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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 22-02-2008, 11.13.45   #1
Giorgiosan
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La scienza è arte

La scienza è tecnè, arte e questa arte si chiama con linguaggio moderno
tecnologia.

E' arte la matematica, in sintesi è l'arte di calcolare e con essa tutte quelle che sono chiamate scienze.

La conoscenza, la verità, la ragione, l'intelletto, la psichè, l'universo, la logica, ecc. ecc. sono oggetto solo della filosofia e della teologia ma anch'esse sono arte.

Quando la scienza esce dal suo ambito pratico, cioè tecnologico, artistico è smarrita ed inutile.

Ed ogni arte è sempre approssimativa ma risolve dei problemi pratici.

La tecnologia come tutte le arti è rilevantissima dal punto di vista della vita pratica umana e come tutte le arti si trasforma continuamente, spinta da nuovi problemi pratici che si affacciano storicamente.

Come le corporazioni "delle arti e dei mestieri" ciascuna scienza si nasconde e cerca di blindarsi dietro un gergo mandarinesco e acquistare prestigio per ragioni di potere che in ultima istanza significa per interessi economici e di profitto.

I "mass media" sono complici di queste operazioni e tentano di addormentare le coscienze, con l' oppio della scienza, propagandando i miti scientifici ed ampliandone la portata, con la disinformazione sistematica...e sempre per ragioni economiche e di profitto.
Le varie lobby sono sinergiche dandosi gloria l'un l'altra perché anche il prestigio vuol dire "soldi".

Per le coscienze non complici di questa volontà di potere "il re è nudo".
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Vecchio 22-02-2008, 16.51.39   #2
nexus6
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Unhappy ... anche la regina e tutti le corrono dietro...

Penso siano lecite le mie domande: che cos'è la "scienza"? In cosa si distingue dalla tecnologia? E' vero che una scoperta sembra implichi la necessaria applicabilità, ma questo è colpa delle logiche di mercato che dominano il mondo moderno con la sua pretesa di progresso infinito e non della "scienza", ammesso che mi si spieghi cosa intendi con tale termine.








I media le hanno già belle che addormentate le coscienze, a quanto vedo.

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Vecchio 22-02-2008, 17.15.52   #3
nexus6
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p.s.

Visto che sembra tu abbia competenza, data la grande sicurezza delle tue parole, vorrei porti altre domande a proposito dell’”universo”: lo studio di una stella di neutroni di chi è compito, della filosofia o della teologia? E quello dell’interno della nostra Terra? E quello di uno dei vulcani più studiati al mondo, il Vesuvio? Vi sono tanti livelli di "conoscenza" ed alquanto discutibili, per usare un eufemismo, mi sembrano alcune tue perentorie frasi.

Così, se ti va di rispondere.

Per quanto riguarda me credo che, nonostante è vero siano presenti purtroppo lobby ed oscurantismi che la insozzano, la Scienza possa eccome anche fornire un modello di società aperta, relativamente libera e cooperativa, se saprà rifarsi maggiormente ai suoi principi e non lasciandosi dominare da quelli delle attuali società che non fanno che umiliarla. La attendiamo con ansia, al mondo attuale e futuro serve e servirà la sua vera anima, che è poi parte di quella dell'uomo.
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Vecchio 22-02-2008, 18.08.54   #4
Giorgiosan
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Originalmente inviato da nexus6
Penso siano lecite le mie domande: che cos'è la "scienza"? In cosa si distingue dalla tecnologia? E' vero che una scoperta sembra implichi la necessaria applicabilità, ma questo è colpa delle logiche di mercato che dominano il mondo moderno con la sua pretesa di progresso infinito e non della "scienza", ammesso che mi si spieghi cosa intendi con tale termine.

I media le hanno già belle che addormentate le coscienze, a quanto vedo.


