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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 01-04-2009, 11.59.10   #51
arsenio
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Le radici dell’amore: educare ai sentimenti



Non c’è amore privo d’intelligenza emotiva con cui raggiungere autonomia, autostima e competenza nel relazionarsi.
Se tale apprendimento è deficitario, a cominciare dalla famiglia, da adulti i figli non sapranno gestire pulsioni e sensazioni col rischio della malattia da disagi psicologici e conseguente uso di droga , alcol e altri anestetici. Come overdose di TV, videogiochi, Internet, chat, I-pod, ecc. Da cui ottundimento sensoriale, incapacità di contattarsi con l’altro, di comprendere e comprendersi nei sentimenti, privilegiando le identificazioni acritiche di gruppo, cellulare, new media. Come supporti dell’io che portano alla disalfabetizzazione sentimentale, al pensare solo attraverso immagini e suoni.
Anoressia e bulimia sono frequenti in ragazze a cui da bambine non è stata riconosciuta la loro vita emotiva e affettiva con cui individuare e gestire le proprie emozioni attraverso sintonie e rispecchi.
La subalternità del femminile porta a sottovalutare ogni dimensione affettiva.
Non c’è più meraviglia per il mondo terreno a misura umana. Il riso della donna Trace che vede Talete quando guarda assorto in aria e inciampa, è una calzante metafora.
La natura di Eros, dice Socrate a Diotima, è essere filosofo tra sapienza e ignoranza. Chiedersi il perchè e i cosa delle molteplici cose terrene. Come l’amore per gli esseri umani e tra gli esseri umani nelle dimensioni della com-passione empatica e solidale. Incluse le indagini personali sulle emozioni nascoste. Ma senza rinchiudersi in torri egocentriche, per autoauscultazioni, ma anche con disponibili aperture al di fuori di noi e verso gli altri.
ma tutto il campo emozionale è ormai puro simulacro e l’amore è ben lontano dall’ideale reciproco del penetrarsi nell’anima.
I maschi, i più devitalizzati e prevedibili nella loro fatuità e apparenze verso l’universo femminile, trascinano nel baratro del disamore anche l’altro sesso.
arsenio is offline  
Vecchio 03-04-2009, 22.14.35   #52
nevealsole
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Il peso del caso

Ciao Ars,
le tue foto da un matrimonio rapportate alle scelte delle donne ed al periodo che stiamo vivendo mi spingono a scrivere ancora una volta due paroline qui..
La vita mentre la stai vivendo la vedi come un'incognita, sarà le scelte che farai. Tra tutte le malinconie, la più grande la scorgo quando guardo un anziano, e la sofferenza più grande per me è quella sofferenza.
C'è un'amica di mia nonna, un'amica di prima della guerra, di prima di sposarsi che viveva vicino a lei nel centro del paese. Si poi sono sposate, hanno fatto dei figli.
Si sono rincontrate, vedove entrambe, qualche anno fa. E questa amica appariva a mia nonna non così diversa da lei, nel percorso di vita e nel suo finale.
Eppure i loro ultimi hanni li stanno vivendo in modo ben differente.
Mia nonna, per fortuna nostra e sua, circondata di affetti ed in moderata agiatezza.
L'amica è al limite della soglia di povertà, costretta a mantenere un figlio disoccupato con la sua povera pensione.
L'abbiamo visto in chiesa, il figlio, a prendere i pacchi di cibo messi a disposizione da alcune associazioni di volontariato.
E' qualcosa che mi ha profondamente colpito, questo destino differente in modo quasi inspiegabile, rispetto all'alba delle loro esistenze.
Perché racconto questo, qui, oggi? Non lo so. Mi è sembrato attinente, una ennesima 'foto dal matrimonio'.
Mi sono chiesta qual è il senso dell'amore e se sia sempre opportuno unire il proprio destino a quello di un altro. E mi sono chiesta quanto questa unione di destini possa determinare la serenità o l'angoscia nella nostra esistenza, fino alla fine.
Forse scegliere l'uomo sbagliato, o la donna sbagliata è un lusso dei tempi moderni. Un lusso che le nostre nonne non potevano permettersi.
Eppure, dici tu, le donne sono da sempre attratte dal peggio di un uomo.
Mi domando spesso, ultimamente, quanto conti il caso nella scelta d'amore di ogni donna, e quanto conti la volontà.
E se l'amore sia destino o progetto.
nevealsole is offline  
Vecchio 06-04-2009, 10.50.08   #53
arsenio
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Riferimento: Il peso del caso

