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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-06-2014, 09.32.13   #51
jeangene
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Originalmente inviato da maral
La ragione è la facoltà che consente di costruire modelli linguistici intrinsecamente coerenti della realtà che ci accade, rappresentandola alla luce dei principi di identità e di non contraddizione, nonché dell'implicazione causale. Tuttavia l'evento che ci accade e su cui si appoggia la costruzione razionale non è mai riducibile alla pura razionalità che poi lo rappresenta.
...
Tutto quanto ci accade si manifesta originariamente nella sua fondamentale irrazionalità su cui la ragione tenta di modellare una permanenza non ambigua ed evanescente basata su rapporti stabili permanenti di matrice linguistico rappresentativo.
...
Il problema del razionalismo è quello di rendersi cieco all'evento che origina il suo percorso pretendendo di fondare quell'evento a proprio uso e consumo ai fini di un controllo a cui nulla sfugge.
...
Forse dovremmo dire non perché è razionale, ma perché è ragionevole ove la ragionevolezza comprende il saper accettare i limiti della logica che guida i nostri modelli rappresentativi linguistici e tenere conto della profonda irriducibile irrazionalità che abita l'uomo e accompagna sempre l'affascinante e terribile apparire del mondo in cui esistiamo.
...
Non possiamo negarlo se non a rischio di sprofondare ancora di più nella follia, tratto saliente dell'essere umano: accanto alla luce apollinea della ragione è inevitabile un Dioniso che danza selvaggio nell'ombra. E quanto maggiori sono le pretese svelatrici della Luce tanto più dirompente e feroce è la danza dell'Ombra e sconvolgenti, tragiche e dolorose le scissioni della mente umana.

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Credo, l'unica possibilità che si ha per comprendere meglio qualcosa è data dalla razionalità. Voglio dire, presupposto per conoscere un qualcosa è che tale qualcosa sia intellegibile. L'irrazionale è sfuggente, inafferrabile, bisogna quindi renderlo intellegibile con la mediazione della ragione. Ovviamente tale razionalizzazione dell'irrazionale toglie un qualcosa alla natura dell'irrazionale, ma io mi domando: può essere intellegibile l'irrazionale senza nessuna mediazione della ragione?
...
Infatti non si tratta di negare l'esistenza dell'irrazionale, ma l'irrazionale non dipende da noi.
Irrazionale è, ad esempio, ciò che scaturisce dai nostri sogni,e noi non possiamo esercitare la volontà sui nostri sogni. E' solo sul razionale che possiamo lavorare.
Al di fuori del limite non credo possa esserci conoscenza.

Dunque di cosa ci è concesso parlare sensatamente? Del nostro mondo? Del mondo per noi? Di ciò che risponde ai principi di identità e di non contraddizione, nonché all' implicazione causale?
Su ciò che oltrepassa i confini della ragione (come ad esempio la morte e il senso della vita) è dunque meglio tacere?

Un saluto
jeangene is offline  
Vecchio 10-06-2014, 13.10.34   #52
Davide M.
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Originalmente inviato da jeangene
Dunque di cosa ci è concesso parlare sensatamente? Del nostro mondo? Del mondo per noi? Di ciò che risponde ai principi di identità e di non contraddizione, nonché all' implicazione causale?
Su ciò che oltrepassa i confini della ragione (come ad esempio la morte e il senso della vita) è dunque meglio tacere?

Perché tacere? È impossibile tacere, ciò di cui non si può parlare non è, perché ciò che non si può pensare non è.

E LO STESSO È PENSARE E PENSARE CHE È, GIACCHÉ SENZA L'ESSERE... NON AVRAI IL PENSARE.
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Vecchio 10-06-2014, 16.31.49   #53
jeangene
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Originalmente inviato da Davide M.
Perché tacere? È impossibile tacere, ciò di cui non si può parlare non è, perché ciò che non si può pensare non è.

E LO STESSO È PENSARE E PENSARE CHE È, GIACCHÉ SENZA L'ESSERE... NON AVRAI IL PENSARE.

Certo, posso pensare e parlare di tutto, della vita, della morte, del fenomeno, della cosa in sè, ma più penso e più parlo più realizzo che questo pensare e questo parlare è vero relativamente a ciò che appare, al mondo per me.
Per questo a volte mi chiedo se sarebbe meglio tacere, in particolare se il parlare riguarda questioni che oltrepassano di molto i confini della logica e della ragione (come la morte e il senso della vita). Ogni qualvolta che affermo qualcosa so anche che la sua validità è relativa, limitata.

C' è una (o più) affermazione che possa pretendere di essere verità assoluta? Di essere legge universale? Forse la relazione essere esser-ci?
L' uomo, si sa, ha bisogno di un punto fermo.

