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Vecchio 13-02-2008, 12.16.51   #61
espert37
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Data registrazione: 05-12-2007
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Impossibile avere Fede se non si ha a priori una meta. L'imporsi di seguire la strada migliore che porta a detta meta,è la nostra fede quotidiana.
Auguro a tutto il mio prossimo di trovare la meta giusta.
Con amicizia, ciao espert37
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Vecchio 13-02-2008, 12.44.18   #62
Noor
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Impossibile avere Fede se non si ha a priori una meta.
Se meta c'è ..è vivere consapevolmente.
Il resto ,viene da sè.."ci è dato in più",come Dono.
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Vecchio 13-02-2008, 12.53.42   #63
daniele75
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Impossibile avere Fede se non si ha a priori una meta. L'imporsi di seguire la strada migliore che porta a detta meta,è la nostra fede quotidiana.
Auguro a tutto il mio prossimo di trovare la meta giusta.
Con amicizia, ciao espert37

vivere é la meta,ogni qualvolta si stabilisce un traguardo,non si deve tralasciare il vivere,fonte di crescita.A volte si cambia il traguardo ma l'importante é acquisire dal vivere,una meta può offuscare il presente,meglio tener conto del vivere quotidiano,arrichisce la corsa verso il traguardo(non neccessario).Non é importante avere una meta,l'importante é sentirsi vivi in ogni momento.La fede é
speranza di comprendersi,la fede é speranza di non fossilizzarsi sul "ho capito".
daniele75 is offline  
Vecchio 13-02-2008, 15.25.59   #64
espert37
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione Daniele Tolu:
vivere é la meta,ogni qualvolta si stabilisce un traguardo,non si deve tralasciare il vivere,fonte di crescita.A volte si cambia il traguardo ma l'importante é acquisire dal vivere,una meta può offuscare il presente,meglio tener conto del vivere quotidiano,arrichisce la corsa verso il traguardo(non neccessario).Non é importante avere una meta,l'importante é sentirsi vivi in ogni momento.La fede é
speranza di comprendersi,la fede é speranza di non fossilizzarsi sul "ho capito".

Carissimo Daniele, a mio avviso mi sembra che ti accontenti di poco."Non sarà forse indolenza?" E' mia convinzione che la meta dai più ambita,e comune a tutto il genere umano sia la FELICITA' o come è appellata dalla nostra chiesa,il PARADISO,o il NIRVANA,o come meglio tu la voglia chiamare. la FEDE è la costante attenzione a mantenere la via giusta per poterla più facilmente ragguingere. Il vivere è semplice prerogativa concessa a tutti i componenti il regno animale e vegetale,l'importante è IL SAPER VIVERE.
Un caro saluto espert37
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Vecchio 13-02-2008, 16.21.27   #65
Noor
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
la meta dai più ambita,e comune a tutto il genere umano sia la FELICITA' o come è appellata dalla nostra chiesa,il PARADISO,o il NIRVANA,o come meglio tu la voglia chiamare. la FEDE è la costante attenzione a mantenere la via giusta per poterla più facilmente ragguingere.
Ah bene..
quindi la Fede sarebbe l'ambizione che ci fa accedere in Paradiso?
Auguri allora..
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Vecchio 13-02-2008, 18.04.38   #66
marco cossu
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

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Originalmente inviato da espert37
Citazione Daniele Tolu:
vivere é la meta,ogni qualvolta si stabilisce un traguardo,non si deve tralasciare il vivere,fonte di crescita.A volte si cambia il traguardo ma l'importante é acquisire dal vivere,una meta può offuscare il presente,meglio tener conto del vivere quotidiano,arrichisce la corsa verso il traguardo(non neccessario).Non é importante avere una meta,l'importante é sentirsi vivi in ogni momento.La fede é
speranza di comprendersi,la fede é speranza di non fossilizzarsi sul "ho capito".

Carissimo Daniele, a mio avviso mi sembra che ti accontenti di poco."Non sarà forse indolenza?" E' mia convinzione che la meta dai più ambita,e comune a tutto il genere umano sia la FELICITA' o come è appellata dalla nostra chiesa,il PARADISO,o il NIRVANA,o come meglio tu la voglia chiamare. la FEDE è la costante attenzione a mantenere la via giusta per poterla più facilmente ragguingere. Il vivere è semplice prerogativa concessa a tutti i componenti il regno animale e vegetale,l'importante è IL SAPER VIVERE.
Un caro saluto espert37

cosa sono per te la felicità, il paradiso o il nirvana?
marco cossu is offline  
Vecchio 13-02-2008, 19.42.04   #67
daniele75
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

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Originalmente inviato da espert37
Citazione Daniele Tolu:
vivere é la meta,ogni qualvolta si stabilisce un traguardo,non si deve tralasciare il vivere,fonte di crescita.A volte si cambia il traguardo ma l'importante é acquisire dal vivere,una meta può offuscare il presente,meglio tener conto del vivere quotidiano,arrichisce la corsa verso il traguardo(non neccessario).Non é importante avere una meta,l'importante é sentirsi vivi in ogni momento.La fede é
speranza di comprendersi,la fede é speranza di non fossilizzarsi sul "ho capito".

