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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 11-12-2005, 11.14.16   #61
and1972rea
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Data registrazione: 12-09-2004
Messaggi: 781
sono quindi sono

Molti fanno di un atto di fede una certezza razionalmente evidente, ma secondo me sbagliano; "penso quindi sono" e' un assunto che assomiglia molto ad un altro assunto del tipo "mangio, quindi esiste qualche cosa che mangio" ,vale a dire:" penso, quindi esisto come essente (ente) che pensa" , mangiare implica un complemento oggetto senza il quale quell'azione non ha alcun senso per il nostro modo di intendere; pensare implica un concetto che e' gia' insito nella sostanza stessa di quel verbo, questo concetto e' l'esistenza , la quale e' la premessa irrinunciabile che fornisce la struttura sopra la quale e' costruito il resto del significato del verbo pensare. Allora, pensateci un momento, quando dico: "penso, quindi sono" non faccio altro che dire innanzitutto "sono, quindi sono" , perche' l'essere non e' solamente sottinteso nel concetto di pensare ma ne rappresenta l'essenza costitutiva. Quindi , e' vero…"sono ,quindi sono" e' una certezza,…ma una certezza fondata sulla fede, ed e' un'evidenza che non rappresenta l'esito di alcuna dimostrazione logica, una certezza che non ha nulla a che vedere con la nostra ragione o il nostro intelletto; piuttosto , forse, col nostro intuito e il nostro cuore.

Saluti a tutti

Ultima modifica di and1972rea : 11-12-2005 alle ore 11.15.53.
and1972rea is offline  
Vecchio 12-12-2005, 10.39.09   #62
epicurus
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L'avatar di epicurus
 
Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
Re: x EPICURUS

Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
La definizione di verità non può prescindere da un criterio, formulato in un dato linguaggio e dal linguaggio stesso; se io scrivo una frase in latino considerata autoevidente, quella stessa frase, con quelle stesse parole, potrebbe essere considerata palesemente falsa in inglese, per esempio.

Io ti ho chiesto un criterio per discriminare la verità (richiesta MOLTO impegnativa) e tu mi hai risposto:

"Sinteticamente - anche se so che è una risposta troppo smilza e dovrebbe venir più ampliata - un enunciato s che significa P è vero se e solo se vengono soddisfatti i requisiti che vengono richiesti da P."

Non l'ho capita e ti ridomando: quando una proposizione P come "il cielo è azzurro" è vera?

E' naturale che una proposizione P sarà vera (anche) per il significato che ha P, questo è naturale.

Tu mi chiedi quando la proposizione "il cielo è azzurro" è vera? Sono stati i ripetuti cieli azzurri con cui abbiamo avuto contatto che hanno dato significato a tale proposizione, quindi è naturale che la credenza che quello che sto vedendo un cielo azzuro è generalmente vera.
epicurus is offline  
Vecchio 12-12-2005, 12.27.08   #63
Kintaro_Oe
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Re: Re: Re: x TUTTI!

Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
Appunto! Io non so che vuol dire "certezza assoluta", non so che vuol dire "verità assoluta", non so che vuol dire "esistenza", non so che vuol dire "io" e dunque a maggior ragione non so che vuol dire "voi"!

La verità è sempre relativa, mentre quella assoluta, svincolata da definizioni, linguaggi, rappresentazioni, categorie, non esiste per definizione ovvero è pari al nulla.

La verità, in quanto puro concetto umano, non può prescindere dall'esistenza di un sistema formale di rappresentazione, anzi è una proprietà attribuibile e confinata all'interno dello stesso.

Scusate se mi intrometto...ma mi chiedevo...il ricordo...non può in qualche modo darmi la certezza che sono stato per lo meno un essere pensante un tempo? Il fatto che ricordi azioni, stati d'animo, sentimenti, piaceri e delusioni di alcuni momenti della mia vita riprovando nel ricordarli le stesse sensazioni di un tempo non mi da in qualche modo la certezza che fino ad ora sono esistito come essere che non solo pensa, ma che prova emozioni, si rapporta ad eventuali eventi che gli apitano in un determinato modo, magari diverso da un altro...
Secondo me il ricordo non è da sottovalutare
Kintaro_Oe is offline  
Vecchio 12-12-2005, 12.28.52   #64
Kintaro_Oe
Ospite
 
Data registrazione: 28-11-2005
Messaggi: 11
In realta non volevo quotare il messaggio di nexus ma quello di alessiob nel quale esponeva la sua teoria sulla restrizione dell'io penso...pardon
Kintaro_Oe is offline  
Vecchio 12-12-2005, 12.45.24   #65
autunno1
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Credo che le “certezze assolute” (diffido comunque dal termine assoluto ) esistessero secoli fa, perché la gente non si poneva troppe domande oppure non aveva troppe conoscenze. Certi pensieri, come esistere, pensare, mangiare ecc. furono ovvie, inconfutabili. Invece l’uomo d'oggi sa molto di più, e grazie alle conoscenze acquisite è sempre pronto ad obbiettare su qualsiasi cosa. Ma è giusto così.