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ciao Ars,
le tue foto da un matrimonio rapportate alle scelte delle donne ed al periodo che stiamo vivendo mi spingono a scrivere ancora una volta due paroline qui..
La vita mentre la stai vivendo la vedi come un'incognita, sarà le scelte che farai. Tra tutte le malinconie, la più grande la scorgo quando guardo un anziano, e la sofferenza più grande per me è quella sofferenza.
C'è un'amica di mia nonna, un'amica di prima della guerra, di prima di sposarsi che viveva vicino a lei nel centro del paese. Si poi sono sposate, hanno fatto dei figli.
Si sono rincontrate, vedove entrambe, qualche anno fa. E questa amica appariva a mia nonna non così diversa da lei, nel percorso di vita e nel suo finale.
Eppure i loro ultimi hanni li stanno vivendo in modo ben differente.
Mia nonna, per fortuna nostra e sua, circondata di affetti ed in moderata agiatezza.
L'amica è al limite della soglia di povertà, costretta a mantenere un figlio disoccupato con la sua povera pensione.
L'abbiamo visto in chiesa, il figlio, a prendere i pacchi di cibo messi a disposizione da alcune associazioni di volontariato.
E' qualcosa che mi ha profondamente colpito, questo destino differente in modo quasi inspiegabile, rispetto all'alba delle loro esistenze.
Perché racconto questo, qui, oggi? Non lo so. Mi è sembrato attinente, una ennesima 'foto dal matrimonio'.
Mi sono chiesta qual è il senso dell'amore e se sia sempre opportuno unire il proprio destino a quello di un altro. E mi sono chiesta quanto questa unione di destini possa determinare la serenità o l'angoscia nella nostra esistenza, fino alla fine.
Forse scegliere l'uomo sbagliato, o la donna sbagliata è un lusso dei tempi moderni. Un lusso che le nostre nonne non potevano permettersi.
Eppure, dici tu, le donne sono da sempre attratte dal peggio di un uomo.
Mi domando spesso, ultimamente, quanto conti il caso nella scelta d'amore di ogni donna, e quanto conti la volontà.
E se l'amore sia destino o progetto.

L'amore: scelta, caso, destino, progetto?

Quanto è libero l'arbitrio nell'amore come libera scelta? Siamo soggetti alla causalità del nostro carattere e circostanze o non ne siamo determinati, potendo sceglliere liberi anche in contrasto con le nostre inclinazioni caratteriali? Oggi si tralasciano le metafisiche e il “libero arbitrio” sono le nostre configurazioni cerebrali mutevoli, neuroni e geni inclusi, dove interagiscono storia ( ogni tappa di vita prepara la successiva), emozioni,istinto, ambiente,esperienze, influenze e ... caso. Per cui,anche assecondando uno storico pensiero filosofico, nessuno potrebbe fare scelte diverse da quelle che fa. L'esistenza è il risultato di eventi e scelte controbilanciati in concatenazioni di cause-effetti. Senza poter fare mai centrate previsioni, se non qualche ipotesi di probabilità, dopo lucide considerazioni.
Si vuole ciò che si vuole volere? Se si vede il meglio e ci si attiene al peggio, dove sta la libertà? Causale determinismo o casualità? Comunque sia non si può fare niente. Nel caso dell'amore amiamo l'”eletto” ma talora non c'è stata neppure una scelta tra più opzioni. Né ragione in quanto eros è irrazionale per sua natura.
Vivi pure come se dipendesse tutto da te, ma in realtà non è così. Comunque rifletti prima di unire il tuo destino a quello di un altro. Si crede di trovare la persona e il rapporto giusti per noi, senza chiedersi quanto ci si possa realizzare in quell'unione.
Poi scopriamo che nessuno può soddisfare nostri intimi bisogni, che si parlano linguaggi diversi e inconciliabili, ecc. Investire sentimenti è un rischio enorme, senza garanzia, nemmeno sulle stesse nostre future esigenze.
Oggi ci si divide molto prima che “morte ci separi” ma anche dopo trent'anni di matrimonio. Certi cambiamenti di fortuna sono duri da accettare, quando le frustrazioni ci rivelano come stanno in realtà le cose. Perciò siamo noi, in primo luogo, che dobbiamo aiutarci a stare bene.
Amore è condividere pensieri e fantasie, e l'eros è mentale. Non c'è seduzione senza coinvolgimento, senza dialoghi giocosi e profondi, complessi e creativi, frivoli e impegnati, affettivi e valoriali. Ma non è detto si scelga sempre il “meglio” e comunque gli stili di vita non s'insegnano e i nostri schemi sono difficili da cambiare. Come il sessismo:anche il maschio più meschino è certo di essere superiore , e non solo diverso, da qualsiasi “femminile” di una donna. Ma un filosofo dell'educazione deve guardarsi da tali distorsioni tradizionali e istintuali, così come da altre prospettive dominanti. Né si tratta solo di educazione, ma anche di cultura: parlare di questioni femminili impegnative,specie per noi maschi, presuppone oltre che alcune basi filosofiche sul tema, conoscenze della storia del movimento femminista, conoscenze antropologiche, delle differenze di genere, sociologiche,di sessuologia, di tradizioni religiose, ecc. Oltre a esperienze di colloqui sul campo. Altrimenti è comprensibile che si scada facilmente nei pregiudizi e clichè; si ripete perlopiù ciò che si è assimilato in famiglia.
Oggi le donne più che mai devono interiorizzare il disprezzo verso i loro aggressori, specie coniugi e conviventi, con un sano “controsadismo”, altrimenti contribuiscono alla crescente violenza. Questo punto spesso è sottaciuto dalle stesse femministe, tuttavia ben consapevoli della loro particolare vulnerabilità di genere in questa ancestrale sottomissione.
Il debito contratto con il matrimonio si paga da vecchi, dice Schopenhauer. Ma i colpi della sorte talora non aspettano tanto. Da vecchi si è più fragili alle deprivazioni affettive e scade la qualità delle relazioni. E' vero che molte donne vi arrivano con l'impressione di non aver mai vissuto, e in un rapporto senza nè ieri né domani. Ma oggi più di ieri possono permettersi il lusso di valutare costi e benefici e di decidere per una definitiva scelta.