Non dalla scienza nasce la tecnologia ma la necessità più o meno impellente di risolvere un problema fa nascere un artigianato, un arte che si chiama scienza, che pretende di sapere e non ha rivelato un solo mistero della natura.
Sa come fare una lente, il che è utilissimo ma non sa niente riguardo alla luce, sa fare motori di ogni genere ma non sa niente su quella che chiama energia

Quando l'uomo ha il problema di offendere un animale o un uomo o di difendersi da loro appronta uno strumento: la clava ( in verità di questa attività sono capaci, limitatamente, anche gli animali).
Nasce così la tecnologia, l'arte di sopperire con delle protesi alle limitazioni umane.

L'illusione operata dai media è sempre la stessa...il primo artigiano si spacciò per stregone o sacerdote o quello che vuoi e paludò la sua arte povera con un linguaggio pretenzioso e la propria persona con abiti speciali pretendendo di conoscere i misteri della natura.

Se osservi le liturgie laiche anche oggi te ne puoi rendere conto... se non sei "oppiato" dai mass media... come si vestono i cattedratici delle scienze ....ridicoli o i corazzieri scelti per la loro altezza a far corona alla presidenza della repubblica e a tutti i potenti del mondo o le guardie svizzere pontificie,
o i giudici.

Scienza è l'arte di arrangiarsi non conoscenza autentica.

Purtroppo il mito scientifico plagia le coscienze soprattutto quelle dei più sprovveduti...sempre più.

Ma non tutti sono plagiati, c'è anche una nutrita schiera di epistemologi e di uomini che si occupano di tecnologia ( scienziati) che non hanno abboccato all'amo... per umiltà....come sempre.

Niente di nuovo sotto il sole.
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Vecchio 22-02-2008, 19.41.57   #5
nexus6
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Nulla di nuovo sotto sale

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Originalmente inviato da Giorgiosan
Non dalla scienza nasce la tecnologia ma la necessità più o meno impellente di risolvere un problema fa nascere un artigianato, un arte che si chiama scienza, che pretende di sapere e non ha rivelato un solo mistero della natura.
Sa come fare una lente, il che è utilissimo ma non sa niente riguardo alla luce, sa fare motori di ogni genere ma non sa niente su quella che chiama energia

Quando l'uomo ha il problema di offendere un animale o un uomo o di difendersi da loro appronta uno strumento: la clava ( in verità di questa attività sono capaci, limitatamente, anche gli animali).
Nasce così la tecnologia, l'arte di sopperire con delle protesi alle limitazioni umane.

L'illusione operata dai media è sempre la stessa...il primo artigiano si spacciò per stregone o sacerdote o quello che vuoi e paludò la sua arte povera con un linguaggio pretenzioso e la propria persona con abiti speciali pretendendo di conoscere i misteri della natura.

Se osservi le liturgie laiche anche oggi te ne puoi rendere conto... se non sei "oppiato" dai mass media... come si vestono i cattedratici delle scienze ....ridicoli o i corazzieri scelti per la loro altezza a far corona alla presidenza della repubblica e a tutti i potenti del mondo o le guardie svizzere pontificie,
o i giudici.

Scienza è l'arte di arrangiarsi non conoscenza autentica.

Purtroppo il mito scientifico plagia le coscienze soprattutto quelle dei più sprovveduti...sempre più.

Ma non tutti sono plagiati, c'è anche una nutrita schiera di epistemologi e di uomini che si occupano di tecnologia ( scienziati) che non hanno abboccato all'amo... per umiltà....come sempre.

Niente di nuovo sotto il sole.
Ti invito ad informarti sul fatto che scienza e tecnologia pur se chiaramente e banalmente si intrecciano sono ambiti separati.

Se non si sapesse proprio nulla sulla luce non vedo come si potrebbe costruire una lente ed inoltre se non si sapesse proprio nulla di energia non vedo come si potrebbero costruire motori di ogni tipo... ma hai mai visto un’immagine di un microscopio elettronico? E lo spettro della radiazione cosmica di fondo? E ciò che succede in una reazione subnucleare? Ed i miliardi di transistors che ti permettono di comunicare con me? Ed il corpo umano visto attraverso una risonanza magnetica?

