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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 18-06-2009, 19.34.17   #11
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Serve il dolore?

Potremmo impostarla così:

il dolore è un fenomeno universale ed onnipresente, simultaneo ed integrato alla vita.
Tutte le specie viventi, tutto ciò che è vivente lo soffre.

La sua intensità sembra essere direttamente proporzionale alla complessificazione biologica.

Anche la natura cosidetta inanimata sembra "soffrirne", metto fra virgolette perchè puo sembrare improprio parlare di sofferenza...che so... per una una barra di ferro che subisce un torsione fino a spezzarsi o che, sottoposta ad una fonte di calore, diventa incandescente.
Avete mai provato a fare un "fuorigiri" ? Il motore emette un rumore che, antropomorficamente, definerei senz'altro un urlo di dolore.

Se si assume che il dolore, la sofferenza sono universali (anche lasciando da parte la natura cosidetta inanimata) e che non c'è vita senza dolore si potrebbe concludere che al di là di ogni considerazione religiosa, la sofferenza è necessaria come l'acqua o l'aria o il nutrimento.

Si potrebbe definire la sofferenza quella forza che vince l'inerzia vitale e produce il divenire o che il divenire necessariamene produce dolore?

Ultima modifica di Giorgiosan : 19-06-2009 alle ore 07.48.46.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 19-06-2009, 14.02.31   #12
emmeci
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Serve il dolore?

Caro Noor: l’alternativa alla ricerca “eroica” della verità allora cos’è? Lo starsene distesi a sentire scorrere il fiume come fa il taoista? (Forse Mirror mi sgriderà un’altra volta dicendo che non è questa l’essenza del tao, ma è tanto difficile interpretare i termini di questo cinese antico che non so se si può capire qualcosa di più, anche consultando un dizionario. Comunque, per quanto riguarda gli eroi, certo essi appariranno sempre ridicoli di fronte a un Don Chisciotte che li prende per mulini a vento. E anche Brecht era del tuo parere: “beati i popoli che non hanno bisogno di eroi!” (anche se forse lui stesso si sentiva un eroe e la frase doveva per lo meno ridurre la concorrenza).
In ogni modo, tornando al campo della filosofia, se per eroismo si intende un credere senza dubbi di sorta alla verità che si è trovata (che sia una religione, una teoria scientifica, un grande sistema filosofico) penso anch’io che equivalga a un giocare con le ombre, se non a una tracotante pretesa; mentre se significa un indefesso impegnarsi nella ricerca – beh, forse rappresenta un tantino di più del taoistico (scusa Mirror, è solo un confronto retorico) “rimanere distesi lungo il fiume”.
emmeci is offline  
Vecchio 24-06-2009, 00.26.21   #13
Malacraine
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 07-05-2009
Messaggi: 2
Riferimento: Serve il dolore?

Ciao, argomento interessante questo non solo per me ma un po' per tutti.

credo che il dolore non sia né un male né un bene a priori ma possa essere entrambi , ovvero può servire per distruggere come per costruire.. in tal caso non è un fattore indispensabile, ma necessario, una forza naturale che spinge l'individuo alla ricerca del benessere, intellettuale, economico ecc.
Chiaramente la necessità -seguita dalla volontà- di migliorarsi non è innata e ne deriva da fattori ambientali e sociali , per questo motivo l'evoluzione umana non è uguale in ogni parte del globo

aggiungo che, non è indispensabile sperimentare il dolore in prima persona:
non hai bisogno di scottarti per comprendere che il fuoco può scottare, dopo aver visto un altro scottarsi.
Malacraine is offline  
Vecchio 21-01-2011, 17.37.25   #14
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
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Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Serve il dolore?

Il dolore?

Serve a produrre conoscenza.

Come direbbe Cioran.

A patto di non atrofizzarsi il cervello imbottendosi di psicofarmaci che servono a DIMENTICARE il dolore.Come fanno tanti, tantissimi.