Le certezze ( a mio parere) sono sempre parziali.
autunno1 is offline  
Vecchio 12-12-2005, 14.40.06   #66
Elijah
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Citazione:
Messaggio originale inviato da autunno1

Le certezze ( a mio parere) sono sempre parziali.

Quindi... essendo tutto parziale, lo è anche quel che hai appena detto, di conseguenza può darsi che esistano certezze assolute...

È un circolo vizioso quello di affermare di non avere certezze assolute...

E poi Epic ci ha scritto come la domanda "esistono certezze?" in sé è assurda... come anch'io avevo cercato di spiegare con termini più "umani"

Ciao,
Elia

Elijah is offline  
Vecchio 12-12-2005, 15.00.25   #67
autunno1
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
può darsi che esistano certezze assolute...

la domanda "esistono certezze?" in sé è assurda...

Ciao,
Elia




Ultima modifica di autunno1 : 12-12-2005 alle ore 15.14.16.
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Vecchio 12-12-2005, 16.08.50   #68
Elijah
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Messaggio originale inviato da autunno1

Scritto da Epic...
"è logicamente impossibile arrivare con certezza all'inesistenza di credenze certe (come è logicamente impossibile che non esista nessun enunciato vero, escluso tautologie ovviamente). Se dico che è certo che non esistano certezze, allora sto già affermando che qualche certezza c'è quindi la frase è falsa. L'unica cosa che posso dire è che forse non ci sono certezze, ma qui la tesi perde del tutto la sua forza."

Autunno... di qualcosa devi pur essere certa...
O no?

Elia

P.S.:
La domanda è: quali sono le nostre certezze?

Per alcuni "solo" il fatto che "penso dunque sono"... cioè limitano la certezza "assoluta" al presente (passato e futuro esclusi, cioè causa ed effetto esclusi) e oltre questo escludono anche "il prossimo" come certezza assoluta (solo IO penso dunque sono).
Per altri le certezze sono un po' di più...


Ultima modifica di Elijah : 12-12-2005 alle ore 16.10.44.
Elijah is offline  
Vecchio 12-12-2005, 16.18.04   #69
autunno1
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Messaggio originale inviato da Elijah
Scritto da Epic...


Autunno... di qualcosa devi pur essere certa...
O no?


scritto da epic...e condiviso da te

Ma certo, ma non assolutamente!



Ultima modifica di autunno1 : 12-12-2005 alle ore 16.19.17.
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Vecchio 12-12-2005, 16.26.29   #70
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Messaggio originale inviato da autunno1
scritto da epic...e condiviso da te

Ma certo, ma non assolutamente!



Dal sito filosofico.net ho trovato anche la seguente cosa:

Gli errori di Carneade e degli Scettici

La questione si risolve qui molto in fretta: Carneade e gli Scettici dicono che non si può sapere nulla con certezza, ma allora non si potrebbe nemmeno sapere di non sapere nulla con certezza. In altri termini, essi sanno con certezza che non si può sapere nulla con certezza, ma già per il fatto di sapere che non si può sapere hanno una certezza. In parole povere, se non posso sapere niente, allora non posso sapere neanche di non sapere niente. Questa è la contraddizione di fondo che serpeggia nella filosofia scettica, ma non è l'unica. Infatti, Carneade é il fondatore del cosiddetto "probabilismo", ossia della teoria secondo la quale, nell'impossibilità di conoscere la verità, si possono comunque tracciare gradi di conoscibilità: ci saranno, cioè, cose più vere e cose più false, anche se la verità in assoluto resta irraggiungibile. Il concetto di probabilismo risulta però inaccettabile, poichè indisgiungibilmente legato a quello di certezza: per poter dire che una cosa é più probabile rispetto ad un'altra, infatti , devo per forza avere una pietra di paragone; in altri termini, se conosco con certezza alcune cose, allora sì che posso parlare di probabilità. Ma se non conosco nulla con certezza (come di fatto sostengono gli Scettici) , allora non posso neanche parlare di probabilità.



Ciao,
Elia

Elijah is offline  

 



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