Le teorie di punta possono eccome suggerire inferenze sulla "realtà", quella fenomenica e sensibile, ed anzi discriminare tra un sistema filosofico ed un altro, non tener almeno conto di questo vuol dire fare della ideologia o meglio “demagogia”; al popolo occorrono sempre nuovi demoni, a volte c’è la stregoneria, altre volte la scienza, altre la religione... ma quella che è sempre perdente risulta essere la coscienza umana, l’anima, l’essenza dell’uomo, il cui primato vorresti affermare non comprendendo di fatto ciò che vuol dire “scienza” ed in effetti non mi hai risposto, come prevedevo; finché si fa dell’aria fritta, come stai facendo, bene, se si va sul particolare... ecco il deserto.

La scienza, insieme alla cugina tecnologia, sono arti umane capaci di realizzare i suoi sogni ed il tentare di screditarle evidenziando solo l’esistenza di gerarchie autoritarie e di “liturgie laiche” non è proprio l’ultima novità di questi tempi. E’ chiaro che esistono, sono frutto della mente umana, non stai evidenziando che una banalità, ma da qui a farne di tutta l’erba un fascio ce ne passa... ed alla nutrita schiera di epistemologi che ancora si occupano dell’etere e sono sconvolti dalla contrazione delle lunghezze, direi di dedicare appunto meglio le proprie “energie” visto che loro sanno sicuramente che cos’è l’energia, giusto?

A parte questa battuta sugli amici filosofi, credo che come dici occorra molta umiltà per accostarsi a questi discorsi, sennò si rischia di cadere, come stai facendo, in banalità inarticolate.

Personalmente per uscire dal tunnel dei mass-media non ho tv (è stato un caso, ma ora mi sono abituato), né ascolto radio, solo a volte leggo giornali e quando ci sono cose che mi interessano; mi informo con internet e scelgo i contenuti e gli approfondimenti che più mi incuriosiscono o riguardano. Il web è dunque il mio pusher massmediatico... ed il tuo?

Assicurati che la “roba” sia sempre buona poiché avendoti un po' letto in giro mi ero costruito di te un'immagine differente. Vabbè... proiezioni...


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Vecchio 22-02-2008, 19.45.43   #6
Giorgiosan
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Originalmente inviato da nexus6
Visto che sembra tu abbia competenza, data la grande sicurezza delle tue parole, vorrei porti altre domande a proposito dell’”universo”: lo studio di una stella di neutroni di chi è compito, della filosofia o della teologia? E quello dell’interno della nostra Terra? E quello di uno dei vulcani più studiati al mondo, il Vesuvio? Vi sono tanti livelli di "conoscenza" ed alquanto discutibili, per usare un eufemismo, mi sembrano alcune tue perentorie frasi.

Così, se ti va di rispondere.

Per quanto riguarda me credo che, nonostante è vero siano presenti purtroppo lobby ed oscurantismi che la insozzano, la Scienza possa eccome anche fornire un modello di società aperta, relativamente libera e cooperativa, se saprà rifarsi maggiormente ai suoi principi e non lasciandosi dominare da quelli delle attuali società che non fanno che umiliarla. La attendiamo con ansia, al mondo attuale e futuro serve e servirà la sua vera anima, che è poi parte di quella dell'uomo.

Non credo alla palingenesi del mondo perché non sono millenarista in nessun senso.
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Vecchio 22-02-2008, 19.54.23   #7
ulysse
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Non ho trovato in questa discussione (la prima che trovo in questo forum e forse oramai desuaeta) una definizione per me esaustiva sul cosa sia scienza, cosa sia filosofia, cosa sia arte, cosa sia tecnologia.

Forse si suppone che la cosa sia chiara, ma a dir la verità, per me non lo è affatto e mi è parso che nemmeno gli interventi aiutino in tal senso...anche perchè su alcune affermazioni non concorderei..per es. cosa è tecnica e in nche cosa differisce dala scienza.

Che poi la scienza sia un'arte mi giunge nuova...anzi, al'opposto, mi pare molto radicata nella nostra cultura l'idea che la scienza dovrebbe essere piu' vicina alle umane pulsioni...sul che non concordo...ma è un pensamento che pervade il nostro immaginario collettivo.