Ultima modifica di jeangene : 10-06-2014 alle ore 18.36.59.
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Vecchio 10-06-2014, 21.21.18   #54
sgiombo
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Originalmente inviato da Davide M.
Perché tacere? È impossibile tacere, ciò di cui non si può parlare non è, perché ciò che non si può pensare non è.

E LO STESSO È PENSARE E PENSARE CHE È, GIACCHÉ SENZA L'ESSERE... NON AVRAI IL PENSARE.

Veramente ciò di cui non si può parlare e/o pensare non é conosciuto, non necessariamente non esiste.

Prima del 1492 in Europa non si poteva parlare o pensare all' America (a meno di non ammettere qualche forma di rivelazione divina o comunque di chiaroveggenza o intuizione o sopra- o preter- -naturale, eppure l' America (anche se non si chiamava così) era (realmente esistente), come ben sapevano i suoi abitatori originari.

E d' altra parte può darsi pensiero senza essere (ovvviamente che non sia l' essere del pensiero stesso in quanto tale e solo in quanto tale, senza alcuna denotazione reale).
Per esempio posso benissimo pensare all' ippogrifo (un cavallo alato) senza che alcun ippogrifo sia (realmente esistente).
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Vecchio 10-06-2014, 21.47.59   #55
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Originalmente inviato da jeangene
Certo, posso pensare e parlare di tutto, della vita, della morte, del fenomeno, della cosa in sè, ma più penso e più parlo più realizzo che questo pensare e questo parlare è vero relativamente a ciò che appare, al mondo per me.
Per questo a volte mi chiedo se sarebbe meglio tacere, in particolare se il parlare riguarda questioni che oltrepassano di molto i confini della logica e della ragione (come la morte e il senso della vita). Ogni qualvolta che affermo qualcosa so anche che la sua validità è relativa, limitata.

Se, ogniqualvolta che affermi qualcosa, sai che la validità di quello che affermi è relativa e limitata, vuol dire che è relativa a qualcosa e limitata da qualcosa. Anche se non puoi e/o non vuoi parlare di quello che affermi, devi necessariamente parlare di quel qualcosa che lo limita, altrimenti non potresti asserire la limitatezza di quello che affermi. Anche se puoi tacere con le parole, mai lo potrai coi tuoi pensieri, perché i pensieri sono sempre pensieri di qualcosa, non vi è nulla di irrazionale nella realtà, nemmeno cose come la morte o il senso della vita, poiché non vi è nulla che possa trascendere la ragione.

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C' è una (o più) affermazione che possa pretendere di essere verità assoluta? Di essere legge universale? Forse la relazione essere esser-ci?
L' uomo, si sa, ha bisogno di un punto fermo.

Come avrai capito, per me ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale, e per me la verità non procede da questa affermazione, ma essa è questo stesso procedere.
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Vecchio 10-06-2014, 23.36.28   #56
CVC
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Dunque di cosa ci è concesso parlare sensatamente? Del nostro mondo? Del mondo per noi? Di ciò che risponde ai principi di identità e di non contraddizione, nonché all' implicazione causale?
Su ciò che oltrepassa i confini della ragione (come ad esempio la morte e il senso della vita) è dunque meglio tacere?

Un saluto
Sarebbe stolto tacere di ciò che trascende la ragione, perchè la ragione stessa si manifesta proprio nell'atto in cui si distingue da ciò che non è razionale.
Parliamo pure in lungo e in largo dell'irrazionale, ma sempre coscienti che possiamo farlo solo per mezzo delle nostre facoltà razionali. Non dimentichiamoci che l'irrazionale di cui parliamo è l'irrazionale visto con gli occhi della ragione, e non può essere altrimenti.
Il razionalismo non ignora l'irrazionale, ma tutto ciò di cui possiamo parlare è possibile soltanto alla luce della ragione.
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Vecchio 11-06-2014, 08.18.09   #57
jeangene
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Se, ogniqualvolta che affermi qualcosa, sai che la validità di quello che affermi è relativa e limitata, vuol dire che è relativa a qualcosa e limitata da qualcosa. Anche se non puoi e/o non vuoi parlare di quello che affermi, devi necessariamente parlare di quel qualcosa che lo limita, altrimenti non potresti asserire la limitatezza di quello che affermi. Anche se puoi tacere con le parole, mai lo potrai coi tuoi pensieri, perché i pensieri sono sempre pensieri di qualcosa, non vi è nulla di irrazionale nella realtà, nemmeno cose come la morte o il senso della vita, poiché non vi è nulla che possa trascendere la ragione.

Come avrai capito, per me ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale, e per me la verità non procede da questa affermazione, ma essa è questo stesso procedere.

