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Vecchio 03-09-2007, 08.35.54   #91
Pandemia 1918
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 02-09-2007
Messaggi: 1
Riferimento: Omosessualità: contro natura?

Buonasera a tutti. Nonostante questo thread sia caduto un po' nel dimenticatoio, l'ho trovato stimolante e così ho deciso di intervenire quale mio primo contributo.

Citazione:
Originalmente inviato da DerBlaueReiter
Cominciamo: oggi l'omosessualità è da molti condannata senza appello, in quanto costume sessuale giudicato contro natura: naturale è invece l'unione eterosessuale, in quanto questa unione ha come fine naturale la procreazione, è custode della continuità della specie [dimenticandosi, oppure omettendo, che il sesso anale (per quanto sia ingiusto e superficiale ridurre un rapporto omosessuale alla sfera meramente sessuale, trascuradno la sfera degli affetti) provoca piacere, e il piacere è un principio naturale, che si trova in natura]

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Non mi sono mai occupato di omosessualità del mondo animale ...di certo è senz'altro meno diffusa rispetto a quella umana!

1. L'omosessualità NON è contro natura. Se per natura intendiamo, ad esempio, l'insieme di specie che compongono il regno animale, allora dobbiamo essere consci, nonostante l’asserzione di maxim di cui, sopra che: "L´omosessualità è stata osservata in più di 1.500 specie animali ed è stata documentata per almeno 500 di esse. Il tabù dell’omosessualità animale è caduto ufficialmente nel 1995, quando nel corso della XXIV Conferenza Etologica Internazionale le diverse tendenze sessuali degli animali sono state dichiarate campo di ricerca. Da quel punto in poi, numerose ricerche hanno avvalorato la tesi secondo cui l’omosessualità non è né un comportamento “deviato”, né una patologia, ma rientra a pieno titolo nel comportamento animale. “Lo stimolo sessuale è molto forte in tutti gli animali - spiega ancora Soeli – Anche per loro è una parte importante della vita, anche per loro è divertente fare sesso”. Altre ricerche, infatti, inaugurate dopo il 1995, hanno provato definitivamente una tesi che già da tempo circolava negli ambienti scientifici, ovvero che gli animali facessero sesso anche soltanto per puro piacere, senza alcun scopo riproduttivo. Questa tesi, spesso criticata dagli ambienti religiosi e conservatori, è ormai una solida acquisizione della scienza contemporanea. Vedi
http://www.90011.it/rubrica.asp?idRubrica=138

2. Sesso anale: l’omosessualità nel regno animale, come nel genere umano, non è limitata al sesso anale, esistendo anche l’omosessualità fra individui femminili. D’altra parte l’ano è un organo sessuale a tutti gli effetti, anzi è l’organo sessuale per eccellenza visto che è prerogativa di entrambi i sessi.

3. “da molti condannata”. Vero, ma è la condanna da parte dai seguaci delle tre religioni del Libro come fatto dogmatico e privo di qualunque giustificazione scientifica o culturale.

4. L'omosessualità non è una categoria ma un comportamento. Potenzialmente tutti gli individui possono avere stimoli verso un rapporto omosessuale e sono in grado di averne e provare piacere. Nella specie umana, se esistono limitazioni in questo campo, queste attendono molte volte a motivazioni culturali, sociali e religiose. Per contro, nel mondo animale esistono "matrimoni gay" finalizzati ad allevare la prole di uno dei due partner della coppia. Sono stati documemtati numerosi casi di coppie omosessuali in svariate specie animali. Come regola però, queste unioni sono, per quanto si è potuto osservare, di durata limitata. Pietra miliare di queste nuove conoscenze è: Biological Exuberance. Animal Homosexuality and Natural Diversity, autore Bruce Bagemihl, St. Martin's Press, New York, 1999, 752 pagine. Vedi commento qui:
http://home.planet.nl/~gkorthof/korthof62.htm

