso macigno stava per essere abbattuto….Fino a che non successe qualcosa di molto brutto.

Il 23 Giugno 2003, mio padre è morto, purtroppo, e così ho perso per sempre la possibilità di recuperare il rapporto con lui, a causa di un’assurda cecità religiosa. Aveva solo 61 anni, ne avevamo ancora di tempo, e avevamo appena cominciato a conoscerci meglio e ad avere quel rapporto fra persone adulte, che non avevamo mai avuto. Non so se riuscirò mai a digerire il fatto che le divisioni religiose ci hanno impedito di comunicare meglio. Lo shock è stato forte, anche perché è stata una cosa improvvisa e inaspettata (date le ottime condizioni di salute di mio papà).

Ma le cose che mi hanno fatto più male, sembra strano a dirsi, sono state altre.
Nemmeno in una circostanza del genere, alcune persone si sono astenute dal rispettare insensate regole umane. Da alcuni non mi sono arrivate le condoglianze. Al funerale di mio padre, io ero seduta davanti alla bara, e c’è stata gente che mi è passata davanti senza nemmeno degnarmi di uno sguardo. Il giorno dopo il funerale, avevano già programmato un bell’ “agguato biblico” nel tentativo di sondare le possibilità che io tornassi indietro. E’ stato un tentativo di lavata di capo, con frasi che hanno dimostrato una sensibilità da elefante, è stata una forte mancanza di rispetto che non hanno nemmeno voluto ammette. Se ci fosse stato mio padre, tutto questo non sarebbe successo.

Bene, in quel giorno ho deciso che avrei chiuso definitivamente il capitolo, senza indugi, senza ripensamenti, senza dubbi, perché ne avevo viste e sentite abbastanza di assurdità, e ne avevo fin sopra i capelli di vedere rispettare meticolosamente delle regole umane che arrivavano a trascendere il principio divino più che abbondantemente. Mi sono detta: “al diavolo, se anche arriverà la fine del mondo, sono disposta a morire, piuttosto che a stare in un’organizzazione del genere. Se la prospettiva è vivere per sempre con un Dio del genere, non mi interessa. Dio vede nei cuori, se vuole capire capisca, altrimenti mi uccida pure”.

E da quel giorno, ho iniziato a vederci sempre più chiaro, ho iniziato a capire quali sono stati i meccanismi che mi hanno tenuta mentalmente prigioniera per anni e anni. Ho rivisto i miei convincimenti su chi è Dio, e soprattutto su cosa non è. Idem per la figura di Satana, per il quale ho sempre avuto un eccessivo terrore, il quale mi ha impedito di avvicinarmi anche lontanamente a una vita normale. Ma io, adesso, quando vado al cimitero o quando sento di doverlo fare, parlo con mio padre, e non credo proprio di intrattenere conversazioni col demonio in persona o con qualche suo inviato speciale. Ho deciso di non sentirmi più non amata da Dio, creandomi sofferenze indicibili. Ho capito perché sono rimasta prigioniera per tanto tempo: perché qualsiasi cosa cercassi di fare o di credere, ero abituata a vederla come proveniente dal malvagio e orchestrata da lui abilmente. Se avevo certi pensieri, nascevano da Satana, se mi avvicinavo a un diverso di tipo di adorazione di Dio, ero spinta da Satana, che mi voleva con sé. Se provavo gioia per alcune soddisfazioni lavorative o umane, era Satana che mi allettava con lo spirito mondano. Ogni dimostrazione di amore fra le persone, doveva essere fasulla, ogni cosa bella poteva essere “Satana che continua a trasformarsi in angelo di luce”. Qualsiasi cosa che avesse a che fare con il potere mentale, con certi tipi di terapie mediche, con certi obiettivi personali, perfino con lo svago e il relax… provenivano in qualche modo da Satana e costituivano, per me, qualcosa di sbagliato, il male.
Sono arrivata a lanciare, fra me e me, una sfida a Satana: tutti ti fanno credere che, finché sei nell’organizzazione di Geova, Satana ti tenta e ti mette alla prova instancabilmente, fino al punto in cui tu cedi, abbandoni la congregazione, e a quel punto Satana ti lascia in pace e ti accontenta dandoti ciò che vuoi per tenerti in suo pugno. Ebbene, io in questi 6 anni ho voluto vedere cosa Satana avesse in serbo per me: forse una sfavillante carriera? Forse un sacco di soldi? Forse il successo? Delle amicizie strepitose? No, niente di tutto questo. Non ho mai avuto così tante difficoltà da quando sono uscita, altroché storie! Adesso faccio le somme e mi dico che la vita è dura, e non c’è nessun Satana che soddisfa i tuoi desideri purché tu rimanga “nel mondo”. Ma d’ora in poi non mi voglio più negare niente che mi spetti, primo fra tutti un’appagante spiritualità.


