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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-08-2011, 19.30.04   #81
ulysse
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Riferimento: Serve il dolore?

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Originalmente inviato da CVC
Non considero la pubblicità un parametro di orientamento. L'unica cosa che vedo nella pubblicità è qualcuno che cerca di vendere qualcosa a qualcun'altro e tecniche di persuasione varie, occulte o meno.
E' vero, la pubblicità non dovrebbbe essere un parametro di orientemento per la nostra "Vision", il guaio è che lo è e lo diventa sempre piu' aggredendo chi ha meno difese culturali e psichiche e di lì diffondendosi anche verso chi è piu' ostico.
Tutti guardiamo la pubblicità e ne siamo influenzati direttamente o indirettamente...perchè così la società si trasforma perseguendo un'etica che non sarebbe auspicabile, ma che dobbiamo seguire...anche inavvertitamente.

Che poi alla base ci sia anche il desiderio di piacere culturalmente imposto o spontaneo è senz'altro vero, ma non credo sia unidirezionale, anzi è multidirezionale!
I due generi...o anche i tre o i quattro...o cinque o sei.... col genere giovanile e infantile... si influenzano e interagiscono reciprocamente: la pubblicità è moltro attenta a questo: si propone di guidare le scelte, ma niente fà che scontenti i più.

Citazione:
Gli uomini e la società impongono canoni solo a chi basa la propria autostima sull'opinione degli altri.
L'unico fondamento stabile su cui poggiare l'autostima è il rispetto che ci è dovuto
Concordo! la nostra autostima non dovrebbe dipendere dalla opinione altrui, il fatto è però che, con maggiore o minor dipendenza a seconda della forza della propria personalità, non possiamo che prendere l'opinione e valutazione altrui a riferimento: umanamente abbiamo bisogno di gratificazione...che non puo' che venire dal nostro prossimo...spero da quello che stimiamo... ma a volte non abbiamo tante possibilità di scelta e ci riduciamo all'amicizia su facebook...mostrando le fotografie.
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Vecchio 20-08-2011, 20.25.23   #82
femmefatale
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Originalmente inviato da ulysse
E' vero, la pubblicità non dovrebbbe essere un parametro di orientemento per la nostra "Vision", il guaio è che lo è e lo diventa sempre piu' aggredendo chi ha meno difese culturali e psichiche e di lì diffondendosi anche verso chi è piu' ostico.
Tutti guardiamo la pubblicità e ne siamo influenzati direttamente o indirettamente...perchè così la società si trasforma perseguendo un'etica che non sarebbe auspicabile, ma che dobbiamo seguire...anche inavvertitamente.

Che poi alla base ci sia anche il desiderio di piacere culturalmente imposto o spontaneo è senz'altro vero, ma non credo sia unidirezionale, anzi è multidirezionale!
I due generi...o anche i tre o i quattro...o cinque o sei.... col genere giovanile e infantile... si influenzano e interagiscono reciprocamente: la pubblicità è moltro attenta a questo: si propone di guidare le scelte, ma niente fà che scontenti i più.


Concordo! la nostra autostima non dovrebbe dipendere dalla opinione altrui, il fatto è però che, con maggiore o minor dipendenza a seconda della forza della propria personalità, non possiamo che prendere l'opinione e valutazione altrui a riferimento: umanamente abbiamo bisogno di gratificazione...che non puo' che venire dal nostro prossimo...spero da quello che stimiamo... ma a volte non abbiamo tante possibilità di scelta e ci riduciamo all'amicizia su facebook...mostrando le fotografie.


infatti... "l'inferno sono gli altri" direbbe Sartre.

è lo sguardo dell'altro che mi limita, mi oggettivizza... ma mi fa esistere.

questo è il concetto di Sartre che più amo e che più mi descrive.
Quanto verità in questa frase così piccola!!
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Vecchio 21-08-2011, 16.18.43   #83
CVC
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Originalmente inviato da femmefatale
infatti... "l'inferno sono gli altri" direbbe Sartre.

è lo sguardo dell'altro che mi limita, mi oggettivizza... ma mi fa esistere.

questo è il concetto di Sartre che più amo e che più mi descrive.
Quanto verità in questa frase così piccola!!
Io trovo più realistica questa espressione di Piaget:"Le influenze esterne non hanno significato che in rapporto agli atteggiamenti che suscitano"
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Vecchio 23-08-2011, 17.13.43   #84
femmefatale
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Originalmente inviato da CVC
Io trovo più realistica questa espressione di Piaget:"Le influenze esterne non hanno significato che in rapporto agli atteggiamenti che suscitano"

Secondo me quel concetto di Sartre esemplifica alla perfezione quanto lo sguardo altrui riesca a elevarci o distruggerci.
pensiamo a quanto i giudizi estetici possano determinare la nostra autostima nel bene e nel male...nel sentirci bene con noi stessi oppure nel disprezzarci.

tra l'altro se ricordo bene, quella frase è tratta da un'opera teatrale, e potremmo vederci un parallelismo con il fatto che la vita è un teatro....
una recita continua, spesso nell'Assurdo.

siamo tutti spettatori e attori della nostra vita vista come tragedia ridicola.ed è lo sguardo altrui che ci fa esistere come individui isolati...percepiti...giudicat i...condannati.
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Vecchio 23-08-2011, 21.06.59   #85
Tempo2011
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Originalmente inviato da femmefatale
siamo tutti spettatori e attori della nostra vita vista come tragedia ridicola, ed è lo sguardo altrui che ci fa esistere come individui isolati...percepiti...giudicat i...condannati.