5. 60 anni fa, nel 1948 fu stato pubblicato in America il rapporto Kinsey sulla sessualità maschile (Sexual behavior in human male, di A.C. Kinsey, W.B. Pomeroy & C.E. Martin, W.B Saunders Company, Philadelphia), tradotto in italiano da Bompiani (558 pagine). Questo studio smentiva molte delle idee allora predominanti. Si rese evidente una netta discordanza tra la diffusa morale puritana in materia di abitudini sessuali e il comportamento che gli americani avevano raccontato a Kinsey. Il Rapporto Kinsey ebbe subito un clamoroso successo ma provocò anche infuriate polemiche da ogni parte. Ciò che Kinsey scoprì dopo aver studiato 12.000 persone di sesso maschile era che i maschi non rappresentano due popolazioni distinte, gli eterosessuali e gli omosessuali. Esiste piuttosto una zona continua di tendenze sessuali nei maschi, da quelli che sono esclusivamente eterosessuali a quelli che sono eslusivamente omosessuali. Pochi maschi meriterebbero comunque di essere collocati ai due estremi. Quasi tutti si trovano nel mezzo. Almeno il 37% della popolazione maschile ametteva di avere vissuto qualche esperienza omosessuale tra l'adolescenza e la vecchiaia, scriveva Kinsey. Il che significa più di un maschio su tre di fra quelli che uno può incontrare per strada. Kinsey diceva inoltre che le relazioni omosessuali non erano affatto rare né anormali e che come tali non costituivano una prova di nevrosi o psicosi in atto. Infine sollecitava gli psichiatri ad astenersi dai tentativi di correzione del comportamento omosessuale e a incoraggiare invece gli omosessuali ad accettare la propria condizione. Il fatto più saliente è che Kinsey affermò l'impossibilità di determinare il numero di persone che sono "omosessuali" o "eterosessuali". Per Kinsey è possibile solo rilevare il comportamento di un individuo durante periodi specifici. Quindi si sa almeno da 60 anni che non è possibile, a livello scientifico, catalogare le persone in "omosessuali" o "eterosessuali" ma solo rilevarne il comportamento sessuale di volta in volta. Per Kinsey la possibilità di ricondurre l'intensità dell'orientamento sessuale alla varietà delle sue gradazioni indica che la natura non si esprime per mezzo di categorie discrete, che sono piuttosto un'invenzione della mente umana quando cerca di forzare i fatti in compartimenti separati. Quella di Kinsey fu una vera e propria rivoluzione nel pensiero dell'epoca, basti pensare, ad esempio, che nel 1955 l'American Law Institute pubblicò il suo modello di codice penale, presto adottato da molti stati americani, dove, citando Kinsey, si legalizzava il rapporto omosessuale tra adulti consenzienti.

6. “naturale è invece l'unione eterosessuale, in quanto questa unione ha come fine naturale la procreazione, è custode della continuità della specie” . Esistono numerosi casi di coppie eterosessuali che non procreano o che procreano al di sotto della media. Al contrario, la maggior parte delle persone che ha rapporti omosessuali (Kinsey docet, ma basta anche guardarsi attorno con sguardo non orbato da pregiudizi) è sposata e spesso vi sono individui che hanno prole al di sopra della media e varia discendenza che intrattengono regolari rapporti omosessuali con altra gente sposata o meno. Vi sono uomini che “partono” da rapporti omosessuali per approdare a rapporrti etero e viceversa, vi sono uomini che intrattengono con regolarità, durante tutto l’arco della propria vita, i due tipi di rapporti. Gli “omosessuali” puri sono un minoranza fra le persone che intrattengono rapporti omosessuali tant’è che spesso si discute sul sesso degli angeli parlando di “persone omossessuali”.

