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Vecchio 05-05-2010, 20.35.43   #41
ulysse
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

DEL METODO DELLA SCIENZA

Il lavoro dello scienziato e del ricercatore in genere, consiste nel capire ed esplicitare come sia fatto e come funzioni quel grande fenomeno che è il micro-macro universo comprendente anche il vivente.

Il metodo di ricerca e risoluzione matematico-sperimentale fu introdotto pricipalmente da Galileo Galilei e permette di perseguire e acquisire la conoscenza delle cose in modo sistematico, affidabile, autocorrettivo…in evoluzione continua.

Infatti l'applicazione sistematica del metodo di ricerca e indagine perseguito da Galileo ha dato l’avvio al sorgere della grande costruzione dela scienza moderna (Scienza Galileana)… al di là di idee preconcette, superstiziose, fideistiche e immaginifiche che avevano dominato la cultura antica per migliaia di anni… fino, appunto, a Galileo…e, pur decrescendo, anche fino ad oggi...purtroppo

Gia' i filosofi greci del V-IV secolo avevano, formulato, con ottime intuizioni, teorie avanzate, degne del nostro “600,… con Parmenide, Democrito, Eraclito, Aristarco, Filolao, ecc… e poi Tolomeo, Archimede, Epicuro, risalendo fino a Giordano Bruno, Copernico, Keplero, ecc…, ma non si squarciava il “muro” che separava la conoscenza umana dalla realtà fisica e biologica e sorgeva un metodo che permettesse continuità, interrelazioni e congruità sicure, nonchè confrontabili e misurabili fra le opere e le ricerche dei vari filosofi/studiosi che si susseguivano: ognuno andava per conto suo con l’aggravante di una incombente cultura fideistica.

La congruenza e confrontabiltà citata fra risoluzioni scaturenti dalle innumeri sperimentazioni e scoperte, si realizza da 400 anni e per il futuro con crescita esponenziale a seguito della applicazione sistematica del metodo galileiano che si compone essenzialmente (con esposizione schematica) delle 8 fasi seguenti:

1. Intuizione/definizione del fenomeno di cui s’intende intraprendere lo studio: Ad es. la velocità di caduta di oggetti diversi: si dice infatti che Galileo pensasse studiare palle da cannone di diversa grandezza cadenti dalla torre di Pisa
2. Pianificazione e realizzazione dello studio/esperimento con sviluppo del medesimo corredato di osservazioni, raccolte e classifica dei relativi dati e misure,
3. Ragionamento induttivo (già sviluppato da Bacone). Con logica induttiva, infatti, si estrapola la legge generale del fenomeno da una serie ragionevolmente limitata di osservazioni, dati e risultanze sperimentali: Ad es.:…la modalità di caduta di alcune pietre vale per tutte le pietre.
4. Elaborazione del relativo modello o teoria generale supportata da numerosi fenomeni rilevati logicamente correlati e congruenti con eventuale esplicitazione matematica per la scienza di primo livello (vedi equazioni di Maxwell, di Newton, ecc.) adatta a interpretare lo svolgersi spazio temporale di un complesso globale di fenomeni fra loro rapportati:
5. Validazione della teoria che supporta il modello globale espletando ulteriori esperimenti e controlli di verifica e congruenza delle risultanze con le ipotesi iniziali tali che coprano a sufficienza il campo sotteso dalla teoria. Sono comprese nelle congruenze anche le interrelazioni e indagini incrociate fra ricercatori di tutto il mondo (Internet). Gli esperimenti relativi alle grandi teorie interpretative con eventuali controlli incrociati ed estensioni a teorie correlate possono svolgersi per anni e decine di anni…secoli addirittura!: vedi l’evoluzionismo di Darwin…oramai neodarwinismo ed evo-devo con estensione alla genetica, alla sociologia, alla psicologia, e interferenze con l’antropologia, la paleontologia. ecc
6. Emissione della legge: pubblicazione su riviste specializzate delle risoluzioni con esplicazione del perseguito..quindi divulgazione con ogni mezzo mediatico…fino all’università e libri di scuola
7. Ricadute nelle scienze applicate e tecnologie varie… che sfruttano i parametri e le leggi estrapolate dalla ricerca originale a scopo di lucro con derivazione di prodotti o dati previsionali.
8. Si fa qui più invasivo il controllo politico, commerciale, economico su cui spesso interviene il coordinamento legislativo o l’intromissione della filosofia morale eventualmente teologica.

Nota 1:
Ovviamente non è essenziale che le fasi indicate si esplichino secondo l’ordine detto e non sono necessariamente in successione…si attua spesso una certa contemporaneità operativa

Nota 2:
I "saperi" le cui risultanze non siano perseguite con metodologie conformi a quelle galileiane, non costituiscono “scienza” e non garantiscono l’affidabilità e confrontabilità derivata dall’essere “scienza”, particolarmente se tali risultanze non sono espresse in termini logico-matematici. Infatti solo l’esplicazione logico-matematica (leggi) delle risultanze della sperimentazione o delle osservazioni definisce l’appartenza al primo livello della scienza Galileana: il cosmo!
In ogni caso non è detto che certi saperi non definiti come scienza siano fasulli…anzi possono essere affidabilissimi…per quanto non ne sappia citare alcuno: forse il sapere filosofico quando non si affidi al fideismo e non metta in campo entità contrastanti con la congruenza delle leggi scientifiche. Ma mi pare che questo già lo dicesse Bacone.

