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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 08-12-2005, 09.51.15   #11
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
[quote]Messaggio originale inviato da Elijah
[b]Ne sono più ke consapevole...
Ho solo riportato un pensiero comune che esiste su questa terra...
L'unica cosa certa della nostra vita è la morte...

E si crede a questo perché nessuno a mai visto qualcuno NON morire... tutti prima o poi sono morti...

(Tutti tranne me... il profeta Elia... perché Dio mi ha reso grazia! Ed oltre me - biblicamente parlando - anche Enoch non ha mai incontrato la morte... )


Ciao, Elia


alve,
precisazione importante:la morte DEL CORPO FISICO è l'unica certezza.

Saluti

Kantai.
kantaishi is offline  
Vecchio 08-12-2005, 10.31.11   #12
and1972rea
Moderatore
 
Data registrazione: 12-09-2004
Messaggi: 781
fede paradosso e ragione

La ragione delle nostre certezze e delle nostre incertezze e' la fede, proprio perche' non vi e' ragione alcuna che possa dimostrare ne' la nostra certezza ne' la nostra incertezza riguardo a nulla…; possiamo dimostrare noi la nostra certezza riguardo a qualche cosa?…possiamo dimostrare che una nostra incertezza e' razionalmente fondata?…la nostra ragione ammutolisce nel momento in cui conclude che nulla puo' dire riguardo a nulla , e impazzisce quando comprende che anche la certezza del silenzio e' un azzardo immenso e irragionevole; …rimane allora il paradosso indistruttibile, l'unico vero limite insensato della nostra logica geometrica , e rimane la fede, l'unica vera strada per poter oltrepassare la pazzia.

Saluti a Tutti
and1972rea is offline  
Vecchio 08-12-2005, 12.59.40   #13
alessiob
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-10-2005
Messaggi: 749
Dunque riassumendo: Molti hanno detto delle verità, ma non sono arrivati al nocciolo.

Chi è arrivato vicino è VanLag con queste asserzioni:

Il fatto che tu “qui ed ora” esisti è indissolubile ed incontrovertibile, auto-evidente, ed assolutamente certo, tanto ovvio che quasi non lo noti più neppure.

Il tutto però poteva essere meglio riassunto con le argomentazioni di Weyl: Perdonate l'ovvietà (apparente), ma l'assioma sul quale è possibile fondare ogni, ulteriore, possibilità di certezza, è il seguente, notissimo e cartesiano: "Cogito, ergo sum". Penso dunque sono.

Ottimo. L'unica certezza che abbiamo del mondo è CHE NOI siamo qualcosa. Non è detta che abbiamo due braccia, una testa ecc, ma siamo sicuri di essere una creatura pensante, per quanto bizzarra possa essere.
Non siamo neanche sicuri dell'esistenza degli altri individui, di fatto io sono sicuro solo di me stesso, come cosa pensante.


Nulla è certo, tutto è illusione.
alessiob is offline  
Vecchio 08-12-2005, 14.56.51   #14
nexus6
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Messaggi: 1,770
Citazione:
Messaggio originale inviato da alessiob
Non siamo neanche sicuri dell'esistenza degli altri individui, di fatto io sono sicuro solo di me stesso, come cosa pensante.
Piccola provocazione: dici che non siamo sicuri del fatto che gli altri individui siano degli esseri pensanti; dunque anche la certezza che TU sia un essere pensante non è certo inconfutabile ai miei occhi...... io non posso essere affatto sicuro di questo.... lo comprendi? Come definisci una "certezza assoluta"? Certa solo per te? Non mi sembra poi così assoluta!

nexus6 is offline  
Vecchio 08-12-2005, 15.26.41   #15
epicurus
Moderatore
 
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Messaggi: 2,725
Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus
Mah, forse sarà un po' scandaloso che si dica in un ambito filosofico, ma io penso che la maggior parte delle credenze basilari riguardo la nostra posizione nell'universo siano vere.

Weyl dice che anche questo mio assunto (che la maggior parte delle nostre credenze che riguardano fatti vicini a noi siano vere) ha bisogno di un fondamento, e lo identifica subito con il cogito cartesiano. Vorrei allora spedere alcune parole, primo riguardo a questo fondamento, secondo cercando di giustificare la mia tesi.

1) E' vero che non può esserci dubbio che noi stiamo pensando, ma non condivido che tale certezza possa fondare tutte le altre nostre credenze (tipo la credenza che ho due mani). Il fatto è che - come molti filosofi ormai sostengono - il linguaggio è intrinsecamente pubblico: a sostengo di ciò c'è (a) l'argomentazione wittgensteniana sull'impossibilità di un linguaggio privato, (b) l'argomentazione, sempre di Wittgenstein, secondo la quale seguire la regola non è un fatto (almeno solamente) interno, e cioè che il capire il significato delle parole e usare il linguaggio in modo adatto non è solamente un fatto mentale interno, da qui si passa a (c) l'esternalismo semantico inaugurato da Putnam.

