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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 22-04-2008, 01.08.37   #11
bomber
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

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Originalmente inviato da VanLag
Un mito da sfatare è che l’Italia sia stata dominata per un sessantennio dalla cultura di sinistra e che il paese sia oggi allo stremo a causa della sinistra. L’Italia è stata governata per un cinquantennio circa dalla democrazia cristiana, (fino a tangentopoli), ed i comunisti sono sempre stati all’opposizione senza mai poter governare, tranne qualche brevissima parentesi come nei governi recenti. Questo è un fatto rigidamente controllabile da chiunque.

Sicuramente poi, rappresentando, i comunisti e le sinistre, circa la metà del paese, ne hanno influenzato la cultura, ma questo mi sembra naturale a meno che esista ancora qualcuno che pensa che si possa sopprimere o ridurre al silenzio tutti quelli che non la pensano come noi.

Quindi se il paese è com’è le persone che hanno sostenuto i governi democristiani abbiano il coraggio e l’onestà intellettuale di assumersi le loro responsabilità, così come i fascisti, che a quanto pare non erano finiti con il fascismo ma avevano solo tolto la camicia nera per indossare la giacca e la cravatta e schierarsi nelle file democristiane, abbiano il coraggio di assumersi la responsabilità del governo criminale che sostennero e che ridusse l’Italia alla miseria fisica e morale.

Gettare sugli altri le colpe dei propri fallimenti è un sistema vigliacco di lavarsi la coscienza e dimostra solo l’infantilità di non sapersi assumere le proprie responsabilità cercando sempre nel'altro il capro espiatorio. Non è così.


beh penso che questo discorso sia stato tirato solo fuorin campagnia elettorale per mettere un po di paura a diverse persone per cui convincerle a votare da un altra parte.
il comunismo in italia non ce mai stato e immagino che non ci sarà mai.
il comunismo come lo immaginaiamo noi o come si è real,mente applicato ha fallito e penso che sia sotto l'cchio di tutti ...
si ci potrebbe essere un alterazione del comunismo per un nuovo modello, ma difficilmente potrà essere fedele al pensiero di marx ne tanto meno al modello cinese o russo ne tanto meno quello cubano.
Molto più facille vedere le cose spostarsi su un capitalismo selvaggio ....
bomber is offline  
Vecchio 22-04-2008, 15.11.35   #12
iulbrinner
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

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Originalmente inviato da VanLag
Questa non l’ho capita. Per più di 2000 anni l’ideologia cristiana ci ha lavato il cervello con parole di eguaglianza, di solidarietà e di amore Da 2000 anni ci ha guardato da un ipotetico "alto" di verità e giustizia, sentendosi portatrice di un’etica superiore. Da 2000 anni ci ha de-responsalizzandoci perché tanto cosa era bene e cosa era male ce lo dicevano i preti, cioè i portavoce di Dio, e quando gli ideali di eguaglianza, di solidarietà e di amore, vengono sposati dalla sinistra diventano buonismo becero e deresponsabilizzante.

Già; a te sfugge, sembra, che quando un progetto di società assume le connotazioni di una religione - le cui finalità ultime sono diverse - diventa qualcosa che va oltre la politica, assumendo le sembianze di un pensiero assolutizzato (rectius: ideologia).
Credo di averlo già detto da qualche altra parte, ma lo ripeto: religioni ed ideologie hanno in comune la richiesta di un'adesione fideistica e non ragionata.
Il loro logico percorso, quindi, porta al fanatismo.
Sicuramente la "ragione" trova poco spazio in questi assetti di pensiero.
Guardando alla storia del Cristianesimo come a quella del comunismo, troverai tutti questi elementi comuni, fatti di intolleranza verso gli oppositori e, in modi e momenti diversi, di fanatismo.
Non a caso negli ultimi 40 anni, qui da noi, l'opposizione vera al comunismo non è stata condotta da correnti di pensiero che non fossero ( e che non siano, ancora oggi) quelle cattoliche, in quanto a contrapporsi non erano due diversi progetti di società, bensì due concezioni che avevano la pretesa di fornire visioni etico-morali del mondo.
Se questo è, comunque, comprensibile per una religione - dato che quello è il suo scopo fondamentale - lo è molto ma molto di meno per una prospettiva politica, che dovrebbe occuparsi di questioni terrene e non trascendentali.
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Vecchio 22-04-2008, 21.38.54   #13
VanLag
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

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Originalmente inviato da iulbrinner
Già; a te sfugge, sembra, che quando un progetto di società assume le connotazioni di una religione - le cui finalità ultime sono diverse - diventa qualcosa che va oltre la politica, assumendo le sembianze di un pensiero assolutizzato (rectius: ideologia).
Credo di averlo già detto da qualche altra parte, ma lo ripeto: religioni ed ideologie hanno in comune la richiesta di un'adesione fideistica e non ragionata.

