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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 26-08-2004, 13.35.06   #81
Giulma
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Messaggio originale inviato da epicurus
non comprendo il significato di 'Essere' e di 'Assoluto', puoi spiegarmelo.

per quanto riguarda il mentale etc..., se vedi il mio post precedente comprenderai come io vedo la realta`, in modo molto 'spontaneo'.



Per essere intendo l'essere senziente, cioè noi, ogni essere che ha una coscienza. Per Assoluto intendo oltre ilconcetto di Dio.

Per quanto riguarda la seconda tua affermazione, ho letto il tuo post precedente:

sei intelligente, hai una aperta mentale molto buona, e sei anche una persona generosa. Che ne dici?

Ma la realtà non è solo quella che vedi: purtroppo quella, è solo una piccolissima parte e anche molto distorta.

Lo vedi il collegamenti tra ogni evento che succede nel mondo, nel mondo? Il collegamento, quello che non si vede, ...

Immagina la cosa più brutta che ti sia successa nella tua vita, che tu definisci tale, quella che veramente ti ha fatto star male. Cosa vedi in quella cosa, analizzala, come un vero scienziato. Dimmi cosa ci vedi di buono.

La vedi l'interdipendenza di ogni fenomeno e il noumeno? Le leggi invisibili che stanno sotto ogni azione?

Lo conosci il tuo percorso evolutivo? Lo sai che stai immerso in un percorso evolutivo (come tutti) e ti trovi in un preciso momento, un punto della retta di infiniti punti, che si chiama Universo (questo, di adesso), ecc..., ecc...



Ciao, Giulio
Giulma is offline  
Vecchio 26-08-2004, 16.18.53   #82
epicurus
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Messaggio originale inviato da Giulma
Per essere intendo l'essere senziente, cioè noi, ogni essere che ha una coscienza. Per Assoluto intendo oltre ilconcetto di Dio.

il concetto di essere l'ho capito ("ogni essere che ha una coscienza"), ma devi entrare nel dettaglio per spiegarmi cosa intendi per "Assoluto".

Citazione:
Per quanto riguarda la seconda tua affermazione, ho letto il tuo post precedente:

sei intelligente, hai una aperta mentale molto buona, e sei anche una persona generosa. Che ne dici?

stai scherzando? cosa intendi dire?

Citazione:
Ma la realtà non è solo quella che vedi: purtroppo quella, è solo una piccolissima parte e anche molto distorta.

so che la realta` non e` solo quella percepibile, sul resto pero` non mi pronuncio.

Citazione:
Lo vedi il collegamenti tra ogni evento che succede nel mondo, nel mondo? Il collegamento, quello che non si vede, ...

dove voi arrivare?

Citazione:
Immagina la cosa più brutta che ti sia successa nella tua vita, che tu definisci tale, quella che veramente ti ha fatto star male. Cosa vedi in quella cosa, analizzala, come un vero scienziato. Dimmi cosa ci vedi di buono.

che e` passata... (ma cosa dovrei vederci secondo te?)

Citazione:
La vedi l'interdipendenza di ogni fenomeno e il noumeno? Le leggi invisibili che stanno sotto ogni azione?

anche qui: dove vuoi arrivare?

Citazione:
Lo conosci il tuo percorso evolutivo? Lo sai che stai immerso in un percorso evolutivo (come tutti) e ti trovi in un preciso momento, un punto della retta di infiniti punti, che si chiama Universo (questo, di adesso), ecc..., ecc...

certo che lo so, e condivido.


epicurus
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Vecchio 26-08-2004, 17.07.04   #83
Giulma
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Messaggio originale inviato da epicurus
il concetto di essere l'ho capito ("ogni essere che ha una coscienza"), ma devi entrare nel dettaglio per spiegarmi cosa intendi per "Assoluto".


...





“il concetto di essere l'ho capito ("ogni essere che ha una coscienza"), ma devi entrare nel dettaglio per spiegarmi cosa intendi per "Assoluto".”


Le parole non possono descrivere ciò che può essere solo realizzato. Tuttavia, le possiamo utilizzare come strumento tanto per dire qualcosa. Ciò che più si avvicina per me al concetto di Assoluto è l’idea (e sempre un idea eh, dunque limitativa, ricorda) che è nel buddismo, quello teorico di un certo livello (il buddismo della Totalità, ad esempio) di Nulla, ma un Nulla contenitore del Tutto. Questa visione propria del buddismo è molto profonda e interessante, e credo che non ci sia altro modo per esprimere un concetto dell’Assoluto a parole, visto che tutte le parole di tutto l’universo non lo descriverebbero. A queste aggiungine infinite altre. Il Buddha disse:

Vacuità della vacuità.

