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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 24-09-2010, 17.37.53   #121
emmeci
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Quanto sentite e perfino fascinose le risposte che si sono succedute intorno a questo tema, cioè al mistero, insieme gioioso e doloroso, del rosario intrecciato fra i sessi! Un rapporto semplice ed elementare, almeno dal punto di vista della natura, che pure è stato reso tanto complesso dalle società e qualche volta anche dalla religione, dalla filosofia e dalla scienza….Certo hanno ragione quelli che accusano l’uomo (maschio) di aver spadroneggiato, attribuendosi un ruolo prioritario che ha talvolta reso evanescente non solo l’importanza ma l’esistenza stessa delle donne.
Sì, però si dice che ci siano state anche epoche matriarcali, che ci sia stato un popolo delle amazzoni, e che le menadi invasate da Dioniso potevano fare a brani non solo capri e cerbiatti….Comunque la storia, a cominciare dalle religioni, che hanno rappresentato il primo orizzonte universale dell’umana cultura, non hanno desistito dall’affermare il ruolo preminente del maschio: e, per quanto riguarda almeno le religioni del libro, un dominio patriarcale maschile salta certo agli occhi. Del resto perfino Dio – almeno il Dio di queste religioni - sembra piuttosto maschile.
Insomma, come si concilia il prevalere del maschio con il proverbio “pater semper incertus”? E’ vero che gli antropologi hanno dimostrato quanto deve essere stato difficile per i primitivi capire il ruolo dei sessi nella generazione e la relativa sequenza, poiché doveva essere qualche cosa di più di una freudiana coazione a ripetere, e qualcosa di più, anche, da quella “banalità dell’amore” scoperta nel secolo XX da Hannah Arendt nel suo rapporto con il filosofo Martin Haidegger…. Il romanticismo? Ricordiamo le parole finali del Faust di Goethe: “l’eterno femminino ci trae in alto”: che può sembrare un’esaltazione della donna, ma lo è veramente, visto che chi va in alto è ancora l’uomo?
Conclusione? Mi pare, almeno per una volta, che sia meglio lasciare da parte le nobili idealizzanti pretese e si possa tornare a quello che è un motivo di fondo non solo della biologia ma della struttura del cosmo, cioè a quella sintesi di varietà e identità che regola ogni sviluppo e che non è solo lo strumento della grande storia, ma anche della piccola storia dell’uomo che, guidato dall’impulso biologico, ascende a quello espressivo, conoscitivo ed etico. Che cos’è l’ethos se non un superamento di sé e un allargarsi all’altro? E non è questo che sta alla base della differenza dei sessi – differenza fisica, mentale, comportamentale - piuttosto che il semplice variare di un cromosoma nel loro genoma?
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Vecchio 25-09-2010, 01.20.36   #122
ulysse
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Originalmente inviato da emmeci
Quanto sentite e perfino fascinose le risposte che si sono succedute.....
....... guidato dall’impulso biologico, ascende a quello espressivo, conoscitivo ed etico. Che cos’è l’ethos se non un superamento di sé e un allargarsi all’altro? E non è questo che sta alla base della differenza dei sessi – differenza fisica, mentale, comportamentale - piuttosto che il semplice variare di un cromosoma nel loro genoma?

Amico emmeci, è bello il tuo scrivere ...sempre poetico, ma sul pratico, sul terra terra, dice poco..oppure non ha corrispondenza al concreto.
Nel corso della evoluzione l'uomo e la donna si sono struttuati a specchio sia psichicamente che fisicamente a seconda delle esigenze, ma non parlo di 100 o 1000 anni addietro, ma di milioni e milioni di anni.
L'uomo è, o è man mano diventato, come lo sceglieva la donna: capace di procurare cibo e proteggerla....lei e la prole.... magari anche combattendo: quindi buoni muscoli e coraggio...sguardo a 60 gradi...ocervello grande pieno dei circuiti della caccia, del gioco.... massimom deo contrasti logici della filosofia...riba che no serviva allo scopo!,
La donna è come la sceglieva l'uomo: apparenza radiosa, occhio stellante...quindi buona salute e capacità di fare figli, nonchè di accudirli...quindi instancabile nella psiche e nel fisico, sguardo a 160 gradi...soprattutto fisico adato a procreare e nutrire: bacino largo e petto rigoglioso.