Nota 3:
Non ho citato Aristotele fra i filosofi greci precorrenti la cultura moderna poiche mi è parso che la diffusione del suo pensiero (Aristotelici) abbia costituito il maggior ostacolo all’evolversi della conoscenza per i 1500 anni intercorsi fra Tolomeo a Copernico.
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Vecchio 06-05-2010, 00.33.36   #42
Il_Dubbio
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

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Originalmente inviato da ulysse
DEL METODO DELLA SCIENZA

1. Intuizione/definizione del fenomeno di cui s’intende intraprendere lo studio: Ad es. la velocità di caduta di oggetti diversi: si dice infatti che Galileo pensasse studiare palle da cannone di diversa grandezza cadenti dalla torre di Pisa
2. Pianificazione e realizzazione dello studio/esperimento con sviluppo del medesimo corredato di osservazioni, raccolte e classifica dei relativi dati e misure,
3. Ragionamento induttivo (già sviluppato da Bacone). Con logica induttiva, infatti, si estrapola la legge generale del fenomeno da una serie ragionevolmente limitata di osservazioni, dati e risultanze sperimentali: Ad es.:…la modalità di caduta di alcune pietre vale per tutte le pietre.
4. Elaborazione del relativo modello o teoria generale supportata da numerosi fenomeni rilevati logicamente correlati e congruenti con eventuale esplicitazione matematica per la scienza di primo livello (vedi equazioni di Maxwell, di Newton, ecc.) adatta a interpretare lo svolgersi spazio temporale di un complesso globale di fenomeni fra loro rapportati:
5. Validazione della teoria che supporta il modello globale espletando ulteriori esperimenti e controlli di verifica e congruenza delle risultanze con le ipotesi iniziali tali che coprano a sufficienza il campo sotteso dalla teoria. Sono comprese nelle congruenze anche le interrelazioni e indagini incrociate fra ricercatori di tutto il mondo (Internet).


I primi 5 punti potrebbero essere sintetizzati più agevolmente con
-osservazione
-estrapolazione di una regola o legge e formulazione di una teoria
-Controllo della teoria mediante verifica di osservazioni future
[e questo è quello che ho già detto io]

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Originalmente inviato da ulysse
Gli esperimenti relativi alle grandi teorie interpretative con eventuali controlli incrociati ed estensioni a teorie correlate possono svolgersi per anni e decine di anni…secoli addirittura!: vedi l’evoluzionismo di Darwin…oramai neodarwinismo ed evo-devo con estensione alla genetica, alla sociologia, alla psicologia, e interferenze con l’antropologia, la paleontologia. ecc

Qui fai riferimento ad una teoria scientifica che ha estensioni in altre discipline. Io però davvero non comprendo. Una teoria scientifica solitamente ha sempre dietro almeno una disciplina di supporto importante. Ora, spiegami, l'evoluzionismo a quale disciplina appartiene? Dove si studia e in quale università?
Anch'io spesso faccio osservazioni in giro, ed ho una teoria per gli extraterrestri uno per gli sarchiaponi e un'altra sulle grondaie ripiene di nutella poi posso far riferimento alla fisica, alla chimica e alla medicina per confermare la mia teoria...

... forse ignoro, ma non credo esista una università in cui si studi la "disciplina" esclusivamente evoluzionista. Credo non "esisti" tale disciplina. Esiste la biologia, la genetica... ma non ho mai sentito parlare di una disciplina chiamata "evoluzionismo" o neodarwinismo o altri nomi.
Comunque anche se esistesse (non lo voglio mettere in dubbio ) ciò che dice tale teoria deve poter essere "controllata" da osservazioni future tramite previsioni. Cosa dice la teoria, che gli uomini ridiventeranno scimmie? Bene se è una teoria scientifica basta aspettare che gli uomini ridiventino scimmie. Ma fino ad allora quella non è una teoria scientifica.
Tutto dipende quindi da ciò che dice la teoria, dalle osservazioni fatte e dalla possibilità di poterne fare altre partendo dalla previsione degli eventi futuri.
Se questo non è possibile, non è una teoria scientifica... almeno per come lo intendo io scienza. Il problema grave (che secondo me bisogna combattere) è che tutto diventi scienza; così anche le teorie piu strampalate lo diventerebbero.


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Nota 1:
Ovviamente non è essenziale che le fasi indicate si esplichino secondo l’ordine detto e non sono necessariamente in successione…si attua spesso una certa contemporaneità operativa

Osservazione/estrapolazione/controllo, devono necessariamente essere attuate. Potrei avere certamente una teoria prima di fare osservazioni, ma non ho una teoria scientifica prima che queste osservazioni siano svolte e continuo a non avere una teoria scientifica se mi si preclude di farne in futuro.
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Vecchio 09-05-2010, 17.48.09   #43
S.B.
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

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Originalmente inviato da Il_Dubbio
... forse ignoro, ma non credo esista una università in cui si studi la "disciplina" esclusivamente evoluzionista. Credo non "esisti" tale disciplina. Esiste la biologia, la genetica... ma non ho mai sentito parlare di una disciplina chiamata "evoluzionismo" o neodarwinismo o altri nomi.

Con evoluzionismo si intende genericamente una posizione scientifica opposta al creazionismo, sia Lamarck che Darwin sono evoluzionisti in questo senso.
Il neodarwinismo è una programma di ricerca multidisciplinare a cui partecipano varie discipline: biologia, genetica, paleontologia, oltre ad altre scienze ausiliarie quali la geologia e la chimica.

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Osservazione/estrapolazione/controllo, devono necessariamente essere attuate. Potrei avere certamente una teoria prima di fare osservazioni, ma non ho una teoria scientifica prima che queste osservazioni siano svolte e continuo a non avere una teoria scientifica se mi si preclude di farne in futuro.

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Il metodo di ricerca e risoluzione matematico-sperimentale fu introdotto pricipalmente da Galileo Galilei e permette di perseguire e acquisire la conoscenza delle cose in modo sistematico, affidabile, autocorrettivo…in evoluzione continua.

Infatti l'applicazione sistematica del metodo di ricerca e indagine perseguito da Galileo ha dato l’avvio al sorgere della grande costruzione dela scienza moderna (Scienza Galileana)… al di là di idee preconcette, superstiziose, fideistiche e immaginifiche che avevano dominato la cultura antica per migliaia di anni… fino, appunto, a Galileo…e, pur decrescendo, anche fino ad oggi...purtroppo

Gia' i filosofi greci del V-IV secolo avevano, formulato, con ottime intuizioni, teorie avanzate, degne del nostro “600,… con Parmenide, Democrito, Eraclito, Aristarco, Filolao, ecc… e poi Tolomeo, Archimede, Epicuro, risalendo fino a Giordano Bruno, Copernico, Keplero, ecc…, ma non si squarciava il “muro” che separava la conoscenza umana dalla realtà fisica e biologica e sorgeva un metodo che permettesse continuità, interrelazioni e congruità sicure, nonchè confrontabili e misurabili fra le opere e le ricerche dei vari filosofi/studiosi che si susseguivano: ognuno andava per conto suo con l’aggravante di una incombente cultura fideistica.

