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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 02-06-2009, 22.08.55   #81
nevealsole
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La lista

Qualche settimana fa mi è stata proposta una lista all’interno della quale collocare i rapporti che vivo.
Quattro categorie: i miei amici, le persone che mi attraggono, le persone che stimo, le persone per cui provo affetto.
Al termine del gioco mi è stato spiegato che la persona verso la quale proviamo il sentimento d’amore deve comparire all’interno di tutte e quattro le categorie.
Provando a fare il gioco si potrebbero fare scoperte interessanti, circa il sentimento d’amore che proviamo, e verso chi lo proviamo.
Io mi sono sorpresa, circa i primi posti in classifica. Probabilmente chi vive una relazione d’amore sana e matura non ne avrà… però è un buono spunto su cui riflettere.

Caro Ars, in questo momento avrei bisogno di poeti che sappiano cantare l’amore vivente più che l’amore perduto o bramato… ce ne sarà pur qualcuno…

Grazie come sempre per i tuoi interventi, e per le poesie
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Vecchio 03-06-2009, 09.34.53   #82
arsenio
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Riferimento: La lista

[quote=nevealsole]Qualche settimana fa mi è stata proposta una lista all’interno della quale collocare i rapporti che vivo.
Quattro categorie: i miei amici, le persone che mi attraggono, le persone che stimo, le persone per cui provo affetto.
Al termine del gioco mi è stato spiegato che la persona verso la quale proviamo il sentimento d’amore deve comparire all’interno di tutte e quattro le categorie.
Provando a fare il gioco si potrebbero fare scoperte interessanti, circa il sentimento d’amore che proviamo, e verso chi lo proviamo.
Io mi sono sorpresa, circa i primi posti in classifica. Probabilmente chi vive una relazione d’amore sana e matura non ne avrà… però è un buono spunto su cui riflettere.

Caro Ars, in questo momento avrei bisogno di poeti che sappiano cantare l’amore vivente più che l’amore perduto o bramato… ce ne sarà pur qualcuno…


cara nevealsole tengo conto delle tue richieste, poesie comprese ...

oggi ti dedico :

Vecchi e nuovi problemi d'amore

D'estate si divaga sui dilemmi insolubili dell'amore e della coppia e sugl' inevitabili ripieghi.
Ad esempio, come conservare lo slancio vitale, la curiosità e la disinvoltura disinibita anche nelle età di mezzo, oggi che tali qualità mancano pure ai più giovani?
L'amore esige una mai spenta tensione emozionale, ma se tale tratto anche di personalità, manca fin dagli inizi? E in ogni caso è incompatibile con la convivenza sotto uno stesso tetto per sua natura povera di stimoli e ricca di attriti da saper negoziare nell'interesse dei entrambi.
Le donne lamentano la noia di coppia dove non si esplorano con impeto creativo le risorse sottostanti alla quotidianità, per raccontarsi ciò che avviene. Ma con l'età che s'inoltra diverrà ancora più difficile penetrare nell'intimo dell'altro e ascoltare le proprie voci interiori. Manca la plasticità psichica e l'impegno nell'assecondare il gioco dell'amore. Come il riscrivere trame perdute, miti personali, per reinventarci fuori dalla prosaicità razionale.
La turbolenza romantica o il desiderio esaltato proprio dalle proibizioni sessuofobiche è un passato impossibile da rivivere. Ma si ha pure scoperto che l'infelicità sessuale non è tanto dovuta alla repressione come credeva Freud, quanto alle complicazioni della natura umana.
Oggi i rischi femminili sono dovuti alla seduzione da parte di Io ipertrofici interessasti solo a se stessi, dai fragili e indecisi a fronte dall'esistenza, dai rigidi nell'aprirsi alla conoscenza, dai perfezionisti centrati solo sull'approvazione altrui. Tutte identità maschili malate. Per sfortuna sono proprio questi che vi piacciono. Ma anche negli uomini infidi alla fine scoprite che non c'è corrispondenza tra quello che cercate e quello che pensate di ricevere.
Alla luce di casi recenti, per le più giovani in particolare, i rapporti tra uomini e donne sono forgiati da rapporti di potere sociale. Le ragazze ammettono che si possa essere vittime dell'uomo potente e di genitori ambiziosi. Tacite assecondano l'”ovvia” superiorità maschile e sciovinista. Emancipate fino a disapprovare chi difende la loro dignità di donne.
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Vecchio 05-06-2009, 18.02.52   #83
nevealsole
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Come non far scoppiare la coppia

