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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 04-02-2015, 23.12.43   #21
acquario69
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Personalmente credo che: la POTENZA Capitalistica e Tecnica Accelerata è Molto ma Molto più Veloce della Crescita della Auto-Coscenza Collettiva PLANETARIA (una Parte NON BASTA: verrebbe espulsa). Questo è il Circolo Vizioso in cui siamo entrati.

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L'unica Eventuale Possibilità di Rallentare la corsa alla Crescita QUANTITATIVA potrebbe FORSE avvenire SOLO QUANDO la STRA-GRANDE MAGGIORANZA del Ceto Medio Mondiale (inclusi Terzo e Quarto Mondo) si Trovasse di Fronte ad una Cristi Occupazionale/Ambientale EPOCALE. Ma NON PRIMA. E cmq dubito pure che tale situazione basterebbe a far aprire gli occhi.

Citazione:
Sì, lo sò che è Orribile ciò che Credo. Ma Credo che Logicamente, Ontologicamente, Antropologicamente, MacroEconomicamente, MacroFinanziariamente, MacroTecnologicamente => Andrà Così.
A questo punto mi son chiesto: ma qual FINE il DESTINO ci Porta Lì ?
L'abbozzo di risposta che mi son dato è: il DESTINO dell'UMANITA' è la Ri-UNIFICAZIONE PLANETARIA (l'Uno di Parmenide ?).
E la RI-UNIFICAZIONE è AHIME' sinonimo di CONCENTRAZIONE cioè CONTROLLO cioè IL-LIBERTA'.


si e' cominciati col "Tutto ha un prezzo" analizzando di seguito le cause e le concause,che poi si riversano a tutti gli effetti sulla vita pratica di chiunque.
mano a mano il discorso si e' sempre più ampliato fino ad arrivare alla "ciclicità"
quello che a mio parere fai sulle considerazioni della ciclicità non fa una piega,ma se proviamo ad allargare ancora di più il concetto si potrebbe arrivare ad altre "conclusioni" che integrano quanto dici.

si e' preso in esame la nostra civiltà (modello di civiltà) che ipotizziamo sia nata 3-4000 anni fa,questa attuale e' la finestra storica di cui parli, l'inizio del tramonto..ma io non lo vedrei solo come un tramonto definitivo (la fine)…si la fine,pero per questo modello di civiltà.
quante civiltà prima delle nostre non hanno percorso,magari in forme diverse lo stesso iter "nascita e morte"?

a un certo punto parli di destino dell'umanità come riunificazione planetaria (l'uno di parmenide?..io direi il raggiungimento dell'uno-"minuscolo",la sua parodia,che va nella direzione e nel senso esattamente opposto…hai presente il simbolo del triangolo rovesciato?) come concentrazione finale di tutto il procedimento.
per me questa e' la chiusura di QUESTO ciclo,che secondo me gli darei la definizione di ciclo dell'ego,della "quantità" a scapito della "qualità" (il regno della quantità-Kali yuga)
da un punto di vista metafisico la fine coincide SEMPRE con l'inizio di qualcos'altro…

in un altro post scrivo:
ma non e' altresì vero che dal punto più oscuro della notte altro non e' che il punto di inizio di un nuovo giorno di luce?

se e' vero che il destino di questa civiltà debba finire (ed abbiamo visto logicamente che le cose non possono andare altrimenti),di sicuro qualcosa gli deve subentrare,magari qualcosa che noi ora facciamo pure una certa fatica ad immaginarlo,ma l'assunto metafisico non può sbagliare…ritorno alla domanda di prima: quante civiltà,modelli di civiltà prima delle nostre sono "nate e morte" in un ciclo che di per se non può avere fine?