La congruenza e confrontabiltà citata fra risoluzioni scaturenti dalle innumeri sperimentazioni e scoperte, si realizza da 400 anni e per il futuro con crescita esponenziale a seguito della applicazione sistematica del metodo galileiano che si compone essenzialmente (con esposizione schematica) delle 8 fasi seguenti:

1. Intuizione/definizione del fenomeno di cui s’intende intraprendere lo studio: Ad es. la velocità di caduta di oggetti diversi: si dice infatti che Galileo pensasse studiare palle da cannone di diversa grandezza cadenti dalla torre di Pisa
2. Pianificazione e realizzazione dello studio/esperimento con sviluppo del medesimo corredato di osservazioni, raccolte e classifica dei relativi dati e misure,
3. Ragionamento induttivo (già sviluppato da Bacone). Con logica induttiva, infatti, si estrapola la legge generale del fenomeno da una serie ragionevolmente limitata di osservazioni, dati e risultanze sperimentali: Ad es.:…la modalità di caduta di alcune pietre vale per tutte le pietre.
4. Elaborazione del relativo modello o teoria generale supportata da numerosi fenomeni rilevati logicamente correlati e congruenti con eventuale esplicitazione matematica per la scienza di primo livello (vedi equazioni di Maxwell, di Newton, ecc.) adatta a interpretare lo svolgersi spazio temporale di un complesso globale di fenomeni fra loro rapportati:
5. Validazione della teoria che supporta il modello globale espletando ulteriori esperimenti e controlli di verifica e congruenza delle risultanze con le ipotesi iniziali tali che coprano a sufficienza il campo sotteso dalla teoria. Sono comprese nelle congruenze anche le interrelazioni e indagini incrociate fra ricercatori di tutto il mondo (Internet). Gli esperimenti relativi alle grandi teorie interpretative con eventuali controlli incrociati ed estensioni a teorie correlate possono svolgersi per anni e decine di anni…secoli addirittura!: vedi l’evoluzionismo di Darwin…oramai neodarwinismo ed evo-devo con estensione alla genetica, alla sociologia, alla psicologia, e interferenze con l’antropologia, la paleontologia. ecc
6. Emissione della legge: pubblicazione su riviste specializzate delle risoluzioni con esplicazione del perseguito..quindi divulgazione con ogni mezzo mediatico…fino all’università e libri di scuola
7. Ricadute nelle scienze applicate e tecnologie varie… che sfruttano i parametri e le leggi estrapolate dalla ricerca originale a scopo di lucro con derivazione di prodotti o dati previsionali.
8. Si fa qui più invasivo il controllo politico, commerciale, economico su cui spesso interviene il coordinamento legislativo o l’intromissione della filosofia morale eventualmente teologica.

La distinzione fideistico/scientifico è in buona parte estranea ai protagonisti della rivoluzione scientifica e comunque non è un criterio particolarmente valido per comprendere la genesi della scienza moderna. Galileo faceva oroscopi, Newton si occupava di alchimia ed esegesi biblica: idee filosofiche, religios e scientifiche si sono intrecciate. Per tacere del fatto che Galileo non faceva esperimenti di laboratorio, la torre, il moto sulla nave, etc. sono solo esperimenti mentali, non furono realmente effettuati.

Andando oltre potremmo aggiungere che Galileo non aveva nemmeno le teorie ottiche adeguate per giustificare l'uso del cannocchiale, ad esempio la grandezza delle stelle non appariva sensibilmente diversa tra la visione con lo strumento e quella ad occhio nudo, la spiegazione di vari fenomeni che contraddicevano la sua teoria è stata ben dopo la sua morte e l'accettazione delle sue idee.

A lungo andare Galileo ha avuto ragione, ma per molto tempo le sue idee sono andate avanti nonostante l'osservazione le confutasse, in parte.
Una metodologia troppo rigida rischia di uccidere il concreto sviluppo storico della scienza, la scienza vince la partita alla lunga, non le si può chiedere immediatamente di risolvere tutti i problemi: alcune contraddizioni vanno ignorate nella convinzione che poi verranno accomodate. Per cui la ricostruzione razionale dell'iter che deve seguire il bravo scienziato è un'operazione interessante, ma non dobbiamo pretendere di imporla.
Ad esempio Feyerabend dimostra (portando evidenze storiche interessanti e scrupolose) che se gli scienziati avessero preso sul serio i neopositivisti o Popper la scienza non avrebbe potuto progredire, avrebbe abortito secoli fa.

E' un discorso veramente ampio quello che si dovrebbe affrontare, in più è molto complesso perchè richiede un'accurato studio della storia della scienza, ma consiglio caldamente tre libri:

Kuhn - La struttura delle rivoluzioni scientifiche
Lakatos - La metodologia dei programmi di ricerca scientifici
Feyerabend - Contro il metodo
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Vecchio 09-05-2010, 20.07.27   #44
ulysse
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

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I primi 5 punti potrebbero essere sintetizzati più agevolmente con
-osservazione
-estrapolazione di una regola o legge e formulazione di una teoria
-Controllo della teoria mediante verifica di osservazioni future
[e questo è quello che ho già detto io]

Certo non volevo contrastare quanto hai detto, ma non si tratta di agevolare chi elabora la definizione, ma chi la utilizza, colui cioè che deve trovare nella procedura una guida operativa che copra una molteplicità di casi. D’altra parte l’esempio riportato è già di per sé riassuntivo di procedure da me elaborate in casi di ricerca applicata aziendale.