Caro Arsenio, provo ad inserire alcune considerazioni nate dal tuo ultimo intervento, sul come ravvivare un rapporto di coppia ‘datato’.
Per come la vedo io, la noia che pervade la coppia si origina dalle premesse e dall’inserimento nel contesto sociale, oltre che dai vissuti.
Le premesse sono quelle che ci fanno innamorare, più l’innamoramento è stato maturo e consapevole, più ci saranno le basi che aiutano la prosecuzione del rapporto: interessi e valori comuni.
Giusto per fare un esempio: ricordo che qualche anno fa, con un’amica single ci domandavamo dove andare in vacanza, ed uscì fuori una cosa tipo arrampicata su roccia non ricordo dove, per essere certe di trovare compagnia maschile , ricordo di aver espresso la mia perplessità, ritenendolo il modo migliore per conoscere – nella migliore delle ipotesi - qualcuno con interessi totalmente differenti dai miei che avrebbe però avuto ragione di ritenermi affine, visto che avevo deciso di trascorrere così le mie vacanze…
Insomma, all’inizio presi dall’entusiasmo ci piace tutto, ma nel tempo direi che è molto meno faticoso se ci sono degli interessi comuni che ci aiutano.
Peraltro, dal mio punto di vista, si può anche semplicemente lasciare che l’altro coltivi i suoi interessi, trovando i propri, senza rancori o rivendicazioni (e senza costringere l’altro alla partecipazione…). Cosa affatto scontata, dal momento che alle volte sembra che la coppia debba fare tutte le cose insieme, per il solo fatto di essere coppia.
Ho constatato frequentemente, sempre da osservatrice, che i tempi di uomini e donne sono molto diversi così che noi donne spesso passiamo i primi due terzi della vita a rincorrere un uomo che fugge adducendo di essere super impegnato e l’ultimo terzo a fuggire dal medesimo uomo che, non sapendo più come impiegare il proprio tempo, tormenta noi decidendo di dedicarci tutta quell’attenzione che per anni abbiamo lamentato essere mancante... (la tempistica è essenziale… ‘Cogli la rosa quando è il momento’… per dirla con Orazio).
La verità, temo, è che le nostre sono dipendenze incrociate, quella della donna si manifesta nella prima parte della vita, quella dell’uomo nella seconda.
Questo nella generalità dei casi, e del caso.
Il gioco, per come la vedo io, è saper scoprire e riscoprire cose, osservare i cambiamenti, inventarsi interessi diversi per ogni stagione… ho l’impressione che un po’ sia qualcosa che abbiamo dentro tutti ma in misura diversa.
E’ la solitudine, dal mio punto di vista, che rende sterile il singolo e la coppia. Se ciascuno di noi è vivo, realizzato, sereno, allora avrà da dare e da investire nella coppia ad ogni età. Il problema è che spesso rimproveriamo all’altro carenze che sono nostre, o gli/le attribuiamo insoddisfazioni che sono dentro di noi e che dentro di noi devono essere risolte.
A tal fine è importante l’appartenenza, non solo familiare ma anche sociale, ci aiuta a star bene con noi stessi e, per conseguenza, anche all’interno della coppia: il coltivare amicizie è la prima fra tutte.
Credo che il più grosso pericolo, in definitiva, è che si possa pensare di trascorrere la vita ‘io e te, tu ed io’, bastandosi a vicenda anziché attingere anche da rapporti umani esterni l’amore per la vita e per l’altro.
Poi ci sono le patologie della coppia, e il peso dei dolori della vita, e la risposta a questi dolori, ma questa è un’altra storia… un po’ più triste.
Grazie per il tema proposto.
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Vecchio 06-06-2009, 17.32.14   #84
arsenio
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Riferimento: Come non far scoppiare la coppia

