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Vecchio 20-05-2006, 06.08.38   #81
klee
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Ratzinger: l'Europa ritrovi la sua anima o si distruggerà di Claudio Guidi

BERLINO - A pochi giorni dal suo ingresso in Conclave, il cardinale Joseph Ratzinger lancia un manifesto in cui invita l'Occidente, e l'Europa in particolare, a ritrovare le proprie radici e a non farsi incantare dalle sirene del multiculturalismo, considerato il seme distruttore della sua essenza.
Nel suo nuovo libro uscito ieri in Germania presso l'editore Herder Verlag di Friburgo e intitolato «Werte in Zeiten des Umbruchs» (I valori nell'epoca del mutamento), il cardinale elenca i motivi che a suo avviso stanno conducendo alla «dissoluzione della coscienza dei valori morali, che può condurre all'autodistruzione dell'essenza europea».
Una delle cause primarie di questo fenomeno viene vista nell'eredità del pensiero laico lasciata dal comunismo, «il cui fallimento viene riconosciuto da tutti, con i vecchi comunisti che senza battere ciglio si sono trasformati in neoliberali. La vera catastrofe non è di natura economica, ma risiede nella desertificazione delle anime, nella distruzione della coscienza morale».
Ratzinger sottolinea in maniera particolarmente efficace che «oggi sappiamo tutti quanto siano minacciati il matrimonio e la famiglia, da una parte con l'erosione della sua indissolubilità grazie alle sempre più facili forme di divorzio, dall'altra a causa del continuo diffondersi di un nuovo comportamento basato sulla convivenza di un uomo e di una donna senza la forma legale del matrimonio».

Il decano del Sacro Collegio condanna di nuovo in maniera ferma il fenomeno delle coppie omosessuali, considerate un elemento disintegratore della famiglia. «Con questa tendenza - sostiene Ratzinger - si esce fuori dall'intera storia morale dell'umanità, che pur in tutta la diversità delle forme del diritto matrimoniale ha sempre saputo che il matrimonio rappresenta l'unione particolare di un uomo e di una donna.
Se le unioni omosessuali verranno sempre più messe su un piano di parità con il matrimonio, ci troveremo di fronte a una dissoluzione della concezione della persona, le cui conseguenze potrebbero essere estremamente gravi».



Eco di Bergamo 12 aprile 2005

Ultima modifica di klee : 20-05-2006 alle ore 06.10.04.
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Vecchio 20-05-2006, 06.20.15   #82
klee
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Ma non si ode alcuna voce di porporato propensa a cedimenti, né, a quanto risulta, nelle congregazioni, né nelle riunioni informali al collegio americano, al seminario francese, ai collegi belga, irlandese o latino-americanola o nella casa generalizia di qualche ordine religioso dove avvengono gli incontri riservati. Se ne odono parecchie, invece, risolute a smetterla di fare finta di nulla, lasciando che i problemi restino occultati dietro i lembi del mantello papale.

Quando, nel ‘78, Wojtyla s´insediò a Roma scoprì che, ogni settimana, arrivavano alla Dottrina della Fede 500 domande di riduzione allo stato laicale.
Ai tempi di Paolo VI chi chiedeva la dispensa dal celibato per potersi sposare, soprattutto se lo stato di fidanzamento era notorio o c´era un figlio in arrivo, la otteneva in un paio di giorni.

L´ex arcivescovo di Cracovia, avvezzo alla pratica sbrigativa con cui certe domande in Polonia restavano chiuse in un cassetto di curia per evitare il "disonore", reintrodusse l´inumano processo in vigore fino a Pio XII:
chi voleva lasciare la tonaca doveva accusarsi di non esser mai stato degno d´esser prete, pazzo o vizioso fin da prima dell´ordinazione.

Poi la procedura fu attenuata, intanto le richieste erano passate dalle 2mila di allora alle 8 attuali.

Ma ciò vuol forse dire che il problema è stato risolto? «Il grande problema dei seminari, delle accademie e degli ordini religiosi maschili e femminili

è l´omosessualità»,

dice uno dei capi dell´Opus Dei italiana. «Con la sua personalità Giovanni Paolo metteva in ombra un problema che, certo, non lo aveva mai riguardato.
La campagna americana contro i preti pedofili è stata strumentale, ma la Provvidenza si serve di queste cose per risanare. E occorre farlo perché il problema è presente. E si vede: voci flautate, modi melliflui».

