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Vecchio 26-10-2006, 20.21.15   #1
VanLag
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U.G. … l’uomo naturale

Ho voluto copiare questa pagina del libro: - La mente è un Mito – edizioni Aequilibrium perché, pur riflettendo la convinzione di U.G. che nega all’uomo la possibilità di emanciparsi con un atto volitivo della sua condizione duale, ritengo che dia dei flash abbastanza centrati su come sia quello stato di unità comunemente chiamato illuminazione. So che chi ha esperienza riconoscerà nelle parole asettiche e demitizzanti di U.G. quello stato, posto a denominatore comune, che rappresenta la fine della ricerca.

Domanda: E’ spaventoso pensare di vivere senza un centro, senza un ego, un punto di riferimento.

U.G.Il punto di riferimento, l’io, non può in alcun modo essere eliminato con un atto di volontà da parte vostra. Dopotutto si tratta del programma a suo tempo determinato e inserito in voi a livello genetico, è il vostro copione.
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In realtà, non esiste un come fare una cosa del genere. E’ necessaria una qualità che viene prima del coraggio e che permette che accada qualche cosa di grandioso….. l’impossibile.
Nulla potrà esservi di aiuto, ne la cultura, ne l’umiltà, ne il coraggio. Non c’è proprio nulla che possiate fare, perché quello di cui stiamo parlando appartiene all’essere tutto intero, mentre tutto ciò che fate voi è frammentario, incompleto. Dovete sentirvi nella più completa impotenza….

Quando me ne stò seduto qui con gli occhi aperti è tutto il mio essere che guarda, è un tremenda visione panoramica, è come se tutto quello che vedi ti passasse attraverso: guardi senza la minima distrazione e con una tale intensità che le palpebre rimangono immobili e non esiste il minimo spazio in cui possa intromettersi un io che osserva. Tutto vi guarda, non accade il contrario. E quello che succede alla vista avviene anche per gli altri sensi: ciascuno di essi funziona in modo disconnesso dagli altri, nel modo che gli è proprio. La reazione dei sensi, che è l’unica cosa che esiste, non viene modificata, censurata o coordinata, ma viene lasciata in pace a vibrare nel corpo.
C’è una specie di coordinazione quando l’organismo deve funzionare per provvedere alla propria sopravvivenza, eseguendo delle operazioni meccaniche. C’è solo la coordinazione necessaria a reagire in modo essenziale ad una data situazione, ma poi le cose riprendono il loro ritmo indipendente, non coordinato.
Non interpretate quello che stò dicendo in termini di felicità, beatitudine o di illuminazione. E’ davvero una situazione spaventosa, sconcertante, non ha nulla a che fare con le così dette esperienze mistiche o spirituali. Non vedo assolutamente la ragione di dare a queste cose una connotazione religiosa o spirituale. Non stò descrivendo altro che il semplice funzionamento fisiologico dell’organismo umano. Sebbene tutto questo sia qualcosa di naturale, non potrà mai entrare a fare parte di uno studio sulla natura o della conoscenza scientifica.


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Vecchio 30-10-2006, 13.02.07   #2
VanLag
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Quando me ne stò seduto qui con gli occhi aperti è tutto il mio essere che guarda, è un tremenda visione panoramica, è come se tutto quello che vedi ti passasse attraverso: guardi senza la minima distrazione e con una tale intensità che le palpebre rimangono immobili e non esiste il minimo spazio in cui possa intromettersi un io che osserva. Tutto vi guarda, non accade il contrario.
Ricordo una volta che si parlava di non dualità e, (mi pare), Elijah chiese cosa fosse?

Come si spiega cosa è il mal di pancia ad uno che non lo ha mai avuto, come si spiega ad un cieco cosa sia la luce?
Eppure queste parole di U.G, che esprimono uno stato di unità, dovrebbero trovare un eco dentro ciascuno di noi perché in fondo non è diverso, da quando i nostri occhi, di bambini piccolissimi, si affacciavano sul mondo come carte assorbenti, con stupore e meraviglia per quella visione panoramica che ci attraversava.
Ah se la memoria invece di logorarci ci sostenesse una volta tanto!