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Caro Arsenio, provo ad inserire alcune considerazioni nate dal tuo ultimo intervento, sul come ravvivare un rapporto di coppia ‘datato’.
Per come la vedo io, la noia che pervade la coppia si origina dalle premesse e dall’inserimento nel contesto sociale, oltre che dai vissuti.
Le premesse sono quelle che ci fanno innamorare, più l’innamoramento è stato maturo e consapevole, più ci saranno le basi che aiutano la prosecuzione del rapporto: interessi e valori comuni.
Giusto per fare un esempio: ricordo che qualche anno fa, con un’amica single ci domandavamo dove andare in vacanza, ed uscì fuori una cosa tipo arrampicata su roccia non ricordo dove, per essere certe di trovare compagnia maschile , ricordo di aver espresso la mia perplessità, ritenendolo il modo migliore per conoscere – nella migliore delle ipotesi - qualcuno con interessi totalmente differenti dai miei che avrebbe però avuto ragione di ritenermi affine, visto che avevo deciso di trascorrere così le mie vacanze…
Insomma, all’inizio presi dall’entusiasmo ci piace tutto, ma nel tempo direi che è molto meno faticoso se ci sono degli interessi comuni che ci aiutano.
Peraltro, dal mio punto di vista, si può anche semplicemente lasciare che l’altro coltivi i suoi interessi, trovando i propri, senza rancori o rivendicazioni (e senza costringere l’altro alla partecipazione…). Cosa affatto scontata, dal momento che alle volte sembra che la coppia debba fare tutte le cose insieme, per il solo fatto di essere coppia.
Ho constatato frequentemente, sempre da osservatrice, che i tempi di uomini e donne sono molto diversi così che noi donne spesso passiamo i primi due terzi della vita a rincorrere un uomo che fugge adducendo di essere super impegnato e l’ultimo terzo a fuggire dal medesimo uomo che, non sapendo più come impiegare il proprio tempo, tormenta noi decidendo di dedicarci tutta quell’attenzione che per anni abbiamo lamentato essere mancante... (la tempistica è essenziale… ‘Cogli la rosa quando è il momento’… per dirla con Orazio).
La verità, temo, è che le nostre sono dipendenze incrociate, quella della donna si manifesta nella prima parte della vita, quella dell’uomo nella seconda.
Questo nella generalità dei casi, e del caso.
Il gioco, per come la vedo io, è saper scoprire e riscoprire cose, osservare i cambiamenti, inventarsi interessi diversi per ogni stagione… ho l’impressione che un po’ sia qualcosa che abbiamo dentro tutti ma in misura diversa.
E’ la solitudine, dal mio punto di vista, che rende sterile il singolo e la coppia. Se ciascuno di noi è vivo, realizzato, sereno, allora avrà da dare e da investire nella coppia ad ogni età. Il problema è che spesso rimproveriamo all’altro carenze che sono nostre, o gli/le attribuiamo insoddisfazioni che sono dentro di noi e che dentro di noi devono essere risolte.
A tal fine è importante l’appartenenza, non solo familiare ma anche sociale, ci aiuta a star bene con noi stessi e, per conseguenza, anche all’interno della coppia: il coltivare amicizie è la prima fra tutte.
Credo che il più grosso pericolo, in definitiva, è che si possa pensare di trascorrere la vita ‘io e te, tu ed io’, bastandosi a vicenda anziché attingere anche da rapporti umani esterni l’amore per la vita e per l’altro.
Poi ci sono le patologie della coppia, e il peso dei dolori della vita, e la risposta a questi dolori, ma questa è un’altra storia… un po’ più triste.
Grazie per il tema proposto.

Cara nevealsole apprezzo sempre la tua sensibilità femminile con cui affronti le nostre riflessioni. Sono d'accordo su valori e interessi comuni di coppia, duraturi nel tempo, e sul possibile coltivarne ognuno anche di propri. Sul non attribuire all'altro nostre lacune come spesso avviene. A volte si ottiene di rimando quello che corrisponde a ciò che si ha saputo dare. Siamo noi ad esempio che non siamo stati capaci di coinvolgere l'altro quando era il momento giusto. Per un disimpegno dovuto a un'inesperienza di allora, a pigrizia, a egoismo, a sfiducia nelle risorse dell'altro. E' essenziale anche secondo me la vita sociale senza rinchiudersi nel nido per una totale simbiosi, fino a certi complici rapporti improntati a sadismo e masochismo, che dureranno poco. Socialità anche per piccoli gruppi estemporanei, qualche incontro di vicinato senza pretese o impegni vincolanti, tanto per creare atmosfere conviviali e festose. I momenti di fusione totale lasciamoli all'eros. Anche il tempismo è richiesto nello scandire i tempi dell'amore. L'istante opportuno per un bacio, né prima né dopo.
Secondo me oltre gl' interessi condivisi, conta anche qualche affinità caratteriale.
Noi maschi salvo eccezioni, siamo malati relazionali disadattati nel tu per tu.. La comunicazione amorosa è l'instaurarsi di un rapporto a partire dalle affinità , complementarità, differenze. Ma la cosa più diffcile pe gli adulti, e visti i tempi anche per le donne, è accettare di ascoltare le emozioni come fossero un linguaggio. Oggi qualsiasi che parli di amore, di innamoramento, di sentimenti fuori reality, viene guardato e non so come etichettato. Io non considero possibile vivere un amore come progetto per gettarsi attraverso di esso verso nuovi scopi, pervaso di atarassia emozionale o da stati nirvanici di non infelicità e non felicità.
Il “maschile” è la lingua della politica e del pubblico, il femminile dell'intimità e delle relazioni a favore di una conversazione libera e imprevedibile. Ma non c'è esperienza né cambiamento e crescita creativa se l'elemento femminile non si integra al maschile. Come da conferenza che ho seguito ieri e che riporto in altro 3d, e che si replicherà in una libreria Feltrinelli anche nella tua città.
Si dovrebbe informarsi anche sulla vita familiare dell'amato, come l'infanzia. Io ho sognato sulle fiabe che poi sono diventati i romanzi fino a oggi. E' stata una formazione dell'intelletto,dell' imamgianzione e del cuore. Per un percorso di quell'educazione sentimentale di cui tutti i coinvolti nella formazione cominciano a notare la mancanza, e che da educatore indicherei anch' io.Non si tratta di favorire un sentimentalismo sdolcinato come le false commozioni mediaticamente indotte anche in politici cinici e dal cuore di provato indurimento.
Per un'intesa occorre l'eros per l'aspetto fisico, il ludus per l'aspetto giocoso, lo storge per l'amore amicizia, con molte varianti negli abbinamenti. Consiglierei di attraversare tutti anche nella stessa giornata ma senza schemi prefissati, per non annoiarsi in due. altrimenti poter contare su nuove persone per nuovi rapporti anche di sola amicizia.