Ultima modifica di acquario69 : 05-02-2015 alle ore 03.00.56.
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Vecchio 05-02-2015, 09.20.53   #22
CVC
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SinceroPan, se partiamo dal punto di vista che il futuro dovrà essere in un cero modo, ci perdiamo gran parte dello spettacolo, non credi? Se non sbaglio uno dei concetti-chiave dell'evoluzione è che tanti piccoli cambiamenti si sommano per produrre cambiamenti importanti che verranno poi ereditati dai discendenti della specie in linea con la necessità di adattamento. Che l'avidità sia un carattere pesantemente presente nell'animo della nostra specie non c'e dubbio, ma che debba essere il punto di arrivo della storia dell'umanità, è tutto da vedere. Come dice Francesco, se ci togliamo la speranza, ben poco ci rimane.
Io credo che l'avidità sia una patologia psichica che, come tale, agisce a livello inconscio. Pertanto occorre averla sempre davanti agli occhi in maniera evidente, così da poterla fronteggiare a livello cosciente. È perciò è utile il tuo quadro disilluso della società umana ma, forse, il senso dell'uomo è proprio quello di rinascere dalle sue ceneri.
Siamo cauti a dare degli illusi a quelli che parlano di decrescita felice o di sostituire la condivisione alla proprietà privata. Certo l'umanità non è ancora preparata, ma chi può dire se il futuro sia loro o dei famelici manager cinici, cupidi, spietati e arroganti? Io credo che non lo sappiamo. Si procederà nella direzione che esige l'adattamento, finché vita ci sarà.
Ma visto che anche le profezie hanno la loro suggestione e il loro fascino, forse si è avverata quella di Le Bon: siamo nell'era della psicologia delle masse. La mentalità della massa si allarga come l'effetto delle radiazioni proporzionalmente rispetto al tempo, grazie soprattutto ai media ed alle lusinghe del benessere, rendendoci tutti mansueti, obbedienti, monodirezionali, manipolabili e, in una parola, schiavi, con il suo effetto ipnotico. Di conseguenza anche stupidi.
Ma la coscienza è sempre lì, pronta ad essere risvegliata dal sonno, a risorgere dalle sue ceneri.
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Vecchio 05-02-2015, 12.31.58   #23
SinceroPan
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[/i]

si e' preso in esame la nostra civiltà (modello di civiltà) che ipotizziamo sia nata 3-4000 anni fa,questa attuale e' la finestra storica di cui parli, l'inizio del tramonto..ma io non lo vedrei solo come un tramonto definitivo (la fine)…si la fine,pero per questo modello di civiltà.
quante civiltà prima delle nostre non hanno percorso,magari in forme diverse lo stesso iter "nascita e morte"?

a un certo punto parli di destino dell'umanità come riunificazione planetaria (l'uno di parmenide?..io direi il raggiungimento dell'uno-"minuscolo",la sua parodia,che va nella direzione e nel senso esattamente opposto…hai presente il simbolo del triangolo rovesciato?) come concentrazione finale di tutto il procedimento.
per me questa e' la chiusura di QUESTO ciclo,che secondo me gli darei la definizione di ciclo dell'ego,della "quantità" a scapito della "qualità" (il regno della quantità-Kali yuga)
da un punto di vista metafisico la fine coincide SEMPRE con l'inizio di qualcos'altro…

in un altro post scrivo:
ma non e' altresì vero che dal punto più oscuro della notte altro non e' che il punto di inizio di un nuovo giorno di luce?


ciao

credo di capire cosa intendi.. credo che tu abbia letto Guenon ed il suo "il Regno della Quantità ed il Segno dei Tempi Moderni".. parla del processo di Solidificazione cioè di Trasformazione della Qualità in Quantità Pura (ed il $ quale Quantificatore Universale ne è un Simbolo Nefasto) sino all'Implosione.. MA POI si Ri-Parte con un Nuovo Universo col 99% di Qualità.. e POI Ri-Degrada tutto.. all'OO..

affascinante e potrebbe anche essere così oppure no..
nessuno lo sa..

