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Vecchio 15-09-2007, 17.54.13   #131
Heraclitus
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Riferimento: credenti o non credenti

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Bene. Hai ragione. È palese che quanto dici è vero al 100%. Non ha senso confutarti, perché stai dalla parte della verità.
Andiamo però ora oltre.

Elia, puoi quotarmi per favore dove io ho affermato in questo thread che io ho ragione al 100%?

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Cosa ci proponi adesso - dopo che hai spazzato via due millenni di storia? Quale etica? Quali valori? Quali principi? Quali parole che non possono venir fraintese? Magari che genere di Costituzione? Su cosa dovrebbe basarsi la società?

Forse non ti ricordi che qualche post fa io ho scritto che distruggere e costruire sono due facce della stessa medaglia? Comunque nel'ultimo post ti quoto la parte propositiva, se non la avevi vista:

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus
La Regola d’oro così intesa è vaga circa cosa in effetti si deve fare, e quindi rischia di fare male. Meglio allora usare anche la sua forma negativa – ...non fare agli altri ciò che non vorresti
fosse fatto a te. Ma il suo difetto più grave è un altro: la regola d'oro è egoista. Fai agli altri ciò che piace a te. Proviamo invece a pensare in termini generali: io voglio stare bene, quindi voglio che gli altri stiano bene. Voglio rispetto, quindi do rispetto. Non voglio soffrire, non faccio soffrire. Questi
sì che sono desideri *comuni a tutti*, così sì che funziona! Subito dopo sarò portato a chiedermi: «Bene, cos’è allora che lui vorrebbe?». Quando lo scopro, potrò fare a loro proprio ciò che desiderano! Sapendo che siamo uguali nelle esigenze di base, ma tenendo conto che le potremmo vivere in modo diverso, posso dare ciò che veramente va bene dare! Una regola migliore potrebbe esser così:tratta gli altri come vorresti essere trattato/a tu sefossi in loro. O anche: tratta gli altri con il rispetto con cui vuoi essere trattato. Non solo così non c’è egoismo, ma se prima ci si spingeva verso l’altro alla cieca ora siamo coinvolti totalmente, attivi anche nel cercare di capirlo, per soddisfarlo.Non più un’azione passiva, riflesso di noi stessi, ma attività empatica, che arriva e all’altro e *parte* dall’altro. Naturalmente, vale come regola ideale, come bella aspirazione, non come assoluto.. Infatti, nel caso in cui gli altri ai quali diamo prendessero e pretendessero soltanto, la
regola non vale più e subentra una fase di trattativa, in cui possiamo benissimo chiedere di non essere sfruttati. Nota bene: non è un ‘chiedere in cambio’, perché le 2 cose sono slegate. E non è un esigere premi per la nostra generosità, che non sarebbe onorevole. Ma il nostro dare non può
essere né preteso né sfruttato, non sarebbe giusto. Come non è giusto che siano scordate o scansate le nostre esigenze e desideri, che hanno pari valore di quelle altrui. È chiedere rispetto. E darsi rispetto. Malgrado le apparenze, la reciprocità è un’altra idea essenziale che manca alla Regola d’oro. In un altra occasione la Regola perde importanza: quando l’altro si macchia di qualcosa per cui ricevere ciò che desidera non sarebbe giusto. Un delinquente desidera certo la libertà quanto noi, ma per giustizia verso il male che ha fatto e per rispetto nei confronti di chi a causa sua ha sofferto, non può essergli concessa.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Parlacene. Siamo a tutto orecchi. Dopo un discorso così convincente, dopo che sei stato in grado di spazzare via l'etica cristiana, dicci da cosa ripartire, in cosa credere, su cosa fondare la nostra società.

