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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 24-09-2008, 14.15.17   #1
epicurus
Moderatore
 
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Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
Giustificazione Epistemica

In Filosofia, ma anche in ogni altra pratica umana, dalla fisica delle particelle a questioni più mondane, il concetto di razionalità è centrale.

Riteniamo che le persone abbiano un qualche dovere intellettuale a sostenere credenze razionali, anche perché queste sono più probabilmente vere di quelle non razionali.

In Gnoseologia, questo concetto di razionalità coincide con quello di giustificazione epistemica (da qui in poi parlerò solo di 'giustificazione', sottintendendo 'epistemica'). L'importanza di questo concetto è tale che tradizionalmente si reputa che la conoscenza sia una credenza vera e giustificata. Questo perché non si vuole che la conoscenza sia infondata, bensì è necessario che per parlar di conoscenza il soggetto abbia anche delle buone ragioni per credere a quello che crede.

Qui non voglio parlare del più generico problema della conoscenza, infatti vorrei concentrarmi sulla giustificazione/razionalità delle credenze. La domanda esplicita è: quand'è che una credenza è giustificata?

epicurus is offline  
Vecchio 24-09-2008, 14.53.58   #2
Noor
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Data registrazione: 29-03-2007
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Riferimento: Giustificazione Epistemica

Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
quand'è che una credenza è giustificata?
Certo, la chiamiamo credenza perchè si parla di conoscenza soggettiva..
Credo che il primo metro di valutazione sia l'esperire una certa realtà che si presenta,piuttosto che accettare aprioristicamente ciò che è solo un'idea.
E un'idea è solo un'illusione della mente..
Esiste poi un'altra valutazione che parte da un "disporsi in fiducia" (questo il vero significato originale di Fede,piuttosto che credenza nei dogmi religiosi-o filosofici- poco cambia..) con la mente "aperta" su tutto ciò che ci accade senza pre-giudizi o valutazione di qualità a proposito,e in piena accettazione-affidamento a questa Realtà che ci accade momento per momento.
Non c'è nulla di logico ,comunque, in ciò che dico..
Ciao
Noor is offline  
Vecchio 24-09-2008, 15.26.02   #3
Marius
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Riferimento: Giustificazione Epistemica

Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
La domanda esplicita è: quand'è che una credenza è giustificata?


Risposta secca....Mai
Non esiste un ramo della conoscenza (forte o debole...si dice cosi' ? ) pienamente giustificata...
l'unica possibilità di un'ontologia compiuta sarebbe quella di avere verità "autoevidenti".
In realtà ne la matematica (sul cui linguaggio si basa la teoria fisica) ne la logica ne la filosofia contemplano verità autoevidenti, poichè si basano su assiomi, postulati e premesse...
Con questo intendo dire che solo un atteggaimento fideistico puo' rivelare il telos della realtà...
Marius is offline  
Vecchio 24-09-2008, 18.38.37   #4
Giorgiosan
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Riferimento: Giustificazione Epistemica

Citazione:
Originalmente inviato da Marius
Risposta secca....Mai
Non esiste un ramo della conoscenza (forte o debole...si dice cosi' ? ) pienamente giustificata...
l'unica possibilità di un'ontologia compiuta sarebbe quella di avere verità "autoevidenti".
In realtà ne la matematica (sul cui linguaggio si basa la teoria fisica) ne la logica ne la filosofia contemplano verità autoevidenti, poichè si basano su assiomi, postulati e premesse...
Con questo intendo dire che solo un atteggaimento fideistico puo' rivelare il telos della realtà...

