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Vecchio 10-08-2014, 19.09.26   #121
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: Che differenza c'è fra desiderare e volere?

** scritto da laryn:


Citazione:
Si trova nel libero arbitrio e nella coscienza?
Come faccio a saperlo?
Dato che coscienza e libero arbitrio sono personali, qual'è la norma generale che educa
le singole coscienze? Cos'è la coscienza se non il sapere accumulato nel tempo?
Perchè la coscienza del cannibale è diversa da quella di chi si nutre di carne animale e quest'ultima diversa dal vegetariano che, a sua volta, è diversa dal vegano?
Quale di queste coscienze dovrebbe essere quella che rispetta in toto l'ipotetica norma generale, univferale se vuoi?


Chiedo scusa, forse non mi sono spiegato bene, ma la richiesta era: "Dove sta scritta e dove giace "un ulteriore regola universale a cui nessuno può sottrarsi.", e non perché a quella regola reagiamo differentemente.
Quindi io ho semplicemente evidenziato la regola universale, cioè, legge per e in tutti: che tutti hanno una coscienza ed un libero arbitrio.


Citazione:
Questo pensiero contraddice il precedente. Nel precedente dicevi che le regole comportamentali risiedono nel libero arbitrio e nella coscienza, qui introduci l'idea che quelle norme non sono soggettive e condanni chi "vive secondo la propria legge personale".
Ripeto, soprassedendo alla contraddizione, la domanda: Se le norme comportamentali scritte nelle coscienze individuali sarebbero soggettive, da che parte sono scritte quelle oggettive? Chi le avrebbe scritte? Come facciamo a saperlo?

Quel che si faccia con il proprio libero arbitrio è una questione soggettiva, mentre l'esperienza di coscienza condivisa diventa sperimentabile quotidianamente nel condividere la stessa emozione, con due o con due milioni di persone, vissuta in una specifica circostanza.

Quel che ti indica la coscienza non è quel che si fa, magari fosse così (le leggi universale non producono questo fine!), già non ci sarebbero più conflitti, tradimenti, avarizie, intolleranze.
Il problema nasce proprio (e questa è un'altra legge universale tatuata nel DNA umano) dal fatto che io posso decidere, grazie al mio libero arbitrio, di desiderare e volere qualcosa o qualcuno soltanto per soddisfare la mia fede, andando anche, quasi sempre, contro la mia coscienza che mi suggerisce invece di desiderare e volere di fare qualcosa contrario a quel che faccio o che farò tra poco o domani mattina.
La coscienza del cannibale, del carnivoro e del vegano è uguale, così come quella di Totò Riina, di Gino Strada e del presidente Mujica, ciò che li differenzia è la loro fede (la loro scelta di vita), che agisce sul libero arbitrio, che determina il desiderio ed il volere (per ciò il Papa, conscio e persuaso da questo concetto, ha chiesto che ognuno segua la propria coscienza, indipendentemente dal credo che si professa), anche se la coscienza gli propone qualcosa di completamente diverso, anche se apparentemente riescono a celare la sveglia accesa, l'allarme suonante, della loro coscienza


Citazione:
Chi l'ha stabilito per tutti e come? Come faccio a saperlo?
Perchè poi universali? Che ne sai degli altri eventuali mondi abitati?
Chiedilo alla tua coscienza, e sii leale nell'ascoltare la sua franca e non disinteressata risposta; nessuno potrà rispondere a questi "universali quesiti" se non la coscienza che parla al tuo Io, nessuno.
L'introspezione profonda, la meditazione larga, l'incontro con Sé stesso, è presente in ogni dottrina, religiosa o suppostamente atea.
Chiedigli se con il tuo vicino, con la tua metà di coppia, con i tuoi colleghi, con chiunque tu voglia interagire, quei sentimenti, quelle facoltà, da me descritte, sono condivisibili o se sono solo frutto della tua personale coscienza.


Citazione:
Se parto dalla tua tesi, sì,sì che è giustificata la morale insegnata dal gatto con gli stivali.
Siamo tutti qui a comportarci come cenerentola, cappuccetto rosso e il gatto con gli stivali. Altrimenti a che pro quelle favole?