Per quanto mi riguarda, il dolore è stato per me il cenotafio del mio io, e grazie ad alcuni pensatori, sono diventata più forte.
"Sono morta" nel 2003 e ora sono diventata più consapevole di me.
femmefatale is offline  
Vecchio 23-01-2011, 09.44.31   #15
Sirviu
Ospite abituale
 
Data registrazione: 22-08-2010
Messaggi: 107
Riferimento: Serve il dolore?

Chissà perché, tendiamo a concentrarci più sul dolore che sul piacere: del secondo non abbiamo bisogno di chiedere, del primo sì ...
Ma in fondo, potrebbe il piacere essere altrettanto reale e goduto senza il dolore ?
Diverso invece sarebbe interrogarsi sull'origine del piacere e del dolore: possono esser stati voluti da un essere superiore ? Difficile stabilirlo. L'unica ipotesi che mi viene in mente è quella di un essere in perfetto equilibrio che si era annoiato del niente accadere ...
Sirviu is offline  
Vecchio 26-01-2011, 19.59.13   #16
baylham
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-01-2010
Messaggi: 89
Riferimento: Serve il dolore?

Il dolore è un processo biologico dell’uomo e della maggior parte degli esseri viventi, necessario, essenziale per la sopravvivenza dell’individuo. Proviamo ad immaginare i comportamenti animali e umani, un ambiente, una società senza la presenza incombente, possibile del dolore? L’uomo, come la maggior parte degli animali semplicemente sarebbe già estinto o meglio non sarebbe mai nato come specie. Il dolore è un processo biologico sorto nel corso dell’evoluzione degli esseri viventi. Su questo si innestano e interagiscono altri sistemi biologici, individuali e sociali, la morale o il sistema penale ad esempio. Sono questi processi biologici distinti, della conservazione, del dolore e del piacere, fuori dalla possibilità del nostro controllo, che danno fondamento alle nostre determinazioni, a spingere il “libero” arbitrio in una direzione piuttosto che nell’altra, altrimenti vivere o morire, fare qualcosa piuttosto che altro sarebbe del tutto indifferente.
La possibilità del dolore serve principalmente a stare vivi.
baylham is offline  
Vecchio 28-01-2011, 00.14.05   #17
ulysse
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Serve il dolore?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Potremmo impostarla così:il dolore è un fenomeno universale ed onnipresente, simultaneo ed integrato alla vita.
Tutte le specie viventi, tutto ciò che è vivente lo soffre.
Forse non tutti. Occorre un sistema nervoso ed una “sensibilità”. Le piante, forse, non “sentono” dolore, ma certo reagiscono in qualche modo ad una pervasione della loro struttura cellulare
Citazione:
La sua intensità sembra essere direttamente proporzionale alla complessificazione biologica.
In effetti è così: come dicevo e come mi par di osservare, occorre un sistema nervoso con sensori di rilevazione dati, trasmissione di segnali e di elaborazione…fino ad una qualche forma di coscienza o autocoscienza di ciò che accade con conseguente reazione di aggiustamento e retroazione.
Quindi è vero, una certa complessità biologica è necessaria e certo la sensibilità al dolore cresce in funzione diretta del numero di neuroni, sinapsi, reti neurali, ecc… di cui il vivente puo’ disporre.
Citazione:
Anche la natura cosiddetta inanimata sembra "soffrirne", metto fra virgolette perchè può sembrare improprio parlare di sofferenza...che so... per una una barra di ferro che subisce un torsione fino a spezzarsi o che, sottoposta ad una fonte di calore, diventa incandescente.
In effetti è improprio, ma la metafora può esser ampliata. Infatti alla struttura cristallina del ferro (o acciaio che sia) che pure agisce e reagisce meccanicamente ed energeticamente ad interventi esterni, mancano i neuroni. Quindi quando diciamo che la materia o il manufatto, sottoposto a stress, soffre ed urla, in realtà siamo noi (i nostri neuroni) che rilevando la reazione, "soffriamo" e rielaboriamo l’intervento ed il processo correndo ai ripari in retroazione o distruggendo l’opera nei casi estremi.
Citazione:
Se si assume che il dolore, la sofferenza sono universali (anche lasciando da parte la natura cosiddetta inanimata) e che non c'è vita senza dolore si potrebbe concludere che al di là di ogni considerazione religiosa, la sofferenza è necessaria come l'acqua o l'aria o il nutrimento.
In effetti il dolore/sofferenza è una funzione fisiologica utile e necessaria…nei casi appropriati….se non per l’individuo almeno per la specie!
Ma non credo sia universale. Come già dissi per le specie animali prive di un sistema nervoso (esistono?) e per i vegetali il dolore non esiste o forse non è concepito a livello senziente…per quanto anch’essi reagiscano agli stimoli.
Citazione:
Si potrebbe definire la sofferenza quella forza che vince l'inerzia vitale e produce il divenire o che il divenire necessariamente produce dolore?
Forse il dolore o la sofferenza possono costituire stimolo…quando non depressione. Ma non vedo necessaria la relazione col divenire: il divenire può essere anche senza dolore…anzi è infinitamente meglio se il dolore non c’è…nel divenire che avanza.
Direi piuttosto che il dolore/sofferenza è l’avvertimento di un malessere biologico/psichico provocato da intrusione e/o stress nel nostro essere psico/fisico. Il dolore ci induce a correre ai ripari o ci avverte affinchè non ripetiamo quelle azioni che già ci hanno provocato dolore…per quanto non sempre impariamo dalla storia.
Purtroppo il dolore può permanere anche oltre l'evento o gli eventi patiti e segnare la nostra vita per sempre in negativo o in positivo.... se riusciamo ad elaborarlo e farlo nostro e temprarci agli stress. Quindi...se non ti uccide ...ti fa forte!.

