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Vecchio 26-10-2006, 23.03.18   #101
Cruzdorada
Utente bannato
 
Data registrazione: 24-10-2006
Messaggi: 63
Riferimento: Il ricordo di sč

Pace Profonda,

"IO SONO UN CAVALIERE DELLA LUCE
IO SONO UN COMBATTENTE NELLA SCHIERA DEGLI ESERCITI DI DIO
SONO UN'ANTICO SPIRITO BIANCO
E RIVIVO NEL CAMMINO VERSO DIO
DA QUEL RITUALE TENUTO ALL'INIZIO DELL'INIZIO DEL TEMPO
DA SUA MAESTA' IL CRISTO

LA LUCE
E' IL MIO CAVALLO BIANCO
LA MIA SPADA E' FERMA
DAL CUORE PURO DI CRISTALLO
E L'ARMATURA CHE INDOSSO
E' UN SOLE RADIANTE

GIURO FEDELTA' AI CAVALIERI DEL TEMPIO INTERNO
CON PACE PROFONDA
INVERENZIAL
GIURO FEDELTA' A QUELLE TUNICHE BIANCHE
CON PACE PROFONDA
E IL SOLE NEL CUORE

NOI SIAMO I CAVALIERI DELLA LUCE
NOI SIAMO I COMBATTENTI
DELL'AQUILA DI FUOCO
SANTA AQUILA DI FUOCO
FIGLI DELL'ENERGIA PIU' POTENTE
CON LA CROCE SULLA FRONTE
A SERVIZIO DELL'AMORE
IL NOSTRO BRACCIO
DI CUORE E' ARMATO
E FEDELTA' ALL'AQUILA DORATA

IO SONO UN CAVALIERE DI CRISTO
IL CONSOLATORE
MIO UNICO RE"

I FIGLI DELL'AQUILA DORATA


Pace profonda
Tutti Per il Ritorno
Cruzdorada is offline  
Vecchio 29-10-2006, 10.09.34   #102
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: Il ricordo di sč

Citazione:
Originalmente inviato da fallible
Buona sera! Fallible dice! che Quando sei attento e sveglio lo sei a cio' che c'e' in quel momento č molto difficile definire ciņ che č in quel momento per se stessi per i giustisimi motivi o meglio per quel" lavorio mentale" che tanto ci inganna figuriamoci definire l'"č" degli altri anche se sono i nostri figli che tanto crediamo di conoscere claudio

ps nella mia esperienza terrena ho "visto" chiaramente che anche nel pił miserrimo c'č la luce che risplende in tutti; č nel nostro "agire" la capacitą di coglierlo

Siamo sempre bravi a raccontarcela...e va bene cosi...che ognuno si racconti quello che vuole...
E' vero che "quella Luce" e' in ogni essere vivente, in ogni cosa....tuttavia all'uomo e' possibile un ulteriore evoluzione e in questo caso non si tratta di fantasia, ma di una modalita' di espressione piu' sottile dell'energia e c'e' un qualcosa di oggettivo, di palpabile...quando incontriamo un tale essere.....fuori di noi..o dentro di noi.
C'e' un inutile dialogo interiore che puo' essere eliminato, perche' superfluo, ma non e' una cosa per tutti e non si puo' improvvisare nulla.
Se manca la capacita' di disciplinarsi, la si puo' acquisire.
Ad un figlio il dono piu' grande che possiamo fare e' quello di lasciargli Spazio, di non essere soffocanti con pretese e aspettative, dargli fiducia....e il nostro Padre e' proprio quello Spazio in cui si genera la Coscienza di Se' che testimomia la miracolosa manifestazione della Vita.
Senza una profonda pratica di introspezione e ascolto, risalendo attraverso il Silenzio a ritroso, sino alla Sorgente pura ed immacolata, quell'evoluzione possibile non avviene se non nei tempi naturali...se mai avverra', perche' non e' detto....che avverra'.
La morte dell'anima, il suo sclerotizzarsi e' una triste realta'.....anche se nell'economia del tutto ha una sua funzione anche questo.
Yam is offline  
Vecchio 29-11-2006, 12.46.15   #103
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Riferimento: Il ricordo di sč

Una domanda molto complicata (e semplice allo stesso tempo)e importante, per quelli che si interessano di PNL ma non solo:

Fin qui abbiamo visto quanto č importante osservare i propri pensieri, stati d'animo, gesti, ecc. Insomma, portare consapevolezza nella nostra vita.

Un libro stupendo "Usare il cervello per cambiare" di Richard Bandler affronta la questione dell'utilizzo delle submodalitą per cambiare il nostro modo di vedere il mondo, per guarire dalle fobie e per migliorare i nostri ricordi senza rivolgersi alla costosissima psicanalisi.