per esempio il Severino AntiNichilista (che ha scritto un bellissimo libro intitolato "Capitalismo senza Futuro") propone un'altra tesi.. alla fine il Nichilismo verrà Smascherato.. la Volontà di Potenza si Capirà che è Illusoria.. perchè Tutto è Eterno.. questo Istante in cui Io e Te (Diversi ma NON Separati: lui la chiama Struttura Originaria del Tutto) Esisteva Già da Sempre ed Esisterà per Sempre..

l'analisi che avevo proposto io si fermava a "ciò che può essere logicamente condivisibile da molti di noi se ci ragioniamo a mente fredda".. mentre gli OPPOSTI Guenon (il Tempo degli Universi è Ciclico) VS Severino (il Tempo, sia Ciclico sia Lineare, è una Illusione che è Destinata a Finire) fanno ipotesi molto stimolanti.. ma che implicano un Grado di Fede Superiore al piano Immanente Logico su cui io mi ero attenuto.. in pratica ho Isolato nella mia analisi il Tratto Comune tra Severino e Guenon.. poi i 2 si Divaricano..
.


-
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Vecchio 05-02-2015, 14.37.17   #24
acquario69
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A prescindere da come andrà sempre meglio arrivare fino in fondo,sempre e comunque,anche all'estremo se necessario! (opinione personale s'intende) anziche nascondersi dietro a un ridicolo dito.
..e devo dire che a me ha fatto l'effetto apparentemente paradossale di aver acquisito in LIBERTA!...come di aver aperto una porta e accorgersi che la porta nemmeno esisteva.
anche in questo senso "Tutto ha un prezzo"

..evidentemente ce senso a Tutto ..nulla va "perso" !
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Vecchio 05-02-2015, 18.54.15   #25
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Originalmente inviato da paul11
.....allora la ricetta è:

-abolizione della proprietà privata
-abolizione della successione ereditaria
-abolizione dell'interesse economico
-abolizione degli istituti giuridici che hanno permesso la distinzione della responsabilità fra personalità giuridica e persona fisica,che hanno sancito in diritto il privilegio di casta economica e politica.

Stati federati con scopo il dissolvimento degli Stati nazionali.
Passaggio dalla democrazia rappresentativa a quella diretta.
Utilizzo di tutte le tecnologie soprattutto nelle infrastrutture.

Nell'attuale economia fondata sulla disoccupazione umana strutturale , per abbassare la conflittualità e contenere le spinte rivendicative salariali la ricetta è :
-Si lavora tutti e si lavora meno, cioè riduzione d'orario
generalizzato.

Economia fondata sulla compatibilità delle risorse e dell'ambiente cioè il bilancio energetico deve essere in pareggio, per cui l'ottimizzazione delle risorse tecniche e tecnologiche servirebbero all'umanità e non come antagonismo come nel luddismo della prima rivoluzione industriale dove la tecnologia, come oggi, è sostituzione del lavoro umano = disoccupazione= mancanza di reddito.

La finalità è la felicità umana e non lo sfruttamento. Il merito e cioè la diversità retributiva deve essere contenuta in parametri: basta a uomini che hanno accumulato ricchezze per centinaia di generazioni mentre altri non sanno se mangeranno a cena questa sera.

Diagnosi perfetta. La condivido in pieno.

Però il cancro non si può curare con dei pannicelli caldi o col "metodo Di Bella" (non ti sto attribuendo questa affermazione; sto solo pensando al passaggio dalla diagnosi alla terapia; quanto alla prognosi, per mio conto é riservatissima). A volte sono necessarie operazioni chirurgiche dolorosissime, mutilantissime e rischiosissime e terapie mediche che comportano inevitabili, pesanti effetti collaterali.