A prescindere da quello a cui uno crede o sente, ricordati solo una cosa, e prendila come informazione (per tutti):

questa espressione che in apparenza potrebbe non significare “nulla”, e che è stata motivo di studio filosofico ad altissimo livello per millenni da parte di intellettuali di ogni tipo e ricercatori seri vari, è la più interessante e astuta risposta che solo il Buddha poteva dare. Il mondo con il tempo imparerà a capire cosa significa veramente questa cosa, perché ci sarà chi lo spiegherà.


“dove voi arrivare?”

A far capire che esistono collegamenti che non si vedono, ma che tutto ha un senso, sapendo osservarlo.


“che e` passata... (ma cosa dovrei vederci secondo te?)”


Prova.


“anche qui: dove vuoi arrivare?”


A dire che esistono leggi che non si vedono ma agiscono lo stesso, e delle quali, comunque, ne è stato parlato nel passato. Come la legge del Karma.



“certo che lo so, e condivido.”


Ottimo.


Ciao, Giulio
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Vecchio 27-08-2004, 10.02.58   #84
epicurus
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Messaggio originale inviato da Giulma

Vacuità della vacuità.

questa espressione che in apparenza potrebbe non significare “nulla”, e che è stata motivo di studio filosofico ad altissimo livello per millenni da parte di intellettuali di ogni tipo e ricercatori seri vari, è la più interessante e astuta risposta che solo il Buddha poteva dare. Il mondo con il tempo imparerà a capire cosa significa veramente questa cosa, perché ci sarà chi lo spiegherà.

per ora non la capisco, ma in futuro forse, chi lo sa?

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Vecchio 30-08-2004, 11.33.59   #85
Agora
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!!!

Non riesco a concepire un Dio (semmai dovesse esistere) fuori dal mondo; Dio “è” il mondo e tutto partecipa della sua essenza.
Tuttavia, se per definizione il senso del mondo è fuori di esso, in questo caso nulla avrebbe senso, nemmeno Dio, che a questo punto diverrebbe inutile quanto il crederci.
Ora, per qualcuno il mondo è l’insieme di tutti gli oggetti e relazioni tra essi. Ma cos’è una relazione? Non saprei esattamente. Per me una relazione potrebbe essere, per es., la legge di gravitazione. Questo tipo di relazione tra due oggetti fa in modo che entrambi esistano, si muovano in un determinato modo, ecc. Ognuno dei due pone dei limiti all’altro e spiega il motivo della sua esistenza. Se il senso del mondo è al di fuori, allora ogni piccolo mondo (un albero, un atomo…) riceve un senso da un altro piccolo mondo che è esterno ad esso.
Ma questa catena di relazioni tra oggetti che danno e ricevono un senso, o meglio la somma di queste relazioni, finisce poi per dare un senso a tutto l’universo? Potrebbe. Io vedo l’Universo in continua “generazione”, una stella muore e nascono altre stelle, altre galassie, e in questo ri-generarsi senza sosta, in questo espandersi (non dico a partire da un big bang), determina lo sviluppo al di là di se stesso e quindi oltre il “fuori”, questo “fuori” continuamente inghiottito dall’espansione la quale elimina il dualismo esterno-interno, poiché il tutto, in quanto tale, contiene entrambi i termini, è il fuori che si fa dentro, che diventa interno, ma che non può porre limiti a questo infinito in divenire che troverà sempre un fuori per continuare a espandersi.