Grazie
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Vecchio 07-04-2009, 16.59.14   #54
arsenio
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Quale nuova virilità?



Entrambi i sessi sono alla ricerca di una ridefinizione propria e reciproca di nuove identità di genere.
Quale ipotesi per una nuova virilità? Una maturità psicoaffettiva ed emotiva più un deciso senso di maschilità? Chi sarebbe attraente agli occhi delle donne, per cui in amore vale tutto e il suo contrario?
I maschi ipoemotivi così sono perchè “non sono femminucce”. Ma a loro danno si adeguano allo stereotipo socioculturale da “sesso forte”. In realtà è l'opposto; privandosi di una rete emotiva e dialogante di amici, soccombono nell'elaborare inevitabili lutti e perdite. A meno che non abbiano appreso la rara e difficile arte stoica di stare bene da soli.

Vivere un amore non è una conquista né un abbandonarsi, è un'avventura, un progetto in cui gettarsi per raggiungere scopi nuovi. Ma oggi si predica l'atarassia dello zen e orientalismi affini. Nirvana come vuoto assoluto che spegne ogni moto dell'anima emozionale (né gioia né dolore). Tuttavia fa parte di quelle discipline transpersonali dell'illuminazione attesa che tanto affascinano le donne.
Che dice un capostipite come Po Chui-I, poeta cinese? “meglio di giorno stare come un sacco a sedere , meglio di notte star come un sasso a giacere. Quando ti viene il cibo apri la bocca e chiudi gli occhi quando ti viene il sonno. Riassume perfettamente tali “filosofie”,salvo che, se occidentalizzate, si negano le polarità del “maschile” e del “femminile” in una fusionale complementarità.