Infatti credo che la terapia sia necessariamente (come conditio sine qua non per guarire) una rivoluzione sociale, cioé l' abolizione del potere attuale del capitale monopolistico finanziario transnazionale e la conquista di esso da parte del proletariato (e a conferma di ciò rilevo che dopo la vitoria della controtrivoluzione grbyano-etsiniano-woytiliana stiamo rapidamente regredendo all' ottocento (o per essere più precisi al prima del 1917: non mi stupirei affatto se prima o poi un qualche Renzi o Draghi o Monti proponesse come cosa giusta e ragionevole la reintroduzione del lavoro minorile; anzi non vorrei involontariamente averglielo suggerito ...meno male che incolti e ignoranti come sono non frequentano certamente questo forum!).

Ma, a parte il fatto che si tratterebbe comunque di un processo durissimo, estremamente violento e non privo di sofferenze, errori e contraddizioni (il che non lo renderebbe per me meno giusto e necessario, anche solo per evitare la distruzione del genere umano: per sperare di guarire da un cancro si deve essere disposti a soffrire molto!) sono comunque molto pessimista in proposito (i grandi Marx ed Engels nel Manifesto del 1848 consideravano come esito possibile di ogni fase epocale della lotta di classe non solo l' instaurazione di più civili assetti sociali ma anche, in alternativa, "la rovina comune delle classi in lotta"; che oggi, stanti i livelli raggiunti dalle forze produttive -e/o distruttive- umane, si identificherebbe tout court con l' "estinzione dell' umanità prematura e di sua propria mano").

Ciò non toglie che senta il dovere di continuare a lottare, se non altro per "vendere cara la pelle" come umanità, oltre al fatto che "fin che c' é vita c' é speranza".

Ultima modifica di sgiombo : 05-02-2015 alle ore 19.51.09.
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Vecchio 05-02-2015, 19.24.50   #26
SinceroPan
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Originalmente inviato da CVC

Siamo cauti a dare degli illusi a quelli che parlano di decrescita felice o di sostituire la condivisione alla proprietà privata. Certo l'umanità non è ancora preparata, ma chi può dire se il futuro sia loro o dei famelici manager cinici, cupidi, spietati e arroganti? Io credo che non lo sappiamo.


ciao CVC

Hari Seldon, scienziato, inventore della PsicoStoria nella Trilogia Fanta-Scientifica di Asimov, diceva: non è possibile prevedere il comportamento di un piccolo numero di viventi (umani e non), o prevedere i dettagli, o prevedere i tempi certi in cui le cose avverranno.. ma è possibile prevedere dove la tendenza di lunghissimo periodo di miliardi di esseri viventi ci porterà..

il nostro futuro individuale (e la Speranza Individuale) potrebbe essere bello anche se il mondo và in malora o viceversa.. l'Italia potrebbe scamparla a questo giro e declinare fra 50 anni mentre la Germania che oggi si sente forte potrebbe all'improvviso cader giù..

ma Io Credo che il Destino della Massa nel lungo periodo sia segnato..
PERCHE' ? perchè secondo me non dipende dall'egoismo di soli 1000 super manager capitalisti cinici.. Logicamente lo considero una specie di ScaricaBarile che di solito la gente fa verso i "POCHI cattivi che rovinano tutto".. x me la CAUSA LOGICA è l'egoismo (spirito di sopravvivenza INDIVIDUALE) di ben 7 miliardi di persone con evidenti conflitti di interessi tra di loro (inclusi NOI che facciamo benzina tutti i giorni anche se sappiamo benissimo che stiamo finanziando una multinazionale che si è comprata qualche dittatore che brutalizza molta gente LONTANA da NOI. ED a parte invertite i Brutalizzati farebbero lo Stesso con NOI Occidentali. Non siamo nè peggiori nè migliori)..