La sostanza del suo discorso č questa: noi possiamo intervenire sui nostri pensieri, ad esempio un ricordo, rendendolo pił luminoso, accrescendone o diminuendone le dimensioni, guardando la situazione che abbiamo vissuto dall'esterno, dissociandoci se si tratta di un ricordo negativo, associandoci quando si tratta di un ricordo positivo, cioč vivendolo in prima persona. Insomma, secondo lui, siamo noi i registi del film che si svolge nella nostra mente e decidiamo noi come pensare in positivo o negativo. Stride questo, mi sembra, con la nostra concezione dello spettatore che assiste alla comparsa di un proprio ricordo senza fare niente, senza modificarlo, accettandolo solamente.

Come vedete si tratta di una questione molto precisa riguardo al lavoro, quindi, per favore, se possibile, niente paroloni e teorie supercomplicate. La questione č molto semplice: come si concilia con lo "spettatore-osservatore" oshiano-gurdjieffiano questa possibilitą di modificare volutamente i pensieri e i ricordi che abbiamo?
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 29-11-2006, 14.09.57   #104
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Riferimento: Il ricordo di sč

Ciao e buon pomeriggio!
Forse č troppo semplicistico ma i pensieri e i ricordi sono il vissuto......la contemplazione (spettatore-osservatore) č il momento claudio
fallible is offline  
Vecchio 29-11-2006, 15.25.01   #105
atisha
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Data registrazione: 17-03-2003
Messaggi: 3,020
Riferimento: Il ricordo di sč

Citazione:
Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Come vedete si tratta di una questione molto precisa riguardo al lavoro, quindi, per favore, se possibile, niente paroloni e teorie supercomplicate. La questione č molto semplice: come si concilia con lo "spettatore-osservatore" oshiano-gurdjieffiano questa possibilitą di modificare volutamente i pensieri e i ricordi che abbiamo?

beh.. nn c'entra molto mi pare.. anche se "meccanicamente" possono esservi delle assonanze..

far sparire un "ricordo" che ha turbato e che non ci permette di muoverci nel mondo č un conto.. ed č una tecnica efficate ed immediata..
che sposta la percezione negativa, la chiude.. la spegne

ma non la si accetta.. perchč non la si conosce sostanzialmente..
atisha is offline  
Vecchio 29-11-2006, 18.49.46   #106
sisrahtac
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Messaggi: 2,110
Riferimento: Il ricordo di sč

Mi viene in mente Castaneda e la sua ricapitolazione...c'č un forte elemento compulsivo in queste pratiche pseudoreligiose..come in tutti i riti religiosi...certo un analisi seria del proprio passato in compagnia di un analista altrettanto serio puņ essere spunto per individuare certe dinamiche interiori da correggere..ma se fine a se stessa questa pratica la trovo sterile e snervante..
sisrahtac is offline  
Vecchio 13-12-2006, 10.02.49   #107
vagabondo del dharma
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Riferimento: Il ricordo di sč

Altro dubbio di lavoro:

Ricordarsi di sč comporta la presenza dell'osservatore o testimone, qualcuno che si tiri fuori dalla situazione mentale, emozionale, fisica del momento e osservi. Molti sono d'accordo nel dire che questa č la pratica maestra per crescere nel proprio essere.

Fluire, abbandonarsi, fondersi con quanto accade, sentirsi parte di una corrente che pervade il mondo e l'esistenza credo rappresenti una pratica altrettanto proficua e positiva. Senza osservare quello che ci accade. Mi chiedevo se queste due pratiche sono complementari o esclusive l'una dell'altra.
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Vecchio 13-12-2006, 14.30.16   #108
Yam
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Ricordarsi di sč comporta la presenza dell'osservatore o testimone, qualcuno che si tiri fuori dalla situazione mentale, emozionale, fisica del momento e osservi. Molti sono d'accordo nel dire che questa č la pratica maestra per crescere nel proprio essere.

Fluire, abbandonarsi, fondersi con quanto accade, sentirsi parte di una corrente che pervade il mondo e l'esistenza credo rappresenti una pratica altrettanto proficua e positiva. Senza osservare quello che ci accade. Mi chiedevo se queste due pratiche sono complementari o esclusive l'una dell'altra.