- continua..._
Calumet is offline  
Vecchio 24-08-2004, 18.48.43   #3
Calumet
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12 anni in una setta... III parte

.....Guardando la situazione da un punto di vista più ampio, ho visto cos’è veramente questa religione, ho capito le dinamiche, i sensi del dovere, i sensi di colpa indotti, le crisi di coscienza…ho visto i percorsi mentali ed emotivi, gli sbagli, le cadute, i dolori. Ho capito gli schemi, ho individuato le falle, ho trovato i punti deboli e i punti cardine, ho capito come tutto questo ha influito su di me. Non credo che farò mai parte di un altro gruppo religioso: la religione è un modo umano, rigido e imperfetto di confezionare Dio secondo le proprie esigenze, è una maniera per inscatolarlo e limitarlo, nel tentativo di avvicinarlo alla nostra bassezza e limitatezza umana. Non esiste una vera religione, e tutte possono avere un fondo di verità, perché nelle svariate ricerche che l’uomo ha fatto di Dio, ha avuto delle intuizioni che possono averlo avvicinato vagamente a qualcosa di vero. Per questo la verità può essere ovunque ma non è realmente da nessuna parte. Ognuno trova la SUA verità, ed è giusto che sia così. Ci ho messo 5 anni per uscire da certi cunicoli mentali senza sentirmi in colpa, pensando di sbagliare gravemente e di fare un enorme torto a Dio, che comunque alla fine mi avrebbe punita e distrutta, oltre al fatto di non amarmi per le scelte che avevo o avrei preso. Adesso basta. Non nego più a me stessa di essere chi sono e di esprimere chi sono, non mi nego più la possibilità di esplorare nuove strade e di trovare la via della MIA spiritualità, la MIA verità, non la loro.

So cosa vuol dire vivere una realtà che non si avverte come vera e come propria. Com’è difficile respirare un’aria che sembra artificiale, vedersi attraversare una forma di “realtà” che non corrisponde a ciò che si sente dentro. Ci si sente incastrati in una vita e in ruolo che sembrano appartenere a un altro, e c’è un disagio che non scompare mai. Tutto è più difficile, ed è come trovarsi in un labirinto senza sapere di esserci, e per questo non si sa dov’è l’uscita, né se c’è. Non si combacia mai con se stessi, e nemmeno la vita intorno è come dovrebbe essere, si vive nel torpore, mancano dei pezzi, i colori non sono brillanti come dovrebbero, la luce non è luminosa come dovrebbe. E quando ci si accorge di non aver veramente vissuto, è devastante. Sembra di essere stati vittime di un brutto scherzo, come in una specie di Truman Show, in cui tutto era falso: la famiglia, le amicizie, gli affetti, Dio, la realtà stessa, perfino se stessi. Senza consapevolezza non si vive veramente. Più dura il sogno e più è duro il risveglio, oltre che improbabile.