Daltra parte fino ad ora mai ho sentito riferirsi ad Einstein o a Dirac o a Fermi... o a Stephen Hawking...ecc... come fossero artisti anche se per certo erano ben dotati di pensiero laterale.

E la tecnica? puo' essere o non puo' essere che sia in gran parte una ricaduta della scienza?...per quanto un certo livelo tecnologico fosse già peresente nel'antichità

E l'arte? potrei forse considerare il mio carrozziere un artista (nonostante Giugiaro) o un semplice artigiano che aplica le nozioni apprese dalla esperienza....per quanto le botteghe artigiane del nosto rinascimento siano state straordinarie fucine di artisti...o forse possiamo attribuire il fenomeno al diverso significato della parola fra oggi e allora.

Qualcosa però anche mi perplime che mi patre anche conformisticamente pervasivo nella nostra società......ed è questo continuo attribuire da parte di alcuni... ogni azione e pensiero e tensione o pulsione umana ad un insano desiderio di sgraffignare potere, quattrini, sopraffazione...costi quel che costi!

Ora io sono certo ingenuo assai piu' della media degli orsi , ma credo che il persistere in questa cultura universalmente denigrante, sia assai piu' deleterio delle stesse male azioni che pur con spirito di sopraffazione e di irefrenabile egoisnmo certe persone compiono.
Ciao.
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Vecchio 23-02-2008, 03.25.34   #8
nexus6
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Sulla Scienza

Senza alcuna pretesa di completezza, per Scienza potremmo intendere quel vasto insieme di conoscenze ottenute con quello che viene chiamato “metodo scientifico” e che consiste essenzialmente nella ricerca di relazioni riproducibili e verificabili nella realtà in studio; per esteso potremmo includere nella definizione di Scienza il metodo scientifico stesso, le conoscenze acquisite e sempre provvisorie, le persone che vi lavorano e dunque l’essenziale spinta “umana” da un lato a ricercare nella natura osservabile dei modelli razionali sempre più comprensivi e delle “leggi” che li esprimano quantitativamente con l’ausilio della matematica e che possano spiegare il comportamento della natura e dall’altro a porre sotto costante verifica queste acquisizioni, con la convinzione che esse possano essere falsificabili e dunque suscettibili di miglioramenti, modifiche e perfezionamenti.

La Scienza procede per ipotesi che, in virtù del metodo scientifico, devono avere come principale caratteristica quella d’essere falsificabili ovvero in poche parole devono poter comprendere in sé delle procedure sperimentali atte a verificarne la validità ovvero l’aderenza ai risultati sperimentali; la Scienza, dunque, anche nei suoi aspetti più teorici, comporta un costante e necessario dialogo sperimentale con la “realtà”, fenomenica e sensibile, indipendentemente dalle interpretazioni filosofiche che possiamo avere su di essa.

In poche semplici parole potremmo così riassumere alcuni punti fondamentali della Scienza:
  • le conoscenze acquisite, indipendentemente dalla loro “bontà” ovvero conferma sperimentale, sono considerate provvisorie: ciò è vero per le teorie di “punta”, quanto per quelle di base; banalizzando molto, sono “vere” fino a prova contraria e questo i critici non lo sanno e continuano a fare confusione affermando che la Scienza avrebbe pretese che in realtà per la sua natura non può avere; su questo tendono a fare confusione pure coloro che vi lavorano, non precisando continuamente questi aspetti, quando divulgano al pubblico i contenuti del loro sapere;
  • la ricerca delle suddette conferme è costante e necessaria e costituisce una della caratteristiche primarie del metodo scientifico, insieme a quella della riproducibilità ed in sé questo è uno degli indici di “democrazia” della Scienza: tutti gli sperimentatori, sotto le stesse condizioni sperimentali, devono poter essere in grado di riprodurre un certo esperimento;
  • il principale scopo della Scienza è quello di formulare delle teorie che permettano di fornire una spiegazione razionale, qualitativa e quantitativa, attraverso la matematica, dei fenomeni naturali;
  • può accadere che più “letture” della realtà, ovvero teorie, possano interpretare qualitativamente un certo insieme di dati sperimentali e ciò è molto interessante e significativo dal punto di vista filosofico, ma non c’è scandalo in questo, anzi ciò è indice del relativo procedere non dogmatico della Scienza. Sarà sempre l’esperimento, in ultima analisi, che costantemente fornirà prove a sostegno dell’una o dell’altra interpretazione;
  • a conferma della non dogmaticità e del suo procedere critico, alcune attuali teorie, come la meccanica quantistica, pongono lecite questioni riguardo al modo stesso di “guardare” la realtà da parte degli scienziati, poiché evidenziano, semmai ce ne fosse stato bisogno, quanto soggetto ed oggetto siano in realtà integrati ed inscindibili e dunque quanto il modo di procedere della Scienza siano “umano” e riflesso di quella che è la sua mente;