E mi raccomando:

Non parlarci di rispetto, perché di rispetto nel tuo ultimo post non si è visto nei confronti dei cristiani.
Non parlarci di tolleranza, perché di tolleranza nel tuo ultimo post non si è visto nei confronti dei cristiani.
Non chiederci di essere comprensivi nei tuoi confronti, perché tu sei stato tutt'altro che comprensivo nei confronti dei cristiani.
Non parlaci di nulla che potrebbe dimostrare la tua incoerenza, il tuo doppio gioco, la tua ipocrisia, perché sarebbe ridicolo oltre che una dimostrazione di ipocrisia.
Non provare in alcun modo a fare il furbo, però... parlacene, perché è questo che vogliamo sentire in questo thread, non altro. Non critiche, ma proposte, progetti, visioni, obiettivi.

Elia, puoi dirmi per quale motivo una critica argomentata verso le opinioni di X dovrebbe essere una mancanza di rispetto nei confronti di X? Per quale motivo se X dice che nella geometria euclidea un triangolo può avere la somma degli angoli diversa da 180° e io porto a lui (senza usare parolacce) una dimostrazione che non è vero, allora io manco di rispetto verso di lui?

Da quando in qua una critica argomentata verso le opinioni di X dovrebbe essere una mancanza di tolleranza nei confronti di X? In fondo, se io scrivo degli interventi sul forum, limito la libertà di qualcun altro di fare, di esprimersi?

Essere comprensivo nei confronti dei cristiani? Io cerco di comprendere ogni opinione, ma occorre ricordarsi che occorre argomentare tali opinioni se si vuole fare in modo che esse si possano ritenere fondate per tutti. Io ho portato argomentazioni per le mie opinioni, se non mi sono accorto delle argomentazioni per le opinioni altrui, me le si faccia notare.

Incoerenza? Doppio gioco? Ipocrisia? Potresti quotare le parti dei miei interventi dove hai notato ciò? Se non lo fai non sono fondate queste affermazioni su di me.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Quindi, hai ragione, tieniti pure il successo della futile discussione da te avanzata.
Ma poi?

È il "poi" che vogliamo sentire, capire, approfondire, analizzare.

Quindi, sù, scrivici due pagine anche sul "poi".

(Mi raccomando, non deluderci. Se no Sandro ci resta male).

Non era mio scopo avere successo sulla mia discussione. Il "poi" te l'ho già mostrato poco più in su. Posso anche ricordare di nuovo che se X critica una opinione Y si deduce subito che X sostiene la tesi (o almeno parte) dell'opinione complementare non-Y. Ad esempio dal criticare come io ho fatto che è sbagliato vedere la realtà in bianco/nero bene/male si deduce che è bene vedere la realtà in sfumature. Dunque mi pare che la mia visione sia anche propositiva e si possa vederla in modo ampio.

Penso di avere chiarito un po'.

Ciao
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Vecchio 15-09-2007, 19.30.42   #132
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Riferimento: credenti o non credenti

Quoto anche alcune mie parti propositive scritte già prima qui https://www.riflessioni.it/forum/show...1357&page=1 2

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus

Ci sono due significati per la parola scopo. Il primo è lo scopo in relazione a qualcosa di esterno. Ad esempio lo scopo di un cavatappi è di togliere i tappi alle bottiglie e tale scopo è stato scelto dal creatore del cavatappi. Per definizione l'universo comprende tutto ciò che esiste. Per i non credenti non esiste nulla al di fuori dell'universo che possa determinare uno scopo in relazione a questo. I credenti sostengono che Dio ha creato il mondo, compresi noi e per loro Dio ha anche deciso quali sono i nostri scopi.

Ma attenzione, noi possiamo avere uno scopo anche in un secondo senso: scopo e obiettivi per le nostre vite che noi abbiamo scelto liberamente per noi stessi, ognuno diverso da quello di ogni altro, e quindi ancora più prezioso! Tali scopi possono variare a seconda delle nostre capacità e dell'ambiente in cui ci relazioniamo.

Tali scopi sono ad esempio:
1)viaggiare in culture diverse per capirle,
2)scrivere racconti per mostrare la complessità dei sentimenti umani,
3)coltivare piante e proteggere animali per la loro bellezza e varietà,
4)diffondere la ricerca scientifica che darà più salute e fonti d'energia
5)aiutare la gente non in base a preconcetti e ordini dall'alto o in base a libri scritti millenni fa ma solo dopo aver compreso le intenzioni di tali persone, i loro sentimenti e paure verso di noi. Prima di fare qualcosa di "buono" verso l'altro io voglio capire l'altro, comunicare i miei sentimenti con l'altro.


Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus

Se io ho obiettivi nella vita, li ho solo nel secondo senso. Obiettivi scelti da me, che li ho solo per me e che inoltre, anche se mai li compirò totalmente, sarò felice lo stesso. E lo sono perchè non sono appiccicato ai miei obiettivi, non mi logoro per essi perchè nessuno mi ha ordinato di compierli. Io non sono neanche così preoccupato che la mia vita prima o poi finisce. Che egoismo, che mancanza di umiltà ritenere che vivere per sempre sia la felicità a cui tendere. L'emozione di un tramonto, di una cascata, di un volo d'uccelli è tale proprio perchè e in movimento e poi finisce, la sua fotografia eterna ma immobile vale zero al confronto. Io non desidero morbosamente i miei scopi da me scelti come se dietro ci fosse una frusta, ma sono i miei scopi che mi attraggono e io con dolcezza, quasi danzando, mi avvicino a loro con piacere sapendo che essi sono temporanei e scompariranno. Sapendo ciò sarò felice anche quando non ci saranno.

e da qui
https://www.riflessioni.it/forum/show...1357&page=1 1

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus

uno non può essere libero di vivere una vita allo scopo di viverla? Sentire la dolcezza di una brezza di mattina al solo scopo di sentirla? Fare un viaggio senza preoccuparsi che poi finirà e rallegrarsi per esistere invece di non essere mai esistiti. La persona meno egoista e più felice è quella meno attaccata all'avere, compreso l'avere la vita per sempre! Io non voglio vivere per sempre e sono contento, così non sono nervoso, egoista e preoccupato! Io di piccoli obiettivi nella vita comunque ne ho tanti, ma io gli ho scelti da solo liberamente, senza dittatori in cielo. Ho scelto che il mio scopo e proteggere e sviluppare tutta la vita (solo l'uomo è a immagine del creatore? non è egoismo? Chissa cosa ne pensano eventuali alieni), l'intelligenza (che procede per tentativi e sbagli ed è contro il dogmatismo) e ogni creatività che da essa sorge (musica, arte, bellezza e non si può pretendere che ci siano culture superiori, il mondo è bello perchè e vario). Il tutto ricordando che ogni individuo è unico e irripetibile e non deve essere per forza etichettato in un -ismo o definito come credentein/non credente in.
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Vecchio 15-09-2007, 19.32.30   #133
hetman
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Riferimento: credenti o non credenti

Scusate se, pur non essendo moderatore, vi esorto ad evitare contrapposizioni su religioni specifiche, il tema è "credenti o non-credenti" e non Atei vs Cattolici, Valdesi, Battisti, etc.

Secondo me ci dobbiamo limitare al "credere o non" in un Essere Superiore che possiamo chiamare in qualsiasi modo, ma resta un'Entità sconosciuta ed incomprensibile all'essere umano per sua limitatezza intrinseca, senza entrare in dogmatismi che aprirebbero voragini incolmabili tra gli stessi credenti, figuriamoci con i non-credenti.

Personalmente faccio parte del "Laboratorio per il Dialogo Interreligioso" è trovo in questo 3d discussione che in parte abbiamo superato nel "Laboratorio". La tendenza alla "teologia" di parte non rende agevole il cammino tra credenti ma qui non è questo in discussione ma il rapporto dei credenti e non-credenti in rapporto agli altri per un vivere civile.

Riterrei, presuntuosamente, più importante discutere sul come "porsi" con gli altri che sul come "imporsi" agli altri.

Chiedo di nuovo umilmente scusa per questo mio sfogo.
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Vecchio 15-09-2007, 20.24.27   #134
Elijah
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Riferimento: credenti o non credenti

Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
Elia, questo tuo intervento mi sembra un po' cattivello...
Si vede che non mi hai mai visto veramente cattivo, come quando ho sgozzato ad uno ad uno tutti i profeti di Baal. (1 Re 18:40) Quelli sì che erano altri tempi, dove potevo permettermi di tutto.