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Sarebbe stolto tacere di ciò che trascende la ragione, perchè la ragione stessa si manifesta proprio nell'atto in cui si distingue da ciò che non è razionale.
Parliamo pure in lungo e in largo dell'irrazionale, ma sempre coscienti che possiamo farlo solo per mezzo delle nostre facoltà razionali. Non dimentichiamoci che l'irrazionale di cui parliamo è l'irrazionale visto con gli occhi della ragione, e non può essere altrimenti.
Il razionalismo non ignora l'irrazionale, ma tutto ciò di cui possiamo parlare è possibile soltanto alla luce della ragione.

É il realizzare la limitatezza della ragione, il realizzare l' esistenza di qualcosa che la trascende che suggerisce un sereno tacere.
Tutto ciò che é ci é accessibile mediante ragione, ma in questa mediazione l' ente si ri-vela manifestandosi in significati particolari, non nel suo infinito significare.
Nel pensare e nel parlare dell' ente tralasciamo una infinità di significati che non ci sono ri-velati, ecco perché ogni affermazione ha una validità relativa e limitata, é questo il limite invalicabile.
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Vecchio 11-06-2014, 09.34.14   #58
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Veramente ciò di cui non si può parlare e/o pensare non é conosciuto, non necessariamente non esiste.

Prima del 1492 in Europa non si poteva parlare o pensare all' America (a meno di non ammettere qualche forma di rivelazione divina o comunque di chiaroveggenza o intuizione o sopra- o preter- -naturale, eppure l' America (anche se non si chiamava così) era (realmente esistente), come ben sapevano i suoi abitatori originari.

E d' altra parte può darsi pensiero senza essere (ovvviamente che non sia l' essere del pensiero stesso in quanto tale e solo in quanto tale, senza alcuna denotazione reale).
Per esempio posso benissimo pensare all' ippogrifo (un cavallo alato) senza che alcun ippogrifo sia (realmente esistente).

Certamente, forse non ho scritto bene, ma ho citato Parmenide: si può conoscere, e quindi pensare, solo ciò che è. Al di fuori dell'essere non può esserci nulla, tutto può essere conosciuto perché tutto è; niente che non sia può essere pensato, e quindi conosciuto. La domanda "Che cos'è il non essere?" è una contraddizione in termini, perché non si può definire ciò che non è.
L'ippogrifo non è reale perché non è sufficientemente razionale.
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Vecchio 11-06-2014, 10.41.31   #59
sgiombo
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Riferimento: Dubbi sull'irrazionalismo

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Originalmente inviato da Davide M.
Certamente, forse non ho scritto bene, ma ho citato Parmenide: si può conoscere, e quindi pensare, solo ciò che è. Al di fuori dell'essere non può esserci nulla, tutto può essere conosciuto perché tutto è; niente che non sia può essere pensato, e quindi conosciuto. La domanda "Che cos'è il non essere?" è una contraddizione in termini, perché non si può definire ciò che non è.
L'ippogrifo non è reale perché non è sufficientemente razionale.

L' ippogrifo non é reale perché empiricamente si rileva che i cavalli non hanno ali.
Il concetto di ippogrifo é razionale per lo meno nel senso di "non intrinsecamente contraddittorio" (per quel che se ne sa potrebbe benissimo essere reale, in teoria, in qualche altro pianeta abitato in qualche parte più o meno remota dell' universo.

"Non essere" (negazione di "essere") non é un concetto contraddittorio e si può predicare correttamente di qualsiasi soggetto (che non sia contemporaneamente anche predicato essre, ovviamente), e veracemente di qualsisi oggetto che non esista realmente.
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Vecchio 11-06-2014, 12.23.45   #60
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Originalmente inviato da sgiombo
L' ippogrifo non é reale perché empiricamente si rileva che i cavalli non hanno ali.
Il concetto di ippogrifo é razionale per lo meno nel senso di "non intrinsecamente contraddittorio" (per quel che se ne sa potrebbe benissimo essere reale, in teoria, in qualche altro pianeta abitato in qualche parte più o meno remota dell' universo.

"Non essere" (negazione di "essere") non é un concetto contraddittorio e si può predicare correttamente di qualsiasi soggetto (che non sia contemporaneamente anche predicato essre, ovviamente), e veracemente di qualsisi oggetto che non esista realmente.

L'ippogrifo non è reale perché un cavallo con le ali non è razionale, non perché empiricamente non lo rileviamo. Se fosse razionale sarebbe reale, e quindi potremmo rilevarlo anche empiricamente. Se fosse razionale non c'è motivo per il quale non dovrebbe essere reale, qui o su un altro pianeta. Non è il concetto di ippogrifo a non essere razionale, è l'ippogrifo in sé a non esserlo.
Il non essere si può predicare di qualsiasi soggetto/oggetto che già è: L'ippogrifo non è reale, è un'idea.

Non dico che sia verità assoluta, è solo quello che penso.
Davide M. is offline  

 



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