Non vorrei tediare ulteriormente il lettore, ma manca ancora l’ultimo pezzo. Arrivata a questo punto, e quindi consapevole di aver oramai infranto tutte le regole possibili, mi sono decisa ad andare per la prima volta a consultare qualche sito gestito da ex Testimoni di Geova, e lì ho avuto la mazzata finale, perché tutto avrei creduto, fuorché di essere stata vittima di una setta che opera dei condizionamenti mentali ad arte. Fin lì non ero ancora arrivata, e rendermene conto non mi ha fatto dormire per diverse notti, oltre a farmi piangere a dirotto, perché mi sono sentita sfruttata e manipolata. Proprio non riuscivo a crederci, non mi sembrava possibile che proprio loro, fossero addirittura oggetto di studio da parte di alcuni centri sugli abusi psicologici. Condizionamento mentale. Abuso psicologico. Per me tutto questo era incredibile. A quel punto la mia mente aveva bisogno anche di argomentazioni razionali, così ho cominciato a leggere di tutto sulle varie dottrine…quando ho visto le manipolazioni fatte sulla Bibbia…quando ho letto che addirittura “Geova” non esiste!! La speranza della vita eterna sulla fantomatica terra paradisiaca… mio Dio… mi è crollato anche l’ultimo briciolo di buone intenzioni. Io che non avevo mai messo in dubbio la loro credibilità, mi sono trovata di fronte alla cruda realtà di una religione creata ad arte, e portata avanti con tecniche di condizionamento mentale.
Quindi io sono stata male e sto ancora male, la mia famiglia è mezza distrutta… e per che cosa? Per niente. Per una fede che non esiste, per un dio che non esiste, per una bibbia fasulla, per delle dottrine inventate. Altro che Truman Show.

Ora come ora sto raccogliendo i pezzi della mia vita, sparpagliati qua e là nel tempo, e sono convinta che in qualche modo mio padre mi stia dando una mano. Se così non fosse, non importa, vuol dire che comunque adesso la strada per raggiungere quel Dio tanto grande, immenso e amorevole che ho sempre visto solo da lontano, si è spianata…
Concludo dicendo che la maggior parte dei Testimoni di Geova, non sono altro che vittime, delle brave persone oneste che fanno sacrifici immani essendo convinti di fare ciò che piace a Dio, un dio che si offende se fai un brindisi alla salute. Sono pronti a rinunciare a questa vita, con l’aspettativa di viverne un’altra più lunga e più bella; sono spinti dal desiderio di veder risorgere nella carne i loro morti. E c’è chi è morto inutilmente per questa fede. Se pensavo di potermene semplicemente distaccare, ora credo di dover fare qualcosa perché si sappia cosa c’è veramente dietro, prima che altre persone vengano mentalmente intrappolate. Io non voglio fare opposizione a nessuno, ma non credo che difenderò più questo credo come ho continuato a fare fino a poco tempo fa, non credo che mi asterrò dal denunciare come stanno i fatti, per preservare anche un briciolo di mondo in cui possa regnare la libertà mentale.

(Il sito citato è www.infodtgeova.it ed esorto caldamente a visitarlo)

Non sparatemi per la mia lungaggine, vi prego!!!
ciao
Calumet is offline  
Vecchio 24-08-2004, 21.10.23   #4
shakespeare
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carissima Calumet, dov'è in tutto questo l'amore di Dio?
e quale Dio d'amore fa sì che un genitore si nega al proprio figlio perchè debba assecondare tale amore? ma è veramente di amore che stiamo parlando allora?
hai detto bene; Dio guarda nei cuori, ed è questo di cui parlava Gesù;
Quello che ti angoscia e ti far star male, ti atterrisce e mette paura non può venir da Dio;
Il Signore è amore e vita Calumet, e quando le tenebre e le paure saranno dissolte, e in te rinascerà questo insopprimibile bisogno d'amore e gioia, allora saprai e conoscerai senza più alcun dubbio o ripensamento chi è il Signore e l'amore che ha per te, e che non ti abbandonerebbe mai alla disperazione, alla solitudine e all'angoscia, ma ti perdonerebbe sempre, e sempre e sempre perchè ti ama troppo e ti vorrebbe sempre nel Suo Cuore.
Il suo immenso Sacrificio è stato per questo immenso amore che ha per te Calumet;
hai tanta luce e tanto amore in te; donalo sempre.
Ti auguro tanta gioia e felicità, con sincero affetto.
ciao.
shakespeare is offline  
Vecchio 24-08-2004, 21.19.53   #5
atisha
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com'è possibile sparare ad un cuore così tenero..coraggioso e rivoluzionario a costo di disobbedire ad una "coscienza" turbata?
Non esiste uomo infallibile sulla terra..nessuno è immune ad errori..perchè la vita è un continuo travaglio alla ricerca della Verità!..ma chi ancora non ha sviluppato questo significato, considera per forza di cose sbagliata questa ricerca...
Mi complimento con te, per la tua tenacia che credo ora sia stata premiata...Sono gli uomini (e donne ) come te che sviluppano una vera coscienza della vita interiore!!!
ciao... e grazie per esserti raccontata.