Per cambiar le cose bisognerebbe che almeno 5 miliardi di persone quasi contemporaneamente in tutto il mondo cambiasse, inconsciamente e consciamente, modo di vivere (vedi i svariati esempi elencati nei post precedenti, ed in particolare le considerazioni sulle 2 guerre mondiali)
: personalmente assegno a questo evento la stessa probabilità che Hari Seldon si materializzi qui ed ora davanti a me..
.
La Filosofia ha di Suo Proprio la caratteristica di Dire ciò che Crede Vero Al Di Là del Bello e Del Brutto, del Bene e Del Male..
il Filosofo non ha Paura di Guardar la Creduta Verità..


ed anche il Padre Nostro, la più bella preghiera di tutte, l'unica insegnataci direttamente da Gesù, dice :"ma (TU DIO) non ci indurre in tentazione e liberaci dal male".. ovvero nella mia interpretazione: c'è Qualcosa di Più Potente dell'Individuo (il DIO in questo caso ; il DESTINO per Severino) che "ci fa credere di esser liberi anche se non lo possiamo essere".. ed io stesso ora non mi considero libero di scriverti cosa stò scrivendo.. e non ti considero libero di reagire come stai reagendo..

il Prezzo della Auto-Coscienza del Destino è Vivere Sapendo di Dover Necessariamente Errare..
il Prezzo della Non-Auto-Coscienza del Destino è Vivere Illudendosi di POTER Cambiare il Mondo..
parafrasando il tuo titolo: TUTTO HA UN PREZZO..

con riferimento alla Libertà Ontologica c'è una bella discussione su Determinismo/Casualità.. se hai voglia dacci un occhio..

questa mia Visione Destinataria e Funesta nel Lungo T. per il Globo, nella mia vita di tutti i giorni, almeno sino ad ora, si abbina ad un carattere che molto spesso ride, scherza, ironizza, ed autoironizza, talvolta pur essendo del 69 la gente (che quasi mai sa che penso le cose che vi ho scritto) mi chiama Peter Pan o Pierino la Peste.. spesso mi capita che molta gente triste o grigia si avvicini a me perchè gli piace vedermi giuocare: non conoscono il lato che conoscete voi.. ed ENTRAMBI i lati sono VERI.. NON c'è MENZOGNA.. ci son solo PARZIALI VERITA'..
forse a qualcosa di Simile allude l'ultimo intervento di Acquario quando dice che per Lui l'Aver Intuito il Destino lo ha Reso Più Libero di Prima (in termini di Sensazione/Sentimento: NON in termini Logico/Metafisici)

.
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Vecchio 05-02-2015, 21.01.39   #27
Davide M.
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ciao CVC

Hari Seldon, scienziato, inventore della PsicoStoria nella Trilogia Fanta-Scientifica di Asimov, diceva: non è possibile prevedere il comportamento di un piccolo numero di viventi (umani e non), o prevedere i dettagli, o prevedere i tempi certi in cui le cose avverranno.. ma è possibile prevedere dove la tendenza di lunghissimo periodo di miliardi di esseri viventi ci porterà..

il nostro futuro individuale (e la Speranza Individuale) potrebbe essere bello anche se il mondo và in malora o viceversa.. l'Italia potrebbe scamparla a questo giro e declinare fra 50 anni mentre la Germania che oggi si sente forte potrebbe all'improvviso cader giù..

ma Io Credo che il Destino della Massa nel lungo periodo sia segnato..
PERCHE' ? perchè secondo me non dipende dall'egoismo di soli 1000 super manager capitalisti cinici.. Logicamente lo considero una specie di ScaricaBarile che di solito la gente fa verso i "POCHI cattivi che rovinano tutto".. x me la CAUSA LOGICA è l'egoismo (spirito di sopravvivenza INDIVIDUALE) di ben 7 miliardi di persone con evidenti conflitti di interessi tra di loro (inclusi NOI che facciamo benzina tutti i giorni anche se sappiamo benissimo che stiamo finanziando una multinazionale che si è comprata qualche dittatore che brutalizza molta gente LONTANA da NOI. ED a parte invertite i Brutalizzati farebbero lo Stesso con NOI Occidentali. Non siamo nè peggiori nè migliori)..