La religione appoggia le sue fondamenta su tesi trascendenti e come tale necessità della fede. Un’ideologia può essere semplicemente un’insieme di ideali pratici e non trascendenti, che accumuna una massa di persone. (per chiarezza in epilogo riporto la definizione di wikipedia su ideologia politica.

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Originalmente inviato da iulbrinner
Guardando alla storia del Cristianesimo come a quella del comunismo, troverai tutti questi elementi comuni, fatti di intolleranza verso gli oppositori e, in modi e momenti diversi, di fanatismo.
Se mi parli di comunismo italiano non vedo affatto, fatti di intolleranza verso gli oppositori e tratti di fanatismo. A meno che non si voglia confondere la passione politica col fanatismo. Anzi la sinistra italiana fin dai tempi di Berlinguer, ha sempre invocato la dialettica ed il confronto.
Il fanatismo e l’intolleranza li vedo in chi cerca di colpevolizzare, senza motivo alcuno, una cultura di sinistra che è sempre stata minoritaria nel paese e soprattutto sempre stata relegata al ruolo di opposizione perché, in questa bella Italia democratica, non appena i comunisti si avvicinavano al governo scoppiava una strage di stato, (vedi piazza Fontana, vedi piazza delle loggia etc…).



Definizione di ideologia politica copiata da wikipedia:
Un'ideologia politica è un insieme di ideali etici, princìpi, dottrine, miti o simboli di un movimento sociale, di un'istituzione, un partito o un gruppo che spiega come la società dovrebbe organizzarsi, elaborando delle proposte per realizzare il proprio progetto. Un'ideologia politica condiziona altresì la gestione del potere secondo un determinato pensiero politico che spesso identifica un partito politico e la sua linea.
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Vecchio 23-04-2008, 08.47.29   #14
frollo
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

Io invece trovo che veramente la cultura in Italia abbia una connotazione sinistrorsa, da sempre. Lo vediamo sin dalle scuole, dalla politicizzazione degli insegnanti, schierati quasi sempre e quasi tutti a sinistra, dai collettivi universitari, per proseguire con gli artisti: non c'è scrittore, attore, pittore o regista che non abbia simpatie a sinistra. Sia quelli che studiamo nelle antologie, sia quelli che costellano il panorama culturale contemporaneo. Questo mi sembra innegabile e chi ha un minimo di obiettività non può non riconoscerlo. I libri di storia sono politicamente orientati e non sono invece, come dovrebbero essere "obiettivi". I giornali più importanti sono schierati: nel 2006 il Corriere della Sera, nella persona del suo direttore, dichiarò esplicitamente che era "schierato" con Prodi.
Ci sono artisti internazionali che addirittura "sospettati" di qualunquismo o peggio ancora di destrismo, sono stati massacrati dalla critica nostrana, anch'essa tutta a sinistra.
Insomma, se vogliamo essere un minimo equidistanti e non schierati anche noi, dobbiamo riconoscere che il pensiero di sinistra ha da sempre "egemonizzato" le espressioni culturali del nostro paese. Non che la cosa mi turbi particolarmente, ma sentir dire che "non è vero", mi fa cadere le braccia.
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Vecchio 23-04-2008, 15.49.43   #15
fealoro
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

Innanzittutto mi sembra che si stia ritenendo 'di sinistra' tutto ciò che non ha connotazione di destra sociale, mettendo dentro anche DC e PSI (che ricordo dominarono la scena fino al '95, tra cui decisero la maggior parte delle nomine RAI).