Si vede che non hai compreso che quella non era cattiveria, ma solo uno spronare per far uscire la verità, cioè che i miscredenti hanno pure loro i loro obiettivi e sono persone normalissime (questo era il mio obiettivo, far chiarezza a riguardo, dopo che avevate perso un po' la via nel thread). E sai, se fossi stato troppo gentile, non mi si avrebbe nemmeno risposto. Un po' di peperoncino a volte ci vuole per movimentare le discussioni e ricevere risposte.

E si nota che non ti sei accorto della cosa più importante: Non ho fatto alcuna critica alla società moderna (che di limiti e problemi ne dimostra tanti, nonostante sia laica, e dove le religioni bene o male hanno sempre meno voce in capitolo), non ho parlato dei problemi del sistema economico capitalistico, non ho accennato agli esiti negativi nella storia di personaggi atei che hanno fatto sì che all'interno della loro società non si potessero più praticare religioni, non ho nemmeno criticato quella mancanza di valori che si nota al giorno d'oggi, con la conseguenza che i giovani appaiono sempre più persi, come non ho nemmeno parlato dei lati negativi della democrazia...
Proprio nulla. (Nonostante i continui "attacchi" O.T. nei confronti dei credenti).

Non ho avanzato alcuna critica in tal senso, anche perché non reputo questo lo scopo del seguente thread. (Criticare i miscredenti e le loro proposte).
Non siamo qua per scannarci a vicenda, ma per capirci e valutare la situazione.
Solo che se uno inizia già la discussione facendo l'elenco di cose che non vanno nella fede cristiana... beh, no comment, come no comment su chi dice che quegli interventi sono mitici.

Ma mitici in cosa?

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus
Elia, puoi quotarmi per favore dove io ho affermato in questo thread che io ho ragione al 100%?
Sono io che lo dico.
E se non hai ragione, perché perdere tempo a confutarti? Se tu scrivi qualcosa, allora devi pensare anche di aver ragione. Se non pensi di averne, allora tanto vale che chiedi confutazioni.
(E se pensi di avere ragione solo l'85,6%, allora dimmi in cosa non hai ragione in quel 14,4% di quanto hai scritto).

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus
Elia, puoi dirmi per quale motivo una critica argomentata verso le opinioni di X dovrebbe essere una mancanza di rispetto nei confronti di X?
Perché sei O.T. e quindi tiri in ballo cose che non vanno nell'altro, quando il discorso è tutt'altro. Io non so come chiamarlo questo, se non "fare il furbo" e mancare di rispetto.
E se pensi che non ti risponda, perché non ho riposte da darti, beh... credi come vuoi.

Personalmente sono anche disposto a darti ragione in tutto e per tutto. Sono io che ho torto. Per me non è un problema.
Per te, invece, a quanto pare, sì.
(Eppure quando lo faceva Sandro non era un problema, come nemmeno quando a condividere i tuoi pareri era Spirito_Libero. Perché io non posso?).

P.S.:
So bene che ci hai già parlato dei tuoi obiettivi personali. Parlaci ora anche di quelli comuni, quelli che la società - come tu la vedi - dovrebbe avere.

Consapevoli del fatto che una società senza obiettivi comuni non ha senso, e va allo sbando. Come possono infatti convivere assieme più persone, se non si hanno obiettivi in comune su cui lavorare, per migliorare lo stato in cui ci si ritrova?
Elijah is offline  
Vecchio 15-09-2007, 21.26.57   #135
alocin
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Riferimento: credenti o non credenti

Questa discussione credo sia aperta a credenti e non.
Come credente comprenderei tra i credenti tutti quelli che credono nelle religioni del mondo anche quelle naturali ed anche quelli che credono in qualsiasi cosa e pure nell'io e nel sè ma tutti questi credenti devono pure credere in Dio,un dio che non costi che si possa trovare subito senza muovermi e soprattutto che non ti chiuda la porta in faccia, insomma un Dio che risieda in noi.
Questo secondo me è un credente, forse ho dimenticato qualcuno ma il concetto è questo.