p.s...ah, una cosa...purtroppo o per fortuna ho potuto "curiosare" quanto mi è bastato all'interno di un gruppo della mia città...sai, il solito parente che cerca di convertirti...personalmente avevo già zio osho alle spalle che martellava..però una cosa devo dirla a favore dei TdG...i funerali sono qualcosa di veramente bello...toccante (anche dall'esterno).
(un abbraccio.. alla cara Lina che mi legge dall'aldilà...)
a.

Ultima modifica di atisha : 24-08-2004 alle ore 21.22.58.
atisha is offline  
Vecchio 24-08-2004, 23.11.35   #6
Mirror
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Re: 12 anni in una setta... III parte

Citazione:
Messaggio originale inviato da Calumet


Adesso basta. Non nego più a me stessa di essere chi sono e di esprimere chi sono, non mi nego più la possibilità di esplorare nuove strade e di trovare la via della MIA spiritualità, la MIA verità, non la loro.

Senza consapevolezza non si vive veramente. Più dura il sogno e più è duro il risveglio, oltre che improbabile.



Benvenuta!

Complimenti per il coraggio e la sincerità...é stata, purtroppo, una triste e pesante esperienza, fanno tesoro, ma ora, nonostante tutto, guarda positivamente avanti, non bruciare la fiducia che é rimasta nel cuore, guarda oltre...il viaggio continua... trova Te stessa, la Tua Essenza...
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Vecchio 25-08-2004, 10.41.23   #7
neman1
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Ciao Calumet

Hai avuto una scuola di vita di elevazione altissima. Sono contento per te per aver passato certi esami. Almeno, ora sappiamo che c'e' una persona tra noi (nel forum) che sappia distinguere tra fede e credo. Benvenuta di nuovo
neman1 is offline  
Vecchio 25-08-2004, 13.58.13   #8
Giulma
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Re: 12 anni in una setta... III parte

Citazione:
Messaggio originale inviato da Calumet



Concludo dicendo che la maggior parte dei Testimoni di Geova, non sono altro che vittime, delle brave persone oneste che fanno sacrifici immani essendo convinti di fare ciò che piace a Dio, un dio che si offende se fai un brindisi alla salute. Sono pronti a rinunciare a questa vita, con l’aspettativa di viverne un’altra più lunga e più bella; sono spinti dal desiderio di veder risorgere nella carne i loro morti. E c’è chi è morto inutilmente per questa fede.





Delle brave persone oneste, ...
Vedi, Calumet, non credo che sia proprio così, sai? E sai perchè? Perchè chi fa sacrifici immani convinto di fare ciò che a Dio piace, è un povero egoista, che crede di fare bella figura e avere il premio: il tanto ricercato paradiso. Sono pronti a rinunciare a questa vita, con l'aspettativa di viverne un'altra più lunga e più bella. Lo sai che anche i terroristi la pensano uguale?
Siete pronti a rinunciare alla vostra vita per aiutare quella di un altro? E senza avere nessun premio?
I premi sono solo per gli egoisti, che fanno le cose in cambio di qualcosa. Peccato che non esiste nessun premio, mi dispiace.
Qualcuno vuole un premio?