Sembra strano, ma sono queste le capacità e qualità carateristiche che ancor oggi i due sessi esibiscono per piacersi a vicenda proprio sul piano sessuale.
Chi non esibisce di queste qualità o fitness, è meno scelto o accettato, procrea di meno ed il suo gene via via si perde: restano solo i belli..o creduti tali...pur se non certificati dal grande fratello o dall'isola!
Infatti è per questo che la popolazione, specie quella femminile, diventa sempre piu' bella e seducente...ma anche la maschile...palestrata e abbrunita UVA...escluso il sottoscritto, ovviamente, viso pallido, che siede sempre al compiuter, gira esclusivamente in auto, non frequeta palestre, ha muscoli mollicci, vede con apertura a 45 gradi...ecc... ed è scelto al minimo vitale.

In conclusione è il cromosoma che genera la sintesi vitale nel connubbio maschio-femmina...nel suo continuo riprodurre e trasmettere la fitness migliore e piu adatta per la riciproca scelta sessuale e che sta alla base della differenza/complementarietà dei sessi sia fisica che psichica...altro che ethos e cosmo.....

Sul piano sociale...purtroppo, quasi sempre nel corso della evoluzione, la donna ha avuto un handicap rispetto all'uomo: dover fare figli...accudirli, allevarli...spesso allevando nel contempo anche il marito...per cui l'alternativa per la donna era sempre: o avere figli o fare la donna in carriera ...magari l'amazzone!...andare a caccia, ecc...o fare entrambi...magari col patema di non fare, non soddisfare, abbastanza!
Tanto che la demografia lamenta estrema carenza di nascite: presto non saremo piu capaci di pagare la pensione ai nostri nonni, anzi già sono i nonni che la pagano a noi.
Oramai solo negli extracomunitari possiamo sperare: loro si che ci hanno la fitness!

Ma presto gli uomini...con l'apporto della scienza, si emanciperanno...faranno figli, magari con un utero portatile..già in corso di sperimentazione...dicono. GIà è apparso anche un fim...con Schwarzenheggher nella parte di mammo....e qundo si comincia con un film... tutti lo vedono, entra nel subconscio...poi è inevitabile provarci...
Impareranno, quindi, questi uomini, ad accudirli..i figli, ecc... e finalmente le pari opportunità saranno realizzate con gaudio della Carfagna: gli uomini non si sentiranno piu' dire che le donne sono loro le piu' furbe e inteligenti...mentre gli uomini restano sempre i soliti boccaloni (vedi lo spot Totti/Hilary in tv) solo capaci di stravaccarsi davanti al Tv a vedere la partita...che sogno sarà!

Ultima modifica di ulysse : 25-09-2010 alle ore 11.39.11.
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Vecchio 25-09-2010, 09.02.02   #123
Emy76
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Conclusione? Mi pare, almeno per una volta, che sia meglio lasciare da parte le nobili idealizzanti pretese e si possa tornare a quello che è un motivo di fondo non solo della biologia ma della struttura del cosmo, cioè a quella sintesi di varietà e identità che regola ogni sviluppo e che non è solo lo strumento della grande storia, ma anche della piccola storia dell’uomo che, guidato dall’impulso biologico, ascende a quello espressivo, conoscitivo ed etico. Che cos’è l’ethos se non un superamento di sé e un allargarsi all’altro? E non è questo che sta alla base della differenza dei sessi – differenza fisica, mentale, comportamentale - piuttosto che il semplice variare di un cromosoma nel loro genoma?