Carissimo Daniele, a mio avviso mi sembra che ti accontenti di poco."Non sarà forse indolenza?" E' mia convinzione che la meta dai più ambita,e comune a tutto il genere umano sia la FELICITA' o come è appellata dalla nostra chiesa,il PARADISO,o il NIRVANA,o come meglio tu la voglia chiamare. la FEDE è la costante attenzione a mantenere la via giusta per poterla più facilmente ragguingere. Il vivere è semplice prerogativa concessa a tutti i componenti il regno animale e vegetale,l'importante è IL SAPER VIVERE.
Un caro saluto espert37

La mente cerca la felicità,la mente cerca un significato per nirvana,paradiso,inferno,male e bene,la mente cercherà mai di tacere se stessa?non penso proprio.....ecco! Solo la consapevolezza dell'illusione della mente pensante e il suo attaccamento ai termini potrà rilassare la mente pensante strapiena di concetti,quando si sciogliera come un pezzo di ghiaccio nel immenso oceano della consapevolezza.lLi vivrai il "nirvana"ma non avrà più nessun significato,E'.
Attenzione! le parole servono per comunicare,ma non ha nome,ne colore,la verità trascende quel groviglio di attaccamento ai termini e concetti.
-Più di questo non posso dire,spero abbia capito il mio punto di vista.
interessante il tuo blog
daniele75 is offline  
Vecchio 13-02-2008, 23.04.02   #68
koan
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione:
Originalmente inviato da koan
Dimenticavo...

Amare la pedofilia o un/una pedofilo/a ? Se fosse tuo/tua figlio/a lo/la ametesti ?
Vorrei fare una doverosa precisazione, che sbagliando non ritenevo fosse il caso di fare, in quanto ovvia... ci ho invece ripensato.

Un pedofilo, come qualunque delinquente, deve naturalmente essere denunciato alla giustizia ed messo in condizioni di non nuocere... fino alle estreme conseguenze !

Saluti
koan is offline  
Vecchio 14-02-2008, 09.14.51   #69
espert37
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Messaggi: 498
Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione da Marco Cossu:

cosa sono per te la felicità, il paradiso o il nirvana?

La felicità,ed il paradiso, per mè,è alzarsi tutte le mattine con il sorriso negli occhi e con la voglia di cantare. (Il Nirvana,nella mia ignoranza pensavo fosse il nome del paradiso di qualche altro popolo,ma tu chiamalo pure come vuoi,ma cerca di interpretare il concetto.
Ciao espert37
espert37 is offline  
Vecchio 22-02-2008, 21.04.36   #70
espert37
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Riferimento: Fede e ragione .. ?