La personalita' va per i fatti suoi e fa parte del fenomenico, l'osservatore la "osserva". Questo accade gia' normalmente (tu vedi te stesso quando pensi...) ma troppo poco, puoi rafforzare l'osservatore, riconoscendolo e all'inizio esercitandoti.
Puoi fare caso a come la personalita' sia la mente, mentre l'osservatore sia piu' vicino al sentire del cuore....
La personalita' costruisce una crosta di insensibilita', basta che osservi le persone....la maggior parte parlano con la testa.....
Non sono due pratiche ma una sola.
Yam is offline  
Vecchio 13-12-2006, 14.42.30   #109
atisha
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Ricordarsi di sč comporta la presenza dell'osservatore o testimone, qualcuno che si tiri fuori dalla situazione mentale, emozionale, fisica del momento e osservi. Molti sono d'accordo nel dire che questa č la pratica maestra per crescere nel proprio essere. .

sģ.. inizialmente č una pratica.. (sempre per chi č nella Via).. una pratica, uno sforzo intenzionale che ci permette di essere "attori e spettatori" cioč dividere l'attenzione, l'emozionalitą e per permettere una disidentificazione futura..
Alcuni ritrovano questo "stato di osservazione dissociata" lo chiamo anch'io cosģ, anche senza aver adoperato pratiche, tecniche.. in seguito ad un forte shock.. o a quanto altro puņ provocare eccessiva sensibilizzazione e sofferenza.. ed in seguito rafforzano questo "stato" e lo strumentalizzano all'occorrenza nella vita..
ma c'č a mio vedere un ma..
cioč, se non si conosce il processo e la meccanica, si finisce con il perdere la propria naturale sensibilitą.. virilitą emozionale.. si finisce con il vivere in qualche modo con distacco un po' in tutti i settori, per proteggersi da quel tipo di Paura che ha accompagnato questa scoperta..


Citazione:
Fluire, abbandonarsi, fondersi con quanto accade, sentirsi parte di una corrente che pervade il mondo e l'esistenza credo rappresenti una pratica altrettanto proficua e positiva. Senza osservare quello che ci accade. Mi chiedevo se queste due pratiche sono complementari o esclusive l'una dell'altra.

direi che fluire, abbandonarsi non va a far parte di nessuna pratica.. anzi.. č un accadere successivo che integra una vera conoscenza sia del meccanismo che scatena le nostre paure, che della tecnica usata appositamente per giungere a quel dissolvere quegli atteggiamenti che riguardavano la vecchia personalitą.. cič l'identificazione nel dolore, nell'eccesso dell'emotivitą..
creando un'omogenea condizione di abbandono in funzione all'agire consapevole dei centri superiori sia emozionale che intellettuale..
per cui direi da parte mia che si tratta di una complementarietą che si acquisisce.. si stabilisce da sč..

atisha is offline  
Vecchio 08-02-2007, 11.06.00   #110
vagabondo del dharma
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Originalmente inviato da atisha
sģ.. inizialmente č una pratica.. (sempre per chi č nella Via).. una pratica, uno sforzo intenzionale che ci permette di essere "attori e spettatori" cioč dividere l'attenzione, l'emozionalitą e per permettere una disidentificazione futura..
Alcuni ritrovano questo "stato di osservazione dissociata" lo chiamo anch'io cosģ, anche senza aver adoperato pratiche, tecniche.. in seguito ad un forte shock.. o a quanto altro puņ provocare eccessiva sensibilizzazione e sofferenza.. ed in seguito rafforzano questo "stato" e lo strumentalizzano all'occorrenza nella vita..
ma c'č a mio vedere un ma..
cioč, se non si conosce il processo e la meccanica, si finisce con il perdere la propria naturale sensibilitą.. virilitą emozionale.. si finisce con il vivere in qualche modo con distacco un po' in tutti i settori, per proteggersi da quel tipo di Paura che ha accompagnato questa scoperta..




direi che fluire, abbandonarsi non va a far parte di nessuna pratica.. anzi.. č un accadere successivo che integra una vera conoscenza sia del meccanismo che scatena le nostre paure, che della tecnica usata appositamente per giungere a quel dissolvere quegli atteggiamenti che riguardavano la vecchia personalitą.. cič l'identificazione nel dolore, nell'eccesso dell'emotivitą..
creando un'omogenea condizione di abbandono in funzione all'agire consapevole dei centri superiori sia emozionale che intellettuale..
per cui direi da parte mia che si tratta di una complementarietą che si acquisisce.. si stabilisce da sč..


Sperimentando su me stesso l'osservazione e il ricordo di sč, trovo che il lavoro che mi sta dando pił risultati, anche immediati e tangibili, č la presenza mentale nei momenti in cui faccio qualcosa.
Soprattutto quando cammino, pulisco in casa, mangio, riesco ad essere straodinariamente presente a me stesso...

trovo sia un buon inizio...anche per chi non l'ha mai sperimentato. Molto pił arduo osservare gli stati emozionali e intellettuali...

Ci stiamo lavorando...
vagabondo del dharma is offline  

 



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