Sicuramente c'è poco di scientifico e forse anche di logico
E' solo un piccolo sfogo... filosofico
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Vecchio 30-08-2004, 23.17.35   #86
epicurus
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ciao Agora...

ma tu concepisci Dio come esattamente il mondo, oppure pensi che il mondo sia una sorta di sottoinsieme di Dio? (insomma, il tuo è un approcio panteista, e comunque neghi individualità e trascendenza a Dio?)

piccola chiarificazione sui termini da me adottati: con 'relazione' non intendo le leggi della fisica, bensì i semplici fatti: Il bicchiere è sul tavolo; L'auto è ben lavata; Quel bastone è più piccolo del tuo etc...


tu dici Se il senso del mondo è al di fuori, allora ogni piccolo mondo (un albero, un atomo…) riceve un senso da un altro piccolo mondo che è esterno ad esso.
Ma questa catena di relazioni tra oggetti che danno e ricevono un senso, o meglio la somma di queste relazioni, finisce poi per dare un senso a tutto l’universo?
.

il fatto è che se tu prendi una parte di mondo, diciamo la tua camera-sistema, allora esso ha un senso, ma se poi cerchiamo un senso della tua casa-sistema ha un senso per ciò che è fuori, ma se si prende il Tutto, allora non ha senso perchè non v'è fuori.

mettiamo di creare una catena: camera-sistema -> casa-sistema -> italia-sistema -> via lattea-sistema -> ... -> Tutto.

Se in un solo punto si trova un anello della catena senza senso, tutto quello prima perde senso, ma sappiamo che il Tutto (ultimo anello della catena per definizione) è senza senso, dunque tutto è senza senso.

cosa ne dici Agora?


Ultima modifica di epicurus : 30-08-2004 alle ore 23.19.58.
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Vecchio 31-08-2004, 09.07.55   #87
Agora
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***

Ciao epicurus,
si, anche quelle che tu dici sono relazioni, ma in un senso più ampio ho voluto includere anche la gravitazione, poiché nell’universo tutto è in relazione con tutto il resto e la gravitazione, che poi è solo un esempio, mi sembrava appropriato come tipo di relazione tra oggetti.
Io concepisco Dio non come un essere esterno all’universo. Non concepisco neanche una “creazione” dal nulla, semmai una “emanazione”, in cui tutto-ciò-che-è è contenuto in Dio, nell’Uno. Da questa emanazione discende il dualismo, quindi la pluralità. Dio è immanente e trascendente: immanente perché ogni cosa partecipa della sua essenza; trascendente nel senso che è al di là della nostra comprensione (sebbene io adesso ne stia parlando, ma è soltanto una vaga idea). Panteismo, si, dove ogni cosa si identifica con la divinità.
Ma visto che non sono un credente convinto, posso anche permettermi qualche altra congettura azzardata. Se è valida l’idea di emanazione, allora è come se l’Uno si fosse scisso nei vari elementi che erano in esso compresi per dare vita all’universo. Tutto si identifica con Dio, è fatto della stessa sostanza, dello stesso principio, e tuttavia non è Dio, anzi, Dio non esiste. Sembra una contraddizione. Faccio un esempio.
Prendiamo un foglio di carta e facciamolo a pezzi. Poi tagliamolo in parti sempre più piccole (emanazione). Ora il foglio di carta in quanto tale non esiste più, ma ci sono tante piccole parti che derivano da esso e che sono fatte della stessa essenza, quindi in un certo senso esse “sono” il foglio di carta. Ogni piccolo frammento (gli oggetti, gli uomini) deriva dall’unità originaria (Dio, Uno). Ma ogni piccolo frammento non può rivolgersi al foglio iniziale come a un qualcosa di “altro” perché l’originario (Uno) non esiste più.
Allora Dio esiste e non esiste: non esiste un Dio “qui e ora”, non esiste un Dio “altro”; ma esiste in quanto ogni parte emanata si identifica - e in un certo senso è - Dio.
Per riavere il foglio di carta ogni singolo frammento dovrebbe ricongiungersi per formare l’unità originaria. Questo è ciò che alcune filosofie chiamano “ritorno al Tutto”, all’Unità. Ma come la vedo io, in questo caso noi non “torniamo” a Dio, ma è Dio stesso, o meglio ciò che deriva dalla sua emanazione (noi, gli alberi, le stelle…) che si ricongiunge nella sua pienezza. E questo dipende da noi, dalla nostra volontà e dalla nostra intelligenza, che sono poi quelle della divinità, sono principi attraverso i quali il mondo è stato emanato.
In questo senso noi siamo soli e non possiamo rivolgersi a nessun dio esterno, bensì all’interno di noi stessi, a quella scintilla divina da cui deriviamo e con la quale ci identifichiamo per riprendere il contatto con l’unità ancestrale.
Per quanto riguarda il senso o il non senso del Tutto, bè posso dire che in effetti le filosofie orientali ammettono che l’universo ha il senso che noi gli attribuiamo, che tutto è illusione proprio perché non possiamo arrivare a percepire la realtà quale è effettivamente, visto che i nostri sensi e la nostra mente ci ingannano. Tuttavia il mio approccio fantasioso serviva a capire un’altra cosa e in un certo modo a far si di trovare un senso. Abbiamo detto che il Tutto, l’Uno comprende tutto, il vuoto e il pieno, l’interno e l’esterno, e tutti i dualismi che vogliamo. Mi chiedevo allora se il Tutto non potesse trovare un senso in sé. E’ chiaro che se concepiamo il Tutto come qualcosa di “chiuso” e determinato, cioè come un insieme di tutto ciò che è, oltre il quale nessun altro insieme esiste, allora il compito risulta arduo. Ma io vedo il tutto in continuo divenire, in cui ogni cosa genera le altre e l’universo stesso si rigenera. E in questo continuo mutamento trova un esterno oltre il quale espandersi, un esterno esso stesso generato perché parte della coppia di opposti compresi nell’Unità e da essa emanati.
Però, ripeto, qui siamo nell’ambito della fantasia (o pazzia!) e questo discorso non vuole avere nessun’altra pretesa.
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Vecchio 02-09-2004, 12.30.47   #88
epicurus
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tu scrivi:
Ma visto che non sono un credente convinto...