arsenio is offline  
Vecchio 06-06-2009, 17.37.47   #85
chlobbygarl
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Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole

La perfezione dei rapporti umani è osteggiata prima di tutto dagli uomini (in senso universale), che spesso non si capiscono, e spesso non vogliono neppure capirsi… perché in fondo è rassicurante rimanere racchiusi nelle proprie costruzioni mentali.
Forse è rassicurante proprio perchè comunicare appare così difficile e non proprio viceversa?
Citazione:
Questo, per come la vedo io, non riguarda affatto la sofferenza della donna. Mi verrebbe, al contrario, da dire che la sofferenza che porta al rifugio in vissuti incompiuti, a metà tra la realtà e il sogno, è tipicamente maschile. La scrittura è una canalizzazione della nevrosi particolarmente efficace, crea immagini geniali da lasciare ai posteri, e libera la vita reale.
Consiglio ‘Senilità’ di Svevo, il Buzzati di ‘Inviti superflui’, ‘Primo amore’ di Turgenev per farsene un'idea.
E’ tipicamente maschile cogliere in un pallore, un sorriso malinconico, un riflesso di sole su un ricciolo biondo, uno sguardo lontano, una mano affusolata, una indicibile sofferenza e trasformarla in un folle desiderio.
Sono sostanzialmente d'accordo, ma non è forse di questa tipicità maschile di cui parli che le istanze poste da 'nevealsole' e dal suo carico di emblemi di certo universo femminile, si dissetano qui sopra?E non sta forse proprio in questo 'gioco', l'aderire totale, asettico e acritico, cioè perfettamente complementare, delle donne alla 'metrica' intepretativa maschile?Non è questo il copione scritto da uno e solo intepretato dai due?
Citazione:
Si è creato uno strano gioco di interpretazioni, su alcuni dei miei scritti. Non ho mai avuto uomini problematici, salvo forse un flirt estivo una vita fa. Nessun fidanzato ha mai tentato di usare la violenza come forma di comunicazione… anche perché gliele avrei rese di santa ragione.
Le incomprensioni verbali non sono durate più del tempo necessario a comprendere che non ci sarebbe stato miglioramento. Comprensibilissime incomprensioni verbali, peraltro, visto che privilegio spesso gli ingegneri.
Vedo più la fragilità nell’uomo che la cattiveria, e non dimentico che ‘cattivo’ vuol dire, in origine, prigioniero.
non parlavo evidentemente (ma anche no!) di un rapporto di imposizione, men che meno fisica, di modelli comportamentali, ma di una consuetudine di cui si è persa l'alterità, l'opposto, perfino l'eccezione, quella dei paradigmi gnoseologici, epistemologici, ontologicamente femminili, 'intimamente', essenzialmente femminili.Se Freud si fosse chiamata Sigmunda! avrebbe teorizzato allo stesso modo sulla sessualità?
Citazione:
La domanda, filosoficamente parlando, era sul se provochi più dolore non amare o non essere amati… due forme di sofferenza presenti e reali, non solo al femminile.
non essere amati è dolore puro, mentre non riuscire ad amare è incapacità di com-passione, dunque quanto di più lontano dal dolore.
Citazione:
E me ne verrebbe un’altra, sul desiderio.
Su quanto il desiderio si alimenti nella fuga ‘mentale’, più che fisica, dell’altro?
si desidera massimamente solo ciò che non si ha, si gode del possesso solo esercitandolo come gesto preciso, dunque diversificandolo dall'abitudine consueta, dalla posizione reciproca fin lì raggiunta nel rapporto, dall'ethos tessuto e condiviso.Una 'rottura' dell'ethos facilita il pathos che a sua volta avvicina l'eros....rompere, ridiscutere, rivoluzionare l'ethos è però un patto col diavolo che può portare parimenti alla morte di quel rapporto, di quella tensione.Questo grossolano modello indica abbastanza bene la strada obbligata per un rapporto : la dinamicità, la evolutività, la capacità di ricorrere al logos più astratto per ricreare il proprio particolare ethos e ri-cadere preda di eros passando per pathos!

ciao
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Vecchio 08-06-2009, 11.05.23   #86
nevealsole
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Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Forse è rassicurante proprio perchè comunicare appare così difficile e non proprio viceversa?

per quanto mi riguarda continuo a percepirla più chiaramente come l'ho espressa.