Sull´Annuario vaticano compare un vescovo che è stato condannato due volte per reati sessuali, preti sono morti di Aids. Sparute minoranze?

In Europa sì, ma in Africa molti dei sacerdoti contagiati non lo sono stati per una troppo ravvicinata assistenza agli infermi.

E i rappresentanti dei movimenti cattolici,

che sono in prima fila nella lotta alla povertà e alle malattie, raccontano che, nella vastissima area subsahariana, sono molti i preti, anche elevati in grado, ad avere moglie. O più mogli, se questo il costume del luogo. La gerarchia non è particolarmente severa in materia. «Altro che caso Milingo.

Ma quello era finito in tv».

Roma tradizionalmente preferisce coprire, e sopire.

Lasciando ai libelli ("Via col vento in Vaticano" e "Verbum Dei, verbum gay" hanno avuto successo ben oltre le mura leonine) il compito di fare sfogare gli scontenti. È una prassi, non una strategia, che può andare incontro a infortuni: come il disastro, di credibilità e di cassa, che la chiesa americana paga per lo scandalo dei preti pedofili che cercò vanamente di soffocare.

O come l´estenuante difesa dell´arcivescovo ora defunto di Vienna Groer, accusato di crimini sessuali, che si risolse con la perdita di metà dei cattolici d´Austria, con la nascita di movimenti di dissenso che pretendono la riforma ecclesiastica, col fallimento della visita pontificia di Wojtyla e con una coda di scandali.

«Tali questioni non rappresentano una priorità per gran parte dei cardinali», spiega un monsignore di curia di lungo corso, col tono di chi ritiene risolto il problema. Una situazione tanto aggrovigliata si complica ancor più quando a chieder aiuto non sono i chierici ma i fedeli laici della chiesa.

Divorzio, accesso ai sacramenti per i divorziati, aborto e contraccezione sono tappe del calvario delle donne che vorrebbero far convivere fede e scelte di vita, ma rappresentano anche le radici della diffusa disaffezione alla gerarchia.

La saldezza dei principi è certo un patrimonio irrinunciabile della Chiesa: «Ma i Vangeli - dice un gesuita emarginato durante la decorsa stagione polacca - predicano la carità».

Tanti disastri, ripetuti, su un po´ ovunque nel mondo, non hanno acuito la sensibilità della curia e di molti membri del Collegio cardinalizio. Passi per Maradiaga, che ha denunciato la strumentalità dell´attacco ai cattolici pedofili, un po´ perché convinto sia stata una tela di protestanti e un po´ per ingraziarsi i potenti colleghi del nord. Ma scegliere proprio Law per celebrare uno dei novendiali (9 porporati tra 180) è prova d´una sordità al mondo che diventa ottusità.

Era necessario arrivare ai volantini contro l´arcivescovo di Boston, rimosso a furor di popolo e risistemato a Roma come arciprete di Santa Maria Maggiore, diffusi mentre si pregava per il papa defunto? In quest´ottica Ratzinger, ritenuto senza scheletri nell´armadio, viene da molti colleghi considerato l´uomo giusto per imbracciare la scopa e dare una robusta ripassata al ponte della navicella di Pietro. A molti non fa comodo. E anche contro di lui sprizzano i veleni. «Per farlo fuori, qualcuno mette in giro la voce che faceva parte di organizzazioni naziste», dice, scandalizzato un amico.

«Come tutti i ragazzi tedeschi, era inquadrato nella Gioventù hitleriana. Lo ha raccontato lui stesso in un libro: era poco più di un bambino, aveva 12 anni».



Republica 12 aprile 2005
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Vecchio 20-05-2006, 12.20.30   #83
SebastianoTV83
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Ricordo solamente che i più grandi omofobi della storia e della vita di ciascuno sono coloro che si vergognano della propria omosessualità.
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Vecchio 20-05-2006, 18.06.20   #84
VanLag
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BERLINO - A pochi giorni dal suo ingresso in Conclave, il cardinale Joseph Ratzinger lancia un manifesto in cui invita l'Occidente, e l'Europa in particolare, a ritrovare le proprie radici e a non farsi incantare dalle sirene del multiculturalismo, considerato il seme distruttore della sua essenza.
Perché questa paura di confrontarsi con culture diverse?