Concordo pienamente con questa tua riflessione, più che appropriata, ma adesso sei entrato nella fede, hai lasciato il deposito di idee, sei in vivo e in diretto.
Ci si comporta moralmente come Cenerentola, Pinocchio o qualsiasi altro personaggio fiabesco, perché abbiamo fede nella loro favola, consegniamo totalmente e con piena fiducia la nostra identità, il chi vorrei essere ed il chi sono Io, a quella morale.
Quindi a te il merito di aver segnalato, con certezza logica e non solo filosofica, un'altra legge universale: tutti conformiamo la nostra morale a quella delle favole, nessun esente.


pace&bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 11-08-2014, 18.26.48   #122
SinceroPan
Ospite
 
L'avatar di SinceroPan
 
Data registrazione: 27-08-2008
Messaggi: 135
Riferimento: Che differenza c'è fra desiderare e volere?

per me il Libero Arbitrio è una Fede MetaFisica Extra Fenomenologica, perchè come diceva Kant ed oggi il Severino, per poter dimostrare di essere veramente liberi bisognerebbe poter tornare indietro nel tempo e fare la scelta che avevo escluso.. ma questo è impossibile.. quello che posso fare è fare ORA la scelta che ALLORA avevo escluso.. ma queste son due cose Diverse perchè Accadono in Tempi Diversi... la Fede nell'Arbitrio nasce dal Ricordo che ALLORA avevo pensato A or B e poi ho fatto A.. ed è il Ricordo di quell'Esitare che chiamo Libertà (a dir la verità Kant e Severino la spiegano con ragionamenti più dotti.. la mia è una personale traduzione in semplicese)..

che poi il Desiderio nasca dall'Inconscio mentre il Volere nasca dal Conscio mi sembra più che altro un giuoco di parole.. innanzitutto l'Inconscio nessuno lo ha mai visto.. è una Fede Metafisica come la Libertà... quello che noi Vediamo sono Comportamenti Esterni o Nostri Sentimenti Interni che Non Comprendiamo e che quindi ipotizziamo Causati da un Oscuro Profondo Altro-Io che Vive in Me e con Me..

inoltre: ammettendo che l' Inconscio Esista.. la Razionalità PotreBBE solo Calcolare la Diversa Efficacia dei Diversi Mezzi nel Raggiungere i Risultati Desiderati.. ma la Razionalità Non Sceglie.. chi Sceglie (o si Illude di Scegliere) è il Desiderio che Guarda il Ventaglio di Risultati Possibili Calcolati dalla Razionalità.. in sintesi : i Mezzi possono (talvolta) essere Razionali.. ma i Fini son sempre Irrazionali cioè In-Fondati..

mi viene in mente un pensiero di Aristotele : Facciamo Anche quello che Non Pensiamo.. ed uno più antico di Eraclito : l' Indole è Demoniaca all'Uomo.. diciamo che erano dei Freudiani Ante Litteram..

saluti a tutti.
.
SinceroPan is offline  
Vecchio 12-08-2014, 14.26.51   #123
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: Che differenza c'è fra desiderare e volere?

@CVC

Sono d'accordo con tutto il tuo pensiero, mi piacciono i dubbi e le meditazioni in cui mi fai crogiolare, ma senza la nostra richiesta d'aiuto a Dio, il giudizio morale personale sarà sempre viziato dalla morale che non è di Dio, ma solo umana.
E' il Mistero che illumina la conoscenza e non la conoscenza ad illuminare il Mistero.

Tu non vuoi chiedere ausilio al trascendente (addirittura sostieni di non essercene la ragione, anche se così facendo ostruisci l'intervento divino che t'indica la morale, e illumina la tua scelta morale), va bene, ma l'aiuto lo richiede solo chi è in un problema o ha una difficoltà, se tu ne hai e pensi di risolverli da solo, sei come il malato che preferisce curarsi da solo, con le indicazioni mediche e farmaceutiche su google, invece di chiedere l'intervento del dottore o dell'ambulanza.
Solo che le indicazioni di google a volte sono false o non idonee, e l'infermo muore, e sarà anche giustamente biasimato per la sua poca fiducia nell'ospedale.