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Sono sostanzialmente d'accordo, ma non è forse di questa tipicità maschile di cui parli che le istanze poste da 'nevealsole' e dal suo carico di emblemi di certo universo femminile, si dissetano qui sopra?E non sta forse proprio in questo 'gioco', l'aderire totale, asettico e acritico, cioè perfettamente complementare, delle donne alla 'metrica' intepretativa maschile?Non è questo il copione scritto da uno e solo intepretato dai due?

Guarda, riflettendo su ciò che hai scritto mi sono venuti altri pensieri, in particolare ripensando a Schopenauer, e alla vita come pendolo che oscilla tra dolore e noia, ho pensato alla mia rappresentazione della vita, più vicina ad un cerchio che gira, in cui le componenti sono tre: dolore, gioia e noia che si susseguono nell'ordine in cui le ho elencate. Così mi sono domandata se, inconsciamente conscia dell'impossibilità di passare da noia a gioia, non abbia 'bramato' il dolore, preludio della gioia nel mio personale cerchio della vita... mi verrebbe anche da dire che la malinconia la vedo proprio presente nei momenti di noia, perché quando c'è gioia non ci abbandoniamo a lei, e neppure nei momenti di dolore che lacerano talmente da non rendere possibile indugiare in essi, essendo noi tesi soltanto al loro superamento.

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Se Freud si fosse chiamata Sigmunda! avrebbe teorizzato allo stesso modo sulla sessualità?

Non so cosa rispondere, però leggendo ho riso... interessante quesito.


Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
si desidera massimamente solo ciò che non si ha, si gode del possesso solo esercitandolo come gesto preciso, dunque diversificandolo dall'abitudine consueta, dalla posizione reciproca fin lì raggiunta nel rapporto, dall'ethos tessuto e condiviso.Una 'rottura' dell'ethos facilita il pathos che a sua volta avvicina l'eros....rompere, ridiscutere, rivoluzionare l'ethos è però un patto col diavolo che può portare parimenti alla morte di quel rapporto, di quella tensione.Questo grossolano modello indica abbastanza bene la strada obbligata per un rapporto : la dinamicità, la evolutività, la capacità di ricorrere al logos più astratto per ricreare il proprio particolare ethos e ri-cadere preda di eros passando per pathos!


Questo mi sembra interessante ma non lo colgo del tutto, quando hai voglia se me lo spieghi meglio.

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Vecchio 08-06-2009, 23.07.45   #87
arsenio
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Trovare l'amore

Nell'era postmoderna si reprimono le espressioni dei sentimenti e non c'è più posto per l'amore. La stessa idea d'amore è fallita, soffocata nell'anonimato di gruppo. Mentre tale stato si dovrebbe viverlo osservandolo, pensandolo, raccontandolo. Amore è interiorità del desiderio che attiva l'immaginario. Ma la fantasia sta diventando carente perfino nella generazione giovane.
La felicità, se non nella meta stessa, sta nel percorso per raggiungerla, come ogni viaggiatore con spirito di viandante sa.
Nessuno più intende raccontare se stesso, ma l'idea che ne ha e vuole diffondere. La millanteria in tempi di connivenze narcisistiche fa sempre presa nell'uditorio, con vanterie e allusioni ai propri successi. Così anche il parlare su vieti luoghi comuni ma amplificati da retorica.
Filosofie e dottrine religiose predicano gli amori astratti, assoluti, universali e inverosimili: l'abbraccio con il Tutto, l'amore a speranza di premio differita, ecc. Ma amore vero e sufficiente è abnegazione verso una sola persona e non un generico “amore” per il prossimo. Dimmi chi ami o affermi di amare e ti dirò che sei.
Oggi chi fa notare la falsità è destinato a restare solo con la propria libertà interiore. L'autenticità è diventata incomprensibile e si teme l'individuo solitario che interpreta verità contrapposte alla superficialità collettiva.
Quando hai imparato a non aspettarti nulla da nessuno, nemmeno da quelli che ti sono vicini, hai vinto.
Con Internet chi non è accorto può perdere l'orientamento culturale e l'identità, a favore di appartenenza, livellandosi in modo indolore e non avvertito su di un'arretratezza di pensiero, con la tragica illusione di un progresso arricchente.
Ovunque, difficilmente si trova una virilità profonda che non sia un più o meno occultato disprezzo per le donne con lo scopo di non far vedere la propria debolezza.
In maggioranza sono le donne a raccontare la difficoltà di ricostruirsi una relazione sentimentale. Verso la mezza età, con inevitabili recriminazioni, si chiederanno se le loro storie fallite sono destinare a ripetersi, se è il caso di ripiegare sul saper adattarsi ,senza eccessive aspettative. Memori delle storie precedenti, è forse meglio desistere per non correre rischi? Anche perchè un nuovo amore può compromettere alcune minime sicurezze.
A volte, come succede pure in altri campi, non si sa nemmeno cosa cercare; quale parte possa avere rispettivamente l'aspetto sessuale, e quello affettivo; la dedizione, la condivisione di attività,ecc.
In ogni caso l'umore di partenza deve essere elevato e senza aspettarsi che un incontro possa risolvere l'infelicità o una depressione, e il timore per il futuro.
Certi risvolti e insidie si comprendono meglio, come già accennato, dal riflettere su film, libri, romanzi, ecc. E su qualche conoscenza sociologica sugli andamenti della propria epoca. Si ha notizia che ragazze molto giovani e in fenomeno crescente, si dedicano alle movide notturne e chiassose, dimostrando il peggior bullismo,fatto di pestaggi,risse, eccesso di alcol, coltellate.
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Vecchio 10-06-2009, 09.34.27   #88
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Donne e amore: riflessioni estreme