Se il messaggio cristiano si basa su fondamenta vive e reali certamente vincerà su tutti, se non è così, non servirà certo chiuderci in casa per proteggere la nostra identità culturale.

Chiamare “sirene” le culture diverse, significa avere la conoscenza che il proprio prodotto è di qualità inferiore a quello della concorrenza il cui fascino attrattivo sarebbe maggiore del nostro, significa, in ultima analisi, avere già intascato la sconfitta.

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Vecchio 21-05-2006, 00.22.02   #85
VanLag
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Ratzinger: l'Europa ritrovi la sua anima o si distruggerà di Claudio Guidi

Una delle cause primarie di questo fenomeno viene vista nell'eredità del pensiero laico lasciata dal comunismo, «il cui fallimento viene riconosciuto da tutti, con i vecchi comunisti che senza battere ciglio si sono trasformati in neoliberali.
Ma guarda che bella frase dell’allora cardinale, ora papa, Ratzinger, che spiega l’anticomunismo viscerale, degli ultimi cinque anni delle vicende italiane, con l’ex premier Silvio Berlusconi, che ha incarnato l’odio per il comunismo e si è fatto paladino della cristianità. Con un ex presidente del senato che scrive la prefazione ai libri dell’attuale papa. Un ex presidente della camera esponente dell’integralismo cattolico, e la lega di quel lombardo-veneto dove sono in pochi a non vantare uno zio prete ed una zia suora, che si è unita all'allegra carovana clericale.

La chiesa ha colonizzato la destra. La sinistra non piace, non perché abbia in se elementi ex comunisti, ma perché incarna quel liberalismo che vuole uno stato libero e non sottomesso alla chiesa.


Ultima modifica di VanLag : 21-05-2006 alle ore 00.23.15.
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Vecchio 21-05-2006, 00.53.24   #86
Fragola
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La chiesa ha colonizzato la destra. La sinistra non piace, non perché abbia in se elementi ex comunisti, ma perché incarna quel liberalismo che vuole uno stato libero e non sottomesso alla chiesa.


Non farti troppe illusioni! La destra non è colonizzata. La destra, tutte le destre del mondo, da sempre appoggia le idee pià conservatrici della religione e si finge paladina della chiesa per raccattare i voti di chi a paura di una eventuale liberalizzazione dei costumi. E la Chiesa ci sguazza.
Qualcuno scaccerebbe a frustate "i mercanti dal tempo". Ricordate? "Voi non potete servire Dio e Mammona”!
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Vecchio 21-05-2006, 01.09.46   #87
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Qualcuno scaccerebbe a frustate "i mercanti dal tempo". Ricordate? "Voi non potete servire Dio e Mammona”!
Non mi stupirei se i mercanti avessero fatto un accordo sottobanco, col grande sacerdote, per tenere fuori dal tempio i fedeli veri, che notoriamente sono più interessati al culto che al mercato e che spesso hanno redditi bassi, quindi fanno poche offerte…..



P.S. Se la metafora è poco chiara la spiego un’altra volta perché ora vaneggio (beh se non van-eggio io chi altri?)
Notte a tutti.
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Vecchio 21-05-2006, 20.41.49   #88
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Ratzinger: l'Europa ritrovi la sua anima o si distruggerà di Claudio Guidi

…….motivi che a suo avviso stanno conducendo alla «dissoluzione della coscienza dei valori morali, che può condurre all'autodistruzione dell'essenza europea».
Una delle cause primarie di questo fenomeno viene vista nell'eredità del pensiero laico lasciata dal comunismo, «il cui fallimento viene riconosciuto da tutti, con i vecchi comunisti che senza battere ciglio si sono trasformati in neoliberali. La vera catastrofe non è di natura economica, ma risiede nella desertificazione delle anime, nella distruzione della coscienza morale».
Più la penso questa frase e più non se plaudire all’astuzia o se arrabbiarmi. C’è tutto un programma perché equipara la laicità al comunismo, che notoriamente è fallito come esperimento politico, e così si crea il binomio “laicità = fallimento”, nello stesso tempo, estromette i laici dalla destra, dando una sterzata alla stessa in senso clericale e crea una situazione paradossale dove un liberale laico è costretto a scegliere tra cristianesimo e marxismo.