I non credenti, o non vedenti come io li vedo, anche se sono miope e astigmatico, il famoso cieco che accompagna un altro cieco, e dove vanno entrambi? nel fosso. (altro che occhiali colorati!),
Scusate.

Dunque non credente, secondo me che credo, e che sono tendenzialmente aperto a qualsiasi discussione che serva a qualcuno, significa soltanto, come s'immagina dal titolo della discussione, l'opposto del credente, che è proprio quello che ho descritto sopra...allora?..allora, c'è qualcosa che non va;in poche parole è un serpente che si morde la coda.

Suggerirei quindi di invitare i non credenti che frequentano il forum a dirci come la pensano.
Questo lo dico perchè quando un credente scrive, viene attaccato spesso da un non credente, il credente deve sempre difendersi ( sembrano le istruzioni del risiko) spiegando e rispiegando le cose.
Dei credenti si sa molto, è dei non credenti che si sa poco assai.
Il cin. a lo cin
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Vecchio 15-09-2007, 21.32.39   #136
Sandro.
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Riferimento: credenti o non credenti

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Originalmente inviato da Heraclitus
Neanch'io ho intenzione di convincere nessuno. Voglio discutere le cose e far riflettere vedendo in cosa io o voi possiamo sbagliarci..

Questa è la risposta di Elijah:
...Cosa ci proponi adesso - dopo che hai spazzato via due millenni di storia? Quale etica? Quali valori? Quali principi?

Come volevasi dimostrare. Questo non è dialogo, perchè la risposta non ha niente a che vedere con la domanda. Dire "hai spazzato via duemila anni di Cristianesimo" non significa niente, zero. Nessuno ha spazzato via niente. Tutti dovremmo investire molte più energie in fase di lettura che in quella di scrittura. E' incredibile quante belle cose si riescano a scrivere e quanto poco di ciò che si scrive arrivi alle altre persone. Io proporrei di ripartire dal rispetto, non solo quello per astratte categorie di persone, ma comincerei da quello personale. Anche non dire a qualcuno cosa deve o non deve fare, senza averne titolo, sarebbe un primo passo nella giusta direzione. Ma insomma, da credente, quale credo tu sia, non potresti dare un esempio di ispirazione a valori cristiani come la tolleranza e la comprensione (tipo ..perdonali non sanno quello che fanno..). Ti saluto con simpatia.

P.S. ma cosa è meglio, essere delusi o illusi ?
Sandro. is offline  
Vecchio 15-09-2007, 23.55.11   #137
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Riferimento: credenti o non credenti

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Originalmente inviato da Elijah

Sono io che lo dico.
E se non hai ragione, perché perdere tempo a confutarti? Se tu scrivi qualcosa, allora devi pensare anche di aver ragione. Se non pensi di averne, allora tanto vale che chiedi confutazioni.
(E se pensi di avere ragione solo l'85,6%, allora dimmi in cosa non hai ragione in quel 14,4% di quanto hai scritto).


Io ho una concezione fallibilista della conoscenza. Ciò vuol dire che ogni mia conoscenza è provvisoria ma che si evolva man mano che si conosce di più. comun nella vita pratica una cosa viene considerata "vera" fino a che "funziona". Se domani vedo ad esempio un burrone io non vado a buttarmi in quel burrone perchè penso che sia altamente razionale credere che la legge di gravità sia valida anche domani. Tuttavia se qualcuno mi portasse delle argomentazioni dimostranti che in quel burrone la forza di gravità manca oppure se ogni milione di anni c'è un giorno in cui non vale la legge di gravità allora io cambierei la mia opinione.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Perché sei O.T. e quindi tiri in ballo cose che non vanno nell'altro, quando il discorso è tutt'altro. Io non so come chiamarlo questo, se non "fare il furbo" e mancare di rispetto.
E se pensi che non ti risponda, perché non ho riposte da darti, beh... credi come vuoi.