Certo è che se non percepiamo il dolore non ci accorgiamo se battiamo la testa…e potremmo ribatterla sul muro ad libitum fino a morirne: QUINDI IL DOLORE SERVE ...ECCOME!

Ma possiamo anche acquisire una cultura del dolore non solo a posteriori (la medicina e le scienze sociali si basano su questo) ma anche compiere a priori quegli interventi, o non interventi, meccanici, energetici, chimici, affettivi o solidali ecc.. atti a prevenire il dolore, la sofferenza, il distacco o persino la morte nostra o dei consimili eventualmente a noi legati per reciproco conforto, affetto, ideologia, etnia, ecc….

C’è chi si chiede come, cosa o chi abbia introdotto nel nostro essere bilogico e nalla nostra coscienza questa sensibilità al dolore, alla sofferenza, allo sconforto causati da intrusione biologica, oppure stress o perdita di affetti…a volte persino relativa ad oggetti, e, ovviamente, per beni perduti o per eccessivo egoismo, ecc…

Credo che la cosa sia andata di pari passo con l’evoluzione delle specie.
Le specie prive di sensibilità agli stimoli, positivi o negativi che fossero, non si sono evolute o sono finite…estinte…puff!...forse nemmeno iniziate!


Le specie che, per mutazione e selezione del DNA, sono arrivate a costituire un sistema nervoso efficace sono poi sopravissute, magari chi più chi meno e non tutte nello stesso modo o livello, ma si sono evolute nel senso di costituire un sistema nervoso sempre più vantaggioso per le necessità della specifica specie rispetto ai consimili o ad altre specie coagenti nello stesso territorio o nicchia ecologica...superandole.

Il vantaggio, si è poi via via trasmesso alle successive generazioni per mezzo del DNA...magari con mutazioni ulteriormente vantaggiose..

Per quanto noi umani ci vantiamo (o ci lamentiamo) di trovarci in cima alla scala della sensibilità o della coscienza del dolore/sofferenza al livello psico/fisico, (alcuni direbbero “spirituale”…) tuttavia non ne abbiamo l’esclusiva: suppongo che la gran parte dei pluricellulari (dotati di un sistema nervoso) sia soggetta alla esperienza del dolore/sofferenza in qualche modo percepiti, memorizzari e acquisiti.