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Vecchio 22-05-2006, 07.05.30   #89
klee
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Il Santo Padre richiama il diritto alla vita «dal suo concepimento alla sua fine naturale»
«Non si oscuri il matrimonio con istituzioni diverse»



Città del Vaticano

- Diritto inalienabile alla vita, centralità della famiglia e dei suoi valori, libera professione della fede. Il Santo Padre è tornato a parlare ai suoi fedeli, in occasione dell’incontro con il nuovo ambasciatore di Madrid, Francisco Vazquez Vazquez, dei valori cristiani.

Nei giorni scorsi, un manipolo di anticlericali al soldo del nuovo governo Prodi cercava di imbavagliare il Pontefice accusandolo di parlare di cose che non gli riguardano.

Addirittura il presidente della Camera Fausto Bertinotti aveva dichiarato, sotto i riflettori di Porta a Porta, che «sui Pacs il Papa sbaglia».
Un attacco inutile che la Santa Sede ha rimandato al mittente. Tanto che, ieri mattina, papa Benedetto XVI ha rivendicato quei valori che, a prescindere dalla fede professata, sono centrali nella vita di ogni uomo.
«La Chiesa proclama senza riserve il diritto alla vita dal suo concepimento alla sua fine naturale, il diritto a nascere, a formare e vivere in una famiglia, senza che questa si veda soppiantata o offuscata da altre forme o da istituzioni diverse», ha spiegato il Santo Padre sottolineando l’importanza dell’incontro mondiale delle famiglie, che avrà luogo prossimamente a Valencia.

«Spero che questo incontro - ha continuato il Papa - mi darà l’opportunità di celebrare la bellezza e la fecondità della famiglia fondata sul matrimonio, la sua altissima vocazione e il suo imprescindibile valore sociale».

Vazquez è stato mandato a Roma dal governo Zapatero con l’intento di ricucire

i rapporti fra l’esecutivo socialista al governo in Spagna e la Chiesa cattolica dopo i numerosi contrasti che avevano caratterizzato i rapporti fra le due parti.

La visita del nuovo rappresentante di Madrid, che è stato per oltre due decenni sindaco della città di La Coruna, anticipa il viaggio che Benedetto XVI farà in Spagna l’8 e il 9 luglio per partecipare alla fase conclusiva del V Incontro mondiale delle famiglie.

Il Pontefice ha ricordato come la Chiesa sia impegnata in un’azione «caritativa rivolta a chiunque abbia necessità o aspetti una mano amica fraterna e disinteressata che allievi la sua situazione», ma ha pure sottolineato che Chiesa e Stato potrebbero collaborare proficuamente nel campo «dell’assistenza e dell’aiuto umanitario».

Secondo il Santo Padre, infatti, gli obiettivi conseguiti in seguito a questa collaborazione sono molti: «Tuttavia, c'è da sperare che questo avvenga ogni volta in modo più marcato». Per quanto le numerose opere assistenziali portate a termine in Spagna possano considerarsi una vittoria della testimonianza cattolica nel mondo, Benedetto XVI non dimentica le pessime decisioni

assunte dal governo di Josè Luis Rodriguez Zapatero come l’istuzione del matrimonio fra coppie dello stesso sesso, il divorzio “express” e l’abolizione dell’ora di religione nelle scuole.

Anche le norme relative alla ricerca sulle cellule embrionali umane non hanno incontrato il favore della Chiesa rendendo i rapporti con il governo spagnolo ancora più freddi.

Benedetto XVI ha, quindi, ricordato l’importanza dell’insegnamento religioso nelle scuole, «fondamentale nello sviluppo della personalità dell’alunno».


Le posizioni assunte da diversi governi occidentali (e soprattutto da quello presieduto da Zapatero) sono, infatti, figli di una società fortemente «secolarizzata che promuove una visione dell’umanità separata».