Citazione:La Fede basata sulla ragione.
L’uomo sta modificando a suo danno lo stato universale alterando la armonia degli elementi. La materia e lo spirito compongono l’umano, ed a quest’ultimo il compito di fare coesistere i due elementi armoniosamente. Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi,
trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna, e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre.
L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla.
quindi, l’universo esiste perché l’Io è.
L’Io è e agisce: Perché? A quale scopo? Agisce per trasformare cose o situazioni e portarle a gradimento del proprio intelletto, e ad ogni azione compiuta ne scaturisce una reazione che si chiama piacere, soddisfazione, godimento. Si nota in oltre che, in base alla legge fisica della relatività, a maggiori difficoltà, nella riuscita è la maggiore soddisfazione.
Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere.
Questo stato è comune a tutto l’umano, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione. Quindi, l’essere, cioè l’Io, nonché la soddisfazione sono: Il primo, il punto di partenza, ed il secondo la meta, di un tragitto, che è niente altro che il periodo della nostra permanenza su questo pianeta. Questo è comune a tutti gli esseri umani, A questo punto viene spontaneo chiedersi; Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande? E quale la strada migliore per arrivarci?
Il ladro, rubando prova soddisfazione. L’avaro, accumulando ricchezze prova anche soddisfazione. Il maestro insegnando prova soddisfazione. Ognuno seguendo il proprio intelletto e le proprie attitudini provoca l’azione per ottenerne una soddisfazione, ogni essere è convinto, (ignorantemente) che nella soluzione delle proprie azioni si provi la miglior soddisfazione. Ognuno logicamente potrebbe avere ragione, secondo la propria verità.
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale.
Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le leggi morali. . Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(Chi legge, è gentilmente pregato di cercare e proporre una fonte migliore, tanto cercata da chi scrive, ma purtroppo non ancora trovata.)
Ama il prossimo tuo, come te stesso, perché Dio, è in ogni luogo, ma soprattutto sta nelle persone che ti circondano, perché è in loro la fonte della tua felicità. Sono loro che ogni giorno ti possono far sentire di essere in paradiso o all’inferno. Se fosti solo al mondo, con tutte le ricchezze materiali a disposizione, saresti un povero uomo, perché non avresti nessuno con cui paragonarle od a cui donarle. La mia ricchezza è in quel che ho dato, affermazione nata dalle riflessioni di un saggio. Dona una mamma tutto il suo amore al proprio figlio, così come il figlio alla mamma. E’ facile e naturale donarsi quando c’è affetto, quindi, non trovando difficoltà, la felicità che ne scaturisce è relativa. Ma se la legge sulla relatività è assodata e condivisa, immaginiamoci quale alto grado di felicità si può ottenere provando un estremo bisogno di amare un nemico. ( Porgi l’altra guancia ) I vangeli ci parlano di un Gesù che ha dato tutto Se Stesso, la Sua vita, per aiutare e salvare coloro che Lo stavano uccidendo. Può esserci forse un grado di felicità maggiore di quella che ha provato Lui?
(Questo, tra i tanti, è forse il più grande e chiaro esempio trasmessoci da tutto il contesto biblico.
Se l’istituzione che si è assunta il compito di insegnare l’educazione morale al fine di fare convivere più armoniosamente la società umana, avesse interpretato i vangeli in modo più equo, se spiegasse che le religioni se le è fatte l’uomo e non viceversa, perché ne aveva estremo bisogno, senza di esse sarebbe il caos più completo, e lasciasse perdere tutti quei grandi misteri obsoleti, oggi non più accettabili. Purtroppo ormai, tutte le realtà fisiche e scientifiche, non si possono più ignorare, bensì la chiesa deve aggregarsi alla scienza ed alla politica, per poter gestire insieme nel modo giusto tutto il contesto sociale a favore dell’umanità, e porre fine a tutte le controversie tra clericità e laicità, lavorando più armoniosamente tutti assieme, verso l’unica verità. Solo così, penso, si potrebbe andare incontro ad una umanità migliore. Se l’uomo fosse istruito a quanto sopra cercherebbe in tutti i modi di agire adeguatamente per non far danno a se stesso, procurandosi minor soddisfazione, quindi saremmo tutti più buoni. Mi permetto di dire, umanità perché sono convinto che molti altri popoli aderirebbero.
Egoismo, vocabolo al quale è stata data una definizione estremamente errata. L’Io e l’egoismo sono due vocaboli inscindibili, perché, ogni azione dell’io è assolutamente svolta per se stesso, sempre ed immancabilmente. Buona o cattiva, l’azione intrapresa dall’umano ha il fine di procurare allo stesso una gradazione di piacere, l’azione buona, quella dettata dai canoni della educazione morale è quella che dà, come già abbiamo detto, maggior piacere, quindi colui che, ignorantemente intraprende l’azione cattiva, senza lo stimolo di dare al proprio prossimo con amore, inconsapevolmente danneggia se stesso, ma questo, (Essendo l’uomo stato creato da Dio, ed essendo riuscito ad evolversi sino allo stato attuale, in esso sta il bene perché il bene ha vinto sul male, come la luce ha vinto sulle tenebre) scaturisce senz’altro non per cattiveria, perché questa, se non vi fossero eventi patologici estranei non sarebbe nell’uomo (L’umano è fondamentalmente buono, la cattiveria è un apporto da eventi patologici esterni) ma per non conoscenza del meglio. Colui che commette il delitto, in base alla leggi morali, non può essere condannato dal suo simile perché, qualsiasi delitto è frutto dell’ignoranza, e questi non dovrebbe essere condannato bensì aiutato. In modo contrario verrebbe commesso un ulteriore delitto. Lo si isolerà per salvaguardare la società dal fattore patologico, con il proposito di toglierlo dall’ignoranza, portandolo a conoscenza della giusta ed universale legge morale che dona un più alto grado di felicità, alla quale lui senz’altro si vorrà aggrappare.
L’essere umano non sarà mai in grado di giudicare un suo simile, avrà sempre una possibilità di errore Questa facoltà spetta a qualcun altro...
L’uomo si forma nell’ambiente in cui vive, nella scuola, nella parrocchia, ma soprattutto nella famiglia, se i nostri genitori fossero stati istruiti circa la Verità sopra menzionata, oggi anche noi saremmo migliori. Quante famiglie si salverebbero, come auspica la Chiesa. Sarebbero in ben pochi a chiedere il divorzio, perché le eventuali asperità nella convivenza verrebbero risolte con più impegno per trarne la felicità che è la meta della nostra esistenza.. La famiglia è alla base della società, tante famiglie sane formerebbero una società molto migliore. Non avremmo bisogno di tribunali e di carceri, ma di una miglior catechesi che ci dia una convinzione maggiore sulla legge morale, perché si ottiene molto di più con la convinzione, che non con le molteplici imposizioni che oggi usa la Chiesa. Ad ogni domanda che si pone l’uomo ci deve essere una risposta tangibile, e convincente. I Misteri oggi non possono più esistere.
Mi scuso per le ripetizioni, ma siccome sono convinto di non sapermi esprimere in modo ortodosso,
mi pare così di farmi capire meglio. espert 37
espert37 is offline  

 



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