Mi sento obbiettare….. - si vabbeh, bello, ma a che mi serve? Essere uno-col-mondo non mi da potenza, non mi eleva al di sopra degli altri, non mi da prestigio, ne fama, ne ricchezza…. Che farmene di quello stato?

Ecco questa è la prima trappola dove inciampa il ricercatore, l’idea ciò che il frutto della ricerca sarà un qualche cosa che lui potrà usare per i suoi fini. Un qualche cosa che lo porrà sopra gli altri, nel ruolo di maestro, di sapiente. Magari se si supera questo primo immenso ostacolo qualche passo lo si può fare veramente, anche se il frutto della ricerca non nascerà solo dai nostri sforzi.

Vabbuò.....paceebbene a tutti


Ultima modifica di VanLag : 30-10-2006 alle ore 13.49.08.
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Vecchio 01-11-2006, 09.56.04   #3
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Dovete sentirvi nella più completa impotenza….

questa è la chiave del discorso di UG..
anche se personalmente credo gli sia mancato un punto.. da ciò che descrive in seguito...

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C’è solo la coordinazione necessaria a reagire in modo essenziale ad una data situazione, ma poi le cose riprendono il loro ritmo indipendente, non coordinato.


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Vecchio 01-11-2006, 11.15.48   #4
VanLag
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questa è la chiave del discorso di UG..
anche se personalmente credo gli sia mancato un punto.. da ciò che descrive in seguito...
Questa è un’obbiezione che, anche se con parole diverse, gli faceva anche Uno, il nostro ex moderatore, (a prop. se leggi un saluto ).

Fermo restando che non si può radiografare un essere umano, mi interessava capire, secondo te, o secondo altri che la pensano come te, quale punto dell’umana ricerca, U.G. non abbia ghermito.

Poi, se è il caso, visto che qualche volta l’ho incontrato e non ho trovato in lui ne macchia ne infamia, farò da avvocato difensore.

perry-van-mason
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Vecchio 01-11-2006, 18.37.59   #5
atisha
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Questa è un’obbiezione che, anche se con parole diverse, gli faceva anche Uno, il nostro ex moderatore, (a prop. se leggi un saluto ).

Fermo restando che non si può radiografare un essere umano, mi interessava capire, secondo te, o secondo altri che la pensano come te, quale punto dell’umana ricerca, U.G. non abbia ghermito.

Poi, se è il caso, visto che qualche volta l’ho incontrato e non ho trovato in lui ne macchia ne infamia, farò da avvocato difensore.

perry-van-mason

certamente.. nessuno può radiografare un Essere!.. quindi non voglio, anzi non posso confutare l'esperienza di UG...
posso solo confrontarla con il mio Ciò che E'... e lo stesso mi dice una cosa molto semplice: poi le cose riprendono il loro ritmo armonioso, e coordinato

mentre per UG a quanto pare non sta così...
Il punto mancante per me è quell'armonia..
quella compenetrazione, fusione completa tra corpo/mente /Spirito..
quella dimensione che riutilizza il nuovo impasto, che coltiva direttamente la relazione con il nuovo tipo di Energia...
e non è affatto frustrante la cosa, come la vuole a tratti far apparire..
cioè,spesso, un oggetto da baraccone... una sfiga...



però sappiamo che ogni Essere fa un'esperienza..
e la stessa poi serve da centro coordinante, per predisporre un proprio insegnamento..
ed ecco che appaiono e si riproducono nel samsara tanti tipi di insegnamenti apparentemente diversi.. in sfumature diverse..
per servire meglio le diverse personalità..
Ma l'Essenza è sempre lì.. immutabile, non cambia.. se si sa cogliere..
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Vecchio 01-11-2006, 19.18.53   #6
Mirror
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Fermo restando che non si può radiografare un essere umano, mi interessava capire, secondo te, o secondo altri che la pensano come te, quale punto dell’umana ricerca, U.G. non abbia ghermito.