Una società, insomma, che è «indifferente agli insegnamenti di Dio» e che «toglie dalla portata dell’uomo e della donna l’esperienza di una genuina speranza». Conseguenza inevitabile della nuova società «lontana dall’amore di Dio» è il basso tasso di natalità:

«Questa inquietante testimonianza d’incertezza e timore, anche se non sempre consapevole - ha spiegato Benedetto XVI - è in completo contrasto con la definitiva

esperienza di vero amore

che per sua natura è contraddistinta dalla fiducia, cerca il bene dell’amato e guarda all’Eterno». Da qui l’importanza della testimonianza del Fatto cristiano che « educa le coscienze e afferma la dignità della persona e della società umana».

Fuori luogo la replica del radicale Daniele Capezzone che ha parlato di «intervento politico a gamba tesa»: «Ormai, è un’offensiva quotidiana, volta a scrivere un vero e proprio programma di governo, a dettare l’agenda politico-parlamentare, a stabilire cosa si può fare e cosa no».

Perché (sia ben chiaro) il Pontefice può parlare solo quando fa comodo agli “amici” della Rosa nel Pugno: bene sull’amnistia, male sui pacs.



21.5.06 su Padania
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Vecchio 22-05-2006, 10.01.38   #90
visechi
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Non credo vi siano grossi dubbi ormai, la Chiesa stà risprofondando nell’oscurantismo più assoluto e bieco. L’avvento del nuovo pontefice, noto per essere uno dei personaggi più reazionari e conservatori dell’elite episcopale, anche se indubbiamente uno dei più colti e intelligenti, stà involvendo la politica della Chiesa, non più volta all’apertura ed alla comprensione delle altrui ragioni, ma concentrata solo ad affermare le proprie, espressione ermeneutica del Verbo divino. Ratzinger pare non voglia comprendere che la secolarizzazione è anche conseguenza dell’assolutismo ideologico della Chiesa, una sorta di reazione liberista. La crisi del matrimonio religioso non è conseguenza dei Pacs, è piuttosto fortemente determinata da una nuova e più libera visione del mondo e delle relazioni insorgenti fra questo e l’uomo. Non m’interessa minimamente ciò che può scrivere un quotidiano come ‘La Padania’, sappiamo bene a chi e a quali turpi istanze dà voce; mi preoccupa, invece, questo nuovo corso – che nuovo non è – della politica pontificia, che ricorda tanto gli anni bui in cui i sacerdoti esortavano dal pulpito di votare una ben definita parte politica, adombrando, a motivazione del loro pretendere, scenari apocalittici in caso di vittoria elettorale delle sinistre. Pensavo e speravo che certo modo medioevale d’intendere ed interpretare la propria funzione e il proprio compito fosse ormai consegnata alla storia e che per il futuro potessimo essere esentati da questa continua, dannosissima ed ingiustificabile ingerenza, che arreca più danni proprio alla Chiesa che allo stato laico.
Detto ciò, nelle parole di Benedetto XVI rilevo un’incongruenza che val la pena evidenziare: <La Chiesa proclama senza riserve il diritto alla vita dal suo concepimento alla sua fine naturale, il diritto a nascere, a formare e vivere in una famiglia, senza che questa si veda soppiantata o offuscata da altre forme o da istituzioni diverse.>. I Pacs non minano od offuscano alcuno dei diritti citati in questo periodo. Non ottenebrano il diritto alla vita, quello a nascere e tanto meno il diritto di ciascun nascituro di crearsi una famiglia, nelle forme, però, che questi ritiene essere la più confacente e prossima alla sua intelligenza e formazione culturale. L’introduzione dei Pacs non annebbia il diritto ad ottenere un matrimonio religioso, offre, invece, una diversa opportunità di legame fra persone che non siano religiose. Il valore sociale della famiglia è sancito nella Costituzione Italiana, i Pacs inserirebbero nell’ordinamento giuridico della repubblica un nuovo modo di avvalersi delle facoltà previste nella carta costituzionale, senza sminuire minimamente le altre modalità, quali quelle fondate sul matrimonio religioso e civile. La battaglia della Chiesa, su tale argomento, è di retroguardia, senza possibilità di attingere ad una motivazione sociale atta a giustificarla. Non vi è neppure un substrato teologico che possa avvalorare le pretese della Chiesa.
L’adozione dei Pacs si presenta come una necessità di cui uno stato civile e laico non credo possa fare a meno per troppo tempo. Lo Stato ha il dovere di ammodernare il proprio ordinamento giuridico sulla base dei bisogni e delle necessità dettate dal mutare dei tempi.

Ciao
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