La tua semplificazione, pur corretta nella sua generalizzazione, non sarebbe comunque sufficiente per sopperire ad un vasto range di casistiche o in fase di introduzione di nuovi operatori…..per mantenere comunque continuità e congruenza procedurale in attività similari.
In realtà, per ampliare la credibilità circa l’efficacia della procedura, occorre evidenziare l’attuarsi di alcune fasi che normalmente l’uomo della strada, comunque ignaro di sistematicità e di metodo, non tiene nel dovuto conto.

Ad esempio: la fase intuitiva disvelante nuovi concetti o eventi non prima noti, le modalità di integrazione e soluzione, la pianificazione procedurale, la raccolta e classificazione di dati concreti, le misure, l’induzione logica versola legge generale, la congruenza di metodi e risultanze con leggi e discipline correlate/stabilizzate della scienza, della storia di fenomeni analoghi, ecc… Ci sono poi le informazioni ed i controlli incrociati, nell’ambito della comunità scientifica sia dirette che su Internet o per pubblicazioni su riviste specializzate: alla fine un “trovato”, ritenuto soddisfacente, anche se solo di scienza applicata (anzi… soprattutto se di scienza applicata) deve essere ripetibile in ogni laboratorio adeguatamente attrezzato.

Per la scienza pura invece occorrono metodi e disponibilità meglio dedicate e adeguate …vedi ad esempio il caso dei ciclotroni (LHC del Cern), ecc…
E' scinza (in parte) l'utilizano il ciclotrone...anche se la particella di Dio non è ancora apparsa.
D’altra parte..per curiosità, a supporto di una mnemonicità immediata, di possibile ed utile uso, anche in riferimento alle nostre attività quotidiane, esiste e si utilizza nella pratica, l’acronimo PDCA, ove:

1. P = PLAN, acquisire, capire, ipotizzare, pianificare, attrezzare.
2. D = DO, raccogliere dati, ideare teorie, risolvere, fare.
3. C = CONTROL, controllare, confrontare con retroazione all’origine,
4. A = ACT, rilasciare lo standard, mettere in atto, eventualmente ripetere il ciclo.

In definitiva, pur mantenendo l’essenzialità della definizione, le possibilità metodologiche sono parecchie, per quanto la “ricerca applicata” possa meglio e più efficacemente mantenersi entro rigide procedure.

Nella ricerca pura, specie in riferimento a teorie complesse, lo scienziato, pur nella soddisfazione del metodo procedurale per singole indagini di supporto, sente maggiormente l’esigenza di adeguare le procedure in modo da sopperire agli inevitabili imprevisti... non esclusa la necessità di estendere l’indagine globale nello spazio e nel tempo…fino all’intero universo fisico e biologico…anche per tempi protratti e per successivi ricercatori.

Sono infatti emerse negli ultimi secoli teorie esplicative ed interpretative di volta in volta rivoluzionarie sia per concetti che in rapporto agli ambiti culturali di riferimento. Così è accaduto infatti con Copernico/Newton, con Darwin, con Einstein, ecc…, ed ancora per la biologia molecolare, la m.q., la chimica interstellare, ecc…per le quali piu’ che la predittività è stata ed è di prevalente importanza la esplicazione, l’influenza culturale e ideologica, la proiezione sulle future possibilità ed espansioni delle scienze, delle tecnologie, del nosro vivere.…le cui ricadute sperimentali e applicative confermano sempre piu’ le teorie originali

Gli esperimenti relativi alle grandi teorie interpretative con eventuali controlli incrociati ed estensioni a teorie correlate possono svolgersi per anni e decine di anni…secoli addirittura!: vedi l’evoluzionismo di Darwin…oramai neodarwinismo ed evo-devo con estensione alla genetica, alla sociologia, alla psicologia, e inferenze vero l’antropologia, la paleontologia, l'archeologia,la chimica. ecc

Citazione:
Qui fai riferimento ad una teoria scientifica che ha estensioni in altre discipline. Io però davvero non comprendo. Una teoria scientifica solitamente ha sempre dietro almeno una disciplina di supporto importante. Ora, spiegami, l'evoluzionismo a quale disciplina appartiene? Dove si studia e in quale università?


Le teorie che ho citato sono rivoluzionarie proprio perchè hanno mutato nella società intera i riferimenti sensoriali (la terra gira) e culturali (l’evoluzione per il senso del vivente e per la relatività…ecc…)
In effetti, per l’evoluzione di Darwin non c’erano a priori discipline preparatorie: già c’era Lamark, ma diceva il contrario. L’intuizione di Darwin è stata veramente originale…ed in effetti non credo che esistano oggi insegnamenti specifici in ogni ordine di scuola: in certi stati USA è anche proibito: c’è l’ID!

Comunque il darwinismo, il neodarvinismo attuale, ha informato di sé quasi tutte le discipline scientifiche relative al vivente…la genetica, la biologia, la psicologia, la sociologia ne sono una naturale estensione…non sarebbero al livello attuale senza il concetto di “evoluzione” . Analogamente sui concetti dell’ evoluzione poggiano anche l’antropologia, la paleontologia, l'archeologia, ecc…
In definitiva il Darwinismo (Neodarwinismo) ha informato di sè l'intera cultura planetaria: è difficile fare un discorso, anche nel palare comune, senza metterci dentro la parla "evoluzione".
…Non c’è niente di inventato o fantasioso in quanto dico: basta leggere o informarsi: credo che i genetisti , i biologi , i neuroscienziati ….abbiano la loro da dire in proposito…magari si chieda a Boncinelli… chè questo è il suo mestiere!

Citazione:
Anch'io spesso faccio osservazioni in giro, ed ho una teoria per gli extraterrestri uno per i sarchiaponi e un'altra sulle grondaie ripiene di nutella poi posso far riferimento alla fisica, alla chimica e alla medicina per confermare la mia teoria...

Per la nutella è pericoloso…qualcuno, troppo curioso o goloso, potrebbe cadere!
Mi congratulo per i sarchiaponi, ma non saprei dove li hai trovati: sono solo epistemicamente noti o anche ontologicamente definiti…oppure li confiniamo nel noumeno?
Comunque ti consiglierei di astenerti dal diffondere in giro queste tue esternazioni: qualcuno potrebbe preoccuparsi.