Infatti……
La mia gatta infatti... che non sà di non trovarsi in cima alla scala delle sensibilità.... ha bisogno di compagnia…di esprimersi… di comunicare: è dotata allo scopo di innumeri tonalità di suoni e di versi!
Si annoia e si deprime se nessuno l’ascolta o resta sola…e soffre, e forse, anch’io!
E anch’io....ho diverse tonalità di voci e di versi….per comunicare.

Ultima modifica di ulysse : 28-01-2011 alle ore 14.09.23.
ulysse is offline  
Vecchio 28-01-2011, 17.09.33   #18
femmefatale
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Riferimento: Serve il dolore?

questa frase bellissima di Camus:

"se c'è un'anima è un errore credere che ci sia stata data già creata.Si crea qui, nel corso della vita.e vivere è soltanto questo parto lungo e faticoso.Quando l'anima è pronta, creata da noi e dal dolore, ecco la morte"

...questa frase non è esplicativa?
femmefatale is offline  
Vecchio 29-01-2011, 19.54.05   #19
ulysse
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Riferimento: Serve il dolore?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
questa frase bellissima di Camus:

"se c'è un'anima è un errore credere che ci sia stata data già creata.Si crea qui, nel corso della vita.e vivere è soltanto questo parto lungo e faticoso.Quando l'anima è pronta, creata da noi e dal dolore, ecco la morte"

...questa frase non è esplicativa?
E' affascinante, ma un poco funerea e neanche completamente vera...come spesso non sono completamente vere le frasi ad effetto.
Direi che non mi piace la faccenda dell'anima pronta per la morte.
L'anima o, piuttosto, la nostra personalità e vision non è mai pronta, resta sempre qualcosa da fare e aggiungere per migliorare...non siamo mai migliorati abbastanza...è un percorso infinito che la morte interrompe...purtroppo...ma la morte può anche attendere...se possibile!

Puo' essere che il dolore ci tempri o tempri la nostra cosidetta anima, ma non è esclusivo o necessario...anzi, se non ti tempra, puo' ucciderti o deprimerti immensamente e questo non è auspicabile.

E' necessario, questo sì, poterne avere la percezione...almeno al di sopra delle amebe. Quindi potrei essere stato freinteso, nel post precedente, dicendo che il dolore è utile. Intendevo che è utile e indispensabile l'averne la sensibilità e la capacità di percezione, ma non che lo si debba necessariamnte sperimentare.

Certo che, se capita, può essere anche temprante, ma non sempre lo è.

Comunque direi piuttosto che perseguiamo la nostra formazione e costruiamo la nostra personalità, in prevalenza, con lo studio, la formazione, l'esperienza operativa, relazionale, empatica e solidale, con l'intrapresa, con l'essere protagonisti ...ed anche con l'osare...accettatre e superare le sfide, siano esse fisiche, intellettuali o emotive.

In questo complesso di possibilità il dolore, fisico o psichico che sia, può capitare, occorre resistergli, ma non è ingrediente necessario o indispensabile: dopo tutto...io eviterei.
ulysse is offline  
Vecchio 29-01-2011, 21.31.03   #20
senzanome
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Riferimento: Serve il dolore?

Personalità empirica, Franco Battiato

...E poi le pene che sorpassano la gioia di vivere
Coi dispiaceri che ci porta l’esistente
Ti viene voglia di cercare spazi sconosciuti
Per allenare la tua mente a nuovi stati di coscienza
...


Per me il dolore è quanto detto sopra.
"Serve" (non mi piace il termine, poiché non è corretto) per cercare nuovi spazi sconosciuti, spazi di piacere.
Però bisogna viverselo il dolore e non fuggirlo altrimenti si fugge anche il piacere.
senzanome is offline  

 



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