Che cosa vogliono oggi le donne? L'intelligente? Ma è così ... noioso; Buono? Così poco autorevole ... gentile? Un ipocrita ; sincero? Crudele. Fedele? Forse perchè per le altre è privo di valore ... sensibile? Soffre e fa soffrire ... ; la cultura (se vera) è pesante e soprattutto inquieta. L'ironia irrita, la fantasia anche diverte, ma solleva troppo dalla terra ... Chissà, l'uomo medio, egocentrico ,vacuo, monocorde, senza uno stile suo proprio, potrebbe andare anche bene. E poi incarna proprio l'uomo trendy, il prototipo postmoderno semmai coperto da parvenze, a cui ci si deve ispirare in ogni campo per ottenere successo. Anche se si è inclinati diversamente.
Oggi le donne che s'interrogano sugli uomini forse non sanno nemmeno loro darsi una risposta.
Se vi piace il romanticismo nel senso migliore del termine ( non superficialità , pose esteriori sospirose, autocompiacimenti da pseudosensibilità , ecc.) ricordate che è proprio l'opposto, nella sua forma profonda, della maschilità tradizionale.
Ma state attente anche all'apparente “forza interiore”: oltre a compromettere la relazione,sostanzialmente può essere una difesa reattiva verso una propria intrinseca debolezza. Sembrano virili e machi, ma sono per di più quelli che temono e dividono le donne in madonne, prostitute (quelle che si possono maltrattare anche più delle mogli) e ... lesbiche, se sono in odor di qualche traccia di femminismo.
Difficilmente sono fantasiosi: si limitano a quei sms laconici e attesi, più che ad articolate e sostanziose email emozionali. Manipolatori di sentimenti sono come devono a voi apparire.
Spesso negano che alle donne piaccia il sesso come a noi, e con le stesse aspettative di appagamento. L'inconscio collettivo è ancora quello dei nonni, per cui il patriarcato represse la libido femminile per meglio sottomettere.
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Vecchio 10-04-2009, 12.28.00   #55
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Come amano gli uomini



Nel dossier “come amano gli uomini” di Psychologies di aprile Galimberti distingue l'amore a due e relazionale,esclusivo delle donne, e l'amore monocentrato di genere maschile. Gli uomini possono imparare ad amare solo se accettano la propria “femminilità” come concordano biologia e psicoanalisi. Quelli forti sanno vivere la porzione dell'altro sesso che fa parte di ogni identità.
Mentre i narcisisti feriti o autosfiduciati si sentono obbligati a mostrare ad ogni costo lo stereotipo della virilità quale identità assunta. Per cui sono incapaci di coinnvolgersi in un amore. Non sono mai in relazione con l'altro da se stessi. Deboli e perciò violenti, privi del vocabolario e del relativo pensiero amoroso, conoscono solo l'agire spesso sconsiderato. Sconvolti perchè manca loro uno sviluppo psichico. Con il declino della prestazione sessuale peggiorano e cercano improprie compensazioni.
Palese sintomo di crisi dell'uomo contemporaneo dalla labile identità.
Il rimedio è un'educazione precoce dove non si imitino le donne né le si inferiorizzino. Per avviare una lentea maturazione sociale.
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Vecchio 15-04-2009, 10.47.01   #56
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Il sogno della ragione