Purtroppo non tutti gli uomini , nè tutte le donne ascendono all'impulso etico.
Certo, i genomi non possono spiegare in toto le differenze di genere e dunque forse il femminile come categoria a sè non esiste, nè tantomeno il maschile. E' come se vi fossero delle contaminazioni evolutive tra i due sessi, ma allo stesso modo delle differenze che possono valere per una coppia di uomo-donna ma non per un'altra. Io credo molto nel determinismo biologico inteso come spinta ormonale che fa prevalere certe tendenze comportamentali ( ed anche certe idee intese come prodotto culturale e biologico insieme)
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Vecchio 25-09-2010, 11.01.11   #124
emmeci
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Mi pare - Emy76 - di poter essere d’accordo su quanto dici, e cioè che i sessi si siano evoluti su una sola base genetica e biologica, ma anche che la diversificazione è lo strumento principe dell’evoluzione come, d’altra parte, dimostrano visivamente gli alberi evolutivi della flora e della fauna presenti nei libri di divulgazione e possiamo pensare riflettendo su quella che può essere stata un’evoluzione dell’umanità dai suoi esordi forse caotici alle differenze vistose di popoli, culture, religioni.
Certo ci sarà chi oppone a questa idea “evolutiva” quella che era la fede dei padri pellegrini quando sbarcarono nelle Americhe del primo Seicento, e che fu ripetuto in sostanza nelle assemblee fondatrici dell’ONU: e cioè che tutti gli uomini hanno uguali diritti. Ma questo non è vero: i diritti non sono fatti naturali (cioè appunto biologici e genetici) ma invenzioni degli uomini: cioè principi etici che si sovrappongono a quelli naturali e possono portare all’idea finale di una sola umanità. Sarebbe troppo bello se questa fosse alla base di tutte le ideologie e di tutti i fondamentalismi, e gli uomini d’oggi vedessero le cose come potevano vederle quei padri sbarcati dal Mayflower o quegli esploratori e missionari che, arrivati in Amazzonia, furono almeno a prima vista convinti che quei nudi uomini delle tribù non fossero selvaggi ma esseri, come Adamo ed Eva, appena usciti dalle mani di Dio.

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Vecchio 25-09-2010, 13.41.30   #125
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Originalmente inviato da Emy76
Non credo si possano fare distinzioni tra mente femminile e mente maschile quando si parla di chi fa filosofia se queste distinzioni significano che l'uomo è più portato a filosofeggiare.
Nel post intendevo proprio teorizzare il contrario, cioè dire che a parità di condizioni socio/psicologiche (ad oggi mancanti) probabilmente emergerebbero come dici tu differenze di modo, nel fare filosofia, e non 'discriminazioni' di genere, che invece in epoca moderna la filosofia, e non solo quella, oppone inevitabilmente a chi si cimenta in tale analisi.Le filosofe sono infatti pochissime, le scienziate sono di più e in ascesa ma sempre meno degli scienziati.Questo significa che le donne sono meno intelligenti (faccio una brutale sintesi di milioni di pagine sul tema che potrai trovare anche su questo forum)?Ovviamente no (ma c'è chi su quell'avverbio eccepisce anche in ambito accademico).Dobbiamo quindi presuppore a mio avviso una diversità di genere fisiologica, ma ancora prima è ragionevole pensare che una vera identità sociale di genere le donne la stiano approssimando solo oggi, avendone ridiscussa e rigettata una appena ieri, lentamente e faticosamente a cavallo del secolo scorso.Solo una tale identità consente di preparare nel corso dei secoli quell'affaccio panoramico sull'esistenza, libero da vincoli primari di altro genere, che è sostanzialmente la filosofia.

Un'identità sociale di genere ben definita è un modello stabile in cui si incontrano le aspettative del singolo e quelle della comunità rispetto al singolo.L'identità di genere sociale dell'uomo, e quindi quella definita rispetto all'altro genere, è stabile più o meno da sempre, mentre quella della donna vive di elaborazioni e di scosse strutturali da secoli, essendo stata, ai primordi, assoggettata dalla semplice dominanza fisica del maschio.