La condizione della donna è l'indicatore del grado di civiltà e progresso che contraddistingue le istituzioni, le pratiche sociali, la convivenza.
Oggi nessun riscatto della specificità femminile è possibile. Uomini e donne sono facciate fittizie e prevedibili.
La donna svende la dignità e si accetta come oggetto; è indubbia la sua dipendenza psicologica nei confronti delle figure maschili di maggior povertà psichica perchè più rappresentative di un'epoca. Sono constatazioni di chi sa vagliare notizie di cronaca e di costume oltre che ascoltare testimonianze dal vivo.
Ognuno è prigioniero di ciò che riesce a vedere in superficie e del senso che attribuisce alle parole, spesso seguendo la via delle facili scorciatoie logiche.
La rivoluzione sessuale si è spenta in un sesso alienato, commercializzato, pubblicizzato e depauperato di valori.
La frenesia di legami erotici provvisori non fa preferire una solo persona per penetrare nel suo intimo. Amore è scoprire nel contempo attraverso l'altro noi stessi.
Autentico è chi sfugge alle induzioni dei falsi luoghi comuni e discerne le chiacchiere da ciò che veramente importa nella sfera pubblica dove si è quello che gli altri vogliono fare di noi. Comprendere la realtà al di là di ciò che appare,ammettere che le pulsioni inconsce sfuggono alla ragione. Già Platone osservò che gli amanti non sapranno mai cosa in realtà vogliono l'uno dall'altro. Le donne sono deboli e influenzabili, per natura e cultura vogliono rendersi ben accette da chi ritengono comandi e sia un esemplare modella imitato del tempo presente, sia nel piccolo gruppo, che nella società allargata.
L'età adulta è quella della frustrazione del desiderio,quando si scopre che l'amore è culla di contraddizioni e paradossi, insidie , astuzie, fino all'odio e rancore. Ci mancherà sempre il meglio che la vita avrebbe potuto offrirci e l'amore non espresso ci turberà fino alla fine dei giorni. Solo l'immaginazione non delude, finchè non ci rivela il nulla che sta di fuori.
Connessi a Internet non si è mai soli, per male che vada hai 500 amici bramosi di conoscerti, come ti invitano con le ripetute email di facebook, ecc. Ma sperduti nei deliri del web la probabilità di leggere e di scorrere le idee per raccoglierle, creare, dare senso a ciò che si conosce, immaginare tanti altrove, si riducono. E non si sa cosa si perde in qeulle ore davanti al monitor. A volte bastano attimi per dirci il senso di una vita. I maggiori scienziati di ogni tempo hanno riconosciuto che la creatività proviene da stati di sogno ad occhi aperti. Fantasia e concretezza sono le facce della stessa medaglia.