Poi, se è il caso, visto che qualche volta l’ho incontrato e non ho trovato in lui ne macchia ne infamia, farò da avvocato difensore.

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"...il vostro essere interiore altro non è che il cielo vuoto. Le nubi vanno e vengono, i pianeti nascono e scompaiono, le stelle nascono, le stelle sorgono per poi morire e quel cielo rimane intatto, identico a se stesso, immacolato, limpido.
Quel cielo interiore è chiamato Sakshin, il Testimone. Ed è quella la meta della meditazione.
Entra in te e godi quel cielo interiore. Ricorda: tutto ciò che puoi vedere non sei tu. Puoi vedere i tuoi pensieri, dunque non sei i tuoi pensieri, puoi vedere i tuoi sentimenti, dunque non sei i tuoi sentimenti; puoi vedere i tuoi sogni, i desideri, i ricordi, le immaginazioni, le proiezioni, dunque non sei nulla di tutto ciò.
Vai avanti, eliminando tutto ciò che sei in grado di vedere.
E un giorno sorgerà un istante incredibile, l'istante più ricco nella vita di un uomo, l'istante in cui non resta più nulla da scartare.
Tutto ciò che può essere visto è scomparso: solo il Veggente rimane. Colui che vede è il cielo vuoto.

Conoscerlo rende liberi da ogni timore, conoscerlo rende ricolmi d'amore, conoscerlo significa essere Dio, Essere immortali."
( OSHO )

****************************** **********************

Ciao Van, questo è ciò che ora mi sento di dirti, in base alla tua richiesta.
Sakshin, l'Osservatore, non è la mente (con la "m" minuscola), ovvero la mente identificata, egoica.
Casomai, parlando di mente ci si riferisce alla Mente (con la "M" maiuscola) come sinonimo di Coscienza impersonale, Mente Essenziale.
Questo è ciò che per me manca a U.G: confondere la mente identificata, con la Mente Impersonale, che non è un prodotto del corpo, anche se la puoi riconoscere solo attraverso il corpo.
Negare l'Esistenza della Consapevolezza, credendo che sia un epifenomeno del cervello, un effetto della corporeità è un limite che si da alla potenzialità dell'esperienza umana. Perchè in quella Consapevolezza alberga la "Spiritualità" non legata alla religione. E' oltre... la concettualità di ogni genere. Nisargadatta insegna.

E' quella Coscienza di Sè, presenza autoconsapevole che interagisce con tutto il contesto che la circonda in maniera non istintiva, tendente ad una relazione armonica e relazionalmente costruttiva con l'altro da sè, che ha il sensso dell'interdipendenza, che non hanno ancora gli animali.

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Vecchio 01-11-2006, 20.26.15   #7
VanLag
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certamente.. nessuno può radiografare un Essere!.. quindi non voglio, anzi non posso confutare l'esperienza di UG...
posso solo confrontarla con il mio Ciò che E'... e lo stesso mi dice una cosa molto semplice: poi le cose riprendono il loro ritmo armonioso, e coordinato

mentre per UG a quanto pare non sta così...
Il punto mancante per me è quell'armonia..
quella compenetrazione, fusione completa tra corpo/mente /Spirito..
quella dimensione che riutilizza il nuovo impasto, che coltiva direttamente la relazione con il nuovo tipo di Energia...
e non è affatto frustrante la cosa, come la vuole a tratti far apparire..
cioè,spesso, un oggetto da baraccone... una sfiga...