Grazie per l’attenzione. Per approfondimenti vi invito a visitare il mio blog:
http://pandemia.blog.tiscali.it//
Pandemia 1918 is offline  
Vecchio 03-09-2007, 11.02.32   #92
maxim
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Data registrazione: 01-12-2005
Messaggi: 1,638
Riferimento: Omosessualità: contro natura?

Citazione:
Originalmente inviato da Pandemia 1918
Buonasera a tutti. Nonostante questo thread sia caduto un po' nel dimenticatoio, l'ho trovato stimolante e così ho deciso di intervenire quale mio primo contributo.





1. L'omosessualità NON è contro natura. Se per natura intendiamo, ad esempio, l'insieme di specie che compongono il regno animale, allora dobbiamo essere consci, nonostante l’asserzione di maxim di cui, sopra che: "L´omosessualità è stata osservata in più di 1.500 specie animali ed è stata documentata per almeno 500 di esse. Il tabù dell’omosessualità animale è caduto ufficialmente nel 1995, quando nel corso della XXIV Conferenza Etologica Internazionale le diverse tendenze sessuali degli animali sono state dichiarate campo di ricerca. Da quel punto in poi, numerose ricerche hanno avvalorato la tesi secondo cui l’omosessualità non è né un comportamento “deviato”, né una patologia, ma rientra a pieno titolo nel comportamento animale. “Lo stimolo sessuale è molto forte in tutti gli animali - spiega ancora Soeli – Anche per loro è una parte importante della vita, anche per loro è divertente fare sesso”. Altre ricerche, infatti, inaugurate dopo il 1995, hanno provato definitivamente una tesi che già da tempo circolava negli ambienti scientifici, ovvero che gli animali facessero sesso anche soltanto per puro piacere, senza alcun scopo riproduttivo. Questa tesi, spesso criticata dagli ambienti religiosi e conservatori, è ormai una solida acquisizione della scienza contemporanea. Vedi
http://www.90011.it/rubrica.asp?idRubrica=138

2. Sesso anale: l’omosessualità nel regno animale, come nel genere umano, non è limitata al sesso anale, esistendo anche l’omosessualità fra individui femminili. D’altra parte l’ano è un organo sessuale a tutti gli effetti, anzi è l’organo sessuale per eccellenza visto che è prerogativa di entrambi i sessi.

3. “da molti condannata”. Vero, ma è la condanna da parte dai seguaci delle tre religioni del Libro come fatto dogmatico e privo di qualunque giustificazione scientifica o culturale.

4. L'omosessualità non è una categoria ma un comportamento. Potenzialmente tutti gli individui possono avere stimoli verso un rapporto omosessuale e sono in grado di averne e provare piacere. Nella specie umana, se esistono limitazioni in questo campo, queste attendono molte volte a motivazioni culturali, sociali e religiose. Per contro, nel mondo animale esistono "matrimoni gay" finalizzati ad allevare la prole di uno dei due partner della coppia. Sono stati documemtati numerosi casi di coppie omosessuali in svariate specie animali. Come regola però, queste unioni sono, per quanto si è potuto osservare, di durata limitata. Pietra miliare di queste nuove conoscenze è: Biological Exuberance. Animal Homosexuality and Natural Diversity, autore Bruce Bagemihl, St. Martin's Press, New York, 1999, 752 pagine. Vedi commento qui:
http://home.planet.nl/~gkorthof/korthof62.htm