Per cambiar le cose bisognerebbe che almeno 5 miliardi di persone quasi contemporaneamente in tutto il mondo cambiasse, inconsciamente e consciamente, modo di vivere (vedi i svariati esempi elencati nei post precedenti, ed in particolare le considerazioni sulle 2 guerre mondiali)
: personalmente assegno a questo evento la stessa probabilità che Hari Seldon si materializzi qui ed ora davanti a me..
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La Filosofia ha di Suo Proprio la caratteristica di Dire ciò che Crede Vero Al Di Là del Bello e Del Brutto, del Bene e Del Male..
il Filosofo non ha Paura di Guardar la Creduta Verità..


ed anche il Padre Nostro, la più bella preghiera di tutte, l'unica insegnataci direttamente da Gesù, dice :"ma (TU DIO) non ci indurre in tentazione e liberaci dal male".. ovvero nella mia interpretazione: c'è Qualcosa di Più Potente dell'Individuo (il DIO in questo caso ; il DESTINO per Severino) che "ci fa credere di esser liberi anche se non lo possiamo essere".. ed io stesso ora non mi considero libero di scriverti cosa stò scrivendo.. e non ti considero libero di reagire come stai reagendo..

il Prezzo della Auto-Coscienza del Destino è Vivere Sapendo di Dover Necessariamente Errare..
il Prezzo della Non-Auto-Coscienza del Destino è Vivere Illudendosi di POTER Cambiare il Mondo..
parafrasando il tuo titolo: TUTTO HA UN PREZZO..

con riferimento alla Libertà Ontologica c'è una bella discussione su Determinismo/Casualità.. se hai voglia dacci un occhio..

questa mia Visione Destinataria e Funesta nel Lungo T. per il Globo, nella mia vita di tutti i giorni, almeno sino ad ora, si abbina ad un carattere che molto spesso ride, scherza, ironizza, ed autoironizza, talvolta pur essendo del 69 la gente (che quasi mai sa che penso le cose che vi ho scritto) mi chiama Peter Pan o Pierino la Peste.. spesso mi capita che molta gente triste o grigia si avvicini a me perchè gli piace vedermi giuocare: non conoscono il lato che conoscete voi.. ed ENTRAMBI i lati sono VERI.. NON c'è MENZOGNA.. ci son solo PARZIALI VERITA'..
forse a qualcosa di Simile allude l'ultimo intervento di Acquario quando dice che per Lui l'Aver Intuito il Destino lo ha Reso Più Libero di Prima (in termini di Sensazione/Sentimento: NON in termini Logico/Metafisici)

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Non solo modo di vivere, ma prima di ogni cosa modo di pensare, perché la prassi è sempre effetto. Agere sequitur esse. La tua visione, benché funesta, è assolutamente logica, non solo probabilissima, ma io ritengo, proprio in quanto tale, necessaria. Se così andrà, così doveva andare. Hai fatto un intervento eccezionale, Piero
Davide M. is offline  
Vecchio 06-02-2015, 01.06.40   #28
paul11
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Diagnosi perfetta. La condivido in pieno.

Però il cancro non si può curare con dei pannicelli caldi o col "metodo Di Bella" (non ti sto attribuendo questa affermazione; sto solo pensando al passaggio dalla diagnosi alla terapia; quanto alla prognosi, per mio conto é riservatissima). A volte sono necessarie operazioni chirurgiche dolorosissime, mutilantissime e rischiosissime e terapie mediche che comportano inevitabili, pesanti effetti collaterali.

Infatti credo che la terapia sia necessariamente (come conditio sine qua non per guarire) una rivoluzione sociale, cioé l' abolizione del potere attuale del capitale monopolistico finanziario transnazionale e la conquista di esso da parte del proletariato (e a conferma di ciò rilevo che dopo la vitoria della controtrivoluzione grbyano-etsiniano-woytiliana stiamo rapidamente regredendo all' ottocento (o per essere più precisi al prima del 1917: non mi stupirei affatto se prima o poi un qualche Renzi o Draghi o Monti proponesse come cosa giusta e ragionevole la reintroduzione del lavoro minorile; anzi non vorrei involontariamente averglielo suggerito ...meno male che incolti e ignoranti come sono non frequentano certamente questo forum!).