Probabilmente è una questione di "come esporre l'argomento". Mi scuso prima di tutto con Daria se sono andato in O.T.

Tuttavia il fatto è questo: per descrivere cosa io, Heraclitus, faccio nella vita in quanto non credente presuppone che io mostri quali differenze ho rispetto al credente medio. E per far notare queste differenze dovrò pur dire cose come "il credente fa X, io faccio non-X per questo motivo".

Il "per questo motivo" però viene visto come critica ai credenti e quindi off-topic, ma il fatto è che nella domanda "Che cosa è importante nella vita per una persona come te in quanto non credente?" secondo me non si può rispondere "Per me è importante attualizzare le mie capacità come suonare il piano e scrivere poesie e poi io promuovo la pace nel mondo e aiuto la scienza per sfruttare energie rinnovabili".

Non si può rispondere così perchè la domanda chiedeva "che cosa era importante nella vita per una persona in quanto NON CREDENTE?" A parer mio questa domanda sottintendeva che si dovessse rispondere così "Nella vita di un credente è importante X e non è importante Y, per me invece X non è importante per questo motivo e Y non è importante per quest'altro motivo". Io ho compreso così come si doveva rispondere.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Personalmente sono anche disposto a darti ragione in tutto e per tutto. Sono io che ho torto. Per me non è un problema.
Per te, invece, a quanto pare, sì.
(Eppure quando lo faceva Sandro non era un problema, come nemmeno quando a condividere i tuoi pareri era Spirito_Libero. Perché io non posso?).

Mi potresti quotare dove io ho affermato che volevo che qualcuno mi desse ragione? E mi potresti anche quotare dove ho affermato che per me è un problema nel caso io avessi torto? Prima io ho detto che ho una concezione fallibilista della conoscenza. Perciò se io dico che X è vera ma poi qualcuno mi porta argomentazioni che mostrano che X è falsa allora anch'io credo che X è falsa. E ciò mi è capitato più volte.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
P.S.:
So bene che ci hai già parlato dei tuoi obiettivi personali. Parlaci ora anche di quelli comuni, quelli che la società - come tu la vedi - dovrebbe avere.

Consapevoli del fatto che una società senza obiettivi comuni non ha senso, e va allo sbando. Come possono infatti convivere assieme più persone, se non si hanno obiettivi in comune su cui lavorare, per migliorare lo stato in cui ci si ritrova?

Beh, i primi obiettivi comuni che mi vengono in mente per una società è che ogni persona debba spendere gran parte della sua vita a :

1)CONOSCERE: conoscere la scienza, le leggi del mondo in cui viviamo, del nostro corpo e della nostra mente per comprendere come metterle in pratica ovvero come

2) COSTRUIRE, sviluppare cure, trovare nuove energie, cambiare il nostro comportamento in base ad esse. Naturalmente ognuno sceglierà il campo in cui ha migliori capacità. In tal modo ogni persona crescerà senza disuguaglianze e noterà che

3)CRESCERE riconoscendo che le nostre conoscenze come provvisorie e modificabilli è un vantaggio per l'umanità così come

4) CREARE nuove opere d'arte, libri, magari in modo gratuito via web senza così essere influenzati dalle mode del mercato può portare ad apprezzare la bellezza e irripetibilità di ogni vita e cultura umana che quindi non si appiattisce nella scienza anche perchè ognuno si deve

5)AIUTARE: ma aiutare gli altri solo dopo aver compreso le intenzioni di tali persone, i loro sentimenti e paure verso di noi. Prima di fare qualcosa di "buono" verso l'altro io voglio capire l'altro, comunicare i miei sentimenti con l'altro, ricordando inoltre che è più probabile che la maggioranza stia bene perchè ognuno coopera con gli altri piuttosto che si faccia una lotta, una competizione tutti contro tutti.