Nei forum le donne si stanno assimilando agli attuali maschi nel rifuggire le complessità di realtà profonde anche inerenti il mondo dei sentimenti, a favore di falsi spiritualismi, pressapochismo, ciarpame magico, verbalismi di forma magniloquente ma privi di contenuti, sensibilità e cultura. Affermano di essere attratte da chi non parla a vuoto, ma alla fine non reggono a uno stile analitico e critico che svela cosa si nasconde sotto le apparenze. Cercheranno il futile, troveranno la freddezza e il malanimo dietro i monitor. Perchè il nulla non turba, niente è da capire oppure è facile fingerlo e parlare di ciò che si può con un limitato retroterra culturale, se il discorso è nebuloso. Ma ci sono eccezioni di chi apprezza veramente chi parla a ragione veduta. Quelle abituate a letture evasive definiscono con squalifiche difensive un dialogo un po' elevato ma fuori dalle “verità” del tempo, “intellettualismi”, “elucubrazioni”, o addirittura astrattezze irreali perchè non capite. Un vero dialogo richiede la disponibilità e una base cooperativa verso un determinato tema, per espandere spazi interiori. Ma è un'attività che ormai non interessa nessuno e finiscono per assuefarsi alla sterilità cognitiva e affettiva, alle rigide ideologie dei cuori maschili, oggi per tendenza frivoli e distratti, in fuga dai sentimenti, nemici dell'amore che non sia pura pulsione sessuale, della fantasia,del sogno, dell'intuizione. Ma come sanno filosofi, letterati, poeti e scienziati, sono queste le fonti di quelle verità dove nessuna ragione potrà arrivare. Le categorie logiche non hanno presa sulla pietà, gli affetti, le passioni, l'amore, non riconducibili a spiegazioni razionali.
Sono stato educato all'immaginario nelle sue varie diramazioni, sapendo discernere tra il sogno onirico strutturato in linguaggio inconscio, il sogno ad occhi aperti in cui quasi tutti indugiamo talora, e che può essere autoinganno, illusione, fantasia, desiderio, sia con implicazioni progettuali sia che campati in aria. Il gioco del “facciamo finta che ... “ c'insegnò la vita e da adulti quello che può o potrebbe essere; inoltre l'amore ludico è inscindibile dall'eros.
Tuttavia mi propongo di non scambiare l'apparenza con la realtà, di respingere argomentazioni che mi sembrano sbagliate come premesse e non misconosco il carattere tragico dell'esistenza dove nessuno può aspettarsi nulla se non da se stesso. E il mio “mestiere” è indurre a pensare anche voi donne , che inclini all' autosvalutazione e al masochismo, siete vulnerabili a ogni tipo di violenza maschile.
L'amore rasserenato non è ottundimento ma autoesplorazione conoscitiva, progetto verso nuovi scopi, si alimenta d'interiorità e d'immaginario. Lo sanno i poeti che creano mondi con immagini e suoni concreti e precisi.
Il matrimonio istituzionale delude; possono rimanere le confidenze, l'impegno e rispetto reciproci, ma l'iniziale passione si affievolisce se entrambi o uno dei due non vuole o non può ravvivarla, aprendo all'altro il mondo delle proprie fantasie , sogni, desideri, paure, emozioni nascoste.
L'individuo compiuto spazia con la mente oltre i confini della ragione. La fantasia non è solo arbitrio, passatempo ozioso e inconcludente, ma allarga l'identità e il regno del possibile. E' giocare con concetti e idee per in infinito intrattenimento e non solo artificio,ozioso rimpianto e rimorso. Fa uscire dalla chiusura in noi stessi con scintille mentali, illuminazioni, scappatoie, isole di libertà. Anche l'amore è un avventura totale della mente, dei sensi e delle emozioni.
Oggi chi possiede fantasia e originalità viene spostato ai margini del gregge, la fortuna sta dalla parte di chi si pavoneggia in virtù non possedute, raggelato nel sottovalutare il gioco e l'humour, non sa affrontare situazioni di relazione e non potrà amare.
Per la nostra psiche l'unilateralità di solo ragione o di solo sogno, porta a un deficit pauroso nella qualità della vita.
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Vecchio 21-04-2009, 12.31.54   #57
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Per una totalità amorosa


Secondo Jung il Sè è la totale vita psichica, meta di un processo maturativo, mai concluso, d'individuazione personale fuori dagl' imposti dettami collettivi. Non è prevista in tale percorso l'illuminazione totale e definitiva, chiusa a un ulteriore divenire formativo, come viceversa avviene per le discipline orientali appagate da un “essere” raggiunto.
E' viaggio attivo all'interno di noi stessi, specie nella fase introspettiva della seconda metà della vita, ma che qualcuno non raggiunge mai.
Per un'i ntegrtazione trasformativa che rende soggetti del mondo e non oggetti passivi che subiscono vari condizionamenti. Attraverso una sintesi dialettica e risolutiva di alcune polarità in contrasto e fuori dai rigidi stereotipi. Come i clichè su cosa e come dev'essere un maschio, come una femmina. Di chi si attiene a tramandati stereotipi a volte arcaici ma pure implicitamente accettati per suggestione ,esempi o archetipi.
Secondo una dialettica di opposti, è fuori luogo scindere ragione e sentimento. Per chi ritiene che l'amore permei l'esistenza.
Le masse hanno cercato una fuga alla civiltà senz' anima,deluse dalla scienza, dalle religioni normative, con i Vedanta, Buddismo, Tao, yoga, meditazione, medicina naturale, magia, astrologia, oroscopi, ecc. sovente travisati vani per raggiungere un equilibrio interiore che non sia mortificazione delle pulsioni. Da ricordare che nei Paesi d'Oriente appena da poco c'è un riconoscimento dell'amore romantico, anche se da sempre ammessa la sintesi di Jin e Jang.
Ogni dogma assoluto e trascendente è una rinuncia alla vita con rassicurazioni illusorie. Si sclerotizza, chi nega la vita sentimentale e si pone fuori dalla dialettica integrativa di tutte le istanze esistenziali. Thanathos ha sconfitto Eros e la sua forza vitale, dionisiaca, creativa, senza la quale ogni passione si spegne.
Si elude il dramma dell'uomo rappresentato dai grandi romanzieri come Dostoevskij, Shakespeare, dai grandi indagatori della psiche come Freud e Jung. Psicoanalisi e poesia svelano gli aspetti nascosti della nostra vita interiore, è svalorizzata la funzione letteraria e filosofica, i grandi autori classici, i grandi critici dei nostri tempi.
L'integrazione dei contrari, come Uomo – Donna, deve avvenire sempre attraverso la relazione e l'inconscio. Ma oggi le donne per tendenza imitano le deformazioni grottesche del maschile e non riscoprendo i suoi lati più positivi; travisamento corrispondente dei maschi verso una sminuita visione dei migliori apporti del femminile in quanto a relazionalità, e arroccamento nel predomini di genere. E' forse un esempio da seguire il sesso che esclude i rapporti profondi della psiche? Nessuno è più capace di rapportarsi con l'eterosessualità, nessuno di addestra all'uso della parola come strumento di comprensione,di sostegno, di sogno.
In tempi di paurosa sprovvedutezza culturale è necessaria una sua ridefinizione anche riguardanti le identità sessuali. Che contrasti gregarismo, pigrizia mentale, sottomissioni, maschere arroganti che celano debolezze, false risposte.
Il degrado è in conformità con l'attuale richiesta di non conoscenza, oltre la spettacolarità della cronaca. Assecondato dal vuoto della scuole in senso etico, estetico, cognitivo.
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Vecchio 29-04-2009, 19.44.25   #58
nevealsole
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Disillusione, transiti planetari e età della ragione