Non mi trovo d'accordo con la tua conclusione, poiché un semplice sguardo non può avere quella potenza che gli attribuisci, se non fossimo noi a premere il grilletto dell'arma interna. E più le nostre stanze sono vuote, più il rumore rimbomba.
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Vecchio 24-08-2011, 18.09.44   #86
femmefatale
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Originalmente inviato da Tempo2011
Non mi trovo d'accordo con la tua conclusione, poiché un semplice sguardo non può avere quella potenza che gli attribuisci, se non fossimo noi a premere il grilletto dell'arma interna. E più le nostre stanze sono vuote, più il rumore rimbomba.

PER ME STESSA, lo sguardo altrui ha un tremendo potere.
ma comunque, sarà così perchè sono donna e quindi mi devo adeguare ai canoni estetici per piacere.
ad ogni modo credo, che al di là dell'estetica, anche uno sguardo altrui, basato su concetti come moralità, etica ecc possa condizionarci ad agire in un modo piuttosto che un altro.
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Vecchio 24-08-2011, 18.42.44   #87
albert
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Riferimento: Serve il dolore?

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Originalmente inviato da femmefatale
PER ME STESSA, lo sguardo altrui ha un tremendo potere.

Perché glielo dai tu. Chi ti guarda può essere un imbecille.

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Originalmente inviato da femmefatale
ma comunque, sarà così perchè sono donna e quindi mi devo adeguare ai canoni estetici per piacere.

E chi lo ha detto? Chi ti obbliga? E' ragionevole che una persona voglia piacere a determinate altre persone ma, al di là di questo, non c'è ragione di "adeguarsi"

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
ad ogni modo credo, che al di là dell'estetica, anche uno sguardo altrui, basato su concetti come moralità, etica ecc possa condizionarci ad agire in un modo piuttosto che un altro.

Lo sguardo altrui ci condiziona sempre. Più si è maturi e sicuri di sè, meno si è condizionati.

albert is offline  
Vecchio 24-08-2011, 20.55.19   #88
Tempo2011
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Originalmente inviato da albert
Lo sguardo altrui ci condiziona sempre. Più si è maturi e sicuri di sè, meno si è condizionati.
Appunto: più le stanze sono vuote e più lo sparo rimbomba.
Per altro, già altre volte ho affrontato queste discussioni con femmefatale, e ancora non sono riuscito a comprendere perché gli altri esistono e lei no. Per Bacco, anche noi uomini ci teniamo a piacere alle donne, e facciamo di tutto per riuscirci, ma non per questo esso rimane l'unico scopo della nostra vita. Ognuno di noi si porta appresso dei difetti fisici o caratteriali, e il mondo è pieno di esempi clamorosi, partendo dal cinema che, dell'aspetto fisico, ne fa un'arma vincente. Nonostante ciò, vedo degli attori e delle attrici, talmente brutte da rasentare l'orrore, ma di grandissimo successo per la loro bravura e propria soddisfazione. Se poi passiamo ai politici, a iniziare dalla Jotti fino ai giorni nostri con la Jervolino e compagne, Brunetta, Bossi e tanti altri. Poi passiamo alla scienza, uno su tutti: Stephen Hawking, premio Nobel nonostante tutto.
In pratica, il mondo è pieno di questi esempi, e su sei miliardi di persone il 99% si porta appresso la propria croce, mentre quando scrivi, è come se tu fossi l'unica persona a portarla, essendo la tua (non banalizzo perché sul tuo blog ho visto le tue foto), più che una croce, secondo me è un modo per attirare l'attenzione degli altri su di te. E poi il resto mi sembra d'avertelo già detto no…..?
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Vecchio 16-03-2012, 17.22.49   #89
-Layla-
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Caro emmeci, trovo davvero interessante la tua opinione sul dolore con cui, devo ammettere, mi trovo completamente d'accordo.

Scientificamente parlando, ti risponderei (in modo ovvio) che il dolore é necessario perché altimenti non avvertiremmo quando, per esempio, perdiamo sangue in un punto del corpo che non vediamo e, bene, finisce che moriamo dissanguati per non esserci accorti di nulla. Brutta, bruttissima fine.

Ma, rispondendo in modo piú profondo, ti direi che si, come hai giustamente detto tu, un filosofo senza dolore troverebbe meno stimoli alla ricerca della verità. Solo che io rimpiazzerei "un filosofo" con l'essere umano in generale.
-Layla- is offline  
Vecchio 16-03-2012, 18.50.19   #90
ulysse
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Originalmente inviato da -Layla-
Caro emmeci, trovo davvero interessante la tua opinione sul dolore con cui, devo ammettere, mi trovo completamente d'accordo.

Scientificamente parlando, ti risponderei (in modo ovvio) che il dolore é necessario perché altimenti non avvertiremmo quando, per esempio, perdiamo sangue in un punto del corpo che non vediamo e, bene, finisce che moriamo dissanguati per non esserci accorti di nulla. Brutta, bruttissima fine.

Ma, rispondendo in modo piú profondo, ti direi che si, come hai giustamente detto tu, un filosofo senza dolore troverebbe meno stimoli alla ricerca della verità. Solo che io rimpiazzerei "un filosofo" con l'essere umano in generale.
"A egregie cose il forte animo accedono l'urne dei forti...."
Ma direi che il dolore deprime ed offusca...è con la speranza, la fiducia l'ottimismo che si raggiungono le vette..."io... speriamo... che me la cavo!"
Alla fine è il gene egoista che stimola al fare, al cercare per la propria affermazione e autoralizzazione..ma non solo propria...più estesamente della società e della specie.
ulysse is offline  

 



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