Da ultimo occorre ricordare che nessuna persona può cambiare il mondo. Tutti noi però possiamo fare la differenza.
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Vecchio 16-09-2007, 01.04.10   #138
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Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus

Beh, i primi obiettivi comuni che mi vengono in mente per una società è che ogni persona debba spendere gran parte della sua vita a :

1)CONOSCERE: conoscere la scienza, le leggi del mondo in cui viviamo, del nostro corpo e della nostra mente per comprendere come metterle in pratica ovvero come

2) COSTRUIRE, sviluppare cure, trovare nuove energie, cambiare il nostro comportamento in base ad esse. Naturalmente ognuno sceglierà il campo in cui ha migliori capacità. In tal modo ogni persona crescerà senza disuguaglianze e noterà che

3)CRESCERE riconoscendo che le nostre conoscenze come provvisorie e modificabilli è un vantaggio per l'umanità così come

4) CREARE nuove opere d'arte, libri, magari in modo gratuito via web senza così essere influenzati dalle mode del mercato può portare ad apprezzare la bellezza e irripetibilità di ogni vita e cultura umana che quindi non si appiattisce nella scienza anche perchè ognuno si deve

5)AIUTARE: ma aiutare gli altri solo dopo aver compreso le intenzioni di tali persone, i loro sentimenti e paure verso di noi. Prima di fare qualcosa di "buono" verso l'altro io voglio capire l'altro, comunicare i miei sentimenti con l'altro, ricordando inoltre che è più probabile che la maggioranza stia bene perchè ognuno coopera con gli altri piuttosto che si faccia una lotta, una competizione tutti contro tutti.

Da ultimo occorre ricordare che nessuna persona può cambiare il mondo. Tutti noi però possiamo fare la differenza.

Secondo me è meglio credere; pura follia, forse qualche illuso crede ancora a quelle cose!
Tutte ottime; è una buona notizia per me sapere che almeno la teoria esiste, ma la pratica?
Dove sono i personaggi che riescono ad attuare quel dire?
Almeno la buona notizia che Gesù è Cristo aveva come protagonista un fantastico personaggio.
E che carattere!
Il cin
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Vecchio 16-09-2007, 13.58.39   #139
kore
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Riferimento: credenti o non credenti

Citazione:
Originalmente inviato da daria
chiedo scusa innanzitutto se la discussione non è nella categoria giusta.
si parla molto dei credenti e quasi mai dei non credenti.
mi picerebbe sapere come vive un non credente, a quale fonte attinga la forza per superare le prove della vita. qual'è il senso della loro vita, in poche parole: un non credente, nasce- cresce-si riproduce e muore. ( è tutto qui?)e se è felice della sua esistenza. con tutto il rispetto che posso, vorrei solo capire se veramente riesce a toccare una felicità che va oltre il possedere.
sono ignorante in questo, ma ci sono alcune persone che conosco e che si dichiarano atee, nelle quali non percepisco in loro quella serenità d'animo che ci dovrebbe essere in persone felici e convinte delle loro idee, e che vorrebbero far passare.

un caro saluto
daria

Io sono una non credente, un'atea.
Il senso della vita lo trovo nell'amore per la vita stessa.
La mia forza la attingo solo da qui (e scusate se è poco... ).
kore is offline  
Vecchio 16-09-2007, 19.02.59   #140
Elijah
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Riferimento: credenti o non credenti

Citazione:
Originalmente inviato da Sandro.
(tipo ..perdonali non sanno quello che fanno..).
Esempio infelice, visto che la parte iniziale del versetto in Luca 23:34 è assente in alcuni dei manoscritti più antichi, cosa che mette in dubbio l'autenticità di quelle parole espresse da Gesù il Nazareno sulla croce (tra l'altro non riportate nemmeno dagli altri evangelisti, ma peculiarità di Luca).

C'è comunque come "ruota di scorta" il passo di Stefano, quando muore, che va in quella stessa direzione, cioè "Signore, non imputar loro questo peccato" (Atti 7:60).

Ma vabbè, sono dettagli (che personalmente trovo inutili), però allo stesso modo avrei potuto rispondere passo per passo a Heraclitus, dicendogli in cosa secondo me aveva ragione, e in cosa no. Ma voglia, zero.

Mi spiace, ciao.
Elijah is offline  

 



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