Caro Arsenio,
ti propongo stasera una riflessione al femminile che inizia con una domanda: provoca più dolore amare senza essere ricambiati o essere amati senza ricambiare?

Sai, l’uomo perfetto ed altre storie…

In un periodo mio in cui mi sembra di essere estranea ai sentimenti d’amore, ricevo molte attenzioni dal mondo maschile.
Assurdamente, preferivo quando soffrivo, almeno amavo, o credevo.
Perché se soffrire per amore fa sentire male, essere amati e non ricambiare fa sentire scemi. Certo, di scemi al mondo mi sa che ce ne sono tanti, sono in buona compagnia.
Su questo riflettevamo con un’amica, passeggiando al tramonto: sul se sia meglio vivere nell’attesa di un grande amore o vivere nella consapevolezza della presenza di qualcuno a cui siamo ‘affezionate’.
Ci siamo dette, noi romantiche, che è meglio l’attesa.
Che sia la sconfitta, come dici tu, dell’uomo relazionale e l’ennesima vittoria del tenebroso?
Spero siano solo i transiti di Saturno, e il vento di crisi che soffia ormai da mesi. Magari la stagione dell’amore tornerà…

Era d’estate

Era d’estate e tu eri con me
era d’estate tanto tempo fa
ora per ora noi vivevamo
giorni e notti felici
senza domani

Era d’autunno e tu eri con me
era d’autunno poco tempo fa
ora per ora senza un sorriso
si spegneva l’estate negli occhi tuoi

Io ti guardavo e sognavo una vita tutta con te
ma i sogni belli non si avverano mai

Era d’estate e tu eri con me
era d’estate poco tempo fa
e sul tuo viso lacrime chiare
mi dicevano solo addio


Franco Battiato
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Vecchio 04-05-2009, 16.41.23   #59
arsenio
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Riferimento: Disillusione, transiti planetari e età della ragione

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Caro Arsenio,
ti propongo stasera una riflessione al femminile che inizia con una domanda: provoca più dolore amare senza essere ricambiati o essere amati senza ricambiare?