Ma, a parte il fatto che si tratterebbe comunque di un processo durissimo, estremamente violento e non privo di sofferenze, errori e contraddizioni (il che non lo renderebbe per me meno giusto e necessario, anche solo per evitare la distruzione del genere umano: per sperare di guarire da un cancro si deve essere disposti a soffrire molto!) sono comunque molto pessimista in proposito (i grandi Marx ed Engels nel Manifesto del 1848 consideravano come esito possibile di ogni fase epocale della lotta di classe non solo l' instaurazione di più civili assetti sociali ma anche, in alternativa, "la rovina comune delle classi in lotta"; che oggi, stanti i livelli raggiunti dalle forze produttive -e/o distruttive- umane, si identificherebbe tout court con l' "estinzione dell' umanità prematura e di sua propria mano").

Ciò non toglie che senta il dovere di continuare a lottare, se non altro per "vendere cara la pelle" come umanità, oltre al fatto che "fin che c' é vita c' é speranza".

Ciao Sgiombo.
Rispondo a te e nello stesso tempo ai convenuti di questa discussione.

la colpa non è di un destino o di logiche o di ruote cicliche di chissà che cosa. le colpe sono solo nostre.
Respiro la fabbrica industriale da più di trentacinque anni, ho conosciuto analfabeti che credevano in qualcosa e ora acculturati senza midollo, perchè non hanno capito la forza di quel "credere" in qualcosa nonostante tutto. Le civiltà finiscono quando è decadente la coscienza e non per logiche metafisiche o divinatorie, queste rappresentano semplicemente il luogo della sublimazione delle nostre coscienze.
Io sono stato alle assemblee dell'Italsider ,della Fiat ,dell'Alfa di Arese nei primi anni "Ottanta" e ho visto volare cuscinetti a sfera ad altezza d'uomo verso i palchi di coloro che svendevano diritti e vite in nome di una responsabilità di sopravvivenza dell'impresa.

Ho capito che i dominati sono simili ai loro dominatori, perchè l'invidiano. Il comunismo è morto quando il "proletario" è diventato proprietario, una vita di sudore si dice e così la proprietà è diventata la vita e la difende paradossalmente non prolificando più, e invece della nostra vera vita cosa ne facciamo? Ho capito che i l denaro e il potere sono i più potenti mezzi di persuasione che vincono la morale.
Ho capito che il datore aveva capito che io avevo capito:allora ero pericoloso, perchè creavo coscienza dando conoscenza Perchè se capisci i processi e come fanno i soldi allora capisci come negli scacchi le prossime mosse, sai prevederli .
L'elucubrazioni mentali di destini metafisici di eterni ritorni, sono la quiescienza della coscienza, ci conviene dire che non siamo liberi per non prenderci ognuno la propria responsabilità, siamo noi umani ha essere corrotti e corruttibili e diamo colpe esterne sublimando quella colpa in un sistema,spostando quindi il nostro errore in una logica che la logica non ha, perchè siamo noi a fare la storia, siamo noi che decidiamo la nostra vita, certamente nelle condizioni ambientali , negli ambiti che precludono una libertà diciamo così assoluta. ma se già noi pensiamo di essere dentro un destino allora siamo la pecora che va al macello sentendo l'odore del sangue delle altre pecore, allora siamo come nei lager aspettando che un giorno o l'altro sarà il nostro turno.
In verità è che pensiamo che ce lo stiamo meritando; quando una civiltà decide la sua eutanasia culturale non fa altro che aspettare, attendere sulla riva del fiume.