però sappiamo che ogni Essere fa un'esperienza..
e la stessa poi serve da centro coordinante, per predisporre un proprio insegnamento..
ed ecco che appaiono e si riproducono nel samsara tanti tipi di insegnamenti apparentemente diversi.. in sfumature diverse..
per servire meglio le diverse personalità..
Ma l'Essenza è sempre lì.. immutabile, non cambia.. se si sa cogliere..
Si a volte la fa apparire come un, un oggetto da baraccone... una sfiga... altre volte la chiama il miracolo dei miracoli.
Questo scoraggiare da parte sua credo sia un filtro per evitare che arrivino da lui persone poco motivate alla ricerca.
Se ci spostiamo sugli altri aspetti, come ad esempio quello dell’armonia farei questa considerazione: - se ci pensi non puoi continuare a vedere quella compenetrazione, fusione completa tra corpo/mente /Spirito come tre cose diverse, perché se continui a vederne tre significa che non c’è affatto nessuna fusione.
Lui ha buttato via la mente e lo spirito e, delle tre, s’è tenuto il corpo che è quello certamente più credibile d immediato e sul quale lui appoggia il suo insegnamento, perché un insegnamento indubbiamente lo da.

Sull’armonioso e coordinato posso dirti che lui è, nel suo quotidiano, molto armonioso.

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Vecchio 01-11-2006, 21.10.32   #8
VanLag
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Questo è ciò che per me manca a U.G: confondere la mente identificata, con la Mente Impersonale, che non è un prodotto del corpo, anche se la puoi riconoscere solo attraverso il corpo.
Negare l'Esistenza della Consapevolezza, credendo che sia un epifenomeno del cervello, un effetto della corporeità è un limite che si da alla potenzialità dell'esperienza umana. Perchè in quella Consapevolezza alberga la "Spiritualità" non legata alla religione. E' oltre... la concettualità di ogni genere.
Grazie per la citazione di Osho, del quale stavo appunto cercando qualche “pensiero”.

Ma U.G. per la verità, non confonde la mente identificata con la mente impersonale. Quella identificata la nega e quella impersonale, dice che non ci riguarda, perché noi siamo la mente identificata e se cessiamo quell’identificazione lui dice: - tu, come conosci te stesso e come sei solito sperimentarti saresti finito. Non ipotizzare cosa troverai quando la conoscenza sarà andata via, non stare a sentire quelli che ti parlano di beatitudine, immensità, amore, non credergli, tu non potrai mai sapere cosa troverai in quel momento perché tu non ci sarai.

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Vecchio 02-11-2006, 09.32.04   #9
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Nisargadatta va molto oltre Osho.
Saksin...come un minuscolo puntino sorge dal Vuoto...che diviene consapevole di Se'. In meditazione profonda assistiamo a questo miracolo: il sorgere della Coscienza....e con essa della Vita tutta.
Yam is offline  
Vecchio 02-11-2006, 09.58.50   #10
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[b]... perché noi siamo la mente identificata e se cessiamo quell’identificazione lui dice: - tu, come conosci te stesso e come sei solito sperimentarti saresti finito. Non ipotizzare cosa troverai quando la conoscenza sarà andata via, non stare a sentire quelli che ti parlano di beatitudine, immensità, amore, non credergli, tu non potrai mai sapere cosa troverai in quel momento perché tu non ci sarai.


Appunto non ci sarai più "tu" ma ci sarà un "TU"... e TU Sei Quello! Sarai morto a te stesso, morto come ego, sarai un JivanMukta, un liberato in vita.
Noi non siamo solo la mente-corpo identificati. Sì lo siamo, o meglio crediamo di esserlo, solo però se siamo addormentati alla nostra più intima Realtà, Natura, Essenza.
Questo è ciò che dicono i Saggi di ogni tempo, ed è anche la "mia" modesta esperienza.
Poi, se a qualcuno piace di credere di essere soltanto un corpo, è libero di crederci. Vuol dire che per lui questo cammino umano è tutto quello che poteva insegnargli.
Io dico invece che Tutto è Coscienza e Noi siamo Quella.
Che noi non siamo coscienza dentro dei corpi ma dei "corpi" dentro la Coscienza. Questo è da "Realizzare" in vita.
Ma non avevi detto che ti ispiravano sia Ramana che Nisargadatta...?
Allora non capisco questo tuo identificarti con l'organismo corpo-mente...

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