Citazione:
Credo che la differenza stia nel modo di fare filosofia. Le donne sono guidate da un intuito che consente loro di leggere più aspetti della vita, sono più flessibili; gli uomini, al contrario tendono ad aderire ad una filosofia spicciola, concreta, spendibile nel quotidiano senza troppi fronzoli, quei fronzoli che pure servirebbero a capire tante cose.
Tuttavia la filosofia femminile tende , spesso, a diventare rigida, legata a un aspetto preso come controparte a quello maschile, come se la donna non riuscisse più a vedere il tutto, ma solo una parte. E se si fissa...che barba per gli uomini! La filosofia , insomma, è una variabile psicologica di genere, secondo me.
Le tue considerazioni valgono in valore assoluto e teorico, se cioè le proiettiamo ad infinito togliendo loro la contestualizzazione temporale.Io analizzavo il motivo per cui nel corso dei millenni abbiamo avuto invece una diversificazione che, nei numeri percentuali riferiti genere per genere, non ha espresso per intero la fisiologia delle potenzialità femminili.
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Vecchio 26-09-2010, 13.50.25   #126
ulysse
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Originalmente inviato da emmeci
Mi pare - Emy76 - di poter essere d’accordo su quanto dici, e cioè che i sessi si siano evoluti su una sola base genetica e biologica, ma anche che la diversificazione è lo strumento principe dell’evoluzione come,….. possiamo pensare riflettendo su quella che può essere stata un’evoluzione dell’umanità dai suoi esordi forse caotici alle differenze vistose di popoli, culture, religioni.


Per quanto ricordo, la storia della riproduzione, dalle origini, potrebbe essere essenzialmente esplicata in quanto segue, ove per semplicità, evito parole come mitosi, miosi, partenogenesi, ermafroditismo, ecc: niente di scientifico, quindi, per ora, ma i più esperti, magari biologi, antropologi, ecc... ci potrebbero lavorare ulteriormente.

Nei primi organismi la riproduzione era asessuata: le cellule si riproducevano per duplicazione generando cellule identiche…come anche oggi, del resto, nei pluricellulari asessuati: forse le lumache ..ad esempio...sono ermafrodite(???).

Comunque anche nei pluricellulari la generazione era originalmente asessuata…come dire che i figli erano cloni perfetti dei padri…cioè dei generanti, dato che ancora non esistevano generi...e quindi non c'era l'apporto commisto del cromosoma maschile asieme a quello femminile.

In verità, la riproduzione asessuata (piuttosto l’indistinzione dei generi) funziona ancora con certi organismi…pur pluricellulari…sembra che certi tipi di pesci siano contemporaneamente o alternativamente maschi o femmine, a seconda delle condizioni ambientali, della disponibilità o tipo di cibo, ecc….

Se ne scoprissimo il segreto ne potrebbbero approfittare le signore per trasferire ai maschi l'onere del generare...scaricandosi così degli handicap di cui ora sono vittime...e gioiose fruitrici...nel contempo.

Comunque la riproduzione asessuata, era meno sicura: o eri un clone o niente e tutto s’incasinava. Per funzionare, mantenersi e trasmettere i caratteri originali, tale tipo di riproduzione, oltre a non offrire alcun premio extra, aveva bisogno (ed ha bisogno nei casi odierni) di ambienti stabili e invarianti…particolari nicchie ambientali non certo frequenti nel globo terracqueo....erano cioè piu' sensibili alla varianti ambientali con un piu' difficoltoso adattamento genetico/evolutivo.
Gli errori genetici erano, infatti, inevitabilmente trasmessi come caratteri del solo generante e ampliati nelle successive generazioni. Ne era facilitata, così, l’estinzione delle specie asessuate ….come in effetti è avvenuto, per lo più, fra i pluricellulari.

Al contrario la riproduzione sessuale, che, oltre a dare il premio a chi ci provava, generava (e genera) individui meglio adattabili e flessibili alle variazioni ambientali…ha avuto la meglio...specie negli ordini superiori.
Infatti la fortuna fu che, fra i miliardi di errori di programma finiti tragicamente, qualcuno è stato più fortunato e ha dato luogo a individui figli non perfettamente cloni e nemmeno mostri, ma con certe diversità…che, fra le tante, qualcuna poteva anche apparire come fitness di maschio, altre come di femmina.

Ora, certo non so bene come, ma qualcuno scoprì anche il premio annesso e cioè che ci si poteva accoppiare e che l’atto aveva in sé una certa intrinseca desiderabilità e piacevolezza….per cui la riproduzione asessuata andò definitivamente a carte quarantotto…con grande disdoro dei sostenitori della tradizione.