Citazione:
... forse ignoro, ma non credo esista una università in cui si studi la "disciplina" esclusivamente evoluzionista. Credo non "esisti" tale disciplina. Esiste la biologia, la genetica... ma non ho mai sentito parlare di una disciplina chiamata "evoluzionismo" o neodarwinismo o altri nomi.
Comunque anche se esistesse (non lo voglio mettere in dubbio ) ciò che dice tale teoria deve poter essere "controllata" da osservazioni future tramite previsioni. Cosa dice la teoria, che gli uomini ridiventeranno scimmie?

Ma sono discipline di cui si parla continuamente (vedi quanto ho scritto sopra) e tanto più l’interesse sale da quando i teisti hanno inventato l’ID: cerca su internet se ne hai voglia.
In proposito è anche uscito un nuovo libro che potrebbe esserti utile: “gli errori di Darwin” editore Feltrinelli.
Che poi gli umani ridiventino scimmie lo escluderei…per lo meno Darwin non lo dice …tanto piu’ che non lo sono mai stati: E’ piu’ probabile che per allora gli scarafaggi abbiano riconquistato la terra…ma nemmeno questo Darwin dice.

Citazione:
. Il problema grave (che secondo me bisogna combattere) è che tutto diventi scienza; così anche le teorie più strampalate lo diventerebbero.

E’ vero! il mondo è pieno di teorie strane e saperi tarlocchi che reclamerebbero di essere scienza... (posso citare l'astrologia???)…e sarebbe grave accoglierle, ma sarebbe anche un guaio, forse maggiore, se si scambiasse una teoria buona per tarlocca.
All’origine nessuna teoria, nessuna idea nuova evidenzia il suo intrinseco contenuto di genialità: che avrebbe detto Newton se Einstein gli avesse confidato l’elasticità del tempo…la sua dipendenza dalla velocità… l’intersecazione con lo spazio… che il suo universo rincorreva la luce? Avrebbe aspettato la dimostrazione galileana o lo avrebbe mandato….? Ecco, appunto…Newton non era tipo molto comodo!

Citazione:
Osservazione/estrapolazione/controllo, devono necessariamente essere attuate. Potrei avere certamente una teoria prima di fare osservazioni, ma non ho una teoria scientifica prima che queste osservazioni siano svolte e continuo a non avere una teoria scientifica se mi si preclude di farne in futuro.

Appunto occorre avere la fiducia necessaria per perseguire il metodo...ed anche naso per investirci...tuttavia: la teoria scientifica testata scientificamente e’ scienza. Non è che sia scienza solo il trovato…positivo, è scienza la stessa metodologia perseguita. Si puo’ giungere a dimostrare scientificamente che un certo sapere è falso: il libro di Zichichi (Il vero e il falso) tratta di questo.

Nel topic parallelo (fenomeno-noumeno) sembra si voglia discutere circa l'esistenza del noumeno kantiano: magari se si potesse perseguire questa ricerca con metodo galileano si scoprirebbe che è una boiata...ma sarebbe comunque scienza...il metodo ..non la risultanza!.Temo però che neppure il metodo galileano avrebbe qui appiglio: quali rilievi se è inconoscibile?

In ogni caso ritengo che ogni argomento che venga trattato (che possa esere trattato...) col metodo della scienza sia da definirsi scientifico…e magari il risultato...documentato... è negativo!
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Vecchio 10-05-2010, 09.40.33   #45
Giorgiosan
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

Il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale (BES) dell’Università di Bologna fu creato nel 1987 dalla fusione di quattro Istituti della Facoltà di Scienze MMFFNN: l’Istituto di Botanica, l’Istituto di Zoologia, l’Istituto di Anatomia Comparata e l’Istituto di Genetica


Dipartimento di Biologia Evoluzionistica «Leo Pardi». Università di Firenze
A seguito della delibera del Cosiglio di Dipartimento del 22 gennaio 2008, con decreto rettorale n.182 del 12 febbraio 2008 la denominazione del Dipartimento di Biologia Animale e Genetica "Leo Pardi" è modificata in Dipartimento di Biologia Evoluzionistica "Leo Pardi"
A decorrere dal 1° gennaio 2010, i biologi vegetali afferenti alle Facoltà di Scienze MFN e Farmacia confluiscono nel Dipartimento di Biologia Evoluzionistica

Università di Padova.
Corsi di Laurea Magistrale DM 270/2004 - a.a. 2009/2010
Corso di studio: Biologia evoluzionistica

Università di Milano
Biodiversità ed evoluzione biologica
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali a.a. 2009/2010


Università Roma 3
Laurea Magistrale in Biologia Evoluzionistica ed Ecologia ... di Biologia dell'Università di ROMA TRE –


Eccetera, eccetera, ecc.
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Vecchio 10-05-2010, 13.55.52   #46
ulysse
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Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale (BES) dell’Università di Bologna fu creato nel 1987 dalla fusione di quattro Istituti della Facoltà di Scienze MMFFNN: l’Istituto di Botanica, l’Istituto di Zoologia, l’Istituto di Anatomia Comparata e l’Istituto di Genetica
.............................. .......
Dipartimento di Biologia Evoluzionistica «Leo Pardi». Università di Firenze
A seguito della delibera del Cosiglio ...............la denominazione del Dipartimento di Biologia Animale e Genetica "Leo Pardi" è modificata in Dipartimento di Biologia Evoluzionistica "Leo Pardi".....ecc...
....................nel Dipartimento di Biologia Evoluzionistica....ecc...

Sono grato a Giorgiosan per le dettagliate precisazioni: sembra proprio che senza l'idea originale di Darwin circa l'origine delle specie con la sua evoluzione in neodarwinismo a seguito dell'incontro con la genetica e la biologia del vivente: umano, animale, botanico...oggi non si saprebbe poprio cosa raccontare nei corsi universitari per biologia o per altre scinze correlate.

Certo esagero, ma è ovvio che senza Darwin oggi le varie scienze citate si troverebbero ad un livello evolutivo assai piu' arretrato.

