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#211 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 02-01-2012
Messaggi: 6
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Riferimento: che cos'è la realtà?
In via del tutto "propulsiva": credo che reale possa essere definito tutto ciò che percepiamo, intuiamo, immaginiamo... insomma, tutto ciò che in un qualche modo esiste. Conseguentemente penso si possa sostenere che non ci sia un'unica realtà ma tante quanti sono gli esseri percepienti, intuenti, immaginanti, ecc. Il punto penso stia nelle difficoltà indotte da un linguaggio inappropriato, un linguaggio che non fa distinzione tra esistente e vero, tra esistere ed esserci.
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#212 (permalink) | |
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mariodic
Data registrazione: 28-05-2011
Messaggi: 61
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Dal 1973, dopo le mie vacanze estive di quell'anno, grazie alla iniziale lettura di "Mutamenti nelle basi della scienza" di W. Heisenberg, ho cominciato a riflettere sulla grande rivoluzione filosofica introdotta nella struttura della Conoscenza successivamente alla scoperta del "quantum" di energia. La lettura di numerose opere sull'argomento o su argomenti paralleli di notevoli autori mi ha convinto che per affrontare, con la migliore speranza di successo l'intero quadro conoscitivo dell'universo, siano necessarie alcune cose di base che qui oso elencare senza pretese di esaurire i numerosissimi problemi. Talune di queste cose potrebbero apparire assurde -per non dire pazzesche- ma prego, chi leggesse questo post, di riflettere un attimo prima di liquidarlo come sequenza di stupidaggini piuttosto che un tentativo di stabilire delle premesse di base. Ecco questo elenco di cose base:*L'IO cartesiano è la Singolarità origine di uno Spazio della Conoscenza che è lo "Spazio" dell'insieme degli Eventi costituente l'Universo;*L'IO, che è anche "SE'" è unico come unico è, di conseguenza, l'Universo, l'unicità dell'IO è comprovata dalla considerazione (da parte dell'IO) di non aver esperienza di altri IO che siano anche "SE'"; *L'Universo è una costruzione logica della singolarità IO, costituita da un insieme di sottosistemi logici il cui legame reciproco minimo, valutato dall'Osservatore universale. l'"IO", appunto, la comune osservabilità da parte della Singolarità IO; *La Conoscenza è misurata dalla, chiamiamola così, capacità di dominio sull'intero Universo da parte dell'IO, questa capacità di dominio è evidentemente flaccida così come puo esserla quella di un tale che stringa in un mano un fascio di guinzagli, alcuni lunghi pochi centimetri, altri molti chilometri, all'estremità dei quali vi siano altrettanti cagnolini, è chiaro che la capacità di dominio dell'insieme dei cagnolini da parte del padrone è tanto più precario quanto più lungo è il guinzaglio; *L'entropia del sistema Universo, per rimanere nella metafora dei cagnolini e dei guinzagli, è la rottura dei guinzagli e/o la sfugguta di mano di alcuni guinzagli. Spero che non tutti ridano di quanto ho qui elencato. ![]()
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#213 (permalink) | |
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mariodic
Data registrazione: 28-05-2011
Messaggi: 61
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
La lettura dei testi divulgativi sullo sviluppo della MQ ma soprattutto delle notevoli conseguenze filosofiche e sul modo di pensare e fare scienza, mettono in evidenza cose che prima sarebbero semplicemente state considerate fantasie assurde e pazzesche. Una cosa importante che mostra l'inconsueto comportamento nell'approccio allo studio della MQ, ai suoi inizi, è il fatto che scienziati diversi, partendo da considerazioni diversissime e seguendo vie assolutamente inconfrontabili, giungano a conclusioni fra loro coerenti se non proprio identiche. Tre di queste vie sono, per esempio, quella che portò all'equazione di Shroedinger, quella seguita da Feyneman e quelle derivate dalle conclusioni di Copenaghen alle quali si sono ispirati uomini della levatura di W. Heisemberg. Da non dimenticare il fatto che prima di quest'ultima serie di diversi approcci ai fenomeni, gia pesava il grattacapo della duplice natura della luce, ondulatoria e particellare, cosa subito digerita dalla scienza e che ora non fa né caldo né freddo neppure alla gente comune! D'altro canto è sufficiente sentire un pur bravo studente di fisica per capire come gli oggetti della meccanica quantistica, con il loro corollario di "strane" proprietà, assolutamente difformi da quelle degli oggetti della meccanica classica, che dovrebbero perciò essere trattati secondo un'interpretazione soggettivistica (=idealista), quindi non classica, siano, invece, acquisiti come se fossero oggetti della res extensa di cartesiana memoria, cioè oggetti materiali. Insomma, bisogna convincerci che gli oggetti quantistici si collocano intorno di quella linea di confine -che poi linea non è ma un'area sfumata di demarcazione tra res extensa e res cogitans; si tratta, infatti, di oggetti gestibili solo mediante concetti e relazioni logici e segnatamente matematici, rilevabili, diciamo pure fisicamente, grazie a segnali a loro volta interpretabili solo in chiave logico-matematica. La libera fantasia dello scienziato è non di rado premiata da risultati di successo purchè non manchi altrettanta fantasia ed acume nell'interpretazione delle equazioni facenti parte del modello matematico adottato. Sto pensando al probabilissimo esito positivo degli esperimenti per "vedere", cioè, per provare, l'esistenza del bosone di Higgs: non sarà forse interpretabile come materializzazione dell'energia di conoscenza spesa per la sua ricerca o, meglio ancora, come la come segno della presenza attiva dell'Osservatore come attore della ricerca?
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#214 (permalink) |
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mariodic
Data registrazione: 28-05-2011
Messaggi: 61
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Riferimento: che cos'è la realtà?
L'esposizione di ARSENIO merita tutta l'attenzione possibile anche perchè documentata da riferimenti precisi. Essa toccai punti salienti della filosofia relativa alla fisica quantistica e offre alcune interpretazioni sui significati e su certi concetti. Condivido molte di queste interpretazioni, segnatamente quelle che riguardano il significato che l'Osservatore da alle sue percezioni, le quali costituiscono cio che, per il senso comune, si chiama "realtà". Il punto che ritengo fondamentale è appunto questa concezione di realtà che è dentro la soggettività dell'IO Osservante e non fuori. Benchè mi ri ritenga un soggettivista (=idealista) non oso disprezzare l'oggettivismo (=realismo) se non altro perchè anche all'idealista soggettivista più convinto conviene atteggiarsi e comportarsi come un qualunque realista nella pratica quotidiana perchè tutto diventa più semplice; ma l'abito di realista deve essere subito dismesso almeno durante il suo lavoro de è quello di fisico delle particelle quantistiche o quello di teologo, perchè quell'abito lo priverebbe, come una camicia di forza, di ogni possibilità di movimento intellettuale e della fantasia indispensabili per il suo lavoro.
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