5. 60 anni fa, nel 1948 fu stato pubblicato in America il rapporto Kinsey sulla sessualità maschile (Sexual behavior in human male, di A.C. Kinsey, W.B. Pomeroy & C.E. Martin, W.B Saunders Company, Philadelphia), tradotto in italiano da Bompiani (558 pagine). Questo studio smentiva molte delle idee allora predominanti. Si rese evidente una netta discordanza tra la diffusa morale puritana in materia di abitudini sessuali e il comportamento che gli americani avevano raccontato a Kinsey. Il Rapporto Kinsey ebbe subito un clamoroso successo ma provocò anche infuriate polemiche da ogni parte. Ciò che Kinsey scoprì dopo aver studiato 12.000 persone di sesso maschile era che i maschi non rappresentano due popolazioni distinte, gli eterosessuali e gli omosessuali. Esiste piuttosto una zona continua di tendenze sessuali nei maschi, da quelli che sono esclusivamente eterosessuali a quelli che sono eslusivamente omosessuali. Pochi maschi meriterebbero comunque di essere collocati ai due estremi. Quasi tutti si trovano nel mezzo. Almeno il 37% della popolazione maschile ametteva di avere vissuto qualche esperienza omosessuale tra l'adolescenza e la vecchiaia, scriveva Kinsey. Il che significa più di un maschio su tre di fra quelli che uno può incontrare per strada. Kinsey diceva inoltre che le relazioni omosessuali non erano affatto rare né anormali e che come tali non costituivano una prova di nevrosi o psicosi in atto. Infine sollecitava gli psichiatri ad astenersi dai tentativi di correzione del comportamento omosessuale e a incoraggiare invece gli omosessuali ad accettare la propria condizione. Il fatto più saliente è che Kinsey affermò l'impossibilità di determinare il numero di persone che sono "omosessuali" o "eterosessuali". Per Kinsey è possibile solo rilevare il comportamento di un individuo durante periodi specifici. Quindi si sa almeno da 60 anni che non è possibile, a livello scientifico, catalogare le persone in "omosessuali" o "eterosessuali" ma solo rilevarne il comportamento sessuale di volta in volta. Per Kinsey la possibilità di ricondurre l'intensità dell'orientamento sessuale alla varietà delle sue gradazioni indica che la natura non si esprime per mezzo di categorie discrete, che sono piuttosto un'invenzione della mente umana quando cerca di forzare i fatti in compartimenti separati. Quella di Kinsey fu una vera e propria rivoluzione nel pensiero dell'epoca, basti pensare, ad esempio, che nel 1955 l'American Law Institute pubblicò il suo modello di codice penale, presto adottato da molti stati americani, dove, citando Kinsey, si legalizzava il rapporto omosessuale tra adulti consenzienti.

6. “naturale è invece l'unione eterosessuale, in quanto questa unione ha come fine naturale la procreazione, è custode della continuità della specie” . Esistono numerosi casi di coppie eterosessuali che non procreano o che procreano al di sotto della media. Al contrario, la maggior parte delle persone che ha rapporti omosessuali (Kinsey docet, ma basta anche guardarsi attorno con sguardo non orbato da pregiudizi) è sposata e spesso vi sono individui che hanno prole al di sopra della media e varia discendenza che intrattengono regolari rapporti omosessuali con altra gente sposata o meno. Vi sono uomini che “partono” da rapporti omosessuali per approdare a rapporrti etero e viceversa, vi sono uomini che intrattengono con regolarità, durante tutto l’arco della propria vita, i due tipi di rapporti. Gli “omosessuali” puri sono un minoranza fra le persone che intrattengono rapporti omosessuali tant’è che spesso si discute sul sesso degli angeli parlando di “persone omossessuali”.

Grazie per l’attenzione. Per approfondimenti vi invito a visitare il mio blog:
http://pandemia.blog.tiscali.it//