Ciao, Giulio


p.s. abbandonate questi conceti riduttivi di brave persone, oneste persone, che non significano nulla. Ogni essere può trasformarsi in una cattiva persona o disonesta persona quando gli si creano le giuste condizioni. La differenza la fa solo chi ha esperienza, e chi ha imparato a conoscere e a vivere realmente se stesso, sempre di più.

Ultima modifica di Giulma : 25-08-2004 alle ore 14.01.23.
Giulma is offline  
Vecchio 25-08-2004, 14.08.57   #9
Mirror
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Vera Fede e credenza: opposti.

Citazione:
Messaggio originale inviato da neman1
Hai avuto una scuola di vita di elevazione altissima. Sono contento per te per aver passato certi esami. Almeno, ora sappiamo che c'e' una persona tra noi (nel forum) che sappia distinguere tra fede e credo. Benvenuta di nuovo

Ehi..ehi... neman1...allora non mi hai mai letto!
E' da quando sono qui dentro che lo dico!!!

Non trovi che ce ne sia molti di più, qui nel forum, che conoscono questa fondamentale differenza? Tu almeno, spero.
Non comprendere la totale diversità fra queste due dimensioni, solo apparentemente similari, può essere molto rischioso, indipendentemente da qualsiasi credenza, per me, sempre negativa per la crescita Spirituale, la quale, non deve essere mai disgiunta da reali esperienze interiori che, se autentiche, non possono che portare ad un senso sempre più profondo di Unità e non di settarismo o appartenenza.

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Vecchio 25-08-2004, 15.10.39   #10
shakespeare
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Messaggi: 421
LA CHIESA, LE SETTE

E I TESTIMONI DI GEOVA

(2 Gv. 7-10)

A - LA CHIESA

E’ il popolo di Dio in cammino verso il Cielo, confortato dai grandi mezzi di salvezza che Gesù gli ha dato: S. Messa, i sette Sacramenti, la Madonna come Madre spirituale, i Pastori (Papa, Vescovi, Sacerdoti) e il Vangelo...quello vero come fu predicato da S. Paolo e dagli altri Apostoli.

Ai Cattolici ingannati e pervertiti dalle Sette, lo Spirito Santo, per mezzo di S. Paolo, grida: "Mi meraviglio che così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo, passiate ad un altro Vangelo. In realtà però non ce n’è un altro; soltanto vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia scomunicato" (1).

A Giovanni Paolo II, al suo ritorno dal viaggio apostolico nell’America Latina, i giornalisti domandarono: Le chiese cristiane non cattoliche costituiscono un pericolo per la fede dei cattolici?

Rispose: No, non costituiscono un grande pericolo; invece le Sette che si dicono cristiane, quelle sì che sono un pericolo molto grave. Infatti "il fenomeno ha raggiunto ritmi travolgenti in America Latina, dove, su una popolazione totale di circa 418 milioni di abitanti, oltre cinquanta milioni appartengono a questo tipo di Sette; di costoro circa quaranta milioni si sono convertiti in questi ultimi dieci anni. Il fenomeno è preoccupante pur nell’America Settentrionale" (2).

In Africa le Sette di matrice cristiana e non cristiana sono oltre 10.000!B - CHE COSA SONO LE SETTE?

(Nessuno si offenda: Russel scrive in Torre di Guardia, ott. 1883: "Noi siamo una Setta").

I Vescovi dei 5 Continenti rispondono: Sono "Gruppi cristiani di spirito settario con atteggiamento di intolleranza unito a un proselitismo aggressivo. Associano alla Bibbia altri libri rivelati, altri messaggi, o dalla Bibbia sopprimono alcuni suoi libri o ne alterano radicalmente il contenuto. Sono per lo più autoritari; fanno ricorso ad un certo lavaggio del cervello; praticano una coercizione collettiva. Problema allarmante. Prendono di mira i più vulnerabili. Urge informare, mettere in guardia" (3). Quali sono queste sette? Quella dei Mormoni, di New Age, di Sai Baba, dei Bambini di Dio, di Moon e tante altre tra cui la Massoneria (che, come documenta il "Dossier G.R.I.S." di Dic. 1989, nega la divinità di Cristo e della sua Chiesa, nega la personalità di Dio sostituendolo con un panteistico Architetto dell’universo, nega la Morale cristiana rimpiazzandola con un dannoso relativismo morale).