“L'uomo fa orrore, la donna molto meno ma soltanto finchè non arriverà ad assomigliargli del tutto” ( Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009)
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Vecchio 11-06-2009, 12.49.08   #89
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Le donne secondo Schopenhauer

Da “Sulle donne” in Parerga e Paralipomeni

“Il principio della vita scaturisce dal grembo di una donna, il primo balbettio te lo insegnano le sue labbra, ella ti ha asciugato le prime lacrime, e molto spesso il nostro ultimo sospiro è accolto da una donna” (Byron, in Sardanapalo)

la donna non è destinata a grandi lavori spirituali né fisici. Sconta la colpa della vita con il parto, la cura del bambino e la sottomissione all'uomo.
Adatte a curarci ed educarci nell'infanzia perchè puerili, sciocche, miopi.
Belle per pochi anni per impadronirsi della fantasia di un uomo , finchè con le gravidanze perdono l'avvenenza. Professano l'amore, le conquiste e ciò che vi si collega, come acconciature e balli. Mature già a 18 anni ma con limiti perchè più interessate alle apparenze e alle inezie. Miopi intellettuali verso il passato e il futuro. Vanitose e spendaccione sperperano ciò che l'uomo guadagna e che poi le lascerà quali eredi
Sanno vedere ciò che noi maschi lungimiranti non riusciamo a vedere proprio perchè sotto il naso. Prosaiche, vedono nelle cose solo ciò che si vede.
Compassionevoli ma non portate a giustizia,onestà e coscienziosità. Carenti nel raziocinio, disattente verso ciò che è assente e lontano. Deboli e perciò, per necessità astute e bugiarde. Ma per questo molto abili nello smascherare le finzioni altrui. Destinate alla propagazione del genere umano perciò protettive più verso la specie che verso l'individuo, da cui le disarmonie matrimoniali. Tra di loro sono nemiche e fanno pesare alle altre una differenza di ceto. Importa loro solo riconoscere a quale uomo siano piaciute e il loro pensiero è come conquistare un maschio .Se non in tempo saranno zitelle o nelle classi basse, serve o prostitute. Se non accoppiate a un uomo ripugnante.
Basse, con le spalle strette, i fianchi larghi e le gambe corte: per nulla estetiche. Non talenti artistici né geniali, si limitano a scimmiottare gli uomini.
Bisogna avere riguardi per la debolezza della donna ma è oltremodo ridicolo attestare loro venerazione, perchè in tal caso ciò ci abbassa ai loro stessi occhi.
Sono adatte alla vita domestica. La monogamia dà loro stessi diritti e raddoppia i nostri doveri. Se la moglie si ammala in modo cronico, rimane sterile o diventa troppo vecchia, perchè il marito non dovrebbe prendersi ancora una seconda moglie? Evitando sotterfugi e corruzioni?
Il matrimonio è la base della borghesia, dove conta molto l'opinione altrui.
Destinate a dipendere legandosi a un padrone che le domina, o a un “confessore”.

Questa di Schopenhauer è una tradizionale diffidenza filosofica verso le donne e l'amore passionale che toglie il raziocinio. Ministre del diavolo per i Padri della Chiesa, sono noti gli anatemi di Agostino. Già “mezzi uomini” per i classici, dalla misoginia non si salva nemmeno Nietzsche, non Leopardi, né Freud che perpetua la fallocrazia dell'Occidente.
Ma in nome di una naturale biologia o volontà divina non se ne indagarono le radici religiose, culturali, ambientali che ne decisero il subalterno “secondo sesso” Come ancora oggi. Nell'epoca attuale l'uomo è in crisi d'identità, anche perchè l'emancipazione postfemminista ha deviato verso schemi maschilisti, compresa una compiaciuta oggettivazione strumentale del loro corpo, assecondate in ciò dall'ambiente familiare già nelle scuole dell'infanzia come sanno bene le più avvedute educatrici. Rinunciano a far rispettare e far attribuire pari valore alle specificità della “differenza”.Oggi tuttavia in ambiti vicini alla scuola, alle indagini della psiche, ecc. si riconosce il vantaggio di una reciproca apertura tra “femminile” e “maschile” per salvare la società. A favore di maschi più materni e accuditivi e donne più assertive e determinate per contesti di negoziazione politica, ecc.
E' facile scoprire “verità” nelle parole di Schopenhauer. Ma la relazionalità empatica della donna non è solo futile e diseducativa.
Tutti sperimentano qualche opportuna o peggio opportunistica finzione amorosa femminile e riconosco che la natura dell'amore sono le insincere disponibilità e le indisponibilità sincere. Ma non sono abili quanto, viceversa, nell'intuire quando siamo noi uomini a fingere. Disagiate e depresse dopo un divorzio, tuttavia pure conosciamo qualche maschio rovinato per conseguenze economiche dopo una separazione.
La compassione, come “amore” più genuino, non esiste nemmeno (o meno che meno?) in chi da ossessivo dottrinale proclama il dogma dell'Amore per il prossimo.
Considerate eterne fabbriche di bambini per le menti ecclesiali e più retrive, oggi in restaurazione. Rivali che più adottano sul lavoro strategie di mobbing con astuzie sconosciute a noi maschi, ma anche meravigliose e affiatate amiche che si sostengono l'una con l'altra con intime e reciproche confidenze. Oggi più aperte ad ogni manifestazione della cultura e capaci di affrontare una varietà di argomenti inaccessibili ai maschi sempre ossessionati di apparire intelligenti e informati ,con nozioni storico-politiche, elucubrazioni astratte e oscure a cui loro per compiacenza spesso fingono di capire.
Assillate dalla perdita della bellezza oggi per mito giovanilistico ancor più che per quella procreativa.
Eppure l'estetica del loro corpo basso e sinuoso ( ma non oggi!) ha ispirato i maggiori interpreti del nudo. Io non esalterei la corposità maschile né le angolosità delle attuali modelle.
E' purtroppo vero che chi venera una donna ne sarà calpestato, come asserisce Leopardi. E chi è troppo profondo alla fine le affatica. Ho capito che non molte sarebbero propense a viaggi interiori da compiere insieme. Sono le pazienti più assidue di analisti, nella maggioranza dei casi maschi inadatti e per loro deludenti quanto costosi.