Tutto ciò dimostra che è l'ambiente esterno che ci permette di avere pensieri (monolighi interiori, credenze, desideri, etc.). Quindi come si vede è vero che il nostro pensare è certo, ma è anche vero che non è il fondamento della verità di altre credenze, perchè proprio l'esistenza di qualcosa di esterno a noi è di fondamento alla possibilità effettiva di poter avere una vita mentale privata.

(Per chi volesse ulteriori spunti ed approfondimenti, c'è il topic sull'esternalismo semantico e il mio post sull'uomo della palude (la mia coppia perfetta))

2) La mia tesi: la maggior parte delle nostre credenze basilari sono vere.

Non sto dicendo che un qualsiasi gruppo numeroso di enunciati è per maggioranza composto da enunciati veri, questo sarebbe - in generale - sicuramente falso. Qui non sto parlando di enunciati, bensì di credenze.
Per giustificare tale mia tesi (che avrebbe come conseguenza diretta anche l'eliminazione dello scetticismo totale) vorrei mostrare che v'è una forte correlazione tra credenza e significato, tanto forte che non v'è una chiara distinzione tra i due.

Notiamo subito che se un mio enunciato s significa che P, e io credo che P, allora credo che s sia vero. Ciò che fa si che la mia credenza abbia il contenuto che ha, e il mio enunciato abbia il significato che ha, è la mia conoscenza di ciò che si richiede affinchè la credenza o l'enunciato siano veri. Questo ci può parzialmente mostrare come mai ci sia una forte connessione tra significato-credenza e verità.

I casi più basilari sono "Questo è un albero", "Questo è un gatto" o "Questo è un tappeto", e questi sono ritunuti veri a causa di una gran quantità di alberi, gatti e tappeti. Il fatto centrale è che ciò che determina il significato di questi enunciati è ciò che di solito li rende veri. Ciò che usualmente causa tale mia credenza (per esempio che questo è un albero) è il contenuto della mia credenza, e per forza allora usualmente avrò credenze vere.
D'altro canto sbagli sistematici non sembrano logicamente possibili.

epicurus

Ultima modifica di epicurus : 08-12-2005 alle ore 15.30.07.
epicurus is offline  
Vecchio 08-12-2005, 15.39.49   #16
epicurus
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cioè se le nostre credenze determinano i significati delle nostre parole, e i significati delle nostre parole determinano le nostre credenze, allora sembra proprio che la maggior parte delle nostre credenze debbano essere vere.
epicurus is offline  
Vecchio 08-12-2005, 16.09.24   #17
nexus6
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Messaggi: 1,770
Epicurus mi dai una definizione di verità, visto che ne hai parlato tanto?
nexus6 is offline  
Vecchio 08-12-2005, 20.00.13   #18
alessiob
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-10-2005
Messaggi: 749
Nexus6 devi capire che per me tu potresti non esistere, essere frutto della mia mente.

Lo stesso dovrebbe valere per te, ma dato che al momento sono io che esprimo le mie opinioni per me (come per chiunque) esisterà sempre e solo un unica certezza: Sono un essere pensante.



Dunque riassumendo: Unica certezza: Essere pensante.



Abbiamo dunque un unico vero margine di riferimento, e a questo punto voglio scervellarvi con argomentazioni assai più elevate: Esiste un superamento di questo concetto assoluto?

Ossia: é possibile superare ancora questa unica certezza, il penso dunque sono di Cartesio, quindi è possibile superare Cartesio?

Secondo me si, ma la risposta spetta prima a voi.
alessiob is offline  
Vecchio 08-12-2005, 20.46.53   #19
Elijah
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Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,541
Re: fede paradosso e ragione

Citazione:
Messaggio originale inviato da alessiob
Unica certezza: Essere pensante.

Mi spiace... ma questa certezza l'avrai forse TU... quando TU pensi, pensi di essere...

... io non penso affatto che quando penso sono...

Che certezze ho infatti che io stia realmente pensando? E se non lo stessi facendo...?


Lo stesso discorso vale per

Citazione:
vanlag scrive
Il fatto che tu “qui ed ora” esisti è indissolubile ed incontrovertibile, auto-evidente, ed assolutamente certo, tanto ovvio che quasi non lo noti più neppure.

Come me lo posso certificare?


Citazione:
Messaggio originale inviato da and1972rea
la fede, l'unica vera strada per poter oltrepassare la pazzia.


Elia



P.S.: state giocando con le parole...
Elijah is offline  
Vecchio 08-12-2005, 23.13.50   #20
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Re: Re: fede paradosso e ragione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
Lo stesso discorso vale per

riferimento:
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vanlag scrive
Il fatto che tu “qui ed ora” esisti è indissolubile ed incontrovertibile, auto-evidente, ed assolutamente certo, tanto ovvio che quasi non lo noti più neppure.
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Come me lo posso certificare?
Dubiti della tua esistenza?
Puoi dubitare certo della mia..... ma della tua come fai a dubitare?


Ultima modifica di VanLag : 08-12-2005 alle ore 23.16.10.
VanLag is offline  

 



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