In Italia ce ne sono quasi 800; emerge la Setta dei testimoni di Geova che è la più diffusa e la più pericolosa, e che, approfittando della grande ignoranza delle verità di fede, fa apostare, ogni anno, oltre 10.000 cattolici.

C - I TESTIMONI DI GEOVANota bene: La severità che qui viene usata non è diretta contro le persone che amo e per le quali prego ogni giorno, ma contro i loro errori enormi e dannosissimi: il tacere è la più grave mancanza di carità e significa tradire Gesù e il suo Vangelo. In questi duemila anni tutti i Padri, i Dottori della Chiesa, i Sacerdoti zelanti hanno sempre parlato e, spesso, "tuonato" per smascherare, con parole di fuoco, le falsità, onde arrestarne il contagio che rovina le anime, e per difendere Cristo Dio e la sua Chiesa; insomma costoro, con grande coraggio, hanno messo in pratica il programma meraviglioso di S. Agostino: "Amate gli erranti e ammazzate gli errori". Dirò di più: perfino i Capi dell’eresie sono bollati dalla Bibbia e dai Santi e Dottori con parole terribili. Leggi la nota (4) a pag. 162.1 - Questa Setta distrugge tutto il Cristianesimo.

Infatti nega che Gesù sia Dio, nega la divinità dello Spirito Santo e la Trinità, nega la vera Chiesa di Gesù, nega la S. Messa, i Sacramenti, la spiritualità e immortalità dell’anima e quasi tutte le altre verità cristiane: è vera apostasia.

Annienta la grandezza della Madonna, la sua maternità divina, la sua verginità, ecc., e ne fa una povera donna, con tanti figli, non volendo riconoscere (o per ignoranza o per forte cattiveria) che, ai tempi antichi, con i nomi "fratelli e sorelle" venivano chiamati anche i cugini e gli altri parenti (come nel caso di Gesù). Un esempio: la Bibbia dice: "Figli di Zerach: Ienel e 690 fratelli". "Figli di Beniamino: Sallu, Ibnia, Ela e Mesullàm. I loro fratelli erano 956". "Dei Sacerdoti (ne nomina diversi): i loro fratelli erano 1.760" (1 Cronache 9, 3-13). Sono tutti fratelli carnali?... Abramo dice del nipote Lot: "Noi siamo fratelli" (Gen. 13,8).

Oltraggia e deforma Gesù cancellando la sua bontà e misericordia infinita e facendo di lui il più terribile assassino della storia. Infatti, con incredibili fantasticherie, dopo aver proclamato la ridicola falsità che Gesù è l’Arcangelo Michele che si è fatto uomo, dichiara che Gesù sarà lo spietato vendicatore del crudelissimo Geova nel fare una orrenda carneficina di tutti i cristiani e di chi non è geovista (una strage di miliardi di persone!). Chiama Cristo Dio "feldmaresciallo di Geova" (parola che è un triste richiamo al "feldmaresciallo Hitler", uno dei carnefici più crudeli della storia). E favoleggia nel libro geovista "Giustificazione": "Quando è giunto il tempo fissato, Geova ordina al potente feldmaresciallo Cristo Gesù di ingaggiare la battaglia di Armaghedon che sarà terribile". I geovisti hanno costruito su Armaghedon (Apoc. 15-19) tante fantasticherie. Ma in realtà (dicono i grandi biblisti) si tratta di un simbolo non di stragi sanguinose bensì della vittoria definitiva, nel giudizio universale, di Cristo Dio e della sua Chiesa (5).