Agora, secondo me il linguaggio non ti permette di vedere che alla fin fine non stai dicendo altro che cose 'normali' (nota: questo non e` un sminuire la tua tesi, anzi. volgio dire che non c'e` nulla di fantasioso in quello che dici). se utilizzassi termini diversi capiresti che non hai nessun tipo di fede (ne ufficiale ne personale) perche` non credi a nulla d'irreale e fantasioso.
Tu usi parole come 'Dio', 'Uno' etc..., ma se cercassi di usare parole piu` semplici (dell'uso ordinario, tipo 'Universo' invece che 'Dio' e cosi` via) ti accorgeresti che la tua concezione del mondo e` assolutamente reaslistica e antidgmatica.

quindi un mio personale consiglio: usa parole piu` d'uso comune e vedrai che la maggior parte delle cose che ti appariranno complicate e con un velo di magia, scompariranno.


Ultima modifica di epicurus : 02-09-2004 alle ore 12.38.26.
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Vecchio 02-09-2004, 12.58.21   #89
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***

Ciao epicurus...
vedi, il fatto è che non posso dire di non credere in niente come tu affermi, diciamo piuttosto che sono un po' sballottato tra un estremo e l'altro, tra il credere e il non credere. Per me Dio è una possibilità, e come tale la considero. A volte penso che sia un'invenzione squisitamente umana, altre volte mi convinco che per intuirlo non devo affatto pensarlo, perchè parlare di Dio è un'altra cosa, sono spesso riluttante a farlo, anche se a volte per far capire una mia idea cerco di dargli un significato vago.
Piuttosto, tornando all'Universo, mi sarebbe piaciuto sapere se per te può essere probabile trovare un senso secondo quanto ho scritto.
A presto.
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Vecchio 02-09-2004, 23.08.18   #90
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Re

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Ciao epicurus...
vedi, il fatto è che non posso dire di non credere in niente come tu affermi, diciamo piuttosto che sono un po' sballottato tra un estremo e l'altro, tra il credere e il non credere. Per me Dio è una possibilità, e come tale la considero. A volte penso che sia un'invenzione squisitamente umana, altre volte mi convinco che per intuirlo non devo affatto pensarlo, perchè parlare di Dio è un'altra cosa, sono spesso riluttante a farlo, anche se a volte per far capire una mia idea cerco di dargli un significato vago.

fai questo esperimento: fai finta che alla parola 'Dio' non sia associato nulla, cioè nessun significato. Ora cerca di associare qualcosa a tale parola (non preoccuparti di dare una definizione errata, perchè non c'è definizione errata proprio perchè alla parola 'Dio' per ora non è associato nulla). Bene, su questo chiediti se esiste, non esiste o non lo sai.

Citazione:
Piuttosto, tornando all'Universo, mi sarebbe piaciuto sapere se per te può essere probabile trovare un senso secondo quanto ho scritto.

spegati meglio...

epicurus is offline  

 



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