Poi non capisco Frollo, cosa tu stia chiedendo. Delle quote rosa per la cultura 'di destra', indipendentemente da ciò che propone? Ritieni forse che vi sia una lobby 'di sinistra' che fa pressione sugli editori per far stampare solo i risultati di simpatizzanti 'della sinistra'? O da cosa ritieni sia nata questa egemonia sinistroide nella cultura?
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Vecchio 23-04-2008, 18.57.34   #16
iulbrinner
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

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Originalmente inviato da VanLag
La religione appoggia le sue fondamenta su tesi trascendenti e come tale necessità della fede. Un’ideologia può essere semplicemente un’insieme di ideali pratici e non trascendenti, che accumuna una massa di persone. (per chiarezza in epilogo riporto la definizione di wikipedia su ideologia politica.
Rifugiarsi in una definizione da vocabolario (amatoriale, poi, come wikipedia) non aiuta la comprensione dei fatti.
Premesso che il termine "ideologia" nelle scienze sociali presenta oltre una ventina di significati diversi - a secondo dell'accento posto su questo o quel significato politologico - rimanendo ai fatti storici, vediamo che ideologia è sempre stato, nell'esperienza novecentesca, la teorizzazione violenta e intollerante del primato di una categoria umana sulle (e a danno delle) altre; sia che essa si chiamasse "razza ariana", sia che si chiamasse "massa proletaria" o "donne" o altro.
Inoltre, dietro i costrutti teorici si nascondeva sempre la pretesa della costruzione di uno "Stato etico" di hegeliana memoria.
"Lo stato è la realtà dell’idea etica, lo spirito etico, inteso come la volontà sostanziale, manifesta, evidente a sé stessa, che pensa a sé e che porta a compimento ciò che sa e in quanto lo sa.....così come l’autocoscienza attraverso la disposizione d’animo ha nello stato, come in sua essenza, in fine e prodotto della sua attività, la sua libertà sostanziale." (Lineamenti di filosofia del diritto)
Insomma, come ho cercato di evidenziare, lo scopo delle ideologie è, implicitamente, quello di formulare una visione etico-morale della società, in termini totalizzanti e parareligiosi; il comunismo è stato ed è ancora questo.
Citazione:
Se mi parli di comunismo italiano non vedo affatto, fatti di intolleranza verso gli oppositori e tratti di fanatismo. A meno che non si voglia confondere la passione politica col fanatismo.
Forse non ricordi, allora, il fanatismo concreto e perdurante delle B.R. e delle altre formazioni terroristiche che hanno fatto del fanatismo un delirante valore.
Credo sia opportuno rispolverare certe memorie, quando si parla di fatti storici ancora insuperati.
Citazione:
....una cultura di sinistra che è sempre stata minoritaria nel paese e soprattutto sempre stata relegata al ruolo di opposizione perché, in questa bella Italia democratica, non appena i comunisti si avvicinavano al governo scoppiava una strage di stato
Credo che tu confonda presenza politica nelle istituzioni con influenza culturale.
A mio avviso sono due piani diversi e la sinistra ha influenzato il mondo culturale italiano tanto profondamente che tanti neanche si accorgono di pensare a sinistra, ancora oggi, votando magari a destra.
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Vecchio 23-04-2008, 19.36.30   #17
frollo
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Riferimento: L'Italia comunista? E quando mai!

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Originalmente inviato da fealoro
Innanzittutto mi sembra che si stia ritenendo 'di sinistra' tutto ciò che non ha connotazione di destra sociale, mettendo dentro anche DC e PSI (che ricordo dominarono la scena fino al '95, tra cui decisero la maggior parte delle nomine RAI).

Poi non capisco Frollo, cosa tu stia chiedendo. Delle quote rosa per la cultura 'di destra', indipendentemente da ciò che propone? Ritieni forse che vi sia una lobby 'di sinistra' che fa pressione sugli editori per far stampare solo i risultati di simpatizzanti 'della sinistra'? O da cosa ritieni sia nata questa egemonia sinistroide nella cultura?