Puo' sembrare strano che oggi ancora si metta in dubbio la validità della teoria nel suo sviluppo. In certi stati USA il suo insegnamento è messo al bando nelle scuole, o, per lo meno deve essere associato a quello dell'ID.... magari del creazionismo...ed in effeti sono frequenti anche in Italia conferenze a sostegno del creazionimo..persino organizzate da enti pubblici...finanzati dallo stato...alla faccia dei tagli alla scuola ed alla ricerca.

Mi chiedo perchè tanta diffidennza, persino nei laici, dopo 150 anni di successi applicativi nelle scienze derivate: non è successo niente di analogo per le altre grandi teorie interpretative!

I "PRINCIPIA MATHEMATICA" furono accolti con entusiasmo nel mondo scienitifico di allora e si disse (pragonandolo a Colombo) che Newton aveva scoperto un nuovo mondo: in realtà non era tutto merito suo , ma era salito sulle spalle di giganti e aveva sistemtizzato ed esplicato coerentemente in linguaggio matematico tutta la materia concernente l'universo stazionario di allora.

E nemmeno Einstein, la cui teoria non era da meno nel rovesciare concetti e visioni fu tanto ostracizzato quanto Darwin.

Certo fece scalpore l'idea che l'uomo fosse un animale come gli altri...disceso dalla scimia, dissero ...solo un pò piu' istruito...
E dire che il giovane Darwin fu associato al Beagle, nel suo viaggio intorno al mondo, come naturalista con lo scopo di raccogliere prove confermanti l'ipotesi della genesi bibblica.

E' proprio vero che sai come cominci, ma non sai mai come andrai a finire!
...e questo deve esser un colpo duro per l'idea di determinismo che ancora serpeggia...come lo è, del resto, tutto qunto traspare dall'opera di Darwin.
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Vecchio 10-05-2010, 16.08.55   #47
Il_Dubbio
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

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Originalmente inviato da S.B.
Con evoluzionismo si intende genericamente una posizione scientifica opposta al creazionismo, sia Lamarck che Darwin sono evoluzionisti in questo senso.
Il neodarwinismo è una programma di ricerca multidisciplinare a cui partecipano varie discipline: biologia, genetica, paleontologia, oltre ad altre scienze ausiliarie quali la geologia e la chimica.

Chiaramente sono informato, la mia era una ingenua provocazione.
Io però ho già detto (e vorrei che mi si rispondesse su questo) che il termine "evoluzione" significa storia; storia del genere umano, animale e vegetale, nonché storia degli ambienti che li hanno contenuti.
L'evoluzionismo quindi dovrebbe rappresentare una "teoria scientifica" dell'evoluzione, quindi della storia.
Secondo il mio schema (che non è soltanto mio, ma credo di tutta la comunità scientifica, tranne forse di qualche filosofo non-scienziato) contiene tre soli capitoli:
osservazione
estrapolazione di regole e leggi
Controllo di queste leggi attraverso previsioni future.

Il punto però è che per esempio, come lo scopritore stesso ha scritto nel suo famoso libro "DNA", lo studio di un reperto fossile di soli 60.000 (piu o meno) non può basarsi sul suo DNA in quanto lo stesso si deteriora. La biologia sicuramente può fare tutte le osservazioni al presente e controllare quelle nell'immediato futuro, ma pretendere che la teoria (qualsiasi essa sia) sia valida per i restanti 5 miliardi di anni è follia... non sappiamo nemmeno se domani pioverà con sicurezza e c'è invece chi scommette che 5 miliardi di anni fa c'erano i presupposti climatici per la vita. Su quali basi?
Quindi a me vanno bene le teorie evoluzionistiche (tutte quante quelle che si vuole) l'importante che si possano "controllare"... non devo necessariamente credere in qualcosa che non si può controllare. E ovvio che la stessa pseudo teoria poi deve rivolgersi alla paleontologia per accreditarsi come teoria generalizzata, ovvero storica. Quindi ciò che la genetica e la biologia non può fare (non può controllare e non può prevedere) viene mandata ad altra "disciplina", in una sorta di scaricabarile in cui la teoria risulta essere sempre valida, ma che nessuno può controllare.

Faccio un esempio pratico. Io sono chiamato, durante le elezioni politiche, a controllare i seggi durante le votazioni a nome di un partito. Nel mio seggio il 90% dei voti va al mio partito. Se io fossi uno sprovveduto scienziato, direi che il mio partito ha vinto le elezioni in tutta Italia. Ovvero la deduzione che io ne traggo parte innanzitutto dall'osservazione (primo punto) poi da una estrapolazione (il partito ha vinto in tutta Italia) ma mi manca il riscontro ovvero che il mio partito abbia vinto in tutta Italia. Poi vai a vedere che ha davvero vinto, ma non posso basare, prima del controllo, una teoria intera, su spezzoni di dati, che restano comunque oggettivi, quando so che la torta (cioè l'intera votazione nazionale) è enormemente più grande.

Queste valutazioni sono le stesse a cui si riferiva Ulysse: possiamo generalizzare, come ho fatto, e sintetizzare in pochi punti l'iter scientifico, ma poi è normale che quelle non sono e non possono essere sufficienti.
Non posso fare un esperimento qualsiasi, devo pianificarlo e devo poterlo riprodurre in qualsiasi momento me lo si chieda. Non posso prendere campioni a caso di voti (o piu in genere di dati), ma soltanto quelli che poi mi daranno un risultato finale che posso prevedere.
Insomma la scienza è vero che è solo ipotetica, ma è un reato farla arrivare ancora più in basso.
Fai conto del famoso Bosone di Higss. Higss lo ha teorizzato all'interno del modello standard della fisica delle particelle. Ha avuto un' intuizione prevedendo il bosone, ma ad oggi non è ancora stato trovato. Questo non significa che Higss abbia torto, ma nemmeno, fino a prova contraria, che abbia ragione. Questa è la filosofia che dovrebbe accompagnare il ricercatore, che poi sarà liberissimo di fare tutte le ricerche che vuole, anche le più disperate (come quelle del moto perpetuo), ma non si può alzarlo alla gloria prima ancora che la sua ricerca abbia avuto un esisto positivo. Poi esistono teorie, contrariamente alla ricerca dell'Higss, a cui manca del tutto la possibilità di un controllo (vedi universi paralleli). Questo non significa che non esisterà in futuro la possibilità di controllare ciò che oggi sembra impossibile, ma non possono risultare oggi, quelle, teorie scientifiche. Chiaramente le intuizioni restano... sono importanti, nessuno mette in dubbio che la fonte di ogni scoperta scientifica non può basarsi soltanto sul metodo. Il metodo serve solo per dichiarare scientifica qualsivoglia teoria... l'importante però che il metodo venga rispettato, altrimenti tutto sarebbe scientifico e non può essere così.
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Vecchio 10-05-2010, 20.41.33   #48
ulysse
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Riferimento: La scienza è solo un sapere ipotetico