Vi sono naturalmente critiche da più parti nei confronti del metodo scientifico, anche aspre, poiché per esempio nella pratica accade che con difficoltà si abbandoni una teoria che a lungo ha resistito, in caso inizino ad esservi delle evidenze a suo sfavore, ma si tenda piuttosto ad adattarla oppure si dice che il modo di procedere degli scienziati sia più guidato da singole intuizioni, potremmo dire artistiche ed estetiche, che dal rigido metodo al quale si rifanno; secondo i critici più anarchici tale metodo in realtà non esisterebbe proprio e la Scienza nel suo complesso procederebbe per paradigmi accettati e “rispettati” destinati ad essere rivoluzionati secondo un procedere non lineare, come parrebbe invece mostrarci il metodo scientifico “ortodosso”.

Linearità o no, comunque, alcune di queste dispute si riducono a mera accademia, secondo me e non solo, quando i risultati sperimentali mostrano uno straordinario accordo con le teorie (ed accade molto spesso), indipendentemente dal modo con cui si è arrivati a costruirle. L’esperimento, nonostante anche le resistenze degli scienziati, che sono uomini, costituisce il giudice supremo di ogni ipotesi scientifica.

Personalmente per quanto posso essere d’accordo con un modo anarchico di vedere il procedere scientifico, questo si deve uniformare prima o poi ai criteri qui appena abbozzati e dunque mantiene una sua forte coerenza interna, nonostante il procedere possa essere a volte irrazionale.

Ripeto, poiché questo è il punto più importante, i risultati sperimentali nei più svariati campi straordinariamente in accordo con le previsioni teoriche, tant’è che i primi a stupirsi sono gli scienziati stessi, sono il metro da cui partire per misurare, criticare e giudicare la Scienza; rispetto a tale questione, tutto il resto, comprese le importanti questioni metodologiche dibattute tra i filosofi, assumono, secondo me e non solo, un ruolo di secondo piano.
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Vecchio 23-02-2008, 03.35.53   #9
nexus6
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La tecnologia con tutto ciò non c’entra granché, essa applica nella pratica i risultati della Scienza e da questo punto di vista li conferma costantemente; la Scienza stessa poi naturalmente sfrutta ampiamente la tecnologia nell’ambito sperimentale. Spesso la si critica poiché in realtà il suo procedere sarebbe nient’altro che legato ai risultati applicabili nel concreto dalla tecnologia: questo è un aspetto problematico, in effetti, poiché per la ricerca scientifica occorrono tanti soldi e dove girano in quantità i soldi spesso l’unica morale è quella del profitto a scapito degli ideali. Vi sono settori scientifici, quelli maggiormente “sperimentali”, molto vicini in effetti alla tecnologia, ma essi continuano per la maggior parte a mantenere quella “moralità” che i principi del marketing e della finanza non hanno mai avuto.

Sottolineo “per la maggior parte”, poiché purtroppo esistono scienziati burocrati, che personalmente faccio fatica a chiamare “scienziati” (e, secondo me, si potrebbe discutere il caso della Fusione Fredda), i quali se ne infischiano di tutti i principi della Scienza e sono asserviti ai poteri dominanti, muovendo capitali e coscienze e facendo percepire purtroppo al grande pubblico che la Scienza sia in realtà un’aristocrazia che si vuol sostituire a quelle che hanno ormai perso il proprio potere, ma questo, come spero ora vi sia chiaro, nella Scienza non sta proprio scritto e coloro che vi lavorano sono spinti con umiltà dallo stesso “sacro” fuoco che era dei primi “astronomi” millenni fa, Astronomia che si considera storicamente la prima branca della Scienza, fuoco che spinge al voler comprendere, con la propria mente e con i propri strumenti e limiti, questa realtà naturale che ci circonda e che noi siamo.