La morale necessità di una libertà. Il determinismo, l'indeterminismo, la fisica classica e quantistica, scaturiscono dallo stesso luogo che partoriisce la cultura, quella stessa libertà di decidere della realtà delle logiche .Severino nega la libertà e allora perchè ha scritto quello che ha scritto se non fosse stato libero di pensarlo? Siete in contraddizione . Ogni semantica ,ogni sintassi scaturisce dalla libertà di costruire una realtà e rappresentarla. Il fanatico dell'Isis crede in quello che fa e non è necessario che conosca o sia nel giusto, la sua forza sta in quel credere. La fabbrica mi ha insegnato ciò che la cultura non potrà mai darmi da sola, la differenza fra un operaio analfabeta che crede fortemente e un acculturato ingegnere con tanto di master supino e meschino verso il suo capo e carrierista. Era più vincente il primo e faceva paura perchè indomabile e questo ha segnato la storia.
paul11 is offline  
Vecchio 06-02-2015, 09.34.16   #29
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SinceroPan, come ho detto l'egoismo è uno dei caratteri presenti nell'animo umano e che probabilmente non si può eliminare completamente. È uno strumento dello spirito di sopravvivenza. Se succede una catastrofe, chi deve prestare i soccorsi deve pensare anche alla sua incolumità, altrimenti se muore non può più salvare nessuno. Questo sebbene uno slancio di altruismo potrebbe portarlo a disinteressarsi di sé. Si sono viste situazioni disperate dove chi attendeva i soccorsi era pronto a calpestare i bambini o a corrompere i soccorritori per salvarsi. Sì, l'egoismo è una componente dell'animo umano, ma vogliamo ridurre l'uomo a questo? L'uomo è egoista, ma è anche tante altre cose. Attenzione a non cadere nella tentazione di cedere alle lusinghe del cinismo o, meglio, del machiavellismo. Non mi riferisco certamente a te, parlo in generale. Ma si vede gente che ragiona come di seguito. Le multinazionali sono un covo di ladri, quindi è lecito andare in un centro commerciale e trafugare ciò che si può. Oppure, le donne sono tutte infedeli, quindi le userò come oggetti. O ancora, come scrive il maestro, gli uomini reagiscono più all'impeto che al rispetto, quindi al diavolo la morale tanto vince il più forte e la storia la raccontano i vincitori.
Si, l'uomo è anche egoista, e non mi pare una grande scoperta. Il vero pericolo è il cinismo che può derivare da questo giudizio

P.S.
Intendo cinismo in senso machiavellico e non diogeniano.
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Vecchio 06-02-2015, 11.24.18   #30
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Paul11, ho trovato il tuo ultimo intervento molto profondo e, se mi permetti, lo interpreto nel modo seguente. Il progredire della scienza, della conoscenza, della tecnologia, ecc., ci allontanano dalla conoscenza dell'uomo inteso come interiorità, come valore immateriale, come anima. Non voglio però affermare che qui ci sia una conseguenzialità. Non è che il progresso implichi necessariamente uno svilimento dell'umanità, è vero invece che, per qualche ragione, noi interpretiamo le cose in questo modo. Il progresso ci porta a buttare via il bambino con l'acqua sporca, tanto da far dire ad un Pavlov, che per lo scienziato il concetto di anima è solo un impiccio, un ostacolo, un fastidio. Certamente non tutti gli scienziati la pensano così, ma tale suggestione ha un effetto pernicioso che porta gran parte o quasi la totalità dell'opinione comune ad adeguarvisi.
Ora io dico, chi può dire se siano stati maggiori i benefici che il concetto di anima ha portato all'umanità oppure quelli derivanti dalle scoperte di Pavlov?
Nessuno io credo. E qui c'è il fulcro del problema: il progresso scientifico ci sta portando a rigettare il nostro patrimonio culturale umano. Ma come ripeto, non si tratta di un fatto necessario, ma più dovuto alla comodità, alla pigrizia mentale, a quell'ottusità derivante dalla divisione del lavoro, laddove i benefici che ne conseguono dovrebbero essere in parte investiti nella pedagogia, nella psicagogia e nell'etica. Sempre che ci ricordiamo ancora di queste parole. Se per un po' di progresso ci vendiamo l'anima, non è un buon affare.
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