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Originalmente inviato da S.B.
La distinzione fideistico/scientifico è in buona parte estranea ai protagonisti della rivoluzione scientifica e comunque non è un criterio particolarmente valido per comprendere la genesi della scienza moderna. Galileo faceva oroscopi, Newton si occupava di alchimia ed esegesi biblica: idee filosofiche, religios e scientifiche si sono intrecciate. Per tacere del fatto che Galileo non faceva esperimenti di laboratorio, la torre, il moto sulla nave, etc. sono solo esperimenti mentali, non furono realmente effettuati.

E’ vero che i pensatori/scienziati di allora facevano un po’ di confusione fra certe credenze tipiche del tempo (oroscopi, superstizioni, alchimia, ecc….) a fronte dei loro stessi pensamenti e scoperte circa la realtà fisica sia terrena che celeste: cominciarono però allora, proprio con Galileo, a proporsi di tramandare un sapere autofondante, autoconservante, in sè integrato ed autocorreggente...anche capace di sconfiggere le false credenze e superstizioni...ma non fu certo questo l'incentivante fondamentale nel perseguire il sapere scientifico: fu il desiderio di libertà e la esigenza per gli spriti curiosi e liberi di chiarire le contradizioni che la cultura del tempo lesciava insolute.

Infatti Galileo faceva oroscopi per arrotondare il magro emolumento di docente universitario a Padova…però in cattedra insegnava matematica e meccanica del moto. In realtà poi di esperimenti ed osservazioni ne faceva anche… oltre i molti immaginati e risolti a lume di logica …per mancanza, appunto, di strumenti... di tempo.
Non disponeva infatti di strumenti di laboratorio e quelli che usava se li costruiva da sè…come i famosi piani inclinati per lo studio del moto o il noto cannocchiale che, pur di limitata risoluzione, gli permise di scoprire quelli che chiamò i Pianeti Medicei…in realtà lune di Giove…dai quali trasse la convinzione che Copernico e Keplero fossero nel vero con la loro teoria eliocentrica: la terra poteva benissimo girare attorno al sole dato che quelli giravano tranquillamente intorno a Giove.

Galileo fece vedere, col telescopio, al Gran Duca Cosimo II, a tutta la corte medicea, a prelati, a uomini illustri e meno illustri, ecc… e toccare con mano, i nuovi pianeti, la rugosità della superficie lunare (creduta perfetta) le macchie solari, ecc…e tutti ne furono molto divertiti..per quanto, ancora prigionieri di una mentalita’ aristotelico-cristiana, non credessero che la cosa fosse "oggettivamente reale"…ma solo un effetto dello strumento!
...LO AVREBBERO MESSO AL ROGO ALTRIMENTI!

Ma per Galileo questa fu praticamente la prima e fondamentale riprova che era sorta la nuova astronomia sperimentale e osservativa…la scienza moderna in sostanza.

Il fatto segno’ per Galileo l’inizio del divario fra scienziati e filosofi, infatti:

Se vuoi sapere del mondo qualcosa che non sai o di cui dubiti, puoi anche stare a elucubrare un po’ a tavolino con tutte le possibili logiche e teorie e pensamenti, comè è uso dei filosofi, ma prima di dire come stanno veramente le cose, alzati e vai a vedere, magari anche esperimenta e raccogli dati..relazionali logicamente, induttivamente, ma non dimenticare alla fine di elaborarne una esplicazione logico/matematica… magari anche derivata o correlata, in congruenza coi principi riconosciuti della scienza fino a quel tempo: e solo questo dirà con verità "scientifica" come stanno veramente le cose.

Certo che vi sono anche argomenti che non si riferiscono a cose o fenomeni concreti sui quali non c'è apppiglio per sperimentare meccanicamente: vuol dire che questi restano alle elucubrazioni di filosofi o artisti...sulla cui verità scientifica, però, non ci pronunciamo...come fosse la verità di Popper in sostanza..

Quindi, per la scienza moderna, l’importanza di Galileo non poggia tanto sulle sue scoperte ed sui principi enunciati…che pure ce ne furono (molto di Newton era già in Galileo). Poggia invece sull’enunciato del “Metodo Scientifico”, molto semplice, ma al quale prima di lui nessuno aveva pensato...e che ha dato il via alla scienza moderna.

In contemporanea ci aveva pensato anche Bacone, che raccomandava ed avvertiva quasi delle stesse cose, ma, non essendo un matematico, rifiutava l’esplicazione logico/matematica.
Ecco perchè la Scienza Moderna si chiama “Scienza Galileana” e non "Baconiana": la mancanza della esplicazione logico/matematica non è ammissibile (di non sufficiente garanzia) per una scienza di primo livello…relativa ai parametri ed alle leggi fondamentali dell'universo.

Citazione:
…la scienza vince la partita alla lunga, non le si può chiedere immediatamente di risolvere tutti i problemi: alcune contraddizioni vanno ignorate nella convinzione che poi verranno accomodate. Per cui la ricostruzione razionale dell'iter che deve seguire il bravo scienziato è un'operazione interessante, ma non dobbiamo pretendere di imporla.