Il bello forse è che pure conoscendo di persona le loro contraddizioni, le luci e le ombre, si rimanga innamorati del “femminile”dalle enormi potenzialità, e pronti a difendere le donne anche quando non ne varrebbe la pena.
arsenio is offline  
Vecchio 14-06-2009, 16.05.36   #90
arsenio
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Riferimento: riflessioni sul "femminile"

Amore è autenticità dell'essere

“Essere”è irrinunciabile per un'interazione profonda e relazionale come l'amore tra un uomo e una donna.
Ostacolo ne sono le regole d'obbligo comportamentale che abituano alle aspettative altrui.
L'essere è una condizione perduta con le appartenenze che prevalgono sul desiderio di originalità. Già i bambini tecnologici sono diretti da immagini preconfezionate. Saranno gli adulti che confermano le classifiche dei libri più venduti e dei film più visti? Perchè?

La nascita dei falsi sé occulta identità precarie e la scuole ha sempre scoraggiato l'originalità. Chi non si adatta a standard comportamentali viene escluso e diventa un “out”. Ma così perde nuove conoscenze del mondo.
Non c'è creatività se non rapportandosi a qualcuno che sappia essere “altro”, per attribuire insieme anche altri significati alle cose. Revisionando il già noto per far scaturire il nuovo. Compreso il re-inventare un amore. Eppure spesso si diffida da chi è troppo “altro”.
Essere autentici per farci riconoscere presenti nella mente di qualcuno. Anche l'armonia taoista raccomanda l'essere con persone per sé stessi significative e l'improvvisare koan assurdi ha altro scopo.
La corrispondenza psico-corporea è l'esempio dell'empatia, ma il silenzio e l'intesa di sguardi, un abbraccio muto e perciò più eloquente, fa parte di quel “femminile” in via di estinzione. Si va verso dimensioni astratte e simboliche dove è richiesta solo competizione e non integrazione?
Le donne raccontano di partner che temono il coinvolgimento sentimentale, che tra poco non sarà nemmeno possibile perchè non ci sarà più il sentimento necessario per viverlo.
L'uomo deve dimostrarsi “razionale” perchè così si fa riconoscere “maschile” dalle donne e non importa se per paradosso contraddice alcune loro esigenze.
In tempi remoti “maschile” e “femminile” non erano di stretto genere sessuale, ma peculiari tratti di un “essere” compiuto.
Andrà perduta quella poetica indefinitezza femminile per cui le donne restano sospese nell'immaginazione senza subito ricadere nel concreto? Capaci di fantasticare su qualcuno che susciti quell'attrazione attesa ad ogni età? Il maschio è estraneo a tali sfumature sentimentali. Ragiona per categorie definite e non comprende le contraddizioni delle donne sui problemi amorosi. Per questo preferisce dibattere su sport, affari, donne, motori, tecnologie, oggetti che non implicano relazioni.
Se per galanteria o mestiere si avventura nel campo delle emozioni è quasi sempre maldestro. Né denuda volentieri la sua individualità interiore.
Un maschio deve dimostrarsi estraneo a quell'”essere” che ho qui brevemente delineato, per potersi accettare e farsi accettare dalle donne stesse conforme al modello maschile in auge della nostra epoca, piuttosto rigido e mediocre. Nella realtà effettuale, questa volta, e non nei sogni.
Diventerà generale l'anestesia sentimentale. Per unioni slegate, fluide, instabile, come prevedono, anzi sarebbero già in atto, certa illuminante saggistica. Funzioneranno solo le logiche di potere e acquisizioni. Oltre che storie virtuali, rapporti con cose, animali, macchine, vestiti, viaggi di massa. Non si amerà più nel senso pieno dell”essere”.
Solo i creativi non si adattano alla compiacenza verso le certezze sociali del tempo e non sono attratti da rassicurazioni convenzionali.
Con persone sostituibili e consumabili l'amore è illusione.
arsenio is offline  

 



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