Tu puoi portare tutte le argomentazioni di questo mondo che ti sarà impossibile dimostrare l’indimostrabile.
Innanzitutto, per quanto concerne gli animali, credo tutti sappiano che la natura ha provveduto dotar loro di determinati periodi di riproduzione a salvaguardia della procreazione. La concessione riservata agli umani di una più ampia soddisfazione sessuale, deriva dalla capacità razionale dell’uomo in generale di saper amministrare la sua procreazione. Tu pensa se le specie (la maggior parte) che abbisognano di climi temperati per allevare i cuccioli, potessero accoppiarsi per puro piacere anche durante l’inverno…sarebbe lo stravolgimento totale della natura. Che poi per gli animali sia “divertente” far sesso penso sia abbastanza comprensibile…che non lo pensino minimamente al di fuori dei loro periodi riproduttivi ove gli ormoni adatti allo scopo sono assenti, è un altro dato di fatto.
Del resto non comprendo perché ci si affanni tanto nel far rientrare l’omosessualità in un contesto predeterminato dalla natura e con una sua particolare funzione senza la quale parrebbe impossibile questo “perfetto” disegno biologico.
Non v’è dubbio che fra tutte le specie animali quella dell’uomo manifesti in maniera più eclatante il fenomeno dell’omosessualità. Non siamo macchine…è ovvio che per quanto concerne la sessualità un orientamento totalmente eterosessuale sia da attribuire esclusivamente a cause socio-culturali. Io propendo nel credere che ognuno di noi possa riservare piacevoli attenzioni nei confronti del proprio sesso. Tempo fa avevo aperto un 3D sull’orientamento bisessuale di tutte le donne…difficilmente non gradirebbero “giocare/provare” un’esperienza con un’altra donna. Nelle carceri maschili è risaputo che in mancanza dell’oggetto principale delle proprie attenzioni questi si riversano inevitabilmente nei confronti di altri maschi. Tutto ciò non significa nulla…è questione di orientamente preponderante della propria sessualità. Le donne che si dichiarano anche apertamente bsex riservano solo momentaneamente le loro attenzioni all’altra donna però dopo un po’ ho notato che ritornano felici tra le braccia del maschio/dei maschi …i carcerati, appena ne hanno l’occasione, sfruttano le loro potenzialità eterosessuali e magari negli anni precedenti hanno avuto solo rapporti omosessuali.
C’è nulla da fare…è una questione biologico-ormonale impostaci dall’esterno! La prevalenza attrattiva verso il sesso opposto è fra l’altro una questione chimica.
Cosa succede allora quando quella nostra parte omosessuale (presente inequivocabilmente in ciascuno di noi) è nettamente preponderante? Da un punto di vista chimico cos’è che “non funziona” per la natura (non fraintendetemi) e fa si che l’attrazione olfattiva avvenga esclusivamente per ormoni dello stesso tipo?

Se non si risolvono prima la motivazioni della nostra bsessualità diventa molto difficile “giustificare” l’omosessualità.

maxim is offline  
Vecchio 03-09-2007, 17.44.20   #93
TippetE
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Data registrazione: 11-07-2007
Messaggi: 47
Riferimento: Omosessualità: contro natura?

Per esprimere il mio pare forse eccessivamente sintetico: assolutamente no.
Nessuno può arrogarsi il diritto di conoscere cosa sia e cosa non sia "secondo natura".

E un diritto e una conoscenza -almeno questo glielo si conceda- che spetta solo al Divino allorquando questo esistesse.

Ciao.
TippetE is offline  
Vecchio 03-09-2007, 19.56.13   #94
LudoVicoVan
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Data registrazione: 26-03-2007
Messaggi: 36
Riferimento: Omosessualità: contro natura?

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Cosa succede allora quando quella nostra parte omosessuale (presente inequivocabilmente in ciascuno di noi) è nettamente preponderante? Da un punto di vista chimico cos’è che “non funziona” per la natura (non fraintendetemi) e fa si che l’attrazione olfattiva avvenga esclusivamente per ormoni dello stesso tipo?
Sarebbe come adire: cosa succederebbe se all'improvviso si fosse in grado di generare solo maschi o solo femmine?
Non credo che sia possibile. Ma questo porterebbe sicuramente all'estinzione della specie.
Se succedesse, non ci potremmo fare nulla. Se la nostra natura ci portasse a questo, non significherebbe essere contro natura.
Faremmo solo la fine di una miriade di altre specie del passato.
LudoVicoVan is offline  

 



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