In parte è vero, ma in effetti il metodo galileano per la validazione degli enunciati scientifici è rigorosamente seguito: una risultanza scientifica, sia essa positiva o negativa, deve essere accompagnata da un protocollo ove risulti che le enunciazioni sono state sperimentate ed esplicate logicamente in modo che si possa attuare il controllo di evidenza o ripetere l’esperimento. Magari l’ordine delle operazioni perseguite non è quello enunciato…oppure le sperimentazioni sono attuate a spizzichi e bocconi...magari nel tempo secondo opportunità e circostanza……in specie in sperimentazioni di fenomeni complessi.

Sfuggono le grandi teorie interpretative che funzionano come filosofie o ideologie da perseguire. Queste valgono finchè risultano utili, come strumenti, riferimenti di lavoro, concezioni concettuali, strutture di pensierio: Quando cominciassero a saltar fuori sperimentazioni galileanamente condotte da cuyi risultassero enunciati contrastanti allora anche la teoria di riferimento comincerebbe a saltare.
Pragmaticamente si puo’ porre la regola del 5 a 1: se 5 risultanze sperimentali sono favorevoli e una sola contraria…. allora la teoria è buona anche scientificamente ed il risultato divergente si considerebbe fasullo...magari da rivedere. Se invece solo un risultato su cinque e’ favorevole allora la teoria è fasulla.

Citazione:
Ad esempio Feyerabend dimostra (portando evidenze storiche interessanti e scrupolose) che se gli scienziati avessero preso sul serio i neopositivisti o Popper la scienza non avrebbe potuto progredire, avrebbe abortito secoli fa.


Non mi stupisce che Feyerabend dimostri che con Popper, la scienza avrebbe abortito secoli fa...MAGARI NON SAREBE NEMMENO SORTA…mi stupirebbe anzi che qualche scienziato avesse letto Popper o si fosse affidato alle sue teorie di falsificazione.

Citazione:
Andando oltre potremmo aggiungere che Galileo non aveva nemmeno le teorie ottiche adeguate per giustificare l'uso del cannocchiale, ad esempio la grandezza delle stelle non appariva sensibilmente diversa tra la visione con lo strumento e quella ad occhio nudo, .....

Veramente, anche senza una teoria ottica, Galileo vide, col cannocchiale, cose
che ad occhio nudo non si erano prima viste: chi aveva mai visto i crateri lunari...ad esempio?


Ultima modifica di ulysse : 11-05-2010 alle ore 12.12.40.
ulysse is offline  
Vecchio 16-05-2010, 11.39.23   #49
Fallen06
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Sulla scienza moderna

Ciao,
sono d'accordo con S.B. sulla scienza moderna: quella di Galileo e Newton (e di Bacone, Cartesio...) non è per nulla simile alla scienza di cui si dice oggi da parte di alcuni scienziati, storici e filosofi. Non è una scienza ben distinta da elementi magico-religiosi né è una scienza contraddistinta da un metodo univoco. Il fatto che Galileo parlasse molto di collegare esperienza e dimostrazione e poi non compisse, in casi importanti come quelli citati della torre e della nave, gli esperimenti necessari, non è cosa che possa essere sottovalutata. Galileo riteneva utile che a volte la ragione facesse "tanto torto al senso" e questo, a mio avviso, lo avvicina più al razionalismo scientifico bachelardiano che all'immagine che di lui si ha abitualmente.
La scienza moderna, insomma, pare anche a me una creatura polimorfa. Credo anch'io che Feyerabend avesse ragione: non c'è un metodo. Più ancora, non c'è una scienza. La stessa definizione di scienza, infatti, fa riferimento a un insieme di teorie e pratiche ben distinguibili da altre (come quelle religiose). Ma le cose non stanno quasi mai così, se non nelle nostre ricostruzioni mentali. Per questo un Feyerabend o un Kuhn criticavano l'approccio popperiano: non basta la logica, ci vuole la storia.
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Vecchio 17-05-2010, 20.41.00   #50
ulysse
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Originalmente inviato da Fallen06
Ciao,
sono d'accordo con S.B. sulla scienza moderna: quella di Galileo e Newton (e di Bacone, Cartesio...) non è per nulla simile alla scienza di cui si dice oggi da parte di alcuni scienziati, storici e filosofi. Non è una scienza ben distinta da elementi magico-religiosi né è una scienza contraddistinta da un metodo univoco. Il fatto che Galileo parlasse molto di collegare esperienza e dimostrazione e poi non compisse, in casi importanti come quelli citati della torre e della nave, gli esperimenti necessari, non è cosa che possa essere sottovalutata. Galileo riteneva utile che a volte la ragione facesse "tanto torto al senso" e questo, a mio avviso, lo avvicina più al razionalismo scientifico bachelardiano che all'immagine che di lui si ha abitualmente.
La scienza moderna, insomma, pare anche a me una creatura polimorfa. Credo anch'io che Feyerabend avesse ragione: non c'è un metodo. Più ancora, non c'è una scienza. La stessa definizione di scienza, infatti, fa riferimento a un insieme di teorie e pratiche ben distinguibili da altre (come quelle religiose). Ma le cose non stanno quasi mai così, se non nelle nostre ricostruzioni mentali. Per questo un Feyerabend o un Kuhn criticavano l'approccio popperiano: non basta la logica, ci vuole la storia.

finche' si citano pro o contro la scienza galileana personaggi, pur lodevoli per altriaspetti, ma che scienziati non sono, mi pare che sia difficile capirci qulcosa.
Certo che ci vuole la storia, ma la storia di colorom che la scienza hanno fatto e costruito......Copernico, Galileo, Newton, Darwin, Maxwel, Einstein ecc....a Dirac.ecc....Hawking, persino la Montalcini....ecc...
Quindi queste teorie e saperi che diciamo scientifci sarebbero solo costruzioni mentali nostre!?
Chissà come sono sorte la meccanica e la fisica e la cosmologia, ecc...
e chissà sulla base di quali teorie io adesso scrivo sul PC: forse lo hanno costruito in base alle critiche di Feyerabend o alle falsificazioni di Popper.
E questo telefono che squilla sarà caduto dal cielo insieme col digitale terrestre? o anche questo è dovuto all'approccio popperino?
ci tornerò sopra....!
E' INCONCEPIBILE!
ulysse is offline  

 



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