Sono d'accordo, se ho capito ciò che hai scritto.
Credo che questo esito sia l'inizio della maturità intellettuale.
Ciao
Giorgiosan is offline  
Vecchio 24-09-2008, 19.14.09   #5
Noor
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Citazione:
Originalmente inviato da Marius
ne la matematica (sul cui linguaggio si basa la teoria fisica) ne la logica ne la filosofia contemplano verità autoevidenti, poichè si basano su assiomi, postulati e premesse...
Con questo intendo dire che solo un atteggaimento fideistico puo' rivelare il telos della realtà...
Mi sembra proprio di aver detto la stessa cosa con parole diverse..concordo anch'io..
Noor is offline  
Vecchio 25-09-2008, 11.37.15   #6
epicurus
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Riferimento: Giustificazione Epistemica

Vorrei, prima di tutto, fare una precisazione. In italiano molte volte si usa il termine "credenza" nel senso di opinione infondata ("questo è quello che credi tu!"), mentre in gnoseologia il termine è usato in modo neutro ed esprime semplicemente l'opinione di un soggetto, a prescindere che sia fondata o meno.

Citazione:
Originalmente inviato da Marius
Risposta secca....Mai
Non esiste un ramo della conoscenza (forte o debole...si dice cosi' ? ) pienamente giustificata...
l'unica possibilità di un'ontologia compiuta sarebbe quella di avere verità "autoevidenti".
In realtà ne la matematica (sul cui linguaggio si basa la teoria fisica) ne la logica ne la filosofia contemplano verità autoevidenti, poichè si basano su assiomi, postulati e premesse...

Forse mi sono espresso male, ma non intendevo parlare della certezza, ma solo della razionalità, ed è innegabile che alcune credenze siano più razionali di altre.

Citazione:
Originalmente inviato da Marius
Con questo intendo dire che solo un atteggaimento fideistico puo' rivelare il telos della realtà...

Cioè? Un giudice dovrebbe sentenziare senza ragionare, ma solo fidandosi dei propri istinti (quindi senza neppure sentire i testimoni e le prove a favore o contro)?
epicurus is offline  
Vecchio 25-09-2008, 11.59.56   #7
Noor
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Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
Un giudice dovrebbe sentenziare senza ragionare, ma solo fidandosi dei propri istinti (quindi senza neppure sentire i testimoni e le prove a favore o contro)?
"Ciò che è" lo puoi solo constatare al di là di qualsiasi ragionevolezza..
E' chiaro che il giudice non deve basarsi sui suoi istinti (cosa c'entrano adesso?)
ma sulla ragionevolezza nonchè sul suo consapevole intuito..se ce l'ha..
(ma calza come esempio,mi chiedo?)
Noor is offline  
Vecchio 25-09-2008, 12.03.58   #8
epicurus
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Citazione:
Originalmente inviato da Noor
"Ciò che è" lo puoi solo constatare al di là di qualsiasi ragionevolezza..
[...]
ma sulla ragionevolezza nonchè sul suo consapevole intuito..se ce l'ha..

Che significa che lo può constatare "al di là di qualsiasi ragionevolezza"?
In questa discussione mi chiedo quand'è che una tesi è razionale/ragionevole/giustificata e quando non lo è...

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
(ma calza come esempio,mi chiedo?)

Certo che lo è. Volevo far vedere come il concetto di razionalità sia indispensabile, e non solo per questioni astratte.

epicurus is offline  
Vecchio 25-09-2008, 12.14.26   #9
Noor
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Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
Che significa che lo può constatare "al di là di qualsiasi ragionevolezza"?

Volevo far vedere come il concetto di razionalità sia indispensabile, e non solo per questioni astratte.
La razionalità è indispensabile,difatti solo per questioni pratiche ,come già dicevo..
Ma qui ,mi sembrava si esulasse da ciò,quindi per me,l'esempio non calza..

E se io constato un asino che vola?E' ragionevole mi chiedo?
Noor is offline  
Vecchio 25-09-2008, 15.43.34   #10
Marius
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Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
.......Un giudice dovrebbe sentenziare senza ragionare, ma solo fidandosi dei propri istinti (quindi senza neppure sentire i testimoni e le prove a favore o contro)?

Scusa se te lo dico, ma quello della giustizia non è il miglior esempio che potevi addurre a sostegno della tua tesi...........
Alla fine forse sarebbe meglio che si fidasse solo dell'istinto.....Di Pietro permettendo...
Marius is offline  

 



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