2 - Questa Setta è nemica della Bibbia, poiché spesso l’interpreta male, ne cambia perfino parole e frasi (Ciò si vede bene nella "Traduzione Interlineare" dei geovisti stessi). Sotto la guida dei 13 uomini del Corpo Direttivo mondiale che si proclama infallibile e superiore alla Bibbia, nel 1967, ha fatto la così detta "Traduzione del nuovo mondo delle Scritture", ma non dai testi originali, bensì dalla Bibbia inglese del 1961. Innumerevoli e meschine e grottesche sono le manipolazioni, distorsioni e falsificazioni da costituire il più orribile scempio e il più grande massacro del Libro di Dio. L’hanno tradotta non in base al significato dei testi primitivi (come abbiamo fatto noi cattolici in pieno accordo con i fratelli separati ortodossi e protestanti), ma con l’unica preoccupazione di fare corrispondere il testo sacro alle loro idee sballate. Il Geovismo è stato definito: "La più colossale truffa religiosa del nostro tempo".

3 - Questa Setta è contro la scienza poiché ha degl’insegnamenti talmente antiscientifici da far spavento. Cito solo qualche esempio tra tanti: essa insegna, con calcoli da favole e con parole sprezzanti verso i più celebri scienziati, che la terra esiste soltanto da 48 mila anni. Soprattutto ancor oggi afferma con estrema sicurezza che l’uomo esiste sulla terra da soli 6.000 anni, invece la scienza (che pure proviene da Dio) ci assicura che il cosmo esiste da miliardi e miliardi di anni e che l’uomo vive sulla terra da oltre un milione di anni. (Così attribuiscono alla Bibbia, e quindi a Dio, queste e tante altre falsità).

4 - Questa Setta ha un pessimo fondatore: Charles Russell Taze, che la fondò nel 1870. S. Agostino dice: Fateci conoscere il vostro fondatore, o eretici, e sapremo come giudicare la vostra religione. Ebbene Russell Taze era tanto cattivo che i suoi seguaci più consapevoli si vergognano di lui e i Dirigenti nascondono ai geovisti le tristi notizie della sua vita e i suoi scritti e il passato della Setta. Russell era un abile affarista, un grosso ladro e un astuto sfruttatore della povera gente, alla quale vendeva il grano che vantava come "miracoloso" per un prezzo ben 60 (sessanta) volte superiore al suo valore. I geovisti dicono: lo faceva per l’interesse della società per azioni. Si, è vero; ma di quella società lui possedeva 990 azioni su mille. Inoltre faceva pressioni sugli ammalati per carpire i loro beni, ed era spacciatore di "medicinali miracolosi" che erano una truffa. Era imbroglione, bugiardo, spergiuro perché falsamente giurò di conoscere bene le lingue latina, greca ed ebraica, per interpretare il senso esatto della Bibbia scritta in quelle lingue, e invece non seppe leggere neppure una parola del testo greco che gli fu presentato. Era immorale, vizioso, scandaloso, infedele a sua moglie; era prepotente, feroce, un egoista insopportabile e senza cuore fino a tentare di rinchiudere in manicomio la sua sposa, cui negò gli alimenti prescritti dal tribunale (6).

5 - Questa Setta insegna incredibili sciocchezze. Dopo aver negato quasi tutte le verità del Cristianesimo, ai brandelli di verità che conserva, ha aggiunto molte ridicolaggini che suscitano perfino derisione. Ecco qualcuna.

a) La favola e la beffa della fine di questo mondo stabilita in date precise: 1914; 1916; 1918; 1940-1941 (7); 1975; 1986: date che assicura nel nome della Bibbia e quindi di Dio; ma tutte fallite. Rutherford, successore di Russell, riguardo al fallimento delle aspettative del 1914 e del 1925, ha detto: "Ho fatto la figura di un asino" (8).

b) La negazione delle trasfusioni di sangue per salvare bimbi e adulti, per cui li lasciano morire (orribile delitto!).

c) La burla dei 144.000 geovisti in Paradiso: il numero è simbolico; non va interpretato alla lettera; se si interpreta alla lettera, va riferito alle tribù d’Israele, non a loro (9).
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