Inoltre la volontà è determinata dal giudizio, ma opera solo attraverso la fede, è lei messa alla prova non il giudizio morale.
Se tu credi in quella particolare morale, saranno le opere a testimoniare per te, non il tuo giudizio; il mio giudizio morale può anche ritenere che un Jack lo squartatore deve essere condannato all'ergastolo, ed è giusto e necessario, ma la mia fede, in una morale extraterrestre, mi obbligherà (mettendomi alla prova) sempre a farmi oppore (l'opera), se necessario fino alla morte, affinché quel degenerato non venga impiccato.



Pace e Bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 14-08-2014, 08.53.50   #124
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Che differenza c'è fra desiderare e volere?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
@CVC

Sono d'accordo con tutto il tuo pensiero, mi piacciono i dubbi e le meditazioni in cui mi fai crogiolare, ma senza la nostra richiesta d'aiuto a Dio, il giudizio morale personale sarà sempre viziato dalla morale che non è di Dio, ma solo umana.
E' il Mistero che illumina la conoscenza e non la conoscenza ad illuminare il Mistero.

Tu non vuoi chiedere ausilio al trascendente (addirittura sostieni di non essercene la ragione, anche se così facendo ostruisci l'intervento divino che t'indica la morale, e illumina la tua scelta morale), va bene, ma l'aiuto lo richiede solo chi è in un problema o ha una difficoltà, se tu ne hai e pensi di risolverli da solo, sei come il malato che preferisce curarsi da solo, con le indicazioni mediche e farmaceutiche su google, invece di chiedere l'intervento del dottore o dell'ambulanza.
Solo che le indicazioni di google a volte sono false o non idonee, e l'infermo muore, e sarà anche giustamente biasimato per la sua poca fiducia nell'ospedale.

Inoltre la volontà è determinata dal giudizio, ma opera solo attraverso la fede, è lei messa alla prova non il giudizio morale.
Se tu credi in quella particolare morale, saranno le opere a testimoniare per te, non il tuo giudizio; il mio giudizio morale può anche ritenere che un Jack lo squartatore deve essere condannato all'ergastolo, ed è giusto e necessario, ma la mia fede, in una morale extraterrestre, mi obbligherà (mettendomi alla prova) sempre a farmi oppore (l'opera), se necessario fino alla morte, affinché quel degenerato non venga impiccato.



Pace e Bene
La fede è una componente del coraggio ed è quindi indispensabile alla vita ed all'essere. Ma abbracciare una fede religiosa significa subordinare il proprio pensiero a delle convinzioni precostituite che pretendono di essere accettate in toto. Anche la filosofia indica dei modi di pensare che obbligano ad accettare dei dogmi e dei ragionamenti già elaborati da altri. Ma la filosofia non mi impedisce mai di mettere in discussione in ogni momento ciò che prendo per vero, inoltre uno può essere eclettico, prendere parte di una cosa senza per questo dover accettare tutto, permettendo al proprio pensiero di evolversi, di aggiornarsi continuamente con ciò che di nuovo si apprende. A me non va di accettare o no delle cose solo perché così ha deciso il concilio vaticano. Non mi va di subordinare la mia vita ad una trascendente vita futura. Non mi va di pensare che chi uccide e fa a pezzi altre persone sia un uomo che si possa recuperare. Non mi va di condannare il preservativo, l'eutanasia, l'omosessualità, la fecondazione assistita, la clonazione di cellule staminali. Non mi va di pensare che ci sia un albero della conoscenza del bene e del male di cui non si debbano mangiare I frutti. Non mi va di pensare che otto miliardi di persone derivino da Adamo ed Eva e che dobbiamo ancora crescere e moltiplicarci. Non mi va di pensare che ci sia un Dio che manda suo figlio a farsi fustigare dall'uomo, perché l'uomo è cattivo e ciò rende Dio triste. Lui che aveva creato l'uomo a sua immagine e somiglianza
Preferisco sforzarmi di ragionare il più possibile sulle cose e vedere dove mi porta la mia ragione
CVC is offline  

 



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