Ripeto senza nessuna pretesa di completezza od organicità il mio vuole solo essere un contributo affinché possiate interessarvi, approfondire e guardare sempre con sguardo critico e scettico, come la stessa Scienza insegna, ad ogni affermazione rigida e banale su di essa (indipendentemente da chi l'afferma), come quelle qui portate da Giorgiosan e d’altronde a guardare con sguardo critico e scettico a tutto ciò che vi pare sembri non “giusto” secondo la vostra coscienza ed esperienza; questo è uno degli insegnamenti, se volete “anarchici”, della Scienza che potrebbe dare tanto alla società moderna.

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Vecchio 23-02-2008, 11.37.39   #10
Giorgiosan
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Non ho trovato in questa discussione (la prima che trovo in questo forum e forse oramai desuaeta) una definizione per me esaustiva sul cosa sia scienza, cosa sia filosofia, cosa sia arte, cosa sia tecnologia.

Forse si suppone che la cosa sia chiara, ma a dir la verità, per me non lo è affatto e mi è parso che nemmeno gli interventi aiutino in tal senso...anche perchè su alcune affermazioni non concorderei..per es. cosa è tecnica e in nche cosa differisce dala scienza.

Che poi la scienza sia un'arte mi giunge nuova...anzi, al'opposto, mi pare molto radicata nella nostra cultura l'idea che la scienza dovrebbe essere piu' vicina alle umane pulsioni...sul che non concordo...ma è un pensamento che pervade il nostro immaginario collettivo.

Daltra parte fino ad ora mai ho sentito riferirsi ad Einstein o a Dirac o a Fermi... o a Stephen Hawking...ecc... come fossero artisti anche se per certo erano ben dotati di pensiero laterale.

E la tecnica? puo' essere o non puo' essere che sia in gran parte una ricaduta della scienza?...per quanto un certo livelo tecnologico fosse già peresente nel'antichità

E l'arte? potrei forse considerare il mio carrozziere un artista (nonostante Giugiaro) o un semplice artigiano che aplica le nozioni apprese dalla esperienza....per quanto le botteghe artigiane del nosto rinascimento siano state straordinarie fucine di artisti...o forse possiamo attribuire il fenomeno al diverso significato della parola fra oggi e allora.

Qualcosa però anche mi perplime che mi patre anche conformisticamente pervasivo nella nostra società......ed è questo continuo attribuire da parte di alcuni... ogni azione e pensiero e tensione o pulsione umana ad un insano desiderio di sgraffignare potere, quattrini, sopraffazione...costi quel che costi!

Ora io sono certo ingenuo assai piu' della media degli orsi , ma credo che il persistere in questa cultura universalmente denigrante, sia assai piu' deleterio delle stesse male azioni che pur con spirito di sopraffazione e di irefrenabile egoisnmo certe persone compiono.
Ciao.

Non prendere artista nella accezione attuale il cui ambito è quello della produzione estetica ma in quella attuale di artigiano, che forse è più efficace per quello che voglio dire.
Anche quegli artisti son artigiani, al di la della "gonfiatura" che alla parola artista si da, ed anche alla produzione estetica.

Le persone oneste ed umili ci sono ma sono poche e non sono loro che determinano i valori secondo i quali il mondo umano, nella sua connotazione negativa, si muove e teorizza.

Quello che ho fatto come ho potuto, era la pars destruens e quando si vuole smitizzare lo si fa argomentando in questo senso.
C'è anche una pars construens che riguarda scienza tecnologica.

Definire arte la scienza è positivo... ma umile, come è appropriato per tutte le attività e conoscenze umane.

Ciao
Giorgiosan is offline  

 



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