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Lessico amoroso

L'amore incondizionato, bilaterale e totalizzante è il desiderio di essere amati da chi si ama, ma è altamente improbabile. Non dipende da una personale volontà, da doti innate o acquisibili. Né si può esigere di suscitare un affetto simmetrico al nostro per intensità. Inoltre ogni pretesa di possesso esclusivo è irrealistica. Come catturare i più riposti e inespressi desideri di chi ci sta accanto? Conosciamo gli altri, i loro ipotetici giudizi sul nostro conto, la loro volubilità a loro stessi incontrollabile, solo come contenuti della nostra coscienza.
Tuttavia non importa sapere cosa sia l'amore né valutarlo per impossibili confronti o ipoteche future, se gli amanti s'inventano nuovi mondi intrecciando le loro visioni della realtà assieme a un linguaggio capace di esprimerli. Ma anche ogni momento narrativo del tipo dialogico e confidenziale richiede pause di solitaria riflessione, vitalità ideativa e espressività lessicale. Amore è compiere in due questo cammino di sempre aperta maturazione. E' eros fisico, ludus giocoso, amicizia paritaria, ma tutto può essere smentito: una donna potrebbe vibrare nelle più intime fibre con chi non ama o disistima e trovarsi il corpo inibito con chi adora. Così per noi maschi il desiderio può scatenarsi per una femmina che perfino si disprezza e non per quella angelicata e da venerare. Archetipi ancestrali che la cultura non contrasta facilmente. In ogni caso la compiutezza richiede un'intesa verbale e di pelle; sensualità della parola e espressione corporea.
L'amore postmoderno è limitato; si disimpegna in asettiche trascendenze, cruda genitalità, parafilie e promiscuità. Chi s'interessa ormai ai problemi di quello terreno, concreto, esistenziale? Al confronto con una ponderata “filosofia” dell'amore? Alla sobria classicità letteraria dei grandi autori o poeti, che non sia solo insignificanza d' artifici o piagnistei personali?
L'uomo “perfetto” è sempre il figlio del suo tempo: oggi ovunque gestisce il consenso l' ipermaschilista che si autorappresenta celando la sua debolezza e non chi è in possesso d'una severa e sensibile virilità. Ma sono le poesie, le canzoni, gl' intrecci passionali che fanno desiderare l'amore. Da sempre è istinto e cultura, altrimenti cosa ci distingue dagli animali inferiori? Sebbene gli attuali etologi e neuroscienziati notino analogie negli aspetti del corteggiamento romantico.
Le chat sono le nuove forme del cercare l'amore inesistente. Tuttavia in qualsiasi contesto ogni confronto tra le nostre creazioni simboliche e le persone rompe l'incanto. Dell'amato si nota la superficie visibile o comunque quello che decide di mostrare a chi non riesce a vedere altro. Una lettura dell'inespresso richiede una rara e intenzionale percezione.
In ogni caso sono sempre stato d'accordo che amore è dare ciò che non si possiede a chi non lo richiede.
Ogni amore è messaggio della sua fine. Il desiderio inesaurito alimenta la tensione ma non si riuscirà a mantenere inalterato tale stato di grazia. E' una sfida difficile dove si soccombe perchè il tempo della convivenza per solito gioca a sfavore.

Cara nevealsole grazie per il proseguire del discorso sentimentale e auguri da un capricorno di temperamento decisamente saturnino che è riuscito a controllare la sua tetraggine

Lessico amoroso

Non ti lacerare
se in nome dell'amore
cerchi una parvenza almeno
o un suo lacerto
e non trovi corrispondenza

Si sa che nell'attesa
si fa desiderare
la saetta estrosa
e non serve la pretesa
d'una simmetria
d'intima intesa

Tutti saprete che amore
non è un assioma
e non si sa mai
la mossa esperta
neanche se si è versati
nell'arte seduttoria

Amore non sono di certo
le ore perse
con una presenza assente
o spenta
ma un mestiere
assieme appreso
che un senso dia
all'esistenza offesa

E' lessico mai prima espresso
per sesso e sentimento
o verbo silente
ma in sé stesso non so
in cosa amore consista
né se riamati amanti
si diventa per sorte
o per volere

Ma a mio parere
l'amore entrambi
d'ora in ora e di concerto
s'inventa
finchè ci s'innamora

arsenio
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Vecchio 06-05-2009, 12.30.16   #60
arsenio
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Riferimento: Disillusione, transiti planetari e età della ragione

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Caro Arsenio,
][/color][/i]

cara nevealsole ti propongo ancora questa seconda parte (la prima è sopra) sempre divagazioni sul femminile e ... maschile

Uomini e donne: confusione di ruoli?