Il colpo definitivo, i sessuati lo sferrarono quando le ragazze scoprirono di essere incinta…senza nemmeno sapere come o chi…magari uno spirito o un Dio!
Infatti, all’origine, la correlazione non era ben compresa, ma le ragazze, cominciarono a fare i conti e, pur con grande stupore e correlato sviluppo dell’aritmetica a dei calendari, scoprirono la strana coincidenza dei nove mesi…pardon, delle nove lune.... ma poichè intanto..tanti erano passati di lì…propalarono il detto che in latino così suona: “mater semper certa est…pater incertus!”.

Quindi si puo’ anche dire che la base biologica unica si è poi suddivisa nei due generi principali, maschile e femminile...biologicamente diversi, che si sobbarcano l’onere della riproduzione e della cura.... dando così continuità alla specie.
Mentre sempre dallo stesso ceppo uscirono anche alcuni generi collaterali di più incerta definizione e, comunque, non molto interessati alla riproduzione…al premio sì però!

Comunque, il grande miracolo della evoluzione, in genere col solo utilizo del desiderio e reciproco piacersi sessualmente (scelta sessuale), ha praticamene scolpito, quasi creato, dai millenni passati e sempre più nel futuro, il nostro corpo e la nostra psiche specchiantisi nel reciproco adattamento e adattamento all’ambiente….ma non solo per noi…per i tutti i viventi sessuati.

Alla fine la grande ricerca di Dio potrebbe dichiararsi conclusa: Darwin l’ha trovato per noi!

….Un Dio Panteista (già filosoficamente ipotizzato) non assoluto, non divino e non perfetto, ma egli stesso in evoluzione… con l’universo stesso… con cui ha avuto origine ed avrà fine…ammesso che l’universo possa avere una origine ed una fine.

Un Dio che, senza intromettersi negli affari nostri, nelle nostre menti e senza pretese di adorazione, sacrifici, preghiere o altro...(sarebbe inutile!)…niente ci chiede.... se non di annaffiare le piante in giardino ogni tanto.

Andrà sempre meglio, comunque, per la nostra fitness psicofisica e intellettuale...se andremo in palestra e se non interviene il male a sparigliare le carte (tipo chirurghi plastici, case di moda, stilisti, case di profumi, ecc...). La specie, sotto la spinta sessule del desiderio e della libera scelta, migliorerà, evolverà sempre...sotto l'aspetto fisico,psichico ed anche intellettule e culturale.

E' dimostrato?...non saprei!...ma basta guardare le signore ad ogni primavera e fare i confronti!

Per gli animali meno...magari solo sul piano fisico e psichico...però la mia gatta comincia a modulare i suoni e ne ha, ne abbiamo, coscienza del significato...forse lo trasmetterà ai piccini....peccato che sia sterile: una sorta di chirurgo plastico (il Male) è intervenuto!