Beh... il PSI è sempre stato una forza di sinistra e la Democrazia Cristiana... pure, per molti aspetti (Moro, il compromesso storico, Martinazzoli, e poi, dopo la scissione tutta la componente dell'Ulivo).
Di destra c'è sempre stato solo il Movimento Sociale e poi AN... Ora, forse solo La Destra è di destra il PDL è altro.
Comunque, a parte questo, io non chiedo nessuna "quota rosa". Mi piacerebbe da un lato che tutti riconoscessero quello che è vero, e che cioè la sinistra ha in Italia l'egemonia sulla cultura e poi che cadessero una volta per tutte le censure e i vincoli su quella che può essere una cultura "di destra", in modo che non si debba sempre esercitare quel "pregiudizio" culturale di cui qualcuno parlava egregiamente in un altro 3D su chi si colloca a destra. Per il resto, io apprezzo tanti artisti di sinistra e certamente io non ho il pregiudizio che avrebbe un fruitore di sinistra nei confronti di un artista dichiaratamente di destra (e chiedo scusa se semplifico abusando di sinista e destra). David Bowie agli esordi fu aspramente criticato dalla cultura di sinistra e chi lo ascoltava in Italia era un Fascista. Ugualmente Lou Reed, i Queen, i primi Genesis... recentemente Marco Masini è stato boicottato. In letteratura, prima che Talkien "sfondasse" ne è dovuto passare di tempo.
Ma quello che bisogna affrontare è l'obiettività a scuola. La Storia e la letteratura sono "filtrate" attraverso lenti assolutamente sinistrorse, sia dei testi, che del ministero che dei docenti. Io per esempio non sarei contrario ad un riesame critico dei testi e dei programmi. Ovviamente non per farci scrivere sopra "libro e moschetto", ma per ristabilire un ottica di equilibrio e di distacco da certe analisi che dovrebbero essere meglio orientate.
frollo is offline  
Vecchio 23-04-2008, 20.48.54   #18
VanLag
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Originalmente inviato da frollo
Io invece trovo che veramente la cultura in Italia abbia una connotazione sinistrorsa, da sempre. Lo vediamo sin dalle scuole, dalla politicizzazione degli insegnanti, schierati quasi sempre e quasi tutti a sinistra, dai collettivi universitari, per proseguire con gli artisti: non c'è scrittore, attore, pittore o regista che non abbia simpatie a sinistra. Sia quelli che studiamo nelle antologie, sia quelli che costellano il panorama culturale contemporaneo. Questo mi sembra innegabile e chi ha un minimo di obiettività non può non riconoscerlo. I libri di storia sono politicamente orientati e non sono invece, come dovrebbero essere "obiettivi". I giornali più importanti sono schierati: nel 2006 il Corriere della Sera, nella persona del suo direttore, dichiarò esplicitamente che era "schierato" con Prodi.
Ci sono artisti internazionali che addirittura "sospettati" di qualunquismo o peggio ancora di destrismo, sono stati massacrati dalla critica nostrana, anch'essa tutta a sinistra.
Insomma, se vogliamo essere un minimo equidistanti e non schierati anche noi, dobbiamo riconoscere che il pensiero di sinistra ha da sempre "egemonizzato" le espressioni culturali del nostro paese. Non che la cosa mi turbi particolarmente, ma sentir dire che "non è vero", mi fa cadere le braccia.
Avere una connotazione sinistrorsa nella cultura può starci se le idee ed i progetti della sinistra convincono più di quella di destra. Infatti secondo me l’intellettualità è a sinistra semplicemente perché la cultura di sinistra risulta più attraente e convincente di quella di destra, che poi, sinceramente, non ho ancora capito che cultura sia quella di destra.

Sulle scuole, non so come sia ora, ma quando le ho fatto io tanti, ma tanti anni fa, in storia non si arrivava mai alla storia contemporanea, ne alle elementari, ne alle medie, ne alle superiori. Chissà perché? Quello che so sull’ultima guerra e sul dopoguerra sono poche nozioni apprese sui libri che ho voluto leggere io ed i racconti di amici e parenti perseguitati, maltrattati, minacciati ed umiliati, perché contrari al regime fascista.

Sugli artisti non credo che c’entri nulla il fatto se sono di destra o di sinistra; un artista piace o meno per la sua arte e per le sue performance. Anzi ricordo un’intervista con Bernardo Bertolucci, fatta in anni non sospetti, in cui diceva che non riteneva l’Italia un terreno adatto per i sui film, evidentemente lui subodorava già l’humus culturale che fermentava sotto la parvenza democratica. Personalmente mi piacevano Mino D’Amato e Luca Barbareschi ed hanno continuato a piacermi anche dopo che ho scoperto che erano di destra.