Riporto alcune mie considerazioni e dubbi sui rapporti uomo e donna suscitati da qualche frase letta in un dossier in Psychologies Magazine di aprile, con interventi di alcuni esperti: Come amano gli uomini”
Una responsabilità dei malamori andrebbe attribuita alle donne che”non sanno quello che vogliono e scaricano le contraddizioni sugli uomini?” L'origine è sempre l' inesplorabilità del continente nero femminile? Poche sono le certezze, di più le ipotesi. Dalla distanza tra due diversi generi sessuali nasce la passione, la tenerezza, la complementarità. Si riconferma la necessità di padroneggiare un frasario espressivo nei nostri a altrui confronti per poter interloquire con l'amato, abilità che va di pari passo con l'educazione della psiche. Altrimenti i narcisi feriti nella loro identità dimostrano l'appartenenza virile con l'azione fino all'estrema violenza.
La donna non va vista come la madre dell'infanzia né come la puttana sottomessa. Ho già ricordato che molte si adeguano alle molteplici forme di un rapporto sado-masochistico,dal semplice scontro verbale alla perversione, anche senza una reale consapevolezza. E viceversa, noi maschi non possiamo sempre essere quei padri protettivi che mancarono loro. A meno che il rapporto non sia improntato, per vocazione di entrambi a incontri co-terapeutici.
Né da ambedue vanno assunti schemi di genere forzando la propria indole per assecondare la tradizione.
Inquietudine, confusione, disimpegno, aggressività finiscono per contrassegnare entrambi. Non si trovano più donne femminili capaci di accettarci come siamo, mai così forti come ci piace sembrare?
E' vero che gli uomini amano come sono stati amati, educati, e soprattutto da assimilati modelli familiari, che possono incutere una futura sfiducia transgenerazionale sulla sorte di coppia. Distinguerei un bisogno di affettività corporea che deriva da una mai dimenticata nostalgia del grembo, dalla ben diversa cruda e frettolosa distensione pulsionale che lamentate voi donne.
Davvero un cultura femminilizzata (ma oggi quale, quella delle veline, della cosmesi imitata dai metrosexual, delle grintose aspiranti imprenditrici?) può inquinare la nostra maschia ruvidezza che ci deve caratterizzare, perchè è la differenza che attrae? Ma io ho sempre ben distinto tra un becero machismo manesco e sciovinista, superficiale e rozzo nell'affrontare delicate problematiche riguardanti la complessa dimensione affettiva ed emozionale, che a mio parere, perlomeno nel voler apparire, oggi imperversa anche nella blogsfera con alti indici di gradimento, da un' equlibrata e decisa virilità a cui da sempre mi sono ispirato, assieme a un'ereditata e ambientale propensione alla formazione relazionale. In tal campo fraintendere è molto arrischiato per voi ragazze d'ogni età. I maschi parlano con difficoltà e non tollerano la chiacchiera problematizzante e interrogativa delle donne dovuta anche a una loro maggiore tendenza all'introspezione.
Ma noi uomini ci defiliamo anche a causa di una confusione di ruoli come tra prede e cacciatori, di attese e pretese inconcluse, di equivoci dove si è corresponsabili. Per cui non ci sono più “veri uomini” e nemmeno “donne femminili”.
Noi più s'invecchia più dobbiamo compensare le nostre ferite narcisistiche:non solo voi donne diventate trasparenti. Quindi mettiamo alla prova il nostro potere seduttivo. Ma non si deve travisare il “tu e io” con chiusure egocentriche.
Amore è scambio rassicurante di momenti di leggerezza e semplicità alternati al saper fronteggiare con serietà sdrammatizzante i problemi posti dalla vita ogni giorno. Frivolezza di chiacchiere che si abbina a inevitabili complessità di una consapevolezza logica, abituati ad alternare tali stili di ruolo.
E' codice modulato di comunicazione il cui sostrato è l'affettività. Per una storia d'amore che, se si ha fortuna, diventa uno stato di equilibrata maturità dove anche se si ha compreso entrambi chi si è veramente, oltre la scorza, per la sopravvivenza di coppia ci si deve immaginare diversi. Plasmabili fino a un certo punto, scordandoci il “finchè morte separi” perchè l'amore se non è un bene usa e getta, nemmeno la sua vivacità dura in eterno.

Cercasi protagonista femminile

Qui ti cerco con disperazione
come mio comprimario
amoroso personaggio femminile
per un'attraente storia di delirio

Cos'è ogni passione
che vale
se non pazzia a due
che via spazza ogni ragione?

Che duri un'ora sola
o giorni o settimane
finiamo senz'altro ti prometto
con fine molto lieto
come in ogni tormentata trama
quando dalle allineate poltroncine
alla prima visione al cine
per strepitosa storia sentimentale
ci si alza con una lacrima
di commozione
e per noi si agogna una simile
felice conclusione

arsenio
arsenio is offline  

 



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