Ultima modifica di ulysse : 26-09-2010 alle ore 19.50.53.
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Vecchio 27-09-2010, 09.30.01   #127
emmeci
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Tanto per stare all’oggi e non a un domani ancora fumoso, ecco che Einaudi annuncia la prossima uscita di un libro di Umberto Veronesi dal titolo “Dell’amore e del dolore delle donne” che sembra in qualche modo entrare nel vivo dei problemi che stiamo dibattendo nel forum. Come racconta Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere, non è un libro fatto soltanto di amabili ricordi e straordinarie figure femminili incontrate dallo scienziato, ma anche di ragionamenti sull’amore, il dolore, la malattia, la religione, la famiglia, il sesso. Veronesi profetizza, sulla base della crescente mascolinizzazione delle donne e la contemporanea femminizzazione degli uomini (per cui abbiamo per un verso soldatesse e generalesse e per l’altro sempre più numerosi “mammi”), che la reciproca attrazione è destinata a calare ulteriormente, mentre il mondo di domani vedrà una supremazia femminile.
Mi domando se questa potrà essere una soluzione in linea con la realtà del genoma e con le forze evolutive degli individui e della specie – senza parlare delle tradizioni, della cultura, di una storia che conta milioni di anni. Questo non significa – come ho già detto – che l’obiettivo di un’unità della specie al di là dei sessi e delle differenze di etnia e di cultura non sia concepibile e anzi auspicabile, ma proprio come obiettivo cioè come qualcosa che ha la sua forza nell’essere non una banale realtà ma un ideale (da aggiungere magari agli ideali ipotizzati da Kant). Certo, se vogliamo trascurare i limiti biologici e culturali, il problema potrebbe sembrare vicino alla soluzione – ma con quale risultato? Diminuirebbe il tasso di litigiosità e il numero dei delitti? Forse i delitti coinvolgerebbero altri stati e altri rapporti, e poi anche senza ricorrere a imprimatur religiosi o immaginette con la sacra famiglia, è ben possibile pensare a quello che di buono, ricco e veramente fecondo è venuto e potrà venire con l’esistenza dei sessi, anche se robot e computer sembrano prometterci di pensare loro a tutto allontanando sempre più il ricordo e la nostalgia del passato. Ma qui sfioriamo il campo dell’immaginario se non della fantascienza. E allora ci basti l’ideale – o la presunzione? - di rendere la società il più possibile unita attraverso quello che è, e non attraverso quello che desideriamo che sia, e limitiamoci semmai a esclamare, come i membri dell’assemblea costituente francese a chi profetizzava una società degli uguali: ”Tutti veramente uguali? No, vive la différance!”
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Vecchio 25-02-2011, 21.40.34   #128
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Tanto per stare all’oggi e non a un domani ancora fumoso, ecco che Einaudi annuncia la prossima uscita di un libro di Umberto Veronesi dal titolo “Dell’amore e del dolore delle donne” che sembra in qualche modo entrare nel vivo dei problemi che stiamo dibattendo nel forum. Come racconta Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere, non è un libro fatto soltanto di amabili ricordi e straordinarie figure femminili incontrate dallo scienziato, ma anche di ragionamenti sull’amore, il dolore, la malattia, la religione, la famiglia, il sesso. Veronesi profetizza, sulla base della crescente mascolinizzazione delle donne e la contemporanea femminizzazione degli uomini (per cui abbiamo per un verso soldatesse e generalesse e per l’altro sempre più numerosi “mammi”), che la reciproca attrazione è destinata a calare ulteriormente, mentre il mondo di domani vedrà una supremazia femminile.
Mi domando se questa potrà essere una soluzione in linea con la realtà del genoma e con le forze evolutive degli individui e della specie – senza parlare delle tradizioni, della cultura, di una storia che conta milioni di anni. Questo non significa – come ho già detto – che l’obiettivo di un’unità della specie al di là dei sessi e delle differenze di etnia e di cultura non sia concepibile e anzi auspicabile, ma proprio come obiettivo cioè come qualcosa che ha la sua forza nell’essere non una banale realtà ma un ideale (da aggiungere magari agli ideali ipotizzati da Kant). Certo, se vogliamo trascurare i limiti biologici e culturali, il problema potrebbe sembrare vicino alla soluzione – ma con quale risultato? Diminuirebbe il tasso di litigiosità e il numero dei delitti? Forse i delitti coinvolgerebbero altri stati e altri rapporti, e poi anche senza ricorrere a imprimatur religiosi o immaginette con la sacra famiglia, è ben possibile pensare a quello che di buono, ricco e veramente fecondo è venuto e potrà venire con l’esistenza dei sessi, anche se robot e computer sembrano prometterci di pensare loro a tutto allontanando sempre più il ricordo e la nostalgia del passato. Ma qui sfioriamo il campo dell’immaginario se non della fantascienza. E allora ci basti l’ideale – o la presunzione? - di rendere la società il più possibile unita attraverso quello che è, e non attraverso quello che desideriamo che sia, e limitiamoci semmai a esclamare, come i membri dell’assemblea costituente francese a chi profetizzava una società degli uguali: ”Tutti veramente uguali? No, vive la différance!”


Eppure l'ideale molto spesso è reale, lo crea e lo plasma.Non più differenze di genere, solo differenti livelli di accettazione delle non differenze uomo-donna.
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