Sul corriere essendo un giornale libero, il suo direttore, avrà fatto una scelta che riteneva giusta. Non mi pare che ci siano state pressioni, che ci sia stato plagio o altre cose riprovevoli da parte della sinistra. Mentre mi pare che queste cose ci sono state verso Montanelli, (grande liberale), per un verso, verso Biagi ed altri giornalisti.
Ma forse Montanelli uomo di destra, ma anti-fascista, per qualcuno era pure di sinistra?

Comunque sicuramente l’Italia ha una grande cultura antifascista ma quella non credo che appartenga alla sinistra ma, credo e spero che appartenga a tutto il paese democratico e libero.

Probabilmente tu o qualcuno qui, chiama “sinistra” anche l’antifascismo, la laicità, la cultura della legalità ed altre cose che invece sono comuni tanto alla destra quanto alla sinistra, quanto al centro, cioè comuni a tutta l’Italia civile e democratica.

VanLag is offline  
Vecchio 23-04-2008, 20.59.27   #19
VanLag
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Forse non ricordi, allora, il fanatismo concreto e perdurante delle B.R. e delle altre formazioni terroristiche che hanno fatto del fanatismo un delirante valore. Credo sia opportuno rispolverare certe memorie, quando si parla di fatti storici ancora insuperati.
Le BR c’entravano con la sinistra come i cavoli c’entrano con la merenda. Figurati che sono andati ad uccidere Aldo Moro, cioè proprio il leader democristiano che voleva, col compromesso storico, aprire ai comunisti sai che aiuto hanno dato al comunismo.

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Credo che tu confonda presenza politica nelle istituzioni con influenza culturale.
A mio avviso sono due piani diversi e la sinistra ha influenzato il mondo culturale italiano tanto profondamente che tanti neanche si accorgono di pensare a sinistra, ancora oggi, votando magari a destra.
Evidentemente anche tu confondi la “sinistra” con l’antifascismo, la laicità, la cultura della legalità ed altre cose che invece sono comuni tanto alla destra quanto alla sinistra, quanto al centro, cioè comuni a tutta l’Italia civile e democratica.
Spero almeno che non mi dirai anche tu che l'econimist è di sinistra, che i giudici Svizzeri sono comunisti e che l'Europa è un covo di rossi!!!

VanLag is offline  
Vecchio 23-04-2008, 22.15.52   #20
Sùmina
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Originalmente inviato da iulbrinner
Rifugiarsi in una definizione da vocabolario (amatoriale, poi, come wikipedia) non aiuta la comprensione dei fatti.
Premesso che il termine "ideologia" nelle scienze sociali presenta oltre una ventina di significati diversi - a secondo dell'accento posto su questo o quel significato politologico - rimanendo ai fatti storici, vediamo che ideologia è sempre stato, nell'esperienza novecentesca, la teorizzazione violenta e intollerante del primato di una categoria umana sulle (e a danno delle) altre; sia che essa si chiamasse "razza ariana", sia che si chiamasse "massa proletaria" o "donne" o altro.

Semplificando all'osso, ma senza banalizzare, l'ideologia è una verità parziale, vera perchè è vera in cio' che "mette alla luce" , falsa, perche' lascia "nell'ombra" quello che non si vuole venga visto.

E' in questa operazione, che si scorge il fine dell'ideologia, nella sua ombra, quello di cui non parla, non cio' di cui espone i fatti, perchè quello, di solito è vero.

Così, nelle categorie contrapposte, della prima si narrano le gesta/atti negativi ,il male, della seconda si narrano quelli positivi, il bene, e mai si mostra il bene della prima e mai si mostrano i tratti negativi della seconda, e questo è impossibile, è impossibile per natura che una categoria sia tutto il male e l'altra sia tutto il bene.

Così, l'ideologia mostrando solo verita' parziali ("A" ma non il suo complemento, "B", ma non il suo complemento), mostra le faccie delle medaglie (o del cubo) che vuole vengano viste, non le altre.

E noi invece, è proprio alle altre che dobbiamo guardare, le verità mancanti, perchè è proprio lì, che si cela "il fine di quel racconto".

La vera menzogna, quella d'autore perchè studiata a tavolino, è proprio quella che non contiene falsità, ma che omette verità.

E questi è l'ideologia.
Sùmina is offline  

 



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